...senza perdono...

19 marzo 2014 ore 07:20 segnala
Forse quella mattina sentivi nell'aria che qualcosa non andava. Un silenzio irreale in quella casa, che per un attimo ti ha fatto pensare che fosse tornata la quiete. La sera prima, mamma e papà hanno litigato ancora. Sempre quelle parole, urlate come una difesa estrema: "no, devi lasciarci in pace, vattene!" Si', erano le parole che ultimamente si sentivano spesso nella vostra casa, un tempo colma d'amore e di armonia. Ti alzi dal letto e percorri il corridoio a piedi nudi. Senti delle voci sommesse, non erano le solite urla che ti destavano quasi ogni mattina. Davanti alla porta chiusa della cucina hai sentito la voce alterata di papà. Un'angoscia tremenda ti ha paralizzato davanti alla porta ora socchiusa. Uno sguardo all'interno e l'orrore fu li', davanti e dentro ai tuoi occhi. Papà ha preso il coltello della cucina, quello che la mamma usava per tagliare le fettine di carne... si accaniva sulla tua mamma con venti, trenta, troppi fendenti, i quali l'hanno fatta scivolare esanime a terra in un lago di sangue...

I figli delle vittime del "femminicidio" subiscono un trauma doppiamente grave, poichè nel momento in cui viene a mancare la loro mamma, inevitabilmente devono fare i conti che è morta per colpa del loro papà. Non torneranno mai piu' i bambini che erano, non avranno mai piu' nel cuore il sentimento di fiducia, poichè in quel momento riceveranno la percezione che si puo' morire per amore dei figli, nonostante essi spesso siano la "causa" di quell'amore sbagliato.

A quei papà che uccidono le mamme dei loro figli, vorrei poter dire che non avranno mai il perdono di questi ultimi, poichè essi non saranno in grado di accettare che un uomo uccida per amor proprio, dimenticandosi di chi ha generato il frutto di quell'amore e del frutto stesso...



Da "LA STAMPA Cronache":
Ci sono altre vittime del femminicidio. Vittime di cui quasi nessuno parla mai, travolti dall’orrore di una violenza che confonde l’amore con il possesso. Vittime che non sono sotto i riflettori, perché minorenni. Ma proprio per questo più a rischio, infilati in percorsi fatti di affidamenti, adozioni, tribunali dei minori. Che fine fanno queste vittime?, che strumenti hanno e che strumenti fornisce loro la società per superare il trauma di un padre che uccide la propria madre?, come crescono?

Orfani, con due genitori scomparsi, o nella migliore delle ipotesi con uno dei due in carcere per ciò che ha fatto all’altro, questi bambini vengono scordati. Sono un esercito, ma nessuno se ne accorge. Oltre 1500 in Italia, secondo uno studio che sta portando avanti la dottoressa Anna Costanza Baldry, docente di Psicologia all’Università Seconda di Napoli, consulente dell’Onu, della Nato e dell’Ocse in materia di violenza contro le donne e i bambini. Lo studio prende in esame i casi di bambini vittime del femminicidio tra il 2000 e il 2013 e dimostra una cosa: in Italia non esistono protocolli, percorsi, strumenti che offrano a questi orfani una vita migliore.
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Forse quella mattina sentivi nell'aria che qualcosa non andava. Un silenzio irreale in quella casa, che per un attimo ti ha fatto pensare che fosse tornata la quiete. La sera prima, mamma e papà hanno litigato ancora. Sempre quelle parole, urlate come una difesa estrema: "no, devi lasciarci in...
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19/03/2014 07:20:42
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Commenti

