Solite Abitudini - Solite Vite Di Sempre

01 gennaio 2020 ore 11:26 segnala
Auguri se per qualcuno dovesse cambiare in meglio|



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Particolari Emozioni ?

24 dicembre 2019 ore 09:34 segnala


No, solo l'abitudine di ogni anno passato, ascolto il vento e vedo cime di pini ondeggiar sotto il sole di questa giornata che anticipa il giorno di Natale anche se questo non mi dona particolari emozioni. Tutto è cambiato e giorno dopo giorno tutto cambia ma non posso esimermi dalle mie abitudini di sempre. Spero solo che questo giorno di rinascita del piccolo nostro Signore Gesù possa esserlo anche per me.
Auguri a chi in Lui crede e a chi li desidera.

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Quando Un Se Ne Può Più...

09 novembre 2019 ore 09:20 segnala


Non sono giovane, e non sarò mai vecchia.
Appartengo ad una tribù di donne che possiedono il riso delle bambine e il ghigno insolente delle vecchie,
capelli lunghi e liberi, e occhi antichi come la Terra,
dove la bellezza interiore non finisce.
Sorelle di uomini che hanno lo spirito del lupo e dell'aquila,
gioiosi folletti che non hanno mai smesso di giocare.
Esseri che attraversano il tempo, in costante movimento,
ardenti di curiosità.
Non ho e non avrò mai l'età che indicano i documenti,
perché non sono giovane e non sarò mai vecchia.
Io Sono Eterna.
Poesia della scrittrice e poetessa siriana Maram al-Masri


Condivido in pieno le affermazioni di questa poetessa, condivido soprattutto la frase “Io sono eterna” già, però è da vedere il perchè di questa mia condivisione. Me lo chiedo anche io e ne sono pienamente convinta altrimenti dopo tutto quello che ho passato nella vita non dovrei essere più qui ma tra i più o, come afferma qualcuno, sepolta là sulla collina. Sono talmente indaffarata in questi ultimi tempi che non ho più tempo nemmeno per una delle cose che adoro fare, niente, nulla, solo lavoro e pensieri, sono stanca ma devo andare avanti dritta senza voltarmi indietro né recriminare e anche se lo facessi nulla cambierebbe, quindi cara Anna, forza e coraggio. Con questo messaggio non è che voglia far sapere le mie cose ed i miei pensieri a chi legge, serve solo a me per sfogare il mio attuale malessere. Quindi chiedo scusa in anticipo se chi si troverà a leggere probabilmente si infastidirà, visto che la maggior parte delle persone che frequentano questo sito sono qui per motivi molto diversi, persone allegre, giovani spensierate con la voglia di scrivere scherzare ridere o far l'amore. Del resto questo sito non è e non deve essere un lacrimatoio, tutt'altro, e comunque anche se io sono in un momento di leggera depressione e stanchezza psicologica e fisica mi sfogo con le parole e spesso anche con le parolacce ma le lacrime non scendono, non ancora, non serve perdere sale quando farlo non risolverebbe la situazione.
Il mio stato d'animo attuale e la mia stanchezza dipendono dal trasloco dell'abitazione, si, ancora una volta sono costretta a farlo ed alla mia età non è un divertimento, cambiare ancora zona, cambiare abitudini e non solo, cambiare tipo di abitazione e vi assicuro che nonostante faccia parte del mio lavoro non è stato facile trovarne una ad hoc per le mie esigenze anzi, le esigenze sono quelle di mio marito che ormai ha quasi perso del tutto l'uso della deambulazione. Qui dove abitiamo ora vi sono due rampe di scale, una esterna ed una interna, è una casa dei primi anni del '900 e non è possibile installarvi una poltroncina saliscendi. Quindi via da qui, dalle mie abitudini, dall'avere sempre tra i piedi il mio adorato nipotino di 3 anni e mezzo che ho cresciuto e che devo lasciare. Lo vedrò spesso logicamente ma non sarà più la stessa cosa, unica consolazione andare a vivere vicino a mia figlia ed alle altre due nipotine anche se non mi piace la zona ma mia figlia essendo l'unica che non lavora è anche l'unica che potrà darmi una mano con il padre. E quando si fa un trasloco vi sono mille cose da fare, contratti, allacciamenti dei servizi e non ne posso più di avere a che fare con gente che non riesce a fare il proprio lavoro come e quando .dovrebbe. Sono stufa di tutto e di tante persone incapaci ma vado avanti con il ghigno e la grinta che mi hanno sempre accompagnata. Non morirò per questo stato di cose, no, sono sicura che me ne andrò solo quando troverò la felicità, ecco, perchè sono convinta che si muore quando arriviamo a dire: Ecco, ora è tutto a posto, sono tranquilla, sono serena, sono finalmente felice. Solo allora, quando si abbassa la guardia e sembra che la vita abbia ancora molto da darci e noi riuscire a godercela ecco, quello secondo me è il momento pericoloso. Quindi alla fine, che vengano a valanga traslochi e pensieri che quelli li ho sempre affrontati con ghigno e grinta.
Chiedo ancora scusa per questo mio sfogo ma mi è stato di conforto e a quei pochi amici chiedo scusa per non avere il tempo di leggerli e commentarli. Verranno di sicuro tempi migliori.
Ringrazio comunque la vita che mi permette ancora di "Esserci"
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Ciao Negri.....

