E ora

10 novembre 2011 ore 09:53 segnala
potere a chi lavora

e cloro al clero!.





:-)))
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potere a chi lavora e cloro al clero!. « VIDEO: USqC7p0A7sk » :-)))
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Ellekappa

06 novembre 2011 ore 20:17 segnala
- Berlusconi sull'orlo del baratro.
- E tutti a chiedergli di fare un passo avanti!

:devilpop
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- Berlusconi sull'orlo del baratro. - E tutti a chiedergli fi fare un passo avanti! :-)))
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Piu' grezzi sono, meglio e'

04 novembre 2011 ore 19:52 segnala
dice il medico, consigliando un'alimentazione ricca di fibre.
Pane integrale, frutta con la buccia, pasta di cerali e legumi.
Chissa' se la stessa cosa e' applicabile anche alle relazioni interpersonali!!!
Sieti rustici e ruspanti a sufficienza???
Oppure siete passati da vari processi di raffinazione, di sgrassatura, o edulcorazione????
Ormai, se e' cosi', si corre il rischio di annaspare dentro discorsi retorici, ricchi di paroloni belli da ascoltarsi, come sono belli da vedersi la frutta lucida e come le fragole di gennaio!!!
Metteteci cura, quando sbollentate il cavolo.




:-)))
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dice il medico, consigliando un'alimentazione ricca di fibre. Pane integrale, frutta con la buccia, pasta di cerali e legumi. Chissa' se la stessa cosa e' applicabile anche alle relazioni...
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Il presepe violato di Monterosso

02 novembre 2011 ore 10:34 segnala
Le cinque Terre sono una specie di iperLiguria, un concentrato stupefacente di quello che questa costa verde profumata e' stata lungo i secoli, prima che le seconde case e gli insediamenti industriali la scempiassero per quanto e' lunga.
A parte il mare, ogni cosa e' piccola, preziosa e rubata al monte.
Guardando dalla barca, la presenza umana appare minuziosa e delicata come un intarsio. Come se le case e la ferrovia, i tunnel e le strade, i paesi e i porti avessero scelto di non imporsi al paesaggio, e piuttosto di aderirvi, di assumere la forma.
Nei paese delle case variopinte, che oggi stentiamo a riconoscere, coperti di fango, ci sono piazze grandi come camere, dove il pubblico ed il privato, l'ingresso delle case e i tavoli dei bar, non hanno separazione visibile, confine percettibile.
E le strade sono budelli che si arrampicano sopra e sotto le case, e al posto delle automobili circolano i profumi di rosmarino e focaccia, salmastro e pesce fritto.
A Tellaro (appena più a Est, oltre la Spezia) la piazza minuscola è anche una banchina del porto ed e' anche terrazza di una casa privata, la pietra e' la stessa per i pochi bagnanti stesi al sole, per i gerani, ci ho visto convivere tranquilli perfino cani e gabbiani.
In molti tratti di Liguria lo spazio da abitare è così ridotto che o ci si abbaia l'un l'altro, anche tra umani, o ci si affida docilmente alla convivenza, e si diventa in qualche maniera comunità.

