E' Lì Che Vorrei Abitare Ma....

18 marzo 2018 ore 11:52 segnala


mi piacerebbe abitare in uno di qui piccoli paesi di montagna con pochi abitanti, una piccola Chiesa, vecchie case in mattoni con piccole finestrelle adornate di fiori e gli stretti vicoli percorribili solo a piedi. All'interno, nella cucina, una di quelle stufe a legna laccate di bianco e un vecchio camino costruito sempre in mattoni originali con sedute laterali, qualche cuscino di stoffa grezza ricamato artigianalmente con le mie mani (unico lavoro femminile che riesco a far bene), un piccolo salotto con un paio di sedie a dondolo in legno lucidato con cuscini in velluto verde, una biblioteca, una mensola con sopra un vecchio giradischi e tanti, tanti dischi della musica che amo. Una camera da letto meglio se mansardata e con vecchie travi, un grande lucernario al soffitto dove poter ammirare gli eventi delle stagioni che si susseguono, lampi quando è in corso un temporale, i rigagnoli di pioggia che scorrono sul vetro, i fiocchi di neve quando in inverno cade copiosa, il cielo azzurro di giorno e la notte con il suo blu scuro costellato di tutti quei puntini gialli e luminosi. Un lettone, un semplice comò con sovrastanti quelle cianfrusaglie a cui sono affezionata e un armadio dove riporre pochi ed essenziali indumenti.
All'esterno della casetta un piccolo giardino circondato da uno steccato in legno e tanti fiori, cani e gatti e una panchina dove poter sedere quando il tempo lo permette, udire lo scroscio di un torrentello vicino e rimirar intorno il verde delle montagne circostanti.
Una piccola scorta di derrate alimentari e muovermi da casa solo per fare lunghe passeggiate nei boschi circostanti in compagnia del canto degli uccelli e di qualche bestiola che mi accompagna. L'ottimo sarebbe non incontrare serpenti o vipere, gli unici animali di cui ho paura ma che comunque nei loro confronti adotto il vivi e lascia vivere, infatti non farei mai loro del male pur tenendoli a distanza.
Una situazione del genere potrebbe essere il massimo anche per due persone che si amano e la accosterei alla famosa frase due cuori e una capanna. E' che in certi casi l'altro cuore...manca, allora meglio la solitudine di una vita normale sia in un paese di provincia o in una caotica città.

Si perchè la solitudine alcune volte altro non è che uno stato d'animo e la percepisci anche se sei circondata da un sacco di persone.

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« immagine » mi piacerebbe abitare in uno di qui piccoli paesi di montagna con pochi abitanti, una piccola Chiesa, vecchie case in mattoni con piccole finestrelle adornate di fiori e gli stretti vicoli percorribili solo a piedi. All'interno, nella cucina, una di quelle stufe a legna laccate di bi...
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Passi Sbagliati

16 marzo 2018 ore 16:10 segnala
Da un mio vecchio blog non più esistente 15 Marzo 2014



Succede tra le persone che si frequentano, a volte l'armonia e la gioia impallidiscono a causa di opinioni contrastanti. E' come una danza dove ogni tanto si sbagliano i passi. Uno incede con il piede verso il piede dell'altro e l'altro invece di spostare il suo indietro si ferma e rimane nella sua posizione. Allora succede che i piedi si scontrano e a volte ci si fa anche male. Sono passi sbagliati, nessuno dei due vuole indietreggiare pensando che l'errore sia dipeso dall'altro. Certo che uno dei due ballerini a questo punto ha sbagliato il ritmo, forse non ha ascoltato bene la musica o non ha voluto ascoltarla. Eppure tra due persone che di solito ballano insieme dovrebbe esserci affiatamento e armonia dell'incedere senza rischiare di compiere passi falsi. Ma sbagliare è umano e qualche volta succede anche ai migliori ballerini. Per un momento tra i due vige il silenzio poi volano parole con le quali l'uno incolpa l'altro dell'errore commesso. Tutti e due pretendono di avere ragione. Intanto la musica finisce e l'abbraccio si scioglie. Certo che trovare un nuovo partner per continuare a danzare per due persone che sono abituate a farlo insieme, uniti da amicizia e complicità di un incedere non semplice ma sicuro non è facile. No, cessare di ballare insieme è una cosa sbagliata, eppure in questo caso a testa bassa e dopo aver fatto scivolare le braccia lungo i fianchi, voltandosi le spalle, ognuno torna imbronciato al proprio posto ma è tardi ormai, il locale si svuota, e senza che l'uno o l'altra abbiano tentato di chiarire l'errore se ne vanno ognuno per i fatti propri sapendo che non danzeranno mai più insieme e così la sala da ballo per loro resterà per sempre chiusa.

