...il diario ingiallito...

30 agosto 2014 ore 09:52 segnala
Era un uomo alto, taciturno, all'apparenza burbero e dai modi bruschi. Era degente nella stanza 209 del reparto dementi, dove aveva passato gli ultimi ventidue anni della sua vita. La sua stanza era piena di libri impolverati, alcuni consumati dal tempo, altri con la copertina strappata e con la legatura lenta. Vi era anche uno scrittoio, di quelli antichi con tanti cassetti nascosti alla vista e, sullo stesso, una vecchia lampada, ormai arrugginita dall'umidità della casa dove era venuto via tanti anni fa. Un armadio all'angolo della stanza conteneva i suoi vestiti di buona fattura e raffinatezza. Una divisa grigia, graduata e degli stivali neri facevano pensare che sia stato un uomo di "potere". Raccontava poco di se, alle volte interveniva quando altri degenti parlavano della guerra, ma era solo per asserire "io ho conosciuto Adolf Hitler". Eravamo curiosi tutti di sapere ovviamente, pero' nessuno ha mai avuto il coraggio di chiedere qualcosa a quell'uomo che sembrava chiuso in un passato che lo ha reso ai limiti della follia. Il suo decesso passo' quasi inosservato dagli altri degenti e, per il personale della clinica fu veramente difficile risalire a dei suoi parenti o conoscenti che potessero aiutare il parroco per la dovuta omelia. Poche ore prima del suo funerale, mentre si stava sgomberando la sua stanza, dallo scrittoio cadde un quaderno. Era un manoscritto, dalle pagine ingiallite e dalla scrittura decisa e molto fitta. Era il suo diario, dove aveva "conservato" le tante date ed i tanti avvenimenti di una guerra che lo vide protagonista. Il signor Johann D. è stato un tenente agli ordini di Hitler e, in quella guerra assurda dove si svolse la piu' grande tragedia della storia, lui ha perso la ragione per il motivo che non concepiva l'assurdità della fine di milioni di Ebrei.
Il parroco inizio' l'omelia con le parole del suo diario: "la guerra è la fine della pace, di quella pace che ogni essere umano avrebbe il diritto di vivere, se non ci fossero uomini malvagi che uccidono per arricchire la loro fame di possesso. Non capiranno mai che passare sui cadaveri di altri uomini, ti fa perdere l'orientamento mentale e ti farà morire dentro."
Johann D. ha perso la ragione a causa di una guerra che non ha capito, mi chiedo quanti altri soldati sono ancora oggi agonizzanti nell'anima, a causa di guerre che non hanno scelto di voler combattere...
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Era un uomo alto, taciturno, all'apparenza burbero e dai modi bruschi. Era degente nella stanza 209 del reparto dementi, dove aveva passato gli ultimi ventidue anni della sua vita. La sua stanza era piena di libri impolverati, alcuni consumati dal tempo, altri con la copertina strappata e con la...
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30/08/2014 09:52:04
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Commenti

