Raccontarsi....

03 dicembre 2018 ore 17:21 segnala


Seguo la TV in modo molto sporadico ma ci sono alcune trasmissioni che catturano la mia attenzione mentre me ne sto comoda sotto il piumone e mi piace seguirle almeno fin quando non mi addormento. Ed è così che ieri sera mentre seguivo “che tempo che fa di Fabio Fazio” ho avuto il piacere di ascoltare il racconto di Gianluca Vialli. Mentre ascoltavo le sue parole mi sembrava di essere tornata al tempo passato quando le sue stesse sensazioni emozioni e paure ero io a provarle, è normale e fisiologico per coloro che hanno avuto la sfortuna di ammalarsi di cancro, una delle malattie oggi giorno più temibili:
Queste alcune delle sue parole:

Tutto è successo in maniera improvvisa. Ho affrontato questa malattia con lo stesso spirito che avevo da calciatore, questo mi ha aiutato molto. Da subito mi sono posto degli obiettivi a lunga scadenza: non morire prima dei miei genitori e portare le mie figlie all'altare quando si sposeranno. Poi mi sono dato invece degli obiettivi a breve scadenza: l'operazione, la degenza, la chemio, la radio e infine andare di nuovo in vacanza in Sardegna con un fisico da far vedere".

Quando è toccato a me ho avuto i suoi stessi pensieri, mi sono sempre posta nuovi obiettivi da raggiungere sia famigliari che lavorativi e forse è proprio la forza che mettiamo nel raggiungimento degli stessi che ci tiene in vita fino quasi a dimenticare ciò che è stato andando avanti con determinazione e voglia di vivere.
Ammiro questa persona poiché non ha avuto remore nel raccontarsi così come ho sempre fatto io nonostante il dissenso di quelle persone che giudicano chi mette in piazza i fatti propri. Quando lo facciamo significa liberarsi di un qualcosa e secondo me è un bene parlare di noi, soprattutto perchè chi non parla di se di solito parla dei fatti altrui e quante ce ne sono che lo fanno magari non facendosi leggere da tutti, no, lo fanno in maniera privata, secretata ai più ma sappiamo bene che a mano a mano che la tela viene tessuta tutti in qualche modo sapranno, anche i diretti interessati. Allora non è meglio parlare chiaramente di quanto ci piace dire di noi e non interessarsi degli affari altrui?

Ancora una frase detta da lui: La vita è fatta per il 10% di quel che ci succede e per il 90% di come lo affrontiamo.

Ed io credo che, dopo i trascorsi , ognuno sia libero di affrontare la vita nella maniera in cui pensa sia meglio per se non ascoltando voci e lamentele di chi si interpone nel fare altrui.

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« immagine » Seguo la TV in modo molto sporadico ma ci sono alcune trasmissioni che catturano la mia attenzione mentre me ne sto comoda sotto il piumone e mi piace seguirle almeno fin quando non mi addormento. Ed è così che ieri sera mentre seguivo “che tempo che fa di Fabio Fazio” ho avuto il pi...
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Punti Di Riferimento

25 novembre 2018 ore 09:05 segnala


Ogni tanto mi perdo, rincorro i miei punti di riferimento ma son tanti, forse troppi ed il tempo mi va stretto, c'è chi inciampa nella solitudine io inciampo in tutti i miei punti importanti, a volte incasinati e stancanti e così qualcuno ogni tanto sono obbligata a saltarlo. Come la mia permanenza qui che sta diventando sempre meno permanente e la colpa è solo del tempo che manca, le giornate sempre troppo brevi impediscono il mio voler fare di più ed il voler fare di più porterebbe a fare male qualsiasi cosa ed è allora che decido di fermarmi un poco a riposare. Oddio non è che per la mancata frequentazione mi prenda la disperazione dell'assenza forzosa però a volte è un qualcosa che manca, un piccolo vuoto interiore si fa sentire e visto che oggi punti di riferimento non ne ho altri sono venuta qui a scrivere due righe. Del resto ognuno sceglie di vivere il suo Universo nella maniera in cui può o vuole che sia, talvolta con piacere altre per obblighi impossibili da trascurare ma comunque sempre speciali e spesso gratificanti e la cosa essenziale è che tutto ciò che si sceglie di fare o non fare riesca a renderci sereni.
Dispiace solo dover trascurare alcune persone, alcune conversazioni, alcune amicizie anche se non ti fanno mancare ogni tanto il loro saluto e di questo sono loro infinitamente grata. :rosa
Da ora in poi vedrò di essere più presente (spero). :-)

