L'aria ti mancava ormai dal giorno in cui sei stata costretta a restare in gabbia, dove la persecuzione ti ha rinchiusa con la chiave della paura. Eri una ragazza solare e spontanea, e sapevi accogliere gli inviti con l'esuberanza della tua semplicità. Ogni giorno il percorso della tua vita, ti portava ad incontrare quell'uomo attento ai tuoi orari, per farti seguire in quel tuo ignaro cammino di ragazza libera. I primi approcci erano comuni, nel velato corteggiamento che sapevi apprezzare, ma ben presto si tolse il velo ed inizio' il tuo declino mentale causato dal soggetto, il quale arrivo' a perseguitarti con insistenza.
Diventarono approcci pressanti che ti toglievano la spontaneità, e poco dopo inizio' a violentare la tua mente, costringendola in una gabbia di paure allucinanti. Ti sentivi inseguita e giudicata, plagiata e schiacciata in una morsa, estremamente incline a subire, poichè vi eri costretta dalla violenza psicologica, a restare in quel cantuccio dove l'aria iniziava a mancarti sempre di piu'. Hai subito per giorni e giorni, mentre il tuo grido di aiuto veniva ignorato dalle forze dell'ordine, poichè non vi è legge che imponga un corteggiamento decente, ai fini di non imprigionare l'altrui libertà perseguendola con insistenza soffocante.
La tua vita è finita quel giorno, quando ti volevi liberare dalle catene per tornare a respirare con libertà. Sei rimasta vittima dello STALKER, il quale ha fatto della sua persecuzione, l'arma assassina di renderti invisibile per il resto del mondo. Con la lama conficcata nel cuore, giacevi nel lago di sangue della tua solitudine. Una mano pietosa ha steso un lenzuolo bianco sul tuo corpo straziato, lasciando cosi' che chi ti vedeva a terra, sapesse che ad ucciderti è stata la porta aperta della gabbia mentale di un uomo adesso perseguibile!!
La violenza psicologica a mio avviso non è da sottovalutare neanche in una chat, poichè a volte la fragilità dei soggetti li porta ad isolarsi dalla realtà, restando cosi' vittime di un meccanismo molto simile all'inarrestabile possesso delle menti da parte di soggetti subdoli ed infidi, i quali hanno "monopolizzato" con interventi persistenti l'attenzione su di se'!
(...ti seguono, ti controllano, ti spiano, ti scrivono in posta, ti chiedono giustificazioni di cio' che fai, dove vai e perchè, ti stanno col fiato sul collo, son sempre presenti, son spesso in apparenza offline, son nella lista delle amicizie per "controllare" le tue attività, ecc.... sono dei segnali dove poter riconoscere un eventuale stalker!!! )
...perseguitata a morte...
18 giugno 2013 ore 07:12fe5d3d5b-9c38-4aa4-8ba8-2df42fdfe3a5
L'aria ti mancava ormai dal giorno in cui sei stata costretta a restare in gabbia, dove la persecuzione ti ha rinchiusa con la chiave della paura. Eri una ragazza solare e spontanea, e sapevi accogliere gli inviti con l'esuberanza della tua semplicità. Ogni giorno il percorso della tua vita, ti...

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18/06/2013 07:12:06
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...piccoli innocenti...
13 giugno 2013 ore 08:10
La bimba al mattino si svegliava presto, con il suo solito gorgoglio felice e le guanciotte rosse. Prendeva ancora il biberon, felice di poterlo tenere in mano da sola. La sua mamma a malincuore la doveva lasciare all'asilo nido, poichè il lavoro che si apprestava a fare, non permetteva di portare con se la piccina. La maestra dell'asilo era a sua volta mamma, anche se avanti con l'età, diceva di sapersi occupare benissimo di questa bimba cosi' vivace. Sarah non aveva ancora tre anni, per cui il bisogno di un punto di riferimento in mancanza della sua mamma, divenne questa maestra dall'aria materna. Giorno dopo giorno la mamma di Sarah provava meno tristezza nel lasciare la sua piccola al nido, anche se aveva notato che la bimba si comportava in modo diverso dal solito. Sarah mostrava di avere paura delle carezze, non si lasciava piu' abbracciare dalla sua mamma, ed inoltre aveva di nuovo bisogno del pannolino durante la notte. Sintomi questi che, guardati con attenzione, dimostravano un vero disagio della piccina.
La notizia usci' sul giornale locale: "maestra d'asilo nido abusa dei piccoli a lei affidati!!!" Un trafiletto in realtà, ma la rabbia che provarono i genitori dei piccini scateno' una vera rimossa anche nei confronti dei media per non aver dato il giusto rilievo ad una cosa simile!
Sarah è stata picchiata a sangue, ha avuto la sfortuna di fidarsi di quella maestra, mentre altri bimbi giocavano fra di loro. In un momento di sfogo, quella che doveva occuparsi dei bambini, riverso' sulla piccola Sarah la sua frustrazione tenuta dentro per chissà quanto tempo! Non fu neanche arrestata quella donna, le furono concessi gli arresti domiciliari, in attesa di verifiche da parte del medico legale, poichè l'avvocato della donna asseri' in sua difesa, che la piccola Sarah si è ferita mortalmente giocando con gli altri bimbi!!
Una storia orribile, me ne rendo conto, pero' se succede ancora oggi, che delle maestre sfoghino la rabbia su dei piccoli innocenti, significa che qualcosa si DEVE muovere!
A mio avviso ogni asilo nido dovrebbe avere uno psicologo super partes, in modo da poter vigilare costantemente sulla salute mentale delle maestre e sul comportamento di ogni piccino affidato al nido! Basterebbe sicuramente a non far piu' leggere simili notizie che spezzano il cuore...
