...ciao Alfredo...

01 settembre 2014 ore 06:59 segnala
Un uomo desideroso di vita e serenità, con un carattere taciturno e sottomesso, ha fatto di te il figlio devoto e orgoglio di una numerosa famiglia. Con la tua presenza discreta riuscivi ad essere riferimento di molti parenti ed amici. Ma colei che ti rubo' il cuore, ne fece di te unico pensiero del suo sogno di ragazza. Fece in modo che tu ti allontanassi da chi poteva avere amore da te. Ti spense il sorriso sul volto sereno, lasciandoti solo ad aspettare il suo ritorno. Pochi attimi celati alla serenità in casa tua, ti facevano tornare cio' che sei stato per chi ti amava. Ben presto pero' la terra bruciata che avevi intorno, soffoco' la tua voglia di restare figlio e fratello. Guardavi nel bicchiere vuoto, quella solitudine che sentivi sulla pelle e, mentre la tua donna brindava alla vita, tu ti accomiatavi dal mondo che non sentivi piu' tuo.
Lasciasti cadere la vita nella solitudine del tuo dolore, poichè piuttosto che perdere lei, hai preferito perdere la vita costretta nella terra bruciata. Eri emarginato anche da te stesso, per il motivo che non era quella la vita che desideravi. Fu solo il biglietto d'addio a far sapere ai tuoi cari che ormai non appartenevi piu' a nessuno...

Le 41 candeline sulla torta del tuo compleanno, oggi le spegneranno le lacrime di coloro che ancora piangono per te....ciao Alfredo :rosa

Son dell'avviso che l'estremo gesto avvenga molte volte dall'inconsapevolezza di un'istigazione all'isolamento, per cui tendo a credere che chi si abbandona alla volontà di vivere ancora, lo fa perchè costretto dal fumo acre della terra bruciata che gli si è fatta intorno!


Il suicidio dimostra che ci sono nella vita mali più grandi della morte.
(Francesco Orestano, Pensieri, 1913)
c3a1ddde-01c2-4f53-9695-6636d79abffe
Un uomo desideroso di vita e serenità, con un carattere taciturno e sottomesso, ha fatto di te il figlio devoto e orgoglio di una numerosa famiglia. Con la tua presenza discreta riuscivi ad essere riferimento di molti parenti ed amici. Ma colei che ti rubo' il cuore, ne fece di te unico pensiero...
Post
01/09/2014 06:59:51
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    17