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« immagine » Ogni tanto mi perdo, rincorro i miei punti di riferimento ma son tanti, forse troppi ed il tempo mi va stretto, c'è chi inciampa nella solitudine io inciampo in tutti i miei punti importanti, a volte incasinati e stancanti e così qualcuno ogni tanto sono obbligata a saltarlo. Come la...
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L'Unica Vecchia Rimasta

21 ottobre 2018 ore 09:38 segnala


In effetti è così, quando 16 anni fa entrai per la prima volta in questo sito ero una donna di mezza età, così come ve ne sono oggi, anzi ve ne sono tantissime molto molto più avanti negli anni di quelli che avevo io a quel tempo. E mi fa piacere non leggere nei loro confronti tutte le offese che mi venivano rivolte proprio a causa della mia età, evidentemente l'intelligenza, almeno quella di alcuni si è andata via via evolvendo. Infatti da quando non ci sono più quelle persone che mi definivano in modo dispregiativo “vecchia”, avendo anch'esse oltrepassato da un bel lasso di tempo ormai la mezza età superando in molti casi la sessantina hanno pensato bene di andarsene da questo sito, almeno in modo visibile. Hanno trovato la scusa che non vi sono più stimoli per scrivere un blog ritenendo che non vi siano più persone all'altezza nel commentare, capire e argomentare scritti impegnati, insomma pensano che ormai sia inutile spremersi le meningi per gli ignoranti. Giudicano le bacheche, le persone che le frequentano però alcune anche con con altri nick ne fanno parte integrante e soprattutto becera. Se giudichi un ambiente in malo modo fai a meno anche di frequentarlo in modo così assiduo, almeno io la penso così ed è per questo che continuo anche se in modo sporadico a scrivere sul mio blog, stronzate per stronzate, banali o ripetute all'infinito non trovo differenza tra una bacheca ed un blog, questione di mentalità. Raramente quando e se ne vedo motivazioni valide alcune le faccio anche io così come rispondo a qualcosa se desta il mio interesse.



Le persone, almeno alcune non se ne sono andate da qui, hanno mille e più nick per entrare a curiosare nei blog, per cercare emozioni che niente hanno a che fare con blog o bacheche, cercano altro in modo costante e ripetitivo, cercano quello per cui non erano nati i social. Altro meglio non dire.

In un profilo falso puoi scrivere che sei di Milano mentre invece scrivi da Roma, oppure il contrario, puoi scrivere un'età che non è quella vera, puoi contattare altre persone per fare i comodi tuoi e quando ti viene a noia basta un click per toglierti di torno chi ormai non ti interessa più e ricominciare da capo.



Alla fine del discorso credo di essere l'unica “vecchia” nell'essere orgogliosamente rimasta visibile in questo sito, una vecchia che ha ancora la mentalità giovane, che non si vergogna e non si è mai vergognata della sua età perchè la vera saggezza è usare il cervello in ogni sana attività ed è questo che contribuisce nel continuare ad essere mentalmente giovani.
Non fa nulla se vi possono essere discordanze, discussioni, simpatie o antipatie, l'essenziale è essere se stessi sempre, ed io fortunatamente lo sono e lo sono sempre stata alla barba di chi mi ha sempre voluto male, di chi ha sparlato, di chi mi ha accusata di essere stata ciò che mai fui e soprattutto alla barba delle nuove “vecchie” e dei nuovi “vecchi” :-))) Io per alcuni/e lo sono sempre stata da 16 anni a questa parte, quindi non offendetevi se ora ci chiamo anche voi. Del resto se ci avete sempre chiamato me ed ora siete nelle mie stesse condizioni è giusto che io possa ricambiare! :-)))

Io ancora non lo sono diventata, non mentalmente, l'unica cosa che conta è socializzare con chi si avvicina con il pensiero al mio. L'età non ha importanza. E poi, tutti prima ancora di diventare vecchi siamo stati giovani !

