...in quella stanza spoglia...

08 ottobre 2014 ore 18:19 segnala
Seduta su di una sedia, accanto alla finestra della stanza spoglia dei tuoi ricordi, aspettavi che entrasse ancora la luce del sole. I tuoi capelli erano fili d'argento, le tue guance solchi di sorrisi celati in ogni ruga della pelle, i tuoi occhi due stelle ormai spente. Mi hai teso la mano aspettando un nuovo calore. Inizi a parlarmi di te bambina, di quando correvi sull'erba a piedi nudi. Tracciavi selciati di vita spensierata, dove tu bimba ti affacciavi alla vita. I ricordi sono limpidi, gote rosse e allegri giochi con i tuoi amichetti di allora. Mi racconti ancora di te, di quando sei diventata sposa di un uomo vuoto dentro. Una vita all'ombra di te stessa, mentre inseguivi i tuoi sogni del passato. La felicità alla nascita dei tuoi figli, dopo poco tempo pero' lo strazio di perderne uno. Fra i tuoi cinque il piu' debole, il piu' sensibile, il piu' solo ed emarginato. Non ti sei piu' ripresa, hai iniziato da li' ad aspettare il sole accanto alla finestra. Hanno voluto toglierti i ricordi per non farti soffrire, per non portarti alla memoria la disperazione per la perdita di tuo figlio. Hanno voluto toglierti la speranza per non illuderti che potessi tornare serena. Ti volevano togliere anche il futuro, ma alla fine son riusciti a toglierti la dignità. Ti hanno lasciata li', accanto alla finestra sola ad aspettare il sole e, mentre io ti ascolto, le tue lacrime si uniscono alle mie. Abbandonata a te stessa hai lasciato la vita fuori. Non ti ricordavi piu' del tuo sposo, dei tuoi figli, poichè loro non si son ricordati di te. Senza piu' dignità piangevi te stessa, piangevi tuo figlio, ma non piangevi mai la vita. Ieri te ne sei andata, hai lasciato la sedia accanto alla finestra, in modo che la stanza non fosse piu' spoglia di ricordi. Ogni volta che ci entrero', mi ricordero' di te e dei tuoi capelli grigi, dove tante volte ho potuto posare la mia mano accarezzandoti il capo. Ti rendero' la dignità della splendida persona che eri, mettendo nella tua bara la foto di te serena con tutti i tuoi figli. Che tu possa riposare in pace Signora Ida... :rosa

Solo la dignità puoi rendere a coloro che deboli vegetano nelle loro tragedie. Si son dimenticati di se stessi per via di un dolore troppo grande e che la loro mente non ha saputo piu' reggere. Non vogliono piu' sorrisi, non vogliono piu' cure, ma solo una dignità concessa loro per cio' che sono stati e per la vita che hanno vissuto....
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Seduta su di una sedia, accanto alla finestra della stanza spoglia dei tuoi ricordi, aspettavi che entrasse ancora la luce del sole. I tuoi capelli erano fili d'argento, le tue guance solchi di sorrisi celati in ogni ruga della pelle, i tuoi occhi due stelle ormai spente. Mi hai teso la mano...
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08/10/2014 18:19:07
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Commenti

  1. gabriel.61 08 ottobre 2014 ore 19:13
    Ti hanno lasciata li', accanto alla finestra sola ad aspettare .........sorellina di molte e molti ..... che tristezza,di queste situazioni siamo un pò tutti responsabili se non facciamo nulla x dargli un sollievo...troppi sono i figli che abbandonano i loro genitori, ma anche chi ha tempo dovrebbe far volontariato donando un po di cuore,chi non conosce persone sole da donargli un poco del suo tempo?...e non potremmo essere noi domani quel fratello quella sorella spegnendoci in solitudine ? :-(
  2. harley53 08 ottobre 2014 ore 19:37
    con queste parole ,sei riuscita a far intristire anche chi nella vita,la prende sempre a ridere,...un kiss
  3. nicneim.1966 08 ottobre 2014 ore 19:55
    Troppe volte si dimentica la dignità degli altri.