La notizia usci' sul giornale locale: "maestra d'asilo nido abusa dei piccoli a lei affidati!!!" Un trafiletto in realtà, ma la rabbia che provarono i genitori dei piccini scateno' una vera rimossa anche nei confronti dei media per non aver dato il giusto rilievo ad una cosa simile!
Sarah è stata picchiata a sangue, ha avuto la sfortuna di fidarsi di quella maestra, mentre altri bimbi giocavano fra di loro. In un momento di sfogo, quella che doveva occuparsi dei bambini, riverso' sulla piccola Sarah la sua frustrazione tenuta dentro per chissà quanto tempo! Non fu neanche arrestata quella donna, le furono concessi gli arresti domiciliari, in attesa di verifiche da parte del medico legale, poichè l'avvocato della donna asseri' in sua difesa, che la piccola Sarah si è ferita mortalmente giocando con gli altri bimbi!!
Una storia orribile, me ne rendo conto, pero' se succede ancora oggi, che delle maestre sfoghino la rabbia su dei piccoli innocenti, significa che qualcosa si DEVE muovere!
A mio avviso ogni asilo nido dovrebbe avere uno psicologo super partes, in modo da poter vigilare costantemente sulla salute mentale delle maestre e sul comportamento di ogni piccino affidato al nido! Basterebbe sicuramente a non far piu' leggere simili notizie che spezzano il cuore...
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La bimba al mattino si svegliava presto, con il suo solito gorgoglio felice e le guanciotte rosse. Prendeva ancora il biberon, felice di poterlo tenere in mano da sola. La sua mamma a malincuore la doveva lasciare all'asilo nido, poichè il lavoro che si apprestava a fare, non permetteva di portare...

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13/06/2013 08:10:55
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...la finestra sul mondo...
09 giugno 2013 ore 20:26
Dal momento in cui si entra in una chat come questa, si sviluppano un mare di meccanismi. Forse ci si affaccia per cercare compagnia epistolare, oppure per dare un senso ad una solitudine improvvisa, ma sta' di fatto che ognuno, nel suo percorso, ne sceglie la funzione che predilige. Se partiamo dalla sua funzione originaria, ne si evince che si dovrebbe trattare di un sito che avvicina le distanze, per dar modo di conversare attraverso questo mezzo con il resto del mondo. Purtroppo non è piu' cosi'. Oggi la chat ricopre la funzione di fare conoscenze, di aspettative nei confronti di coloro che qui vi sostano. Non ci si ferma a considerare che dietro al monitor ci sono persone con un'anima e con dei sentimenti reali. Si fa presto a parlare di "amicizia", anche se bastano poche parole messe li' a mo' di approccio, pero' cio' non giustifica tutto il meccanismo che ormai ha preso piede in questo contesto. La chat oggi è un luogo di pregiudizi, poichè la maggioranza di coloro che vi entrano, hanno come concetto che se una donna è in chat, è per il motivo che cerca qualcosa, ossia un rapporto con un uomo conosciuto qui. Non esiste quasi piu' l'uomo che entrando nella chat, abbia rispetto per la donna che per educazione risponde ai messaggi privati per esempio; ne danno immediatamente l'appellativo "questa ci sta'"! Ma se la lei in questione, tenta di difendersi spiegando in modo pacato che è nella chat solo per passare un po' di tempo, ecco che le arrivano infiniti insulti, questi ultimi veramente gratuiti! Certe volte mi chiedo cosa ci faccio ancora qui, anche se ritengo che sia un luogo come un altro per fare conoscenze, ma se devo difendere la mia dignità di persona ogni volta che un "tizio" mi si avvicina per chiedermi un incontro, a cosa serve spiegare che si è qui per la funzione originaria della chat? Mica ti credono tanto! Sono in molti ad essere convinti che se una donna è in chat significa che vuole essere "cuccata", altrimenti starebbe in casa a fare la maglia e a fare vento al marito che la trascura! Possibile che si è diventati una massa di gente dalle convinzioni superficiali? Che non si rispetti piu' neanche la piu' pacata delle persone, che restando tranquilla nella chat, e non arrecando disturbo alcuno, debba essere comunque giudicata come una poco di buono? Dove sono finiti gli uomini di una volta? Quelli che si avvicinavano alle donne con educazione e gentilezza? È stata davvero la chat a creare questi "mostri" di opportunismo, o sono le persone che hanno perso i valori? Per quanto mi riguarda, vivo la chat nella funzione epistolare, ma mi devo comunque difendere giornalmente dalla troppa volgarità che circola in questo sito. Devo aggiungere pero', ad onor del vero, che se tanti uomini si comportano in quel modo citato sopra, significa che hanno trovato anche tante donne che glielo hanno permesso. Sarebbe bello poter tornare indietro, quando entrando in una chat vi era ancora educazione e rispetto per tutti i nik, poichè in tutti i casi, dietro ad ogni nik c'è una persona con cuore ed anima, con la sua vita vissuta e con i suoi ideali, con i suoi dolori e con le sue gioie. Percio', se questa finestra sul mondo resta aperta per i piu', per quale motivo sporcare l'aria con assurdi pregiudizi? Bisognerebbe dare una ridimensionata al tutto, in modo globale. Le persone che qui vi sostano devono poter essere libere di esprimersi nei confronti del prossimo, ma con il rispetto dovuto e lasciando fuori di qui frustrazioni, rabbie, maleducazione, gerarchie e tutto cio' che di negativo arriva a coloro che aprendo la finestra sul mondo, vogliono solo guardarne il panorama :-)
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Dal momento in cui si entra in una chat come questa, si sviluppano un mare di meccanismi. Forse ci si affaccia per cercare compagnia epistolare, oppure per dare un senso ad una solitudine improvvisa, ma sta' di fatto che ognuno, nel suo percorso, ne sceglie la funzione che predilige. Se partiamo...

