...dove mi porta il cuore...

29 maggio 2014 ore 11:29 segnala
Ultimamente ho riletto tanti dei miei post, alcuni li ho anche riproposti, per cercare nei "nuovi" interventi quelle risposte che attendevo da tempo. Mentre leggevo i vari commenti, andavo con la mente alle persone che ho incontrato qui. Tante le ho perdute per strada, molto probabilmente per il motivo che ognuno ha poi inseguito la propria vita. Altri invece ci sono tutt'ora, sono degli "amici" che ho imparato a conoscere nel tempo e con i quali mantengo un contatto seppur virtuale. Altri ancora si sono allontanati o li ho allontanati, per il semplice motivo che la vita comunque ti cambia e tante cose non riesci piu' a collocarle come all'inizio di un cammino. Sinceramente un po' di amarezza mi ha toccata nel profondo, soprattutto se penso a degli amici che si son cancellati dal sito ed anche dalla mia vita, come a non voler piu' vivere di illusioni che il WEB comunque ti da'. Ognuno sceglie di usufruire di questo mezzo come meglio preferisce, io per esempio amavo intavolare dei dialoghi costruttivi, dove si poteva crescere attraverso le opinioni altrui. Fatto sta che pian piano il mio blog si è andato svuotando di "presenze" con le quali mi sarebbe piaciuto interagire. Forse perchè era solo importante per me comunicare attraverso il blog, per loro era sicuramente meno importante, poichè davano piu' spazio al dialogo privato. Ma questo è irrilevante, non si tratta di numeri o altro, si tratta solamente che poi uno si chiede il motivo della permanenza, se poi quello che cercavi in fin dei conti lo hai perso per strada.
Oggi come oggi scelgo di tornare a fare quello che so' fare meglio, ossia occuparmi di coloro che hanno bisogno di riprendersi la vita e la dignità. Per questo e per altri motivi, lascio il mio blog cosi' com'è, intriso di storie di vita e colmo dei tanti pensieri delle persone che ho incontrato qui.
Intanto mi reco nel luogo dove vi lasciai il cuore tre anni fa. Non vado a riprendermelo no, vado solamente a dare me stessa, nel modo in cui mi è permesso di farlo, affinché non si spenga il sorriso dei bimbi sieropositivi di Mombasa, nel Kenya.
La Missione partirà a fine giugno e durerà due mesi. Per tutti i bambini dell'Africa, per tutte quelle anime fragili del Terzo Mondo, porto con me il calore di tutte le persone che mi son state vicine in questi anni.

In una foto di volti di bimbi condannati, vi era un sorriso che attirava lo sguardo. Una faccina minuscola, di bimbo moretto dai capelli ricci e crespi. Nello sfondo un villaggio di capanne di fango, dove il giardino consisteva in rifiuti ammucchiati. Attimo impresso in quella foto, di una vita ai margini, di miseria e pregiudizio. Bambini nati sieropositivi, in quel villaggio troppo povero per gli aiuti dei potenti. Non dispongono di risorse, se non del volontariato di persone con il cuore in mano, i quali si prodigano per alleviare l'agonia di una vita già condannata dalla nascita.

Amici miei, gentili lettori, questo è il mio ultimo post prima di recarmi in quel villaggio, dove il progetto che seguo da oltre tre anni, ha fatto si che tornassi a donare il mio tempo in favore di questi bambini e dove cerchero' di dare nel mio piccolo, un supporto ed un aiuto al che la missione arrivi a "non spegnere quel sorriso".
Grazie a tutti....Evelin64 :rosa
b88ac199-1363-4876-8b0e-f2d79e21fcc8
Ultimamente ho riletto tanti dei miei post, alcuni li ho anche riproposti, per cercare nei "nuovi" interventi quelle risposte che attendevo da tempo. Mentre leggevo i vari commenti, andavo con la mente alle persone che ho incontrato qui. Tante le ho perdute per strada, molto probabilmente per il...
Post
29/05/2014 11:29:45
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    74
  • commenti
    comment
    Comment
    52

...non ne sono venuti...