25 settembre 2019 ore 18:06 segnala


Ciao Negri.....come va? Qui è L'Europa che vi parla ! Da Bruxelles, avete presente?

Pensate che proprio da qui ancora un secolo e mezzo fa vi si faceva lavorare gratis nelle piantagioni e nelle miniere a casa vostra -l’Africa- per la maggior ricchezza di Re Leopoldo.
Però noi ci si conosceva già da parecchio tempo:
quando tutti insieme -inglesi, olandesi, portoghesi, spagnoli...- abbiamo messo in catene 12 milioni di voi per venderli in America; su quel lucrosissimo commercio triangolare abbiamo costruito la nostra rivoluzione industriale,
quella che voi non avete avuto.
Poi abbiamo preso direttamente le vostre terre, perché abbiamo scoperto che erano piene di roba che ci poteva essere utile.
I francesi hanno iniziato dal nord e gli inglesi da sud:
un po' di stragi ed è diventato tutto roba nostra.
Anche i belgi, come dicevamo, si sono dati da fare:
a un certo punto il loro impero era composto al 98 per cento di terre africane.
Poi si sono mossi i tedeschi, infine gli italiani; insomma dopo un po' non c'era più un fazzoletto di continente che fosse veramente vostro.
A proposito degli italiani, come sempre sono arrivati ultimi, però si sono rifatti con un record: la prima nazione al mondo ad usare gas letali sui civili; a un certo punto i vostri nonni si ritrovavano dentro una nuvola di iprite e morivano a migliaia tra orrendi spasmi.
«Mica vorranno che gli buttiamo giù confetti», ebbe a dire il generale De Bono.
Finito il colonialismo -ormai vi avevamo rubato quasi tutto, dai diamanti alle antiche pergamene amhare- abbiamo continuato a controllare la vostra politica e la vostra economia, riempiendo d'armi i dittatori che ci facevano contratti favorevoli, quindi comprando a niente ciò che ci serviva in Europa, devastando i vostri territori e imponendo le nostre multinazionali per quello che abbiamo deciso dovesse essere il vostro sviluppo. E così per un altro mezzo secolo.
Se poi ad un certo punto un dittatore pensava di fare di testa sua, noi lo cambiavamo con un altro, dopo aver bombardato un po' di città e aver rifornito di cannoni le milizie che ci stavano simpatiche per massacrare quelle che ci stavano antipatiche. Del resto da qualche parte le mitragliatrici e i carri armati che produciamo continuamente li dobbiamo pure piazzare; qui in Europa siamo in “pace” da settant'anni, e mica possiamo rinunciare a un settore così florido.
Negli ultimi trent'anni poi abbiamo creato un modello nuovo che si chiama iper-consumismo e globalizzazione, allora abbiamo scoperto che l'Africa era perfetta per comprarsi tutto ciò che noi non volevamo più, perché noi dovevamo possedere roba nuova e con più funzioni; così, per esempio, abbiamo trasformato il porto di Lomé in un immenso centro di svendita dei nostri vecchi telefonini e delle nostre vecchie TV.
