La Bambola Dei Melograni

09 settembre 2018 ore 10:28 segnala




E' tempo di vendemmia, sulle viti nei campi brillano al sole acini d'uva bianchi e neri, spettacolo stupendo per chi come me riesce ogni giorno a godersi quello spettacolo e anche se tra poco finiranno tutti nei tini, invece di vederli sotto il sole li gusteremo sotto forma di preziosi vini.


L’uva è matura adesso, d’oro e nera
a diventare vino
per la bambola dei melograni, che porta
il suo cappello da passeggio sulle gambine storte
e guarda
dinanzi a sè con occhi di vetro
nel viso di porcellana.

I frutti segreti, amari fuori
e aggrovigliati dentro in altre membrane
anch’esse amare, ma non come la vita
quando mangi la scorza e tutto
diventa un grigiore marroncino
e la bocca piena di cemento
immobilizzata nel sorriso e la spalla
madida delle lacrime altrui raccolte
a secchiate.

Buon appetito, poetessa dell’amore che nessuno vuole.

Il vino inacidito
e la bambola è lesionata. Voglio
cambiare tavolo. L’inverno è arrivato
davvero. Prendo un fiammifero
per il mio corpo di paglia, distruggere
purificare ricreare.

Domenica Luise

E' veramente triste sapere che talvolta c'è di mezzo quel brutto sentimento chiamato invidia soprattutto quando non capisci cosa in realtà stiano invidiando. Vabbè, quell'ultima frase si spera abbia purificato quell'anima scura come uva nera trasformando ciò che di brutto fu provato in una semplice e innocua cenere bianca. Purificarsi appunto!

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« immagine » « immagine » E' tempo di vendemmia, sulle viti nei campi brillano al sole acini d'uva bianchi e neri, spettacolo stupendo per chi come me riesce ogni giorno a godersi quello spettacolo e anche se tra poco finiranno tutti nei tini, invece di vederli li gusteremo sotto forma di prez...
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Er Paesello De Noantri

05 settembre 2018 ore 23:19 segnala


Era un paesello con un numero limitato di abitanti chessò un par di mila poco più poco meno, era recintato da alte mura, per entravi dentro dovevi presentarti alla porta principale e chiedere il permesso e questo veniva sempre accordato, che tu fossi ragazza o sposata ,una santa o donna di malaffare, un ladro o un uomo per bene, non venivan fatte distinzioni, potevi n'ventarti ch'eri dottore o muratore, poeta o saltimbanco, circense o architetta, non stavano a guardar certe sottigliezze. Eri di Milano e ti spacciavi per napoletano? Eri siciliano e ti spacciavi per Piemontese? Fregava nulla a nessuno. Entravi e potevi cominciare subito a fare il drammaturgo o il comico, tutti attori e ognuno si scriveva e calava nella sua parte, chi rappresentava sempre lo stesso ruolo e chi ne aveva più di uno.
C'eran mille strade diverse da percorrere , qualcuna stretta, altre larghe o solamente piccoli sentieri fioriti, alcune con tante finestrelle da dove provenivano luci soffuse, altre completamente buie, chi s'affacciava e si mostrava e chi si nascondeva per non farsi vedere. C'erano persone che andavano altre che venivano, altre semplicemente tornavano con altre vesti, ad ognuna il colore che le s'addiceva di più a seconda del proprio stato d'animo o semplicemente per essere riconosciute sol da qualcuno in modo istantaneo.
Gli avventori erano disomogenei per età, si partiva di regola dai 18 fino ad arrivare agli 80 ed oltre. La maggior parte dichiaravano età fasulle per eccesso o per difetto, si usava così e per coloro che si mostravano agli altri avventori si poteva capire se dichiaravano la vera età , cosa non fattibile per chi, per motivazioni diverse decidevano di restare anonime come statuine costruite in serie, stesse facce mentre i colori che differivano tra uomini e donne andavano dal rosa al celeste pallido a seconda del sesso dichiarato.
Poi, c'erano quelli che si spacciavano per donne mentre in realtà erano uomini e donne che si spacciavano per uomini, queste persone erano una razza a parte, quelle per cui la Legge Basaglia dovrebbe essere ripristinata, chiuse dentro i manicomi e gettar via le chiavi.