  1. isabel.diGio 19 marzo 2014 ore 07:30
    :rosa
  2. GLARUS1955 19 marzo 2014 ore 07:43
    Anche se scritto qualche mese fa i problemi di fondo (dopo il femminicidio ai cui non so dare risposte) rimangono gli stessi.
    http://www.lastampa.it/2013/08/06/italia/cronache/bimbi-senza-mamma-e-pap-laltra-faccia-dei-femminicidi-UWk0rZ0u8qcNPvn5BaqxLP/pagina.html
    Buona giornata Evelin :rosa
    by Dorian
  3. AllisonBrake 19 marzo 2014 ore 08:11
    :rosa
  4. crenabog 19 marzo 2014 ore 10:49
    questi sono i figli resi orfani dalla follia dei loro padri.
    penso sia comunque molto più bestiale pensare a quelli resi morti dalla follia delle loro madri. e ultimamente aprendo le cronache ce ne stanno sin troppi.
    hanno problemi? si ammazzassero da soli o da sole. punto. i bambini non si toccano.
    nessun perdono, nessuna giustificazione.
  5. delia.selly 19 marzo 2014 ore 12:03
    IO ti scrivo questo
    Auguri a quegli uomini che fanno la differenza, che sono dei Papà, e non solo dei padri.
    A quelli forti, ai ribelli, ai selvaggi, ma dolcissimi allo stesso tempo.
    A quelli che ci sono ancora, a quelli che date le circostanze non possono svolgere appieno il ruolo di un papà come vorrebbero, e a quelli che purtroppo non ci sono più, ma c'hanno segnati in positivo.
    Auguri a prescindere dalla presenza di un corpo, perché loro continueranno a vivere dentro di noi...
    Perché questi papà hanno scritto le cose più belle del mondo sul libro della nostra anima.
    E ogni tanto li rileggo, scoprendo ogni volta cose nuove, ogni volta una nuova e grande emozione differente, seguita da una lacrima che mi riga il viso.
    Auguri Papà. Sei incastonato nello scrigno del mio cuore, e resterai li per sempre.
    Ti amo Grande Uomo!
  6. GioBon 19 marzo 2014 ore 12:14
    Io partirei dal fatto che non potendo essere una soluzione ai propri problemi, l'atto di omicidio dei figli da parte della madre, oppure della moglie, e in questo caso molte volte di tutta la famiglia compreso, se stesso se ci riesce, da parte del padre, ma conseguenza di uno squilibrio mentale. E' l'epilogo finale di una persona malata, quindi la prima ad essere condannabile è la nostra società ed i suoi organismi più vicini al problema in quanto non esiste prevenzione, partendo da chi lo studia ed arrivando a chi dovrebbe mantenere civile l'ordine pubblico. Inizio con le madri ... una mamma che ammazza il figlio penso che fosse l'atto più assurdo che possa esistere, eppure lo fanno anche gli animali, perchè lo vedono debole, perchè non ce la fanno a mantenerlo, perchè preferiscono vederlo morto che catturato o addirittura perchè non lo riconoscono più loro figlio ... Come negli animali è un atto estremo di forte disagio, la donna può avere un normale decorso critico post parto, magari ha già altri figli a casa che aumentano questa stanchezza e questo disagio, magari anche un marito che lavora lontano o che non contribuisce comunque nelle faccende di casa e con i figli, ma con tutti i soldi che spendiamo in ambiente politico una settimana in più in ostetricia e magari una persona che segua i primi mesi di ripresa della vita in casa non è possibile ??? Magari anche un maggior controllo medico ed eventualmente terapeutico per riabilitare le gestanti in breve tempo ???? Ma passiamo ai padri, argomento di apertura e del giorno .... Non ci crede nessuno che un uomo arriva a casa dal lavoro, per quanto stanco e magari anche con le palle girate e ... alterandosi per una frase sbagliata detta dalla moglie prende il coltello da cucina e stermina la famiglia, magari finendo con l'ultimo fendente a se stesso ... questa è un'azione maturata dopo mesi, forse anni di incomprensioni, mancanza di dialogo, magari altre azioni premonitorie anche