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Coincidenze...

Entropia89 28 maggio 2007 ore 21:00

A volte nella vita capitano delle coincidenze strane... anche dalla cosa più inutile puoi trarre qualcosa di interessante o che comunque non ti saresti mai aspettato di trovare...nel momento giusto 

Sono tornata dal funerale del padre di Lulù da qualche ora... e proprio sabato, quando lui è morto, mi è capitato di leggere il capitolo 97 di Scusa ma ti chiamo amore ... fin'ora non sono stata proprio dell' umore giusto per scriverlo (anche se le sensazioni sono state molto simili)... voglio però ricordarlo...

"Sono tutti lì. Gli amici più stretti, i più veri, quelli che conoscono tutte le verità di una famiglia, quelli che hanno assistito in silenzio a piccoli e grandi dolori, o che invece hanno festeggiato facendo baldoria, complimentandosi nelle grandi e piccole gioie della vita. Questa è l' amicizia. Saper dosare il rumore della propria presenza. Appena lo vede, Alessandro gli si avvicina e lo stringe in un abbraccio. Tutto. Molto. Tanto. I momenti più diversi di una stessa vita ognuno li ricorda a modo suo. <Cazzo, mi spiace Flavio...>. Si guardano negli occhi e non sanno bene cos'altro dirsi. Quelle occasioni che inevitabilmente ti spingono al silenzio. Stare lì, essere presenti, voler dire tante altre cose in più ma non riuscirci. E così si liquida tutto con una piccola pacca sulle spalle, un abbraccio sentito, con una frase che ti sembra sciocca ma non hai trovato altro che quella.  E ti sembra la migliore, la più vera, la più sincera. E non lo è. O magari  lo è anche. Chissà... è che hai un groppo in gola. Che se dici una cosa in più sai già che ti metteresti a piangere. Hai gli occhi lucidi. E vedi che alcuni sono più forti di te. E non piangono. Sembrano sereni, come se non fosse successo niente. Riescono a vivere bene il loro dolore. O forse, pensi, non gliene frega proprio niente. Ma che tipi sono? Come quei due per esempio, forse sono dei cugini... stanno lì infondo al salotto e parlano tutto il tempo e ridono e sono anche un pò rumorosi.Sembra che il fatto che sia morto qualcuno fosse la loro unica occasione per rivedersi. O forse il loro modo di fare è solo un' astuta copertura. Non potersi permettere il lusso di stare male, di soffrire apertamente, di poter piangere liberi, senza vergogna.  Quella strana tassa che a volte il carattere ci obbliga a pagare, lasciandoci fuori dalla bellezza dei sentimenti. Alessandro, Pietro ed Enrico fanno compagnia a Flavio tutta la notte e ognuno a modo suo  rinuncia a qualcosa pur di strargli accanto. Tutti e tre ne sono felici e nessuno di loro rimpiange ciò che ha perso. Notte di parole. Notte di ricordi. Notte di confidenze. Divertenti aneddoti lontani. Vecchie storie che solo il dolore a volte  col suo soffio potente fa tornare alla luce. Episodi passati, nascosti, persi ma mai infondo abbandonati. <Sapete una cosa, ragazzi...> Flavio beve un pò del suo whisky  e li guarda. Nessuno risponde. Non ce n'è bisogno. Flavio riprende a parlare <Ti viene da pensare alle cose che non gli hai detto. Alle volte che lo hai deluso. A quelle cose che avresti voluto dirgli quel giorno, a quello che vorresti dirgli ora. Correre lì sotto casa sua. Suonare il citofono. Farlo affacciare.  Papà... mi sono dimenticato di dirti una cosa... ti ricordi quella volta che siamo andati lì... ecco.> Flavio guarda i suoi amici di nuovo.<Questo ti fa male. Magari è una stronzata... ma vorresti  tanto potergliela dire.> Qualche giorno dopo. I funerali. Fiori. Frasi. Silenzio. Persone perse da tempo improvvisamente riaffiorano. Come alcuni ricordi. E poi saluti. Strette di mano. Commozione. Tutti vanno a salutare Flavio con affetto. Alcuni portano fiori. Altri vengono da un passato lontano  e spariranno di nuovo per sempre, ma non volevano mancare a quell' ultimo appuntamento. Poi la sepoltura. Un ultimo saluto. Un ultimo pensiero. Poi più niente. Fuuuu. Un palloncino pesante che però si allontana verso il cielo. Silenzio. Sempre più lontano. Poi faticosamente i primi cigolii. é come se la grande macchina ripartisse. Rumori faticosi, catene non oliate, ingranaggi che stridono, raschiano. Ma riparte. Ecco... Ciuff, ciuff! Come quel treno lontano, lì all' orizzonte, che riprende la sua strada, la sua corsa, che aumenta il ritmo, sbuffa, di nuovo, sì, verso confini lontani, verso i giorni che saranno... Ciuff, ciuff... E sbuffa, sbuffa ancora. E non fermarsi. E tutti, tutti continuano ad andare avanti. E prima o poi forse riusciranno a dimenticare qualcosa. O forse no. E anche in questo dubbio c'è una grande bellezza."

Lulù... ti voglio bene...  :angel

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A volte nella vita capitano delle coincidenze strane... anche dalla cosa più inutile puoi trarre qualcosa di interessante o che comunque non ti saresti mai aspettato di trovare...nel momento giusto  Sono tornata dal funerale del padre di Lulù da qualche ora... e proprio sabato, quando lui è...
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28/05/2007 21:00:59
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