Lettera di una donna che sa

25 novembre 2016 ore 23:07 segnala
Sono stata violentata..



io so che vuol dire sentirsi minacciati per sempre...
io so che la vita di chi ha subito una violenza finisce in quell'attimo
in cui la violenza comincia...
io so che non ci saranno per secoli giorni
in cui sarai felice di essere sopravvissuta...
io so che ci saranno giorni in cui vorresti essere morta "quel" giorno...
io so che ritrovare fiducia nell'umanità sarà un percorso duro,
ai limiti dell'impossibile e che non è detto che riesca...
io so che da quell'orrido giorno ti sentirai sola per sempre...
io so che ritornare alla vita sarà un percorso lungo e dolorosissimo,
che ci saranno giorni e giorni e giorni in cui
tu non crederai di potercela fare...
io so che ci saranno incubi e urli nella notte che squarceranno il silenzio
e metteranno angoscia in chi li ode...
io so che la maggior parte delle persone che ti amano non riusciranno a capire
e ad esserti vicine, perchè avranno paura di farti ancora del male
o perchè non saranno capaci di darti aiuti...
io so che, forse, passeranno anni prima che tu possa abbandonarti serena
nelle braccia di un tenero amante...
so che non sarà possibile dimenticare, ma sarà necessario sopravvivere all'orrore per non soccombere alla morte e per ritornare a vivere...
so che sarebbe più facile morire che vivere ancora...
ma so, dolce amica, che le nostre anime sono più forti della violenza,
della crudeltà e dell'orrore.
sarà necessaria tutta la tua energia, la rabbia, il dolore, la voglia di vivere, la passione per la vita e l'amore di chi ti starà accanto.
chiedi aiuto ogni volta che ne avrai bisogno, non tenerti tutto dentro
e soprattutto non vergognarti mai di quanto ti hanno fatto,
in nessun modo sarà dipeso da te...
e quando qualcuno, magari, senza tatto e sensibilità
metterà in discussione la tua innocenza, non gli credere,
le vittime di violenza non potranno essere colpevoli mai...
qualunque cosa accada o sia accaduta...
cerca quelli che sappiano sostenerti con amore
e lascia che possano prendersi cura di te ed aiutarti a farlo...
non chiuderti alla vita, la vita ti riserverà tante sorprese.
difficile da crederci ora, sicuramente,
ma ti prometto che sarà così... da parte di una donna...


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Sono stata violentata.. « immagine » io so che vuol dire sentirsi minacciati per sempre... io so che la vita di chi ha subito una violenza finisce in quell'attimo in cui la violenza comincia... io so che non ci saranno per secoli giorni in cui sarai felice di essere sopravvissuta... io so che...
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"Si dolce è'l tormento"

25 novembre 2016 ore 22:34 segnala




Si dolce è'l tormento Ch'in seno mi sta,
Ch'io vivo contento Per cruda beltà.
Nel ciel di bellezza S'accreschi fierezza
Et manchi pietà:
Che sempre qual scoglio All'onda d'orgoglio
Mia fede sarà.
La speme fallace Rivolgam' il piè.
Diletto ne pace Non scendano a me.
E l'empia ch'adoro Mi nieghi ristoro
Di buona mercè: Tra doglia infinita,
Tra speme tradita Vivrà la mia fè.
Per foco e per gelo Riposo non hò.
Nel porto del Cielo Riposo haverò.
Se colpo mortale Con rigido strale
Il cor m'impiagò, Cangiando mia sorte
Col dardo di morte Il cor sanerò.
Se fiamma d'amore Già mai non sentì
Quel riggido core Ch'il cor mi rapì,
Se nega pietate La cruda beltate
Che l'alma invaghì: Ben fia che dolente,
Pentita e languente Sospirimi un dì.



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« video » « video » « immagine » Si dolce è'l tormento Ch'in seno mi sta, Ch'io vivo contento Per cruda beltà. Nel ciel di bellezza S'accreschi fierezza Et manchi pietà: Che sempre qual scoglio All'onda d'orgoglio Mia fede sarà. La speme fallace Rivolgam' il piè. Diletto ne pace Non scendano ...
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Scusami

07 novembre 2016 ore 13:03 segnala



A volte lasciamo andar via le persone.
Forse nella fretta di correggere i nostri strati di confusione
dimentichiamo la mano dell'altro
che piano scivola via ...un po' alla volta....
tra le estati e gli inverni che si accavallano...
fino a quando il respiro diventa unico ...
e le strade difficili da attraversare con le sole nostre gambe.
E ci ricordiamo di quella stretta persa senza motivo,
per la sola noncuranza del cuore...perchè si sa...
ogni rapporto merita il terreno fertile di una coltivazione a quattro mani,
nella terra umida scavata al sole della condivisione...
E ci si sente persi.E ci si sente vinti.
Un oltraggio che non merita scuse....
una forma di detenzione da dove l'anima ribelle non riesce ad uscire...
e si ciba del ricordo... nel rammarico di custodirlo senza piu' viverlo.


A.Olino
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A volte lasciamo andar via le persone. Forse nella fretta di correggere i nostri strati di confusione dimentichiamo la mano dell'altro che piano scivola via....un po' alla volta.... tra le estati e gli inverni che si accavallano... fino a quando il respiro diventa unico ... e le strade difficili...
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Noi siamo qui...

10 maggio 2016 ore 17:45 segnala

« L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà;
se ce n'è uno, è quello che è già qui,
l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti:
accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e cosa,
in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »


(Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)






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« L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo...
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“L’amore "

10 aprile 2016 ore 11:00 segnala
«Così aveva finito per pensare a lui
come non si era mai immaginata che si potesse pensare a qualcuno,
presagendolo dove non era, desiderandolo dove non poteva essere,
svegliandosi d’improvviso con la sensazione fisica
che lui la contemplasse nel buio mentre dormiva».

