...buona vita....

21 novembre 2014 ore 20:12 segnala
... e poi pensi che il tempo passa, che quello che hai scritto in realtà lo possono interpretare come vogliono, prendendo dalle tue parole un succo che non è il tuo. Danno dei significati ambigui a coloro che definiscono amici, per poi lasciarli allibiti nel momento in cui non assecondi le loro presunzioni. Sanno tutto di te e ti giudicano, arrivano a conoscere la tua vita, identificandoti come una che usa i suoi scritti per farne bandiera, come se una non avesse la capacità di avere dei pensieri, forse profondi, o forse solo pensieri che vorrebbe mettere in ordine. Sono li' in attesa di una tua caduta, grati al destino che lo sgambetto ti è stato fatto da nemici immaginari, nell'effimera soddisfazione di saperti coinvolta in un ruolo che non ti appartiene. Hanno la capacità di darti colpe che non avresti se non li avessi mai incontrati, senza fermarsi a comprendere che in realtà la vita ti punisce comunque, ma quella reale, non questa di futilità. Sanno attendere al varco, certi che prima o poi le tue parole verranno usate come offese ricevute, ma neanche qui si fermano a comprendere che stanno solo interpretando. Vivono il loro egoismo accampati nella prateria dell'inconsapevolezza, quella che non da loro modo di accettare che non ti conoscono. Già, non ti conoscono, eppure si sentono in diritto di darti indicazioni, di dove e chi commentare, cosa e come rispondere, chi e come frequentare in questo contesto, non lasciando mai spazio all'individualità, alla libertà di poterti esprimere come vuoi. Devi avere i loro canoni certo, quelli che si aspettano tu abbia per poter essere credibile, altrimenti tu non avrai nessuna verità da raccontare, l'hanno solo loro. Di te si dubita a prescindere, poichè non hai l'accortezza di sbandierare ai quattro venti la tua vita, compreso l'invio di immagini che dimostrino la veridicità delle tue asserzioni. Non puoi neanche permetterti di essere riservata, poichè in quel caso stai nascondendo una verità scomoda, una di quelle cosi' scabrose che incrinerebbe il monitor di chiunque ti legge. A quel punto comprendi che il virtuale deforma ogni cosa, persino le intenzioni di chi voleva solo scrivere, lasciandoti dentro quel senso di fallimento, dove lo spazio per la comprensione umana si è accorciato di troppo ormai. Allora lasci tutto cosi', in balia delle interpretazioni altrui, mentre dentro di te hai già scelto di non tornare piu', di non voler essere piu' quella che appari, bensi' vorresti essere solo quella che sei.
Ed io sono cosi', sono quella che voleva scrivere per dar voce a chi non ne ha... ma ogni cosa ha il suo tempo, il mio è scaduto, nel momento in cui non posso piu' accettare che contano le interpretazioni e non le intenzioni. Alla fine le mie sono solo parole, come tante altre...parole che son scritte con il cuore, ma che non raggiungeranno mai coloro che il cuore lo hanno lasciato morire d'inedia.
Evelin64 si ferma qui....grazie a tutti...buona vita :bye
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... e poi pensi che il tempo passa, che quello che hai scritto in realtà lo possono interpretare come vogliono, prendendo dalle tue parole un succo che non è il tuo. Danno dei significati ambigui a coloro che definiscono amici, per poi lasciarli allibiti nel momento in cui non assecondi le loro...
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...rigetto psicologico...

19 novembre 2014 ore 20:50 segnala
Piccola premessa: trattero' l'argomento che vado a postare con il dovuto tatto e permettendomi solo delle riflessioni. Inoltre gradirei che chi ha la bontà di leggermi, lo facesse fino in fondo, per il motivo che gradirei un'opinione a riguardo, qualunque essa sia, grazie.

