...ma come è possibile? ...

14 settembre 2014 ore 20:28 segnala
Dal momento in cui il ministro Alfano ha dato la notizia, che a me sembrava piu' una propaganda elettorale che altro, non passa giorno senza che si senta parlare del "signor" Bossetti, presunto assassino della piccola Yara Gambirasio. Domande da porre agli inquirenti ne avrei tante, pero' vorrei soffermarmi sulla figura degli avvocati difensori del suddetto. Ovviamente si avvalgono di ogni possibilità per fare in modo che il loro cliente usi un suo diritto, affinchè il loro assistito, per la legge presunto colpevole, non sia condannato anzitempo. Ok, va bene, e allora che ci spieghino tutto quell'investimento di tempo e denaro per identificare il DNA trovato sugli indumenti della piccola. Inoltre ci spieghino anche come sia possibile che la prova "regina" non basti per tenerlo in carcere fino al processo, dato che sempre i suoi avvocati, ne hanno chiesto la scarcerazione.
Ci sono delle cose che non tornano, per iniziare, la versione della madre, che sostiene di non aver mai tradito il marito e dicendo questo contesta la scienza. Irrilevante direi ai fini di confermare la colpevolezza del presunto assassino, pero' è interessante il fatto che lo stesso indagato abbia deciso di dare delle risposte al magistrato, dopo che in precedenza si era avvalso della facoltà di non rispondere. Ma tutto questo lo posso ancora capire, poichè sicuramente fa parte della strategia difensiva. Cio' che non arrivo a capire è come sia possibile che avvocati di tale "fama" si arrampichino sugli specchi, pur sapendo che gli italiani sono attenti ad ogni minimo particolare, in grado di comprendere e farsi un'opinione.
Il signor Bossetti spiega come è stato possibile che il suo DNA sia finito sugli indumenti della piccola, ma in pratica ammette solamente che suddetto DNA è suo! Inoltre, confessa anche di soffrire di epistassi, quindi sa che il "materiale" trovato sulla piccina è "abbondante"...e come fa a saperlo? A me appare evidente che stiano cercando di trovare qualsiasi appiglio pur di fargli avere almeno i domiciliari, argomentando fra l'altro che non potrebbe inquinare le prove, non vi è pericolo di fuga e che non potrebbe reiterare il reato! Chi ce lo assicura?`Da padri o madri lascerebbero libero un soggetto che in pratica ha ammesso che il DNA sul corpo senza vita di una bambina è il suo? Scusate, ma davvero mi chiedo come sia possibile che si arrivi a tanto, senza il minimo rispetto per il dolore di quei genitori che attendono giustizia da quattro anni!
Qualora lo vogliate, esternate pure la vostra opinione, credo che ci faccia bene argomentare situazioni del genere, per arrivare a capire il lavoro degli avvocati difensori.

Vorrei chiedere giustizia a nome di tutti gli Italiani per la piccola vittima, per la sua famiglia e per tutte le persone che l'amavano. Non dovremmo veramente restare a guardare :-( Che la giustizia sia "giusta", in nome di un popolo che ha accettato l'immane investimento di forze e di denaro per dare un nome all'assassino di Yara Gambirasio !!
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Dal momento in cui il ministro Alfano ha dato la notizia, che a me sembrava piu' una propaganda elettorale che altro, non passa giorno senza che si senta parlare del "signor" Bossetti, presunto assassino della piccola Yara Gambirasio. Domande da porre agli inquirenti ne avrei tante, pero' vorrei...
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14/09/2014 20:28:45
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Commenti

  1. libellulach 14 settembre 2014 ore 21:26
    Ma ,sono perplessa in tanti punti,la prova del DNA.....non sbaglia ....poi c'è questa mamma che dichiara di non aver mai tradito il marito ...allora mi chiedo dove la verità.....noi non siamo in grado di giudicare nessuno ..ma spero che l'assassino di yara. paghi per quel crimine .....anche se ai genitori nessuno potrà restituire mai la loro amata figlia......
  2. cassandrafui56 14 settembre 2014 ore 22:21
    Povera creatura, poveri genitori, la prova del DNA è assoluta...
    Giustizia???Dove sei???
