Tornerà l'Amore?

16 febbraio 2017 ore 14:22 segnala
A che serve questo cielo inutilmente azzurro? E questo sole caldo che non scaccia il freddo che ho dentro? Per non dire di questa brezza che mi spettina i pensieri impermeabili di malinconia.
E quel bar, quella panchina nel parco, quel cinema così accogliente a cosa servono se non a tormentarmi per la tua assenza.
Assenza sempre presente nei miei pensieri, difficile da esiliare altrove se non in una fantasia lontana.
Vorrei che tu tornassi nella mia vita, Amore.
Trova la forma umana e vitale che preferisci.
Torna, accogliente e compassionevole, amichevole e passionale, protettivo ma non invadente.
Ti prego torna perché tu lo sai, Amore, di essere vitale, necessario anzi indispensabile nella mia come nelle esistenze di tutti coloro che vogliono dirsi esseri umani.
Torna per rendere migliore me, il tempo che vivo e quello che avrò.
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A che serve questo cielo inutilmente azzurro? E questo sole caldo che non scaccia il freddo che ho dentro? Per non dire di questa brezza che mi spettina i pensieri impermeabili di malinconia. E quel bar, quella panchina nel parco, quel cinema così accogliente a cosa servono se non a tormentarmi per...
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16/02/2017 14:22:37
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Notti d'inverno

06 febbraio 2017 ore 14:03 segnala
Le notti d'inverno portano un gelido silenzio che ammutolisce tutto.
Il senso della vita sembra racchiuso dentro pareti di ghiaccio, trasparenti e gelate, che isolano dal resto del mondo e dell'umanità.
Cosa potrebbe sciogliere questo ghiaccio e sconfiggere questo freddo?
Cosa potrebbe ammutolire la solitudine ed i cattivi pensieri?
Forse il calore di qualcosa che riporti ad un sentimento d'amore o di amicizia che, come una lama incandescente, sciolga il ghiaccio intorno poi quello che racchiude il cuore.
Meglio sarebbe sognare, un luogo qualunque purché sereno, purché prometta un attimo di felicità anche effimera ma vitale ed indispensabile.

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Le notti d'inverno portano un gelido silenzio che ammutolisce tutto. Il senso della vita sembra racchiuso dentro pareti di ghiaccio, trasparenti e gelate, che isolano dal resto del mondo e dell'umanità. Cosa potrebbe sciogliere questo ghiaccio e sconfiggere questo freddo? Cosa potrebbe ammutolire...
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Riveder le stelle

17 gennaio 2017 ore 08:44 segnala
Se si potesse tornare a guardare il cielo di notte, un cielo limpido pieno di stelle che risaltino la grandezza del firmamento invece di questo grigia foschia di luce opaca, vedremmo cose inaspettate.
Si vedrebbero le stelle, tanti puntini che ognuno, con la sua mente che si fa matita, potrebbe unire a piacimento fino a formare disegni e a creare parole; frasi che prenderebbero forma, con i miliardi di miliardi di pensieri che l’umanità ha tirato fuori e che hanno formato miliardi e miliardi di galassie che riempiono l’universo.
Se ogni stella rappresentasse un desiderio si potrebbe, alla fine, vedere l’immagine dei nostri sogni, chiaramente così come li vorremmo realizzare.
Potremmo vedere le fugaci apparizioni delle comete che sono i nostri desideri nascosti ed inconfessabili, e che durano il tempo che il coraggio ci concede per farli nostri o cacciarli via.
Tutto questo se si riuscisse di nuovo a vedere il cielo della notte che non sia più solo il fedele custode dell’oscurità.
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Se si potesse tornare a guardare il cielo di notte, un cielo limpido pieno di stelle che risaltino la grandezza del firmamento invece di questo grigia foschia di luce opaca, vedremmo cose inaspettate. Si vedrebbero le stelle, tanti puntini che ognuno, con la sua mente che si fa matita, potrebbe...
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17/01/2017 08:44:46
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Abbracciami

22 novembre 2016 ore 14:01 segnala
Abbracciami. Fammi sentire il calore del tuo corpo, il rumore della tua guancia che tocca la mia, regalami il profumo dei tuoi capelli.
Abbracciami. Togli il grigio a questi giorni senza sole e senza cielo.
Colora la sera, trasformala da nera a blu così che induca meno all'inquietudine.
Abbracciami. Dammi un po' delle tue paure mentre prendi un po' delle mie.
Scambiamoci i brividi che corrono lungo la schiena e sulla pelle, ascoltiamoci dentro di noi per provare qualcosa fuori, insieme.
Abbracciami forte come è forte la tua mancanza, la tua distanza, il freddo che mi provochi con la tua assenza.
Rendimi un po' di vita, anche se so che non tornerà tutta, ma almeno varrà un po' di più, mi apparterrà davvero come il tempo che vivo distrattamente, mentre il domani si fa oggi, quell'oggi che ha tanta fretta di diventare ieri.
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Abbracciami. Fammi sentire il calore del tuo corpo, il rumore della tua guancia che tocca la mia, regalami il profumo dei tuoi capelli. Abbracciami. Togli il grigio a questi giorni senza sole e senza cielo. Colora la sera, trasformala da nera a blu così che metta meno inquietudine. Abbracciami....
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22/11/2016 14:01:52
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La notte dei pensieri