violente ... a volte denunciata ai parenti o addirittura con regolare denuncia alle autorità competenti da parte della donna o del medico che ne ha curato gli ultimi lividi ... ma nulla, ne un assistenza, ne un controllo, nulla ... beh si certo, quando la famiglia è li immobile e sanguinante qualcuno lo dice quasi sempre ... si sapeva, urlavano sempre, era un continuo litigio, lei veniva picchiata ogni settimana, lui beveva ed era aggressivo ... dopo però, mai prima .... meditiamo ... non diamo la colpa diretta sempre a chi compie l'azione finale ... sicuramente quella persona è stata abbandonata a se stessa molto prima o era pericolosa e quindi da rinchiudere o curare e ... non sempre una persona può farcela da sola a tornare nel suo posto sociale ...
  7. antioco1 19 marzo 2014 ore 12:55
    oltre a leggerti con piacere , apprendo cose nuove e che mi fanno riflettere , grazie Evelin grazie di tutto , ciao Alessio
  8. Villa.Fraula 19 marzo 2014 ore 13:03
    ciao cara Evilin, come sempre i tuoi posto sono molto profondi... Ma! io oggi voglio pensare positivo sia come PAPA', come NONNO a sopratutto che come UOMO, un grande abbraccio, dal Salento con simpatia, :-) Gianpaolo (B&B Villa Fraula)
  9. libellulach 19 marzo 2014 ore 13:42
    Vorrei dire tanto cara Evelin mi sono sempre chiesta come può una mamma fare un gesto cosi atroce mi viene un nodo in gola sentendo di tutte queste uccisioni ,dei maltrattamenti ai bimbi,della violenza che in silenzio subiscono anche dentro le mura di casa,malinconia di questi bimbi contesi di come vengono tolti dalle loro radici la cronaca c'è ne parla spesso ,le uniche vittime sono questi bambini. :rosa :cuore
  10. Justhewayouare 19 marzo 2014 ore 13:58
    Oddio, dottoressa, qui il discorso è un tantino più ampio. Ben venga la circostanza per l’estensione del discorso ma, qui credo si esuli un po dal contesto “festivo”. Per trattare ciò che lei ha mirabilmente descritto credo bisognerebbe ripercorrere un po i concetti sull’origine dell’aggressività attraverso i due concetti in antitesi di “pulsione di morte” (tendenza di tutti a ritornare ad uno stato inorganico) e “pulsione di vita” (tendenza alla riorganizzazione di materia organica) e sull’incapacità, in alcuni soggetti, di spostare l’interesse su altre mete o di sublimare gli istinti in attività sostitutive, incapacità che determina spesso gli atti violenti e il conseguente “acting-out” o passaggio all’atto, dovuto al fatto che il soggetto non ha un controllo attivo sulle proprie pulsioni. Ed ancora il concetto di trauma ovvero il conflitto tra desiderio e senso di colpa ; il concetto di maltrattamento dimostrazione di arroganza, prepotenza e violenza nei confronti di una o più persone (donna e bambini) soggettivamente od oggettivamente inferiori (almeno nelle percezioni dell’attore). E lei ben sa, dottoressa che l’inferiorità tra adulti corrisponde ad una percezione distorta dell’Io e della propria immagine corporea. Ma....non mi sembra il caso…di andare oltre; il luogo…il tempo…lo spazio…il contesto…ci impongonodi fermarci e, almeno oggi, di dire solamente…”CIAO PA'”. Un abbraccio.
  11. allbrain68 19 marzo 2014 ore 14:34
    i figli di qualsiasi vittima subiscono un trauma che li segnerà per tutto il resto della loro vita...oggi la nostra attenzione è rivolta in modo molto più insistente sul femminicidio...che altro non è che una forma di omicidio cque sia...ma ce ne sono molti altri di casi che lasciano segni indelebili sui bambini che derivano comunque da forme di omicidio e suicidio in ambito familiare.....i traumi lasciano segni irreparabili nelle menti purtroppo e il nostro compito non è solo quello di fermare il fenomeno o arrestare i colpevoli ma anche quello di recuperare le vittime intese come superstiti.

