Drydock

07 settembre 2017 ore 15:33 segnala


Il sole sembra una grande sfera infuocata in queste fasi di tramonto, alle spalle di questo cielo che poco rende l’idea di una stagione estiva ormai andata ... forse.

I tenui raggi avvolgono la mia “Signora” esaltandone le forme e creando l’impressione di un suo rossore, così esposta e lontana dal suo elemento naturale.

Delicatamente appoggiata sulle taccate del bacino di carenaggio, è come una gentildonna senza vesti, sotto gli occhi di uomini che la curano… la coccolano… la rispettano.

Amo osservarne la maestosità da un punto di vista che raramente è concesso durante il periodo di vita di una nave. La guardo, la accarezzo e prendo nota mentalmente di tutte le ferite ricevute in mare, accanto alle banchine, da rimorchiatori poco attenti.

Ammiro con stupore e meraviglia l’irriducibilità della natura che, attraverso alghe, conchiglie, cozze riesce a creare vita nonostante il ferro. Vegetazione marina avvinghiata allo scafo, alle prese-mare e al timone così come tanti clandestini, e che nel corso dei mesi cresce fino a creare un freno, un ostacolo nel fendere le onde.
Tutto viene spazzato via con getti potenti di acqua compressa. Una doccia che rende lo scafo liscio così come la pelle meravigliosa di una donna dopo una depilazione, e prepara il processo di pitturazione.

Sto sotto di lei camminando lentamente tra una taccata e l’altra, quasi intimorito dalla grande massa che mi sovrasta ed ammiro l’ingegno umano che riesce a far galleggiare opere come questa.

Così indifesa nel drydock. Così superbamente bella tra le onde dei mari.
Risalgo le scale del bacino senza toglierle mai lo sguardo da dosso, quasi con il timore che le traverse di legno e acciaio non possano più reggerne il peso.
Un’altra giornata se ne è andata.

Torno nella mia cabina. I pensieri, prima occupati dalla mia “Signora”, tornano ad affollarsi nella mente. Il domani è così incerto…

Accanto alla finestra, osservando la luna che diventa protagonista al posto del sole, sento risuonare nel cervello quella frase… “sono fiera di te, capitano…
E mi domando perché non riesco ad esserlo io, di me stesso.

Semper Fidelis
e410fe69-120f-44bc-ba0f-d00278a71341
« immagine » Il sole sembra una grande sfera infuocata in queste fasi di tramonto, alle spalle di questo cielo che poco rende l’idea di una stagione estiva ormai andata ... forse. I tenui raggi avvolgono la mia “Signora” esaltandone le forme e creando l’impressione di un suo rossore, così espost...
Post
07/09/2017 15:33:06
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    8

Commenti

  1. s.hela 07 settembre 2017 ore 17:52
    Forse perché pretendiamo molto da noi stessi ...
    E' bello sentirsi dire "sono fiera di te capitano"

    Un caro saluto Giulia
  2. CavaliereArcano 09 settembre 2017 ore 23:36
    Saluti Comandante
  3. ombra.dargento 10 settembre 2017 ore 22:23
    un’altra estate se n'è andata. il domani è così incerto... ma sarà fragrante di sogni d'autunno.

    ben ritrovato Comandante :rosa

    un forte e sincero abbraccio a Livorno...
  4. Epi.centro 11 settembre 2017 ore 17:21
    Cavaliere... Ombra... ben tornati :rosa

    Semper Fidelis
  5. s.hela 14 settembre 2017 ore 13:56
    @Epi.centro
    Un caro saluto per una serena giornata!

    Cosa c'e' di più bello da
    vedere , l'intorno del paesaggio
    che la natura , tutta , di
    terra e di mare ci regala.
    Ossigeno e bellezza insieme.

    :-) :rosa Giulia

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.