  1. tifeo 30 agosto 2014 ore 10:00
    Se mai fosse possibile, oggi gli uomini sono ancor più folli di allora ....
  2. antioco1 30 agosto 2014 ore 10:14
    io credo che siamo molto molto più folli adesso , ciao Evelin , un saluto Ale
  3. virtual1954 30 agosto 2014 ore 10:22
    :ok :clap bel brano toccante . Tutte le guerre dovrebbero sconvolgere l'equilibrio mentale. Ma pochi sono, come il tuo Johann .D a viverne il dramma.
    Esecrabile Hitler. Ciao Evelin, complimenti per la riflessione che ci proponi , Guido
  4. diogeneilcinico 30 agosto 2014 ore 10:54
    Succede a tutti prima o poi!! Si fanno delle cose perché qualcuno ci ha saputo far credere che sia nostro dovere farle ed è difficile riuscire a capire dove sta andando l'intera macchina quando sei impegnato in toto nel tuo preciso, specifico ruolo di ingranaggio. Ma il rischio è proprio quello di estraniarsi da se stessi e capire la logica (o l'illogicità) del quadro di insieme, si potrebbero fare delle scoperte crude e dure da sopportare. Pensando alla situazione in particolare mi viene da riflettere sul fatto che dietro ad ogni frase, anche la più banale, c’è sempre una base di verità e quindi, quando si dice che sono più dolorose le ferite dell’anima che quelle del corpo, soprattutto in situazioni così eclatanti, ripeto … forse … non è solo una frase fatta. Mi sarebbe semplice poi calare un’esperienza come questa nella realtà attuale, ma personalmente non lo ritengo utile (soggettivissimo) dato che è solo una costante della storia dell’uomo e l’attualità non ne è che una scheggia. Allora mi fa più piacere constatare che qualcuno ancora riesce, coraggiosamente, a prendere coscienza delle conseguenze finali del suo contributo al complessivo, anche a costo di pagarne pesantemente le conseguenze.
    Grazie dell’opportunità di questo viaggio Evelin e buona giornata
  5. patty1953 30 agosto 2014 ore 14:27
    Parlare della guerra e delle sue conseguenze è fin troppo facile visto quante ve ne sono ancora attualmente, e le nuove vittime sono quei barconi che attraversano il mediterraneo in cerca della libertà e della dignità, rischiando la vita per questo. Quello che invece mi ha colpito è proprio il " diario ingiallito", visto da parte mia come il simbolo di una vita dimenticata o scelto di dimenticare. La mia domanda allora è questa quale abisso si deve aprire in un anima davanti a certe situazioni? Quello che mi colpisce di più è proprio questo il dolore dell'anima più ancora di quello del corpo.......Buona giornata Evelin :rosa
  6. amico62a 30 agosto 2014 ore 14:55
    Oggi dalle nostre parti questo non esiste, però basta spostarsi nei paesi arabi per vedere tutta la crudeltà che in certi individui esiste ancora :-(
  7. elios67 30 agosto 2014 ore 15:20
    che dolore immedesimarsi in quest'uomo che hai descritto, evocare eventi lontani che ahime sembrano attuali, quante guerre insensate nel mondo di oggi consumate da soldati costretti ad eseguire gli ordini loro malgrado, la storia diceva uno storico si ripete sempre. Concludo sperando che i grandi della terra possano rinsavire!
  8. crenabog 30 agosto 2014 ore 20:18
    la morte, anche quando non ti uccide, ti corrompe. e se uccidi qualcuno, a meno che non sei un serial killer che te la godi, inevitabilmente subisci le conseguenze. non se ne esce, per quanto possa essere giustificato (legittima difesa, tanto per fare un esempio). il sapere di essere stato tu la Morte, anche solo per un momento, porta alla follia. nessun perdono riporta indietro.
  9. celesteAnita 30 agosto 2014 ore 20:26
    Povero, colpevole Johann. Colpevole perchè non ha saputo sottrarsi alla follia generale, anche a rischio è chiaro della propria vita. Ha chinato il capo ed è stato corresponsabile di tutti quegli eccidi disumani. Povero perchè ha pagato con la sua quasi follia e una lunga vita-non vita.
  10. Evelin64 01 settembre 2014 ore 06:54
    La nostra mente pare non sia in grado di elaborare quell'attimo di follia che ti conduce a perdere la ragione. Quante guerre fra uomini si sono consumate, con l'intento di assumere il potere? Poi pero' ci si rende conto, che l'unico bene che abbiamo veramente, è la nostra VITA.
    Johann D. ha pagato un prezzo altissimo per non essersi opposto all'olocausto. Ha pagato sopravvivendo al suo stesso dolore, che lo ha consumato giorno dopo giorno.
    E mi domando, quanti dei nostri soldati torneranno sconvolti nell'anima dal paese in cui cercano di portare la pace?
    Questa è una storia vera, che mi ha lasciato nel cuore l'immane tragedia vissuta dagli uomini durante la guerra...non potranno mai tornare indietro per riprendersi la vita, quella stessa vita che li aveva accolti disarmati... :-(
    Grazie a tutti...Evelin :rosa
  11. gabriel.61 14 ottobre 2014 ore 21:41
    Come un "uomo"cosi malvagio, nel caso specifico Adolf Hitler, può avere cosi tanto potere su milioni di vite? e non parlo solo di morte...questa è la vera tragedia
    Milioni di morti non sono serviti a nulla, visto che ci sono ancora dei seguaci di quel nazista, ma non solo,oggi vediamo gli ebrei da perseguitati a persecutori
    Un Johann D se oggi fosse qui con mente libera cosa penserebbe?
    Non ha avuto fortuna Johann D,vittima di trovarsi al posto sbagliato nel periodo sbagliato,non sappiamo nemmeno se è stato costretto o se ne era fiero in quel momento di prendere quell'incarico
    Le guerre fanno solo del male,lo sappiamo tutti,ma anche le nostre azioni e parole negative fanno solo del male...lavoriamo solo su noi stessi x migliorarci,solo cosi non saremo partecipi di altre guerre
    Johann D..saremmo stati nemici,ma tu un nemico che avrei onorato visto che non concepivi quelle assurdità
    Grazie x questi racconti Evelin
  12. LaPasquinata 27 gennaio 2017 ore 12:09
    Per non dimenticare, specialmente le nuove generazioni, cosa vuol dire il genecidio di un popolo, anche se la storia non ha insegnato niente, visto che accade ancora oggi. ma è giusto continuare a rammentarlo senza mai stancarsi di farlo.

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