I soprannomi degli abitanti erano i più svariati, tra fate, streghe, soli, lune, stelle, cieli, fiori, acque, girasoli, viole, gatti, scimmie, lupi, foglie, miss, mister, nomi vari di donne o uomini. In alcuni casi le stesse persone ne usavano più di uno, più di due, più di dieci, ognuno per le diverse occasioni o
conoscenze.

C'èra chi piangea per amor lagrime amare, attenzione dissi loro se continuerete la mia casa allagherete, c'eran uomini fatti, robusti e belli che si comportavan come bembinelli, ah che delusione per chi cercava l'uomo forte e consolatore di cuori infranti, l'era lui a dover essere consolato, povere donnette innamorate quante pene han sopportate.
Qualcuna ancora more co' la paura d'esse scordata, ehmm niente a che fa co' la chitara, s'offre e soffre perchè nun è considerata.

Concludendo, questo paesello c'era na vorta e c'è ancora, sono cambiati solo quasi tutti gli abitanti, oppure come sopra detto, parecchi ve ne sono ancora ma sotto mentite e sentite spoglie.
Sembra quasi una favola ma vi assicuro che non la è !

E tu che leggi ti riconosci in qualcuno dei residenti ??? Io dico di si e allora, buona permanenza e continua a divertirti :-)))

Scusate la scrittura se non sempre l'è omogenea, quanno che scrivo de getto nun so mai quale che sia er mi' dialetto, scrivo accussì, come me viene e come me detta d'impeto la raggione.

Aho co' tutto questo un vi scordate che so' Livornese ed è la lingua de Dante quella der mi' cuore.



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« immagine » Era un paesello con un numero limitato di abitanti chessò un par di mila poco più poco meno, era recintato da alte mura, per entravi dentro dovevi presentarti alla porta principale e chiedere il permesso e questo veniva sempre accordato, che tu fossi ragazza o sposata ,una santa o do...
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A Quello Delle Cartoline E Company........

02 settembre 2018 ore 10:49 segnala
Ar Menestrello........e alla propagandista.......





Vi siete mai chiesti come sono costruiti i telefoni cellulari che tutti noi abbiamo in tasca? E, soprattutto, da dove vengono le materie prime necessarie per la loro fabbricazione?Un rapporto pubblicato nello scorso mese di gennaio da Amnesty International e da Afrewatch ha fatto luce sulle drammatiche realtà che si nascondono dietro a degli strumenti di comunicazione apparentemente innocui, entrati ormai da tempo nell’uso quotidiano.

I bambini nello straziante video di Sky News
Nella Repubblica Democratica del Congo, infatti,migliaia di bambini sono costretti a lavorare nelle miniere di cobaltoper estrarre il prezioso minerale, utilizzato proprio per la fabbricazione di telefonini e smartphone in tutto il mondo. Le due ong hanno spiegato che nel sud del paese i minori lavorano “in condizioni pericolose, al fianco degli adulti, con turni massacranti”. Aggiungendo che sulla questione “le multinazionali fanno finta di non vedere”, mentre il governo di Kinshasa si dichiara “vittima di una guerra commerciale”.

Amnesty e Afrewatch hanno tracciato nel loro rapporto il percorso effettuato dal cobalto, scoprendo che ad estrarlo sono a volte bambini di soli sette anni. Un’informazione che di recente è stataconfermata da un’inchiesta di Sky News Australia, che ha addirittura riferito di piccoli di appena quattro anni al lavoro nelle miniere. In un video pubblicato dall’emittente televisiva – che definire agghiacciante è riduttivo – si vedono Dorsen e Richard, rispettivamente di otto e undici anni, mentre lavorano sotto la pioggia battente. I sacchi caricati sulle spalle, gli adulti che li incitano a fare in fretta, i tunnel pericolanti per raggiungere la miniera. Gli occhi rossi, la fatica, le lacrime: “Mia mamma è già morta, sono costretto a lavorare tutto il giorno. Quando sono qui soffro tanto”.

