Flusso.

27 febbraio 2016 ore 16:02 segnala
Estrapolare un soggetto dal suo contesto ha conseguenze così disparate!
Ricordo che Pirandello, nel saggio 'L'umorismo', porse l'esempio di un'anziana signora tanto buffamente truccata e in vesti così giovanili, da risultare comica. Tuttavia, passato il momento di ilarità, viene da pensare magari la signora assuma quell'aspetto per atrarre a sè il marito più giovane.
Ecco, la donna in quella forma pare fuori luogo solo perché non conosciamo il contesto, le motivazioni che la spingono a mostrarsi in quel modo. Al sapere i suoi perché nell'osservatore fa largo la pietà, poiché, andando oltre oltre il ridicolo che osserva, egli prova un senso di empatia. Eppure, nella nostra mente non è la signora a cambiare, ma appunto il contesto!
Una foglia può essere trasportata dal fiume, può ergersi sulla cima di un albero, quasi a danzare solleticata dal vento, può sbriciolarsi tra i fogli di un libro. Tutto ciò dà adito ad emozioni e pensieri così diversi.
Il contesto può essere il luogo, il tempo, il semplice movimento. Ah, il movimento. È qualcosa di magico =). Un coniglio in movimento, per esempio. Pazzesco. Muscoli e legamenti che interagiscono a ogni livello, fino dal microscopico, sincronicamente, mossi dal sistema nervoso. Ossa bianche, sangue caldo, un cuore che dà l'impressione di non volersi fermare mai. Pazzesco, ripeto.
Chissà come ride un coniglio. Chissà cosa pensa mentre corre nel buio.



I soggetti visti in questo contesto, perdono molto d'importanza. Visto che viaggiano in flusso di contesti, di cornici, o come vogliamo chiamarli, sembrano quasi dissolversi. Un flusso che inghiotte ogni cosa.
Mi sono attivato per ritrovare il frammento che cito di Pirandello, per i più curiosi. Ammetto di averlo usato per i miei scopi, visto che l'autore parla della differenza tra umorismo e comicità, forse però non siamo neanche così distanti.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d'abiti giovanili. Mi metto a ridere. "Avverto" che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un "avvertimento del contrario". Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s'inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l'amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l'umoristico.
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Estrapolare un soggetto dal suo contesto ha conseguenze così disparate! Ricordo che Pirandello, nel saggio 'L'umorismo', porse l'esempio di un'anziana signora tanto buffamente truccata e in vesti così giovanili, da risultare comica. Tuttavia, passato il momento di ilarità, viene da pensare magari...
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Rigenerazione.

21 febbraio 2016 ore 15:54 segnala
Ogni anima sa come guarirsi, più o meno. Così come per il corpo è naturale cicatrizzare una ferita, la mente tende istintivamente a rimarginarsi. Così sono fatti i viventi. Tornare a un'interezza, mantenere un equilibrio. Alzarsi, cadere, arrancare, rialzarsi, correre, volare, capitolare. Ancora e ancora. L'importante è ritrovare lo slancio, ogni volta. Chi si ferma è perduto, perché il mondo non aspetta nessuno.



Mi fermo a osservare il vetro della finestra che separa la mia stanza dalla città. Una vecchia impronta della mia mano lo sporca. Fuori, una bella giornata di mezza stagione: luminosa, fredda. Il silenzio è spezzato dall'allarme di un'auto... eh. Questo giorno sa proprio di domenica.
Non ho mai amato le domeniche, per tanti motivi. Un po' perché la città si paralizza. Tanti luoghi chiusi, molti servizi pubblici vengono disattivati, desolazione. Sono un tipo molto riservato nella vita di tutti i giorni, per non dire eremitico alle volte, quindi dovrei fregarmene. Eppure mi piace quello sfrigolio di pendolari, quel pulsare di macchine,quei rumori superflui, tutto quel fervore tipico della settimana. Sono un po' un battito cardiaco lontano, che posso usare per calibrare la mia routine.
La tv -che già non guardo mai- cambia il solito palinsesto: al suo posto, buona domenica o quello che danno adesso, il calcio, il motogp, la formula uno e via dicendo. Io queste cose da bambino le ho odiate, erano noiose. Noiosissime. Sono noiose anche adesso, spero lo siano anche in futuro. Perché così continuerò ad odiarle.
Magari anche la noia aiuta a guarire. Quella calma che ti fa porre domande su domande. Una calma non richiesta, che abbatte, esacerba. Sebbene sia tanto esasperante, la noia è, per forza di cose, necessaria: Riporta con i piedi per terra, toglie sorrisi ebeti dalle facce (soprattutto dalla mia XD), fa desiderare la felicità, crea una tregua dalla tristezza, sveglia l'ingegno.
La cosa stupenda e al contempo tremenda della noia è che quasi ti incoraggia a sconfiggerla, però è una lotta impari. Quando siamo immersi in essa cerchiamo modi per scacciarla, facciamo le cose più disparate pur di non pensarci più. Fintantoché siamo distratti funziona! Ma basta un attimo di consapevolezza per capire quanto essa sia viscida e appiccicosa. Talvolta bisogna solo aspettare che vada via da sola.
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Ogni anima sa come guarirsi, più o meno. Così come per il corpo è naturale cicatrizzare una ferita, la mente tende istintivamente a rimarginarsi. Così sono fatti i viventi. Tornare a un'interezza, mantenere un equilibrio. Alzarsi, cadere, arrancare, rialzarsi, correre, volare, capitolare. Ancora e...
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Abrasione.

