...il braccio della morte...

31 gennaio 2013 ore 19:43 segnala
Aprendo la porta sul grido del tuo silenzio, hai fatto i passi che ti separavano dalla vita, nel terrore muto della tua colpa. Un percorso breve, fino allo sbocco dell'incontro della tua anima; ma da li' una discesa troppo ripida per i freni della giustizia, ti ha fatto cadere nel torbido mondo confuso da obiettori del male. La mente ingabbiata nel lungo braccio, dove le tue giornate ti ricordavano che alla fine di esso, non vi era nessuna mano pronta a salvarti. Un percorso a senso unico, che non ti dava piu' occasione di chiedere perdono. Corridoio troppo corto per dare modo ai tuoi pensieri di mettere ordine al tuo terrore. Mentre cammini sul sentiero di altre orme prima di te, conti i passi di un domani che ti porterà a non tornare mai piu'. L'hai percorso solo una volta, quel corridoio che ti portava a guardarti dentro. Un tunnel senza luce, un tragitto di colpe mai perdonate, faranno del tuo ultimo percorso, un braccio in attesa che ti avvinghi nel buio eterno...

Ritengo che la pena di morte causi alla mente del condannato un rifiuto della realtà, e molto probabilmente lo condurrà attraverso quel braccio in una specie di "letargo emotivo", distaccato dal suo IO e sicuramente già morto dentro.
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Aprendo la porta sul grido del tuo silenzio, hai fatto i passi che ti separavano dalla vita, nel terrore muto della tua colpa. Un percorso breve, fino allo sbocco dell'incontro della tua anima; ma da li' una discesa troppo ripida per i freni della giustizia, ti ha fatto cadere nel torbido mondo...
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31/01/2013 19:43:58
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Commenti