26 maggio 2014 ore 12:45 segnala
Non si trattava di una vera e propria ansia, bensi' era un misto di senso di colpa e accettazione. Ci tenevo a voler capire e forse il mio cercare di immedesimarmi è servito a te per poterti esternare con tutto il tuo dolore.
Una bella donna, ancora giovane, dai lineamenti delicati e dagli occhi tanto tristi. Il nome è irrilevante, ma forse il cognome doveva ricordarmi qualcosa, poichè non appena lo hai detto mi è scattata nella mente la vera paura che ti consumava la vita. Un cognome importante certo, ma non piu' della tua persona, percio' ti ho invitata a parlarmi della tua infanzia, dell' adolescenza e di quando poco prima di sposarti eri in casa con altri sei fratelli. Il tuo è stato un matrimonio desiderato da tua madre, per via del nome cosi' importante nella società, anche se tuo padre, chiamandoti ancora "bambina", era dell'avviso che quell'uomo non era adatto a te. Tu cosi' semplice, umile e molto molto timida, ti sei trovata a dover crescere in una società, che comunque ti ha accettata per "cortesia" verso la tua ben nota suocera. Quest'ultima non faceva mistero di sopportarti per amore del figlio, il quale non si accorgeva della sottomissione che provavi sempre. Un matrimonio cosi' sfarzoso, cosi' esagerato per cio' che invece avresti voluto per te, ti ha dato il primo impatto di quanto forse dovevi saper accettare. Il viaggio di nozze fu per te motivo di tristezza infinita, poichè ti sei ritrovata a dover condividere la luna di miele insieme ai tuoi suoceri, i quali, per festeggiare il loro unico figlio, hanno deciso anche per te di andare tutti in crociera. Passavano i mesi ed ogni volta tua suocera si informava poco discretamente, se in caso ci fosse una lieta novità in arrivo. Il tuo scuotere il capo in modo negativo le lasciava sempre l'ultima parola: "forse in casa tua non avevate abbastanza da mangiare, meglio fare una cura ricostituente.." Un'altra volta al tuo negare la tanto desiderata gravidanza, tua suocera ti fece sapere che sicuramente è colpa della tua costituzione cosi' gracile. Insomma, ogni mese e ad ogni occasione, sapevi ormai che la famiglia del tuo sposo ti incolpava di non saper "fare" figli. Un giorno, per un malore di tuo marito, dovette essere ricoverato per delle analisi, le quali ti fecero sapere poi che era affetto da sterilità. Tu cara, con la tua infinita bontà, da quel giorno in poi, a chiunque ti chiedesse come mai il figlio desiderato non è arrivato, hai dato come risposta sempre "non ne sono venuti". Tua suocera non ha mai saputo che il figlio era sterile e tuo suocero ancora oggi è convinto che tu non sia in grado di avere figli. Ma per amore del tuo uomo, cio' che ti porti dentro, non sarà mai e poi mai affidato al mondo. "Non ne sono venuti", lo hai ripetuto ancora, forse per convincere me, o forse per convincere te stessa, che il destino avendoti tolta dalla povertà, ha fatto in modo che tu pagassi a caro prezzo l'unico desiderio che con tutti i soldi del tuo sposo, non poteva essere comprato...
b4930dc7-6e63-42fa-bdd0-3b1e4c9ce87c
Non si trattava di una vera e propria ansia, bensi' era un misto di senso di colpa e accettazione. Ci tenevo a voler capire e forse il mio cercare di immedesimarmi è servito a te per poterti esternare con tutto il tuo dolore. Una bella donna, ancora giovane, dai lineamenti delicati e dagli occhi...
Post
26/05/2014 12:45:31
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    21
  • commenti
    comment
    Comment
    13

...e diciamolo...