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Da un mio vecchio blog non più esistente 15 Marzo 2014 « immagine » Succede tra le persone che si frequentano, a volte l'armonia e la gioia impallidiscono a causa di opinioni contrastanti. E' come una danza dove ogni tanto si sbagliano i passi. Uno incede con il piede verso il piede dell'altro...
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La Giostra

14 marzo 2018 ore 10:43 segnala


La vita è come un giostra da bambini, c'è chi sale sulla moto, chi sull'auto, chi sul cavallo, sull'aereo, o su altri oggetti inanimati di vario genere. Tutto dipende dal gusto di chi vi sale sopra. C'è il solito uomo dietro ad un banchetto che dispensa biglietti: 1 giro, 2 giri, 3 giri e chi è più fortunato riesce a farne anche di più. Ogni giro ha un tempo limitato e stabilito sempre dall'uomo dei biglietti. Quando finisce il tempo di un giro la giostra si ferma e per uno che scende c'è un altro che sale. E la giostra riprende il suo lento e costante girotondo.
Poi ci sono altre giostre, altri girotondi, quelli della vita reale dove non c'è un tempo prestabilito al momento della salita in giostra, succede spesso, vite che salgono piene di speranza di poter girare il più possibile e qualcuno ce la fa a restarvi sopra per un tempo abbastanza lungo mentre per alcuni il tempo è più breve, qualcuno invece scende quasi subito. E' una giostra strana quella e c'è sempre chi decide i tempi, il solito uomo, quello che distribuisce i posti da occupare e quelli da liberare. A volte lo fa adottando una certa pietà e delicatezza altre volte in maniera brusca e istantanea e non guarda certo all'età. Chi è fortunato riesce a scendere continuando a vivere in qualche modo la propria vita mentre qualcuno proprio non ce la fa e irrimediabilmente soccombe arrendendosi a chi decide quei tempi destinati a coloro che vorrebbero continuare a girare e in questi casi subentra la morte del cuore.

Ma oggi è una giornata di sole e spero lo sia anche per chi legge :rosa

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« immagine » La vita è come un giostra da bambini, c'è chi sale sulla moto, chi sull'auto, chi sul cavallo, sull'aereo, o su altri oggetti inanimati di vario genere. Tutto dipende dal gusto di chi vi sale sopra. C'è il solito uomo dietro ad un banchetto che dispensa biglietti: 1 giro, 2 giri, 3 g...
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Qualcuno Un Giorno Disse...

11 marzo 2018 ore 10:27 segnala


Non è mai finita fino a che non è finita. Credo si riferisse ad una partita, non ricordo di che genere e in fondo ha poca importanza. Ciò che ne ha è il suo significato.