  3. crenabog 14 settembre 2014 ore 22:49
    il giorno che proveranno veramente e inconfutabilmente tutto ci crederò. fino ad allora, come chiunque altro, dovrebbe essere ritenuto "innocente fino a prova contraria". ma in Italia, e spesso ovunque, si è sempre prima cercato e trovato il mostro, poi magari dopo vent'anni di galera esce fuori che era stato un altro. sempre che nel frattempo non gli abbiano dato la sedia elettrica. se è stato lui ben venga un ergastolo, ma se non lo è ricordiamoci di Girolimoni, una lezione che non ha imparato nessuno.
  4. harley53 14 settembre 2014 ore 23:08
    complimenti Evelin ,hai fatto un ragionamento logico al di sopra di persone che hanno competenza in materia e che cercano di aggrapparsi sugli specchi per far venire fuori la giusta verità,..io spero che quello che hai scritto, lo legga chi ha competenza e chi ci sta lavorando sopra,.sperando che questo caso si risolva e che i colpevoli o il colpevole sconti le sue pene, per aver agito vigliaccamente nei confronti della piccola Yara privandola della sua vita,..(vai forte Evelin ) :-)
  5. PollAstro.MI 14 settembre 2014 ore 23:09
    Una cosa prima di tutto: per la legge c'è la presunzione di innocenza e la colpevolezza a dover essere provata , ed è giusto così.
    Nel merito: se non ci sono errori d'esecuzione delle procedure aver trovato il DNA vuol dire senza ombra di dubbio o quasi ( in realtà ci sono remotissime possibilità che esistano persone con lo stesso DNA ma con la stessa probabilità di fare 10 sei al superenalotto di seguito ... in pratica è impossibile) che il soggetto sia entrato in contatto con le mutandine della ragazza ... ovviamente se lui non è in grado di spiegare come l'ipotesi piu probabile è quella che pone lui come l'assassino... ma (i soliti ma canaglia) ma oltre a questo che di per sè dovrebbe bastare gli inquirenti cercano altri riscontri e questo non tanto perchè la prova del DNA non sia affidabile ma per scrivere una storia e non basare tutto sulle probabilità , in pratica cercano la risposta che lui nn sa dare ma che noi tutti possiamo ben immaginare. Tutto il casino mediatico è solo il tentativo di mascherare la figura da pistola del sig alfano il quale di figuracce ne ha davvero collezionate molte in questi mesi ... ma questa è un'altra storia.
  6. demonio 15 settembre 2014 ore 00:25
    Credo che in queste vicende,sicuramente dolorose e complicate la cosa più sbagliata che ci possa essere è quell'accanimento mediatico che finisce sempre per favorire le persone sbagliate.Che poi si sia aggiunto pure un ministro ha dell'incredibile.Non entro nel merito delle indagini se non per dire che certe cose andrebbero tenute rigorosamente segrete fino al processo.Invece in questa vicenda ho ammirato la dignità dei genitori della vittima mentre, il resto, è il solito chiacchiericcio italico dove, a forza di CSI ed altre serie tv, oggi in questo paese oltre ad essere tutti allenatori,ingegneri e rivoluzionari adesso siamo anche tutti detective ed esperti criminologi. :sbong
  7. mino46 15 settembre 2014 ore 07:52
    Quello che sconcerta è che con tutte le moderne tecnologie degli ultimi anni per trovare il colpevole e nonostante la prova del DNA ci siano ancora dei dubbi sul presunto colpevole. Il grottesco poi è che i Carabinieri chiedano ad amici e parenti, tra le quali anche la moglie, dov'era e cosa stava facendo alla tal'ora di 4 anni fa...bisogna avere una memoria da Pico della Mirandola oppure tenere un Diario giornaliero per ricordarsi! Tutti ci auguriamo che dopo ben 4 anni si possa trovare il vero colpevole della povera Yara e senza troppo credere avidamente ai sensazionalismi e eventi enfatizzati dei nostri Quotidiani!
  8. antioco1 15 settembre 2014 ore 09:56
    buon giorno Evelin speriamo che anche questa volta la giustizia non sbagli molto preciso il tuo posta , ciao Ale
  9. stregaxamore.VE 15 settembre 2014 ore 10:04
    Il DNA è suo , è stato provato che era in zona al momento della sparizione della piccola Yara , e che frequentava la zona dove la piccola viveva, che aspettano a condannarlo e a buttare via la chiave??La storia andrà avanti per tutti i tre gradi di giudizio consentiti dalla legge italiana, perchè se verrà condannato gli avvocati ricorreranno in giudizio fino alla cassazione se servirà .Mi auguro resti dentro per tutta la sua vita i bambini no si toccano , quando ho visto la ricostruzione dell'omicidio di Yara , vi assicuro che ho quasi pianto al pensiero di come è morta quella povera bambina, lei non ha avuto nessuna possibilità non diamola nemmeno al suo assassino.