Sopra i paesini le Cinque Terre sono un mondo vasto di foreste e di sentieri, di profumi e di solitudine, i camminatori sono parecchi ma difficilmente diventano massa dove non ci sono funivie a scaricarli come un gregge, e questi sono posti impervi, scorbutici, o li guadagni in barca o sudando parecchio, a piedi e in bicicletta.
La fatica, per fortuna, fa da vaglio severo agli eccessi del turismo di massa.
Di notte la rarefazione delle case e delle luci rende ancora profondo il buio, abbastanza profondo da vedere le stelle brillare.
Amare le Cinque Terre e frequentarle significa anche prendere atto, per contrasto, della catastrofe che la più spietata alluvione di tutti i tempi, quella del cemento, ha prodotto ad est a ovest, oltre La Spezia verso Genova. E poichè e' al cemento che si imputa di avere trasformato il vallone e ogni lungofiume ligure in un cannone d'acqua e fango puntato contro le città e le case, ci si domanda come sia stato possibile che l'alluvione abbia colpito cosi' duramente proprio il lembo di Liguria meno cementificato, e più integro.
A parte l'eccezionale tempesta, un forte indizio viene dal Presidente della Regione, Claudio Burlando. "Questa volta il colpevole non e' ciò che l'uomo ha fatto, ma ciò che l'uomo non ha fatto."
Non il cemento dunque, ma l'abbandono al suo destino di un territorio cosi' forgiato dall'uomo da non potere più fare a meno della sua mano, della sua presenza costante. Le Cinque Terre così come sono (e torneranno ad essere, una volta vinto il fango) non esistevano, così come non esisteva la Liguria, prima che generazioni di contadini le erigessero pietra su pietra e terrazza su terrazza, migliaia di chilometri di muri a secco, migliaia di ettari ritagliati sulle pareti scoscese, vigna e olivo da curare, e canali di scolmo da pulire, fossi da mantenere pervi, boschi da rastrellare. In pochi altri posti al mondo il paesaggio e la natura sono il risultato di un così paziente artificio.
L'abbandono progressivo dei campi, dei crinali, della montagna (ci sono zone dell'Appennino dove la popolazione e' passata da cento a dieci) non ha rappresentato solo una repentina mutazione antropologica e sociale, in Liguria come in tutta Italia. Ha indebolito a morte il territorio, rendendolo sempre più esposto agli squassi del clima, meno sorvegliato, più vulnerabile.
E' come se l'Italia fosse divisa, a macchia di leopardo, in due differenti Paesi: uno sopra il quale accanirsi a oltranza, quello edificato (ben più esteso di quello edificabile). L'altro da abbandonare al suo destino, quello agricolo, ex agricolo e boschivo, quello che non promette lucro a breve o medio periodo,
quello che si pretende esista e resista senza che lo sguardo e le cure dell'uomo lo considerino. E si vendica vomitando fango, mangiandosi il reticolo di fossi che lo innerva e lo preserva, smottando, affogandoci come formiche.
Nel frattempo, proprio mentre il terreno perde forma e l'uomo smette di progettarlo e proteggerlo (in due verbi, oltre che assonanti, sono in questo caso quasi sinonimi...) la tropicalizzazione del clima aggrava gli effetti dell'incuria. Lunghi periodi di siccità (a Nord Ovest non pioveva da tre mesi..)induriscono il terreno, specie quello incolto, gli impediscono di trattenere l'acqua assorbendola. Buon senso e buona politica vorrebbero che la sola Grande Opera che l'Italia riconosce urgente, vitale per il suo futuro, e' il governo del territorio, la messa in sicurezza di tutto ciò che scivola, frana, si sgretola. I drenaggi, la pulizia dei fiumi e dei greti, il rinforzo degli argini (in Liguria se ne sono visti friabili come grissini), la manutenzione dei fossi che sono il minuto, umile sistema venoso della terra: ecco qualcosa di dettagliato e insieme enorme., "local" e "global" nello stesso tempo e nella stessa fotografia aerea, che cambierebbe in meglio non solo lo stato fisico del paese, ma le sue condizioni psicologiche, la percezione di se stesso come e' veramente, metro per metro, valle per valle, paese per paese, bosco per bosco.
Pochi pezzi d'Italia come le Cinque Terre riescono andare il senso dello splendore e della delicatezza di un paese che non ha la sua identità paesaggistica nelle grandi estensioni selvagge, nella natura libera da ogni vincolo, ma nello stretto intreccio tra naturale presenza umana, tra il corso della natura e il lavoro dell'uomo.
Tutto nelle Cinque Terre suggerisce la necessita' della cura, dell'attenzione, della fatica (anche intellettuale) che serve a far sopravvivere la vigna tra le rocce, e gli uomini sopra e sotto gli strapiombi. Ma e' una fatica che siamo ancora in grado di affrontare, non solo come classe dirigente, dico proprio come cultura diffusa, come idea corrente del nostro paese?

M.S. da Repubblica


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Le cinque Terre sono una specie di iperLiguria, un concentrato stupefacente di quello che questa costa verde profumata e' stata lungo i secoli, prima che le seconde case e gli insediamenti...
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dedicata

26 ottobre 2011 ore 19:45 segnala
alla manovrina fiscale
alla soppressione dei contribuenti minimi
all'ingresso della pec nelle societa'
all'opportunita' di fare i ricorsi in telematico...
percio'....





:wow
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alla manovrina fiscale alla soppressione dei contribuenti minimi all'ingresso della pec nelle societa' all'opportunita' di fare i ricorsi in telematico... percio'.... « VIDEO: Vm4mr4CZXK4 » ...
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A volte, la tossa convulsa