    Buona giornata a te cara Evelin....Paolo:)
  12. newentry2 19 marzo 2014 ore 14:41
    concordo con te! ciao Evelin!
  13. 65Claudia 19 marzo 2014 ore 17:23
    Ed io che avrei voluto scrivere Tanti auguri a tutti i papà !
    Ma la realtà è anche questa e ci tocca purtroppo...
    La violenza non ha genere.
    Oggi si parla di uomini ma non dimentichiamo le donne che uccidono i propri figli o che rovinano la vita agli uomini!
    Sono i bambini più vittime delle stesse vittime, il loro trauma è sconvolgente, difficilmente rimarginabile, sono e saranno vittime al "buio", perché dovranno accettare l'idea che il proprio padre è un assassino e questo è di per se devastante per la costruzione in erba del proprio Io e dell'equilibrio psicologico ancora precario in una giovane età. Il danno olistico provocato nella psiche di un bambino è traumatico. Quante volte c'è stata la classica frase: si, è violento con la moglie ma non tocca i suoi bambini, è un buon padre... Quasi a dover e voler entrare in quella zona grigia di un vissuto quotidiano, dove la gravità non è percepita. Gli effetti destrutturanti saranno incolmabili in seguito.
    La patologia che diventa normalità.
    Una sorte di spirale patologica da cui è difficile uscirne perché questi bambini hanno altissime probabilità di divenire adulti problematici.
    Sono bimbi da proteggere ed assistere, ma il tentativo di spacciare per buone malattie inventate come la PAS sono utili solo a permettere ad abusanti e maltrattanti di continuare il loro abuso di potere mettendo a tacere donne e bambini e trasformando i carnefici in vittime.
    Qui non siamo a teatro, quando in scena c'è l'Otello di Shakespeare , finita la recita tutti si alzano, uccisi e assassini e ricevono applausi, qui la vittima non si rialza, nè lo fará chi l'ha uccisa.