Abbiamo usato i vostri Paesi come discarica dei nostri prodotti elettronici ormai inutilizzabili, quelli che nemmeno voi potevate usare. Pensate che curiosa la vita di un nostro accrocco digitale: inizia grazie al coltan per cui vi ammazzate nelle vostre miniere e finisce bruciando tra gas cancerogeni nelle vostre discariche; in mezzo ci siamo noi che intanto magari lo abbiamo usato per scrivere post come questo.
Insomma, siete nella merda fino al collo e ci state da quattrocento anni, ma a noi di avere avuto un qualche ruolo in questa merda non importa niente, non abbiamo voglia di pensarci e abbiamo altro da fare.
Negli ultimi tempi poi, con questa storia dei televisori, dei computer e delle parabole satellitari, purtroppo siete cascati in un altro equivoco: che qui in Europa si stia meglio.
Come fa a venirvi in mente che vivere in una casa con l'acqua corrente e l'elettricità sia meglio di stare in mezzo al fango e tra quattro pareti di lamiera ondulata?
Che avere un ospedale sia meglio che morire di parto,
o che uscire di casa a prendere un autobus sia meglio che uscire di casa e prendere una mina antiuomo (italiana),
o che mangiare tre volte al giorno sia meglio che morire di dissenteria per malnutrizione.
Così alcuni di voi hanno iniziato a lasciare la baracca e le bombe per attraversare prima il deserto, poi il mare e venire fin qui. A rompere i coglioni.
D'accordo, quelli che lo fanno sono poche decine di migliaia rispetto a oltre un miliardo di voi e gli emigranti sono pochini anche rispetto a noi -che siamo più di mezzo miliardo- ma insomma noi non li vogliamo; perciò abbiamo deciso che devono tornare nel posto da cui vengono, anche se lì c'è la guerra, la fame etc.
Tanto più che quelli che vengono qui mica stanno sempre bene, alcuni hanno pure la scabbia, e a noi non è che ci interessi perché hanno la scabbia, ci interessa che semplicemente non vengano qui. E' chiaro?
E comunque un lavoro in un cantiere di Addis o in una miniera di Mbomou a due dollari al giorno per dieci ore dal lunedì al sabato -a chiamata giornaliera- potreste sempre trovarlo.
Concludendo, con tutta l'empatia, la solidarietà e senza nessun razzismo -ci mancherebbe altro- dovreste gentilmente stare fuori dalle palle e vivere tutta la vita nell'inferno che vi abbiamo creato.
(Alessandro Gilioli - L'Espresso)

Probabilmente qualcuno ricordando certi scempi, stupri, ladrocini, cattiverie perpetrate a danno dei popoli Africani hanno paura prima o poi di dover subire la stessa sorte, per questo li detestano e non li vogliono ma non sanno che non si può fermare il cammino di chi muore di fame e di guerre.