24 maggio 2014 ore 09:50 segnala
La stampa estera spesso dipinge l'Italia come uno stato qualunquista, di quelli che fanno della loro politica un fatto eclatante e delle poltrone del governo un luogo adatto per coloro che comprano i voti con l'ingenuità dei cittadini. È l'Italia della burocrazia lenta, della sanità discutibile, della giustizia lunga e spesso ingiusta, delle raccomandazioni e delle concussioni, degli scandali dei politici e della magistratura impreparata, della mafia, camorra ed altre organizzazioni criminali, dei 18mila dna per scoprire l'assassino di una bimba, dei Misseri tutti colpevoli ma che ancora sono liberi di inquinare le prove, del delitto di Garlasco e quello di Perugia, del Parolisi imputato ma non ancora punito nella coscienza, degli appalti truccati e auto blu mai immatricolate, del calcio violento e controlli scarseggianti, carceri troppo piene e delinquenti latitanti, falsi invalidi e veri assenteisti, degli sbarchi di clandestini e carenza di mezzi per sostenerli...
Ma è anche l'Italia della solidarietà, del volontariato, delle università prestigiose e delle formazioni di scienziati, dei Medici senza Frontiere e delle Comunità di recupero, di cittadini che pagano le tasse, di informazione che denuda l'ipocrisia, di Arte, Cultura, impegno Sociale e funzionari onesti. È l'Italia che si è costruita sulle macerie di una classe politica, che ha portato lo Stato a dover far fronte alle tante carenze che hanno subito i nostri ragazzi. L'Italia che vince quattro mondiali ed unisce in Festa tutti gli Italiani. Dei Carabinieri, nei secoli fedeli e della Polizia di Stato, attenta e presente sempre, della Guardia di Finanza e di tutti i membri della Giustizia, di quella "giusta", quella che ti fa credere che lo Stato è vigile. È l'Italia che un terremoto scuote tutta la penisola ed isole comprese, l'Italia che se nasci al sud non sei piu' terrone, ma sei integrato in uno Stato che ha eliminato le discriminazioni. L'Italia che crea alloggi per i tantissimi profughi, apre le scuole e le chiese ad ogni ceto e religione. L'Italia degli italiani, di quei cittadini onesti che si recheranno a votare, che forse ci sperano ancora e decidono di unire le loro forze, di votare con coscienza e determinazione, affinché l'Italia resti il Bel Paese che tutta la stampa estera comunque ci invidia.
e2ac1c49-f5a8-4139-a336-1d193ca91de3
La stampa estera spesso dipinge l'Italia come uno stato qualunquista, di quelli che fanno della loro politica un fatto eclatante e delle poltrone del governo un luogo adatto per coloro che comprano i voti con l'ingenuità dei cittadini. È l'Italia della burocrazia lenta, della sanità discutibile,...
Post
24/05/2014 09:50:36
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    31
  • commenti
    comment
    Comment
    22

...VIGLIACCHI VIRTUALI....

16 maggio 2014 ore 08:04 segnala
Era accovacciata sul divano del suo minuscolo appartamento, con quell'ansia che ormai la prendeva da tempo ogni volta che apriva il suo portatile. Aveva scelto quel nik per celare la sua identità certo, come fanno tutti d'altronde, solo che il suo faceva riferimento ad un nome di donna. Non mise mai la foto nel suo profilo, poichè era decisa a non farsi riconoscere da nessuno. Scriveva di se, dei suoi pensieri, del suo dolore, delle sue paure, fino al giorno in cui le si avvicino' un nik maschile. Questo forse l'aveva presa di mira, fatto sta che non perdeva occasione per sminuire o deridere ogni cosa che scriveva la ragazza. La assillava in ogni momento in cui lei era online, tartassandola di messaggi ai limiti della decenza. La ragazza cercava di non dare peso a questa situazione, segnalando pero' questo nik piu' e piu' volte allo staff di quel sito. Vi erano giorni in cui arrivavano anche altri "maschi", vessandola di continuo nella posta privata. Quelle parole le sferzavano l'anima: "sei solo una puttana alla ricerca di un uomo che ti prenda! Troia, sei tutto il giorno in chat per cercare il pollo di turno! Fai schifo per come scrivi, sembri una deficiente! ecc..." Lo pensava a volte si', pensava al motivo per il quale certi uomini sfogavano le loro frustrazioni nei suoi scritti innocenti, anche se non trovava mai una risposta che le potesse far cessare l'angoscia che provava aprendo il portatile. La ragazza ne parlo' con la polizia, volendo porre fine a quella situazione che la esasperava ormai da anni. Le consigliarono di fare in modo che lui esca allo scoperto, dandogli magari un appuntamento in un luogo molto appartato. Cosi' fece; scrisse al suo aguzzino virtuale che era pronta a conoscerlo, a dargli cio' che voleva da tempo. Scelse un parcheggio vuoto, in un orario in cui sapeva che non potevano esserci testimoni. Lui, ormai convinto di aver agguantato la sua preda, non penso' neanche di nascondersi dietro al muretto per vedere chi scendeva da quell'auto parcheggiata sotto le stelle. L'oscurità non faceva vedere chiaramente il volto della ragazza, ma appena le si avvicino', uno schiaffo morale lo colpi' fin dentro la coscienza. Quella donna, che aveva tartassato per mesi e mesi........è sua figlia!!