Sedici multinazionali nel mirino delle ong
Le due ong hannoaccusato esplicitamente sedici multinazionali– Ahong, Apple, Byd, Daimler, Dell, Hp, Huawei, Inventec, Lenovo, Lg, Microsoft, Samsung, Sony, Vodafone, Volkswagen et Zte – in quanto ad oggi “non sono in grado di affermare con certezza che il cobalto che utilizzano non sia quello estratto dai bambini”. Secondo il rapporto, il cobalto estratto viene comprato da broker che poi lo rivendono alla Congo Dongfang Mining, controllata dal colosso cinese del settore minerario Zhejiang Huayou Cobalt Ltd. “Non vengono effettuati i dovuti controlli presso i fornitori”, ha spiegato Mark Dummett, specialista di Corporate and social responsibility presso Amnesty International.

(Dal Web)

Questa volta niente canzoni (quella l'ha già cantata quarcun'artro mentre s'ingozzava a tavola)

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Ar Menestrello........e alla propagandista....... « immagine » « immagine » Vi siete mai chiesti come sono costruiti i telefoni cellulari che tutti noi abbiamo in tasca? E, soprattutto, da dove vengono le materie prime necessarie per la loro fabbricazione?Un rapporto pubblicato nello scorso...
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Non Si Va Allora Si Ritorna

28 agosto 2018 ore 10:10 segnala
Per qualche motivo non si può andare in vacanza? Poco male, si attendono tempi migliori per poterlo fare. Mi consolo allora ricordando quelle del passato. Rivedendo le mie foto di allora è nostalgia ma anche spasso nel vedere come ero. Mi scuso con coloro che : Guai parlare di se o mostrare se stessi/e. Ma come disse qualcuno, io sono differente, e, non posso farci niente. Naturalmente rispetto chi non ritiene parlare di se o della propria vita, qualcuno lo ha fatto in privato sia ora che in passato, poi quando le persone si sono sfogate parlando dei mali di congiunti o sofferenze neuronali personali non ti dicono più nemmeno ...ciao. Ma questo è un argomento che tratterò in seguito, ora voglio tornare alle vacanze del passato prossimo e anche del passato remoto:-)))
Quando ho parlato dello spasso nel rivedermi parecchi anni fa intendevo i tempi in cui andavano di moda le minigonne (nel mio caso sempre abbastanza castigate, gli eccessi non mi sono mai piaciuti) , così come, non so se qualche signora attempata ricorda, andavano di moda le parrucche, io che capelli ne avevo già tanti di mio indossarle significava avere una cofana in testa :-)))
Solo con la maturità ho capito che moda è vestirsi in modo da essere diversa, distinguersi dalla massa.

Comunque iniziamo con queste foto di luoghi diversi dove naturalmente sono presente anche io.

Qui sono sicura di essere a Napoli ma non ricordo dove, se qualcuno del posto ha occasione di leggere riconosce il luogo avrei piacere di saperlo.



Qui invece sono a Catania ritratta vicino al busto del Maestro Vincenzo Bellini. Autore di famose opere liriche come Norma, La Sonnambula, I Puritani Etcccc..



Transitando da Enna ecco Palermo, un ottimo albergo e un ottimo cibo, ricordo ancora le arance candite , era il Jolly Hotel, non so se ancora esistente. Mi piacquero molto Mondello ed il Monte Pellegrino dov'è situato il Santuario di Santa Rosalia.
In questa foto penso di essere al Parco della Favorita, se sbaglio qualcuno può correggermi, di anni ne sono passati parecchi e anche se non dico quanti in una di queste foto si può vedere in un'aiuola retrostante in che anno eravamo!



Naturalmente non esistevano i telefoni per fare foto, quindi ci limitavamo nel farle perchè c'era il costo dello sviluppo che non era indifferente, macchinette fotografiche piuttosto economiche e spesso di 24 0 36 foto ne riuscivano bene la metà o poco più. Ma per un ricordo sono più che sufficienti.





