...la pallina da ping pong...

12 novembre 2013 ore 09:36 segnala
C'era una volta un bambino, viveva con il padre poichè la madre mori' nel darlo alla luce. Il padre era un uomo benestante, molto attento e presente per il suo pargolo.
All'età di 4 anni ando' all'asilo e li' le suore si complimentarono con il padre poichè il suo figliolo era un bimbo modello, sempre educato e diligente. Il padre volle premiarlo per l'orgoglio che sentiva per questo bimbo cosi' buono e gli chiese cosa desiderasse: "piccolo mio, cosa vuoi che ti regali papà per farti sapere quanto sei bravo?" Il bimbo rispose: "papà, vorrei una pallina da ping pong". Il padre lo accontento', felice anche lui che il suo figliolo non esagerasse nei desideri.
Frequento' la scuola e ad ogni pagella che porto' a casa, sempre con il massimo dei voti, il padre gli faceva la medesima domanda: "cosa vuoi che ti regali papà per questo tuo bel risultato?" Ed il figlio sempre con la medesima risposta: "papà, desidero una pallina da ping pong". Passarono gli anni, si susseguirono i compleanni ed i Natali ed il figlio continuo' a chiedere al padre sempre una sola pallina da ping pong. Anche al liceo il ragazzo si distinse per la sua indole buona ed educata, per il suo impegno negli studi e per la sua innata grazia nel porsi al mondo, e come sempre, anche in quegli anni, il suo unico desiderio fu che il padre gli regalasse una pallina da ping pong. Durante gli studi di medicina, il padre volle fargli un dono per ogni esame che sosteneva, poichè il ragazzo cosi' studioso e anche molto intelligente, riusciva a portare a casa sempre un bel "30". Ma anche per quegli esami, il suo desiderio era ricevere solo una pallina da ping pong. Alla fine degli studi, il padre pero' volle impegnarsi a dare al figlio qualcosa di suo, gli voleva comperare un ambulatorio, una clinica tutta sua, un elicottero privato, e tutto quello che gli poteva servire, per ringraziare il figlio per tutto l'orgoglio che gli aveva donato in tanti anni. Ma ancora il figlio desidero' una pallina da ping pong!
Un giorno al padre arrivo' una telefonata, nella quale gli comunicarono che il figlio era in fin di vita per una malattia fulminante. Il padre si precipito' al suo capezzale e constato' che la fine fosse molto vicina. Si avvicino' al suo figliolo, raccolse le forze per non piangere accanto a lui e gli chiese: "ragazzo mio, toglimi una curiosità, ma tu, con tutte quelle palline da ping pong, cosa ci facevi?" Il figlio rispose con l'ultimo fiato che aveva in gola: "papà, io con le palline da ping pong........................." ...reclino' il capo' e mori' nelle braccia del padre.

Questa storia, volendo, nasconde una morale :firulì
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C'era una volta un bambino, viveva con il padre poichè la madre mori' nel darlo alla luce. Il padre era un uomo benestante, molto attento e presente per il suo pargolo. All'età di 4 anni ando' all'asilo e li' le suore si complimentarono con il padre poichè il suo figliolo era un bimbo modello,...
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12/11/2013 09:36:00
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Commenti

  1. crenabog 12 novembre 2013 ore 09:44
    1 - il padre non era mai psicologicamente presente al figlio, ma si limitava a donare per ringraziare il migliorare del proprio ego
    2 - il figlio non ha mai avuto l'intelligenza di chiarirsi col padre ed entrambi hanno solo perso l'occasione di vivere completamente il loro rapporto
    3 - anche i ricchi piangono
    4 - certe perversioni feticistiche è meglio che vengano dimenticate nell'oblìo del feretro
    5 - ho sicuramente dimenticato qualche altra perla di cinismo - ahah - ma son troppo occupato a pensare a cosa regalare a mio figlio con gli ultimi centesimi rimasti, visto che chiede sempre cose diverse, per giocare con lui...
    6 - quindi, anche i poveri piangono, ma parecchie volte sorridono