  10. piperi.tapatty 15 settembre 2014 ore 10:17
    non sono ne' garantista ne' colpevolista...il tribunale attraverso i suoi iter,giudicherà.Ed inoltre in base all'accaduto e agli avvenimenti che sono seguiti(prove dna,alibi fragile o assente),gli avvocati difensori,portano avanti la loro tesi strategica,puntando alla riduzione minima della pena.Funziona così non è una novita'.Rimane lei..la memoria della povera piccola,niente più...
  11. celesteAnita 15 settembre 2014 ore 14:04
    Buondì. Parto da crenablog perchè propone un paragone inaccettabile secondo me naturalmente. Il caso Gino Girolimoni risale al periodo mussoliniano con tutti i limiti ad esso legati. Certo fu un errore macroscopico e il povero uomo ingiustamente fu ritenuto un mostro e riabilitato molto tempo dopo. Purtroppo il suo nome resta legato a quei terribili eventi di cui egli stesso fu vittima. Ad inchiodare il Bossetti alle sue responsabilità c'è invece una prova schiacciante come dice la scienza: il DNA ritrovato sulla piccola Yara. Punto mi pare.
    Poi la difesa fa tutto quello che ritiene di dover fare visto che gli avvocati sono pagati per quel motivo. Persino per arrampicarsi sugli specchi se necessario e lo stanno facendo contro l'evidenza della "pistola fumante", come si dice.
    Poi la procura continua ad indagare per completare il quadro accusatorio. Giusto.
    Sarebbe forse bene che scendesse il silenzio intorno a questa vicenda, pure per rispetto di Yara e dei suoi genitori così dignitosi nell'immenso dolore, fino a che il signor Bossetti si troverà davanti al giudice e dal dibattimento noi tutti conosceremo ciò che fu e potremo avere idee più chiare, non inquinate da interviste a destra e a manca, da scontri tra colpevolisti e innocentisti anzitempo, da Barbare D'Urso e via discorrendo. Sarà la Giustizia a emettere la sentenza e se colpevole il Bossetti pagherà ci auguriamo con la reclusione a vita.
  12. abacogreco 15 settembre 2014 ore 23:19
    Il tuo ragionamento non fa una piega,sarà che sei avvantaggiata dalla tua professione ma le tessere che hai messo sul tappeto si incastrano a perfezione. Parliamo di indagini? Chi le dirige? Parliamo degli inquirenti? Competenze? Se ne potrebbero dire di cotte e crude,per esempio chi le dirige spesso lo fa seguendo una procedura che non sempre è corretta sul caso,chi indaga più delle volte segue una pista di procedura che di logica e qui si cade sulla competenza che spesso è richiesta da meriti gerarchici che da meritocratici,vogliamo parlare poi delle leggi? Non ho dottorato in legge ma quel che vedo sono valanghe di articoli con comma e sotto comma che alcune volte si contraddicono portando la nostra legislatura ad un accumulo di provvedimenti,leggi e articoli i quali in mano a dei principi del foro possono essere interpretati e non applicati e questo in uno stato di diritto non va bene,se poi pensiamo che chi fa le leggi sono gli stessi parlamentari che poi le usano per la loro professione.....be posso o no pensare che siano fatte per tutto tranne che per la giustizia? Sarò pessimista ma non vedo altri validi motivi. Una volta si diceva che gli avvocati sono delle sanguisughe..... ma su...dai...come si fa a pensare una cosa simile???? :firulì
  13. Evelin64 16 settembre 2014 ore 07:42
    x Tutti: Scusate se non rispondo uno ad uno, ma mi ripeterei, quindi intervengo per dare solo altri input affinchè il concetto si possa ampliare :-)
    Siamo tutti d'accordo che l'indagato è innocente fino a prova contraria, giusto cosi' si', pero' siamo anche consapevoli che a volte l'iter della giustizia fa acqua da tutte le parti. Riconosco il merito agli avvocati difensori di svolgere bene il loro lavoro, pero' nello stesso tempo mi metto eni panni dei genitori della bambina, i quali a mio avviso, hanno avuto una grandissima dignità! Quanto soffrono e quanto ancora devono soffrire, affinchè venga dato un nome all'assassino che ha tolto loro la figlia? Certo, la stampa, i giornalisti, i cronisti, tutti fanno il loro lavoro, anche se io non bado a certe notizie "scandalo", ossia, poco mi importa di cosa faceva la moglie o quante lampade si sono andati a fare. Diciamo che il tutto serve ad imbastire una storia credibile, fatto sta che a tutt'oggi non si ha neanche il movente. I suoi avvocati lavorano alacremente, anche se ieri è arrivata la prima "batosta", poichè la permanenza in carcere del loro assistito è stata confermata SENZA modifiche. Quindi resta dentro e resta in isolamento, per tutelarlo presumo. A questo punto, a mio avviso, dovrebbero cercare un suo eventuale complice, poichè ci credo poco che lui sia riuscito a far salire la piccola sul suo furgone, quando la piccina si lamentava di essere seguita da uno...
