La consapevolezza dell’amore

23 ottobre 2014 ore 13:26 segnala

La consapevolezza dell’amore

Anche oggi è una giornata unica e speciale. Forse per questo anche oggi ci sono cose che mi hanno …. “toccato”! Una frase, un video, sorrisi, parole…

Vorrei condividere alcune di queste cose con tutti: dicono cose fondamentali per entrare maggiormente nel vero dono che la vita ci permette ogni giorno di vivere: l’amore a partire dall’amore verso noi stessi!

Siamo miracoli ad immagine del Padre di Amore, ma spesso la negatività, la mente chiaccherona, e il voler appartenere ci allontana dal dono più immenso che abbiamo: il nostro centro e la nostra consapevolezza!

... segue frase e video ...

Oggi sarà lo ieri di domani

30 luglio 2014 ore 19:58 segnala
Oggi sarà lo ieri di domani

L’altro ieri ho letto questa frase a Locarno mentre mi godevo il piacere di respirare la natura con la mia bicicletta. L’ho dovuta rileggere mentalmente parecchie volte per coglierne il vero significato. E’ rimasta scolpita è ha scandito sensazioni particolari per altri kilometri di pista ciclabile.

Sono sempre li: provare a vivere con maggiore consapevolezza il mio voler essere centrato nel “qui ed ora”! Ho accolto questa frase come una risposta alla mia quotidiana ricerca, anche se maggiormente serena e leggera.

In una mia giornata quanto sono centrato nell’oggi? E quanto nello ieri e nel domani? Quanto in quello che vorrei e in quello che è stato? Come rileggere alla luce dell’oggi … ieri e domani?

...continua...
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Qual’è il nostro vero valore?

09 luglio 2014 ore 15:18 segnala
Qual’è il nostro vero valore?

“Sono venuto qui, maestro, perché mi sento così inutile che non ho voglia di fare nulla. Mi dicono che sono un inetto, che non faccio bene niente, che sono maldestro e un po’ tonto. Come posso migliorare?che cosa posso fare perché mi apprezzino di più?”.
Il maestro gli rispose senza guardarlo: “mi dispiace, ragazzo. Non ti posso aiutare perché prima ho un problema da risolvere. Dopo, magari..”. e dopo una pausa aggiunse: “ma se tu mi aiutassi, magari potrei risolvere il mio problema più in fretta e dopo aiutare te”.
“Con.. piacere, maestro” disse il giovane esitante, sentendosi di nuovo sminuito visto che la soluzione del suo problema era stata rimandata per l’ennesima volta.
“Bene” continuò il maestro. Si tolse un anello che portava al mignolo della mano sinistra e, porgendolo al ragazzo, aggiunse: “prendi il cavallo che c’è là fuori e và al mercato. Ho bisogno di vendere questo anello perché devo pagare un debito. Vorrei ricavarne una bella sommetta, per cui non accettare meno di una moneta d’oro. Và e ritorna con la moneta d’oro il più presto possibile”.
Il giovane prese l’anello e partì. Appena fu giunto al mercato iniziò a offrire l’anello ai mercanti, che lo guardavano con un certo interesse finché il giovane diceva il prezzo.
Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni si mettevano a ridere, altri giravano la faccia dall’altra parte e soltanto un vecchio gentile si prese la briga di spiegargli che una moneta d’oro era troppo preziosa in cambio di un anello. Pur di aiutarlo, qualcuno gli offrì una moneta d’argento e un recipiente di rame, ma il giovane aveva istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutò l’offerta.
Dopo aver offerto il gioiello a tutte le persone che incrociava al mercato – e saranno state più di cento – rimontò a cavallo demoralizzato per il fallimento e intraprese la via del ritorno.
Quanto avrebbe desiderato avere una moneta d’oro per regalarla al maestro e liberarlo dalle sue preoccupazioni! Così finalmente avrebbe ottenuto il suo consiglio e l’aiuto.
Entrò nella stanza.
“Maestro” disse “mi dispiace. Non è possibile ricavare quello che chiedi. Magari sarei riuscito ad ottenere due o tre monete d’argento, ma credo di non poter ingannare nessuno riguardo al vero valore dell’anello”.