Lei invece si riferisce alla sua vita, al suo modo di pensare e di essere. Non è fare teatro il suo lavoro, porta avanti tutt'altro che niente ha a che vedere con la recitazione. Non vende illusioni, vende la concretezza di oggetti tangibili e necessari. Nonostante l'età continua il suo lavoro perchè le piace, le piace accontentare per quanto possibile quelle persone che hanno bisogno di una casa che accolga le loro famiglie e non offre certo capanne, non lusinga cercando di convincere a comprare solo per impinguare il suo portafoglio. Piuttosto che ingannare preferisce non guadagnare.
E così si comporta con tutto il resto che riguarda la sua vita, virtuale compreso. Alla sua età e dopo i trascorsi si sente nel pieno diritto di dire la sua su svariati argomenti e lo fa senza indossare maschere di alcun tipo ma mostrando orgogliosamente la sua faccia, lei può permetterselo anche se qualcuno ha osato e ancora osa cercare di diffamarla per il solo fatto di una mera soddisfazione personale. E il motivo lei alcune volte se lo chiede ma poi fa spallucce fregandosene altamente.
Lei non ha mai usato cattiva ironia o cinismo ma sta imparando a farlo perchè la sopportazione di una persona arriva ad un certo punto ma poi esplode e quando esplode sa come dove quando e chi colpire. Così come altri hanno fatto o fanno nei confronti di lei.
Quella lei che si è sempre limitata a rispondere, da sola e come poteva, ad un gruppo di persone ben organizzate nel loro dire. Una contro tanti di solito è perdente già in partenza e allora attende il momento giusto non per vendicarsi ma per dire la sua magari con qualcosa di esilarante o tragicomico senza crucciarsi di essere schernita o giudicata, perchè la virtualità non c'entra nulla con la vita di ogni giorno e soprattutto non c'entra proprio nulla con la sua vera personalità e la sua grande dignità.
Tornando alla frase con cui ho aperto questo post: Non è mai finita fino a che non è finita, quello dipende solo da una sua decisione e così, prima di morire vvuole continuare a vivere, dire, ridere, lavorare, sognare, ballare ...e prima ancora che tutto questo finisca per davvero lo spettacolo, per coloro che lo ritengono tale, continua.



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« immagine » Non è mai finita fino a che non è finita. Credo si riferisse ad una partita, non ricordo di che genere e in fondo ha poca importanza. Ciò che ne ha è il suo significato. Lei invece si riferisce alla sua vita, al suo modo di pensare e di essere. Non è fare teatro il suo lavoro, porta...
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Amitié

05 marzo 2018 ore 17:51 segnala


Scoprire attraverso le parole la magia di un'anima dolce e tornare ad un tempo relativamente lontano e riscoprire che non esiste dimenticanza nella lontananza. Lei a volte si chiude in se stessa alzando muri e paletti verso tutti, vedi, c'è chi non riesce a reprimere la rabbia per situazioni in cui l'unica colpevole, quando in un determinato momento decide di riflettere, si accorge di essere lei e soltanto lei. Per questo con una forte stretta di mano ti dice...Grazie! :rosa

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« immagine » Scoprire attraverso le parole la magia di un'anima dolce e tornare ad un tempo relativamente lontano e riscoprire che non esiste dimenticanza nella lontananza. Lei a volte si chiude in se stessa alzando muri e paletti verso tutti, vedi, c'è chi non riesce a reprimere la rabbia per si...
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Vecchie Elezioni...Vecchi Simboli...

04 marzo 2018 ore 08:29 segnala


Piano piano non spingete c'è tempo fino alle 23.00 per cambiare le sorti dell'Italia e degli Italiani. E che è stamani, già tutti in fila, ma che avete paura di non fare in tempo nel poter esprimere il vostro voto? Chissà chi alla fine vincerà me lo chiedo con una certa curiosità con il pensiero fisso che chiunque sarà, e me lo ripeto con continuità, che si stava meglio quando si stava peggio.

Immagino le alzatacce di Presidenti Segretari e scrutatori di Seggio senza considerare i vigilanti, quelli che girano tra le aule qua e là che sono i rappresentati delle varie liste. E perchè no anche i momenti dello spoglio , nottate o giornate accompagnate dalle relative litigate tra i vari componenti i Seggi per un voto poco chiaro da poter attribuire o meno ad una determinata lista.