Alle vittime di questi vigliacchi vorrei dire: non abbiate paura di segnalare, di denunciare, poichè la paura la hanno loro, di essere scoperti e di dover rendersi conto che sciacalli che sono. Si nascondono dietro ad un nik, poi dietro ad un altro, il tutto perchè non hanno il coraggio di metterci la faccia! Li riconosci subito, sono quelli che ti denigrano, offendono, insultano senza motivo e solo per il gusto di credersi "forti" ! Prendono di mira una vittima e fanno in modo di coinvolgere anche altri nel loro gioco al massacro. Scrivono nella posta privata di altre persone, denigrando la vittima, facendola apparire come meritevole di insulti ed offese! Non danno tregua al loro delirio mentale, per cui ti assillano fino a farti reagire. Non sei tu vittima a dovertene andare, lo devono fare LORO!!!

Ai vigliacchi virtuali vorrei dire solo una cosa: non sapete chi c'è dietro al monitor, prima di esasperare una donna, nascosti nelle vostre vite fasulle, fate i conti con la vostra coscienza e chiedetevi SEMPRE: e se dietro al monitor c'è una persona che potrei ferire mortalmente?

Questo post l'ho voluto scrivere per dar modo di riflettere che ormai in questo sito i fake hanno preso piede. Non manca mai, in nessun contesto, leggere di certe situazioni ai limiti della denuncia penale. Facciamo in modo che la chat torni un luogo di svago, dove ci si conosce ed interagisce con lealtà. Tutto il resto, spero che giunga nel cimitero di quei nik "bannati" da moderatori attenti!
cfd2d263-9e44-4973-a8da-45d9f1ef6cb6
Era accovacciata sul divano del suo minuscolo appartamento, con quell'ansia che ormai la prendeva da tempo ogni volta che apriva il suo portatile. Aveva scelto quel nik per celare la sua identità certo, come fanno tutti d'altronde, solo che il suo faceva riferimento ad un nome di donna. Non mise...
Post
16/05/2014 08:04:47
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    168
  • commenti
    comment
    Comment
    100

...quella piccola ombra...