“Quello che hai detto è molto importante, giovane amico” rispose il maestro sorridendo.

“Prima dobbiamo conoscere il vero valore dell’anello. Rimonta a cavallo e vai dal gioielliere. Chi lo può sapere meglio di lui? Digli che vorresti vendere l’anello e chiedigli quanto ti darebbe. Ma non importa quello che ti offre: non glielo vendere. E ritorna qui con il mio anello”.
Il giovane riprese di nuovo a cavalcare.
Il gioielliere esaminò l’anello alla luce della lanterna, lo guardò con la lente, lo soppesò e disse al ragazzo:
“Di al maestro, ragazzo, che se vuole vendere oggi stesso il suo anello, non posso dargli più di cinquantotto monete d’oro”.

“Cinquantotto monete d’oro?” esclamò il giovane.

“Sì” rispose il gioielliere. “Lo so che avendo più tempo a disposizione potremmo ricavare circa settanta monete d’oro, ma se ha urgenza di vendere?”.
Il giovane si precipitò dal maestro tutto emozionato a raccontargli l’accaduto.
“Siediti” disse il maestro dopo averlo ascoltato. “Tu sei come questo anello: un gioiello unico e prezioso. E come tale puoi essere valutato soltanto da un vero esperto. Perché pretendi che chiunque sia in grado di scoprire il tuo vero valore?”.
E così dicendo si infilò di nuovo l’anello al mignolo della mano sinistra.
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Donare è la migliore comunicazione

03 luglio 2014 ore 11:39 segnala
Donare è la migliore comunicazione

Stamattina ho avuto la fortuna di rivedere un video che mi da sempre tanto. Tocca il cuore e permette di fare esperienza del dono e della ricchezza della carità. Ma cosa si intende per carità? Ecco una definizione. Carità significa amore disinteressato nei confronti degli altri; si ritiene che essa realizzi la più alta perfezione dello spirito umano, in quanto al contempo rispecchia e glorifica la natura di Dio.

E’ una storia dove incrociano i destini di un bambino che ruba le medicine per la madre malata e del commerciante che paga per lui senza pretendere nulla in cambio. Trent’anni più tardi il ragazzino, ormai adulto, troverà il modo di ripagare la generosità dell’uomo.

...segue video e commento
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« immagine » Donare è la migliore comunicazione Stamattina ho avuto la fortuna di rivedere un video che mi da sempre tanto. Tocca il cuore e permette di fare esperienza del dono e della ricchezza della carità. Ma cosa si intende per carità? Ecco una definizione. Carità significa amore disinteressa...
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Le ragazze sono come le mele sugli alberi

01 luglio 2014 ore 11:04 segnala
Le ragazze sono come le mele sugli alberi

Oggi ho trovato da parte di una persona cara la richiesta di questa verità. Allora ho pensato di donarla a tutti perché molto spesso è proprio così. Le donne sole, spesso, non riescono a percepire la loro ricchezza perché si vedono complete e importanti solo se si sentono accolte, coccolate, amate. Ma tante volte questa solitudine e questo non essere consapevoli della nostra unicità ci porta a cascare in basso, ci porta ad accontentarci e a vivere relazioni che danno invece ancora maggiore solitudine e fatica?

Ecco allora un invito ad ESSERE solo se stessi, a portare quel vuoto dentro di se per capire il proprio valore, la propria unicità. Solo così ogni persona potrà capire veramente chi è e quanto vale, solo così potrà trovare il suo giusto ramo e vivere conscio della propria ricchezza. Del resto se non ci amiamo per primi, se quando siamo davanti allo specchio non ci … gustiamo…. come potrà farlo un’altro?

Namasté



Le ragazze sono come le mele sugli alberi.

Le migliori sono sulla cima dell’albero.

Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché

hanno paura di cadere e ferirsi.