Buona Domenica a tutti eh?????? :-))


Andrea Bocelli con il figlio più grande.
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« immagine » In effetti è così, quando 16 anni fa entrai per la prima volta in questo sito ero una donna di mezza età, così come ve ne sono oggi, anzi ve ne sono tantissime molto molto più avanti negli anni di quelli che avevo io a quel tempo. E mi fa piacere non leggere nei loro confronti tutte ...
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Brucia Il Monte Da Dove Si Vede Il Mare

25 settembre 2018 ore 21:51 segnala


Questa mattina mi sono svegliata ed il cielo sopra di me era plumbeo/rossastro , intense nubi di fumo sospinte dal forte vento coprivano l'azzurro del cielo e la luce del sole. Il fumo arrivava dall'incendio di vaste proporzioni che si era sviluppato dalle 22.00 di ieri sera sul Monte Serra di Calci in provincia di Pisa. Pensate che da dove abito al luogo dell'incendio vi sono almeno 30 km. Squadre di Vigili del fuoco provenienti da quasi tutta la Toscana e non solo erano al lavoro ma potevano intervenire solo da terra, elicotteri e canadair non potevano decollare a causa del perdurare del forte vento che cambiando spesso direzione faceva spostare i focolai in diverse zone, anche quelle abitate. Sono state evacuate circa 500 persone. La famosa Certosa è a rischio. Il Sacrario dedicato ai 44 giovani cadetti deceduti nello schianto di un aereo militare che cadde a causa della poca visibilità di quel giorno decapitò la cima del monte, è a rischio.
Animali, alberi, pini, piante di ogni genere, l'immensità delle piantagioni di ulivi di cui Calci è famosa per la produzione di olio stanno bruciando ….distruzione totale!

L'incendio visto dall'aeroporto di Pisa.

Ora sono le 21,30 e la situazione non è migliorata nonostante da mezzogiorno si siano comunque alzati i canadair, ne ho contati almeno 5 più un elicottero venuto da Napoli. Il vento purtroppo spira ancora forte e la situazione sembra non stia migliorando. Mi affaccio alle finestre ed il rosso delle fiamme è ancora intenso, una tragedia causata da mani vigliacche e assassine. Il fuoco estendendosi in altre zone ha causato l'evacuazione di altre centinaia di persone, almeno 700 ettari di verde, di case ,di bosco, di alberi, di ulivi , di pini, stanno diventando cenere. Quel monte così vicino, facilmente raggiungibile meta di ristoro nelle giornate afose diventerà solo un ricordo scheletrito e nero di ciò che era l'orgoglio di Pisa, Livorno e Lucca . Il monte da dove si vede il mare della Costa Tirrenica.
Sulla cima del monte vi erano due ristoranti, in uno di essi due anni fa festeggiai le mie nozze d'oro.


Foto scattata questa estate, in lontananza si vede il mare e l'isola della Gorgona

Sindaco e Vigili del fuoco: L'incendio è doloso!

Io = Spero che quella mano o quelle mani che hanno colpito una delle più belle zone della Toscana faccia la fine che merita: Bruciar vivo/i e non chiamatemi cattiva, sono solo giustizialista!


Io seduta sulla cima del Monte Serra il giorno che festeggiai le mie nozze d'oro.


Al ristorante sul Monte Serra il giorno che festeggiai le mie nozze d'oro.
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« immagine » Questa mattina mi sono svegliata ed il cielo sopra di me era plumbeo/rossastro , intense nubi di fumo sospinte dal forte vento coprivano l'azzurro del cielo e la luce del sole. Il fumo arrivava dall'incendio di vaste proporzioni che si era sviluppato dalle 22.00 di ieri sera sul Mont...
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Tra Un Giorno Arriva L'Autunno