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Previsioni

22 settembre 2019 ore 14:55 segnala


piove da questa notte, acqua tranquilla, nella strada e sui tetti, poi un intervallo, è tornato il sole e l'acqua che è scesa non mi basta, non basta a me, non basta alla mia terra. Aspetto trepidante, so che dovranno imperversare temporali forti con saette e tuoni forse anche grandinate e vento forte ed è quello che mi auguro. Devo scaricare la tensione che ho dentro e quello che aspetto so che mi aiuterebbe a farlo. Per questo sono qui nel mio studio con la finestra aperta, il cielo è abbastanza scuro, nuvole bianche si confondono con le nere e spero, spero davvero che la meteorologia almeno questa volta possa dimostrarsi una scienza esatta, difficilmente lo è stata negli ultimi tempi, questa gente non riesce a centrare nemmeno una previsione, non qui almeno, ogni volta che veniamo allertati capita che poi non succeda proprio un bel niente. Il mio paese è come un'oasi, le nubi passano e vanno oltre , da Ovest ad Est, piove sul mare, piove sulle colline, piove a Nord ed a Sud, qui nulla di nulla. Fa ancora capolino il sole, però vedo alcuni gabbiani sul tetto di fronte, segno che il temporale in questo momento è sul mare, dentro di me prego che possa spostarsi da questa parte. Torno ad affacciarmi alla finestra, non è cambiato molto da qualche minuto a questa parte, attendo fiduciosa e intento vado a bermi un caffè, (Pausa). E' trascorsa circa mezz'ora da quando ho smesso di scrivere, mi sono affacciata di nuovo alla finestra ed il vento che si è alzato mi scompiglia i capelli, nubi di un nero/blu intenso stanno salendo dalle colline ubicate a Sud che si affacciano sul mare, un borbottio continuo fa capire che il temporale si sta spostando da questa parte. Infatti ricordo quando mia nonna diceva: Se le colline a Sud portano il cappello (nubi) se esci munisciti di ombrello, spero che questo detto abbia ancora il suo valore. Ma io non esco, vado a godermi il temporale in arrivo dentro al mio letto, amo starmene lì distesa quando fuori è bufera.

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Quando Cerchi...

21 settembre 2019 ore 09:43 segnala


...e spesso non riesci a trovare. Eppure sei sicura di averla messa in quel cassetto, lo apri, lo riapri ma non c'è, qualcuno l'ha sicuramente spostata, chi si è permesso di aprire il mio cassetto, è una cosa che non accetto da nessuno l'andare a curiosare nelle mie cose, aprire i miei cassetti, spostare gli oggetti ma, vogliamo scherzare? Poi, all'improvviso, come una luce violenta si apre quel flash nella mente. Ero stata io quando mi era servita quel giorno e poi non l'avevo riposta nel solito luogo.

Squilla il telefono, pronto chi parla? Signora noi siamo qui sul luogo dell'appuntamento, dove ci aveva detto lei, ci scusi se la chiamiamo ma sono già trascorsi 15 minuti dall'orario stabilito e lei non c'è. Arrivo subito rispondo, mi scuso di non avere avvertito per tempo ma ho avuto un problema all'auto che per fortuna si è risolto, tra 10 minuti sono lì. Non era vero niente, avevo dimenticato di riportare sull'agenda quell'appuntamento.

Quel tailleur leggero, il mattino presto e la sera fa piuttosto fresco quindi è il momento di indossarlo. Apro l'armadio dove ripongo l'abbigliamento Autunno/Inverno, guardo e riguardo, sposto le grucce con gli abiti appesi ma quel tailleur non c'è, mi innervosisco, chi può averlo preso? Mia figlia no, mia nuora nemmeno, loro vestono in modo diverso non indossano tailleur, ma non sarà mica stata la signora che viene a far le pulizie? Come corporatura ci siamo ma non l'ho mai vista in tailleur. Però potrebbe indossarlo quando io non ho occasione di vederla, Ecco, chi ho per casa? Una che si appropria delle mie cose? Una ladra? Ne parlo a mio marito e lui mi dice di guardare bene, forse l'hai spostato e non te lo ricordi. Ho guardato e riguardato ma non c'è da nessuna parte. Mah.....forse, ecco si, credo di aver dimenticato di ritirarlo in lavanderia. E così era infatti.

Avevo 100 Euro nel portafoglio ieri e ora ne ho solo 50 e alcuni spiccioli, mi rivolgo a mio marito chiedendo se per caso li aveva presi lui, mi risponde di no, insisto, si incavola di brutto e con ragione, il solito flash mi apre la mente, gli chiedo scusa, i soldi che mancano sono serviti per pagare la bolletta del telefono dal tabaccaio. Allora si incavola ancora di più: quante volte ti ho detto di dare ordine alla Banca di pagare le bollette. Ma tu dura come il muro come al solito fai di testa tua.