25 ottobre 2011 ore 13:10 segnala
fa strani effetti :wow




Quando è buio,
Prendi un po’ di tempo per te stesso,
Prendi un po’ di tempo per capire cosa succede,
Prima che sia andato
Non lascerai andare via, ma stai continuando a cadere
Ricordati come mi hai salvato
Da tutti i miei errori
E se c’è amore, sentilo
E se c’è vita, lo vedremo
Non è il momento di essere sola, sola yeah
Io non ti lascerò andare
Dì quelle parole, dì quelle parole come se ci fosse più niente.
Chiudi gli occhi e potrai cominciare a vedere un’altra via d’uscita
Apri, apri il tuo cuore a me
Fallo uscire
Non c’è niente che non posso prendere
E se c’è amore, sentilo
E se c’è vita, lo vedremo
Non è il momento di essere sola, sola yeah
Io non ti lascerò andare
(Io non ti lascerò andare, non ti lascerò andare)
E se il tuo cielo cade
Allora prendi la mia mano e tienila
Non è il momento di essere sola, sola yeah
Io non ti lascerò andare
(Io non ti lascerò andare, non ti lascerò andare)
E se senti la mancanza della luce
E sei troppo debole per continuare la lotta
E tutti i tuoi amici a cui ci tieni sono spariti
Sarò qui adesso tesoro, per sempre
Woah
E se c’è amore, sentilo
E se c’è vita, lo vedremo
Non è il momento di essere sola, sola yeah
Io non ti lascerò andare
(Io non ti lascerò andare, non ti lascerò andare)
Woah no
E se il tuo cielo cade
Allora prendi la mia mano e tienila
Non è il momento di essere sola, sola yeah
Io non ti lascerò andare
(Io non ti lascerò andare, non ti lascerò andare)
Woah no, yeah
Io non ti lascerò andare
Io non ti lascerò andare
Io non ti lascerò andare
Io non ti lascerò andare
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fa strani effetti :wow « VIDEO: sgRb_lfIZ6A » Quando è buio, Prendi un po’ di tempo per te stesso, Prendi un po’ di tempo per capire cosa succede, Prima che sia andato Non lascerai andare via,...
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la vignetta di Ellekappa

14 ottobre 2011 ore 12:52 segnala
il sonno della ragione
a volte genera sbadigli.




:-)))
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il sonno della ragione a volte genera sbadigli. « IMMAGINE: http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQWKNqHODBwZ2WMEYGjxe9cJR6mL_jnkbKDIAFJKzcxgfaw3lZm » :-)))
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Sottovuoto

12 ottobre 2011 ore 11:05 segnala
Finalmente la politica separata dalle opinioni.

Il mio regno per due cavalli?
La trattativa e' in corso, i cavalli gia' drogati.
I fantini frustano le poltrone perche' diano il massimo.
Se la patria chiama lasciala chiamare,
al di la' del mare un altro seggio c'e'.
Il Paese oscilla e caridda.
Ogni tanto l'arcivescovo di Costantinopoli s'avvicina
a un microfono e si disarcivescovizza.
Lo disarcivescovicostantinopolizzereste voi?
La democrazia nei salotti ha sostituito la canasta,
una statua altissima gia' in avanzata
preparazione per il santo con l'asta.
Incatenati ai banchi, i parlamentari remano
al ritmo dei tamburi, non era cosi' anche sotto
l'impero romano?
E sotto la Roman New Orleans Jazz Band?
Parce sepulto.

m.b.

:-)

Avete mai provato

03 ottobre 2011 ore 18:14 segnala
a produrre energia pulita
sfruttando quella che emettono
i vacanzieri dell'ultim'ora
che quest'anno avevano le
ferie ad agosto?
La seconda quindicina direi!
Hanno un sorriso stampato
su visi abbronzati
che fa il giro di tutta la testa,
se non fosse per le orecchie.
Emanano un persistente odore
di crema doposole
spalmata generosamente sulla
pelle riarsa.
Non riescono a rinunciare ancora
all'infradito di plastica
e si stupiscono che non ci sia
piu' il cocomero alla Coop.
Cercano affannosamente qualcuno
che, esprimendosi esclusivamente,
per luoghi comuni lanci la fatidica frase
"le stagioni non sono piu' le stesse".
Li' parte la filippica: "io ero al mare...
pareva d'essere a luglio, anzi a che ne so,
quelli che sono andati a luglio......
Hanno scelto di continuare a vivere
con il naso all'insu', perche' guardando
in basso non c'e' che da mettersi le
mani nei capelli, e loro nei capelli
si danno l'olio protettivo.

:-)
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a produrre energia pulita sfruttando quella che emettono i vacanzieri dell'ultim'ora che quest'anno avevano le ferie ad agosto? La seconda quindicina direi! Hanno un sorriso stampato su visi...
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Disgusto: troppa corruzione istituzionale

27 settembre 2011 ore 10:42 segnala
Troppe ruberie di regime, troppa impunita' di Casta.
La mafia si dissocia dallo Stato.
"Ci rovina la reputazione!"
Anche 'Ndragheta e Camorra lasciano i partiti.
Ne faranno uno tutto suo:
Il Partito degli Onestissimi.

:-)))

- Angiolino, bisogna fare il Partito degli Onesti.
- E dove si trovano?
- ...Si comprano!.

dal vernacoliere
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Troppe ruberie di regime, troppa impunita' di Casta. La mafia si dissocia dallo Stato. "Ci rovina la reputazione!" Anche 'Ndragheta e Camorra lasciano i partiti. Ne faranno uno tutto suo: Il Partito...
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27/09/2011 10:42:43
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