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Per qualche motivo non si può andare in vacanza? Poco male, si attendono tempi migliori per poterlo fare. Mi consolo allora ricordando quelle del passato. Rivedendo le mie foto di allora è nostalgia ma anche spasso nel vedere come ero. Mi scuso con coloro che : Guai parlare di se o mostrare se...
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Questi Anni Che Passano.......

25 agosto 2018 ore 11:23 segnala


uno dopo l'altro si srotolano davanti a me lasciando indietro tutto quanto è stato ma in modo particolare tutto ciò che avrei desiderato e non avuto.
E allora mi chiedo cos'è che non ho avuto, probabilmente qualcosa che per altre persone altro non è che la normalità ma che per me è stato invece difficile ottenere.
Sia chiaro che non parlo di oggetti, di oggetti ne ho avuti molti e altrettanti ne ho perduti, quelli che in seguito sono riuscita a riavere anche se non nella loro effimera totalità.

E allora cos'è che mi è mancato? Non mi serve una riflessione, sono perfettamente cosciente di certe mancanze ma resta difficile mettere nero su bianco i desideri dell'anima. In passato ci riuscivo benissimo ora non più e qui come spesso faccio mi contraddico mettendo a confronto il mio pensiero di oggi con quello di ieri.

Una volta ricordo di avere scritto un post consigliando a coloro che leggevano di munirsi di un'agenda aprendola nella pagina di quel giorno, scrivere i sentimenti provati in quel momento, sentimenti riguardanti amicizia e amore, insomma tutti i pensieri che in quel determinato giorno erano dettati dal loro cuore. Consigliai di conservare quell'agenda e di riaprirla lo stesso giorno dopo diversi anni ed esaminare se il tempo trascorso avesse cambiato la loro interiorità o avessero sentito dentro di se le stesse sensazioni di quel lontano giorno.
Bene, chissà se qualcuno l'avrà fatto veramente oppure non venne data nessuna importanza a quel mio consiglio, comunque sia non ha importanza, ne ha però per me che quella cosa la feci davvero.

E oggi ho aperto quell'agenda, gli anni sono trascorsi e devo riconoscere che in effetti sono cambiata, sono cambiata dentro perchè gli anni cambiano le persone, i trascorsi cambiano le persone, i giudizi verso gli altri che credevi amici cambiano le persone, gli stessi sentimenti cambiano, perchè un sentimento puro e vero è come una pianta delicata, si anche le piante per crescere e mantenersi bene hanno bisogno ogni tanto di una parola, di una leggera carezza fatta con dolcezza così come hanno bisogno di essere innaffiate con la giusta quantità di acqua.
Se ne dai troppa marciscono e perdono fiori e foglie mentre bastano poche gocce per farle vivere bene ma solo se date loro con amore. E per amore intendo considerazione sincerità e soprattutto dimostrazioni di quell'affetto così importante che io chiamo amicizia.

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« immagine » uno dopo l'altro si srotolano davanti a me lasciando indietro tutto quanto è stato ma in modo particolare tutto ciò che avrei desiderato e non avuto. E allora mi chiedo cos'è che non ho avuto, probabilmente qualcosa che per altre persone altro non è che la normalità ma che per me è s...
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18-08-2018

18 agosto 2018 ore 08:18 segnala


oggi è il mio compleanno, tre volte il n. 8, il numero che rappresenta l'infinito. Che bello!
Infinito, parola immensa che per me significa il non ancora finito con la convinzione di essere capace di avere ancora tanto da dare, tanto ancora da imparare da questa vita. Una vita che ho dedicato più agli altri che a me stessa, ma l'ho fatto con una gioia immensa nonostante spesso non sia stata abbastanza ricompensata. Ma non importa, alcune volte il dare con amore è più bello del solo ricevere.
Quanti anni sono passati dal giorno in cui nacqui dall'amore di due persone che si amavano tanto? Sono tanti ma mai abbastanza per rinunciare ad andare avanti tra gioie dolori delusioni e perchè no, anche illusioni nate senza essere state cercate.
Il tempo che passa ci cambia, non sempre interiormente ma a livello fisico dobbiamo purtroppo arrenderci all'evidenza di qualcosa che non c'è più e di un qualcosa che invece è subentrato in più.
Ma ciò che conta è continuare a vivere, donando, per quanto ancora mi è possibile un poco di me stessa a chi mi ama e a coloro che amo.
Alla mia età mi rendo conto che il tempo è prezioso e che non se ne può perdere nemmeno un istante, che ci sono cose importanti a cui dare priorità come il mantenermi il più possibile in salute e trovare magari un poco di felicità in quelle cose semplici che talvolta potranno anche sembrare scontate ma che in fondo sono quelle che realmente contano.
Tutto il resto sono solo dettagli.

