La meraviglia del bene del male.

18 maggio 2017 ore 14:16 segnala
Quanta meraviglia potremmo, e dovremmo, provare ogni giorno guardando e pensando alla vita che scorre in noi e fuori di noi.
Cosa ci fa sentire il calore del sole sulla pelle, la sua intensa luce, così come la brezza quando ci accarezza o il vento freddo che ci fa rabbrividire?
E quante altre sensazioni risulterebbero difficili da definire?
Quanta spontanea meraviglia meriterebbe la natura ed il resto del mondo animale.
Sottili ed impercettibili perfezioni che spesso sono difficili da cogliere, da percepire, da ammirare in modo essenziale e profondo.
Quanta bellezza è nel nostro presente e quanta viene dal nostro passato.
Quanta forza prendiamo dai sentimenti come l'amicizia e amore o solo nell'osservare i bambini.
Si quanta meraviglia, quella sensazione di cui potremmo nutrire in abbondanza il nostro spirito obbligatoriamente materialista, che fronteggia il bene ed il bello.
Però, poi,esiste anche la meraviglia che ammutolisce. quella del male che vediamo e affrontiamo ogni giorno.
Come non interrogarsi sul significato del male, sulla sua inutilità, sulla sua natura perversa che corrode le nostre anime fino a mortificarle e renderle attonite ed impaurite.
Si quanta indignata meraviglia dovrebbe suscitare la barbaria, la bruttezza, la cattiveria e tutto quello che è inconcepibilmente in contrasto con l'accecante e consapevole mistero della vita che ci circonda.
E' davvero arduo far convivere e conciliare queste due dimensioni della vita, se non aggrappandosi all'inesauribile istinto di sopravvivenza che da millenni protegge l'umanità dal rischio della sua estinzione.
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Quanta meraviglia potremmo, e dovremmo, provare ogni giorno guardando e pensando alla vita che scorre in noi e fuori di noi. Cosa ci fa sentire il calore del sole sulla pelle, la sua intensa luce, così come la brezza quando ci accarezza o il vento freddo che ci fa rabbrividire? E quante altre...
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Meravigliosa innocenza

07 maggio 2017 ore 19:52 segnala
Tra tutto il brutto ed il male del mondo c'è qualcosa che ha il potere di far vedere il re nudo nella sua pochezza, di mortificare la presunta grandezza di noi esseri umani adulti, che ci sentiamo padroni di questa Terra ed oltre: è l'innocenza dei bambini, la potenza del loro sorriso, la paradossale forza intrinseca della loro natura vergine al tempo ed al mondo.
Vedere un bambino che sorride, ride o piange rende ridicole tutte le ansie dei "grandi" quando sono tese all'effimera affermazione di sè, alle guerre perse in partenza contro il tempo che fugge via senza grandi successi.
Basta lo stupore di un bambino, le movenze di una bambina per farci sentire inadeguati di fronte a loro e, soprattutto, nei confronti dell'inevitabile processo che li porterà a diventare come noi. Purtroppo.

Convivenza

26 aprile 2017 ore 15:09 segnala

Due mari si toccano ma non confluiscono l'uno nell'altro. Le loro acque non si mischiano.
Restano vicini, senza contaminarsi, ognuno nella sua diversità.
Forse sarebbe bello se accadesse anche agli esseri umani.
Entrare in contatto senza perdere la propria identità, senza perdersi nell'altro, ma senza rifiutarlo, continuando un percorso comune senza alcuna sopraffazione.
Chissà, forse le cose potrebbero davvero migliorare, andare meglio.
La convivenza sarebbe più accettabile. E' un ipotesi.
Per ora resta lo spettacolo di due mari che convivono ognuno con la propria incomparabile bellezza.
La bellezza della propria intima e irrinunciabile natura.
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« immagine » Due mari si toccano ma non confluiscono l'uno nell'altro. Le loro acque non si mischiano. Restano vicini, senza contaminarsi, ognuno nella sua diversità. Forse sarebbe bello se accadesse anche agli esseri umani. Entrare in contatto senza perdere la propria identità, senza perdersi nel...
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Tornerà l'Amore?