22 settembre 2018 ore 10:29 segnala


Amo immensamente l'Estate , il caldo il mare gli abiti leggeri il verde dei prati i campi gialli di grano maturo, i profumatissimi fiori di gelsomino le giornate lunghe e tutto quanto questa stagione riesce a donare. Ho a disposizione ancora un giorno per poter godere di lei, infatti da domani inizierà la stagione dell'Autunno, anch'essa una stagione piena di colori diversi da quelli estivi ma ugualmente belli. Ricordo fino a qualche tempo fa ad ogni cambio di stagione mi piaceva cambiare la grafica del mio blog inserendo colori, oggetti e quant'altro si riferiva alla stagione a cui stavamo andando incontro. Ora non è più così, manca la voglia, manca lo stimolo della creatività e spesso mi chiedo perchè continuare ancora a frequentare quando ci rendiamo conto di non aver più niente da dire. Però tra tanti difetti che possiedo mi riconosco un pregio: Una testa dura difficile da demolire e così vado avanti con quel poco che ancora riesco a dire ed uno dei motivi di questa specie di apatia che ogni tanto si presenta, talvolta mi resta difficile conoscerne le esatte motivazioni o forse riflettendo bene anche se con tanta fatica, le motivazioni le conosco ma non voglio ammetterle. Ci sono alcuni segreti che l'anima non vuol lasciare trasparire ed io la rispetto e quindi da domani vorrei..............

Autunno. Morire, come le foglie
in attesa di tempi migliori.
La vita sa togliere il fiato se gliene dai modo.
Autunno. Esplodere, di colore
e di pensiero.
Il ricordo ferisce ma è da lì che si rinasce.
Autunno. Spogliarsi, come alberi
dell’identità e della consapevolezza.
Il dubbio è alimento primo della coscienza.
Sono d’autunno una donna
ogni volta nuova.
Muoio e puntualmente rinasco.
Smetto di riconoscermi,
mi odio, mi tormento
e lo faccio fino a ritrovarmi.
Metamorfosi, mutamento, trasformazione, evoluzione.
Ho bisogno dell’autunno,
di questo dolce morire,
di questo smettere di sentire,
per ritornare infine e ancora
….ad Essere.
(Anna P.)

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« immagine » Amo immensamente l'Estate , il caldo il mare gli abiti leggeri il verde dei prati i campi gialli di grano maturo, i profumatissimi fiori di gelsomino le giornate lunghe e tutto quanto questa stagione riesce a donare. Ho a disposizione ancora un giorno per poter godere di lei, infatti...
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Questa Si Che E' Un'Idea Geniale...Merde!

18 settembre 2018 ore 20:58 segnala


A volte le idee sorgono all'improvviso quando vedi certi scempi di chi dovrebbe tutelare il suolo Italiano ed in questo caso la mia zona, quella che ho sempre visto da quando sono nata e non vedrò più. Maledetti Yankees e chi li supporta e, non è vero che armi e munizioni vi arrivano su ruota, ogni notte, immancabilmente alle ore tre o giù di lì transita vicino alla mia abitazione un treno merci con decine di vagoni che non si sa bene cosa trasportino, l'unica cosa che so è che se non ho un sonno profondo ogni volta mi svegliano e gli accidenti volano a chi permette tutto questo. Non dico altro, posto ciò che ho letto sul quotidiano locale "Il Tirreno"
***
Quasi mille alberi, a ridosso di una zona protetta, tagliati per far passare un treno che porterà armi e munizioni in porto per poi andare in tutto il mondo. Le guerre umanitarie "Made in Nato" potranno essere servite meglio, grazie anche al servo italico e alla base di Camp Darby. Altri disastri internazionali ci vedranno complici.

Questa era la posizione del capogruppo regionale del M5S fino ad un anno fa.
http://www.gonews.it/…/camp-darby-giannarelli-evitare-gli-…/

Ora che i suoi ministri governano cosa ne pensa e cosa pensa di promuovere, oltre che dare l'ovvia colpa al governo precedente?

Sull'argomento si può consultare anche la pagina della Rete Civica livornese contro la nuova normalità della Guerra che ha promosso una riunione a Livorno
https://m.facebook.com/events/702869196760589

"L'US Army Italy ci fa sapere a mezzo stampa che intende iniziare i lavori di potenziamento delle infrastrutture di collegamento fra la base e il porto di Livorno (raddoppio del Canale dei Navicelli e realizzazione di un tronco ferroviario fra la stazione di Tombolo e l'interno della base) col taglio di 937 alberi protetti del Parco Naturale di San Rossore.

GIOVEDI' 20 SETTEMBRE, ORE 17,45, RIUNIONE presso le Le Cicale Operose di Corso Amedeo 101, Livorno, per organizzare l'iniziativa di resistenza più efficace.

