Il Percorso Della Vita

25 luglio 2018 ore 14:46 segnala
Livorno 24 Luglio 2018 ore 9,40



Avrebbe potuto fare quel percorso anche ad occhi bendati, ormai lo conosceva così bene senza bisogno di leggere tutte quelle indicazioni scritte in blu su sfondo bianco: frecce a destra, a sinistra o dritte, era come trovarsi in un labirinto ma lei ormai non le leggeva nemmeno più, da tempo non ne aveva più bisogno. Una porta in cristallo girevole all'ingresso e dopo una ventina di metri 5 gradini, in cima ad essi a sinistra e poi dritto in quella galleria dove da un lato vi sono pareti con antiche lastre con alcune scritte risalenti all'epoca della costruzione e busti in marmo o gesso raffiguranti alcuni luminari che avevano fatto parte di quell'Ospedale, mentre sul lato destro solo grandi vetrate dove si vedono giardini o altri padiglioni. Ad un certo punto la galleria curva a destra e poi sempre dritto in leggera discesa, in fondo ad essa si trova il reparto di radioterapia, conosce bene anche quello per averlo frequentato circa 5 anni fa ma lei si ferma prima, alla sua sinistra trova una porta che conduce all'esterno, imbocca un vialetto tra piante e fiori fin quando giunge ad una palazzina dove alla porta c'è l'insegna con la scritta CORD. Entra, si dirige al bancone dove vi sono tre infermiere, ognuna davanti al proprio PC e dopo aver fatto la fila si avvicina ad una di esse mostrando l'impegnativa per la visita oncologica. Questa prende il documento e le consegna un numero: 80 blu. Si dirige quindi in sala d'attesa, entra ed educatamente augura il buongiorno, è pieno di gente ma solo una giovane donna alza la testa da un'agendina dove sta scrivendo appunti risponde al saluto. Eppure quella sala è piena di persone ma sono tutte impegnate a fare altro. Lei con la sua cartellina rossa in mano cerca un posto dove sedersi che sia abbastanza lontano dalle altre persone. Quei documenti nella cartellina li conosce quasi a memoria, ormai era diventata esperta nel leggere i referti di esami e quelli erano stati effettuati di recente. Non ha bisogno di consultarli di nuovo. Su di un tavolo vi sono riviste di ogni tipo ma non le interessa il gossip, ha dimenticato a casa quel libro che sta leggendo e così non sapendo che fare si mette a studiare alcuni comportamenti degli astanti. La giovane donna che aveva risposto al saluto continua a scrivere sulla sua agendina, nota che è mancina, ogni tanto alza la testa le sorride poi continua nel suo fare. Una donna sulla cinquantina ha la testa poggiata al muro e sonnecchia, il suo volto è giallo come un limone. Ma la maggior parte di quelle persone ha la testa china sul telefono, troppo impegnate a far chissà che cosa, visto che a lei il telefono serve solo per chiamare, rispondere o inviare, quando ne ha necessità un sms. Solo alcune coppie uomo/donna bisbigliano continuamente tra di loro. Ogni tanto si affaccia un'oncologa/o chiamando i numeri, il rosso, il verde, poi finalmente si affaccia la sua chiamando il 79 blu che non risponde, non c'è, allora passa al n. 80 blu.

Quella Lei sono io e così..........