    Sei brava, mi hai commosso
  4. uirk 08 ottobre 2014 ore 21:21
    e' davvero triste che i figli non si rendano conto del dolore che provocano con la loro insofferenza per chi ha donato loro la vita...personalmente sono stato fortunato, avendo "perso" mia madre da piccolo, a trent'anni la cercai..volevo capire il perche' della mia sofferenza: in realta' trovai una anziana signora che aveva trascorso la sua vita nel rimorso e nel dolore che il contesto sociale l'aveva costretta a scegliere...da allora ho elaborato una sorta di teoria sul "perdono storico" dei genitori facendomi una semplice domanda: "cosa avrei fatto io nelle loro condizioni?"
  5. crenabog 09 ottobre 2014 ore 00:17
    vero, vero...
  6. Matt.ssx 09 ottobre 2014 ore 00:55
    Affinchè ci possa essere sempre un'altra finestra da esplorare..per chi come lei saprà aspettare ..ovunque lei sia... :rosa
  7. newentry2 09 ottobre 2014 ore 09:11
    a vita migliore signora Ida...ciao Evelin.
  8. il.soleamezzanotte 09 ottobre 2014 ore 10:24
    Post molto sentito e commovente...non soffre più
  9. Dr.Pentothal 09 ottobre 2014 ore 12:22
    Ero piccolissimo ed ero ai piedi del letto di mio nonno, morente. L'unica preoccupazione di mia nonna era quella di trovare un cazzo di prete e non di preoccuparsi di chissaà quale altra cosa, magari chiamare qualche altro medico.
    Arriva don Alfredo...con i suoi "arttezzi" e si mette seduto accanto al viso del nonno...ed inizia a parlare. Io non sentivo nulla...ma ad un certo punto vedo don Alfredo che fa uno scatto all'indietro ed esclama "No caro fratello, se dici questo vai all'inferno" Mio nonno, con un filo di voce, rispose: "Un altro? Don Alfrè...un altro NO! Silenzio ssoluto... e poi continuando dice"...ma se proprio devo vivere un altro inferno....almeno voglio viverlo con DIGNITA'... ...Soprattutto nella sofferenza!
    Ciao Eve....un bel post... Filosofica memoria della morte come unico mezzo per ritrovare la dignità di un dolore che ci ha piegati in due. Anche se credo che ciascuno di noi, nella vita, nella morte, nel benessere e nel dolore vorremmo percorrere sempre coscienti quel viale chiamato...


    Au revoir...mon doux ami
  10. patty1953 09 ottobre 2014 ore 12:28
    Ciao Evelin, ricordo di aver commentato questo post tempo fa e oggi come allora quello che mi colpisce è che pur avendo dato affetto, attenzione ecc ecc ai propri figli alla fine si rimane soli davanti alla morte. Cmq da madre non più di primo pelo, posso solo dire che quello che mi auguro per mia figlia e per me stessa di riuscire ad andarmene in punta di piedi, senza dover essere ne un peso ne un problema nella sua vita già abbastanza impegnativa. Potrà sembrare assurdo ma personalmente lo considero un atto d'amore nei suoi confronti, l'ultimo che posso fare per lei. Buona giornata :rosa
  11. antioco1 09 ottobre 2014 ore 13:45
    sai Evelin credo che la dignita o con accento o senza , sia una delle basi della vita di ogni essere umano ciao Evelin , Ale
  12. Cicala.SRsiciliana 09 ottobre 2014 ore 14:03
    Non molto tempo fa, mi recai in ospedale per far visita ad un ex collega di lavoro. Accanto al mio collega eravamo in tanti ma accanto a lui giaceva un vecchietto, solo, senza nessuno che lo accudisse, che gli desse un sorso d’acqua. Mi avvicinai a lui e gli chiesi se aveva bisogno di qualcosa. Mi fece cenno di no con la testa, poi con un gesto mi invitò ad avvicinarmi. Mi accostai a lui e con voce flebile mi disse:” Non abbia compassione di me signora, sono un uomo ricco, ho tanto amato, ho tanto dato, morirò da solo lo so, ma sereno e con la pace nel cuore ”.. Ecco, questa per me è dignità. Buona giornata Evelin, Rita :rosa
  13. Laclaudia65 09 ottobre 2014 ore 14:13
    Malinconici spettatori di un passato.... Seduti alla finestra guardano un punto indefinito e i ricordi sono sempre più sbiaditi. Chiedono l'amore dei figli troppo spesso impegnati altrove...