Un ragazzo spigliato e con la grinta di emergere, allegro compagno di coetanei che lo coinvolgevano in scorribande delle loro giovani vite. Educato cucciolo di uomo affacciatosi alla vita da soli 17 anni. Amava tanto lo sport, era un provetto calciatore, si allenava con convinzione sperando in una promozione imminente.
Un giorno un colpo di tosse, il giorno dopo ancora e cosi' per un mese intero. Occorreva fare una visita dal medico curante, il quale conoscendolo dalla nascita, provava imbarazzo a farlo spogliare per visitarlo. Ma il ragazzo spavaldo, fra un colpo di tosse ed un altro, si spoglio' anche della paura di essere costretto a fermarsi. La visita fu breve, la diagnosi fu drastica: fermati ragazzo, o il tuo cuore non reggerà! Occorre che si trovi un cuore nuovo al piu' presto, altrimenti non diventerai mai uomo.
Il ragazzo si rivesti', indosso' la paura, indosso' il terrore, indosso' la rinuncia, tornando a spogliarsi di speranze e di fiducia. Ansioso aspettava risposte a domande che non faceva. Guardava la vita alla finestra, vedendo nel vetro il suo volto piangente. Pensava ad un cuore nuovo, che potesse battere nel suo petto, facendolo tornare rivestito di una nuova vita. Fra tutte le domande che poteva fare, ne fece solo una: "essere nella lista di attesa, significa attesa per un cuore nuovo, o attesa che qualcuno muoia per donarmelo?"


Ecco, una sola riflessione: siccome fra i riceventi organi donati, oltre il 30% non sopravvive al rigetto, è mio parere che esso sia psicologico, per il motivo della lista di attesa appunto...
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Piccola premessa: trattero' l'argomento che vado a postare con il dovuto tatto e permettendomi solo delle riflessioni. Inoltre gradirei che chi ha la bontà di leggermi, lo facesse fino in fondo, per il motivo che gradirei un'opinione a riguardo, qualunque essa sia, grazie. Un ragazzo spigliato e...
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...maledetta anoressia...

15 novembre 2014 ore 21:32 segnala
Come un uccellino muovevi il capo, con dei piccoli scatti per guardarti intorno. Nel tuo involucro di carne ormai appassita, fermavi il tempo sul piattino dell'insalata. Piccoli morsi presi svogliatamente, come per assumere del becchime insapore. Guardavi il piatto sperando che il verde contenuto si consumasse all'aria, mentre la foglia di insalata veniva ferita dai tuoi denti aguzzi. Tu ancora chiusa nel tuo involucro, contavi le ossa sotto la maglietta....

Un assurdo convincimento di autopunizione, rende la mente labile al punto di annullarsi. Togliere nutrimento equivale a togliere forza, tanto da non averne piu' per potersi difendere da se stessi. Un processo mentale di distruzione, quando neghi a te stessa di poter stare bene. Aiutarti significherebbe venire punita da altri, ma cio' che vuoi tu è punirti da te. Per questo motivo nascondi il cibo, in modo che nessuno possa decidere per te. Hai la mente ormai in un'unica direzione, che è quella di diventare trasparente nei confronti del mondo. Nel momento in cui riesci ad annullare il dolore che provochi, sei arrivata alla fine del tuo percorso. Non ti resta che contare le ossa, le tue, sotto la maglietta e le altre, quelle dei cadaveri di cuori che volevano solo aiutarti.
L'hai punita abbastanza, ora puoi dare sepoltura ai suoi fantasmi, con i quali le hai riempito la vita e la mente....MALEDETTA ANORESSIA!!!
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Come un uccellino muovevi il capo, con dei piccoli scatti per guardarti intorno. Nel tuo involucro di carne ormai appassita, fermavi il tempo sul piattino dell'insalata. Piccoli morsi presi svogliatamente, come per assumere del becchime insapore. Guardavi il piatto sperando che il verde contenuto...
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...per uno stupido orgoglio....

10 novembre 2014 ore 07:14 segnala
Mattia era li', seduto al solito tavolo, dove fino a pochi giorni prima sedeva anche il suo amico Arturo. Una discussione con accuse reciproche li ha allontanati, lasciando ad ognuno l'amarezza di qualcosa di irrisolto. Vane furono le telefonate dell'uno verso l'altro, da quella parte non voleva sentir ragioni. Certo, entra in gioco l'orgoglio, quel sentimento cosi' stupido che acceca il cuore. Arturo restava fermo sulle sue posizioni, credendo fermamente di essere stato vittima di un grave torto, mentre del suo amico pensava che dovesse tornare strisciando. Mattia invece, pur riconoscendo che il suo compagno di anni ed anni di amicizia avesse esagerato con le parole, voleva darsi la possibilità di chiarirsi a vicenda. Ci provo' per l'ennesima volta, ma appena inizio' il discorso con un "Tu mi hai detto...", Arturo si mise sulla difensiva e chiuse definitivamente la comunicazione. Si', ha vinto l'orgoglio, piu' che la dignità, ma se solo Mattia si fosse reso conto che non doveva tornare ad accusare Arturo, oggi sarebbero ancora seduti allo stesso tavolo a giocare a carte con la vita.