Ricordi di un tempo lontano. Escluso la Presidente, per diverse volte ho fatto parte dei Seggi. Ed è bello il ricordo di quando io e Gianna, una mia amica, diventavamo all'improvviso da amiche a “nemiche”. Lei, moglie del Segretario del PC e Presidente di Seggio, io moglie del Segretario della DC e Presidente di Seggio. Lei si presentava con abiti rossi ed io con abiti bianchi. Le prese di giro scherzose però non mancavano. In un paese come il mio era di prassi e chiunque entrasse in quelle cabine già immaginavamo a chi avrebbero dato il voto.
Oggi quando si entra in un Seggio per il voto sembra di entrare in una camera mortuaria.I tempi sono cambiati e continueranno a cambiare si, ma in peggio però. Di questo ne sono sicura e se sbaglio meglio per tutti. Accetto di buon grado il contraddittorio.

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« immagine » Piano piano non spingete c'è tempo fino alle 23.00 per cambiare le sorti dell'Italia e degli Italiani. E che è stamani, già tutti in fila, ma che avete paura di non fare in tempo nel poter esprimere il vostro voto? Chissà chi alla fine vincerà me lo chiedo con una certa curiosità con...
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Il Pianoforte A Coda

01 marzo 2018 ore 18:34 segnala


Sdraiata sulla coda di un pianoforte ti guardavo mentre due mani sapienti, le tue, riuscivano a portarmi in un mondo fantastico muovendosi prima dolcemente poi freneticamente su quei tasti bianchi e neri. Note delicate come petali di fiore inebriavano il profondo della mia anima. Volevo guardare il tuo volto ma riuscivo a vedere solo la tua testa china sulla tastiera, capelli neri e lunghi che cadendo sul viso impedivano il mio desiderio di guardare i tuoi occhi. intanto quella musica continuava ad illanguidire il mio stomaco, un alternarsi di musica e parole quasi sussurrate che non riuscivo a distinguere, avrei voluto allungare una mano per arrivare dolcemente al tuo mento e alzare la tua testa per avere la possibilità di guardarti in volto e vedere i movimenti della tua bocca. Ma in quel momento quelle note dapprima così dolci e tenui hanno iniziato a divenire rumorose , non riuscivo più a distinguere quel genere musicale, dalla dolcezza di alcuni pezzi di autori classici famosi ho pensato ad un genere completamente diverso Non più tenerezza ma solo una grande confusione e mancanza di gradevolezza nell'ascolto.
Ed è così che mi sono svegliata ed infatti un rumore poco simpatico proveniva dalla strada di fronte alla mia abitazione, ho acceso l'abat jour sul mio comodino ho afferrato il mio orologio e...le 4,30 di mattina. Mi sono alzata dal letto mi sono avvicinata alla finestra ed ho assistito allo splendido spettacolo di un bianco candido lasciato dalla neve caduta durante la notte e, quel rumore che aveva disturbato il mio sogno non era quella musica pur bellissima di ciò che ho pensato durante il sonno ma una benna che stava spalando la neve dalla strada e dietro di essa un altro macchinario che spargeva sale. Il frastuono si è lentamente allontanato ed io sono rimasta ancora un po' alla finestra a guardare tetti imbiancati e le auto parcheggiate lungo la strada completamente ricoperte di neve. Poi mi sono coricata di nuovo e quando stavo per riprendere sonno ripensando a quel sogno interrotto a metà cercando di riprendere da dove si era interrotto sono tornate quelle macchine per ripulire l'altra metà della strada.
Mi sono alzata di nuovo, ormai la notte era andata e anche il mio sogno.

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« immagine » Sdraiata sulla coda di un pianoforte ti guardavo mentre due mani sapienti, le tue, riuscivano a portarmi in un mondo fantastico muovendosi prima dolcemente poi freneticamente su quei tasti bianchi e neri. Note delicate come petali di fiore inebriavano il profondo della mia anima. Vol...
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Ho Paura

25 febbraio 2018 ore 18:39 segnala


no, non per me, ho paura in primis per i miei figli e i miei nipoti e poi per tutti coloro che vorrebbero un mondo di pace libertà e uguaglianza. So bene che l'uguaglianza è semplice utopia ma lo stanno diventando anche la pace e la libertà, quella di pensiero e di espressione del proprio sentire. Ho paura dei regimi e da qualsiasi parte essi provengano.