19 febbraio 2016 ore 01:04 segnala
Passa il tempo e io ritorno qui, ancora una volta, per scrivere ma soprattutto per leggere e rileggere. Osservare chi è nuovo, chi è rimasto, chi è andato via, i vecchi 'me'. Forse già parto male perché io, adesso, sono il vecchio Daniel, e quelli che sono scritti in questo blog erano i nuovi Daniel, quelli più qualcos'altro e meno me. Quindi, i nuovi 'me'.
Mi piace. Mi piace ancora scrivere. Ogni volta è un riscoprirsi, confrontarsi, lasciarsi andare con calma nei propri pensieri. Creo un'impronta indelebile per il Daniel del domani, quello ancora più vecchio.
Ancora non capisco se questo mio mutare sia in meglio o in peggio.
Me lo sono sempre chiesto.
Sento che perdo parti di me, poco a poco, ma è un po' quello che vorrei. Lasciare che ogni pezzo scivoli via, fino ad arrivare all'essenziale. Un ritorno alle basi, o meglio, un nuovo arrivo alle basi, con un magro ma prezioso bagaglio.
Le passioni e i piaceri hanno una presa più flebile adesso; quasi si allontanassero- o mi allontanassi io?- dalla vista. Mi sento come se fossi un libro che perde sempre più pagine sotto il giogo di un vento impassibile.
Le domande non fanno che aumentare, le risposte paiono soltanto diminuire.
La cosa più terrificante è che percepisco il cambiamento. Questo smussarmi, questo assottigliami, questo sgretolarmi, lo sento soffocante. Sfianca. Vorrei solo non accorgermene. Non dico che vorrei evitarlo, poiché, anche a questo punto, non so se sia un male. Quello che rimane basta, ne sono sicuro; ho ancora una certa integrità, un'interezza che sento salda. Il problema è che non so se basta a me. Ma immagino lo scoprirò col tempo.



Credo faccia tutto parte di un processo di riscrittura, alla lunga un'occasione per imparare nuove vie. Non ho fretta :-) .

Qualche mese fa un uomo che quasi non mi conosce mi ha detto che penso troppo. Una frase (forse?) leggera detta (forse?) con leggerezza, ma che ha avuto il peso di un macigno su di me: perché mi sono sentito scoperto, toccato in un punto nevralgico. Ho dubitato.
Penso troppo? Non me lo sono mai chiesto. Che ne so io quanto pensa o debba pensare una persona? Domandarmelo mi pare meschino, sleale. Ci vorrebbe un certo divino distacco per appurarlo in modo incontestabile.
In ogni caso, la cosa non mi turba più. Se pensassi poco, non mi interrogherei sul fatto che penso tanto. Se pensassi tanto, mi sarei già interrogato sulla cosa, da ben prima che quell'uomo me lo dicesse. Beh, so che come pensiero non quadra alla perfezione, tuttavia, rifiuto con tutto me stesso il contrario! Un po' di sana irrazionalità non guasta mai, credo. Probabilmente tutti pensiamo quel che basta, ma mai abbastanza.

Alla fine non ho parlato di chissà cosa. Come al solito è uscito quello che doveva uscire, non mi aspettavo esattamente di trattare chissà cosa, eppure non credo di aver reso giustizia al tempo che è passato dall'ultimo post. Spero non me ne voglia nessuno.
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Passa il tempo e io ritorno qui, ancora una volta, per scrivere ma soprattutto per leggere e rileggere. Osservare chi è nuovo, chi è rimasto, chi è andato via, i vecchi 'me'. Forse già parto male perché io, adesso, sono il vecchio Daniel, e quelli che sono scritti in questo blog erano i nuovi...
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Inseguirsi, susseguirsi, scontrarsi, avvolgersi, in Quattro.

