Giallo-Rosa Napoletano

17 novembre 2018 ore 12:50 segnala


"È nel dedalo delle viuzze e dei vicoli di Napoli che ti rapirò".

Si trovò questo bigliettino nella borsa non sapendo minimamente come potesse esserci arrivato. Era ferma all'Autogrill La Macchia Ovest con suo marito e prendendo il portafogli lo vide. La grafia era gradevole, precisa, chiara. Chi aveva scritto quelle parole sapeva cosa voleva e lo avrebbe ottenuto. A tutti i costi.

Non ebbe paura ma sorrise. Improvvisamente il viaggio verso Napoli le sembrò non finire mai. Era impaziente ed eccitata. Si sentiva una ragazzina e, quella mattina, mentre sorseggiava il caffè, lo era veramente.

Arrivata nell'albergo del centro storico, una sistemazione romantica che catturava profumi e suoni di una città che non riposa mai, non vedeva l'ora che il tour cominciasse. Ma per quel giorno non era previsto altro che una cena in una tipica trattoria napoletana.

Non aveva fame. Mangiò di gusto per non destare sospetti, ma fremeva. Il tempo sembrava allungarsi a dismisura. Le risate e le chiacchiere del locale scivolavano attraverso le orecchie. Il cuore batteva sempre più velocemente. Desiderava solo che lui pagasse il conto e rientrassero in albergo per dormire.

Cartina alla mano, l'itinerario segnato, le cose da vedere erano tante e il tempo poco. Giusto il tempo di un caffè, avrebbero preso qualcosa da mangiare strada facendo. Desiderava uno di quei dolci fatti con ricotta e canditi… la sfogliatella. Si una scorza croccante con un cuore morbido e dolce, un po' le somigliava.

Il sole illuminava stradine, cose, persone. Napoli era viva e come la vita è un misto di sensazioni a tratti esaltanti e talvolta spaventose (soprattutto quando sobbalzava al rumore di motorini che sfrecciavano fra uomini, donne e bambini di ogni razza e lingua).

Uno sguardo alle bellezze nascoste nei vicoli, alle vetrine, alle donne (le vajasse come le chiamano qui) che squadrano ogni viso sconosciuto come per farsene un' idea, per ravvisare un nemico o un amico.

La folla. Tanta folla. Tanta confusione. Nei vicoli si cammina a fatica, ci si contende la strada, i centimetri, con gl'indigeni e gli stranieri (e' furastier'). Il cuore di lei batte sempre più forte, e l'ansia è a livelli insopportabili. Lui le cammina a fianco distratto. Tutti sono distratti, solo lei ha l'attenzione della preda nel territorio di caccia sbagliato.

Una mano la trattiene per un braccio ma non con violenza piuttosto con dolcezza. Un uomo, che afferrandola, comincia a rallentare e a rallentarla. La folla è tanta e li risucchia. Nessuno si accorge di nulla. Nemmeno lui che continua a chiacchierare e a guardare le bancarelle.

Pochi secondi e sono avvolti dalla folla come naufraghi in mare. Scompaiono. Lei non si gira, sorride e si lascia trascinare. Non sta annegando, sta respirando. Il cuore torna a battere ad un ritmo normale come non lo faceva da tempo.

Sono fermi e la folla gli scorre intorno. Scoglio nel mare. Ecco, ora può girarsi. Il più è fatto, La pazzia è compiuta. Si guardano come due ciechi che recuperano la vista. Sorridono.

In un punto della città, definito da precise coordinate geografiche in un mondo vasto come l'universo, due persone diverse fra loro, provenienti da due punti diversi della vita sono giunti finalmente a casa.
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17/11/2018 12:50:00
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Commenti

  1. il.giustotempo 19 novembre 2018 ore 09:07
    Complimenti davvero ;)
  2. elgomboshthereturn 19 novembre 2018 ore 10:35
    Grazie… i complimenti sono sempre molto piacevoli e, soprattutto, mi fanno arrossire.

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