Possiedo tre paia di occhiali, non mi piacciono e non mi trovo con quelli graduati che servono per tutte le occasioni. Ne ho un paio per vedere da lontano, un paio per leggere, un paio per il P.C e la TV. L'altra sera non trovavo quelli per guardare la TV dopo aver spento il PC e dopo aver cenato. Cerco nello studio, in camera da letto, svuoto la borsetta (che poi cosa ci fanno nella borsetta quegli occhiali) ma non si sa mai, magari ero distratta e ce li ho infilati per sbaglio. In cucina non c'erano, torno in salotto e guardo sopra i mobili, giro per tutta casa. Alla fine mio marito mi dice: Si può sapere cosa cerchi? Gli occhiali per guardare la TV rispondo. Ma non vedi che li hai sulla testa?

Maledetta età, si diventa sospettosi, dimenticoni e anche rincretiniti. Ma io lo so il perchè, ad una certa età ci vorrebbe tranquillità, serenità, non si dovrebbe più lavorare, non ci vorrebbero 20/30 telefonate al giorno, non si dovrebbe correre dietro ad un bambino di tre anni e nemmeno star dietro ad un marito che non deambula quasi più. Dovrei invece pensare un poco di più a me stessa, stare in poltrona a leggermi libri o ascoltare musica senza pensare ad altro. Anche con l'ultima visita in oncologia mi hanno buttata fuori a calci, ormai sono trascorsi 6 anni e mezzo la passiamo al suo medico curante, torni qui solo se dovesse avere una recidiva, al che ho fatto corna e bicorna, per fortuna non ho tempo per curare di nuovo anche il cancro. Ho ancora troppe cose da fare e va bene così.

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La Torta Co' Bischeri

19 settembre 2019 ore 09:12 segnala


questa torta l'è una specialità del Pisano (un poteva essere altrimenti) viene preparata con un guscio di pasta FROLLA e riempito con un composto cremoso a base di RISO, cioccolato fondente, canditi, pinoli, uva PASSA.

Perché ”torta co’ bischeri“? E soprattutto: cosa sono i “bischeri”? In campo gastronomico i bischeri sono le puntine di pasta frolla che fuoriescono dallo stampo e che vanno a creare il bordo decorativo della torta. Nella tradizione popolare Toscana invece per “bischero” si intende una persona sempliciotta, alla buona, tant’è che spesso si dice “ troppo bono vol di’ bischero”.

Ma ci sono anche i bischeri furbetti che bischeri cercano di facci passà l'altri.

L’appellativo “bischero” deriva dalla famiglia fiorentina de' Bischeri, una famiglia facoltosa, proprietaria di vari immobili, alcuni dei quali posti tra P.zza del Duomo e Via dell’Oriuolo. Quando fu deciso di costruire la cattedrale di Santa Maria del Fiore, il governo dell’allora Repubblica Fiorentina propose alla famiglia dei Bischeri l’acquisto delle case adiacenti il cantiere per poterle poi demolire. I Bischeri però, vuoi per la paura di perdere parte del loro patrimonio immobiliare, vuoi per la voglia di mercanteggiare, cominciarono un tira e molla con la Repubblica Fiorentina, la quale, alla fine, procedette con esproprio forzato degli immobili lasciando la famiglia dei Bischeri con un palmo di naso.

Una volta pronta la torta co' bischeri deve essere servita FREDDA e spolverata con lo zucchero a velo.

Se volete la ricetta andate a copiarvela nel web, troppo lunga e farraginosa per i miei gusti, senza considerà che non mi piace, quando le cose sono troppo impiastricciate e manipolate non fanno per me. Per me che amo semplicità e chiarezza.