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09/06/2013 20:26:17
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...la casa di Nonna Gertrud...
07 giugno 2013 ore 21:30
L'avevamo adottata poco prima di Natale, una bella nonna, avanti con l'età e quasi sempre sola. Aveva la capacità di coinvolgere i ragazzi con le sue ricette succulente, quando preparava per loro dei menu di sua fantasia. Era insuperabile nel raccontare storie di vita, ma cio' che la distingueva era la straordinaria capacità di rendersi simpatica ai bambini. Era fine novembre, quando il medico curante le disse che era molto malata, ma lei non voleva sapere la diagnosi come neanche quanto le restava da vivere. Voleva godersi i suoi giorni diceva, con l'affetto dei nuovi "nipoti" ed insieme a me come "figlia adottiva". Per Natale è stata con noi, alla nostra tavola ed ha occupato la stanza degli ospiti. Al mattino presto apriva le tende, voleva guardare fino giu' a valle diceva, dove per lei era ormai faticoso scendere. Era una di quelle nonne molto attente, poteva restare ad osservare per lungo tempo senza mai intervenire, anche se vedeva che c'erano cose che ai suoi tempi erano molto diverse, non si intrometteva mai. Il suo regalo di Natale fu un biglietto per andare a trovare il figlio ed i suoi veri nipotini, pero' da quel viaggio non è tornata contenta. Aveva come un' ombra velata nello sguardo ormai stanco. Circa un mese fa espresse il desiderio di andare al lago, dove aveva dei ricordi di un passato felice. Li' ci portava il suo cane, un carlino di nome Angelique. Pioveva quel giorno, ma forse era importante per lei quella data, per cui la portai al lago, dove vicino ad un albero stanco come lei, vi era una piccola croce con su scritto "Angelique, 28.5.1996". Era la tomba della sua cagnetta, l'unica sua compagna di tanti e tanti giorni bui di solitudine. Accanto all'albero c'era una panchina, volle sedersi per riposare un po' disse. Non mi sembrava stanca, piuttosto mi sembrava in attesa di qualcosa. Sedute li' vicine ed in silenzio, sentivo il suo respiro farsi sempre piu' pesante. Capi' che dovevo portarla a casa, in quella sua nuova stanza dove apriva le tende per guardare a valle. Lungo tutto il tragitto fu silenzio, ma appena arrivati in casa mi chiese di poter scrivere una lettera per i miei ragazzi. La scrisse e la sigillo', chiedendomi di darla a loro quando se ne sarebbe andata da questo mondo.
Ieri la nostra Gertrud, "nonna Natale" ci ha lasciati. Aveva un sorriso sulle labbra e sembrava dormire. Nella sua borsetta la lettera per i miei figli, la quale fu aperta solo dopo che suo figlio al telefono ci disse che non sarebbe venuto. La lettera conteneva le sue volontà, le quali per onorare la nostra amata nonna, ci impegnava a dover dare un nome ad una struttura che accoglie bambini sfortunati. Ha lasciato scritto che tutto il suo amore alla fine lo ha donato a noi, ed insieme al suo amore ha lasciato anche le sue proprietà, tutte in dono alle istituzioni che si occupano di bambini e cani abbandonati. Ci ha donato il suo immenso cuore, e ha dato tutto cio' che aveva per non lasciare soli i bimbi ed i suoi tanto amati animali.
Il nuovo centro per bambini soli porterà il suo nome, si chiamerà "la casa di nonna Gertrud". Non finiremo mai di ringraziarla per tutto cio' che ci ha dato, anche se lei fino alla fine non smetteva mai di ringraziare noi di averla "adottata"... per un solo ed unico Natale. :rosa
Riposa in pace Nonna del mondo, grazie di essere passata dalla nostra vita :rosa
Ieri la nostra Gertrud, "nonna Natale" ci ha lasciati. Aveva un sorriso sulle labbra e sembrava dormire. Nella sua borsetta la lettera per i miei figli, la quale fu aperta solo dopo che suo figlio al telefono ci disse che non sarebbe venuto. La lettera conteneva le sue volontà, le quali per onorare la nostra amata nonna, ci impegnava a dover dare un nome ad una struttura che accoglie bambini sfortunati. Ha lasciato scritto che tutto il suo amore alla fine lo ha donato a noi, ed insieme al suo amore ha lasciato anche le sue proprietà, tutte in dono alle istituzioni che si occupano di bambini e cani abbandonati. Ci ha donato il suo immenso cuore, e ha dato tutto cio' che aveva per non lasciare soli i bimbi ed i suoi tanto amati animali.
Il nuovo centro per bambini soli porterà il suo nome, si chiamerà "la casa di nonna Gertrud". Non finiremo mai di ringraziarla per tutto cio' che ci ha dato, anche se lei fino alla fine non smetteva mai di ringraziare noi di averla "adottata"... per un solo ed unico Natale. :rosa
Riposa in pace Nonna del mondo, grazie di essere passata dalla nostra vita :rosa
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L'avevamo adottata poco prima di Natale, una bella nonna, avanti con l'età e quasi sempre sola. Aveva la capacità di coinvolgere i ragazzi con le sue ricette succulente, quando preparava per loro dei menu di sua fantasia. Era insuperabile nel raccontare storie di vita, ma cio' che la distingueva...

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07/06/2013 21:30:44
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...divisi mai....