L'orgoglio è un sentimento molto vicino alla dignità, il quale spesso riesce a demolire un rapporto, senza accorgersi che vi è piu' dignità nel chiedere scusa, piuttosto che nel crogiolarsi in un presunto torto subito.

L'orgoglio vince sempre li' dove uno si sente accusato, basterebbe davvero iniziare la conversazione per voler chiarire con un " io ho provato..., oppure io mi son sentito..", per dare all'interlocutore la possibilità di immedesimarsi per un solo attimo. Da li' in poi tutto diventa piu' facile, poichè nessuno si sentirà accusato e quindi il discorso resterà aperto fino alla conclusione positiva, si spera ! :-)

P.S. Nel virtuale è ancora peggio, poichè non si ha riferimento sui toni o sulle intenzioni, bensi' si va ad interpretazioni, ahime' :-(
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Mattia era li', seduto al solito tavolo, dove fino a pochi giorni prima sedeva anche il suo amico Arturo. Una discussione con accuse reciproche li ha allontanati, lasciando ad ognuno l'amarezza di qualcosa di irrisolto. Vane furono le telefonate dell'uno verso l'altro, da quella parte non voleva...
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...davvero innocenti...

07 novembre 2014 ore 07:19 segnala
La bimba al mattino si svegliava presto, con il suo solito gorgoglio felice e le guanciotte rosee. Prendeva ancora il biberon, felice di poterlo tenere in mano da sola. La sua mamma a malincuore la doveva lasciare all'asilo nido, poichè il lavoro che si apprestava a fare non permetteva di portare con se la piccina. La maestra dell'asilo era a sua volta mamma, anche se avanti con l'età, diceva di sapersi occupare benissimo di questa bimba cosi' vivace. Sarah non aveva ancora tre anni, per cui il bisogno di un punto di riferimento in mancanza della sua mamma, divenne questa maestra dall'aria materna. Giorno dopo giorno la mamma di Sarah provava meno tristezza nel lasciare la sua piccola al nido, anche se aveva notato che la bimba si comportava in modo diverso dal solito. Sarah mostrava di avere paura delle carezze, non si lasciava piu' abbracciare dalla sua mamma ed inoltre aveva di nuovo bisogno del pannolino durante la notte. Sintomi questi che, guardati con attenzione, dimostravano un vero disagio della piccina.
La notizia usci' sul giornale locale: "MAESTRA D'ASILO NIDO ABUSA DEI PICCOLI A LEI AFFIDATI!!" Un trafiletto in realtà, ma la rabbia che provarono i genitori dei piccini scateno' una vera rimossa anche nei confronti dei media per non aver dato il giusto rilievo ad una cosa simile!
Sarah è stata picchiata a sangue, ha avuto la sfortuna di fidarsi di quella maestra, mentre altri bimbi giocavano fra di loro. In un momento di sfogo, quella che doveva occuparsi dei bambini, riverso' sulla piccola Sarah la sua frustrazione tenuta dentro per chissà quanto tempo! Non fu neanche arrestata quella donna, le furono concessi gli arresti domiciliari, in attesa di verifiche da parte del medico legale, poichè l'avvocato della donna asseri' in sua difesa, che la piccola Sarah si è ferita mortalmente giocando con gli altri bimbi!!

Una storia orribile, me ne rendo conto, pero' se succede ancora oggi, che delle maestre sfoghino la rabbia su dei piccoli innocenti, significa che qualcosa si DEVE muovere!
A mio avviso ogni asilo, scuola ed ospizio dovrebbe avere uno psicologo super partes, in modo da poter vigilare costantemente sulla salute mentale del personale e sul comportamento di ogni soggetto affidato a queste istituzioni! Basterebbe sicuramente a non far piu' leggere simili notizie che spezzano il cuore.

Intanto, poco piu' in la' del cortile della scuola, alcuni genitori si domandavano se fosse giusto inserire delle telecamere, nelle scuole come negli ospizi, li' dove vi sono degli innocenti incapaci di difendersi...
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La bimba al mattino si svegliava presto, con il suo solito gorgoglio felice e le guanciotte rosee. Prendeva ancora il biberon, felice di poterlo tenere in mano da sola. La sua mamma a malincuore la doveva lasciare all'asilo nido, poichè il lavoro che si apprestava a fare non permetteva di portare...
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...una vocina nel silenzio...

