Giusto o sbagliato

07 dicembre 2007 ore 16:09 segnala

In questi giorni mi e' capitata una cosa che non mi succedeva da molto tempo, mi sono sentito quasi felice e per pochi attimi sereno.... Questo in un momento difficilissimo, infatti mia moglie sta soffrendo molto, siamo arrivati alla 4° chemioterapia, e la sopporta sempre meno bene.

Mi sono sentito quasi un vigliacco, egoista, mi sono piu' volte chiesto se e' lecito e giusto potermi sentire nuovamente sereno in questa situazione.

Sento dentro di me due forze contrapposte una che mi spinge verso la vita, laltra che mi frena e mi fa sentire in colpa....

Non ho risposte certe, resto semplicemente alla finestra della vita per vedere come va a finire.

Sento solo dentro di me come se dovesse avvenire un'immensa esplosione.

Scelta di vita

29 settembre 2007 ore 00:16 segnala

Quando la tua vita per quanto normale, improvvisamente frena, tanto che quasi sbatti il muso, spesso questa si ferma davanti ad un bivio. Quando e' successo a me avevo un lavoro importante ben retribuito, soddisfacente anche a livello personale. Mia moglie era splendida e piena di vita, mio figlio cresceva sereno, praticamente ero felice.... Poi come gia' detto la frenata, anzi direi lo schianto contro il muro.... il muro cancro. Dopo l'impatto che vi garantisco tremendo, cerchi con molta fatica di rimettere i pezzi della tua vita a posto, ma e' impossibile. Da qui il famoso bivio, devi scegliere procedere a destra, verso il tuo lavoro ma trascurando chi non puo' piu' seguirti suo malgrado, o girare a sinistra lasciando il tuo lavoro alle spalle per aiutare chi ti e' accanto.... Io ho girato a sinistra e credetemi non me ne rammarico piu' di tanto, infatti la cosa strana e' che in certe situazioni la vita ed i valori che avevi in precedenza si stravolgono completamente, il valore degli stessi si capovolge e quello che ritenevi essenziale prima diventa quasi inutile dopo la frenata.

Oggi pur di poter lavorare vicino casa faccio l'operaio e udite udite, notturno, si ho scelto il lavoro notturno per poter avere il tempo libero di giorno, libero per poter adempiere a quanto richiestomi dalla situazione. Ormai l'ospedale che e' uno dei piu' grandi di Milano lo conosco come casa mia, potrei farvi da guida anche nei suoi sotteranei. Mi sono specializzato nei primi espressi, anche se i secondi quando mi metto devo dire mi riescono bene. La lavatrice (dio benedica chi l'ha inventata) ormai non ha piu' segreti per me..... Insomma come dicevo il mio tempo libero... si e' ristretto parecchio e lo uso qui per raccontare a chi sa chi le mie avventure. Ma torniamo al punto "scelta di vita" in realta' nella vita ci sono tante piccole scelte che si fanno quasi quotidianamente, ma la scelta di cui parlo io capita raramente, infatti oltre a risvolti pratici ed economici, determina non solo il tuo futuro ma anche e sopratutto quello dei tuoi cari, delle persone che ti stanno vicino. Conosco storie in cui altri anno scelto diversamente da me ed oggi stanno meglio professionalmente ed economicamente, sicuramente la loro scelta e' stata piu' facile ma credo sia stata egoistica, cinica e oserei dire non umana.

Se dovessi tornare al momento della scelta, sono certo che pur avendo sacrificato parte della mia vita, la rifarei senza esitare un attimo. Credo che i veri valori non siano il denaro o la posizione sociale, ma risiedano dentro piccole e grandi cose, li trovi negli occhi di chi ami, li apprezzi in un abbraccio, li senti in una sera d'inverno giocando con tuo figlio. Spesso gli abbiamo davanti senza vederli, a volte li scopri proprio nella disperazione.

Non ho morali da insegnare a nessuno, il mio e' solo un parere, ma pensateci.....