02 giugno 2013 ore 18:38
Era una mattina fredda ed umida, quella che mi portò a dover incontrare Annette e Martin. Il viaggio fino alla loro casa fu di pensieri contrastanti, poichè c'era da valutare il futuro di questa coppia ormai anziana e con poche risorse economiche. Contrastanti per il motivo che si doveva cercare una soluzione valida per entrambi, senza per questo intaccare il bisogno individuale.
Mi aprì la porta Annette, una donna minuta e dall'apparenza serena. Era affetta da demenza senile da qualche anno. Non era piu' autosufficiente, quindi necessitava assolutamente di sostegno morale e fisico. La guardavo muoversi nell'appartamento, mentre andava a prendere i bicchieri per dimenticarsene subito dopo. Aveva uno sguardo da bambina impaurita, il quale molto probabilmente era dovuto alla sua infanzia da bimba abbandonata. Mi guardava intensamente, senza mostrare disagio o perlomeno un po' di turbamento. Forse non sapeva che ero li' per lei, per aiutarla a riprendersi la dignità che sembrava aver perso insieme ai ricordi del passato.
Dalla stanza da letto si udì la voce di Martin, il quale chiedeva se c'era un caffè anche per lui. Martin era cieco dalla nascita, arrivò fin nel salotto toccando appena i muri del corridoio. Annette alzò lo sguardo su di lui, e senza dire neanche una parola, spostò la sedia che aveva preparato per la mia collega che era andata in bagno. Era come se lei "vedesse" per lui, come se fra di loro ci fosse un filo che legava i loro bisogni individuali che pero' "funzionavano" solo se erano insieme. Martin mi insegnò il "sapore" dei colori, già, proprio lui che non li aveva mai visti, sapeva dare un sapore a cio' che la sua mente immaginava come colore. Prese in mano una mela gialla, fece per avvicinarla al viso, ne aspirò l'odore e disse: "questa è una mela, se la morde vedrà che sa' di giallo". Provai a chiudere gli occhi, presi in mano la mela e immaginai cio' che il sapore facesse affiorare nella mia mente. Per me era solo una mela, avevo visto che era gialla, per cui non potevo essere obiettiva, ma mi feci sorprendere da un frutto dalla forma ovale. Martin mi disse di annusare, non con il naso, ma con gli occhi, in modo che mi porti alla mente un colore per quel frutto che avevo in mano. Odorava di giallo anche questo! Era un limone ed ero riuscita a sentire il colore! Straordinario! :-)
In quel momento ho capito che non potevano essere divisi, poichè Annette vedeva per lui, si occupava con amore del suo uomo, mentre Martin la aiutava a ricordare le emozioni che provava, al compito che aveva ogni giorno svegliandosi accanto a lui e anche al cammino che hanno fatto insieme.
Oggi vivono ancora nella loro casa, in simbiosi, dove Annette ha ripreso a curarsi e ad occuparsi della sua persona, con l'aiuto di Martin che le chiede di eliminare quelli che per lui sono ostacoli...mentre lui è attento al che lei si ricordi di prendere i farmaci e la incoraggia a prendersi cura di se'. Cosi' queste due splendide persone hanno dimostrato al mondo che un amore profondo vive l'uno per l'altra, senza mai lasciarsi nelle difficoltà...soprattutto nelle difficoltà! :-)
Mi aprì la porta Annette, una donna minuta e dall'apparenza serena. Era affetta da demenza senile da qualche anno. Non era piu' autosufficiente, quindi necessitava assolutamente di sostegno morale e fisico. La guardavo muoversi nell'appartamento, mentre andava a prendere i bicchieri per dimenticarsene subito dopo. Aveva uno sguardo da bambina impaurita, il quale molto probabilmente era dovuto alla sua infanzia da bimba abbandonata. Mi guardava intensamente, senza mostrare disagio o perlomeno un po' di turbamento. Forse non sapeva che ero li' per lei, per aiutarla a riprendersi la dignità che sembrava aver perso insieme ai ricordi del passato.
Dalla stanza da letto si udì la voce di Martin, il quale chiedeva se c'era un caffè anche per lui. Martin era cieco dalla nascita, arrivò fin nel salotto toccando appena i muri del corridoio. Annette alzò lo sguardo su di lui, e senza dire neanche una parola, spostò la sedia che aveva preparato per la mia collega che era andata in bagno. Era come se lei "vedesse" per lui, come se fra di loro ci fosse un filo che legava i loro bisogni individuali che pero' "funzionavano" solo se erano insieme. Martin mi insegnò il "sapore" dei colori, già, proprio lui che non li aveva mai visti, sapeva dare un sapore a cio' che la sua mente immaginava come colore. Prese in mano una mela gialla, fece per avvicinarla al viso, ne aspirò l'odore e disse: "questa è una mela, se la morde vedrà che sa' di giallo". Provai a chiudere gli occhi, presi in mano la mela e immaginai cio' che il sapore facesse affiorare nella mia mente. Per me era solo una mela, avevo visto che era gialla, per cui non potevo essere obiettiva, ma mi feci sorprendere da un frutto dalla forma ovale. Martin mi disse di annusare, non con il naso, ma con gli occhi, in modo che mi porti alla mente un colore per quel frutto che avevo in mano. Odorava di giallo anche questo! Era un limone ed ero riuscita a sentire il colore! Straordinario! :-)
In quel momento ho capito che non potevano essere divisi, poichè Annette vedeva per lui, si occupava con amore del suo uomo, mentre Martin la aiutava a ricordare le emozioni che provava, al compito che aveva ogni giorno svegliandosi accanto a lui e anche al cammino che hanno fatto insieme.