16 febbraio 2017 ore 14:22 segnala
A che serve questo cielo inutilmente azzurro? E questo sole caldo che non scaccia il freddo che ho dentro? Per non dire di questa brezza che mi spettina i pensieri impermeabili di malinconia.
E quel bar, quella panchina nel parco, quel cinema così accogliente a cosa servono se non a tormentarmi per la tua assenza.
Assenza sempre presente nei miei pensieri, difficile da esiliare altrove se non in una fantasia lontana.
Vorrei che tu tornassi nella mia vita, Amore.
Trova la forma umana e vitale che preferisci.
Torna, accogliente e compassionevole, amichevole e passionale, protettivo ma non invadente.
Ti prego torna perché tu lo sai, Amore, di essere vitale, necessario anzi indispensabile nella mia come nelle esistenze di tutti coloro che vogliono dirsi esseri umani.
Torna per rendere migliore me, il tempo che vivo e quello che avrò.
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A che serve questo cielo inutilmente azzurro? E questo sole caldo che non scaccia il freddo che ho dentro? Per non dire di questa brezza che mi spettina i pensieri impermeabili di malinconia. E quel bar, quella panchina nel parco, quel cinema così accogliente a cosa servono se non a tormentarmi per...
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Notti d'inverno

06 febbraio 2017 ore 14:03 segnala
Le notti d'inverno portano un gelido silenzio che ammutolisce tutto.
Il senso della vita sembra racchiuso dentro pareti di ghiaccio, trasparenti e gelate, che isolano dal resto del mondo e dell'umanità.
Cosa potrebbe sciogliere questo ghiaccio e sconfiggere questo freddo?
Cosa potrebbe ammutolire la solitudine ed i cattivi pensieri?
Forse il calore di qualcosa che riporti ad un sentimento d'amore o di amicizia che, come una lama incandescente, sciolga il ghiaccio intorno poi quello che racchiude il cuore.
Meglio sarebbe sognare, un luogo qualunque purché sereno, purché prometta un attimo di felicità anche effimera ma vitale ed indispensabile.

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Le notti d'inverno portano un gelido silenzio che ammutolisce tutto. Il senso della vita sembra racchiuso dentro pareti di ghiaccio, trasparenti e gelate, che isolano dal resto del mondo e dell'umanità. Cosa potrebbe sciogliere questo ghiaccio e sconfiggere questo freddo? Cosa potrebbe ammutolire...
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Riveder le stelle

17 gennaio 2017 ore 08:44 segnala
Se si potesse tornare a guardare il cielo di notte, un cielo limpido pieno di stelle che risaltino la grandezza del firmamento invece di questo grigia foschia di luce opaca, vedremmo cose inaspettate.
Si vedrebbero le stelle, tanti puntini che ognuno, con la sua mente che si fa matita, potrebbe unire a piacimento fino a formare disegni e a creare parole; frasi che prenderebbero forma, con i miliardi di miliardi di pensieri che l’umanità ha tirato fuori e che hanno formato miliardi e miliardi di galassie che riempiono l’universo.
Se ogni stella rappresentasse un desiderio si potrebbe, alla fine, vedere l’immagine dei nostri sogni, chiaramente così come li vorremmo realizzare.
Potremmo vedere le fugaci apparizioni delle comete che sono i nostri desideri nascosti ed inconfessabili, e che durano il tempo che il coraggio ci concede per farli nostri o cacciarli via.
Tutto questo se si riuscisse di nuovo a vedere il cielo della notte che non sia più solo il fedele custode dell’oscurità.
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Se si potesse tornare a guardare il cielo di notte, un cielo limpido pieno di stelle che risaltino la grandezza del firmamento invece di questo grigia foschia di luce opaca, vedremmo cose inaspettate. Si vedrebbero le stelle, tanti puntini che ognuno, con la sua mente che si fa matita, potrebbe...
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Abbracciami

22 novembre 2016 ore 14:01 segnala
Abbracciami. Fammi sentire il calore del tuo corpo, il rumore della tua guancia che tocca la mia, regalami il profumo dei tuoi capelli.
Abbracciami. Togli il grigio a questi giorni senza sole e senza cielo.
Colora la sera, trasformala da nera a blu così che induca meno all'inquietudine.
Abbracciami. Dammi un po' delle tue paure mentre prendi un po' delle mie.
Scambiamoci i brividi che corrono lungo la schiena e sulla pelle, ascoltiamoci dentro di noi per provare qualcosa fuori, insieme.
Abbracciami forte come è forte la tua mancanza, la tua distanza, il freddo che mi provochi con la tua assenza.
Rendimi un po' di vita, anche se so che non tornerà tutta, ma almeno varrà un po' di più, mi apparterrà davvero come il tempo che vivo distrattamente, mentre il domani si fa oggi, quell'oggi che ha tanta fretta di diventare ieri.
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Abbracciami. Fammi sentire il calore del tuo corpo, il rumore della tua guancia che tocca la mia, regalami il profumo dei tuoi capelli. Abbracciami. Togli il grigio a questi giorni senza sole e senza cielo. Colora la sera, trasformala da nera a blu così che induca meno...
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La notte dei pensieri