27 settembre 2016 ore 16:30 segnala
Quando la tua notte è bianca perché il giusto sonno non ha voglia di arrivare, la testa diventa una scatola dove i pensieri corrono all'impazzata, come atomi che si scontrano in un acceleratore. Solo che invece di produrre energia amplificano l'ansia perché i pensieri positivi prendono forza, autoalimentandosi in progressione geometrica, mettondo in gran difficoltà la lucida ragione o quel che ne resta.
Le preoccupazioni e le paure sembrano ombre che si allungano sulle pareti semibuie e nulla sembra poterle fermare nella loro corsa ad esagerare le proporzioni.
Provare a distrarsi di certo aiuta, perché combattere è inutile.
Quindi meglio rendersi attivi o, almeno, minimamente passivi magari leggendo o scrivendo o entrando in una chat dove nessuno si accorge della tua presenza, tutti presi in misteriosi ed imperscrutabili rituali.
Beato chi dorme serenamente, magari vicino al suo amore con cui forse lo ha appena fatto.
Beati coloro che riescono a sognare e a non restarne turbati.
Beato chi non ha il cuore ostaggio delle ansie e dei dubbi e che potrà affrontare il domani, che busserà alla porta tra poche ore, con la serena fiducia di vedere le preoccupazione nella giusta dimensione.
E beato chi troverà conforto nella luce del giorno che verrà, anche se ancora un po' livida e fredda ma comunque fonte di speranza, perché dirada le ombre nell'anima.
Almeno per qualche ora.
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Quando la tua notte è bianca perché il giusto sonno non ha voglia di arrivare, la testa diventa una scatola dove i pensieri corrono all'impazzata, come atomi che si scontrano in un acceleratore. Solo che invece di produrre energia amplificano l'ansia perché i pensieri positivi prendono forza,...
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Passi felpati

18 luglio 2016 ore 14:17 segnala
Come conviene attraversare la vita? Con passi felpati o con la grancassa?
Come è più agevole attraversare giorni fatti di rumori sinistri di bombe, sporchi di sangue, assordati da grida insensate?
Come è meglio agire per contattare cuori e anime che possono sostenerci in questo cammino così emozionalmente difficile?
Ognuno ha la sua risposta. Ognuno sceglie e paga la sua scelta o raccoglie i frutti che arriveranno. Se saranno più o meno di quanto immaginato si avrà l'idea della personale giustezza del proprio comportamento.
I passi possono non far rumore ma i pensieri forse si, anche quando il rumore di fondo copre le parole.
E' forse il destino del nostro tempo, dobbiamo attrezzarci per la necessità che ci è richiesta.
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Come conviene attraversare la vita? Con passi felpati o con la grancassa? Come è più agevole attraversare giorni fatti di rumori sinistri di bombe, sporchi di sangue, assordati da grida insensate? Come è meglio agire per contattare cuori e anime che possono sostenerci in questo cammino così...
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Una poesia gentile

30 giugno 2016 ore 14:02 segnala
“Io te vurria vasà – sospira la canzone,
ma prima e più di questo io ti vorrei bastare
come la gola al canto e come il coltello al pane
come la fede al santo io ti vorrei bastare.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
io ti vorrei bastare.
Io te vurria vasà – insiste la canzone,
ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare,
più del fiato in salita,
più di neve a Natale,
più di benda su ferita,
più di farina e sale.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare.
Io ti vorrei bastare.”
(Erri De Luca)
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“Io te vurria vasà – sospira la canzone, ma prima e più di questo io ti vorrei bastare come la gola al canto e come il coltello al pane come la fede al santo io ti vorrei bastare. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare in nessun altro odore addormentare, io ti vorrei bastare. Io te vurria vasà...
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Rincorrere la felicità

