...rigetto psicologico...

19 novembre 2014 ore 20:50 segnala
Piccola premessa: trattero' l'argomento che vado a postare con il dovuto tatto e permettendomi solo delle riflessioni. Inoltre gradirei che chi ha la bontà di leggermi, lo facesse fino in fondo, per il motivo che gradirei un'opinione a riguardo, qualunque essa sia, grazie.

Un ragazzo spigliato e con la grinta di emergere, allegro compagno di coetanei che lo coinvolgevano in scorribande delle loro giovani vite. Educato cucciolo di uomo affacciatosi alla vita da soli 17 anni. Amava tanto lo sport, era un provetto calciatore, si allenava con convinzione sperando in una promozione imminente.
Un giorno un colpo di tosse, il giorno dopo ancora e cosi' per un mese intero. Occorreva fare una visita dal medico curante, il quale conoscendolo dalla nascita, provava imbarazzo a farlo spogliare per visitarlo. Ma il ragazzo spavaldo, fra un colpo di tosse ed un altro, si spoglio' anche della paura di essere costretto a fermarsi. La visita fu breve, la diagnosi fu drastica: fermati ragazzo, o il tuo cuore non reggerà! Occorre che si trovi un cuore nuovo al piu' presto, altrimenti non diventerai mai uomo.
Il ragazzo si rivesti', indosso' la paura, indosso' il terrore, indosso' la rinuncia, tornando a spogliarsi di speranze e di fiducia. Ansioso aspettava risposte a domande che non faceva. Guardava la vita alla finestra, vedendo nel vetro il suo volto piangente. Pensava ad un cuore nuovo, che potesse battere nel suo petto, facendolo tornare rivestito di una nuova vita. Fra tutte le domande che poteva fare, ne fece solo una: "essere nella lista di attesa, significa attesa per un cuore nuovo, o attesa che qualcuno muoia per donarmelo?"


Ecco, una sola riflessione: siccome fra i riceventi organi donati, oltre il 30% non sopravvive al rigetto, è mio parere che esso sia psicologico, per il motivo della lista di attesa appunto...
c4d5aea5-1270-4da7-be9c-be2f4096ad55
Piccola premessa: trattero' l'argomento che vado a postare con il dovuto tatto e permettendomi solo delle riflessioni. Inoltre gradirei che chi ha la bontà di leggermi, lo facesse fino in fondo, per il motivo che gradirei un'opinione a riguardo, qualunque essa sia, grazie. Un ragazzo spigliato e...
Post
19/11/2014 20:50:10
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    23

Commenti

  1. harley53 19 novembre 2014 ore 21:11
    ho letto fino in fondo,..parole che hanno il loro valore,.tutto sta ad avere fiducia per quello che succederà domani :-(
  2. amico62a 19 novembre 2014 ore 21:12
    Io invece sono convinto che la cura per guarire o comunque per star meglio esiste.
  3. zoe.82 20 novembre 2014 ore 09:39
    Argomento delicato, da trattare con le pinze. Razionalmente parlando credo che nel momento in cui ricevi un organo di una persona deceduta che personalmente può salvarti la vita, fai il possibile perché la sua morte sia "servita" a qualcosa, quindi non credo che il fallimento sia dovuto a una questione psicologica. Poi certe cose bisogna viverle per poter parlare...
    Un saluto :-)
  4. Dr.Pentothal 20 novembre 2014 ore 11:37
    Sai....io non credo che sia "la lista d'attesa". L'uomo non abbastanza razionale da "mortificare" anche l'istinto primordiale di conservazione a discapito di un suo simile che, purtroppo, diparte. La sua morte salva una vita. Spesso, senza quella donazione, se ne perdono due.
    Credo piuttosto, sia un discorso di sentirsi in qualche modo "rotti e riparati" una consapevolezza inconscia di "precarietà". La rassegnazione ad essere "rotti" Molte patologie degenerano per quella errata consapevolezza.
    Ci sarebbe qualcosa da fare, forse in un auspicabile futuro remoto visto dagli occhi di ottimisti full operation che riescono a vedere nazioni e situazioni socio-economico-politiche che rasentano l'estremo della fantapolitica e della fantascienza sociale. Ma....è un ipotesi remotissima. "L'usa e getta" si è infiltrato anche nei cicli vitali.
  5. A.Lu 21 novembre 2014 ore 00:59
    Qualcuno morirebbe comunque. Ma se la sua morte servisse a salvare un'altra persona, sarebbe comunque dolorosa per chi l'ama, ma in un certo senso la sua vita continuerebbe almeno in parte in colui che ha ricevuto un suo organo. Senza dubbio ognuno ha una sua sensibilità e il malato in lista d'attesa va aiutato e sostenuto psicologicamente perchè possa serenamente gestire il "passaggio". Dono, io lo chiamerei dono.
  6. aliceadsl48 22 novembre 2014 ore 21:44
    Si qualcuno morirebbe, ma a volte la sua morte ha donato a qualcuno che aspettava da tanto tempo un cuore,un fegato oppure un rene il suo dono d'amore per la sua sopravvivenza. Appunto è un dono ricevuto dall'alto, così io lo definerei io.
  7. elios67 23 novembre 2014 ore 11:02
    non siamo tutti uguali, quinbdi c'è chi ha il rigetto psicologico e chi supera tutto e l amore per la vita lo rende più forte più motivato, dalle mie parti c'è un ragazzo che è in lista di attesa per cinque trapianti e se parli con lui ti dà una forza un coraggio per andare avanti, indubbiamente il pensare positivo aiuta
  8. highlanderII 27 dicembre 2014 ore 01:04