Oggi vivono ancora nella loro casa, in simbiosi, dove Annette ha ripreso a curarsi e ad occuparsi della sua persona, con l'aiuto di Martin che le chiede di eliminare quelli che per lui sono ostacoli...mentre lui è attento al che lei si ricordi di prendere i farmaci e la incoraggia a prendersi cura di se'. Cosi' queste due splendide persone hanno dimostrato al mondo che un amore profondo vive l'uno per l'altra, senza mai lasciarsi nelle difficoltà...soprattutto nelle difficoltà! :-)
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Era una mattina fredda ed umida, quella che mi portò a dover incontrare Annette e Martin. Il viaggio fino alla loro casa fu di pensieri contrastanti, poichè c'era da valutare il futuro di questa coppia ormai anziana e con poche risorse economiche. Contrastanti per il motivo che si doveva cercare...

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02/06/2013 18:38:36
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...il male oscuro...
30 maggio 2013 ore 07:21
Un malessere latente si insinua fra i pensieri, quando la mente porta a ricordare un vuoto persistente. Si ha la tendenza a ritirarsi nel silenzio forse, oppure si cerca di mascherare quel vuoto circondandosi di allegria fasulla, ma tante volte il male prende all'improvviso, non lasciando neanche il tempo di riconoscerne la causa.
Lei era una ragazza molto attiva, le piaceva il suo lavoro e amava la vita in generale, fino al giorno in cui il suo ragazzo la abbandono' per seguire il suo sogno di vivere all'estero. Furono giorni tristi per lei, poiché doveva convivere con il bisogno del suo amore, ma anche con il doverlo lasciare libero. Non fu facile salutarlo alla stazione, e mentre tornava nella sua casa ormai vuota, si accorse che quella mattina era troppo buia, troppo silenziosa, troppo inutile….
Nasce cosi' alle volte la depressione, dove la causa può' assumere il volto di un distacco forzato o di una perdita luttuosa, di una ferita non rimarginata o di un torto subito. In ogni caso, quando il male oscuro si insinua nella mente, occorre poterlo elaborare, dando libero sfogo al dolore che è solo uno dei tanti sintomi.
Stare vicino ad una persona depressa significa comprensione, adeguatezza, pazienza, affetto e tutto cio' che puo' aiutare a non farla sentire in colpa per il momento buio che attraversa. Ogni soggetto vive il male oscuro a modo suo, dove all'inizio cerca di superarlo da solo, ma nelle fasi successive occorre poter elaborare il tutto, per venire fuori dal baratro con l'aiuto di chi gli tende la mano...
Lei era una ragazza molto attiva, le piaceva il suo lavoro e amava la vita in generale, fino al giorno in cui il suo ragazzo la abbandono' per seguire il suo sogno di vivere all'estero. Furono giorni tristi per lei, poiché doveva convivere con il bisogno del suo amore, ma anche con il doverlo lasciare libero. Non fu facile salutarlo alla stazione, e mentre tornava nella sua casa ormai vuota, si accorse che quella mattina era troppo buia, troppo silenziosa, troppo inutile….
Nasce cosi' alle volte la depressione, dove la causa può' assumere il volto di un distacco forzato o di una perdita luttuosa, di una ferita non rimarginata o di un torto subito. In ogni caso, quando il male oscuro si insinua nella mente, occorre poterlo elaborare, dando libero sfogo al dolore che è solo uno dei tanti sintomi.
Stare vicino ad una persona depressa significa comprensione, adeguatezza, pazienza, affetto e tutto cio' che puo' aiutare a non farla sentire in colpa per il momento buio che attraversa. Ogni soggetto vive il male oscuro a modo suo, dove all'inizio cerca di superarlo da solo, ma nelle fasi successive occorre poter elaborare il tutto, per venire fuori dal baratro con l'aiuto di chi gli tende la mano...
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Un malessere latente si insinua fra i pensieri, quando la mente porta a ricordare un vuoto persistente. Si ha la tendenza a ritirarsi nel silenzio forse, oppure si cerca di mascherare quel vuoto circondandosi di allegria fasulla, ma tante volta il male prende all'improvviso, non lasciando neanche...

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30/05/2013 07:21:46
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...le cose cambiano...
02 maggio 2013 ore 08:44
Mi viene da ripercorrere, come in un'anamnesi, la mia "malattia della chat", la quale dura da oltre quattro anni. Tale malattia è iniziata con dei sintomi latenti, per solitudine, per provare a relazionarmi e anche per trovare il piacere di condividere in modo interattivo cio' che possono essere le varie opinioni. All'inizio entravo nelle stanze, sostavo li' timidamente in attesa magari di un semplice saluto. Pian piano ho conosciuto delle persone, ovviamente solo virtualmente. Ci si salutava con simpatia e si iniziava a scrivere in quello che allora era il "pvt". Ho conosciuto la mia amica Kat li', ho conosciuto anche Franz, gli unici due rimasti ancora in questo mio percorso virtuale. Tanti altri li ho persi di vista, altri sono entrati dopo a far parte del mio mondo di aspettative. Già, perchè la chat non è altro che aspettative. Ci si aspetta di essere considerati insomma, almeno da coloro che ti hanno scelta come "amica" in quella fatidica lista. Comunque sia, è un percorso che porta a dei mutamenti, i quali alle volte son dati dal meccanismo, altre per il motivo che con il tempo si cambia. Gli approcci non sono tutti uguali, pero' credo che entrare in questo mondo, porti con il tempo a restare assuefatti dalla propria impronta. Mi ricordo che avevo molta piu' fiducia nel prossimo prima, la quale oggi è andata scemando per le troppe vicissitudini che mi hanno coinvolta in delusioni. Nonostante cio', la mia "malattia" continuava su dei binari ben precisi; avendo fatto la mia scelta di non esternarmi piu' di tanto, è stato difficile dopo non restare