E ora Voglio parlare di un tempo passato al quale credo torneremo: I cosiddetti moti del '68 :
fu il fenomeno socio-culturale avvenuto negli anni a cavallo del 1968, nei quali grandi movimenti di massa socialmente eterogenei (operai, studenti e gruppi etnici minoritari) formatisi spesso per aggregazione spontanea, interessarono quasi tutti i Paesi del mondo con la loro forte carica di contestazione contro i pregiudizi socio-politici. Lo svolgersi degli eventi in un tempo relativamente ristretto contribuì a identificare il movimento con il nome dell'anno in cui esso si manifestò in modo più attivo.
Il Sessantotto è stato un movimento sociale e politico che ha profondamente diviso l'opinione pubblica e i critici, tra chi sostiene sia stato uno straordinario momento di crescita civile (che ha portato ad un moto “utopicamente” migliore) e chi sostiene invece sia stato il trionfo di una stupidità generalizzata che rovinò la società italiana, e di un conformismo di massa in cui i figli stessi della borghesia avrebbero voluto abbattere il sistema borghese.
(quanto scritto sopra l'ho riportato da wikipedia).

Ora io ricordo benissimo quel periodo lavorando in un'industria farmaceutica per aver partecipato a scioperi cortei e manifestazioni varie. Ricordo la celere che ci rincorreva per le strade lanciando bombe lacrimogene, ricordo i ragazzi morti per mano della polizia o di altri esecutori.
Però ricordo anche cosa eravamo costretti a subire nei luoghi di lavoro. Una ciocca di capelli fuori dalla cuffia 100 Lire di multa, un rigonfiamento nella tasca del camice significava che avevi la merenda, 100 Lire di multa. Se parlavi con la collega vicina 100 Lire di multa. Se facevi sciopero venivi minacciata di licenziamento al momento del rientro, se non facevi sciopero ed entravi inserendoti tra i picchetti ti toccavano il culo senza considerare le offese di cui il “crumira” era un complimento. Se c'erano lavori da terminare dovevamo fare anche 3 o 4 ore di straordinario. A lavoro terminato prima di uscire dal cancello dovevamo pigiare un bottone chiamato imparziale. Se veniva il verde potevamo uscire, se veniva il rosso ti chiudevano in una stanza con una donna che oltre a rufolarti nella borsa ti faceva spogliare a volte anche completamente nuda. Manco lavorassimo alla zecca di Stato. Avevamo a che fare con i medicinali non con cose preziose.

Andammo avanti fino a quando tutte le nostre richieste ed i nostri diritti non vennero riconosciuti. Ma non vennero riconosciuti solo i diritti, nonostante la paura, la costanza e la determinazione, con il tempo vennero riconosciuti i meriti, anche se non per tutti naturalmente, infatti nel 1983 quando dovetti, per motivi familiari dare le dimissioni non ero più un'operaia ma una delle segretarie di Direzione.

Ora io non so, qualcuno continua a dire che quei moti sessantottini rovinarono l'Italia, sarà forse per questo che oggigiorno oltre ad avere perso tutto quanto ottenemmo noi, i lavoratori vengono trattati come schiavi, licenziati senza scrupolo alcuno, pagati poco o non pagati affatto. Ma davvero di tutto questo marciume che si va perpetrando è stata colpa nostra?

