...la nonna è tornata bambina...

23 marzo 2014 ore 14:11 segnala
Una nonna tornata bambina, una tenera creatura che non sa parlare, non sa mangiare e non sa camminare. Ha grandi occhi grigi che guardano nel vuoto, a volte pieni di gioia, a volte di disperazione. Ha un mondo tutto suo, un mondo speciale, senza tempo, senza spazio, senza luogo. Ti guarda negli occhi dalla sua poltrona ed è come se volesse raccontarti una vita che non ricorda piu'. Non sa di avere figli, non sa di avere amato un uomo, non si è accorta che adesso lui non c'è piu'. È cosi' diversa adesso, ma conosce il tuo nome, non sa chi sei, ma è sempre gentile. Quando riesce a parlare, si rivolge a te dandoti del lei...non ricorda piu' le carezze rassicuranti che ti faceva, quando eri avvolta fra le sue braccia.
Adesso sei tu ad accudirla, che le dai da mangiare e la rassicuri che la sua mamma è uscita. ma che tornerà presto...
La nonna non si vergogna piu' e non arrossisce piu' come un tempo.
Adesso si spegne giorno dopo giorno, come una candela sotto una campana di vetro. Il suo sguardo è sempre piu' assente, le sue mani tremano sempre di piu'.
Tu non puoi fare altro che assistere a questo doloroso calvario. Resti impotente di fronte ad una realtà cosi' crudele, che ti sta privando della persona, che piu' di ogni altra, ti ha insegnato i primi passi della tua vita...

Stare vicino ad un malato di Alzheimer comporta sopportare un dolore sordo, un dolore che pero' puoi attutire, occupandoti della persona con tutto l'amore che merita.

Hanno bisogno di sapersi orientare, per cui è sempre utile aggiornarli sulle date, sui luoghi e gli spazi. Tendono a nascondere oggetti, i quali nella loro mente significano "patrimonio", e possono essere le chiavi, la borsetta, il portafoglio, ecc... In quei casi sarebbe opportuno cambiare le chiavi, mettendo nel portachiavi abituale, delle chiavi vecchie, che non aprono piu' nulla. Sostituire il portafoglio, inserendo in quello nuovo i documenti e le cose importanti, lasciando quello vecchio abituale al malato, in modo che possa ancora avere un riferimento al "suo patrimonio". La borsetta va sempre ricordata, in modo che la persona malata abbia riferimento alla "sua casa", poichè essa nella borsetta conserva "tutti" i suoi averi. Una sedia a dondolo vicino alla finestra, li aiuta a dondolare i pensieri e a calmare la rabbia di non saperli piu' ordinare. Mai fare domande usando la parola "perchè", li irrita per il motivo che non saprebbero piu' dirlo il perchè di una cosa. Ricordare loro il passato e finire una conversazione sempre con un ricordo positivo, poichè essi hanno bisogno di riavere la loro dignità. Accettare il mutamento di umore, in quei momenti essi cercano di ricordare dove sono e chi sono. Non lasciarli mai soli fuori dalle loro quattro mura, poichè hanno perso l'orientamento insieme ai ricordi del loro passato...

Abbiatene cura, i nostri anziani sono il patrimonio del nostro futuro :rosa
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Una nonna tornata bambina, una tenera creatura che non sa parlare, non sa mangiare e non sa camminare. Ha grandi occhi grigi che guardano nel vuoto, a volte pieni di gioia, a volte di disperazione. Ha un mondo tutto suo, un mondo speciale, senza tempo, senza spazio, senza luogo. Ti guarda negli...
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23/03/2014 14:11:31
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Commenti