In cambio, prendono le mele marce che sono cadute

a terra, e che, pur non essendo così buone,

sono facili da raggiungere.

Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano

che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà

“Esse sono grandiose”. Semplicemente devono essere

pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia

cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima

dell’albero per esse.

Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà

bisogno di noi e ci ama farà

di tutto per raggiungerci.

La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per

essere calpestata, né dalla testa per essere superiore.

Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere

protetta e accanto al cuore per essere amata.
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Dalla paura verso l’amore – parte 2

24 giugno 2014 ore 10:41 segnala
Dalla paura verso l’amore – parte 2

Ed ecco la seconda parte di una testimonianza davvero arricchente!

Testimonianza

Ebbi la sensazione fortissima di una lama si acciaio rovente che mi trafiggeva lo stomaco. Inghiottii. “Be, be, non c’era cibo per lei. Dovevo forse dare il grano a qualcun altro, o usarlo come semina per il raccolto dell’anno dopo, o…” Parlai a vanvera, sulla difensiva, finché sbottai: “Dovevo dire no!”.

Gentilmente mi dissero: “Non è il fatto che hai detto di no, ma che lo hai detto col il cuore chiuso”.

“Oh.” Lasciai cadere le spalle. “Non credo di sapere dire di no in modo amorevole.”

“Invece si. Adesso guarderemo una scena simile, ma di un’altra vita, dove dicesti no, ma con un cuore colo d’amore.”

Rabbrividii e mi voltai verso gli schermi, dove vidi un’altra giovane donna, ma con i capelli lunghi fino ai fianchi. Mentre entrava in una stanza in cui era seduto un uomo accanto a dei sacchi di grano, urlò: “La mia famiglia è senza cibo. Vi prego aiutateci!”. Buttandosi ai piedi dell’uomo, alzò le mani davanti al volto di lui.

Lui si chino e prese le mani di lei tra le sue. “No, mi dispiace” disse con voce ferma ma dolce. “Non c’è grano per te o la tua famiglia.” Con gentilezza l’aiutò a sollevarsi da terra e l’accompagnò alla porta. Una volta fuori, il suo bambino le corse incontro e lei lo abbracciò.

Gli schermi si spostarono e io dissi: “Si può dire di no con un cuore aperto”.

“Le circostanze esterne a te non devono guidare il tuo cuore. Piuttosto, permetti al tuo cuore di guidare le circostanze.”

“Ho visto che quando ero l’uomo che viveva nella paura, creai un’ondata di paura nella donna che poi la trasmise alla sua famiglia. Invece, quando trasmisi amore all’altra donna, lei lo trasmise alla sua famiglia.”

“Esattamente. Siamo tutti connessi. Il benessere di un individuo è intrecciato con il benessere di tutte le cose. Che noi diamo amore o paura, ognuno e ogni cosa ne sono toccati.” Aggiunsero: “Noi vorremmo anche che tu condividessi con glia altri ciò che hai imparato qui. Non è necessario che abbiamo esperienze in punto di morte o simili per ricevere una guarigione spirituale. E’ disponibile per chiunque la desideri e la chieda. Con una guida, chiunque può imparare a vedere e a sentire le proprie vite passate e apprendere lezioni”.

I Maestri Ascesi mi dissero che sarebbero venuti ancora per insegnarmi altro, ma per il momento dovevo ritornare nel mio corpo. I dottori mi rianimarono. Sentii una sorta di pesantezza e dolore, come se stessi indossando una muta piena di acqua bollente, in cui il mio fragile corpo era intrappolato.

Con il passare delle settimane, i Maestri Ascesi continuarono a farmi visita e a guidarmi. Mi aiutarono a trovare forza per ristabilirmi completamente.