    Grazie a tutti...l'argomento è ancora aperto per chiunque abbia voglia di intervenire :-)
  14. mino46 16 settembre 2014 ore 07:55
    Ciao Evelin! Quello che non accetto è che si vada a "scavare" anche nella vita di sua moglie, è importante per le indagini o è il solito sensazionalismo dei Quotidiani per fare cassetta?
  15. patty1953 16 settembre 2014 ore 20:04
    Arrivo un po in ritardo ma sempre in tempo a commentare questo argomento, che secondo la mia opinione va ben oltre al fatto specifico, che però può essere preso da esempio per ragionare come funziona la giustizia. A differenza di quella americana che è innocentista fino a prova contraria, la nostra è colpevolista fino a prova contraria. Questo cosa produce, che mentre in america è la procura a dover dimostrare tramite prove inconfutabili la colpevolezza degli indagati in italia sono gli avvocati difensori a dover smantellare le prove presentate dalla magistratura. Quindi da questo si evidenzia il ruolo fondamentale degli avvocati difensori. Certamente più le prove sono concrete ed oggettive come in questo caso, il DNA appunto non mente,più gli avvocati difensori si debbono attaccare a cavilli per renderle non valide o metterle in discussione. Questo agli occhi delle persone comuni come noi e davanti ad efferati delitti come in questo caso diventa una mostruosità pensando anche ai genitori oltre che alla vittima. Io non incolpo il nostro sistema giudiziario, ma la magistratura che non sa svolgere adeguatamente il proprio lavoro. Infatti gli avvocati davanti ad indagini lunghe ma grazie a Dio fruttuose ben poco possono fare se non sperare in qualche incidente di percorso che le renda invalidate. Ben diversa è stata invece la storia giudiziaria per il processo di Sara Scazzi basato più su si dice che su prove concrete e quindi una condanna che lascia spazio a molte domande. Come il caso di Chiara Poggi dove la magistratura non è riuscita a portare prove inconfutabili tanto che il principale indagato ( per la cronaca per me colpevole) è ancora libero. Insomma tutto questo bel discorso per dire tanto di cappello agli inquirenti e agli investigatori che sono arrivati a procurarsi delle prove valide, lasciamo che gli avvocati difensori facciano il loro lavoro ( profumatamente pagato) ma che per una volta l'esito del verdetto finale non lascia adito a dubbi perchè basato su prove oggettive. Poi che si arrivi a stabilire se c'erano complici oppure no questo forse lo pensano in molti ma finora non ci sono stati fatti concreti a dimostrarlo. La giustizia non può essere gestita sull'onda emozionale. Certo così pare una partita di chi ha le carte migliori da poter giocare e mettere sul piatto e magari lo è anche, la verità purtroppo non è mai facile da stabilire e spesso non ci si riesce, quindi rimane il fatto è meglio un colpevole libero oppure un innocente in carcere? Per gli americani meglio un colpevole libero e per noi italiani? Ciao a tutti spero di non aver messo troppa carne al fuoco e mi so anche trattenuta pensa un pò. ;-)
  16. patty1953 17 settembre 2014 ore 12:45
    Si hai ragione Evelin chi scrive in quel momento detiene il potere delle sue parole che dovrebbero rispecchiare le sue idee e quello che vorrebbe comunicare, impresa non sempre facile direi. Concordo che Yara e le vittime come lei sono figlie, sorelle di tutti noi e non solo perchè potrebbe accadere a chiunque di noi. Merci :rosa
  17. Evelin64 17 settembre 2014 ore 13:22
    In realtà possiamo "allargarci" quanto vogliamo su di un argomento, ma alla fine resta un "disegno" di chi in quel momento detiene il "potere" delle sue parole. Forse non ci dovrebbe riguardare, o forse non dovremmo neanche sapere, pero' si da il caso che per l'Italia intera, Yara sia figlia di tutti :rosa
    Non si puo' fare a meno di seguire le notizie, poichè credo che tutti abbiano paura che possa succedere ad un proprio congiunto cio' che è successo in quella famiglia. Quindi ben vengano le opinioni, i commenti, le tesi e quant'altro, almeno in qualche modo cerchiamo di allontanare la paura che qualcosa di peggiore sia veramente accanto a noi...