Non è che tutto questo casino a cui dobbiamo assistere ogni giorno tramite i mezzi di comunicazione come i cortei, gli scontri tra sinistroidi destroidi o altro e polizia di Stato, stiamo tornando a quel periodo perchè la gente è stufa di essere trattata come merce da sfruttare come e quando gli industriali e le multinazionali appoggiati da una politica sbagliata, si perchè i nostri politici, e dico tutti nessuno escluso, sono d'accordo per portarci tutti quanti di nuovo alla fame e riempire semplicemente i loro portafogli di incapaci, ladri e sfruttatori ?
Ora il discorso potrebbe andare avanti prendendo anche altre direzioni, direzioni più complicate e approfondite considerando che a quel tempo l'Italia era solo Italia e faceva parte dell'Europa solo geograficamente, ora no l'Italia ne fa parte in ogni senso soprattutto economico. L'Italia è sottoposta alle decisioni Europee e ne è succube. L'Italia non ha più facoltà di poter decidere nulla senza il suo permesso. Ma il discorso si farebbe farraginoso e da incompetente quale mi ritengo meglio che io mi fermi qui. Credo però che nessun partito andrà al potere se non vi sarà anche il consenso di chi si trova al di là dei nostri confini.

Ecco qual'è la mia paura, è il non avere nessuno che sia in grado di governare questa povera Italia che ormai è allo sbando, dove non ci si capisce più niente e credo, speriamo di no, andare incontro ad un periodo burrascoso.
Non entro in altri particolari seppure molto importanti altrimenti ci farei notte e come disse qualcuno:
Addà passà a nuttata !!!
Sperando che non passi qualcos'altro!

E che non mi si chiami comunista , sono solo apartitica.... sempre meglio che far parte di un qualsiasi gregge di creduloni.

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« immagine » no, non per me, ho paura in primis per i miei figli e i miei nipoti e poi per tutti coloro che vorrebbero un mondo di pace libertà e uguaglianza. So bene che l'uguaglianza è semplice utopia ma lo stanno diventando anche la pace e la libertà, quella di pensiero e di espressione del pr...
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25/02/2018 18:39:25
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Alcune Volte...

21 febbraio 2018 ore 14:21 segnala


cerco di voler dimenticare tutto ciò che è il passato, quel passato che in qualche modo mi ha lasciato ferite nel corpo ma soprattutto nell'anima. Per quelle del corpo sarà impossibile, hanno lasciato tracce visibili ma quelle dell'anima, cicatrici che non si vedono pur essendo in alcuni casi profonde potrei, volendo, cercare di non pensarci più, cancellarle definitivamente una volta per tutte e ci ho provato, ci ho provato molte volte a deviare il mio pensiero in altre direzioni quando si riaffacciano alla mente ma non sempre ci riesco.
Come ho scritto tempo fa su altro blog non più esistente sto facendo un po' di pulizia sui miei PC di cose ormai obsolete che avevo conservato in un tempo ormai lontano: Vecchi post, miei e di altre persone così come alcune foto, queste ultime non le distruggo le trasferisco nei CD, sia mai che io amante come sono della fotografia faccia a meno di rivedere quando ne avrò voglia le foto che mi riportano ai trascorsi della mia vita.
Logico che prima di eliminare un post qualsiasi ne rilegga i contenuti e alcuni di questi che mi fecero tanto male nel momento stesso in cui furono scritti, hanno rinverdito il mio dolore di allora soprattutto quelli offensivi senza che vi fossero state motivazioni valide ma soprattutto per fatti mai accaduti dove furono adottate parole false e menzognere infangando la mia persona e la mia dignità di donna.

Però ho trovato anche qualcosa di carino, un post che mi ha fatto tornare ad un tempo felice e sereno, prima ancora di venire a conoscenza di quell'ospite sgradito che dopo poco si impossessò del mio corpo. Ero felice perchè sapevo già di di dover cambiare abitazione tornando ad abitare nel mio paese natio. Unico rammarico quella nostalgia di dover lasciare il mio albero preferito tra i tanti che svettavano di fronte alla mia abitazione di allora. E così decido di riproporlo. Porta la data del 23 – 11 – 2012