Vivere in apnea

27 settembre 2007 ore 23:59 segnala
Giugno 2005, ero felice, una famiglia e un figlio che cresce, una vita normale ma serena. Mia moglie inizia ad accusare un dolore alla schiena, facciamo una TAC che pero' non evidenzia nulla, il dolore persiste e allora facciamo una risonanza magnetica, li per li non capisco il significato del referto, tante parole tecniche.... Andiamo dal medico di famiglia, ci dice che occorre un ricovero per accertamenti, con una scusa mi fa portare mia moglie a casa e mi fa ritornare subito in ambulatorio, in realta' mi dice che il dolore ha come causa un tumore, FINE non respiro il mondo si ferma, lui parla ma io non ascolto non riesco a focalizzare, e come se il mondo ti crollasse tutto intorno, poi a fatica mi riprendo e cerco di capire cosa fare, ricovero immediato mi dice. Mentre torno a casa ancora icredulo, mi chiedo cosa fare cosa dire, decido di non dire nulla per ora, anche se a fatica riesco a nascondere la mia ansia e le mie paure una volta arrivato a casa, cerco di sembrare normale ed il giorno seguente porto mia moglie al pronto soccorso, dimenticavo mia moglie aveva solo 37 anni. Visto il referto la ricoverano immediatamente, in attesa delle pratiche guardavo mia moglie che ancora non sapeva, mi resi conto di quanto l'amassi veramente, la paura di perderla mi sconvolgeva, quasi rifiutavo la situazione, sentivo il mio cuore scoppiare, e le lacrime che a stento trattenevo, sgorgarono a fiumi una volta rimasto solo, mentre tornavo a casa, solo con un buco nello stomaco, ma li mi aspettava un bambino di soli 10 anni.In ospedale passarono una decina di giorni mia moglie fece moltissimi esami ed infine fecero anche una biopsia, poi le comunicarono la situazione io non ero presente, quando arrivai dopo il lavoro, vidi mia moglie per la prima volta in vita mia distrutta e arresa,chiedeva di pensare al bambino.
Raccolsi tutte le mie forze, e quasi la sgridai, rimproverandola di aver gia' mollato, non sapevo esattamente la situazione ancora e dopo averla consolata ed incoraggiata gli dissi che avremmo affrontato insieme e con coraggio la situazione, quella sera rimasi fino a tardi in ospedale cercando di farle sentire la mia presenza sempre e comunque. Il giorno dopo andai in ospedale dirigendomi subito dalla dottoressa per capire finalmente l'intera situazione, sembra assurdo ma riuscii a parlarci in mezzo al corridoio, non mi fece nemmeno andare nello studio.... le sue parole "sua moglie non guarira' piu'...." Il tumore e' partito dal seno con varie metastasi al fegato, milza, polmoni, ossa bacino femori colonna vertebrale, cranio ossa dello sterno. Mentre parlava ho sentito per un attimo le mie gambe cedere, la fronte sudata il respiro fermarsi.
Dio solo puo' avermi dato la forza di entrare nella camera di mia moglie facendo finta di nulla e cercando di sembrare quasi allegro.
Credo che sia da quel giorno che vivo come se fossi in apnea, hai sempre la sensazione che tutto possa esplodere da un momento all'altro.... Vi risparmio i dettagli, vi dico solo che nonostante la gravissima situazione, dopo 9 cicli di chemioterapia e circa 30 radioterapia, dopo un anno la situazione era sotto controllo e per un'altro anno e' rimasta piu' o meno costante. Intendiamoci mia moglie e' su una sedia a rotelle invalida al 100% ma viva.
Poi a causa di una ripresa della malattia, questa settimana ha ricominciato la chemioterapia, mentre scrivo (oggi e' il secondo giorno dopo la terapia)mia moglie che ormai dorme al piano di sotto da due anni, e' tornata uno straccetto distrutta dalla terapia, ed io ancora una volta mi sento impotente e non capace di darle sollievo al dolore che prova, posso solo assisterla e confortarla nientaltro. L'apnea continua, la vita che e' in sospeso da quel giugno di due anni fa continua....
Non voglio annoiare nessuno raccontando i dettagli del vivere in queste condizioni, ma posso garantire che l'impegno di questa situazione sia fisico che morale e' veramente altissimo, a volte mi stupisco di come riesco a proseguire, a volte mi sembra di crollare, cedere, mollare, ma mi basta guardare gli occhi di mia moglie o sentire l'abbraccio di mio figlio, per sentirmi ancora in forma....
Ho 47 anni ma ne ho vissuti solo 45, vivo in apnea.