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« immagine » questa torta l'è una specialità del Pisano (un poteva essere altrimenti) viene preparata con un guscio di pasta FROLLA e riempito con un composto cremoso a base di RISO, cioccolato fondente, canditi, pinoli, uva PASSA. Perché ”torta co’ bischeri“? E soprattutto: cosa sono i “bische...
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Erano Complessivamente 55

09 settembre 2019 ore 11:05 segnala


Ora è deserto. Pini marittimi con grandi chiome bellissimi sono stati tagliati su ordinanza del Comune, il mio. La zona è dove abita mia figlia vicino Livorno a poca distanza dalla raffineria ENI. Un gruppo di abitanti di cui anche mia figlia ne fa parte hanno costituito un comitato per dissuadere il Comune al taglio di questi pini. Inizialmente ne hanno tagliati 10 poi, a forza di riunioni e battaglie con il Sindaco, periti di parte, Forze dell'Ordine, il comitato era riuscito a fermare lo scempio. Erano in attesa della visita di un perito delegato dal Comitato ma prima ancora della perizia visto che vi erano di mezzo le ferie, una mattina sono tornati gli operai con i macchinari e i Carabinieri per tagliare anche tutti gli altri. Alcune persone hanno tentato di legarsi agli alberi ma non c'è stato niente da fare. I pini sono stati tagliati tutti. Mia figlia quando mi raccontava piangeva, le centinaia di tortore ed altri uccelli che vi soggiornavano non sapevano più dove volare e dove posarsi, nidi per terra con tutte le uova rotte senza considerare che tutte le panchine poste sotto di essi dove erano soliti giocare i bambini accompagnati dalle loro mamme o nonne per godere della loro ombra ora rimanrranno vuote quando ci sarà il sole che picchia forte. E poi con la raffineria poco distante servivano anche a depurare almeno in parte l'aria ed i fumi nocivi che questa emette. Dicono che al loro posto pianteranno querce e tigli alti 3 metri. E quando saranno davvero alberi da ombra? Sempre che vengano curati, cosa che tutti dubitano. E tutto questo solo per evitare che, in caso di temporali e venti forti venissero sradicati o perchè le loro radici spostavano uno stradello asfaltato di campagna. Erano li da anni e anni, alcuni anche centenari e non ne era mai caduto nemmeno uno. Ora gli abitanti di quella zona quando si affacciano alle finestre o ai terrazzi invece di vedere le chiome dei pini vedono le ciminiere della raffineria. Senza considerare che il valore delle abitazioni calerà almeno di un 30%, come se non bastasse il mercato già di per sé in calo visto i venti che soffiano sulla produzione di bioetanolo derivante da tonnellate di rifiuti e non solo della Toscana proprio all'interno della raffineria. Ma così dice il Presidente Regionale Rossi che dichiara:

«L'inceneritore è roba del secolo scorso», ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, lodando l'iniziativa dell'Eni e sottolineando che «con questa decisione ci collochiamo al top delle indicazioni dell'Europa. Chi vuole guardare indietro dice inceneritore, chi vuole guardare avanti guarda allo sviluppo della scienza, della ricerca, di processi produttivi che chiudano nuovi cicli economici e vitali rispettosi dell'ambiente e della salute dei cittadini».

Immagino come saranno rispettosi della salute dei cittadini e dell'ambiente circostante, l'antipasto è stato servito con il taglio dei pini.

Povera Toscana … ma dove stai andando con tutte queste teste di ….....?
Evito di parlare di politica perchè se dovessi mettere per scritto ciò che penso dei Sindaci che si sono succeduti in questo Comune, presidenti di Regione e tutto ciò che ci viene obbligato ad accettare passivamente rischierei di essere arrestata.

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« immagine » Ora è deserto. Pini marittimi con grandi chiome bellissimi sono stati tagliati su ordinanza del Comune, il mio. La zona è dove abita mia figlia vicino Livorno a poca distanza dalla raffineria ENI. Un gruppo di abitanti di cui anche mia figlia ne fa parte hanno costituito un comitato ...
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Tornare A Rinascere