    :rosa Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza (Goethe) :rosa
  14. malenaRM 19 marzo 2014 ore 17:38
    A volte, i figli diventano pedine nella guerra senza esclusione di colpi dei genitori; quando va bene sono "solo" orfani di entrambi...nel peggiore dei casi, diventano vittime, strumento della vendetta di un coniuge contro l'altro, vite recise per follia o per dispetto.
    Chi abusa dei figli, in qualunque modo lo faccia, non merita perdono, mai.
    :rosa
  15. patty1953 19 marzo 2014 ore 18:42
    Ho letto il post e la prima cosa che ho pensato è stata " E brava Eve, che bel post provocatoria , da pugno nello stomaco", si perchè davanti ad un post così non si può non avere una reazione qualunque essa sia, non è uno di quei post che può lasciarti indifferente se hai un cuore e una sensibilità e dei figli e magari come me anche nipoti. Qui puoi fare solo tre cose, scappare perchè non hai il coraggio di confrontarti con tanto orrore, chiudere il cuore e buttarti sul dogmatico oppure accogliere tanto orrore e interrogarti. Io sinceramente non mi ero mai interrogata su che cosa accadeva ai bambini vittime di tanto orrore, grazie a questo post e alle indicazioni in esso contenute, sono andata a cercare e leggere. Io credo che la cosa più importante siano proprio loro i bambini e allora mi domando come non si piò pensare a questi fogli che domani saranno il futuro tessuto sociale? Che ne sarà di loro, che uomini e donne saranno.....vittime innocenti di una violenza vissuta e subita in nome di un falso esempio di amore? Cosa possiamo fare noi affinchè non vengano dimenticati? Io sono una piccola goccia in questo immenso oceano, Eve è una piccola goccia che ha portato il suo contributo, se tante piccole gocce si uniscono possiamo diventare l'oceano. Quei bambini sono anche figli nostri, sono parte dell'umanità di cui anche noi siamo parte e responsabili, io vorrei lasciare a mio nipote un mondo migliore e poter dire non sono passata di qui invano. Io ci credo e voi? Grazie Evelin di cuore Patrizia :cuore :flower
  16. zakspadaccino58 19 marzo 2014 ore 20:21
    Condivido il pensiero di Malena...quale vita avranno questi bambini non è immaginabile...ma avranno una vita? schiacciati da un ricordo orribile...si sentiranno figli di nessuno, dimenticati persino da chi li ha generati e in un momento resi orfani. un genitore che ha sbranato l'altro sbranando anche loro e il loro futuro. ma ci pensi cara che si parla sempre dell'ucciso/a come unica vittima e poi nel processo si parla solo del mostro papà o mamma che ha compiuto per vendetta o ira o gelosia un gesto di inaudita violenza contro la sua stessa famiglia? pensiamo alla figlia del Parolisi...e sono tanti 1500 bambini...
    imperdonabile...
    :bacio
  17. serenella21 19 marzo 2014 ore 20:50
    occhi innocenti sbarrati sull orrore
    della morte,cuori colmati di odio
    nessun perdona x quella mano
    ke ha ucciso una madre ..
    troppi orfani,troppe omicidi
    nessuno perdono
    ciao:rosa
  18. abacogreco 19 marzo 2014 ore 20:57
    In questi casi sono tutte vittime,vittime di un malessere che inizia e progredisce senza rendersene conto,ci si trova ad affrontare degli ostacoli pressochè insuperabili agli occhi di questi "carnefici"poi la ragione viene soppressa dalla follia ed innocenti creature pagano lo scempio di chi li ha generati.....provo un tremendo dolore quando apprendo queste notizie. Una carezza a chi non potrà vivere da bambino. :rosa
  19. m.icino 19 marzo 2014 ore 22:46
    Un pensiero a tutti quei bimbi che non hanno potuto godere della loro infanzia. :rosa
  20. Aquila.danzante 19 marzo 2014 ore 23:49
    E le donne che abusano? Uccidono, partoriscono e abbandonano?
  21. isabel.diGio 20 marzo 2014 ore 08:14
    :sbong :firulì
  22. Evelin64 20 marzo 2014 ore 10:58
    Intervengo intanto per ringraziarvi tutti :rosa
    Mi rendo conto che le aspettative ieri riguardavano festeggiare i papà, pero' purtroppo non riesco ad essere scontata. Il mio pensiero ieri è andato a "questi" papà. Sono delle situazioni con le quali non ci si vuole confrontare, lo capisco e lo accetto. Ma la società ci mette spesso a confronto con questi argomenti tragici, per cui cerco solo di capire i risvolti psicologici delle vittime, in questo caso dei figli dell'omicida e relativi orfani di madre.