Sono nata sotto il segno del leone, segno zodiacale in cui mi ritrovo sotto ogni aspetto e, come tale, ancora non ho tirato dentro gli artigli per affrontare la mia vita futura.

Offro una fetta di torta a chi la gradirà. Purtroppo solo virtuale :-))) Siete tutti troppo lontani!


Balli di moda quando nacqui.


Stessa canzone in chiave moderna cantata da uno dei miei cantanti preferiti
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« immagine » oggi è il mio compleanno, tre volte il n. 8, il numero che rappresenta l'infinito. Che bello! Infinito, parola immensa che per me significa il non ancora finito con la convinzione di essere capace di avere ancora tanto da dare, tanto ancora da imparare da questa vita. Una vita che h...
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Si Sta Facendo Sempre Più Tardi

12 agosto 2018 ore 09:06 segnala


Arriva sempre il momento in cui capisci che l'illusione successiva dei giorni, o la loro musica, è giunta al suo termine.

Si fissa l'oscurità con gli occhi spalancati e si aspetta che faccia giorno.

Ma tu, amore mio, ci sarai di nuovo? Avrai fatto come me il tuo viaggio di ritorno e tutto starà per incominciare di nuovo, ripartendo dal principio?

Ma la vita riserva sempre grandi sorprese basta avere la pazienza di aspettare che ce le offra.

E tu eri felice nel frattempo. Perchè le persone possono essere felici, nei loro frattempi.

Tu non sapevi come cominciare, a volte ci si sente a disagio, specie se sappiamo come andrà a finire e noi sapevamo entrambi come sarebbe andata a finire.

...E per addormentarmi penso che ti scriverei che non sapevo che il tempo non aspetta, davvero non lo sapevo, non si pensa mai che il tempo è fatto di gocce.

...E quel tempo era così rapido e impaziente, ora è lunghissimo da passare in certe ore del pomeriggio, soprattutto sul fare dell'inverno, quando se ne va l'equinozio e la sera cala a tradimento...

E ti direi anche che ti aspetto, anche se non si aspetta chi non può tornare.

Queste frasi sono tratte dal libro “ Si sta facendo sempre più tardi” di Antonio Tabucchi,


Queste frasi che nel loro significato mi sono apparse bellissime ed in un certo senso anche adatte al mio sentire di ieri e di oggi. Forse un amore sognato e mai vissuto, o forse essere riuscita improvvisamente a capire che l'amore, quello vero non si fa attendere, è sempre presente o probabilmente lo è sempre stato ed io non me ne sono mai accorta?
Quando una vita si avvia al tramonto subentra la riflessione di ciò che si è vissuto nel corso della stessa e credo che nessuno possa negare di aver amato più di una volta, e amare non significa soltanto due corpi che si offrono reciprocamente, l'amore quello vero può esistere offrendo, donando e talvolta, non sempre, ricevendo in cambio le stesse sensazioni, le stesse emozioni, quelle che si provano nel sentire il cuore che batte forte ed una mente che elabora sogni anche impossibili.

Purtroppo però non sempre mente e cuore camminano di pari passo, uno dei due deve soccombere all'altro. E chi soffre di più è sempre il cuore dominato da una mente che in modo troppo riflessivo gli ha sempre negato ciò che avrebbe potuto renderlo felice.

A volte si vive di quei momenti che ci donano gocce di felicità ma poi si deve pensare a quella fontana che abbiamo vicino che non smette mai di donarci tutta quell'acqua di cui si ha bisogno, nel bene e nel male.