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« immagine » A volte le idee sorgono all'improvviso quando vedi certi scempi di chi dovrebbe tutelare il suolo Italiano ed in questo caso la mia zona, quella che ho sempre visto da quando sono nata e non vedrò più. Maledetti Yankees e chi li supporta e, non è vero che armi e munizioni vi arrivano...
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Cosa Tristissima...

15 settembre 2018 ore 09:09 segnala


….avere niente da poter raccontare, niente di nuovo o interessante che possa attirare l'attenzione e l'apprezzamento di chi si trovasse a passare a leggere il mio blog. Che disdetta, altri riescono sempre, da soli o in gruppo ad inventarsi cose nuove da pubblicare e per fortuna dico io, almeno non ci annoieremo. O ci annoieremo chissà, dipende, già, dipende da tante cose. Quello che penso io però è che le cose nuove se e quando interessanti di sicuro riusciranno a fare il pieno di like e commenti. Che bello, non vedo l'ora di leggere.



Intanto penso a cosa scrivere per tirare avanti questo blog che resta spesso incagliato per mancanza di idee. Magari chissà, potrei scrivere la storia del ballo, no, non è una novità, già fatto in passato, potrei scrivere dei luoghi che in passato ho visitato, gia fatto anche questo, volta volta in cui tornavo dagli stessi raccontavo il vissuto. Potrei scrivere di quella musica che tanto amo ma anche di questo ho già parlato. Parlare dell'amore alla mia età non è facile, qualcuno forse sghignazzerebbe, eppure i sentimenti non hanno a che fare con l'età, mentre non ho mai parlato di sesso ma anche questo argomento sarebbe inopportuno ma soprattutto per una moralista come me, almeno così sono sempre stata definita, credo non sia proprio il caso. E poi non saprei proprio da dove cominciare.

Le uniche cose da fare quindi sono solamente due: Smettere del tutto di scrivere e chiudere questo blog potrebbe essere una soluzione però mi dispiace, l'ho fatto altre volte e so che poi tornerei. La seconda soluzione sarebbe quella di ritornare a scrivere alcuni post di tanti anni fa, quando i miei pensieri erano diversi da quelli di oggi, quando la mia stessa vita era diversa, quando i miei sentimenti erano diversi, quando IO ero diversa. Insomma, quella IO di tanti anni fa, qualcuno dei “vecchi” , tanto ci risono tutti, li avranno già letti e commentati o anche no. Pazienza, vorrà dire che eviteranno di leggere.
Insomma parlo di quegli avanzuglioli che sono rimasti impigliati tra le pagine del PC, che se ne stanno li buoni fermi al buio e ai quali provo a ridonare un po' di luce e visibilità.

Voglio rimarcare il fatto che gli stessi si riferiscono a tanti anni fa quindi non hanno niente a che fare con quella che sono IO oggi e, in alcuni casi mi dico: Che peccato che quel tempo sia passato!.

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« immagine » ….avere niente da poter raccontare, niente di nuovo o interessante che possa attirare l'attenzione e l'apprezzamento di chi si trovasse a passare a leggere il mio blog. Che disdetta, altri riescono sempre, da soli o in gruppo ad inventarsi cose nuove da pubblicare e per fortuna dico ...
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La Bambola Dei Melograni

09 settembre 2018 ore 10:28 segnala




E' tempo di vendemmia, sulle viti nei campi brillano al sole acini d'uva bianchi e neri, spettacolo stupendo per chi come me riesce ogni giorno a godersi quello spettacolo e anche se tra poco finiranno tutti nei tini, invece di vederli sotto il sole li gusteremo sotto forma di preziosi vini.


L’uva è matura adesso, d’oro e nera
a diventare vino
per la bambola dei melograni, che porta
il suo cappello da passeggio sulle gambine storte
e guarda
dinanzi a sè con occhi di vetro
nel viso di porcellana.

I frutti segreti, amari fuori
e aggrovigliati dentro in altre membrane
anch’esse amare, ma non come la vita
quando mangi la scorza e tutto
diventa un grigiore marroncino
e la bocca piena di cemento
immobilizzata nel sorriso e la spalla
madida delle lacrime altrui raccolte
a secchiate.

Buon appetito, poetessa dell’amore che nessuno vuole.