Questi insegnamenti spirituali diventarono un’ancora di salvezza per la mia vita. I Maestri mi mostrarono come tutti noi siamo in grado di ricongiungerci con il divino e guarire ciò che sembra spezzato. Non abbiamo bisogno di passare attraverso un’esperienza in punto di morte perché ci venga rivelata la nostra verità. Tutto quello dio cui abbiamo bisogno è abbandonare le paure e aprire i nostri cuori. Per me ci volle uno scrollone terribilmente potente. Per voi, forse basteranno le parole dei Maestri che io vi ho trasmesso.

di Asia Voight, tratto dal libro: “I miracoli accadono” di Brian Weiss
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Dalla paura verso l’amore – parte 1

20 giugno 2014 ore 14:23 segnala
Dalla paura verso l’amore – parte 1

Ieri ho letto un’altra bellissima testimonianza che vorrei fissare per me e, contemporaneamente, donare a voi. Come tante persone in cammino spesso cerchiamo miracoli per credere mentre a volte basta solo provare a fare spazio interiore per accogliere i doni.

E’ da leggere con calma, da gustare, da far risuonare nel cuore … e credere che non siamo mai davvero soli! Solo che spesso la fatica, le aspettative, la paura … ostacolano il nostro cammino verso la gioia, la luce, l’amore. Ecco che a volte un sorriso, una parola, una lettura, una musica, un fiore ci aiutano a fare esperienza di grazia.

Adesso però vi lascio con gioia alla prima parte di questa illuminante testimonianza.

Testimonianza

Crescere in una famiglia cristiana conservatrice per me ha significato vedere di norma aborrite, detestate, tutte le credenze diverse da quelle professate dai miei genitori. Bastava un semplice pensiero lievemente discordante dai loro per creare in me una paura tangibile. In quanto unica figlia femmina e per di più la minore, sapevo e sperimentavo cose che erano al di fuori della mentalità cristiana dei miei. Quando avevo tre anni, mi piaceva comunicare con gli angeli, gli animalo e gli spiriti guida. Ad allargare la frattura tra il mondo spirituale e l’ereditò cristiana di mamma e papà era l’impressione forte che avevo delle vite precedenti. Ben presto, guardando i visi della gente, li vedevo cambiare, a volte al punto che faticavo a riconoscere le persone. A quel tempo non capivo quello strano fenomeno e pensavo che potesse essere negativo o “empio”, perché nessun altro sembrava condividerlo. Forse in me c’era qualcosa che non andava. Temevo di non essere normale, ma desideravo ardentemente conoscere la verità. Ottenni una risposta molti anni dopo, a seguito di un grave incidente automobilistico.

Nell’inverno del 1987, un autoarticolato investì il mio furgone, intrappolando il mio corpo di ventitré anni dentro le lamiere. Ero circondata dalle fiamme. In preda al panico, provai ad aprire le portiere, per scoprire solo che erano ammaccate e perciò bloccate. Stavo soffocando ed ero sul punto di svenire, quando apparve il mio angelo custode. Aveva il volto incorniciato di capelli castani e ondulati, al pelle morbida e liscia come la veste rosso porpora, grigia e blu che indossava. Mi guidò miracolosamente fuori dall’auto attraverso un finestrino mezzo aperto e le fiamme. Sopravvissi a malapena. Con il settantadue per cento di ustioni sul corpo, insieme alle numerose complicazioni, fui ricoverata nell’unità Terapia intensiva, in condizioni gravissime, per due mesi. Ogni respiro poteva essere l’ultimo per me.

Di colpo, l’allarme del respiratore a cui ero attaccata si mise a suonare e un nugolo di infermiere e dottori corsero in mio aiuto. “Codice blu!” urlavano, presi dalla frenesia. Il mio corpo spirituale fluttuò fuori dal corpo fisico e attraversò un portale che conduceva ad un immenso cielo stellato. Li, una donna e due uomini che si presentarono come i Maestri ascesi mi accolsero. Vestiti di indumenti di lino ampi e dai toni neutri, emanavano saggezza e gentilezza. Dissero che sapevano tutto di me e che, in quanto inviati di Dio, erano lì per insegnarmi qualcosa sulla mia vita e per condurmi all’amore.