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« immagine » Arriva sempre il momento in cui capisci che l'illusione successiva dei giorni, o la loro musica, è giunta al suo termine. Si fissa l'oscurità con gli occhi spalancati e si aspetta che faccia giorno. Ma tu, amore mio, ci sarai di nuovo? Avrai fatto come me il tuo viaggio di ritorno ...
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Tutto Cambia..

06 agosto 2018 ore 15:33 segnala


Se dovessi defungere una volta mi sarebbe dispiaciuto perchè la vita è una soltanto, non vi saranno repliche, non mi sarà concessa un'altra possibilità, così come non sarà concessa a te che mi stai leggendo, infatti anche tu hai solo questa e, non so se al punto in cui siamo in ogni situazione o in ogni accadimento giornaliero hai ancora quella voglia sfrenata di vivere in un mondo che fa letteralmente e soltanto SCHIFO!
Credo che nessuno mai ami o abbia amato la vita più di me ma al punto in cui siamo arrivati non credo ne valga ancora la pena.
Tu che leggi guardati intorno e dimmi cosa ancora desta la tua voglia di stare a questo mondo.
Se sei giovane sarai sicuramente convinto che tutto possa cambiare ed hai ragione, cambierà si eccome se cambierà, ma in peggio, non avrai un lavoro, la meritocrazia vale un tubo se non ti sposti un po' più in là, dove questa sarà apprezzata e tu potrai emergere da quella merda in cui siamo e soprattutto sei, immerso fino al collo.
Se hai una certa età ti obbligheranno ad accettare lavori o retribuzioni che abbasseranno la tua autostima e in questo modo sarà lesa la tua dignità per uno stipendio da fame. O così o pomì.
Se sarai anziano dovrai accontentarti di una pensione che se ti consentirà di arrivare alla fine del mese sarai già fortunato.

Il mondo è dei ricchi, industriali super ricchi e mafiosi sempre più ricchi a discapito della povera gente, se certe cose non le sai informati di cosa sta succedendo, di accordi presi attorno ad un tavolo riservato a quei pochi di cui non sappiamo niente o quasi di chi essi siano in realtà. Non guardare le facciate dei palazzi, bisogna guardare dentro a ciò che è ed è stato, da anni, preparato, costruito, conservato in siti di cui nemmeno ne immagini l'esistenza. Siti per pochi, coloro appunto di cui ho parlato e delle loro famiglie.

Le guerre servono a questo infatti, a destabilizzare popoli e genti, saremo i prossimi schiavi in ogni senso, schiavi senza catene, quelle saranno inserite nei nostri cervelli per telecomandarci e tirarle a loro piacimento.

Ops ho sbagliato nella determinazione: Nostri? No! Vostri! Io sono arrivata ormai, non accetto ordini da nessuno, vivo con quello che ho e che nel mio piccolo posso ancora avere. E' sufficiente per quanto mi rimane da vivere.

Le banche vi spelleranno vivi se avrete bisogno di mutui o prestiti, o restituirete ciò che avrete da restituire o sarete fuori di casa, ah non sapevate che ora le banche si sono messe a fare anche da agenti immobiliari? Chi non paga le rate dei mutui o dei prestiti le stesse banche alias strozzine autorizzate dallo Stato venderanno direttamente ed in poco tempo le vostre case pubblicizzandole sui siti degli annunci immobiliari che dovrebbero essere riservati solo alle agenzie immobiliari.

E, non parlo solo dell'Italia, è il mondo intero che è in pieno caos e la cosa che mi fa più male e a cui non vorrò ritrovarmi è la fine che faranno i miei figli e nipoti.

No dai non spaventarti! Quello che ho scritto è tutto inventato da una mente diabolica e quasi arteriosclerotica.
Se tu che leggi sei in disaccordo con quanto su esposto dammi un cenno di dissenso ed io sarò pronta a ricapitolare.

