[Una melodia da nulla]

01 luglio 2010 ore 19:12 segnala

[...]

E' la musica che é difficile, questa é la verità, é la musica che é difficile da trovare,  per dirselo, li' cosi' vicini, la musica e i gesti, ,per sciogliere la pena, quendo proprio non c'é piu' nulla da fare, la musica giusta perché sia una danza, in qualche modo, e non uno strappo quell'andarsene, quello scivolare via, verso la vita e lontano alla vita, strano pendolo dell'anima, salvifico e assassino, a saperlo danzare farebbe meno male, e per questo gli amanti, tutti, cercano quella musica,in quel momento, dentro le parole,sulla polvere dei gesti,e sanno che,ad averne il coraggio,solo il silenzio lo sarebbe, musica , esatta musica, un largo silenzio amoroso, radura del commiato e stanco lago che infine cola nel palmo di una piccola melodia, imparata da sempre da cantare sottovoce

Addio

Una melodia da nulla.


A.B

11665507
[...]E' la musica che é difficile, questa é la verità, é la musica che é difficile da trovare,  per dirselo, li' cosi' vicini, la musica e i gesti, ,per sciogliere la pena, quendo proprio non...
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[il buio e l'attesa]

13 marzo 2010 ore 11:19 segnala
* Se lo guardi non te ne accorgi: 
di quanto
[rumore] faccia. 

Ma nel
[buio]... 

tutto quell'
[infinito] diventa solo fragore,



muro di suono, 
urlo assillante e cieco. 
Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte.







* a me hanno insegnato che Il buio e l'attesa hanno lo stesso colore.


11473335
* Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto [rumore] faccia. Ma nel [buio]... tutto quell'[infinito] diventa solo fragore,muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo...
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[IL GIOCO CONSISTE NEL DIVENTARE GRANDI]

11 marzo 2010 ore 22:31 segnala


- Ascoltami bene, Pehnt. Questa l'ha lasciata tuo padre.
Se l'ha lasciata sarà per qualche buon motivo, allora cerca di capire:
TU CRESCERAI, e succederà così:
se un giorno diventerai abbastanza grande da fartela diventare di misura, lascerai questa cittadina da niente e andrai a cercare fortuna nella capitale...
Domande?
- No.

E così cresceva Pehnt.

mangiando uova a pranzo e cena
stando in piedi sulle seggiole
annotando una verità al giorno su un quaderno viola.
Girava con quell'enorme giacca addosso,
-come viaggia una lettera nella busta che reca scritta la sua destinazione-

girava avviluppato nel suo destino

come tutti, peraltro, solo che in lui lo si poteva vedere ad occhio nudo.
Non aveva mai visto la capitale e non poteva immaginare cosa precisamente stava inseguendo, ma aveva capito che, in qualche modo, *il gioco consisteva nel diventare grandi... e ce la metteva tutta per vincere.

Però, la notte, sotto le coperte, dove nessuno poteva vederlo, più silenziosamente possibile, con un po di batticuore, si rannicchiava più che poteva, proprio così, e come un tubo contorto in cui non sarebbe passata una voce nemmeno a sparargliela dentro con un cannone, si addormentava e
sognava

una giacca

eternamente

troppo

grande-

11470997
« IMMAGINE: "http://blog.chatta.it/images/fanny_krueger/775E405872555650.jpg » - Ascoltami bene, Pehnt. Questa l'ha lasciata tuo padre. Se l'ha lasciata sarà per qualche buon motivo, allora cerca di ...
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[<3]

16 febbraio 2010 ore 15:53 segnala

Sono le commozioni del [cuore],

quando esso non basta a reggere la [spinta] del sangue

Il Mondo intorno è [poco] in confronto alla [grandezza]

che si -A L L A R G A-  in petto.


E' il NOI che deve ridursi alla piccola taglia del Mondo.


 

Grazie .

 

[colosseo]

03 febbraio 2010 ore 15:56 segnala

Ci sono passata davanti un milione di [volte].
Ci passo davanti ogni mattina,e ogni sera tornando a casa.

[eppure]

Ogni volta è come la prima.
Ogni volta mi emoziona.
Sara' che qui
ho i ricordi migliori,
quelli che richiami nei momenti peggiori.
Sara' che vicino a -Lui-
non so perchè,
mi sento a casa.

11400996
Ci sono passata davanti un milione di [volte].Ci passo davanti ogni mattina,e ogni sera tornando a casa. [eppure] Ogni volta è come la prima.Ogni volta mi emoziona.Sara' che quiho i ricordi...
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[*]

02 febbraio 2010 ore 12:38 segnala

                        un Pezzetto di *luna*

[momenti di piacere]

02 febbraio 2010 ore 11:48 segnala

Il dono è un gentile atto di presunzione. Invade lo spazio altrui con la pretesa: sono tuo. Che sia utile o no, esige che uno si occupi di lui. ...di mio preferisco regalare vino, che è un modo di essere ricordati brevemente, a sorsi. [*se] poi un sorso tira l'altro raggiungi quella sensazione di -irragionevolezza-, -lievitazione-, -trans-.

Se riesci ad assaporarlo bene, poi, il vino sembrerà il più buono che tu abbia mai bevuto, sembrerà l'unico in grado di regalarti certe sensazioni, e ne vorrai sempre di più. Quando svaniscono gli effetti, però, le uniche testimonianze di quella passione che c'è stata sono qualche ricordo offuscato e un petulante mal di testa.

[*gradisci ancora un sorso?]

stare [BENE]

02 febbraio 2010 ore 01:17 segnala
Oggi sorridere non è piu un'[utopia],






NO...oggi si -sorride- di




[CUORE]

[sentirsi]

01 febbraio 2010 ore 18:38 segnala

-Si può [percepire], ma non -toccare-.
Per chi va [oltre] quello che è scontato a tutti-

11397357
-Si può [percepire], ma non -toccare-. Per chi va [oltre] quello che è scontato a tutti-
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# Life change #

29 gennaio 2010 ore 17:37 segnala

Spesso dicevo che la vita era uno schifo.
Anche quella frase mi stava fregando, perché avrei dovuto dire: "La [mia] vita è uno schifo".
Allora, magari avrei iniziato a chiedermi se potevo fare qualcosa per [cambiarla].
Se era tutta colpa del destino, del caso, della sfortuna, o se invece anch'io ne ero colpevole.
-Perché dire che la vita fa schifo è come dire che non c'è niente che si possa fare-
Che bisogna accettarlo come un dato di fatto imprescindibile.
Fortuna che poi ho cambiato idea.
Fortuna che ho capito che la mia vita ha un -valore- e quel valore [glielo do io] con le mie scelte e con il coraggio delle mie decisioni.

Ho imparato a pormi una domanda ogni sera prima di addormentarmi: cosa hai fatto oggi per realizzare il tuo sogno, la tua [libertà] ?
Alla seconda sera in cui mi sono risposta: "Niente", ho capito quanto in fondo una parte del problema fossi io. Quindi, o smettevo di lamentarmi o iniziavo a darmi da fare.

Perchè smettere di -agire- per paura, è un modo di smettere di amare sè stessi.
Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi, è come sbagliare a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza.

-Amarsi è l'unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri-

[è una vita che ti aspetto...FV]