03 settembre 2019 ore 15:21 segnala


ce la sto mettendo tutta per tornare ciò che ero non più tardi di alcuni mesi fa, eppure se mi guardo allo specchio mi faccio paura. Il volto bianco e ancora sofferente si nota da un miglio di distanza, chi mi conosce mi chiede inevitabilmente se per caso non sto bene, grazie rispondo, non benissimo ma sto lentamente riprendendo in mano la mia vita, quella di sempre, anche se i ricordi fanno ancora male, lui, il mio grande amico non c'è più. Mi manca ma, devo arrendermi all'evidenza, questa è la vita, una vita che comprende la nascita e la morte anche di un animale che ho tanto amato e che tutt'ora amo, di lui sono rimaste solo le ceneri ed un basso rilievo in legno regalatomi dalle mie nipotine in occasione del mio compleanno. Un'artista colei che lo ha fatto, sembra ancora vivo in quello sguardo profondo di quando i miei occhi incrociavano i suoi, l'ho appeso accanto al mio letto. A volte penso che avrei potuto tenerlo ancora in vita nonostante la paralisi la cecità e l'essere completamente sordo. Poi mia figlia mi guarda con occhi severi dicendomi che anche un cane ha la sua dignità e allora penso che si probabilmente ha ragione lei e sono io l'egoista.
E allora è il momento di ritornare a vivere, avrei potuto anche andare qualche giorno al mare ma non l'ho fatto e, coloro che sanno quanto io ami il mare forse può capire ciò che sentivo dentro me. Sto elaborando il lutto anche se qualcuno potrebbe prendermi in giro ma per me era un componente della famiglia, era il MIO cane. Colui che ha vissuto con me per ben 18 anni. Lui che capiva se ero triste, io che capivo quando stava male e cercavo di alleviare le sue sofferenze non solo con i medicinali, soprattutto con quelle tante coccole date con amore.
Mi si consiglia di prenderne un altro ma non lo farò, mi sembrerebbe di tradirlo.

E ora cara estate è il momento che tu te ne vada, il tuo caldo e la tua afa senza tregua non mi aiutano tutt'altro, ho bisogno di rinfrescarmi le idee, ho bisogno di vento freddo che porti via con se ciò che ancora è rimasto nel cuore, ho bisogno di veder cadere le foglie, quelle che in Giugno erano verdi e che stanno diventando marroni, ho bisogno che l'autunno che sta avanzando si porti via tutto quello che mi ricorda un tempo non gradito.
Me ne andrò al mare quando pioverà e sarò ancora capace di parlare alle onde, chiederò loro di perdonarmi per non essere stata presente con il corpo e con la mente come in un tempo lontano quando mi tuffavo tra il loro andare e venire. Un tempo allora felice e spensierato.

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« immagine » ce la sto mettendo tutta per tornare ciò che ero non più tardi di alcuni mesi fa, eppure se mi guardo allo specchio mi faccio paura. Il volto bianco e ancora sofferente si nota da un miglio di distanza, chi mi conosce mi chiede inevitabilmente se per caso non sto bene, grazie rispond...
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Vorrei...

11 luglio 2019 ore 12:12 segnala


Vorrei, vorrei tanto dimenticare quel tempo ormai trascorso, un tempo ormai lontano, parlare solo dei ricordi gioiosi evitando quelli tristi riuscendo a dimenticare anche quello che non ho e non avrò più. Ma intanto tu raccontami quello che avrebbe potuto essere e che invece non sarà, usa la fantasia, inventa, ed io crederò a tutto ciò che dirai, però voglio che mi racconti solo storie belle, quelle con un lieto fine come succede quasi sempre nelle fiabe. Raccontami di come sarà quel lasso di tempo che ancora mi attende ma per me difficile immaginare. Non so farlo, non ci riesco, quella vita che ho sempre amato, i desideri che avevo di raggiungere obiettivi sempre nuovi, quella voglia impellente di riuscire a rovesciare il mondo è andata piano piano spegnendosi. Forse è solo un momento di stanchezza fisica e psicologica, l'apatia non ha mai fatto parte di me ma ora devo riconoscere che sta invadendo quel tempo che mi sfugge dalle mani e dalla mente. Non amo più questo universo che sta stritolando il mio vivere ed il vivere altrui. Mancano la pace, la serenità, la solidarietà o forse il mio attuale sentire è solo il frutto del passare e dell'età. Quella età che non riesco ad accettare perchè non mi permette più di poter fare ciò che vorrei nonostante io cerchi in ogni modo di reagire perchè so che la tristezza e l'apatia portano alla morte dell'anima.

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11/07/2019 12:12:25
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