    Eppure ancora mi affascinano i loro monologhi che insegnano sempre qualcosa...
    Perché è proprio in quelle parole che c'è la saggezza di un tempo vissuto.
    E quando vanno via, silenziosamente, anche un pezzo della nostra vita va via con loro...
    Brava Eve, post su cui riflettere.
  14. A.Lu 09 ottobre 2014 ore 15:26
    Se seguissi unicamente l'emozione scaturita da questa lettura, scriverei parole di dolore e d'amore. Per questa piccola signora che la vita ha annichilito col più grande dei dolori possibili. E probabilmente potrei dissacrare quei figli che invece di aiutarla e starle accanto l'hanno abbandonata. E' triste che vi siano storie così. Storie, perchè purtroppo accadono più spesso di quanto immaginiamo. E' vero che si muore soli, come mi pare abbia scritto qualcuno, ma è altrettanto vero che si può arrivare a quel momento con il conforto dell'Affetto di chi abbiamo amato. Che ci tenga la mano affinchè il passaggio sia meno greve.
    Tu le hai donato le tue lacrime e il tuo amore. Non è stata, in fondo, così sola ed oggi la signora Ida :rosa riceve anche i nostri sorrisi. Finalmente vive in pace.
  15. libellulach 09 ottobre 2014 ore 20:12
    Una mamma non dovrebbe mai vivere il dolore della perdita di una figlia...ma purtroppo la vita ci fa subire anche questo disumano dolore ciao un bacio....
  16. aliceadsl48 09 ottobre 2014 ore 20:45
    Evelin con queste belle parole hai fatto rivivere un'anima delusa dal tempo. Era felice un tempo ma ora non lo è più.E' rimasto vicino alla finestra sfogliando vecchie foto, ricordando la felicità di un tempo.
  17. SuorPinocchia 10 ottobre 2014 ore 23:34
    Una :rosa alla Signora Ida
  18. Evelin64 11 ottobre 2014 ore 10:49
    La dignità delle persone è come una perla preziosa...la si deve custodire con attenzione, con rispetto e con la massima partecipazione, affinchè non venga mai a mancare il conforto ad una vita che sta per spegnersi.
    Spesso ci dimentichiamo che alla morte si arriva vivi, per cui spostiamo l'attenzione sui risvolti finali di chi ha percorso un cammino terreno, anche se si soffre tantissimo per l'impotenza che sentiamo nel non saper alleviare un dolore. Forse dovremmo solo ricordare che ogni singolo essere umano è stato innanzitutto figlio e poi ha costruito la sua vita con tutte le persone che ha scelto di volere accanto. Non tutti siamo padri o madri, sorelle o fratelli, ma di certo siamo figli del mondo, tutti meritevoli della dignità della vita.