03 novembre 2014 ore 08:21 segnala
Ascoltava le urla dei grandi mentre era appartato nell'angolo della sua vita. Era spettatore inconsapevole di quei gesti inconsulti, quando vedeva l'ira crescere sul volto di suo padre. Parole per il bimbo quasi ignote: tradimento, svergognata, amante...

Molte volte in un percorso di coppia si viene a creare un vuoto, per motivi individuali certamente. Ci si allontana pian piano, si coltivano altri interessi, si conoscono nuove persone, dove nel cammino della coppia non necessariamente devono piacere ad entrambi. Il vuoto nella coppia si crea quasi sempre da entrambi i lati, lui magari per routine e lei per noia. Si innescano dei meccanismi di rivalsa, cercando di ottenere ancora delle conferme o degli apprezzamenti. Sentendosi forse anche inutili fra le quattro mura, si cerca di poter dare ancora un qualcosa al di fuori di quello che era il matrimonio. Si inizia cosi' a cercare di colmare quel vuoto che si sente, magari uscendo la sera per un pretesto. Poi da li' si inizia a mentire: esco con Tizia, invece sono con Caio.... Insomma si diventa anche inventivi in quel caso. Inevitabilmente arriverà il punto di non ritorno, dove si deve per forza prendere coscienza del passo che si andrà a fare. Fra increduli e sbalorditi "ma come hai potuto?", ci vien voglia in quell'istante di rispondere che è una domanda inutile, contiene già la risposta! Bisogna certamente sapersi guardare dentro, sia da tradito, che da traditore. Arrivati a quel punto è irrilevante la colpa, è solo una strada presa al momento di un bivio...


Ma li' appartato c'è ancora lo spettatore che non afferra il senso delle parole, aspetterà il silenzio della notte per dire con voce flebile....e io cosa c'entro?
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Ascoltava le urla dei grandi mentre era appartato nell'angolo della sua vita. Era spettatore inconsapevole di quei gesti inconsulti, quando vedeva l'ira crescere sul volto di suo padre. Parole per il bimbo quasi ignote: tradimento, svergognata, amante... Molte volte in un percorso di coppia si...
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...la vera storia di Cenerantola...

30 ottobre 2014 ore 20:29 segnala
Lezione di tetesken, parte prima :ok

C'era una folta una pella pampina, centile e telikaten. La zua mamma mori' tantola alla luce e kozi' zuo patre zi rizpozo' con una tonna molto peneztante e anke molto kattifa. Ezza afefa tue figlie, ke erano piuttozten prutte e arrokanti jaaaa. Celoze tella pikkola Cenerantola, la trattafano kome zerfa, per mortifikarla e umiliarla e koztrincefano la zorellina a intozzare ztraccen per zemprare più prutta ti ezze. Un pel ciorno Cenerantola, ormai zignorina daffero tanto pella, fece la konozcenza tella fata Zmemorinen, crazza e zfampita, ma puona e ceneroza. Kuezta fatuzza le fece un inkantezimo, trazformantola in una merafighlioza principezza. Una krante zukka tifento' una pella karrozzen trainaten da tanti topolinen jaaa. La fata tizze ai topolinen: "achtung li' fuori, che ci zono tanti kamikatzen a kuest'ora e tare la caccia a foi jaaa!!" Kuinti zi rakkomanto' a Cenerantola ti tornare a kaza a mezzanotten in punto, poichè l'incantezimen finizce e lei torna pofera e zerfa di zorellasztre con faccia di merkel. La pella principezza zi affio' al kastellen, tofe apitafa il pel principe ke cercafa moghlien. Mentre pallafano, le zorellaztre infitioze nein kapire chi ezzere kuella pellizzima fanciullen. Ezze molto arrappiaten metitafano fentetta. Ad un certo punten zi zentirono i totici rintokken tel kampanilen jaaa: Cenerantola tofefa immetiatamenten tornaren a zua kaza, altrimenti der principe afreppe zcoperto ke lei ezzere zolo una pofera fanciullen. Mentre ezza skappafa ciu' per le zkalen, perze una zkarpetten zu cratino rotten (ecchecatzen), proprien kome una rimpampiten azzarolen! Non potefa tornaren intietro perkè la mezzanotten era oramai pazzaten. L'intomani il principe koracciozo cerco' ti mizuraren quella zcarpinen a tuuuuuutte le fanciulle tel paeze per trofare fanciullen tolce che afefa rupato zuo kuore. Cirò oghni kaza, infilaren zkarpetta perzino a tue zorellaztre zkifozen (ezze hafefano tanti porren zu loro faccen fertoghnole) jaaa, pero' kuella pella zkarpina ti kriztallo non appartenefa a nezzuna. Il pel principe ezzere zkoracciato e mezzen zfenuto per colpa ti tutti cuei pieti cozi' puzzolenti ach!! Alla fine zi fece afanti anche Cenerantola, festita ti ztracci pero' kon pietino cozi' telicato che non zempraren neanche kuello di una tetesken... Nzomma....loro tue zi paciarono e fizzero felici e kontenti per tuuuuuutta loro lunchizzima fita. Le zorelle infitiose kon matrigna kattifen antarono in fiaccio ad Afanghul, in paeze incitentato ti Zevipijoveztento, zenza tornare mai piu'. :hihi