Il vino inacidito
e la bambola è lesionata. Voglio
cambiare tavolo. L’inverno è arrivato
davvero. Prendo un fiammifero
per il mio corpo di paglia, distruggere
purificare ricreare.

Domenica Luise

E' veramente triste sapere che talvolta c'è di mezzo quel brutto sentimento chiamato invidia soprattutto quando non capisci cosa in realtà stiano invidiando. Vabbè, quell'ultima frase si spera abbia purificato quell'anima scura come uva nera trasformando ciò che di brutto fu provato in una semplice e innocua cenere bianca. Purificarsi appunto!

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« immagine » « immagine » E' tempo di vendemmia, sulle viti nei campi brillano al sole acini d'uva bianchi e neri, spettacolo stupendo per chi come me riesce ogni giorno a godersi quello spettacolo e anche se tra poco finiranno tutti nei tini, invece di vederli li gusteremo sotto forma di prez...
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Er Paesello De Noantri

05 settembre 2018 ore 23:19 segnala


Era un paesello con un numero limitato di abitanti chessò un par di mila poco più poco meno, era recintato da alte mura, per entravi dentro dovevi presentarti alla porta principale e chiedere il permesso e questo veniva sempre accordato, che tu fossi ragazza o sposata ,una santa o donna di malaffare, un ladro o un uomo per bene, non venivan fatte distinzioni, potevi n'ventarti ch'eri dottore o muratore, poeta o saltimbanco, circense o architetta, non stavano a guardar certe sottigliezze. Eri di Milano e ti spacciavi per napoletano? Eri siciliano e ti spacciavi per Piemontese? Fregava nulla a nessuno. Entravi e potevi cominciare subito a fare il drammaturgo o il comico, tutti attori e ognuno si scriveva e calava nella sua parte, chi rappresentava sempre lo stesso ruolo e chi ne aveva più di uno.
C'eran mille strade diverse da percorrere , qualcuna stretta, altre larghe o solamente piccoli sentieri fioriti, alcune con tante finestrelle da dove provenivano luci soffuse, altre completamente buie, chi s'affacciava e si mostrava e chi si nascondeva per non farsi vedere. C'erano persone che andavano altre che venivano, altre semplicemente tornavano con altre vesti, ad ognuna il colore che le s'addiceva di più a seconda del proprio stato d'animo o semplicemente per essere riconosciute sol da qualcuno in modo istantaneo.
Gli avventori erano disomogenei per età, si partiva di regola dai 18 fino ad arrivare agli 80 ed oltre. La maggior parte dichiaravano età fasulle per eccesso o per difetto, si usava così e per coloro che si mostravano agli altri avventori si poteva capire se dichiaravano la vera età , cosa non fattibile per chi, per motivazioni diverse decidevano di restare anonime come statuine costruite in serie, stesse facce mentre i colori che differivano tra uomini e donne andavano dal rosa al celeste pallido a seconda del sesso dichiarato.
Poi, c'erano quelli che si spacciavano per donne mentre in realtà erano uomini e donne che si spacciavano per uomini, queste persone erano una razza a parte, quelle per cui la Legge Basaglia dovrebbe essere ripristinata, chiuse dentro i manicomi e gettar via le chiavi.

I soprannomi degli abitanti erano i più svariati, tra fate, streghe, soli, lune, stelle, cieli, fiori, acque, girasoli, viole, gatti, scimmie, lupi, foglie, miss, mister, nomi vari di donne o uomini. In alcuni casi le stesse persone ne usavano più di uno, più di due, più di dieci, ognuno per le diverse occasioni o
conoscenze.

C'èra chi piangea per amor lagrime amare, attenzione dissi loro se continuerete la mia casa allagherete, c'eran uomini fatti, robusti e belli che si comportavan come bembinelli, ah che delusione per chi cercava l'uomo forte e consolatore di cuori infranti, l'era lui a dover essere consolato, povere donnette innamorate quante pene han sopportate.
Qualcuna ancora more co' la paura d'esse scordata, ehmm niente a che fa co' la chitara, s'offre e soffre perchè nun è considerata.