13 maggio 2014 ore 09:05 segnala
Considerando i vari caratteri che formano le individualità, ho pensato di fermarmi su quei soggetti che sostano perennemente all'ombra. Un'infanzia sicuramente difficile, con genitori forse occupati a tenere unita una famiglia, lasciando che il loro figlio si accorga di dover meritare l'attenzione. Cresce nel figlio ovviamente il bisogno di sentirsi curato, di sentirsi anche coccolato se vogliamo, ma nello stesso tempo cresce anche la paura di essere ignorato. Di conseguenza il ragazzo cerca in se stesso la voglia di dimostrare cio' che è in realtà. Inizia a studiare, a curare le amicizie, ad aiutare in casa, ecc...il tutto per sentirsi apprezzato nel suo cammino. Ma nonostante tutto, sente ancora che i suoi cari non notano in lui quel bisogno di sentirsi amato. Caratterialmente è schivo, tendenzialmente discreto, cerca sempre di non farsi notare troppo, per il motivo che sa che non riceverà alcun apprezzamento. Inizia a sostare all'ombra di se stesso, dove impara ben presto ad ascoltare gli altri. Si immedesima nei vari cammini, senza trovare mai la sua strada alla luce del sole. Resta all'ombra di un tragitto percorso da altri, coloro che simili a lui, sono ancora alla ricerca di ritrovarsi. Un innato bisogno di nascondere i sentimenti è prerogativa di chi nella prima infanzia non si è sentito amato. È sempre attento alle sfumature di cio' che lo circonda, una capacità eccezionale di fare un passo indietro a favore di chi secondo lui è piu' meritevole. Ma ben presto si accorgerà che l'ombra viene riflessa dalla luce, seppur tenue, è una luce che saprà tenergli compagnia nel suo posticino di persona ignorata. Crescerà e saprà affermarsi, conoscerà un cuore limpido che saprà apprezzarne la sincerità, restando comunque sempre un passo indietro. La sua vita migliorerà nel momento in cui la sua ombra diventa piccola, dove lo spazio della luce viene riempito dai suoi meriti.
È la storia di una piccola ombra...è la storia mia... :shy
Ho imparato a saltare l'ombra anche grazie a chi ha saputo leggermi dentro....qui nel blog e non. Grazie... :rosa
6c9e56b5-0405-4148-a274-93e5c993e706
Considerando i vari caratteri che formano le individualità, ho pensato di fermarmi su quei soggetti che sostano perennemente all'ombra. Un'infanzia sicuramente difficile, con genitori forse occupati a tenere unita una famiglia, lasciando che il loro figlio si accorga di dover meritare l'attenzione....
Post
13/05/2014 09:05:06
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    23
  • commenti
    comment
    Comment
    15

...per tutta la vita ed oltre...

09 maggio 2014 ore 18:16 segnala
Quella sera eri seduta davanti al caminetto, con la coperta sulla gambe ed un libro in mano. Volevi leggere quella storia che parlava di un bimbo malato e poi guarito con l'amore della sua mamma. Ti si chiudevano gli occhi mentre cercavi di voltare pagina a quel libro, divenuto ormai pesante per le tue poche forze. Vedevo la tua stanchezza e mi rendevo conto che il respiro si faceva sempre piu' affannoso. Mi son seduta accanto a te, ho tirato un po' la coperta per svegliarti delicatamente. I tuoi occhi mi scrutavano e forse dentro sentivi di dovermi dire qualcosa di importante. Tenevi ancora il libro in mano, aperto alla pagina che mostrava la foto di un bimbo sorridente. La guardo bene e accanto al bimbo c'era il volto della sua mamma, alla quale spuntava una lacrima dagli occhi socchiusi. Mi prendi la mano e con voce flebile mi dici:"non aver paura piccola mia, quando sarai mamma, ricordati che lo sarai per tutta la vita ed oltre, poichè nessun Amore in tutta la tua esistenza, potrà raggiungere mai l'immensità del cuore di mamma."
Forse era il tuo modo per dirmi che dovevo lasciarti andare, o forse volevi dirmi che una mamma dona la vita, la dona in modo incondizionato. Accetta tutto una madre, perchè ha un cuore disposto a sacrificarsi per l'amore dei suoi figli. Pochi giorni dopo te ne sei andata a dormire sulle nuvole ed oggi penso alle tue parole...quelle che ho inciso nel cuore per farne tesoro e per tramandarle ai miei meravigliosi ragazzi. :-)
A te mamma mia, grazie di avermi resa figlia tua e, se oggi sono a mia volta mamma, lo devo sempre a te che mi hai cresciuta con la consapevolezza che una mamma è per sempre, per tutta la vita ed oltre :rosa

Un pensiero alle mamme che hanno perso i loro figli, alle figlie che non saranno mai mamme e a tutte le mamme che hanno dato vita ai loro figli e nello stesso tempo sono andate a dormire sulle nuvole... :rosa
a5f42d3d-1596-4490-9067-cb2ee558669a
Quella sera eri seduta davanti al caminetto, con la coperta sulla gambe ed un libro in mano. Volevi leggere quella storia che parlava di un bimbo malato e poi guarito con l'amore della sua mamma. Ti si chiudevano gli occhi mentre cercavi di voltare pagina a quel libro, divenuto ormai pesante per le...
Post
09/05/2014 18:16:02
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    52
  • commenti
    comment
    Comment
    35

...una vita da bugiardo....