“Hai dimenticato la tua infanzia, quando eri spiritualmente connessa, e i tuoi ultimi anni sono stati segnati dalla paura” disse il Maestro Asceso più anziano. Annuii.

“Abbiamo degli insegnamenti per te, affinché tu ritorni all’unità. Ti mostreremo altre tue vite per aiutarti.”

“Per ‘altre vite’ intendete vite precedenti? Sono stata educata alla fede cristiana” farfugliai. “Il mio ministro professa che esiste una sola vita e poi il paradiso o l’inferno.”

“Non è vero.”

Mi portai le mani alla bocca, sorrisi, mentre iniziavo a capire davvero. “Era per quello che vedevo i volti della gente cambiare e, a volte, scorrere scene attorno a loro? Erano scende di vite passate?”

“Si” rispose la donna.

“Non me lo ero inventato?” Sospirai rumorosamente. “Allora non c’è niente che non va in me, non sono pazza!”

In quell’attimo, guardai giù, tranquilla, al mio corpo ustionato e senza vita, steso sul letto di ospedale. I dottori e le infermiere continuavano nei loro tentativi di rianimarmi. Erano passati pochi minuti, ma sembravano ore. Riportai la mia attenzione ai Maestri.

“E ora iniziamo la lezione” dissero. “Tra un attimo vedrai e sentirai come due vite apparentemente simili, una vissuta nella paura e l’altra nell’amore, influenzarono profondamente te e le persone con cui entrasti in contatto. Questa esperienza ti porterà fuori dalla paura e verso la scelta consapevole dell’amore. La tua vita verrà trasformata.”

Un maestro formò con le braccia un arco e venni “avvolta” da diversi schermi olografici. “Sei pronta per vedere le tue altre vite?” mi chiese. Sullo schermo apparve un uomo, che spostava strattonando sacchi di grano in un enorme scantinato. Mentre contava i sacchi la sua lunga veste strisciava sul pavimento in terra battuta. Fece una smorfia, mentre segnava il numero dei sacchi. “Non bastano” disse, scuotendo la testa. Camminando a fatica si spostò in una stanza più luminosa sul davanti e si lasciò cadere con un tonfo su una sedia, battendo il pugno sul tavolo lì accanto.

Un istante dopo, la porta si aprì e una donna con i capelli avvolti in una specie di foulard si gettò ai suoi piedi. Congiunse le mani, strette, e lo supplicò: “La mia famiglia sta morendo di fame! Per favore, ci aiuti. Voi siete la nostra ultima speranza”. Sollevò le mani giunte, mentre piangeva e con gli occhi cercava intensamente sul volto di lui una risposta compassionevole.

“non ho niente per te. Vattene!” L’uomo si alzò e con un movimento secco tirò indietro la sue veste. L’orlo rigido del tessuto spazzò il suolo e sollevò un mulinello di polvere che investì la donna.

“Lei non capisce! Moriremo senza il vostro grano” la donna lo pregò, aggrappandosi al fondo della sua veste.

“Fuori!” L’uomo la spinse lontano da lui, contro il muro.

La donna incespicò mentre usciva dalla porta e andava verso la sua famiglia, in attesa. Il suo bimbo corse da lei e le getto le braccine attorno ai fianchi, ma lei lo spinse a terra, urlandogli di smetterla. Lei singhiozzava disperata.

Gli schermi si sollevarono e io, voltandomi sdegnata, dissi: “Che uomo orribile! Come ha potuto trattarmi così?”.

I tre Maestri mi scrutarono con un sorriso gentile e replicarono: “Tu eri l’uomo”.


…continua…

di Asia Voight, tratto dal libro: “I miracoli accadono” di Brian Weiss

Quando l’oggi è speciale!

11 giugno 2014 ore 14:28 segnala
Quando l’oggi è speciale!