    Grazie a tutti...Evelin64 :rosa
  19. patty1953 11 ottobre 2014 ore 11:44
    :rosa :bye :flower
  20. uirk 11 ottobre 2014 ore 12:50
    ...grazie a te Evelin... la partecipazione a questo post, e' un omaggio alla tua sensibilita'..:)
  21. A.Lu 11 ottobre 2014 ore 14:07
    La dignità, ormai divenuta merce, da buttare o da riesumare ogniqualvolta fa comodo. Sic, io non comprendo alcune dinamiche in questo nostro essere qui, per affrontare e discutere certe realtà che Evelin ci propone. Esulo un po' dalla storia di Ida, ma contemporaneamente mi ricollego al messaggio in questo post contenuto, per posare l'attenzione su chi deve a tutti i costi mostrare di esserci ed oltre a continui commenti, riempie il post, i post, di fronzoli. Che c'entrano i fiorellini, le faccine, i bacetti? Sono importanti? Arricchiscono il contenuto, importante, del post? Ma si commenta o si tormenta? Certo, qualcuno dirà che sto facendo la stessa cosa. Lo dirà sapendo di sbagliare, ma lo dirà, nel tentativo di scaricare su me, come spesso accaduto in passato, la frustrazione della sua "evanescenza" in un'altra vita al di là di chatta. L'amicizia, e l'amore laddove pare di provarli, non si impongono con una continua asfissiante presenza e non si debbono pretendere. Sono sentimenti in cui la reciprocità è necessaria e sono per pochi e di pochi. Sono per le anime affini. Soprattutto in luoghi virtuali, come questo. E ogni post o bacheca del/della blogger che ci "interessa" non debbono diventare la vetrina di esercizi verbali, spesso persino contraddittori, per mettere in evidenza se stessi. Noi che commentiamo siamo secondari rispetto a ciò che stiamo commentando. Entriamo in punta di piedi, lasciamo il nostro pensiero, in punta di piedi usciamo. Poi certo vi può essere un ulteriore scambio, per approfondire, ma mai, MAI, per soddisfare il nostro ego o per mettere la nostra impronta a tutti i costi e nei modi, come detto sopra, che a me paiono solo iperboli del nostro presenzialismo egoistico.
    E infine Eve, mi permetto di ripeterti una cosa che spesso ti dico lo sai: a costo di sembrare non educata o altezzosa, impara a cancellare quello che è superfluo, inutile, puro esercizio di apparenza. Non serve alle tue storie, a questo tuo essere qui per dare voce a chi non ne ha. Ti amiamo e ti seguiamo per questo e a molti di noi le scorrerie delle emoticon e dei pensieri in libertà-anarchia non interessano affatto. perchè non dicono e non danno nulla.
    Viola
  22. Evelin64 11 ottobre 2014 ore 16:17
    x Uirk: grazie alle persone come te, che sanno cogliere il senso di uno scritto...grazie di onorarmi della vostra presenza...grazie a te per la tua gentilezza nei modi :rosa

    x A.Lu: Mia cara Viola, concordo in toto con il tuo scritto. Noi ci conosciamo, ci "viviamo" quotidianamente, per questo e per tante altre affinità, sappiamo che la dignità la si deve curare in primis da soli. Fai riferimento a degli atteggiamenti inopportuni e spesso lesivi della comune decenza, ma sai com'è, io penso che ognuno deve sentirsi libero di esternarsi come vuole, fermo restando che comprenda i limiti della suddetta. Ecco, forse si dovrebbe tener conto che in un contesto simile, non debbano necessariamente valere le imposizioni, quindi se ho qualcosa da dire, ben venga, altrimenti personalmente preferisco leggere e capire fino a che punto è importante la mia presenza. Ma questa sono io, lo sei anche tu cosi', ma non possiamo aspettarcelo da tutti...che dire? Pazienza si', sempre quella alla fine ti aiuta a tollerare l'intollerabile. Merci' mon coeur :rosa :bacio :cuore
  23. nicneim.1966 11 ottobre 2014 ore 18:07
    ×A.Lu Salve,se posso permettermi vorrei farle i complimenti per come scrive, deve avere un gran cervello, capisco perché è amica di Evelin. Si dispiace di vedere faccette, o stupidate del genere, cerchi di capire. Non credo che persone che hanno una vita soddisfacente soprattutto dal punto di vista umano, passino ore in un sito così.
    Tutti quelli che sono qui, in qualche modo vuole un po' di considerazione, un po' di visibilità.
    Scusi
    Grazie
  24. nicneim.1966 11 ottobre 2014 ore 18:14
    La dignità, il rispetto? Cose che stanno scomparendo.... menomale che sono un associale
  25. giusi62 11 ottobre 2014 ore 18:46
    :rosa Troppo triste questa storia,
    comunque la sign ida ha incontrato te
    Eve ed è stata già fortunata pkè tu le sai
    capire le persone.
  26. aliceadsl48 11 ottobre 2014 ore 20:34
    La dignità è il rispetto di tutto, cose come dicevo prima sta scomparendo, prima c'era più bene fra le persone, si amavano di più, ora tutto questo da venendo meno mia cara evelin.