06 maggio 2014 ore 11:47 segnala
(Ho bisogno di riflettere su delle considerazioni che faccio fatica ad elaborare, per cui mi ispiro ad un tipo di vita per poter capire il meccanismo di tale comportamento.)
Bene, spesso e volentieri mi son chiesta la fatica mentale che fa un soggetto predisposto a mentire, il valore che esso da' all'approccio con la sua verità ed il bisogno costante di deformare la sua visuale delle cose.
Mi riferisco ovviamente al bugiardo incallito, a quello cronico, il quale inizia a celare dapprima una verità scomoda, per poi scalare via via la strada della menzogna persistente.
La mia amica un giorno disse una frase molto vera a riguardo: "il bugiardo, appena dice la prima bugia, ne ha pensate altre dieci per accampare la prima!" Trovo che sia esattamente cio' che succede nella mente di chi ormai non si rende conto che è in costante pericolo di venir scoperto. È un opportunista di persone di buona fede, le quali forse si fanno comunque i loro concetti, ma riescono a perdonare "qualche" bugia detta a fin di bene. Solo che puo' succedere che un racconto ci sembri inverosimile, per cui chiedendo ulteriori dettagli, il bugiardo cronico cosa fa? Ovvio, con uno sforzo mentale non indifferente, inizia ad arrampicarsi sugli specchi della sua stessa fantasia, inoltrandosi fra l'altro in particolari eclatanti, i quali fanno sembrare la menzogna quasi inesistente. Un bugiardo cronico si sente anche incompreso qualora gli si fa notare che non gli si crede, ma con ulteriori menzogne fa si che chi dubita di lui, si deve anche sentire in colpa di non avergli creduto. Giura anche il falso si', lo giura spudoratamente sapendo di mentire ad oltranza. Arriva al punto che si autoconvince di esser nel giusto e che se non gli si crede è perchè gli altri son prevenuti!! (Già, succede anche questo!!) :testata
Ma arriva il giorno in cui il mentitore non è in grado neanche di dire la verità a se stesso, per il motivo che non ha mai imparato ad apprezzarla, resterà sommerso dalle sue menzogne e non si renderà conto che bastava ammettere una sola bugia per comprendere tutte le altre.

Una vita da bugiardo mette in gioco la dignità dell'uomo...chissà se ne vale veramente la pena...
0818e918-8f04-450c-8fa1-d0368b67d71d
(Ho bisogno di riflettere su delle considerazioni che faccio fatica ad elaborare, per cui mi ispiro ad un tipo di vita per poter capire il meccanismo di tale comportamento.) Bene, spesso e volentieri mi son chiesta la fatica mentale che fa un soggetto predisposto a mentire, il valore che esso da'...
Post
06/05/2014 11:47:09
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    61
  • commenti
    comment
    Comment
    69

...ragazza di vetro...