11 maggio 2015 ore 16:54 segnala


Anche l'impenetrabile freddo dell'Inverno può celare il calore dell'amore.
Il più raggelante e inanimato degli esseri, incurante della propria natura, ama e custodisce dentro di sé la delicata Primavera.
Egli si trova nella più feroce malinconia, la solitudine lo avvolge nella sinfonia della notte.
Attende con impazienza la mano di Colei che ogni anno lenisce il suo dolore e torna a farlo sorridere.
Il gelido signore dei ghiacci non mostra pietà per nessun mortale che si addentra nel suo reame; soltanto il dolce canto della dama della vita scioglie le sue nevi, e il suo cuore. Lei è l'unica che può vedere chi si nasconde dietro la tormenta, l'unica che capace di sgusciare tra le crepe del gelo, l'unica che può toccarlo senza congelare.
Incontro.
L'Inverno, ammaliato, sente finalmente il calore da cui è stato sempre relegato. Il dolce odore della Primavera.
Nei suoi ultimi giorni riesce a toccare i suoi fluidi capelli e la cinge tra le sue spire; ma nel cuore c'è un tormento, presto Egli morirà. Il breve momento in cui possono incontrarsi sta svanendo. Un ultimo, cocente bacio, e un altro anno dovrà passare, prima di sfiorare la sua figura ancora una volta. Evapora, con un sorriso.



La Primavera, giocosa, vive i suoi giorni con gioia. Ogni anno il mondo rinasce con lei, in un esplosione di colori. Fiori, ghirlande, vento di maggio. Ogni cosa sa dolcezza in sua presenza.
Ella si prende cura di ogni creatura bisognosa; un essere curioso, ogni giorno è una scoperta. Corre libera per i boschi, sorretta dal vento; I fiori si scostano al suo passaggio, le stelle la inseguono.
Ma un macigno legato al cuore la scuote, all'imbrunire: tutto ciò che le è intorno morirà. Allora via, via ai preparativi per la nuova vita, l'unica cosa che dà un senso al suo vivere.
Incontro.
La Primavera, confusa, inizia a bruciare. L'aria grave opprime i polmoni. L'Estate avanza, atroce, sconsolata. Ad ogni passo il terreno soccombe, arido. Le lacrime sul volto della regina della vita svaporano. Ma ogni anno Ella riesce ad avvicinarsi abbastanza da abbracciare la bestia, per donarle un momento di consolazione. Un contatto che dura un attimo, già il suo corpo è diventato cenere.



L'Estate, furiosa, avanza. La natura sa godere del suo calore, ma il monolito focoso non se ne cura, tanto è il suo malcontento. Vaga di landa in landa, desideroso di fresco, ardente dal desiderio di spegnersi.
Piange lacrime bollenti per chi cede di fronte al suo incedere. Il sole, ammaliato da uno spirito tanto rovente rimane più tempo nel cielo, quasi a contemplarlo.
I temporali estivi lo acquietano un poco, per un attimo può sentire un freddo che gli ricorda il morire: un essere in attesa della pace che solo il silenzio può dargli. Quando il suo tempo comincia ad esaurirsi, il fuoco che lo circonda comincia a smorzarsi.
Incontro.
L'Estate ha smesso di urlare, non ansima più selvaggiamente, ora la sua forza comincia ad affievolirsi rapidamente. Si ferma di fronte ad un essere che, nella furia irragionevole che lo domina fin dalla rinascita, ogni anno dimentica. L'Autunno si è già accorto di lui, non è sorpreso, aspetta, calmo. Il re delle bestie ricorda anche l'abbraccio della Primavera, la sente quasi vicina a sé. Uno sguardo, finalmente, tra il vecchio e la belva. La fiera cade a terra, esausta, muore.



L'Autunno. Osserva il mondo, turbato. Si spaventa dal suo cambiare, ogni volta. Le sue lacrime sono la pioggia, i suoi singhiozzi, i tuoni. La natura, esausta dai mesi precedenti, si rifocilla. Tuttavia la tristezza dell'eterno esige un tributo. La vita lentamente si assopisce, preparandosi al buio. I colori perdono potere, l'aria diventa greve.
L'anziano non dimentica nulla, ogni anno diventa più pesante sulle sue spalle. Perso, nei pensieri e nei ricordi, a volte si stacca dal paesaggio: passeggia per boschi e si scioglie in essi, alla ricerca del nulla. Un'anima triste, che non sa cosa cercare.
A volte sorride ai mortali che felici danzano sotto la pioggia, lascia che il sole superi la coltre di nuvole, formando un arcobaleno.
Incontro.
Le prime nevi sono come un rintocco nella sua mente. L'Autunno sa che l'Inverno è impaziente di cominciare la sua attesa. Il dominatore delle tempeste osserva il suo successore mentre si avvicina lentamente. Il freddo comincia a pervaderlo. I capelli canuti cominciano a ghiacciare. Quando la pioggia è diventata neve? Mentre i suoi pensieri offuscati iniziano ad andare in letargo, l'anziano porge la mano al giovane. Nessuna parola, solo una stretta di mano, che scambia tutto, tranne il calore. Il vecchio, impietrito, rimane congelato, non respira.