Noi kietere tutti koloro ke pazzare di kui e leccere pella ztoria di Cenerantola ti profare a kommentaren in tetezko. Jaaaaa? Anghelafacciatimerkel moooolto kontenta ze leccere in zua tolcizzima lincua. Bitte! :ok


( scritto da Evelin e Viola, con la complicità morale di Abacogreco, il 30.10.2014 )
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Lezione di tetesken, parte prima :ok C'era una folta una pella pampina, centile e telikaten. La zua mamma mori' tantola alla luce e kozi' zuo patre zi rizpozo' con una tonna molto peneztante e anke molto kattifa. Ezza afefa tue figlie, ke erano piuttozten prutte e arrokanti jaaaa. Celoze tella...
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...in quella stanza spoglia...

08 ottobre 2014 ore 18:19 segnala
Seduta su di una sedia, accanto alla finestra della stanza spoglia dei tuoi ricordi, aspettavi che entrasse ancora la luce del sole. I tuoi capelli erano fili d'argento, le tue guance solchi di sorrisi celati in ogni ruga della pelle, i tuoi occhi due stelle ormai spente. Mi hai teso la mano aspettando un nuovo calore. Inizi a parlarmi di te bambina, di quando correvi sull'erba a piedi nudi. Tracciavi selciati di vita spensierata, dove tu bimba ti affacciavi alla vita. I ricordi sono limpidi, gote rosse e allegri giochi con i tuoi amichetti di allora. Mi racconti ancora di te, di quando sei diventata sposa di un uomo vuoto dentro. Una vita all'ombra di te stessa, mentre inseguivi i tuoi sogni del passato. La felicità alla nascita dei tuoi figli, dopo poco tempo pero' lo strazio di perderne uno. Fra i tuoi cinque il piu' debole, il piu' sensibile, il piu' solo ed emarginato. Non ti sei piu' ripresa, hai iniziato da li' ad aspettare il sole accanto alla finestra. Hanno voluto toglierti i ricordi per non farti soffrire, per non portarti alla memoria la disperazione per la perdita di tuo figlio. Hanno voluto toglierti la speranza per non illuderti che potessi tornare serena. Ti volevano togliere anche il futuro, ma alla fine son riusciti a toglierti la dignità. Ti hanno lasciata li', accanto alla finestra sola ad aspettare il sole e, mentre io ti ascolto, le tue lacrime si uniscono alle mie. Abbandonata a te stessa hai lasciato la vita fuori. Non ti ricordavi piu' del tuo sposo, dei tuoi figli, poichè loro non si son ricordati di te. Senza piu' dignità piangevi te stessa, piangevi tuo figlio, ma non piangevi mai la vita. Ieri te ne sei andata, hai lasciato la sedia accanto alla finestra, in modo che la stanza non fosse piu' spoglia di ricordi. Ogni volta che ci entrero', mi ricordero' di te e dei tuoi capelli grigi, dove tante volte ho potuto posare la mia mano accarezzandoti il capo. Ti rendero' la dignità della splendida persona che eri, mettendo nella tua bara la foto di te serena con tutti i tuoi figli. Che tu possa riposare in pace Signora Ida... :rosa

Solo la dignità puoi rendere a coloro che deboli vegetano nelle loro tragedie. Si son dimenticati di se stessi per via di un dolore troppo grande e che la loro mente non ha saputo piu' reggere. Non vogliono piu' sorrisi, non vogliono piu' cure, ma solo una dignità concessa loro per cio' che sono stati e per la vita che hanno vissuto....
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Seduta su di una sedia, accanto alla finestra della stanza spoglia dei tuoi ricordi, aspettavi che entrasse ancora la luce del sole. I tuoi capelli erano fili d'argento, le tue guance solchi di sorrisi celati in ogni ruga della pelle, i tuoi occhi due stelle ormai spente. Mi hai teso la mano...
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...tipi da chat...uhm...