  18. serenella21 17 settembre 2014 ore 18:02
    I legali giustamenti cercano sempre
    di trovare cavilli x evitare la prigione x
    questo ''signore''ma la prova del DNA
    è incontestabile x la colpevolezza
    ma,x la legge italiana non basta
    come sempre..troppe verità nascoste
    e troppi assassini in liberta'
    ciao:staff
  19. diogeneilcinico 17 settembre 2014 ore 20:36
    Buongiorno Evelin,
    mi perdonerai se devio da quello che è l'argomento del blog, ma non conosco a fondo le procedure processuali, pertanto non voglio dare giudizi su di una cosa che, vista dall'esterno, mi sembra assolutamente irrazionale. Ma di certo tutte le volte che sento casi del genere mi chiedo come mai tutto questo interesse morboso, che poi sfocia nel clamore mediatico più becero. Forse perché in ogni figlio vediamo una Yara e forse guardandoci allo specchio intuiamo il baratro nel quale sono caduti i suoi genitori. Forse cerchiamo vendetta sotto forma di giustizia per chi ha fatto o potrebbe fare male ai nostri figli. In realtà, mi pare, che noi tutti vogliamo il/un colpevole e vogliamo che paghi, non importa chi sia, basta che lo si possa considerare inoffensivo ed avremo salvato i nostri figli. In realtà tutto questa caccia alle streghe mi sembra solo paura, perché il mostro che vogliamo esorcizzare non è Bossetti, ma la possibilità che esistano i Bossetti e che camminino accanto ai nostri figli tutti i giorni. Quindi il punto mi pare che sia che, fermato il Bossetti o il mister x di turno, acquietiamo momentaneamente la paura, ma in cuor nostro sappiamo che questo pagliativo serve solo a camuffare la realtà ... il mostro esiste ed ha i tentacoli fra di noi, non possiamo individuarlo né prevedere ciò che farà perché le cause scatenanti della sua follia sono troppe e, per loro natura, imprevedibili e forse, per assurdo, le alimentiamo proprio noi tutti senza volerlo.
  20. Evelin64 17 settembre 2014 ore 21:42
    x Serenella: Già, in effetti sarà una delle solite storie infinite, dove la vittima verrà dimenticata in favore di una giustizia carente.
    Merci' :rosa

    x Diogeneilcinico: Mi soffermo sul tuo concetto finale e sul fatto che simili accaduti scatenino una morbosità che si confonde con la curiosità. Forse in questo modo si cerca di "esorcizzare" un male latente, che come ben asserisci, potrebbe essere dappertutto. Forse è veramente la paura di sapere che questo orrore potrebbe esserci vicino, fa si che si cerchi di carpirne i comportamenti, per poter prevenire o eventualmente riconoscere un soggetto pericoloso. Ma se mi immedesimo nei genitori della piccina, sinceramente avrei tanta rabbia dentro che vorrei arrivare al colpevole ed aggredirlo con le mie mani! Si', in questi casi le voci mediatiche danno la caccia alle streghe, cosi' si spiega anche lo scavare nella famiglia del presunto colpevole per cercare un "qualcosa" che per noi assomigli ad un campanello d'allarme. Merci' :rosa
  21. celesteAnita 18 settembre 2014 ore 13:24
    La gemella del Bossetti è stata aggredita a calci e pugni da sconosciuti che mentre la pestavano tanto da farla svenire insultavano il fratello. Sembra le sia capitato altre volte.
    Notizia nuda e cruda su cui non faccio commenti.
  22. Polemar 19 settembre 2014 ore 19:46
    Oggi è il tuo compleanno mia dolce Eve.... auguri da tutto il mio cuore....
  23. nerorosso 05 novembre 2014 ore 09:42
    I nuovi metodi investigativi hanno soppiantato del tutto i
    metodi tradizionali e se aggiungiamo che i primi giorni
    fondamentali per un indagine sono stati sprecati si ottengono queste situazioni

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