    Il trauma che hanno subito è irrimediabile purtroppo, ma cio' che si ritorce sulla loro vita affettiva e sociale, ha del drammatico e del inconcepibile. Questi bambini in genere verranno affidati a qualcuno della famiglia, ma provate a pensare ai parenti del padre omicida, i quali per ovvi motivi devono fare i conti con il rancore da parte sia dei bambini, che dei parenti della vittima. Ecco, questo aspetto lo si è andato valutando, purtroppo non vi è alcuna scorciatoia: anche i parenti del padre omicida pagheranno per il delitto commesso dal loro congiunto. Ancora una volta pero' si obbligano i bambini a doversi confrontare con l'ennesimo giudizio su "chi" frequentare e chi no. È una strada senza uscita e ancora oggi non si riesce ad intervenire per far si che i figli delle vittime non debbano subire anche altre perdite, tipo i nonni, zii, cuginetti e altri parenti del padre assassino. A mio avviso si dovrebbe intervenire per proteggere questi bambini, dal rancore che la famiglia della vittima ripone nei confronti di chi ha generato quell'assassino, altrimenti diventa davvero difficile dare a queste piccole vittime, una parvenza di famiglia dove potrebbero affidare il loro dolore.
    La discussione è ancora aperta...prego, argomentate pure...grazie :rosa
  23. libellulach 20 marzo 2014 ore 11:39
    Ciao cara un bacio. :rosa
  24. marce.lla 20 marzo 2014 ore 13:28
    Vorrei che ogni bambino, vivesse dentro una favola ,ma anche nella realtà esistono orchi che mangiano bimbi. :rosa
  25. thomas.79 20 marzo 2014 ore 16:30
    Nel cuore dei bimbi ci sono sogni e speranze immense. Sono un contenitore di umiltà, innocenza e amore. Diventare adulti dovrebbe farci crescere mantenendo determinati valori, ma nel crescere smettiamo di essere umili, non siamo quasi mai innocenti e l'amore spesso soltanto lo usiamo. Ecco uno dei principali motivi per cui tutti quei sogni e quelle speranze crollano.
  26. Villa.Fraula 20 marzo 2014 ore 21:12
    Ciao carissima Evelin, ti rinnovo i miei complimenti per i tuoi post sempre molto profondi e lasciano il segno di chi li legge, ti rinnovo il mio rispetto e ammirazione per la tua cultura, intelligenza e umanità, grazie per tutto quello che ci dai, a prescindere dal tema molto importante e tragico... e non se ne parla mai abbastanza, mi dispiace molto di non essere d'accordo sul giorno che l'hai postato, secondo me sono di più i papà buoni che rispettano e amano la famiglia, leggendo il tuo post (stupendo ma non per il 19 Marzo) mi sono rattristato invece di gioire e mi sono chiesto se mai avevo sbagliato qualcosa con la mia famiglia, ci tengo a precisare che non sono uno di quelli che davanti a questi tragici atti sociali mi chiudo gli occhi e mi tappo le orecchie e neanche come dice la carissima amica Patty "scappare perchè non hai il coraggio di confrontarti con tanto orrore" nel suo bellissimo commento, secondo me il 19 marzo era meglio dire qualcosa di positivo e sicuramente a te non mancano gli imput, cara Evelin ti chiedo scusa ma questo è solo il mio umile pensiero, con affetto e ammirazione un grande abbraccio, felice vita a tutti, dal Salento con simpatia... per tutti i papà del mondo
  27. il.soleamezzanotte 20 marzo 2014 ore 21:28
    un post che fa venire i brividi...fa riflettere...ma che sta succedendo in questo paese...una freddezza....
  28. GLARUS1955 21 marzo 2014 ore 00:51
    Penso sia più triste sapere che ci son 1500 bambini (cifra destinata solo ad aumentare ahimè) già solo in Italia che hanno la vita rovinata per sempre (oltre ai parenti vicini che si sentono a loro volta in colpa o additati) che dispiacersi del post pubblicato nella festa del papà (una festa convenzionale come tante).
    Questa l'unica cosa su cui riflettere...
    Brava Evelin :-)
    by Dorian
  29. patty1953 21 marzo 2014 ore 06:49
    Credo e ribadisco che se vuoi colpire l'indifferenza delle persone devi scegliere momenti particolari, diventare la voce fuori dal coro. Ci sono 364 giorni all'anno per festeggiare, tutti quei papà che meritano di essere chiamati tali e proprio perchè lo sono non hanno bisogno di un giorno particolare da festeggiare. Ringrazio l'amico Villa Fraula per il suo apprezzamento al mio commento, ma rimango solidale con la scelta di Evelin. Vedi carissimo amico, tu hai detto una cosa saggia, mi sono interrogato se ero stato un buon papà, io mi auguro che tutti i papà se lo chiedano ogni giorno, ma se è bastato questo post, perchè l'abbiano fatto almeno una volta, che Dio benedica chi la pubblicato. Questo per me deve essere il vero senso di quella festa, perchè amare e essere riamati con dimostrazioni d'affetto deve essere la quotidianità. Se non vogliamo scadere nella banale commercializzazione delle ricorrenze, forse è opportuno vederle come la possibilità che ci viene data per fare un esame di coscienza, sul loro vero significato e su noi stessi. Buona giornata con affetto Patrizia :rosa :cuore :bacio
  30. Evelin64 21 marzo 2014 ore 07:01