  1. diegofree 23 marzo 2014 ore 14:24
    grazie Evelin per i temi che tratti sempre con grande passione con umanità i tuoi racconti sono veri e sinceri come purtroppo è la realtà
  2. malenaRM 23 marzo 2014 ore 15:44
    E sono le nostre radici.
    :rosa
  3. GioBon 23 marzo 2014 ore 15:55
    Non pensavo ci fosse questa sofferenza nella loro mente ... ma più nel loro caro che li accudisce ... vedevo quanto da te descritto più in una persona lucida come mio suocero che ogni tanto ritrovo a piangere perchè si rende conto di non aver più la sua libertà, la sua autosufficienza, non poter più fare ciò che faceva prima e quando prova si sente le nostre imprecazioni ... perchè quando non si sente sorvegliato, forse per dare ragione alla sua volontà di tornare alla sua libertà individuale, prova a scendere dal letto da solo, prova ad andare al gabinetto senza qualcuno che lo aiuti a svestirsi ... o se è bello a far le scale per uscire in giardino ... con il rischio ovviamente di cadere e farsi male, di tirarsi il tubo del catetere ... ma prova ...
  4. dolcecarrie 23 marzo 2014 ore 17:16
    ..sono la nostra dolcezza.
    Buona serata Eve :rosa :bacio
  5. abacogreco 23 marzo 2014 ore 18:00
    Grazie x aver illuminato questo argomento,capisco quello che vuoi dire e ti ringrazio dei consigli che dai,stò vivendo questa esperienza e mi sento coinvolto totalmente anche se nel mio caso non si chiama Alzheimer ma una cosa simile. Hai perfettamente ragione a dire che il nostro passato( inteso come anziani) è il patrimonio del nostro futuro,l'esperienza si tramanda per poi applicarla nel nostro vivere. :ok :rosa
  6. il.soleamezzanotte 23 marzo 2014 ore 23:49
    ho conosciuto purtroppo una signora così non capita però dai figli...ma era di un ottimismo che io non conosco...lei mi disse "mi dispiace tanto di non ricordare più...non ricordo più le cose...mi dimentico"...le ho risposto "però così non ricordi neanche le cose brutte"...lei contenta mi risponde "hai ragione..non ci avevo pensato..dimentico i brutti ricordi".....
  7. libellulach 24 marzo 2014 ore 17:05
    Sono la nostra storia le nostre radici buona serata cara. :rosa
  8. patty1953 24 marzo 2014 ore 19:59
    Già una volta hai affrontato questo argomento dall'Alzheimer, vista la mia professione conosco molto bene il problema e le sue complicanze nella vita del malato ma anche della sua famiglia. La malattia parte con un processo degenerativo di cellule celebrali che all'inizio portano a dimenticarsi delle cose più comuni, per arrivare alla fine a colpire anche il fisico. Io so solo una cosa che per stare accanto a queste persone ci vuole tanto amore , pazienza e comprensione. Ci vuole osservarli e capire le strategie per aiutarli a ricordarsi come si compiono le cose più semplice. Forse l'avevo già raccontata, ma mi ricordo di una signora che non ricordandosi più la strada per andare al bagno urinava dove capitava, per aiutarla si è sfruttato il suo amore per i gatti, attaccando al muro dei gattini che la conducevano al bagno, ha funzionato una piccola cosa certamente ma questo ha evitato che dovesse per forza indossare il pannolone, sono gesti come questo ma fatti con amore che possono mantenere il rispetto e la dignità della persona. La malattia può distruggere il corpo, ma la dignità che deve essere sempre riconosciuta siamo noi a distruggerla con la nostra indifferenza. Ciao Evelin :rosa
  9. zakspadaccino58 24 marzo 2014 ore 20:25
    figlia...madre...nonna...figlia...il cerchio della vita. tocca a tutti, per questo l'amore deve seguire il cerchio.
    terribile l'alzheimer. ho letto che si diffonde sempre di più. perciò grazie per i tuoi consigli mia cara :bacio
  10. serenella21 24 marzo 2014 ore 20:35
    da piccoli i genitori curano i figli
    da grandi i figli abbandonano gli anziani
    questa è la realta'
    ciao:rosa
  11. gppsol 24 marzo 2014 ore 22:37
    Ho assistito, insieme ai miei fratelli, il mio papà per vari anni. Quando non riusciva più a parlare il suo sorriso fugace ed il suo seguirci con gli occhi erano per noi il regalo più grande.
  12. Evelin64 25 marzo 2014 ore 18:58
    Il mio post voleva solo essere un piccolo aiuto per coloro che si occupano di persone affette da questa malattia, poichè credo sia importante non sottovalutare gli effetti benefici che possono scaturire da un comportamento adeguato per sopportare tale cammino crudele. Mi sento di dare un altro consiglio, a mio avviso il piu' utile, sia per chi cura codesti ammalati, sia per chi ne riceve le cure; sarebbe un'ottima idea, iniziare a scrivere la biografia della persona interessata, poichè iniziando dall'infanzia, vedrete che a "loro" vengono in mente tanti ricordi...i bambini che sono stati, il nome dei genitori, i fratelli, la scuola, e tanti, tanti piccoli sprazzi di lucidità, i quali aiutano moltissimo anche a "recuperarli" qualora si sentissero tristi per qualcosa che hanno dentro. Amano raccontare e soprattutto li aiuta ricordare cio' che sono stati, per potersi riprendere la dignità persa durante il cammino dell'amnesia non voluta....