05 ottobre 2014 ore 15:27 segnala
Premetto che sarà un post lungo, dove cerco di descrivere un po' di comportamenti di soggetti che ho incontrato personalmente nel cammino della chat ed altri invece letti qua e la nei blog o nelle bacheche.

Ci sono quelli che entrano nel tuo profilo e da li' direttamente nella tua posta, per chiederti delucidazioni su tue affermazioni. Bene, che lo facciano pure, pero' poi senza neanche conoscerti, senza aver mai letto nulla di te, ma basandosi solo su loro pregiudizi, ti danno subito della fake o della falsa! Già, perchè ovviamente TUTTI falsificano il profilo! Ma se in caso te lo scrivono dopo un mese dall'averti conosciuta, tu puoi ancora giustificare tali esternazioni, poichè magari ti hanno colta in fallo, o ti sei comportata non consone a cio' che il tuo profilo descriveva, ma cosi', di punto in bianco, non sono forse pregiudizi? Si', che lo sono! Ma se lo fai notare ti dicono che ti hanno letta fra le righe e hanno capito tutto! Beati loro... 0:-)

Poi ci sono quelli che intervengono nella tua bacheca e non appena tu rispondi, si assumono il diritto di andare oltre! Come si comportano? Ti fanno domande a raffica, perchè sei simpatica e pronta alla battuta. :ok Pero' da quel momento esigono l'esclusiva! Cioè, non appena tu entri nella chat, ti "acchiappano" al volo e cercano di monopolizzare la tua presenza sul sito! Non te ne liberi facilmente, poichè te lo ricordano poi eh, non hai scampo, sappilo! "ehi, guarda che IO ti sono amico! Ti ho cliccata IO e ti ho dimostrato amicizia!!" Di sottinteso c'è ovviamente che esso crede di essere l'UNICO amico (presunto tale in realtà) meritevole delle tue attenzioni!

Il luogo piu' difficile dentro cui confrontarsi con vari soggetti è senz'altro il blog, poichè nel blog trovano spazio interpretazioni, riflessioni, opinioni e quant'altro. E li' il soggetto qualunquista in genere da il meglio di se. Prima interviene "lodando" il tuo modo di scrivere, poi ti fa i complimenti per la persona che dimostri di essere in base a bontà, altruismo ed altro che esterni e poi da li' come di riflesso, te lo ritrovi nella posta privata! Ti viene a dire che è "quasi" innamorato, già, perchè hai fatto colpo con il post che hai scritto! Ma tu gentilmente cerchi di ridimensionare cio' che lui vorrebbe farti intendere, per cui lo informi che non sei interessata a rapporti fuori dal blog e che non sei li' per "acchiappare"! Sai cosa succede dopo un nano secondo di tale affermazione? Te lo dico io! Succede che prima ti da' della prevenuta, poi subito dopo della str :cens ed infine ti manda al diavolo dicendo che non hai capito niente di lui, presuntuosa che non sei altro, tzè!! Ma questo è ancora nei "limiti" di un comportamento da "iointantociprovo-nonsisamai!", pero' se poi il soggetto, invece di prendere atto di cio' che tu gentilmente gli hai confidato in quanto ai motivi della tua permanenza sul sito, lo rivolta facendoti sembrare presuntuosa, beh, li' veramente c'è da augurarsi che sparisca dalla tua vista! Perchè poi ti viene ad infastidire eh, non pensare di essertela cavata cosi'! Viene ancora nel tuo blog e se tu affermi una cosa, lui asserisce il contrario e ti sfida! Pero' tranquilli, è solo una provocazione per dargli ancora "corda" o per sentirsi in grado di tenerti testa. :ok

Poi vi sono gli "avvoltoi", i quali svolazzano cosi' basso che tu appena entri nel sito ti afferrano con i loro artigli e ti consumano la pazienza! Ti aspettavano al varco per dirti che ti hanno pensata, che ti hanno "commentata" nel blog (mmazza che sforzo!), che vorrebbero vederti, sentire la tua voce, parlarti di se della loro vita ingrata, vittime delle mogli manesche e di suocere mafiose!
Ti chiamano nella chat privata e li' ovviamente si trasformano le intenzioni in 30 secondi netti dal primo timido:"buona sera, disturbo?"
(Uno di questi avvoltoi mi ha informata tramite chat privata che mi voleva analizzare, ed io dentro di me ho pensato; "che cül :hihi , almeno in quel tempo in cui mi analizza, non va' in giro a fare danni!"