Commenti

  1. patty1953 01 settembre 2014 ore 07:17
    Tornare a vivere quando si è morti dentro non è una cosa facile, specie se ci si chiude nel proprio dolore e nel silenzio. Un abbraccio a tutte quelle persone per cui la morte è ancora il minore dei mali avendo spento il dolore che portano dentro la voglia di vivere.........x te Alfredo e per tutti quelli che come te se ne sono andati :rosa :rosa :rosa
  2. A.Lu 01 settembre 2014 ore 10:19
    "Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
    Rassicurati, va tutto bene.
    Ritroverai il mio cuore,
    ne ritroverai la tenerezza purificata.
    Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
    il tuo sorriso è la mia pace."
    :rosa :rosa
  3. antioco1 01 settembre 2014 ore 10:45
    sai una cosa Evelin è bello leggerti ciao Ale
  4. crenabog 01 settembre 2014 ore 10:53
    meglio un pesce rosso nell'acquario oggi, che una donna nel letto domani. almeno lui, se vuole avere il mangime, quando mi vede mi manda i bacetti e scodinzola festoso. una donna, seeee.... e comunque se e quando mai dovessi fare un passo del genere, me ne porterei dietro parecchi.
  5. crenabog 01 settembre 2014 ore 10:54
    ps, si ringrazia pubblicamente la bacheca della Sig.ra Evelin per aver reso edotto i lettori della uscita del nuovo post. se era per la pagina BLOG di Chatta, stavo ancora a leggere altra roba...
  6. prometeo1971 01 settembre 2014 ore 11:56
    la solitudine è una cosa che bisogna provare sulla propia pelle, sentire l'indifferenza degl'altri che tu ci sia oppure no a loro non importa, la mancanza d'affetto un dolore che ti lacera giorno dopo giorno finchè un grillo incomincia a girarti per la testa e fai la tua scelta giusta o sbagliata che essa sia la fai e di queste scelte la colpa forse l'abbiamo un pò tutti per il nostro egoismo
  7. patty1953 01 settembre 2014 ore 12:16
    Colgo l'occasione di questo post per dire grazie a tutti coloro che in questi due anni attraverso questo paesello di nome chatta mi sono stati vicino non hanno permesso che la solitudine mi attanagliasse l'anima, e rendesse arido il mio cuore, che il dolore e il mio grido sono stati raccolto da molti di voi che avete avuto la bontà e la pazienza di ascoltarmi, coccolarmi o scuotermi a secondo delle occasioni. A tutti voi che con il vostro affetto mi avete ridato la voglia di vivere e di credere che la vita valga la pena di essere vissuta. Questo scritto lo fatto per rispondere a Prometeo e dire che a volte i fiori nascono la dove meno ce l'aspettiamo, fiori che si chiamano solidarietà, generosità, affetto.......grazie Evelin se ho usato di "casa tua" ma nulla avviene per caso. :rosa
  8. nicneim.1966 01 settembre 2014 ore 12:34
    concordo con i commenti precedenti (a parte uno). quando ti senti solo, quando ti guardi attorno e ti sembra di essere di troppo, quando ti senti ignorato. Tra la gente ti senti invisibile, hai la senzazione che un moscherino abbia più considerazione di te....brutta la solitudine......e non è facile farla finita.
  9. P.aradiso1965 02 settembre 2014 ore 07:46
    Secondo me, in letteratura uno dei primi ad esprimersi chiaramente a riguardo fu proprio Shakespeare nel suo famoso monologo "essere o non essere".

    ... Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale?

    Andando ancora più indietro nel tempo circa 500 anni prima di Cristo il Buddha "fece notare" al mondo intero che la vita è sofferenza.

    E' normale non sopportare il bicchiere mezzo vuoto. La vita è come un bicchiere mezzo pieno.
    Si pensa che la morte sia la fine di tutte le sofferenze, poi, forse qualcosa accade e si ricomincia a vedere anche che tutta questa sofferenza ci rende più forti, ma non necessariamente più duri, essere più forti spesso significa essere morbidi, flessibili, aver la capacità di migliorare a seguito di sofferenze e difficoltà.
    Trovo che esista una parola molto adeguata per descrivere tutto questo ed è "resilienza" .
    :-(
  10. abacogreco 03 settembre 2014 ore 08:59
    Solitudine e depressione portano a percepire una dimensione diversa dalla realtà,si è propensi al pessimismo e non si riesce più a trovare una via d'uscita. Alfredo come tanti si è trovato solo,non è più riuscito a vedere nessun appiglio per poter riprendersi la vita ed ha preferito(o costretto) mettere fine a questo malessere. Lo ricorderanno chi lo ha amato e chi ha saputo leggere nei suoi occhi tristezza,dolore,amore,quell'amore che non ha potuto dare fino in fondo,ma che continua a vivere. :rosa
  11. Sognatore.60 23 marzo 2015 ore 22:02
    Bellissimo il pensiero di prometeo e lo condivido in pieno. Solo chi ha vissuto questo tipo di esperienza,puó capire cosa significa la parola ( solitudine),ma la cosa piú tremenda è convivere con i sensi di colpa per non avere capito cosa stava covando la mente di una amata persona che ha scelto di liberarsi dei suoi fantasmi . Un abbraccio a tutti quelli che hanno provato il dolore di una perdita.
  12. sinceropreciso 01 settembre 2017 ore 17:06
    I tempi in cui viviamo sono bui, e secondo parecchie persone c'è poco da essere felici e contenti. I problemi non mancano mai, quando pensi che ne sei fuori, ne spunta prontamente un altro e come uno scivolone in una montagna innevata ti porta nuovamente a valle. In certi momenti si diventa fragili e se la mente non è preparata alle tempeste della vita si può soccombere. Quello che possiamo fare è stare attenti a certi segnali che gli aspiranti suicidi ci lanciano...mai minimizzare lacrime e parole. :bye

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.