I denti di luce e la nebbia affamata

31 ottobre 2018 ore 12:31 segnala
Anche questa è una storia vera (a riprova ho anche un disegno che troverai alla fine del racconto) ma farai fatica a crederci. Facevo fatica anche io che ne sono stato testimone. Ora te la racconto, ragazzina…


…Quando le dissero che era bella e sprizzava luce dai denti la cosa non le suonò affatto strano. In casa, i suoi fratelli più piccoli, le chiedevano sempre di sorridere quando nelle notti di pioggia rimanevano al buio non solo perché aveva un sorriso che mandava via i cattivi pensieri ma proprio per illuminare la stanza.

Crescendo non aveva perso quel dono. Anzi, dopo la caduta dei dentini da latte, il dono si era, come dire, affinato. Illuminava proprio bene. Qualche volta dava fastidio. Sì, ad esempio, quando dormendo faceva bei sogni le veniva da sorridere e la stanza brillava e siccome aveva un cuore dolcissimo ne faceva spessissimo, sognava cose bellissime e quindi ogni tanto i fratellini le tiravano i cuscini per farla smettere.

Crescendo, il sorriso diventava sempre più bello e quindi, potete immaginare, bisognava tenere gli occhiali da sole a portata di mano mentre si era intenti a chiacchierare con lei di cose belle.

Il massimo lo raggiunse quando decise di prendersi cura di chi non era più capace di prendersi cura da sé. Sì perché, dovete sapere che, la bontà aveva il potere di aggiungere più forza al suo dono.

Però non sempre le giornate erano belle e talvolta il sorriso faceva fatica a venir fuori. Erano più i giorni in cui teneva la bocca chiusa che quelli in cui sorrideva e tutto intorno stava diventando grigio. Come se ci fosse sempre nebbia.

Ma un giorno, quando meno se lo aspettava, si trovò a sorridere leggendo i proclami di un principe. Oddio a dire il vero, lui credeva di essere un principe ma in realtà era solo un omino armato di un ombrello a spicchi colorati e a cavallo di una bici bianca (sarebbe dovuto essere un cavallo in realtà ma sapete meglio di me che avere un cavallo in casa rappresenta un problema di non poco conto) girava per le città dicendo che avrebbe dovuto trovare la principessa dai denti luminosi.

Doveva trovarla assolutamente e farla sorridere e sperare, con il suo dono, di sconfiggere la nebbia che si stava prendendo tutto. L'estate, la primavera, i cuori, gli innamorati, i bambini, le maestre… tutto. La nebbia si stava prendendo tutto.

Quando la vide la riconobbe subito. Non ebbe bisogno di conferme, bastò che per un attimo gli sorridesse e capì che era lei e che il dono non era perduto ma solo riposto in un angolo in fondo al cuore.

«Ciao signorina» le disse, lei alzò lo sguardo dal libro e stava per mandarlo via ma vedendolo a cavallo di una bici e con un ombrello multicolore le venne per un attimo da sorridere.

«Alzati principessa, dobbiamo andare», «dove?» chiese lei cercando di trattenere il sorriso. «C'è la nebbia da sconfiggere», «e allora?».
«Devo farti sorridere signorina», «ma è da tanto che non lo faccio». «Solletico o barzellette, scegli tu tesoro. Ma oggi tu devi sorridere.».

Era arrivato il momento. Lo squadrò da capo a piedi e decise che sì, poteva fidarsi. «Fammi spazio, scemo e portami al mare». La nebbia aveva i minuti contati.
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Anche questa è una storia vera (a riprova ho anche un disegno che troverai alla fine del racconto) ma farai fatica a crederci. Facevo fatica anche io che ne sono stato testimone. Ora te la racconto, ragazzina… …Quando le dissero che era bella e sprizzava luce dai denti la cosa non le suonò...
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31/10/2018 12:31:26
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Commenti

  1. il.giustotempo 02 novembre 2018 ore 06:18
    "Mai sottovalutare lo spiraglio di luce che esce dall'improbabile". ;-)
  2. elgomboshthereturn 02 novembre 2018 ore 06:29
    mai sottovalutare la luce. Firmato: Amministratore delegato Enel
    :-))) :-)))
  3. il.giustotempo 02 novembre 2018 ore 06:31
    ahahaha o la Golden Lady, quelle calzamaglie ti stanno proprio bene :cry
    :many

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