    Alcune "perle" e ricordi di miei "degenti", i quali con il racconto della loro vita, hanno arricchito la mia di tantissime emozioni:
    "Hans, ma lei quanti anni ha?" - "E che ne so', sono nato tanto tempo fa!!"
    "Ursula, lei ha 94 anni..." - "Ah, allora se muoio oggi non è colpa dell'ostetrica!!"
    E poi Lena, di 88 anni, che tutte le mattine alle 7 doveva svegliare i fratellini..
    Ruedi, di 83 anni, che ad ogni suono di campanello diceva che il treno è arrivato da Zurigo senza fermarsi a Thalwil...
    Flury, di 92 anni, che ha la galanteria innata e porta al ballo la prescelta, anche se ormai vive su una sedia a rotelle...
    Ida, di 86 anni, che doveva accudire i cavalli, perchè il suo papà altrimenti la rimproverava...
    Elsie, di 96 anni, contava fino a quaranta e poi dava le carte...per tutto il giorno...
    Infine Margareth, di 90 anni, portava a letto la sua bambola Annettina, ma che immancabilmente faceva poi la pipi' proprio mentre lei le si metteva accanto...
    ...e tanti e tanti altri, persone fantastiche con una vita dignitosa alle spalle, oggi accuditi come bambini, ma con tutto il rispetto e la dedizione che comporta prendersi cura delle loro menti :-)
  13. antioco1 02 ottobre 2016 ore 14:12
    mi era sfugito questo post grazie cara Evelin
  14. sinceropreciso 02 ottobre 2016 ore 15:03
    Chi oggi è bambino diverrà padre e chi è padre diverrà nonno, o come hanno lasciato scrivere alcuni..."fummo come voi, sarete come noi". Personalmente ricordo nitidamente i miei nonni nonostante siano morti da oltre 40 anni. Poi sono diventati nonni i miei genitori ed ora lo sono anch'io. Sarebbe bello se tutti avremmo in buona salute in nostri nonni perchè sono un pozzo di saggezza a cui attingere buoni consigli per la vita. Avvolte purtroppo i nonni possono indebolirsi a causa di malattia e mi viene in mente qualcosa che insegna a continuare a mostrare rispetto per i nonni anche se fisicamente hanno bisogno come se fossero bambini..."un giorno a pranzo sono presenti a tavola una nipotina, la sua mamma e la sua nonna. La mamma apparecchia la tavola e mette due piatti di porcellana ed una ciotola di legno, al che la piccola domanda alla mamma per chi è la ciotola di legno. La mamma a disagio prende in disparte la figlia e le spiega che è per la nonna che facilmente potrebbe rompere un piatto di porcellana, ma non romperebbe mai una ciotola di legno. La piccolina lungimirante allora dice alla mamma...bene visto che la ciotola di legno non si romperà mai la conserveremo per quando anche tu sarai vecchietta...volete sapere l'esito? La mamma toglie la ciotola di legno e la sostituisce con un piatto in porcellana...
  15. max01969 08 giugno 2018 ore 16:32
    bravissima :-))) :rosa
  16. Palm26 09 giugno 2018 ore 17:28
    Aggiungo volentieri il mio contributo a questo bellissimo post. Mio padre era in una casa di riposo e ci consentivano anzi gradivano che gli dessimo noi il pranzo. Il personale si regolava così: prima servivano e aiutavano i "senza parenti" e poi eventualmente anche agli altri. Un giorno arrivo leggermente in ritardo e vi stava già provvedendo una giovane infermiera che mi lasciò volentieri il posto dovendo provvedere anche agli altri pazienti. Lessi negli occhi di mio padre un piccolo disappunto perchè ... avevo sostituito l'infermiera che gli piaceva!
  17. ywsumh 09 giugno 2018 ore 18:07
    ho avuto la fortuna di vivermi tutti i miei 4 nonni e devo dire che sono sempre stati un punto di riferimento per me... mi hanno cresciuto perche i miei genitori lavoravano entrambi tutto il giorno... mi hanno insegnato tante cose, mi hanno dato buoni consigli che a tutt'oggi ricordo e cerco di seguire...
    sono stati tanto per me... ringrazio la vita per la fortuna che ho avuto e sono contento di essermene preso cura nei loro ultimi anni... GRANDI I NONNI!... ;)

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