Si, anche oggi è una giornata unica e ricca, non solo per la fine del mio percorso scolastico di operatore shiatsu ma anche perché la vita ogni giorno ci dona occasioni per dire grazie. E dico grazie ad una persona cara che mi ha fatto questo dono: è talmente bello che non potevo lasciarlo…. scappare. Andava fissato e… eccomi qui a farlo. Ho fatto un pò di ricerche e spero che non sia solo io così “fuori dal mondo” da aver quasi perso questa notizia.

È la storia di Athena Orchard, inglese, una ragazzina di 13 anni di Leicester, morta per un tumore maligno alle ossa qualche settimana fa. Basterebbe solo questo per far scendere qualche lacrima e far stringere il cuore, ma Athena ha fatto molto di più: ha tenuto un diario segreto che è stato scoperto dai genitori e dagli altri sette fratelli solo pochi giorni fa. Non un block notes o un quaderno normale, ma ha usato il retro dello specchio della sua cameretta, diventato un grande “manifesto” con oltre tremila parole scritte sopra dalla sfortunata ragazzina.

Un calvario iniziò circa un anno fa, poco prima di Natale, quando, dopo uno svenimento improvviso in casa, le fu diagnosticato un’osteosarcoma. Da quel momento, interventi, cicli di chemioterapia e tanta sofferenza per la piccola Athena che, nonostante tutto, ha trovato la forza per scrivere quello che sembra un vero e proprio inno alla vita, un testamento da lasciare a chi rimane in questo mondo e può imparare, dalla sua storia, a vedere le cose sotto un altro aspetto.

Da leggere e rileggere: sia un dono grande per la nostra vita per farla diventare un vero inno d’amore!

Buona vita amici cari!

Il primo Tibetano (La Ruota)

06 giugno 2014 ore 15:14 segnala
Il primo Tibetano (La Ruota)

Energetizza tutti i chakra e ricarica il fisico dato che il suo scopo è accelerare la velocità dei vortici.
In piedi, a gambe leggermente divaricate, solleviamo le braccia lateralmente estendendo le dita delle mani nello spazio.
L’attenzione si pone su un punto all’incirca tre o quattro dita al di sotto dell’ombellico. Rimaniamo sciolti e rilassati. Immaginiamo di affondare nel terreno fino a nove metri di profondità, come se si volessimo mettere radici. Iniziamo a ruotare in senso orario, muovendo i piedi di un quarto d i cerchio alla volta. Restiamo sempre sullo stesso punto, aumentando gradualmente la velocità delle rotazioni. Effettuiamo il rito fino al punto in cui si avverte un leggero capogiro. Possiamo attenuare la sensazione di vertigine mettendo a fuoco un punto davanti a noi. Non appena iniziamo a girare continuiamo a trattenere lo sguardo su quel punto il più a lungo possibile. Il punto di riferimento dà la possibilità di sentirsi meno disorientato e stordito. Per calmare i capogiri che potrebbero manifestarsi alla fine dei cicli rotatori, premiamo i pollici di entrambe le mani sul terzo occhio.

Fluisco liberamente con gli eventi della vita!


Benefici per la salute

Ecco una giornata per dire grazie!

29 maggio 2014 ore 19:01 segnala
Ecco una giornata per dire grazie!

Sono giorni pieni questi e… chissà per quanti di noi. Personalmente ricevo tanti segnali belli, arricchenti, di condivisione generosa, di sorrisi, di bellissima energia. Sono passati 4 anni da quando Anna mi ha detto: “Gianni, vieni a fare shiatsu?”. Io non sapevo nulla di questa tecnica di riequilibrio energetico del corpo. Ieri ho sostenuto il secondo dei tre tasselli che mi porterà ad essere un operatore shiatsu. In realtà mi sto accorgendo che non sono arrivato sulla cima di una montagna ma di un vero e proprio iceberg! Ecco quindi che si apre davanti a me un mondo ancora sommerso, ancora da scoprire, poco visibile e veramente sconfinato.

Ma so che è un percorso che potrà solo aggiungere meraviglia a quella sensibilità, gusto all’essere attento all’altro, nuove capacità di ascolto, affinamento del miracolo della percezione.

Stamattina, seppur stanco per ... continua ...