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« immagine » Se dovessi defungere una volta mi sarebbe dispiaciuto perchè la vita è una soltanto, non vi saranno repliche, non mi sarà concessa un'altra possibilità, così come non sarà concessa a te che mi stai leggendo, infatti anche tu hai solo questa e, non so se al punto in cui siamo in ogni ...
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Autentica

29 luglio 2018 ore 11:19 segnala


Non rinnego la mia natura, non rinnego le mie scelte, comunque la si guardi sono stata fortunata nella vita. Molte volte nel dolore si trovano i piaceri più profondi, le verità più complesse, la felicità più vera. Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per questo mondo, che l’unica cosa che mi rasserena è la consapevolezza di essere stata autentica, di essere la persona più somigliante a me stessa che avrei potuto immaginare.

Frida kahlo

*****************************

Sono donna senza complessi di sorta, non ho mai celato il mio volto, mai celato ciò che sono realmente, mai celato il mio passato né il mio presente, in poche parole non mi sono mai nascosta dietro ad un dito, mi piace essere non apparire, simpatica oppure antipatica agli occhi degli altri mi è indifferente. Sono intollerante solo alla stupidità e a certe mentalità che non si confanno al mio modo di concepire la vita. Mi danno noia le critiche al mio fare e più mi danno noia più reagisco comportandomi in modo di dare a chi lo fa la possibilità di criticare ancora di più.
Ognuno di noi intende la propria vita ed i propri comportamenti così come meglio crede, essere al tramonto di essa mi concede alcune possibilità di giudizio sugli altri senza per questo ledere la loro libertà, è solo una questione di esperienza sia nel reale che in questo sito virtuale.
Ma esigo soprattutto di essere lasciata libera nei miei comportamenti e nei miei intenti.
Così come afferma Frida, l'assurdità del nostro breve passaggio in questo luogo terreno non deve assolutamente privarci di essere ciò che realmente siamo : Semplicemente se stessi: AUTENTICI!

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« immagine » Non rinnego la mia natura, non rinnego le mie scelte, comunque la si guardi sono stata fortunata nella vita. Molte volte nel dolore si trovano i piaceri più profondi, le verità più complesse, la felicità più vera. Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per questo mondo, che l’u...
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Il Percorso Della Vita

25 luglio 2018 ore 14:46 segnala
Livorno 24 Luglio 2018 ore 9,40



Avrebbe potuto fare quel percorso anche ad occhi bendati, ormai lo conosceva così bene senza bisogno di leggere tutte quelle indicazioni scritte in blu su sfondo bianco: frecce a destra, a sinistra o dritte, era come trovarsi in un labirinto ma lei ormai non le leggeva nemmeno più, da tempo non ne aveva più bisogno. Una porta in cristallo girevole all'ingresso e dopo una ventina di metri 5 gradini, in cima ad essi a sinistra e poi dritto in quella galleria dove da un lato vi sono pareti con antiche lastre con alcune scritte risalenti all'epoca della costruzione e busti in marmo o gesso raffiguranti alcuni luminari che avevano fatto parte di quell'Ospedale, mentre sul lato destro solo grandi vetrate dove si vedono giardini o altri padiglioni. Ad un certo punto la galleria curva a destra e poi sempre dritto in leggera discesa, in fondo ad essa si trova il reparto di radioterapia, conosce bene anche quello per averlo frequentato circa 5 anni fa ma lei si ferma prima, alla sua sinistra trova una porta che conduce all'esterno, imbocca un vialetto tra piante e fiori fin quando giunge ad una palazzina dove alla porta c'è l'insegna con la scritta CORD. Entra, si dirige al bancone dove vi sono tre infermiere, ognuna davanti al proprio PC e dopo aver fatto la fila si avvicina ad una di esse mostrando l'impegnativa per la visita oncologica. Questa prende il documento e le consegna un numero: 80 blu. Si dirige quindi in sala d'attesa, entra ed educatamente augura il buongiorno, è pieno di gente ma solo una giovane donna alza la testa da un'agendina dove sta scrivendo appunti risponde al saluto. Eppure quella sala è piena di persone ma sono tutte impegnate a fare altro. Lei con la sua cartellina rossa in mano cerca un posto dove sedersi che sia abbastanza lontano dalle altre persone. Quei documenti nella cartellina li conosce quasi a memoria, ormai era diventata esperta nel leggere i referti di esami e quelli erano stati effettuati di recente. Non ha bisogno di consultarli di nuovo. Su di un tavolo vi sono riviste di ogni tipo ma non le interessa il gossip, ha dimenticato a casa quel libro che sta leggendo e così non sapendo che fare si mette a studiare alcuni comportamenti degli astanti. La giovane donna che aveva risposto al saluto continua a scrivere sulla sua agendina, nota che è mancina, ogni tanto alza la testa le sorride poi continua nel suo fare. Una donna sulla cinquantina ha la testa poggiata al muro e sonnecchia, il suo volto è giallo come un limone. Ma la maggior parte di quelle persone ha la testa china sul telefono, troppo impegnate a far chissà che cosa, visto che a lei il telefono serve solo per chiamare, rispondere o inviare, quando ne ha necessità un sms. Solo alcune coppie uomo/donna bisbigliano continuamente tra di loro. Ogni tanto si affaccia un'oncologa/o chiamando i numeri, il rosso, il verde, poi finalmente si affaccia la sua chiamando il 79 blu che non risponde, non c'è, allora passa al n. 80 blu.