Concludendo, questo paesello c'era na vorta e c'è ancora, sono cambiati solo quasi tutti gli abitanti, oppure come sopra detto, parecchi ve ne sono ancora ma sotto mentite e sentite spoglie.
Sembra quasi una favola ma vi assicuro che non la è !

E tu che leggi ti riconosci in qualcuno dei residenti ??? Io dico di si e allora, buona permanenza e continua a divertirti :-)))

Scusate la scrittura se non sempre l'è omogenea, quanno che scrivo de getto nun so mai quale che sia er mi' dialetto, scrivo accussì, come me viene e come me detta d'impeto la raggione.

Aho co' tutto questo un vi scordate che so' Livornese ed è la lingua de Dante quella der mi' cuore.



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« immagine » Era un paesello con un numero limitato di abitanti chessò un par di mila poco più poco meno, era recintato da alte mura, per entravi dentro dovevi presentarti alla porta principale e chiedere il permesso e questo veniva sempre accordato, che tu fossi ragazza o sposata ,una santa o do...
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A Quello Delle Cartoline E Company........

02 settembre 2018 ore 10:49 segnala
Ar Menestrello........e alla propagandista.......





Vi siete mai chiesti come sono costruiti i telefoni cellulari che tutti noi abbiamo in tasca? E, soprattutto, da dove vengono le materie prime necessarie per la loro fabbricazione?Un rapporto pubblicato nello scorso mese di gennaio da Amnesty International e da Afrewatch ha fatto luce sulle drammatiche realtà che si nascondono dietro a degli strumenti di comunicazione apparentemente innocui, entrati ormai da tempo nell’uso quotidiano.

I bambini nello straziante video di Sky News
Nella Repubblica Democratica del Congo, infatti,migliaia di bambini sono costretti a lavorare nelle miniere di cobaltoper estrarre il prezioso minerale, utilizzato proprio per la fabbricazione di telefonini e smartphone in tutto il mondo. Le due ong hanno spiegato che nel sud del paese i minori lavorano “in condizioni pericolose, al fianco degli adulti, con turni massacranti”. Aggiungendo che sulla questione “le multinazionali fanno finta di non vedere”, mentre il governo di Kinshasa si dichiara “vittima di una guerra commerciale”.

Amnesty e Afrewatch hanno tracciato nel loro rapporto il percorso effettuato dal cobalto, scoprendo che ad estrarlo sono a volte bambini di soli sette anni. Un’informazione che di recente è stataconfermata da un’inchiesta di Sky News Australia, che ha addirittura riferito di piccoli di appena quattro anni al lavoro nelle miniere. In un video pubblicato dall’emittente televisiva – che definire agghiacciante è riduttivo – si vedono Dorsen e Richard, rispettivamente di otto e undici anni, mentre lavorano sotto la pioggia battente. I sacchi caricati sulle spalle, gli adulti che li incitano a fare in fretta, i tunnel pericolanti per raggiungere la miniera. Gli occhi rossi, la fatica, le lacrime: “Mia mamma è già morta, sono costretto a lavorare tutto il giorno. Quando sono qui soffro tanto”.

Sedici multinazionali nel mirino delle ong
Le due ong hannoaccusato esplicitamente sedici multinazionali– Ahong, Apple, Byd, Daimler, Dell, Hp, Huawei, Inventec, Lenovo, Lg, Microsoft, Samsung, Sony, Vodafone, Volkswagen et Zte – in quanto ad oggi “non sono in grado di affermare con certezza che il cobalto che utilizzano non sia quello estratto dai bambini”. Secondo il rapporto, il cobalto estratto viene comprato da broker che poi lo rivendono alla Congo Dongfang Mining, controllata dal colosso cinese del settore minerario Zhejiang Huayou Cobalt Ltd. “Non vengono effettuati i dovuti controlli presso i fornitori”, ha spiegato Mark Dummett, specialista di Corporate and social responsibility presso Amnesty International.

(Dal Web)

Questa volta niente canzoni (quella l'ha già cantata quarcun'artro mentre s'ingozzava a tavola)

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Ar Menestrello........e alla propagandista....... « immagine » « immagine » Vi siete mai chiesti come sono costruiti i telefoni cellulari che tutti noi abbiamo in tasca? E, soprattutto, da dove vengono le materie prime necessarie per la loro fabbricazione?Un rapporto pubblicato nello scorso...
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