27 settembre 2016 ore 16:30 segnala
Quando la tua notte è bianca perché il giusto sonno non ha voglia di arrivare, la testa diventa una scatola dove i pensieri corrono all'impazzata, come atomi che si scontrano in un acceleratore. Solo che invece di produrre energia amplificano l'ansia perché i pensieri positivi prendono forza, autoalimentandosi in progressione geometrica, mettondo in gran difficoltà la lucida ragione o quel che ne resta.
Le preoccupazioni e le paure sembrano ombre che si allungano sulle pareti semibuie e nulla sembra poterle fermare nella loro corsa ad esagerare le proporzioni.
Provare a distrarsi di certo aiuta, perché combattere è inutile.
Quindi meglio rendersi attivi o, almeno, minimamente passivi magari leggendo o scrivendo o entrando in una chat dove nessuno si accorge della tua presenza, tutti presi in misteriosi ed imperscrutabili rituali.
Beato chi dorme serenamente, magari vicino al suo amore con cui forse lo ha appena fatto.
Beati coloro che riescono a sognare e a non restarne turbati.
Beato chi non ha il cuore ostaggio delle ansie e dei dubbi e che potrà affrontare il domani, che busserà alla porta tra poche ore, con la serena fiducia di vedere le preoccupazione nella giusta dimensione.
E beato chi troverà conforto nella luce del giorno che verrà, anche se ancora un po' livida e fredda ma comunque fonte di speranza, perché dirada le ombre nell'anima.
Almeno per qualche ora.
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Quando la tua notte è bianca perché il giusto sonno non ha voglia di arrivare, la testa diventa una scatola dove i pensieri corrono all'impazzata, come atomi che si scontrano in un acceleratore. Solo che invece di produrre energia amplificano l'ansia perché i pensieri positivi prendono forza,...
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Passi felpati

18 luglio 2016 ore 14:17 segnala
Come conviene attraversare la vita? Con passi felpati o con la grancassa?
Come è più agevole attraversare giorni fatti di rumori sinistri di bombe, sporchi di sangue, assordati da grida insensate?
Come è meglio agire per contattare cuori e anime che possono sostenerci in questo cammino così emozionalmente difficile?
Ognuno ha la sua risposta. Ognuno sceglie e paga la sua scelta o raccoglie i frutti che arriveranno. Se saranno più o meno di quanto immaginato si avrà l'idea della personale giustezza del proprio comportamento.
I passi possono non far rumore ma i pensieri forse si, anche quando il rumore di fondo copre le parole.
E' forse il destino del nostro tempo, dobbiamo attrezzarci per la necessità che ci è richiesta.
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Come conviene attraversare la vita? Con passi felpati o con la grancassa? Come è più agevole attraversare giorni fatti di rumori sinistri di bombe, sporchi di sangue, assordati da grida insensate? Come è meglio agire per contattare cuori e anime che possono sostenerci in questo cammino così...
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Una poesia gentile

30 giugno 2016 ore 14:02 segnala
“Io te vurria vasà – sospira la canzone,
ma prima e più di questo io ti vorrei bastare
come la gola al canto e come il coltello al pane
come la fede al santo io ti vorrei bastare.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
io ti vorrei bastare.
Io te vurria vasà – insiste la canzone,
ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare,
più del fiato in salita,
più di neve a Natale,
più di benda su ferita,
più di farina e sale.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare.
Io ti vorrei bastare.”
(Erri De Luca)
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“Io te vurria vasà – sospira la canzone, ma prima e più di questo io ti vorrei bastare come la gola al canto e come il coltello al pane come la fede al santo io ti vorrei bastare. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare in nessun altro odore addormentare, io ti vorrei bastare. Io te vurria vasà...
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