tramortiti da insulti o offese di persone che si son sentite rifiutate. Purtroppo è un dato di fatto, poichè qui dentro, e per le solite aspettative, si arriva a pensare che se una è in chat significa che "deve" comunicare. Comunque sia, dopo un po' di tempo sostare nelle stanze era diventato noioso per me, poichè non riuscivo piu' ad avere quella spontaneità iniziale. Arrivai cosi' al mio percorso nel blog. Mi è sempre piaciuto scrivere, anche se ho un modo forse "particolare" di raccontare le mie storie, ma quella potrebbe essere una deformazione professionale, poichè è un compito ben preciso riuscire ad individuare il fulcro di un problema. Anche nel blog comunque ho avuto le mie soddisfazioni. Certo, un tempo si era gratificati dalle "stelline" che accompagnavano il nik, le quali significano un certo tipo di "produzione" diciamo. Poi hanno pensato di inserire delle classifiche, un'idea che poteva anche funzionare, se non fosse stato che molti soggetti esaltavano se stessi autocommentandosi, oppure andando a disturbare il prossimo per invidia. Tolte anche quelle, è rimasta in piedi per me la voglia di raccontare, di dar voce a chi non ne ha, solo che ho dovuto fare i conti con un meccanismo che mi toglieva del tempo, poichè è diventato un mondo di fake, di persone che si cancellavano e rientravano senza farsi riconoscere. Di insulti ne ho ricevuti davvero tanti, ma per come sono fatta, cerco sempre di dare una motivazione, causata sicuramente anche dal mio comportamento. Cio' non toglie pero' che in realtà siamo persone mature, per cui mi viene difficile capire il motivo per il quale alcuni soggetti ancora oggi provino tanto rancore in un virtuale. Ma ormai non mi occupo piu' di capire o giustificare, tendo a restare in disparte e leggere, facendomi i miei concetti ed evitando di aggiungere altra benzina sul fuoco. Ma tutto cio' per me oggi è diventato un luogo dove non mi diverto piu'. Sarà anche la mancanza della mia amica Kat, oppure il fatto che sono cambiate troppe cose, ma credo che piu' probabilmente son cambiata io. Sono cambiata nel concedere fiducia al prossimo, nel saper ascoltare con pazienza cio' che mi dice il cuore, poichè al momento la "malattia" si manifesta con dei seri sintomi di insofferenza. Non riesco piu' a sentirmi coinvolta in questo contesto, mi sembra quasi di essere diventata invisibile al sistema, ma fin troppo visibile a coloro che hanno delle aspettative su di me. No, non è questa la funzione che io vorrei dare al mio percorso in questa chat, e siccome non posso tornare indietro, quando ancora avevo fiducia nel prossimo, ovviamente devo accettare che le cose cambino...sempre e comunque...e se non cambiano loro, vuol dire che a cambiare devo essere io.
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Mi viene da ripercorrere, come in un'anamnesi, la mia "malattia della chat", la quale dura da oltre quattro anni. Tale malattia è iniziata con dei sintomi latenti, per solitudine, per provare a relazionarmi e anche per trovare il piacere di condividere in modo interattivo cio' che possono essere le...

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02/05/2013 08:44:14
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...una metafora della vita...
29 aprile 2013 ore 09:23
Era una ragazza semplice, di quelle che dalla vita non si aspettano nulla. Aveva un carattere poco espansivo, forse a causa della sua timidezza. Le è sempre mancato l'amore di una famiglia unita, pero' ha anche voluto adoperarsi per crescere con i valori dettategli dalla vita stessa. Sin da piccina ha imparato a cucire, era una piccola sartina che si impegnava a sistemare gli abiti del destino. Ricuciva gli strappi, sistemava le cuciture lente, metteva delle toppe ed in ogni caso cercava di fare il suo lavoro con coscienza nei confronti di coloro che le chiedevano aiuto in tal senso. Un giorno si dovette occupare di un abito "importante", il quale richiedeva la sua attenzione e la massima cura per non sciuparlo. Era scucito da un lato, aveva uno strappo all'altezza del cuore, ed infine vi erano ancora le imbastiture che ormai occorreva cucire per bene. Inizio' a togliere le imbastiture, le quali sembravano provvisorie a prima vista, ma nel guardarle bene, si accorse che erano fatte piu' volte. Quindi significava che comunque l'abito era stato indossato cosi', cercando di reggere con le sole imbastiture. Poi si occupo' del lato scucito, dove scopri' che vi era una cerniera in precedenza, la quale forse serviva a dare spazio all'ansia ogni qual volta si presentava. Infine si occupo' dello strappo. Era difficile ricucirlo perfettamente, poichè i lembi lacerati rendevano impossibile un lavoro superficiale. Occorreva mettere una toppa, ma era difficile trovarla dello stesso colore dell'abito. Le venne in mente che nella soffitta dei suoi sogni vi era della stoffa avanzata, poteva andare bene per rattoppare quel pezzo di vita. Si accorse pero' che faceva fatica a trovarlo fra i tanti ricordi riposti nella soffitta, percio' si lascio' guidare dalla fantasia per aggiustare quel vecchio abito che poteva ancora servire. Cuci' insieme un po' di tenacia e di determinazione, sistemo' le cuciture con tanta volontà, ed infine mise quella toppa sullo strappo in modo che non si notasse lo strazio della stoffa. Mancava il tocco finale, doveva rimuovere gli spilli che tenevano unite le cuciture, e fu cosi' che togliendoli uno ad uno, apparve alla sua vista un abito vissuto da un passato che ha finito di pungere il cuore....
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Era una ragazza semplice, di quelle che dalla vita non si aspettano nulla. Aveva un carattere poco espansivo, forse a causa della sua timidezza. Le è sempre mancato l'amore di una famiglia unita, pero' ha anche voluto adoperarsi per crescere con i valori dettategli dalla vita stessa. Sin da piccina...