Per chi è arrivato qui, wow, grazie =)! Probabilmente è uno dei post più lunghi che abbia mai fatto.
Cos'è questo che ho scritto? Non lo so neanche io. Tutto è partito dal ritrovo di un qualcosina che scrissi 5 anni fa. La parte dell'inverno. Era un testino confuso, scritto per amore, forse. L'ho letto ed ho deciso di farne qualcosa di diverso. E lentamente è nato un quadro delle quattro stagioni, con un velo tra l'onirico e il mitologico. Mi è piaciuto raffigurare i Quattro come divinità stanche. La loro condanna? L'eternità. Costrette ad essere ciò che sono, senza sapere perché. Rinascere, prendere il posto della precedente, morire, lasciare il posto alla prossima: invisibili ai mortali. Mi piaceva immaginarle come qualcosa di molto simile in partenza, ma che poi, con l'avanzare infinito del tempo, sono cambiate. Ho cercato le immagini che avrebbero potuto aiutarmi, e alla fine ho finito per ispirarmi ad esse. L'inverno e la primavera sono rimasti umanoidi: l'uno, caduto in amore che sa di ossessione, passa il suo arco di vita aspettando l'altra, l'unica dei quattro entusiasta di ciò che è, mai stanca di accudire la vita. L'estate e l'autunno mi sembrano bellissimi, l'idea di animale che sanno di ambiente nell'uno e l'ambiente che incatena l'altro è meravigliosa. Sono mutati in maniera diversa ai primi due, fusi con la natura. Mi piaceva l'idea di un estate arrabbiata e triste dentro, impossibilitata dal trattenere quella passione inestinguibile che le sgorga dal cuore. L'autunno invece l'ho pensato come il più tetro e in qualche modo più saggio dei quattro, forse anche il più sconsolato, e l'unico ad essere invecchiato.
Il bacio, l'abbraccio, lo sguardo e la stretta di mano. Questi sono i quattro gesti con cui si scambiano il vivere =)!
Ho anche cambiato lo sfondo musicale del blog, le parole della canzone mi sembra rispecchino così bene l'essere dei quattro, che mi pare una bella cosa lasciarla per un po' =).



Arrivederci, sognatori.
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« immagine » Anche l'impenetrabile freddo dell'Inverno può celare il calore dell'amore. Il più raggelante e inanimato degli esseri, incurante della propria natura, ama e custodisce dentro di sé la delicata Primavera. Egli si trova nella più feroce malinconia, la solitudine lo avvolge nella sinfo...
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Leggeri come le nuvole.

07 maggio 2015 ore 12:34 segnala
Qualche giorno fa, mentre scrivevo un nuovo post per il blog, il browser crasha, cancellando di fatto tutto quello che avevo scritto fino a quel momento! Una cosa che accade raramente, mentre si scrive un post poi, si rimane senza parole. Bah, a parlare della stessa cosa con frasi diverse, non c'è più l'istintività della prima volta. Avrei voluto parlare di S..
A cosa sta quella S.? Il caso ha voluto che non lo raccontassi. Questa sarebbe stata l'immagine del post mancato, mi dispiacerebbe lasciarla indietro.



Tanto per cominciare ho cambiato sfondo musicale del blog. Il video è molto triste, tratta di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due italiani finiti sulla sedia elettrica nel 1927. Vale la pena informarsi riguardo la loro storia, chi è curioso clicchi qui. Mi pare un brano orecchiabile! Lo terrò per poco, sto già pensando ad altro.
Lascio anche qui la canzone, così si saprà di cosa ho parlato anche in futuro.



Intrepido, navigo tra le nuvole
L'immaginazione è solo un mezzo;
Disegni, solchi, ombre.
Foglie degli alberi dicono la loro, ma non lo sento:
Ci senti? Anche noi le vediamo, quelle sono foglie del cielo.
Nella coltre, oltre l'antro, tra le nubi, giace il sole, rabbioso!
Consuma, brucia, crea e plasma: da vita e la divora
uccide, consola, accudisce, come un dio.