02 maggio 2014 ore 08:03 segnala
Sei entrata dalla porta con passo stanco, il viso rivolto al pavimento e occhiali da sole che ti coprivano gli occhi. Stranamente non toglievi la giacchina, anche se leggera, era troppo per una temperatura ancora estiva. Ho fatto finta di non farci caso, ma nella mente già attendevo che tu dicessi il motivo della tua presenza. Ho notato da subito che non volevi domande, percio' mi son accomodata di fronte a te porgendoti solo la mano. Quel contatto, anche se breve, deve averti dato fiducia, poichè hai tolto subito dopo gli occhiali da sole che ricoprivano un livido vistoso sull'occhio destro. Avevo capito già tutto pensavo, ma mi attendeva una verità che facevo fatica ad accettare, poichè infierire su quel corpo minuto mi sembrava impossibile da concepire. Senza dire alcuna parola, ti sei tolta la giacchina ed i tanti lividi, bruciature, graffi e tagli sulle braccia, mi diedero l'intera visione del tuo atroce segreto. Sei stata picchiata e violentata, rapita da una banda di balordi che hanno fatto scempio del tuo corpo e devastato la tua mente. Le uniche due parole che pronunciasti furono per me l'ancora di salvezza che ti potevo porgere come sostegno morale. "Sono incinta", solo queste due parole, il che significava che avevi rimosso le violenze ed eri concentrata sulla conseguenza di quel crimine. Ho dovuto dirti la solita breve litania, la quale comporta l'informazione delle regole per essere accettate dai servizi sociali, ma dentro di me non ero affatto convinta che fosse quella la strada da seguire. Volevo farti elaborare cio' che hai subito, per dare modo alla tua mente di tornare razionale, ma ho capito fin da subito che farti ricordare adesso l'orrore vissuto, avrebbe comportato che tu scappassi da te stessa. Sei stata accolta come ragazza madre, ma per coloro che hanno visto i tuoi lividi e le tue ferite, sei diventata la ragazza di vetro...cosi' fragile e impaurita, da accudire con la massima delicatezza...

Molte volte è necessario rimuovere cio' che opprime il cuore, per dar modo alla mente di elaborare un trauma subito, cosi' il tempo sarà complice di una guarigione fisica e psichica, anche se metabolizzare poi il tutto, ben presto porterà la ragione a doversi confrontare con una realtà che farà ancora tanto male...
641168f4-905b-40a7-a941-6d48ff409afc
Sei entrata dalla porta con passo stanco, il viso rivolto al pavimento e occhiali da sole che ti coprivano gli occhi. Stranamente non toglievi la giacchina, anche se leggera, era troppo per una temperatura ancora estiva. Ho fatto finta di non farci caso, ma nella mente già attendevo che tu dicessi...
Post
02/05/2014 08:03:20
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    42
  • commenti
    comment
    Comment
    14

...non si puo' morire cosi'...

29 aprile 2014 ore 11:00 segnala
Seduta in quell'angolino, con le gambe strette al petto e la testa reclinata, aspetti un segno, un solo piccolo segno che ti faccia capire che non sei rimasta sola. Il tempo passa e quel maledetto cellulare resta muto. Gli occhi colmi di lacrime, le stesse che hai versato a lungo in quell'angolino di vita. Ti fanno male le ossa ormai e non ti rendi conto di quanto tempo sia passato cosi', stando immobile ad aspettare che lui si facesse vivo. Controlli nervosamente se vi sia campo, se in caso ti puo' arrivare quel sms che aspetti da giorni. La bottiglietta dei sedativi era vuota accanto a te. Forse ne hai presi molti, forse tutti, ma una certa lucidità ti è rimasta, quindi torni a crogiolarti nel dolore di quella attesa straziante. La pozza di sangue si era ormai coagulata, la contempli attraverso il velo di lacrime, ti sembra di un nero profondo, come il buio che ti ha avvolta quel giorno, quando lui ti ha voltato le spalle. Un dolore sordo dentro al cuore ti stava lacerando l'anima e ti assopiva la mente. La stanchezza è arrivata finalmente, il corpo cede al peso del dolore che ti porti dentro da giorni e giorni, mentre la stanza inizia a girarti intorno, senza fermarsi neanche ad aprire la finestra. Un attimo ancora, un piccolo lume di speranza, forse se non lo guardi, il cellulare inizia a squillare e sentirai la sua voce..."amore mio, non posso vivere senza di te..." No, non squillerà, ormai hai capito, nessuno ti chiamerà amore mio e nessuno ti consolerà dal dolore che ti sta uccidendo. Chiudi gli occhi, un sospiro ed un singhiozzo ancora e poi l'oblio...
Ti hanno trovata priva di sensi, pallida e con il respiro cosi' lieve che sembrava fosse lo sbattere d'ali di una farfalla ferita. Una corsa all'ospedale piu' vicino, le sirene che urlavano lo strazio di una giovane vita che si stava spegnendo e poi tua madre li', seduta accanto alla lettiga che ti teneva la mano. "In rianimazione, subito!" - urlava il medico di guardia, mentre due braccia forti ti spostavano sulla barella d'emergenza.
Hanno fatto il possibile, hanno cercato di rianimarti per piu' di un'ora, ma il tuo cuore ha smesso di battere nello stesso momento in cui il suono di un sms riattiva il tuo cellulare....