Quella Lei sono io e così..........

Mi alzo dalla sedia, lei mi riconosce, quindi mi sorride e ...venga Graziella. Chissà perchè da quando sono in cura da lei mi chiama sempre con il secondo nome, ormai non ci faccio più caso, si vede che le pace più di Anna.
Camminiamo affiancate fin quando arriviamo al suo ambulatorio: Mi piace vestita così e devo dire che la trovo molto bene, la ringrazio e poi passiamo ai referti. Lei al suo PC con i fogli davanti scrive , scrive, legge e scrive. Alla fine mi fa: Tutto perfetto, si spogli che la visito ed è allora che le spiego di quel dolore alla costola sotto la cicatrice che ho avuto per qualche giorno agli inizi di Luglio che poi così come era venuto era sparito. Le sue mani indagano spingono ma di quel dolore non c'è più traccia . Un risentimento dovuto ad uno sforzo oppure un leggero strappo per un movimento brusco. Cosa non impossibile quando alcune volte devo tenere il mio nipotino in braccio che fa i capricci. Spiego la cosa e lei mi dice: Ma lei non dovrebbe prendere in braccio il bambino così come non dovrebbe alzare pesi eccessivi, la sua colonna vertebrale non è messa molto bene a causa dell'osteoporosi in gran parte dovuta alla chemioterapia. Deve camminare molto e fare nuoto. Mi sto curando da tempo anche per questo con fiale di vitamina D mensili ed una iniezione bisettimanale per fissarla nelle ossa. Essenziale non farla progredire anche se non è questo a farmi paura. La paura era per altro.
Mi rivesto, lei si siede di nuovo alla scrivania, mi prescrive i prossimi controlli da fare, solo analisi del sangue e mammografia da effettuarsi tra Luglio e Agosto del prossimo anno, me li consegna e: Le visite, visto che sono trascorsi più di 5 anni dall'intervento da ora diverranno annuali, quindi cara Graziella ci rivedremo il mese di Settembre del 2019 . Mi sorride, mi tende la mano e mi accompagna all'uscita.
Esco fuori, c'è un sole magnifico, mi sembra di camminare su di una nuvola, fa caldo? Fa freddo? C'è vento? Non sento niente se non tanta gioia nel cuore. Un altro anno da vivere in serenità.

Ora posso brindare davvero e lo faccio insieme a coloro che condivideranno un pochino la mia gioia. Prosit!

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Livorno 24 Luglio 2018 ore 9,40 « immagine » Avrebbe potuto fare quel percorso anche ad occhi bendati, conosceva così bene quel percorso senza bisogno di leggere tutte quelle indicazioni scritte in blu su sfondo bianco: frecce a destra, a sinistra o dritte, era come trovarsi in un labirinto ma...
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25/07/2018 14:46:20
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