Ci sono giorni il cui il sole non ci dà riposo: alle volte un'ombra può valere quanto un'oasi ne deserto. Il sole l'ho sempre detestato, mi dà un fastidio allucinante sulla pelle! Ci sono le giornate in cui picchia poco e non mi accorgo di lui, lo ammetto. Questo solo nelle stagioni e le giornate fredde. Con l'inizio dell'estate la cosa diventa tremenda: Sopporto anche bene il caldo, in Colombia faceva caldo tutto l'anno, comunque il sole del mezzogiorno mi abbatte XD!
E così, ovunque vado, zigzago tra le ombre, al riparo di quella palla infuocata: finisco per fare i percorsi più disparati.
Il sole tuttavia è bello, così bello che acceca. Senza moriremo, e diciamolo, si sente sempre al centro dell'universo :batahaha! Ha molti pregi, ma è troppo appiccicoso. Meno male ci sono le giornate nuvolose. Ci danno un po' di tregua dal sole instancabile.
Per questo le nuvole mi sembrano importanti =)! E pensare che si tratta soltanto di vapor acqueo. Ah, che bellezza. La mancanza di sole ha il suo fascino. Anche per questo amo la pioggia e la neve. Anche per questo, per me la notte è più bella del giorno. Nel freddo mi sento più me, ho abbastanza calore dentro per amarlo.
Sarebbe bello poter camminare sulle nuvole. Se fossero morbide, tiepidine tendenti al fresco: ecco allora sì, mi stenderei al sole, magari evitando di mezzogiorno =).

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Qualche giorno fa, mentre scrivevo un nuovo post per il blog, il browser crasha, cancellando di fatto tutto quello che avevo scritto fino a quel momento! Una cosa che accade raramente, mentre si scrive un post poi, si rimane senza parole. Bah, a parlare della stessa cosa con frasi diverse, non c'è...
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Una giornata stra-ORDINARIA.

28 aprile 2015 ore 18:20 segnala
Una giornata d'aprile, fresca e luminosa. Alcuni ragazzi amici di amici si erano piazzati nel campo di basket nel parco del sole, qui a L'Aquila. Mentre uno di loro arrangiava qualcosa con la chitarra, una mia amica (anche lei sudamericana XD) cercava di imparare ad usare lo skate scatenando sorrisi di tutti, la mia cagnolina esplorava il parco (Linda =D) annusando qua e là, io ero seduto nell'erba a conversare con altre persone: ero sereno e contento di essere lì. Una ragazza giocava con l'ombrello, altri tre con un pallone, un altra cagnolina, Wendy, abbaiava e inseguiva lo skate su cui la sua padrona cercava più di non cadere che andare avanti.
Non mi capitava da tanto. Si stava in quel luogo per caso, e si rimaneva per il piacere di starci: basta.



Nessuno di noi era straordinario, però, eravamo straordinari insieme. Ognuno così diverso nel suo modo di essere ed apparire. C'era una serenità palpabile nell'aria.
E mentre si scherzavo e ridevo, mentre mi godevo il panorama, mentre riflettevo, mi sono accorto che ognuno di noi faceva qualcosa che valeva la pena di essere osservato. Piccoli mondi che nel loro gravitare casuale hanno formato un sistema solare senza sole, per un ora.
Questo è accaduto qualche giorno fa, non rivelerò altro, nessun nome a parte quello di due cagnoline che spero non me ne vogliano.
A volte mi chiedo se quelle persone che sfioro ogni giorno hanno un diario virtuale, o qualcosa del genere, magari persino qui su chatta. Chissà cosa scrivono, come si sentono, che idea hanno del proprio blog. Leggendo tante persone negli anni, sono giunto a una piccola conclusione. Esistono definizioni precise di blog. Ma ognuno ne ha una tutta sua. Forse è più preciso dire che ne applica una tutta sua.
Ogni persona ha uno stile tutto suo, a cominciare dal punto di vista grafico. Adesso non comincerò a stilare un quadro generale dei tipi di blog che si possono trovare in giro, mi annoierei e annoierei chi legge. Ho sempre avuto un po' di paura a generalizzare le cose, è un modo di fare pericoloso. Però ho sollevato la questione perché magari rifletterci in generale, senza generalizzare, non è così noioso. Una persona qui su chatta qualche settimana fa ha scritto una cosa bellissima rispondendo a un mio commento di un suo post: ha associato il blog ad una casa! Questa concezione è bellissima, è così calorosa. Ognuno lo colora come gli pare, lo arreda con quello che gli pare. Se la cosa è gradita le altre persone vengono a fargli visita.
Va beh, ognuno la pensa come più gli aggrada. Però il concetto di blog in sé è bello. Nessuno ci costringe a venire qui a leggere e scrivere; eppure lo facciamo. Non so, qualcosa mi sfugge, chi lo sa, dopotutto ognuno ha i suoi motivi. Però a volte ho l'impressione che tutto questo abbia un valore. Non siamo straordinari da soli, ma insieme lo siamo =)! Colori diversi che si fondono, case colorate di un quartiere virtuale, dati su un server: mi piace stare qui: basta.