Mi alzo dalla sedia, lei mi riconosce, quindi mi sorride e ...venga Graziella. Chissà perchè da quando sono in cura da lei mi chiama sempre con il secondo nome, ormai non ci faccio più caso, si vede che le pace più di Anna.
Camminiamo affiancate fin quando arriviamo al suo ambulatorio: Mi piace vestita così e devo dire che la trovo molto bene, la ringrazio e poi passiamo ai referti. Lei al suo PC con i fogli davanti scrive , scrive, legge e scrive. Alla fine mi fa: Tutto perfetto, si spogli che la visito ed è allora che le spiego di quel dolore alla costola sotto la cicatrice che ho avuto per qualche giorno agli inizi di Luglio che poi così come era venuto era sparito. Le sue mani indagano spingono ma di quel dolore non c'è più traccia . Un risentimento dovuto ad uno sforzo oppure un leggero strappo per un movimento brusco. Cosa non impossibile quando alcune volte devo tenere il mio nipotino in braccio che fa i capricci. Spiego la cosa e lei mi dice: Ma lei non dovrebbe prendere in braccio il bambino così come non dovrebbe alzare pesi eccessivi, la sua colonna vertebrale non è messa molto bene a causa dell'osteoporosi in gran parte dovuta alla chemioterapia. Deve camminare molto e fare nuoto. Mi sto curando da tempo anche per questo con fiale di vitamina D mensili ed una iniezione bisettimanale per fissarla nelle ossa. Essenziale non farla progredire anche se non è questo a farmi paura. La paura era per altro.
Mi rivesto, lei si siede di nuovo alla scrivania, mi prescrive i prossimi controlli da fare, solo analisi del sangue e mammografia da effettuarsi tra Luglio e Agosto del prossimo anno, me li consegna e: Le visite, visto che sono trascorsi più di 5 anni dall'intervento da ora diverranno annuali, quindi cara Graziella ci rivedremo il mese di Settembre del 2019 . Mi sorride, mi tende la mano e mi accompagna all'uscita.
Esco fuori, c'è un sole magnifico, mi sembra di camminare su di una nuvola, fa caldo? Fa freddo? C'è vento? Non sento niente se non tanta gioia nel cuore. Un altro anno da vivere in serenità.

Ora posso brindare davvero e lo faccio insieme a coloro che condivideranno un pochino la mia gioia. Prosit!

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E Ritorno...

22 luglio 2018 ore 09:02 segnala
Ritorno quando sofferenza e delusione si attenuano e ho bisogno di aprire la mia anima. Quale modo migliore se non quello di scrivere.



Lei è così, spesso dura e scostante, non lo è sempre stata lo è diventata per colpa della vita che le ha riservato più dolori che gioie, in realtà è dotata di un'indole dolce e sensibile, a volte anche troppo, dovrebbe pensare più a se stessa che agli altri ma non vi riesce, non è mai riuscita a non soffrire quando si trova immersa in certe situazioni e credo che chiunque possieda sensibilità e amore per qualcuno che ama non possa criticarla per i suoi comportamenti a volte impulsivi che spesso niente hanno a che vedere con alcuni accadimenti personali.