25 maggio 2016 ore 14:20 segnala
La felicità non la cerchiamo, in realtà ma la rincorriamo.
E' una corsa costante, affannosa e che porta via molte energie.
Capita che si riesca a raggiungere la "nostra felicità" e quindi la afferriamo, ma mentre siamo lì a respirarla intimamente, a godercela, a sentire vibrare la nostra anima, lei è già scappata via e ci tocca ricominciare l'inseguimento.
Già, la nostra felicità.
E poi dobbiamo essere in grado di riconoscerla, perché può darsi che non ne siamo capaci e, pur avendola a portata di mano, la lasciamo andare. E ricomincia la giostra.
Con il tempo le nostre energie e la voglia di trovarla si affievoliscono e ci si accontenta di una sedentaria serenità e di una ancor più pacata accettazione della realtà. Pacata quando ce lo permettiamo.
Resterà però sempre un po' di languido rammarico per quella corsa verso quella felicità, che per molto tempo è stato uno stimolo di vita.
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La felicità non la cerchiamo, in realtà ma la rincorriamo. E' una corsa costante, affannosa e che porta via molte energie. Capita che si riesca a raggiungere la "nostra felicità" e quindi la afferriamo, ma mentre siamo lì a respirarla intimamente, a godercela, a sentire vibrare la nostra anima, lei...
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In equilibrio sopra l'ignoto

11 maggio 2016 ore 14:25 segnala
La vita è un dono dice qualcuno. Sicuramente lo è se pensiamo alla nostra fragilità di fronte alla possibilità che il destino si metta di cattivo umore, al poco senso dell'umorismo del fato, ai cambiamenti nostri e della natura:tanti elementi su cui non abbiamo potere.
E' come se camminassimo in precario equilibrio su di una fune sospesa sull'ignoto, che prima o poi, volenti o nolenti andremo a conoscere.
E questa fune talvolta oscilla, in alcuni punti si assottiglia, e col tempo lo farà sempre di più, rendendoci ancor più fragili e indifesi se non ci avviciniamo a quelli che si arrangiano sulla loro fune, che corre parallela alla nostra.
Se siamo fortunati riusciamo ad unirci e ad intrecciarci con funi altrui per percorrere il sentiero misterioso con un vicendevole appoggio, anche perché ci sarà sempre qualcuno che proverà a renderci ancora più difficile il nostro percorso.
E pensare che c'è qualcuno che mette a rischio questo dono per stupidità, o forse per la tanta paura che ha dell'ignoto che lo circonda che non vuole pensarci;per questo c'è chi salta su questa fune e talvolta cade giù o resta in bilico, finché un qualcosa o qualcuno lo rimette in equilibrio.
Il filo della vita è così sottile e ha un tempo limitato, e solo la consapevolezza può fare in modo che si possa apprezzare in pieno il suo valore, che si possa trovare la forza e l'accettazione per continuare questo viaggio, anche se diventerà sempre più pesante.
E l'equilibrio sull'ignoto sempre più difficile da mantenere e sopportare senza cedere alla follia.
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La vita è un dono dice qualcuno. Sicuramente lo è se pensiamo alla nostra fragilità di fronte alla possibilità che il destino si metta di cattivo umore, al poco senso dell'umorismo del fato, ai cambiamenti nostri e della natura:tanti elementi su cui non abbiamo potere. E' come se camminassimo in...
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Il cielo sopra di noi

10 maggio 2016 ore 14:44 segnala
Il cielo scuro della notte. Un tetto nero sopra di noi. Cosa ci sarà oltre?
Ce lo chiediamo da millenni, non abbiamo risposte ma solo speranze.
Forse oltre quel tetto c'è un'altra dimensione, un universo, un mondo diverso.
Un'altra realtà, dove forse sono arrivati i nostri sogni, le nostre speranze a volte bagnate di lacrime, la nostra rabbia gridata al cielo, le nostre preghiere.
Forse al di sopra c'è tanta luce e lo possiamo pensare vedendo quei buchi nel soffitto che chiamiamo stelle; in realtà potrebbero essere piccole finestre da dove il mondo che sta sopra di noi ci guarda e ci compiange; vede le speranze irrealizzate, le grandi occasioni sprecate, le bellezze tradite che si confondono con gli orrori e viceversa:
un infinito insieme di cose inspiegabili, che non sempre ci appartengono.
Il cielo scuro della notte si riempie dei nostri pensieri, che si ammassano come nuvole grigie impedendoci, spesso, di vedere la luce fioca che tremula arriva da lontano, da quell'attico irraggiungibile a volte anche dalla nostra mente.
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Il cielo scuro della notte. Un tetto nero sopra di noi. Cosa ci sarà oltre? Ce lo chiediamo da millenni, non abbiamo risposte ma solo speranze. Forse oltre quel tetto c'è un'altra dimensione, un universo, un mondo diverso. Un'altra realtà, dove forse sono arrivati i nostri sogni, le nostre...
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