Raccontarsi....

03 dicembre 2018 ore 17:21 segnala


Seguo la TV in modo molto sporadico ma ci sono alcune trasmissioni che catturano la mia attenzione mentre me ne sto comoda sotto il piumone e mi piace seguirle almeno fin quando non mi addormento. Ed è così che ieri sera mentre seguivo “che tempo che fa di Fabio Fazio” ho avuto il piacere di ascoltare il racconto di Gianluca Vialli. Mentre ascoltavo le sue parole mi sembrava di essere tornata al tempo passato quando le sue stesse sensazioni emozioni e paure ero io a provarle, è normale e fisiologico per coloro che hanno avuto la sfortuna di ammalarsi di cancro, una delle malattie oggi giorno più temibili:
Queste alcune delle sue parole:

Tutto è successo in maniera improvvisa. Ho affrontato questa malattia con lo stesso spirito che avevo da calciatore, questo mi ha aiutato molto. Da subito mi sono posto degli obiettivi a lunga scadenza: non morire prima dei miei genitori e portare le mie figlie all'altare quando si sposeranno. Poi mi sono dato invece degli obiettivi a breve scadenza: l'operazione, la degenza, la chemio, la radio e infine andare di nuovo in vacanza in Sardegna con un fisico da far vedere".

Quando è toccato a me ho avuto i suoi stessi pensieri, mi sono sempre posta nuovi obiettivi da raggiungere sia famigliari che lavorativi e forse è proprio la forza che mettiamo nel raggiungimento degli stessi che ci tiene in vita fino quasi a dimenticare ciò che è stato andando avanti con determinazione e voglia di vivere.
Ammiro questa persona poiché non ha avuto remore nel raccontarsi così come ho sempre fatto io nonostante il dissenso di quelle persone che giudicano chi mette in piazza i fatti propri. Quando lo facciamo significa liberarsi di un qualcosa e secondo me è un bene parlare di noi, soprattutto perchè chi non parla di se di solito parla dei fatti altrui e quante ce ne sono che lo fanno magari non facendosi leggere da tutti, no, lo fanno in maniera privata, secretata ai più ma sappiamo bene che a mano a mano che la tela viene tessuta tutti in qualche modo sapranno, anche i diretti interessati. Allora non è meglio parlare chiaramente di quanto ci piace dire di noi e non interessarsi degli affari altrui?

Ancora una frase detta da lui: La vita è fatta per il 10% di quel che ci succede e per il 90% di come lo affrontiamo.

Ed io credo che, dopo i trascorsi , ognuno sia libero di affrontare la vita nella maniera in cui pensa sia meglio per se non ascoltando voci e lamentele di chi si interpone nel fare altrui.

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03/12/2018 17:21:48
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Commenti

  1. EtruscanLady 04 dicembre 2018 ore 08:37
    O quante belle figlie Madama Doré, o quante belle figlie!!!

    Ma che sorpresa! Entrando nel mio blog ho trovato il pieno di visitatrici poco più che ventenni, qualcuna ha foto altre sono in tenuta rosa e tutte registrate in questi ultimi giorni. Potrebbero essere tutte non solo figlie ma anche nipotine. Grazie belle bimbe della vostra gradita visita :bacio :cuore :bacio
  2. james54 04 dicembre 2018 ore 09:31
    Raccontarsi non è semplice, soprattutto per chi, ha dovuto affrontare una patologia aggressiva, Vialli parlandone, ha dato fiducia a molti di noi...
    P.S. Per inciso, "belle figliole" hanno visitato e spesso anche il mio blog...buona giornata...
  3. EtruscanLady 05 dicembre 2018 ore 08:53
    james54, no in effetti in alcuni casi non è semplice ma credo che bisognerebbe farlo molto più spesso, non vergognarsene nonostante per qualcuno certe cose siano ancora tabù. In fondo chi si racconta può essere di aiuto a chi prima o poi dovesse patire le stesse pene.
    Già, quelle belle figliole, un piacere vederle visitare i nostri blog :-))
    Buona giornata anche a te...
  4. s.hela 05 dicembre 2018 ore 21:10
    Ciao Anna , il tuo post tocca un tema tanto delicato quanto immenso , che purtroppo abbiamo un po' tutti ( perlomeno la maggioranza credo)provato la sofferenza nell'avere familiari , o amici , o conoscenti , o parenti con questa grave patologia . Al di la' di Vialli che lui e' un personaggio noto , mentre noi siamo Persone non note ma con una forza e dignita' che spesso vale molto di piu' , che si affronta nel nostro piccolo quotidiano , e se si e' fortunati si ha qualche familiare , moglie o marito o figli o amici che ci stanno vicini , ma ci sono persone che affrontano questa grave patologia da sole e purtroppo muiono da sole senza avere nemmeno la speranza di avere luminari come avra' sicuramente Vialli , vicino che lo incoraggiano e cercano di fare di tutto per affrontare al meglio .

    Detto questo , un plauso a chi ha avuto la forza di non arrendersi mai ,nel suo piccolo e umile mondo .

    Un caro saluto buona notte :bacio :rosa

    Giulia
  5. EtruscanLady 08 dicembre 2018 ore 09:01
    s.hela, eh si lo so bene che ognuno ha qualcuno che soffre o ha sofferto di questa temibile malattia. E, oltre me, persi i miei genitori a distanza di 6 mesi l'uno dall'altra ancora giovani e fu un tremendo dolore oltre ad assistere al loro trapasso, le sofferenze a cui dovetti assistere, erano tempi diversi l'83 e l'84, oggi ci sono molte cure in più per fortuna.
    Per quanto riguarda il discorso Vialli ho voluto solo sottolineare il coraggio di parlare di questo argomento senza remora alcuna. E non credere, non si tratta solo di chi per questo muore povero, anche se lui è un personaggio con tante possibilità in più rispetto a noi, spesso anche i ricchi muoiono.
    Per quanto riguarda le cure vi sono standard a livello internazionale, infatti quando mi recai a Milano al Centro tumori del prof. Veronesi per un consulto dopo l'intervento e le cure che mi erano state prescritte a Livorno e aver speso un bel po' di soldi mi sentii dire che l'intervento era stato fatto bene e le cure prescritte erano quelle giuste.
    A volte le cure funzionano, a volte meno, dipende dalla stadiazione del tumore stesso e comunque nessuno viene mai dichiarato guarito perchè si può ripresentare dopo poco tempo o anche dopo anni e anni. E' solo questione di fortuna.
    Il male attacca chiunque ricchi e poveri, è logico che chi è solo soffre di più non avendo nessuno al proprio fianco a dare parole di conforto ma ti assicuro che questo non basta ad una eventuale guarigione e gli ospedali curano tutti nello stesso modo, almeno a Livorno è così e le cure sono gratuite per tutti.
    Grazie del commento Giulia, ti auguro un buon fine settimana con un forte :staff e un :baci one

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