Quella sera c'era un temporale fortissimo (come in questo momento), lei era seduta sul divano del suo salotto e come altre volte era successo non poteva fare a meno di udire due persone che discutevano in maniera animata, non avrebbe voluto ascoltare ma era impossibile, gli appartamenti erano adiacenti e lei, in qualunque stanza fosse andata non avrebbe potuto fare a meno di ascoltare e come altre volte si rese conto che quella discussione era causata dalla gelosia della donna nei confronti del marito. Non avrebbe voluto ascoltare ma non sapeva come fare soprattutto quando nel mezzo della discussione si inserì il pianto di un bambino. Diventò di ghiaccio, avrebbe voluto alzarsi e bussare a quella porta ma le gambe si rifiutavano di muoversi quando nel frattempo sentì aprirsi e richiudersi la porta dell'altro appartamento e dopo un secondo qualcuno bussò alla sua, allora si alzò e aprì. Era la donna che in lacrime disse: Voglio il divorzio, non voglio più stare insieme a chi mi tradisce. Lei la prese dolcemente per un braccio e la fece sedere, le diede un bicchiere d'acqua poi cercò di convincerla che quell'uomo la amava, amava lei sola e non era possibile che la tradisse. Ma la donna insisteva nella sua convinzione e di rimando rispose che aveva già chiamato suo padre perchè venisse a prendere lei ed il bambino. Intanto continuava a lampeggiare tuonare e l'acqua a scendere copiosa. Squillò il campanello ed ecco i genitori di lei che aspettavano giù, non salirono nemmeno per cercare di dissuaderla dal suo proposito, lei, una borsa in mano con alcuni oggetti personali del bambino scese le scale con il bambino in braccio che continuava a chiamare disperatamente babbo mentre il babbo assisteva impotente e con gli occhi pieni di lacrime a quella scena di lei che si portava via il suo bambino. Salirono sull'auto e se ne andarono.
Dopo alcuni minuti anche lui scese le scale prese la sua auto e se ne andò mentre lei conoscendone il carattere si sentì morire con la paura che potesse capitargli un incidente. Andò nel suo studio cercando di distrarsi collegandosi al PC ma non poteva smettere di pensare all'accaduto, lesse alcuni post ma poi chiuse. Ormai erano le 22.00 e il temporale continuava a imperversare, la luce se ne andò, alla fine a tentoni lei prese un ombrello e uscì fuori per strada nonostante i rimproveri del marito che le diceva di pensare a se stessa che le cose si sarebbero sistemate come sempre. Ma lei aveva voglia di stare da sola, soprattutto piangere da sola. Per strada non c'era un'anima, le insegne dei negozi tutte spente, ogni tanto transitava un'auto e lei che continuava a camminare senza una meta. Quando fu abbastanza intrisa d'acqua decise di tornare a casa. Intanto la luce era tornata, entrò nel suo studio, prese alcuni libri dalla libreria scaraventandoli nel muro così come alcune suppellettili, doveva sfogarsi in qualche modo, poi si collegò di nuovo al PC e decise di cancellare il suo blog. In verità cancellò solo i post anche se avrebbe voluto andarsene non solo dal sito ma anche da quella casa. Si, aveva deciso, via da tutto ciò che le piaceva. La solita cretina che castiga se stessa per colpa di altri. Ma quegli altri erano persone a cui teneva, persone che amava e che aveva paura di perdere, era impossibile allontanare il pensiero, poi la luce se ne andò di nuovo e lei non aveva ancora finito di cancellare i post, continuerò domani si disse e così se ne andò a letto fin quando non sentì tornare l'uomo. Ma non riuscì a chiudere occhio aspettando il mattino ad occhi spalancati ed il cuore che sembrava impazzito.
Quei due poi si sono trovati, hanno parlato a lungo, hanno chiarito e con il bambino sono partiti per una breve gita di due giorni. Sono tornati ridendo e scherzando come fosse successo niente. Meglio così per tutti, anche se lei ora ha deciso che, pur amando tutte le persone che fanno parte della sua vita, di pensare un poco di più a se stessa e smettere di auto punirsi e di soffrire per cose che la riguardano si da vicino ma che sono gli altri nel dover usare il cervello in modo corretto e intelligente.
Lei inoltre ha detto loro chiaro e tondo che se dovesse ritrovarsi ancora ad un fatto del genere cercherà casa altrove! E visto che, abitando fianco a fianco lei fa molto comodo per tante cose spera che il loro comportamento cambi, altrimenti essendo stati avvisati si assumeranno le loro responsabilità.

Ecco perchè oggi lei è di nuovo qui! In quella foto inserita nel post di commiato il suo sguardo è rivolto verso un punto immaginario, l'orizzonte della speranza.

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Ritorno quando sofferenza e delusione si attenuano e ho bisogno di aprire la mia anima. Quale modo migliore se non quello di scrivere. « immagine » Lei è così, spesso dura e scostante, non lo è sempre stata lo è diventata per colpa della vita che le ha riservato più dolori che gioie, in realtà...
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Ciao...

16 luglio 2018 ore 23:09 segnala


Questa volta purtroppo devo andarmene seriamente da qui, se sarà per sempre non lo so ma devo privarvi della mia presenza. Forse a qualcuno dispiacerà, qualcuno ne gioirà. Mi dispiace per me e per quelle persone carine con le quali vi era modo di scambiare pensieri e parole degne di amicizia, lealtà e simpatia.
Non posso specificare le motivazioni di questa mia decisione, sono cose troppo personali e delicate.

A questo punto non mi resta che salutare gli amici e le amiche, per non fare torto a nessuno non farò nomi anche se in realtà sono talmente pochi che sarebbero troppe le dita di due mani. Loro sanno!
Buona continuazione a tutti/e Voi ai quali auguro una vita piena di gioia e gratificazioni. :bacio :staff :rosa

Vi lascio un video in cui si vede la mia Toscana e si ascolta uno dei miei brani preferiti: Intermezzo Da Cavalleria Rusticana del Maestro Livornese Pietro Mascagni.

Ciao
Anna

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