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29/04/2013 09:23:29
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....nel mondo ovattato....
26 aprile 2013 ore 11:29
Era seduta accanto al letto, si dondolava avanti ed indietro senza lasciare di se' alcun suono. Lo sguardo rivolto sulla foto dei genitori deceduti da poco, e con le braccia che le circondavano il cuore. Mi colpi' il fatto che non mi sentiva, come se fosse chiusa in un mondo tutto suo. La vicina di casa mi diede in mano una lettera, nella quale vi era scritto che la signora J. era sordo-muta dalla nascita. Era evidente che nessuno le aveva insegnato ad esprimersi, come era evidente che lei non sapeva occuparsi di se'. Non fu difficile entrare nel suo mondo, poichè essa aveva conservata intatta la fiducia nel prossimo, solo che appariva distante da un progresso indispensabile per il recupero delle sue capacità. Ormai demente e con scarse probabilità di esternarsi, occorreva trovare un modo per aiutarla ad uscire dal guscio ovattato in cui ha vissuto per tanti anni. Aveva sviluppato in questi anni il senso della vista, poichè riusciva a vedere oltre cio' che in genere si vede solo guardando. Inoltre aveva anche la straordinaria capacità di donare il suo sorriso in ogni momento, cio' stava forse a significare che era comunque serena.
Un giorno mi accorsi che J. era piu' assente del solito, non mostrava segni di partecipazione al nuovo colloquio, il che mi fece pensare che occorreva darle di piu'. Bisognava darle la possibilità che si potesse esprimere in un modo a lei congeniale. Occorreva anche darle segno di essere capita nelle sue interpretazioni, percio' mi venne in mente di donarle una scatola di matite colorate. All'inizio sceglieva sempre la matita grigia, disegnava solo cerchi interrotti e qualche nuvola su di un mare calmo. Molto probabilmente era il suo mondo di allora; un cerchio familiare spezzato, le nuvole indicavano una confusione mentale ed infine il mare calmo poteva significare per lei che voleva placare il suo dolore. Sono stati anni di impegno morale nei suoi confronti, poichè era evidente che non riusciva a provare delle vere e proprie emozioni, quindi rischiava di restare chiusa nel suo mondo ovattato. Ma due giorni fa una sorpresa che mi ha aperto il cuore: J. reclamava la mia attenzione, il che era strano, visto che in genere preferiva isolarsi nei momenti in cui disegnava. Guardandomi con il suo solito sorriso mi diede il foglio da disegno. Vi era un bel sole giallo, due stelle e tanti coriandoli colorati. Il sole era lei, le due stelle significavano il suo letto e la sua casa, mentre i coriandoli andavano interpretati come espressione di gioia. Ha voluto comunicarmi in quel modo che si sentiva a casa, li' dove c'era il suo letto si sentiva protetta, e che provava gioia infinita, di essere stata capace di farmi sapere che viveva finalmente un'emozione fra le piu' belle...la felicità :-))
Ognuno ha il proprio modo per esprimere cio' che ha dentro, ed in ogni caso occorre dare la possibilità di potersi esternare nel modo che è piu' congeniale, percio' se i nostri bimbi ci donano un disegno, cerchiamo di interpretarvi anche le emozioni che hanno messo in moto la loro voglia di dirci qualcosa :-)
Un giorno mi accorsi che J. era piu' assente del solito, non mostrava segni di partecipazione al nuovo colloquio, il che mi fece pensare che occorreva darle di piu'. Bisognava darle la possibilità che si potesse esprimere in un modo a lei congeniale. Occorreva anche darle segno di essere capita nelle sue interpretazioni, percio' mi venne in mente di donarle una scatola di matite colorate. All'inizio sceglieva sempre la matita grigia, disegnava solo cerchi interrotti e qualche nuvola su di un mare calmo. Molto probabilmente era il suo mondo di allora; un cerchio familiare spezzato, le nuvole indicavano una confusione mentale ed infine il mare calmo poteva significare per lei che voleva placare il suo dolore. Sono stati anni di impegno morale nei suoi confronti, poichè era evidente che non riusciva a provare delle vere e proprie emozioni, quindi rischiava di restare chiusa nel suo mondo ovattato. Ma due giorni fa una sorpresa che mi ha aperto il cuore: J. reclamava la mia attenzione, il che era strano, visto che in genere preferiva isolarsi nei momenti in cui disegnava. Guardandomi con il suo solito sorriso mi diede il foglio da disegno. Vi era un bel sole giallo, due stelle e tanti coriandoli colorati. Il sole era lei, le due stelle significavano il suo letto e la sua casa, mentre i coriandoli andavano interpretati come espressione di gioia. Ha voluto comunicarmi in quel modo che si sentiva a casa, li' dove c'era il suo letto si sentiva protetta, e che provava gioia infinita, di essere stata capace di farmi sapere che viveva finalmente un'emozione fra le piu' belle...la felicità :-))
Ognuno ha il proprio modo per esprimere cio' che ha dentro, ed in ogni caso occorre dare la possibilità di potersi esternare nel modo che è piu' congeniale, percio' se i nostri bimbi ci donano un disegno, cerchiamo di interpretarvi anche le emozioni che hanno messo in moto la loro voglia di dirci qualcosa :-)
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Era seduta accanto al letto, si dondolava avanti ed indietro senza lasciare di se' alcun suono. Lo sguardo rivolto sulla foto dei genitori deceduti da poco, e con le braccia che le circondavano il cuore. Mi colpi' il fatto che non mi sentiva, come se fosse chiusa in un mondo tutto suo. La vicina di...