Per fortuna la stragrande maggioranza degli utenti di questo sito sono persone consapevoli che in OGNI caso ci vuole RISPETTO nei confronti del prossimo.

Qualora lo vogliate, esternate pure cose "strane" che vi son successe in questo nuovo modo di comunicare....se non altro ci facciamo due risate e bon :ok
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Premetto che sarà un post lungo, dove cerco di descrivere un po' di comportamenti di soggetti che ho incontrato personalmente nel cammino della chat ed altri invece letti qua e la nei blog o nelle bacheche. Ci sono quelli che entrano nel tuo profilo e da li' direttamente nella tua posta, per...
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...mio caro blog...

28 settembre 2014 ore 19:43 segnala
...oggi dedico i miei pensieri a te per farti sapere il significato che hai per me. In questo mondo di parole, dove alle volte si sprecano le intenzioni, vorrei farti arrivare cio' che hai saputo darmi da quando sei nato, poco piu' di quattro anni fa.
Da quando mi sono iscritta in questa chat il mio intento è stato sempre quello di interagire con le persone, confrontandomi su svariati argomenti e anche per potermi migliorare nell'uso della lingua italiana. All'inizio entravo timidamente nelle stanze e cercavo di intervenire scoprendo però di essere spesso in difficoltà poichè si parlava quasi esclusivamente di sesso. Nel mio piccolo cercavo comunque di intervenire con educazione e gentilezza, senza dimenticare mai la funzione primaria che ha per me una chat. Sinceramente non gradivo affatto gli approcci volgari, per cui imparai anche a bloccare i soggetti che mi arrecavano fastidio. Ad onor del vero, il piu' delle volte devo dire che passavo il tempo con persone sole come me e con una grande voglia di comunicare.
Nacque poi l'idea del blog, dove potevo lasciare impressi i miei pensieri ed anche li' gli inizi furono piuttosto difficili, tuttavia continuai poichè avevo tanto da scrivere, forse fin troppo ed i pensieri mi si accavallavano e dovevo poi ordinarli per poterli ampliare. Sentivo che potevo comunicare anche il mio stato d'animo, come potevo immedesimarmi nei vari commenti che si susseguivano al concetto primario. Che emozione pero', trovarsi quel bollino rosso con una notifica che mi faceva comprendere d'essere stata capita.
Adesso è tanto che non entro nelle stanze, anche se alle volte penso a quei nik che sostavano li' e mi davano amicizia, ma avendo intrapreso la strada che mi entusiasma di piu', son consapevole che è cambiata la funzione che io davo in precedenza alla chat.
Oggi mio caro blog vorrei ringraziarti di avermi fatta crescere attraverso le riflessioni di chi è intervenuto nei commenti ad un mio scritto, ma anche per avermi fatta migliorare imparando a comunicare in un modo direi consapevole delle parole che uso, poichè riuscire ad esprimersi attraverso lo scritto, è a mio parere difficoltoso per il motivo che non vi è tonalità o cadenza come punto di riferimento per coglierne le intenzioni.
I miei scritti forse sono impegnativi a volte, come son forse alte le aspettative che ripongo in coloro che mi leggono, ma credo che nell'insieme il mio blog rispecchi esattamente la funzione che io do' alla virtualità; quella sincera e vera, quella fatta di affinità ma anche di rispetto per gli altri, quella dove si comunica e ci si conosce, ma anche quella che toglie dal cuore la solitudine di chi altro non vuole che esserci e basta...
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...oggi dedico i miei pensieri a te per farti sapere il significato che hai per me. In questo mondo di parole, dove alle volte si sprecano le intenzioni, vorrei farti arrivare cio' che hai saputo darmi da quando sei nato, poco piu' di quattro anni fa. Da quando mi sono iscritta in questa chat il...
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28/09/2014 19:43:52
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