In questi giorni non so quanto potrò esserci, sono un pochettino impegnato, però recupererò. Vi saluto sognatori.

La foto ritrae Manarola, una delle cinque terre, qui in Italia. Wendy è della stessa razza del cane nella foto, era impossibile non scegliere di metterla nel post!
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Una giornata d'aprile, fresca e luminosa. Alcuni ragazzi amici di amici si erano piazzati nel campo di basket nel parco del sole, qui a L'Aquila. Mentre uno di loro arrangiava qualcosa con la chitarra, una mia amica (anche lei sudamericana XD) cercava di imparare ad usare lo skate scatenando...
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Propagazione.

23 aprile 2015 ore 16:30 segnala
Anche un po' d'acqua sporca può essere bella.
Tutti corrono e non notano le pozzanghere. Ma anche loro possono brillare. Non di luce propria magari, ma cosa importa? Se è bella ha davvero importanza? Anche se si tratta solo di un riflesso, credo sia abbastanza per far nascere un sorriso.
Ecco questa cosa si può applicare anche alle persone. Tutti sappiamo essere luminosi, ma non sempre. Quando non succede, si può ovviare, perché si può splendere anche di luce non propria. Circondarsi da persone luminose, ed essere luce per loro quando ne hanno bisogno. Anche se si trattasse di un riflesso, che importanza ha se fa nascere sorrisi?

Alternarsi tra l'essere pozzanghera e lampione.

Eppure, mi direte, anzi, mi dico, non è mica facile trovare fiamme che brillano. Ma il punto forse è proprio questo, possiamo avere un fuoco dentro, tutti. Talvolta serve essere la prima scintilla per far propagare questo fuoco, come un incendio, negli altri.
Ciò che intendo è: le persone possono brillare, ma se lo fanno da sole prima o poi potrebbero spegnersi. Hanno bisogno di risplendere di luce non propria, avere qualcuno che torni a ad accendere il faro. Nessuno è da buttare.
Anche io in questo periodo sono alle prese con una lucina piccola, che cerco di ravvivare. Ma la distanza rende le cose così difficili...

Tutti corrono e non notano le pozzanghere. Forse è un peccato, a volte dovremo fermarci a guardarle, anche se si limitano a riflettere altre luci. Ci possono far sorridere, rabbrividire.
Essere luce per gli altri, riflettere un po' della loro. Senza bruciarsi e rispettando anche chi vuol rimanere spento. Il numero minimo è due, si passa per una famiglia, una comitiva di amici, una comunità. Questo significa essere umani? Uhm, ultimamente me lo chiedo così spesso.
Non voglio scordarlo, persino un po' d'acqua sporca può essere bella.

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Anche un po' d'acqua sporca può essere bella. Tutti corrono e non notano le pozzanghere. Ma anche loro possono brillare. Non di luce propria magari, ma cosa importa? Se è bella ha davvero importanza? Anche se si tratta solo di un riflesso, credo sia abbastanza per far nascere un sorriso. Ecco...
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In una foresta da fiaba, che non finisce mai.

20 aprile 2015 ore 12:45 segnala
Vi capita mai di sentirvi calmi e al contempo fremere quando vi trovate di fronte a qualcosa di nuovo?



Come trovarsi di fronte a una foresta che sa di magico. Di fronte a quei colori che sanno di segreti mai celati, si rimane indecisi, senza fretta. Il primo passo è quello più importante, perché dissolve ogni dubbio. Non si è più tranquilli e al contempo frementi, no, si è solo uno dei due. Ormai la scelta è compiuta. Ma qualsiasi sia il mantello che decidiamo di metterci per affrontare il viaggio, qualsiasi sia il tempo che si addensa sulle nostre teste, qualsiasi sia il sentiero, l'importante è non dimenticare di viverlo. Sotto la pioggia e la neve alza il cappuccio, copriti se c'è vento, socchiudi gli occhi se il sole è accecante. Agire di conseguenza, seguire l'istinto, andare a caso: fai come vuoi, risponde la foresta. Perditi pure, segui i miei conigli, chissà cosa potresti trovare.



Così mi sento in questi giorni. Di fronte a qualcosa di nuovo e bellissimo. Cos'è questa cosa mi chiedere? Qualcosa che mi fa struggere. Qualcosa di cui forse non vi parlerò mai. Qualcosa che so solo io :).
Al sentire una nuova canzone, vedere un film mai visto, studiare cose nuove, e tutto ciò che di nuovo mi si para davanti, mi sento rinascere. Mi emoziono come solo la vita sa concedere; ecco, arriva il cuore, tutto indispettito:

Io ci sono ancora, ti eri scordato di me?