Gabriel Garcìa Marquez
“L’amore ai tempi del colera”
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«Così aveva finito per pensare a lui come non si era mai immaginata che si potesse pensare a qualcuno, presagendolo dove non era, desiderandolo dove non poteva essere, svegliandosi d’improvviso con la sensazione fisica che lui la contemplasse nel buio mentre dormiva». Gabriel Garcìa...
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NO TRIVELLE

10 aprile 2016 ore 09:48 segnala
Una mamma campa cento figli,
ma cento figli non campano una mamma.
Ora i figli non la onorano ,
ma la storpiano con gli avanzi e il tossico sotterrato
e le gomme bruciate nell'aria, e le trivelle e i fuochi.
Le tolgono l'olio di dentro,
le gonfiano gli intestini col gas e avvelenano l'acqua.
Per recintarla mandano i soldati. La terra stessa che li ricaccia,
gli domanda... chi siete, a chi appartenente?
Ed essi non sanno. Dicono nomi più grandi di loro.
Sempre, dai tempi più antichi, qui sono arrivati da fuori,
portando il filo spinato, la spada, la legge e la Storia.
E sempre queste terre cretose se la sono fatta scorrere addosso.
Fino dai tempi dei lupi che tutto razziavano.
Così sono state le terre dei padri, intrise del sudore di chi le lavora,
ma governate da altri, lontano, dove non arriva lo sguardo.
Quelli di fuori, quelli con la legge e la chiave, invece,
possono stendere quanto filo con spine hanno voglia e bisogno.








Nel paese dei coppoloni.
Un viaggio al di fuori del tempo e dello spazio in una dimensione tra realtà e sogno. Un’opera inedita, figlia dell’omonimo romanzo, accompagna lo spettatore in quel paese dei coppoloni che Capossela visita e descrive attraverso le sue canzoni.
Dal libro al film “Vinicio Capossela nel paese dei coppoloni”
“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?
Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri.
Il viandante procede con il passo dell’iniziato, lo sguardo affilato,
la memoria popolata di storie”.
Un viaggio onirico alla ricerca di personaggi, canti e “Siensi” perduti,
con musiche inedite tratte dal nuovo album.
Il viaggio di un viandante alla continua ricerca delle radici passate.
Di quel passato che popola di misteri e splendore il caos quotidiano della modernità.






Ecco un'ottima recensione del film.
Consiglio la lettura anche a chi non l'ha visto!

https://smallchangereview.wordpress.com/2016/01/19/il-paese-dei-coppoloni-il-film/
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Una mamma campa cento figli, ma cento figli non campano una mamma. Ora i figli non la onorano , ma la storpiano con gli avanzi e il tossico sotterrato e le gomme bruciate nell'aria, e le trivelle e i fuochi. Le tolgono l'olio di dentro, le gonfiano gli intestini col gas e avvelenano l'acqua. ...
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Perdersi mai

09 aprile 2016 ore 13:59 segnala
.. il vero amore può
nascondersi,
confondersi ma
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi trovera ...






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.. il vero amore può nascondersi, confondersi ma « immagine » Sempre e per sempre dalla stessa parte mi trovera ... « video »
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Le mie parole

08 aprile 2016 ore 11:54 segnala



Sassi che il mare ha consumato
sono le mie parole d'amore per te
...
Io non ti ho saputo amare,
non ti ho saputo dare
quel che volevi da me.
...
Ogni parola... che ci diciamo
è stata detta mille volte,
ogni attimo... che noi viviamo
è stato vissuto mille volte.
...
Sassi che il mare... ha consumato,
sono le mie parole
d'amore... per te.
. . .
Sassi che il mare... ha consumato,
sono le mie parole
d'amore... per te.




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« immagine » Sassi che il mare ha consumato sono le mie parole d'amore per te ... Io non ti ho saputo amare, non ti ho saputo dare quel che volevi da me. ... Ogni parola... che ci diciamo è stata detta mille volte, ogni attimo... che noi viviamo è stato vissuto mille volte. ... Sassi che ...
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Come slowly to me

07 aprile 2016 ore 18:46 segnala


Qui
Vieni lentamente
Vieni lentamente a me
Ho aspettato
Paziente
Pazientemente
Non l'ho fatto
Ma ora posso vedere

Che ci sia una via d'uscita
Che ci sia una via d'uscita
Che ci sia una via d'uscita
Che ci sia una via d'uscita
Che ci sia una via d'uscita
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« video » Qui Vieni lentamente Vieni lentamente a me Ho aspettato Paziente Pazientemente Non l'ho fatto Ma ora posso vedere Che ci sia una via d'uscita Che ci sia una via d'uscita Che ci sia una via d'uscita Che ci sia una via d'uscita Che ci sia una via d'uscita
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NON SAPPIAMO LASCIARE ANDARE VIA LE PERSONE

04 febbraio 2016 ore 22:33 segnala

La verità è che non sappiamo lasciare andare via le persone da noi.
Per quanto queste si allontanino, diventino irraggiungibili,
lontane come stelle, c’è sempre una briciola di cuore che rifiuta questa distanza,
che non si concede il lusso d’accettare quest’indifferenza.
C’è sempre un battito di cuore destinato a loro,
un paio d’occhi che vorremmo appiccicati ai nostri
e mani che fremono incessantemente d’essere riempite dalla loro pelle.


Claudia Marangoni






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La verità è che non sappiamo lasciare andare via le persone da noi. Per quanto queste si allontanino, diventino irraggiungibili, lontane come stelle, c’è sempre una briciola di cuore che rifiuta questa distanza, che non si concede il lusso d’accettare quest’indifferenza. C’è sempre un battito...
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