  1. tecerco 31 gennaio 2013 ore 20:36
    Mi viene in mente, per fare un parallelo, ciò che avviene gradualmente dentro una persona affetta da malattia che sa per certo che la porterà a perdere la vita. E' indubbio che la paura fa morire dentro anzitempo...e imporre ad un uomo quell'ultimo percorso è un esempio di come una parte dell'Umanità sia a volte disumana.
    Buona serata :rosa :bye
  2. elios67 31 gennaio 2013 ore 21:04
    quando entri nel braccio della morte, non sei più una persona. Quando sei nel corridoio gli agenti di custodia pronunciano questa frase
    (uomo morto che cammina) ed è proprio cosi sei vivo ma sei già morto sei già stato eliminato dal sistema. la morte ti negherà una riabilitazione, non sarà neanche un deterrente, senza contare gli errori giudiziari. Sei gia morto una volta perchè ucciderti un altra volta.
  3. malenaRM 31 gennaio 2013 ore 22:47
    La pena di morte è l'ultimo errore a conclusione di unacatena di errori/orrori che ha portato il prigioniero alla condanna.
    Ed è il più grave, perché è lo Stato a commetterlo.
    :rosa
  4. lontanadate71 01 febbraio 2013 ore 11:50
    Al primo momento non avevo capito che parlavi della pena di morte, pero' per come hai descritto cosa si prova ho pensato alla loro paura, e pensa se sono innocenti!!
    Bel post, molto ben scritto.
    Ciao da Angela :fiore
  5. giusi62 01 febbraio 2013 ore 13:20
    Sono contraria alla pena di morte,
    nessuno dovrebbe decidere la vita
    di un altra persona,quindi non so
    cosa puo frullare per la testa,
    un condannato a morte. :bacio
  6. gattina1950 01 febbraio 2013 ore 14:13
    Penso che quell'ultimo pezzo di strada non andrebbe mai percorso se è un uomo a deciderlo su un'altro uomo....lo penso io,ma non so' neppure essere nell'animo di chi ha ricevuto tanto male.
    Se poi fosse innocente?....Quanti dubbi avrei....ciao Evelin, bel post :rosa :fiore
  7. astro42 01 febbraio 2013 ore 16:30
    Lo spero per lui che sia in un "letargo emotivo" altrimenti come si farebbe a muovere un passo dopo l'altro?
    Penso che, se cosciente, io percorrerei in fretta quel corridoio affinché l'incubo finisca quanto prima possibile.
  8. KingArthur62 01 febbraio 2013 ore 20:57
    che brutta cosa la pena di morte, privare un uomo della vita è una colpa ancora più grave di qualsiasi altra colpa che possa aver commesso un condannato, la differenza è che è un omicidio legalizzato, buona sera Evelin :rosa
  9. iopensierino50 02 febbraio 2013 ore 14:53
    Un felice fine settimana a Te :rosa
  10. lino.123 02 febbraio 2013 ore 17:03
    ciao avelin buon fine settimana :bacio :rosa
  11. huskygrigio 02 febbraio 2013 ore 17:04
    é argomento che costringe a riflettere ed a fare sorgere tante domande e quesiti: chi stabilisce se togliere la vita ad un uomo che ha commesso crimini sia la giusta condanna-se la colpevolezza è certa ? nel dubbio non si deve condannare.se il colpevole si è redento veramente durante l'attesa dell'esecuzione della condanna è giusto ucciderlo ?o è più giusto che la società gli permetta di dare il suo contributo e reinserirlo?però la società ha il diritto -dovere-di difendersi dal crimine e proteggere i più deboli dai prepotenti.purtroppo la morte è la pena capitale che non darei mai. sono decisamente per l'espiazione ,per fatti gravi, vedo bene i lavori forzati e attività socialmente utili a fare capire sempre gli errori commessi ed a porvi rimedio col loro contributo di lavoro e riflessione.ciao 1b.s.n.e 2o.ni.st..
  12. huskygrigio 02 febbraio 2013 ore 20:33
    il film-Il Miglio verde- descrive cosi bene gli atteggiamenti verso il condannato a morte che ne fa un film indimenticabile. si vede l'umanità e la comprensione per l'ultimo passo e la durezza e freddezza della giustizia nell'eseguire il castigo,rispettando il rigido protocollo.Invece in paesi islamici,la sentenza viene eseguita anche in piazza davanti al pubblico plaudente come al tempo dei barbari. qui i commenti gentile evelin ,sarebbero molteplici e dovremmo scrivere un trattato,ma mi fermo qui. 1111111111111oobr.
  13. Martina.luce 02 febbraio 2013 ore 21:06
    Sono contraria alla pena di morte, bisognerebbe rispettare in ogni circostanza la vita umana, anche quella dei criminali poiché la società civile e gli stati non si possono abbassare al livello di chi uccide. Uccidere è sempre sbagliato ed irrimediabile e crea altre vittime che sono i famigliari delle vittime stesse. Mi auguro che presto i paesi ancora interessati non ne faranno più uso…
    Un caro saluto… :rosa
  14. Evelin64 03 febbraio 2013 ore 09:26
    Riguardo alla pena di morte, tutti ci siamo espressi contrari, considerando anche che si tratta di omicidio legalizzato, come ben ha espresso KingArthur, e a me viene anche in mente la figura del boia, colui il quale per portare il pane a casa, deve uccidere un uomo! Non riesco ad immedesimarmi in un simile "mestiere", poichè temo che la coscienza la dovrei lasciare a casa, o meglio ancora, nasconderla in cantina fra le tante cianfrusaglie! Ritengo sia un crimine legalizzato da uno Stato che non è in grado di assumersi la responsabilità di una riabilitazione, lasciando che anche vittime innocenti debbano arrivare al patibolo senza poter dimostrare la loro innocenza! È come se il Giudizio dello Stato sia intoccabile di fronte anche all'eventuale pentimento del colpevole.
    Questo forse è un argomento che non ci tocca da vicino, pero' a mio avviso è giusto confrontarsi a volte, con cio' che il "sistema" ci impone come accettazione di determinate regole. La Giustizia farà il suo corso, dove si presume che la Legge è uguale per tutti, ma appunto, non contiamo gli errori giudiziari, altrimenti li' veramente occorre pensare ad uno Stato Italiano che condanna a morte un presunto colpevole!
    Grazie a tutti....buona domenica...Evelin :rosa

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