Scusami, non mi ero scordato, ero solo distratto.
Non importa, lo fai sempre.
Grazie, sai che non lo faccio a posta mai :(.
Solo, la prossima volta cerca di non perdere la chiave.
Ci provo, sai che distratto sono e distratto rimango.
Eh, lo so, =)

Concedimi ancora tutto questo, vivere, una volta ancora, e ancora e ancora. Come una foresta che sembra non finire mai.
Bye, dreamers



Camminando per la strada
Con i miei due compagni preferiti
Completamente ubriachi
Prendiamo snacks e rifornimenti

E' tempo di lasciare questa città
E' ora di svignarsela
Lasciarci andare alla perdizione
Ovunque negli Stati Uniti
Lasciarci andare alla perdizione
Lasciarci andare alla perdizione

RITORNELLO
Seduti depressi siete così belli
Ad ovest dell'unica
Luce splendente con glassa gialla
Solo uno specchio per il sole
Questi occhi sorridenti sono proprio
Uno specchio per il sole

Tanto quanto avviene prima di quelle battaglie
Perse e vinte
Questa vita splende sempre di più nel sole
Adesso lasciaci riflettere

Ora lasciaci provare il surf
Stando in alto e asciutti
E' più problematico che altro
Nel sole

Al grande sur ci prendiamo del tempo per andare avanti
Noi tre eccellenti indossiamo le nostre unghie di serpente
Ora lasciaci bere le stelle
E' tempo di svignarsela
Lasciarci andare alla perdizione
Proprio qui negli Stati Uniti
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Vi capita mai di sentirvi calmi e al contempo fremere quando vi trovate di fronte a qualcosa di nuovo? « immagine » Come trovarsi di fronte a una foresta che sa di magico. Di fronte a quei colori che sanno di segreti mai celati, si rimane indecisi, senza fretta. Il primo passo è quello più...
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20/04/2015 12:45:18
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Sorrido

17 aprile 2015 ore 14:56 segnala
Vado incontro al flusso dello scorrere, verso una fonte irraggiungibile
Nuotando in un fluido viscoso, lentamente
In trappola, sorrido

Su
In alto
La superficie della mia forma increspata rivela fiocchi di neve
Si sciolgono sulla pelle
Piccole gocce filtrano attraverso le cicatrici
Colmando felici vuoti affamati.

Esco dalla cella che mi sono costruito.
Lentamente, nuotando nel fluido viscoso secreto dall'anima, emergo:
ho intravisto qualcosa di inaspettato.

Brilla di un'ombra oscura, sotto la luna completa
Tolgo la maschera, ultima grande bugia
Occlude il respiro

Uno stormo di corvi si alza, confuso
Mi circonda, si posa tra rami morti di carcasse arboree.
Tra il gracchiare e il gelo che mi incrinano, meravigliosi
Osservo un cervo nero contorcersi, sotto la luna completa

Vivo, ululo!




Salve a voi tutti sognatori, oggi scrivo poco, il tempo a disposizione si scioglie in fretta. La poesia qui sopra ha tantissimi significati, neanche io riesco a stimarla bene. Però sta mattina l'ho scritta, anzi, si è scritta da sola. Forse non ci ho speso tanto tempo, ma le emozioni sgorgavano senza controllo. Questa canzone la lascio per tutti noi. Cambiato ancora il sottofondo musicale del blog, cambierà ancora. Vi saluto con un sorriso.



Vi levate in piedi con la pistola in mano
A fissare il muro con uno sguardo così triste
Pensando a chi importa veramente
E saranno anche notare se ho appena scomparso
In un botto, il sangue si precipitò alla testa
Lei preferisce volare attraverso il cielo che camminare con i morti
Lei rimane alto, mentre il mondo va da
Solo un altro giorno qui in attesa di morire

Ma la vita è bella
Condividere un po 'di amore con il mondo intero
Ogni ragazzo e ragazza cantare insieme
Quando cantiamo perché-o,
Perché-o

E lei piange, ma il suo uomo nega
E 'strano come l'amore viene con tante bugie
Ha detto che non avrebbe mai farlo di nuovo
Si mette un sorriso e comincia a fingere
E lei nasconde tutto il dolore dentro
Mentre riempiendo le braccia con le linee graziose piccole
Lei taglia senza alcun intento di uccidere
Questa volta lei non lo ha fatto
Ma un giorno lei sarà

Ma la vita è bella
Quindi, condividere un po 'di amore con il mondo intero
Ogni ragazzo e ragazza cantare questa canzone
Quando cantiamo perché-o,
Perché-o
E hey, sei bellissima
E non c'è abbastanza amore per il mondo intero
Ogni ragazzo e ragazza cantare insieme
Quando cantiamo perché-o,
Perché-o
E hey,
So che si può trovare un modo
Sei bella per me
Non importa quello che dicono le persone
E 'tutto andra' tutto bene
Sei bella per me