    ;-) :hoho
  2. RossodellEtna 12 novembre 2013 ore 09:47
    L'eterna questione del giusto equilibrio tra il non indagare i desideri dell'altro per non fargli sentire la pressione del controllo, e il dialogo in cui invece inevitabilmente non si può evitare un certo grado di invasività...
  3. dealma 12 novembre 2013 ore 10:27
    Io invece gli avrei chiesto "Ma dove cappero le tieni tutte quelle palline da ping pong, che adesso saranno un biliardo!?!??!"
  4. abacogreco 12 novembre 2013 ore 10:48
    :many la morale??? Puoi farle girare,rompere,collezzionarle,raccontarle,ecc.ecc. va sempre a finire che muori!! 0:-) e sò piiiiccolo io!! :-x :bacio
  5. abacogreco 12 novembre 2013 ore 10:54
    :clava :tetajo :cens e nun se pò lasciare così...ti strapperei i capelli se fossero veri!! :inkazz :mitra
  6. amico62a 12 novembre 2013 ore 11:12
    Se il padre era presente nella vita del figlio non avrebbe avuto bisogno di chiedere che ci faceva con quelle palline :-(
  7. notturnonumerodue 12 novembre 2013 ore 11:18
    semplicemente era felice di poter giocare a ping pong e di tutto il resto poco gli importava. e sapere che la sua passione era condivisa (accontentandolo nei suoi desideri) lo rendeva maggiormente appagato. per cui, quando veniamo accontentati nei nostri sogni da chi ci sta accanto, siamo maggiormente realizzati. pensiero contorto, ma c'ho provato...buona giornata :smile
  8. TonyRuffiano 12 novembre 2013 ore 11:50
    Quanto sei brava. Grazie per averlo scritto.
  9. unpensieroxte 12 novembre 2013 ore 12:06
    Certo che sto padre :sbong .....
    mhà :nono1 .....
    Molto triste sta storia :nono

    :bye :rosa
  10. allbrain68 12 novembre 2013 ore 12:49
    Io in questa storia intravedo una morale piuttosto importante....

    in molti siamo genitori e questa storia mi suggerisce una riflessione....non basta riuscire a dare ai nostri figli quello che desiderano o di cui hanno bisogno...ma forse sarebbe più giusto viverli questi ragazzi, stare con loro, ascoltarli, risolvere insieme i loro dubbi, vivere con loro i loro primi amori, abbracciarli ogni tanto, sorridere e piangere con loro....

    ...forse i nostri figli non hanno bisogno di tante cose inutili ma solo del nostro affetto della nostra comprensione.....DELLA NOSTRA PRESENZA!!!