Certi dolori spesso vengono sottovalutati, bastava forse che una persona qualsiasi avesse fatto squillare quel cellulare, per fare in modo di ritardare almeno la decisione della ragazza, di tentare il suicidio per via della fine di un amore. Ma forse cio' che dovremmo tenere a mente è che nessun amore perduto vale la vita di una persona, poichè se anche il cuore è spezzato, ci sarà sempre qualcuno che lo farà tornare a battere un giorno...
5b74d4d2-2d31-4cfe-9940-3a67ed9c4e79
Seduta in quell'angolino, con le gambe strette al petto e la testa reclinata, aspetti un segno, un solo piccolo segno che ti faccia capire che non sei rimasta sola. Il tempo passa e quel maledetto cellulare resta muto. Gli occhi colmi di lacrime, le stesse che hai versato a lungo in quell'angolino...
Post
29/04/2014 11:00:52
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    33
  • commenti
    comment
    Comment
    16

...segui la tua strada...

25 aprile 2014 ore 19:45 segnala
Mi sedevi di fronte, con lo sguardo basso e con le dita che tamburellavano sul tavolo. Cercavi le parole da dire, volevi sentirle pronunciare, volevi che ti rimbombassero dentro per sentirle veramente tue. Hai alzato lo sguardo come per cercare aiuto, mentre io aspettavo il tuo prossimo sospiro. Non mi guardavi, il tuo sguardo era rivolto ad un punto lontano dove credevi che ci fossero le risposte alle tue domande. Feci in modo di avvicinare quel punto a te, alzandomi e voltandoti le spalle. In quel momento hai iniziato a parlare di te, hai trovato il filo che ti poteva condurre a dissolvere la matassa di sensazioni. Cerchi di assolverti dall'ansia di un'ammissione, assumendo una posizione ferma, quando finalmente decidi di ascoltare la tua voce: "Sono omosessuale".
Vivi un amore nascosto, dal tuo pudore e dalle tue paure. Temi l'incomprensione della tua famiglia, ma è troppo grande il bisogno di seguire la natura. Sarai discriminato, sarai forse anche biasimato e giudicato, ma sentir dire da te che sei omosessuale, ti ha dato il coraggio di accettare questa realtà. Un sorriso sul tuo volto giovane, quando hai afferrato il senso del tuo gesto. Lo hai ripetuto piu' volte, mentre uscivi di casa per seguire la tua strada, la stessa strada che ti condurrà ad essere te stesso.

Per un percorso tortuoso, dove la discriminazione ha ancora radici, si dovrebbe forse avere il coraggio di ascoltare la voce di una natura che ha scelto solo la sua strada, senza fermarsi al bivio dell'ipocrisia. L'amore non conosce imposizioni, si ama e basta, a prescindere dal giudizio altrui!
257dff6e-f76b-43be-ade6-adf0d50b94e5
Mi sedevi di fronte, con lo sguardo basso e con le dita che tamburellavano sul tavolo. Cercavi le parole da dire, volevi sentirle pronunciare, volevi che ti rimbombassero dentro per sentirle veramente tue. Hai alzato lo sguardo come per cercare aiuto, mentre io aspettavo il tuo prossimo sospiro....
Post
25/04/2014 19:45:57
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    48
  • commenti
    comment
    Comment
    30