Troppo debole, troppo stanco per provare
Troppo arrabbiato dentro, bene, così sono io
Sono sola con nessun altro
Sono così bisogno di aiuto, continuo ricordando a me stesso

Che la vita è bella
Quindi, condividere un po 'di amore con il mondo intero
Ogni ragazzo e ragazza cantare insieme
Quando cantano perché-o,
Perché-o
E hey, sei bellissima
E non c'è abbastanza amore per il mondo intero
Ogni ragazzo e ragazza cantare la canzone
Quando cantano perché-o,
Perché-o
E hey,
I sa che si può trovare un modo
Sei bella per me
Non importa quello che dicono le persone
E 'tutto andra' tutto bene
Sei bella per me
E 'tutto finira' un giorno
E 'tutto svanirò
Sei bella per me
Sei bella per me
Sei bella per me
Sei bella per me
Sei bella per me

You stand with the gun in your hand
Staring at the wall with a look so sad
Thinking about who really cares
And will they even notice if I just disappeared
In one bang, blood rushed to the head
She'd rather fly through the sky than walk with the dead
She stays high while the world goes by
Just another day here waiting to die

But life is beautiful
Share a little love with the whole wide world
Every boy and girl sing along
When we sing why-o,
Why-o

And she cries but her man denies
It's funny how love comes with so many lies
He said he'd never do it again
So she puts on a smile and starts to pretend
And she hides all the pain inside
While filling up her arms with pretty little lines
She cuts with no intent to kill
This time she didn't do it
But someday she will

But life is beautiful
So share a little love with the whole wide world
Every boy and girl sing this song
When we sing why-o,
Why-o
And hey, you're beautiful
And there's enough love for the whole wide world
Every boy and girl sing along
When we sing why-o,
Why-o
And hey,
I know that you can find a way
You're beautiful to me
No matter what the people say
It's all gonna be okay
You're beautiful to me

Too weak, too weary to try
Too angry inside, well so am I
I'm all alone with nobody else
I'm so in need of help, I keep reminding myself

That life is beautiful
So share a little love with the whole wide world
Every boy and girl sing along
When they sing why-o,
Why-o
And hey, you're beautiful
And there's enough love for the whole wide world
Every boy and girl sing the song
When they sing why-o,
Why-o
And hey,
I know that you can find a way
You're beautiful to me
No matter what the people say
It's all gonna be okay
You're beautiful to me
It's all gonna end someday
It's all gonna fade away
You're beautiful to me
You're beautiful to me
You're beautiful to me
You're beautiful to me
You're beautiful to me
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Vado incontro al flusso dello scorrere, verso una fonte irraggiungibile Nuotando in un fluido viscoso, lentamente In trappola, sorrido Su In alto La superficie della mia forma increspata rivela fiocchi di neve Si sciolgono sulla pelle Piccole gocce filtrano attraverso le cicatrici Colmando felici...
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17/04/2015 14:56:01
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Affrontare gli zombie nell'armadio.

15 aprile 2015 ore 20:50 segnala
Ammettiamolo, gli zombie hanno una marcia in più. Gli scheletri se ne starebbero belli fermi, nell'armadio. Eheh, gli zombie invece vogliono almeno un lucchetto.
Spiacente signore, oggi dovremo mangiarla. Entri nel club, abbiamo un menù molto prelibato. Politici, ignavi, stronzi e rari innocenti . A volte penso che una bella invasione zombie sistemerebbe un sacco di cose.
A partire dal disboscamento, signori! Quale taglialegna vorrebbe mettere piede fuori dalla propria baita, calda e accogliente, nelle belle montagne innevate, circondata da zombie che battono sulle pareti giorno e notte?



Ironia a parte -la voglia di scherzare è scemata subito- volevo parlare d'altro oggi.
Ma adesso, ora come ora, non so, la voglia di scrivere non è tantissima. Sarà che sono stanco. A volte scrivere è un processo lento, e serve pazienza verso se stessi. Come sbrogliare una matassa di tante idee avvinghiate l'una a l'altra. Devi essere delicato e sciogliere i nodi senza romperle. Altrimenti sprechi belle premesse. Forzandoti non ottieni nulla.
Ho cambiato il sottofondo musicale del blog, lo farò spesso finché non sarò pienamente soddisfatto. Buona serata, sognatori.
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Ammettiamolo, gli zombie hanno una marcia in più. Gli scheletri se ne starebbero belli fermi, nell'armadio. Eheh, gli zombie invece vogliono almeno un lucchetto. Spiacente signore, oggi dovremo mangiarla. Entri nel club, abbiamo un menù molto prelibato. Politici, ignavi, stronzi e rari innocenti ....
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15/04/2015 20:50:11
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