  27. uirk 11 ottobre 2014 ore 22:13
    ...ultimo commento...non sono d'accordo sul fatto che dignita' e rispetto stiano scomparendo, anzi, questo post e' la prova che far circolare idee e concetti e' la miglior cura contro l'indifferenza...poi ciascuno si esprime in maniera diversa ed e'un piacere leggere chi sa argomentare ma anche chi esprime solidarieta' con un sorriso..rimpiango il fatto di non conoscere tutte le lingue del mondo, ma sono convinto che dai segnali di fumo alla Divina Commedia, un essere umano ha sempre una scelta..:)
  28. abacogreco 12 ottobre 2014 ore 22:32
    Un detto dice" Un padre mantiene 10 figli,ma 10 figli non sono capaci di mantenere un padre" e nn stò parlando solo di fattore economico,è una triste realtà che non dobbiamo far finta che nn esista. :rosa
  29. serenella21 16 ottobre 2014 ore 17:07
    E quanti c'è ne sono di anziani abbandonati
    da ki li dovrebbe onorare x i sacrifici fatti
    e invece sono maltrattati e trattati peggio delle bestie
    da coloro ke sono pagati x accudurli
    buona serata:staff
  30. cavaliererrante66 21 ottobre 2014 ore 22:07
    :rosa
  31. celesteAnita 30 ottobre 2014 ore 10:10
    Dolente ritratto di Ida che rappresenta purtroppo tanti anziani abbandonati alla loro sofferenza da coloro che almeno per vincoli di sangue dovrebbero assisterli ed aiutarli.
  32. sinceropreciso 10 maggio 2015 ore 16:58
    Può una donna dimenticare il frutto che è cresciuto nel proprio grembo? Solo le colpite di Alzheimer o forse altre donne devastate mentalmente da qualche terribile avvenimento. Chi si sente di giudicarle? Io non posso, conosco personalmente tre donne del mio paese nativo che hanno perso un figlio. Mentalmente sono crollate, distrutte.
  33. bacco2013 14 maggio 2015 ore 12:17
    Quante riflessioni,sprigionano storie simili e non.La dignità' e' un bene a cui nessuno dovrebbe rinunciare.
  34. Soloxte2015 10 ottobre 2015 ore 11:29
    Una storia da leggere e rileggere (insieme ai commenti) per non dire "bellissima storia" ma non riguarda me, "io non sono così". Allora rileggerla attentamente guardandosi dentro seriamente, scopriremo che valore hanno per noi le parole: dignità, sensibilità, lealtà, rispetto, ecc.. e chiediamoci, queste parole fanno parte di noi????
  35. Anassagora.70 06 novembre 2016 ore 17:48
    Buonasera. Mi ricordo vivamente di una persona, una donna a me cara, che per malattia e tragedie familiari, nell'ultimo mese di vita, aveva la mente rivolta al passato, e lo sguardo talvolta perso o fisso su particolari apparentemente insignificanti, che le davano ricordi vivissimi di ciò che fu. Sono certo che, in quegli ultimi giorni, come spesso accade a chi è vicino al trapasso, sentiva che il secondo momento topico di questa esistenza terrena, stava per raggiungerla. E con esso, tante persone morte da meno o più tempo, le parevano sempre più vicine, ed il desiderio di riabbracciarle, diveniva sempre più forte ... Malgrado i suoi cari, che comunque, si occupavano di lei e le donavano affetto, credo si sentisse ormai solo un peso, per loro e per sè stessa, ed avendo la mente lucida, aveva una perfetta percezione di cosa le accadesse intorno, pur comunque, riuscendo a muoversi anche se con difficoltà. La solitudine interiore è tremenda, specie quando si ha la convinzione o la certezza, che la nostra funzione o il nostro compito, in questo mondo o dimensione è terminato. E ci si sente a disagio ... Anche perchè credo che quando una persona muore, quando non ha più alcun motivo per vivere. Un vivido saluto.
  36. donato11955 13 novembre 2016 ore 16:54
    leggerti e come aprire delle ferite senza anestesia apri ricordi e pensieri che a fatica erano immagazzinati nella stanza che mai vorresti riaprire credo che puo capire solo chi conosce la sofferenza io capisco

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