    La scelta di pubblicare questo post giorno 19 marzo, è stata per me un modo come un altro di ricordarmi anche di "altri" papà. Ho fatto male? Ho fatto bene? Forse ha davvero poca importanza di fronte al fatto che non se ne parla mai abbastanza. Quel giorno, di post dedicati ai papà piu' bravi del mondo, e per fortuna sono la stragrande maggioranza, ve ne erano uno su uno, ossia, tutti piu' o meno festeggiavano i papà. Per me era un giorno come un altro, non bado molto a queste festività sinceramente, pero' riconosco che in piu' di uno si son sentiti infastiditi della mia scelta. Lo comprendo, mi scuso con coloro che non hanno apprezzato il gesto, ma nello stesso tempo son contenta di qualsiasi reazione vi sia stata. L'argomento stesso ci pone di fronte ad una realtà che facciamo fatica ad accettare, pero' se consideriamo che appunto il resto d'Italia festeggiava i papà, ritengo che sia stato un gesto generoso da parte di coloro che nonostante tutto hanno deciso di intervenire. La festa del papà è passata...l'argomento resta :rosa
  31. claudio964 21 marzo 2014 ore 09:36
    che cosa inconcepibile....invece di rassegnarsi o di raddrizzare la situazione uccidere la moglie e' abominevole e i figli avranno per sempre la vita segnata....3 vite spezzate
  32. claudio964 21 marzo 2014 ore 09:46
    ah comunque Villa Fraula ha ragione....
  33. Evelin64 21 marzo 2014 ore 16:32
    x Franz: si', il buon Giancarlo aveva le sue ragioni per asserire cio' :-) , lo ha fatto con educazione e tatto, forse spinto dalla bontà interiore e dal fatto che ha un gran cuore. Pero' vi è un soggetto, a sua volta padre, che invece di comprendere il senso del mio post, ha scelto di speculare sui dolori altrui. Quello si' che è ignobile! Ritengo che simili atteggiamenti denigranti, nei confronti di chi si occupa di vittime della società, dimostrano ampiamente l'aridità interiore. Purtroppo si crede anche di essere nel giusto, ma guarda caso non ha ricevuto alcun appoggio, se non dalle sue complici altamente ignoranti in materia! Solo chi è sprovvisto di Cuore puo' arrivare a simili nefandezze...per cosa poi? Per denigrarmi? Per rendermi ridicola? Poco credibile? Faccia pure...
    Merci' Franz... :rosa
  34. zakspadaccino58 21 marzo 2014 ore 20:11
    ...cara ormai tutti gli hanno messo l'etichetta che meritano... :-x sprizano invidia da ogni poro e son così poco che lo fanno pure vedere...
    a te brava per il coraggio e la sensibilità che come sempre hai mostrato... :bacio :rosa
  35. sinceropreciso 01 gennaio 2015 ore 21:04
    Nel mio profilo ho scritto che odio "la pubblicità". Che c'entra qualcuno dirà. Penso che la mente umana è simile ad una spugna capace anzi sono sicuro che si impregna di tutto ciò che la circonda. Il DNA, l'educazione, l'ambiente, le compagnie, le letture, la TV, le cattive esperienze, tutte queste cose ed altre influenzano la nostra mente a formare un carattere che può essere positivo o pessimista, tranquillo o turbolento, spigoloso o vellutato, buono o cattivo, Caino o Abele. La nostra mente è influenzabile e i proverbi lo confermano, "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. La pubblicità ci induce a comprare cose di cui non abbiamo bisogno. In modo simile se uno cova odio in maniera continuata, prima o poi c'è la possibilità di diventare omicida. Per questo motivo Gesù disse che chi odia è omicida, perchè dall'odio all'omicidio il passo è breve. Disse anche che chi guarda una donna in modo tale da provare passione per lei ha già commesso adulterio nel suo cuore, manca solo l'occasione. Chi uccide è perchè e stato indotto all'odio da altro odio, dal altro omicidio. La mente umana si ammala fino ad arrivare a un corto circuito fino al punto di far saltare tutte le valvole. Si diventa pazzi e i giudici sono chiamati a sobbarcarsi di compiti difficili da risolvere
  36. patty1953 19 marzo 2015 ore 12:02
    E' un post di un anno fa e nel frattempo le cronache ci hanno "regalato" altri episodi che hanno lasciato bambini orfani di entrambi i genitori...uno morto, l'altro in prigione. L'ultimo è di due giorni fa. Io come un anno fa sono ancora qui a interrogarmi cosa passiamo fare noi piccole gocce di questo immenso oceano. Scrivere? fare petizioni? fare educazione ai sentimenti nelle scuole? Ci insegna ad un genitore ad esserlo, chi insegna ad amare e non confondere la soddisfazione dei propri bisogni e del proprio ego con l'amore? Non ho risposte per tutti, ma ne ho una per me stessa........NOI tutti noi se ci crediamo.
  37. dolce.foryou 31 luglio 2015 ore 00:14
    :pulitina :pulitina sono tornata
  38. highlanderII 05 settembre 2015 ore 21:12