    Buona giornata Evelin....Paolo :rosa :bacio :-) :bye
  11. adultocatanese 12 novembre 2013 ore 13:37
    Il padre avrebbe dovuto chiedere al figli già alla seconda richiesta cosa voleva farne.....
  12. ViolaNeve 12 novembre 2013 ore 13:53
    Avrebbe potuto, il ragazzo, avere tutto ed invece il premio desiderato erano palline. Potremmo argomentare per anni. Non capiremo mai. Forse non c'è alcun segreto. C'è chi colleziona carillon, come mia figlia; chi francobolli; chi tazze recuperate in ogni parte del mondo; chi profumi, monete, candele. Forse il fascino, per questo bambino, era nella forma: una sfera perfetta. Sin dalla più tenera età questo piccolo oggetto, in fondo trascurabile e di nessuna importanza se non per i giocatori di ping pong, potrebbe essergli sembrato esempio e simbolo di armonia e immutabilità.
    E tu sei una furbetta, cara Evelin. Ci hai instillato curiosità e dubbio, così facciamo lavorare le nostre celluline grigie e scateniamo la fantasia. Tutti sinora, tranne il prasseneta, portatore e scribens della stessa frase, da mesi. Che sia il più furbo? Partecipazione senza partecipazione.
    :rosa
  13. dolce.foryou 12 novembre 2013 ore 20:56
    ...forse i nostri figli non hanno bisogno di tante cose inutili ma solo del nostro affetto della nostra comprensione.....DELLA NOSTRA PRESENZA!!!
    :bye :fiore
  14. dolcecarrie 12 novembre 2013 ore 23:59
    Ricordo questo tuo post,
    ma non ricordo la morale,
    aspetterò l'esito finale. :bye :-))
  15. newentry2 13 novembre 2013 ore 09:54
    :-( :-x buona giornata Evelin!
  16. notturnonumerodue 13 novembre 2013 ore 12:10
    e tu, a che genere di morale sei giunta, se lo hai fatto? :ciao
  17. Evelin64 13 novembre 2013 ore 12:27
    Piu' che lecite le varie interpretazioni, anche se qui dipende dalla chiave di lettura che se ne vuol dare. Se si legge questa storia in modo metaforico diciamo, ecco che le palline da ping pong servono per riempire un vuoto, essendo cosi' leggere che si spostano anche con un soffio, potrebbe far intendere che siano dei pensieri per esempio. La figura del padre è colui che sentendo lo stesso vuoto del figlio, (poichè è venuta a mancare la moglie), non sente il bisogno di chiedere "prima" a cosa gli servissero, per il motivo che capiva il suo figliolo ovviamente. Mentre la madre potrebbe essere la madre terra per esempio, colei che accoglie le nostre radici, colei che porta in grembo il nostro futuro, ecc...
    Io sono dell'avviso che vi si puo' leggere cio' che ci ispira, ed in ogni caso è sempre la propria chiave di lettura a fare la differenza.
    Io volevo esprimere il non esitare a chiedere aiuto per riempire dei vuoti, anche se in apparenza ci sembra che sia per motivi futili, ma ascoltando cio' che il cuore ci indica, nel momento in cui coloro che amiamo ci chiedono qualcosa, cosi' magari il vuoto interiore che ognuno di noi ha provato o prova ancora, potrebbe venire riempito con facilità considerando le esigenze del momento. :-)

    P.S. In realtà questa storia la si racconta a mo' di barzelletta, per far restare "male" coloro che si aspettano una spiegazione alla fine 0:-) Quando la scrissi due anni fa, furono tante le "clave virtuali" :clava usate per farmi scrivere un "finale" decente e che spiegava cosa ci facesse con tutte quelle palline. Una risposta su tutte la vorrei riportare qui, poichè a mio avviso è stata la piu' spiritosa: Da "sottile.ironia", dicembre 2011: "una pallina di ping pong al giorno, toglie il medico di torno" :ok ...e cosi' è stato!
    Grazie a tutti... :inchino
  18. notturnonumerodue 13 novembre 2013 ore 12:34
    grazie a te per aver dialogato con la nostra fantasia ed emozionalità... :bataparty
  19. Evelin64 13 novembre 2013 ore 12:35
    È stata una bella esperienza...grazie davvero :-)
  20. cavaliererrante66 13 novembre 2013 ore 17:46
    Emozionante... :rosa
  21. dario12 13 novembre 2013 ore 17:50
    non posso rispondere al tuo intelligente quesito
    ho le mani occupate a stringere le mie palline che non sono di plastica come quelle di ping pong
    si chiamano ''scongiuri virili'' :punk


    per te: la testa ti batte sempre li :testata
  22. malenaRM 15 novembre 2013 ore 15:54
    Avrei voluto rispondere, ma ho piccoli neuroni tondi e leggerissimi che giocano a ping pong nella mia testa...
    :rosa
  23. Evelin64 15 novembre 2013 ore 19:25
    Malena..... :hihi :hihi :hihi

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