  9. comeunachiesalaica 06 febbraio 2015 ore 10:42
    ,,,,Bella riflessione, cara......ma credo che la titubanza, o se vogliamo anche dire il rigetto, non sia comparato alla lista di attesa. Psicologico...ohh sì, lo credo anch'io. Ma il tema è complicatissimo, quanto lo è la psiche umana. Ci si dovrebbe porre al posto del ricevente : lo accetto?...... Ed ecco che fra i tanti stati d'animo coinvolti ce ne possa essere uno che insorga : io dagli altri non voglio nulla !....è la risposta di una indipendenza...di un orgoglio... di una chiusura al Prossimo che va oltre la propria morte..... sì, credo che sia possibile......
  10. patty1953 30 aprile 2015 ore 12:15
    L'attesa, sempre l'attesa che non sai cosa ti riserva, che non sai cosa comporterà, in bilico fra speranza e voglia di vivere e paura del domani e di quello che riserverà. Credo che in questo caso le aspettative siano molte e molti i punti di domanda a cui non potrà dare risposta che il tempo. I latini dicevano mors tua vitae mea, difficile da accettare ma l'istinto di sopravvivenza è ancora più forte credo. Quell'istinto che ci permette di rialzarci dopo ogni caduta e che ci conserva la vita. Buona giornata Evelin :-) :rosa
  11. 1.990erpiu 01 dicembre 2015 ore 17:37
    Se colui che guida i nostri passi, voleva che fossimo eterni ci avrebbe fornito un magazzino zeppo di pezzi di ricambio.
    I giorni che sono scritti nel libro della vita, per ognuno di noi; nessuno può aggiungerne nessuno può toglierli.
  12. evin49 02 dicembre 2015 ore 06:43
    Certo la lista di attesa è snervante. Sai poi che riceverai l'organo di un morto. Concordo con quanto dici che probabilmente il rigetto sia determinato dal pensare che il nuovo organo è di una persona deceduta. A livello psicologico cosa si fà per i pazienti in attesa, sono supportati per accettare la nuova situazione? Semplicisticamente si è portati a pensare mors tua vita mea. Non è così, sentire che hai dentro qualcosa che appartiene a una persona deceduta è difficile da accettare
  13. kremkaramel 10 gennaio 2016 ore 19:44
    credo che componenti psichiche possano incidere su processi di convalescenza travagliata ma il rigetto è dovuto essenzialmente agli anticorpi che riconoscono il nuovo cuore come corpo estraneo! Quindi a mio avviso senza sottovalutare l'aspetto psicologico occorre concentrare bene ogni ricerca sulla compatibilità!Occorrerebbe in caso educare il soggetto che riceve il nuovo cuore di non viverlo come estraneo a se ma come un dono fatto da chi muore per permettere il continuare della vita altrui :angel !
  14. sonnysonny1 26 agosto 2016 ore 23:29
    argomento da brividi...come dicono i giocatori di poker...PASSO

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.