ANIME

Caro vecchio albero gigante, che in Settembre offristi appoggio e riparo sotto i tuoi verdi e rigogliosi rami pieni di foglie fresche e lucenti al riverbero del sole, ora ti guardo con un po' di malinconia, stai perdendo ogni giorno di più quella sostanza che in Primavera fece nascere i tuoi germogli. Le tue ultime foglie accartocciate, gialle o arancioni hanno la tristezza di chi sta per lasciare per sempre chi è riuscito a dar loro la vita e non vorrebbero staccarsi da te, e anche se sai che questo è il ciclo delle tue stagioni niente può consolarti della loro perdita. Che sciocco che sei però, dai vita e ti vesti quando inizia la stagione calda per rimanere nudo quando inizia la stagione fredda e avresti bisogno di braccia frondose a ricoprirti e proteggerti dalle intemperie, e invece no, lasci che i tuoi rami spogli vengano scossi e sferzati dal vento e dall'acqua e non riesci nemmeno a trattenere quello che furono nido di chi dette amore e protezione. Ti guardo ancora e penso che tra poco sarai solo un fantasma nella nebbia del mattino e spettro sotto le luci artificiali nella notte. Tante volte avrei desiderato parlarti rimanendo in simbiosi con te raccontandoti un po' di me, si lo so magari pensi che sono un po' pazza però sono viva come lo sei tu e tu come me sei energia vitale, quell'energia che trai dal succhiare linfa dalla terra che ti ospita. Ognuno di noi infatti, ha bisogno della sua linfa per poter vivere e credo che per noi umani questa linfa si chiami amore e, se queste sostanze dovessero abbandonarci resterebbe solo la morte dell'anima, e noi, così come te non siamo altro che quello, anima!

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« immagine » cerco di voler dimenticare tutto ciò che è il passato, quel passato che in qualche modo mi ha lasciato ferite nel corpo ma soprattutto nell'anima. Per quelle del corpo sarà impossibile, hanno lasciato tracce visibili ma quelle dell'anima, cicatrici che non si vedono pur essendo in al...
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Differenze Tra Sogno E Realtà

19 febbraio 2018 ore 10:38 segnala


E ci parlavamo
e ci guardavamo
dalla notte fino
al mattino

e m'innamorai
e lo pregai,
tanto lo pregai
fino a che accettò
di incontrarmi

e ci incontrammo
nella più bella città
del mondo
quella immersa
in acque marine

Sciabordio delle acque
su antiche scale consunte
dal tempo e dal sale
erano un sotto fondo di
dolci musiche per le mie
orecchie

Seduti a quel tavolo
uno di fronte all'altro
io lo guardavo
non perdevo il minimo
movimento di ogni suo
muscolo facciale

Avrei voluto mi guardasse
nello stesso modo
ma i suoi occhi erano persi
nello sfogliare quel libro
che aveva tra le mani

Non mi parlò d'amore
come avrei voluto, no,
mi parlò di altro,
del contenuto di quel libro
e di esplorazioni sottomarine.

Bevemmo il nostro
aperitivo
Poi ci salutammo
come vecchi amici
e non ci vedemmo più.


In verità non ci parlammo e non ci vedemmo mai né di giorno né di notte, è vero che mi innamorai ma mai lo incontrai ed è inutile nascondere che mi sarebbe piaciuto accadesse soprattutto in quella meravigliosa città con le sue calli i suoi campielli e le sue straordinarie strade d'acqua e so che il tutto sarebbe stato veramente un concerto di amate musiche. Non vi fu occasione di bere insieme un aperitivo né ebbi occasione di guardarlo in volto, non vidi quel libro che teneva tra le mani ma tremavo al solo pensiero di ascoltare la sua voce mentre me ne spiegava il contenuto, so che sarebbe stata musica anche quella.
Non ci alzammo da quel tavolo perchè non vi sedemmo mai e nemmeno ci salutammo come amici.

Un antico sogno per me, mentre la realtà ...beh..quella è appartenuta ad altri/e.

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« immagine » E ci parlavamo e ci guardavamo dalla notte fino al mattino e m'innamorai e lo pregai, tanto lo pregai fino a che accettò di incontrarmi e ci incontrammo nella più bella città del mondo quella immersa in acque marine Sciabordio delle acque su antiche scale consunte dal tempo e dal...
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