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26/04/2013 11:29:25
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....non chiedo poi troppo...
23 aprile 2013 ore 14:39
Oggi mi viene da scrivere di getto, poichè mi spinge quel bisogno di capire le cose.
Pochi giorni fa hanno indetto una petizione riguardante le regole che chatta.it mette bene in vista per accedere all'iscrizione. Tali regole vengono automaticamente accettate nel momento in cui si viene iscritti con tanto di nik ed account. Sono regole assolutamente accettabili, dove fra l'altro si fa riferimento ad un comportamento in questo sito nel rispetto del prossimo. Suddette regole pero', almeno a parer mio, non vengono sempre rispettate; sia dai "nuovi" arrivati che da "vecchi" sostanti. Ma visto e considerato che a me personalmente preme sapere la funzione specifica dei moderatori che cancellano immagini o post nei blog, che a loro avviso non rispettano le regole di questa community, vorrei avere delucidazioni riguardanti il criterio con il quale si giudicano le infrazioni. Non sto' a ricordare il motivo per il quale la suddetta petizione è partita, poichè era nella stessa la motivazione per avere "noi" che abbiamo aderito, una spiegazione che delucidi simili interventi. Non vi è stata risposta alcuna, o almeno io non ne ho saputo piu' nulla, pero' devo anche asserire che alcuni blogger, approfittando della petizione appunto, si sono inventati il mestiere di "riesumatori" di vecchi rancori. Ovviamente l'intenzione non era quella, bensi' trattava di una chiara richiesta allo staff di farci sapere i criteri appunto, per i quali certi post, o immagini dei post, vengano cancellati.
Personalmente non avevo aspettative di rilievo, ho appoggiato la petizione poichè io stessa non ne ho capito il motivo per la cancellazione di un post di un blogger, che a me, ripeto, a me, pareva intelligente, riflessivo, educato, scritto benissimo, ecc...
Comunque, visto e considerato che è andata com'è andata, vorrei comunque dare un mio personalissimo disegno di come vorrei che fosse la comunicazione fra i gestori del sito e dei blogger veterani.
Credo che sarebbe un bel gesto, visto che comunque ci leggono per controllare, se qualche volta si fermassero a darci una gratifica morale, oppure che si esponessero intervenendo in dei post scritti correttamente, intelligenti e di interesse vario. Inoltre ritengo che dare atto a delle persone che da anni scrivono, aggiornano, si impegnano per divulgare dei loro testi, che essi siano "importanti" per il sostegno stesso di questo sito, visto che attraverso la pubblicità vi sono gli introiti per sostenere le spese.
Insomma, personalmente trovo sia una carenza questa dello staff, di non comunicare con coloro che da anni ormai, grati dell'ospitalità, hanno reso questo sito, un luogo di condivisione intelligente e costruttiva.
Pochi giorni fa hanno indetto una petizione riguardante le regole che chatta.it mette bene in vista per accedere all'iscrizione. Tali regole vengono automaticamente accettate nel momento in cui si viene iscritti con tanto di nik ed account. Sono regole assolutamente accettabili, dove fra l'altro si fa riferimento ad un comportamento in questo sito nel rispetto del prossimo. Suddette regole pero', almeno a parer mio, non vengono sempre rispettate; sia dai "nuovi" arrivati che da "vecchi" sostanti. Ma visto e considerato che a me personalmente preme sapere la funzione specifica dei moderatori che cancellano immagini o post nei blog, che a loro avviso non rispettano le regole di questa community, vorrei avere delucidazioni riguardanti il criterio con il quale si giudicano le infrazioni. Non sto' a ricordare il motivo per il quale la suddetta petizione è partita, poichè era nella stessa la motivazione per avere "noi" che abbiamo aderito, una spiegazione che delucidi simili interventi. Non vi è stata risposta alcuna, o almeno io non ne ho saputo piu' nulla, pero' devo anche asserire che alcuni blogger, approfittando della petizione appunto, si sono inventati il mestiere di "riesumatori" di vecchi rancori. Ovviamente l'intenzione non era quella, bensi' trattava di una chiara richiesta allo staff di farci sapere i criteri appunto, per i quali certi post, o immagini dei post, vengano cancellati.
Personalmente non avevo aspettative di rilievo, ho appoggiato la petizione poichè io stessa non ne ho capito il motivo per la cancellazione di un post di un blogger, che a me, ripeto, a me, pareva intelligente, riflessivo, educato, scritto benissimo, ecc...
Comunque, visto e considerato che è andata com'è andata, vorrei comunque dare un mio personalissimo disegno di come vorrei che fosse la comunicazione fra i gestori del sito e dei blogger veterani.
Credo che sarebbe un bel gesto, visto che comunque ci leggono per controllare, se qualche volta si fermassero a darci una gratifica morale, oppure che si esponessero intervenendo in dei post scritti correttamente, intelligenti e di interesse vario. Inoltre ritengo che dare atto a delle persone che da anni scrivono, aggiornano, si impegnano per divulgare dei loro testi, che essi siano "importanti" per il sostegno stesso di questo sito, visto che attraverso la pubblicità vi sono gli introiti per sostenere le spese.
Insomma, personalmente trovo sia una carenza questa dello staff, di non comunicare con coloro che da anni ormai, grati dell'ospitalità, hanno reso questo sito, un luogo di condivisione intelligente e costruttiva.
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Oggi mi viene da scrivere di getto, poichè mi spinge quel bisogno di capire le cose.
Pochi giorni fa hanno indetto una petizione riguardante le regole che chatta.it mette bene in vista per accedere all'iscrizione. Tali regole vengono automaticamente accettate nel momento in cui si viene iscritti...

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23/04/2013 14:39:55
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