    mentre anime innocenti si trasformano in derelitti umani o perversi omicidi...l'onorata società.. il restante dell'umanità...coloro che sono stati risparmiati da tale infamia e orrore...cosa fanno?
    ascoltano..osservano...meditano...parlano..ma alla fine di ogni discorso ognuno scrolla la testa e il corpo...e frettolosamente passa a un'altro discorso di cronaca rosa.. giallo o nera...purchè sia.. sempre degli altri...


    Nessun perdono?
    cosa vuoi che importi se un omicida si perdona o no... l'orrore...l'atroce brutalità.. la disumana devastazione di vite innocenti...non credo interessa il perdono...ma bensì... quella pietà umana che poteva evitare o risparmiare di subire e di essere travolto. nell'indifferenza parziale o totale -come ancora oggi accade- di chi è rimasto per ore...giorni..mesi o anni..a guardare senza fare niente...
    meno che quell'assordante e vile bla bla bla bla....che immancabilmente non manca mai...forse per rasserenare la coscienza..

    ...ecco verso chi avrebbe un senso e una logica quel SENZA PERDONO.
  39. Soloxte2015 09 ottobre 2015 ore 21:28
    La chat non è solo immondizia, molto dipende da come la utilizziamo. Ecco un esempio positivo: questo blog.
    Grazie Evelin, nel mio piccolo avrai tutto il mio appoggio
  40. winterfoxy 22 settembre 2016 ore 17:35
    È tremendo, e anche quando la mamma sopravvive, l'essere passati attraverso l'esperirnza della violenza in casa, lascia segni che richiedono anni di lavoro attento per cicatrizzarsi ed il segno, per quanto piccolo, resterà per sempre.
  41. STREGHETTA60 14 febbraio 2017 ore 19:20
    Donne con il lutto al cuore,
    "Donne stuprate nei tunnel dei metro,
    Donne rimaste senza voce.

    Donne ferite dallo sguardo indifferente della gente,
    Donne che non sanno più sorridere,
    Donne che combattono la strisciante ipocrisia.

    Donne che respirano l'odore acre del dolore,
    Donne disperate che invocano speranza,
    Donne violentate che hanno sete di giustizia.

    Donne deluse rimaste senza affetto,
    Donne stanche di indossare finte maschere,
    Donne che vedono morire lentamente i giorni.

    Donne che non hanno forza per lottare,
    Donne smarrite nella solitudine della vita,
    Donne tormentate da invisibili ombre.

    Donne che non hanno fiori sul davanzale della finestra,
    Donne che non sanno costruire strade del domani..."
    Giorgio De Luca

    Ho subito per 25 anni violazioni dal mio ex marito ...e capisco adesso che se non avevo la forza di divorziare ..forse ero morta ..
    Troppe donne uccise ,maltrattate ,violentate ..
    Grazie Evelin per questo post meraviglioso ..
    Dobbiamo lottare ogni giorno e denunciare questi criminali !

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