Ti amo

23 marzo 2012 ore 16:02 segnala
Lo dico ora, che il tuo profumo è ancora qui, che le tue parole aleggiano ancora nell'aria, che le tue carezze le sento ancora sulla pelle, che la tua risata risuona intorno, che il tuo respiro lo sento ancora nelle orecchie.
Ti amo perchè hai dormito accanto a me, perchè ti sei svegliato sorridendo, perchè hai assaggiato il mio cibo, perchè mi hai sfinito di carezze e di baci.
Ti amo perchè mi tieni la mano, sempre, sempre, sempre.


Ho imparato..

23 marzo 2012 ore 15:16 segnala

Ho imparato ad amarti
nell'umiltà di un abbraccio..
tra le luci di un sorriso
posato su un cuscino di sera...
Sono entrato nei tuoi silenzi..
come un lembo di nebbia
per posare una lacrima di rugiada
sui petali della tua dolcezza....
Sono qui a sfiorare le tue labbra..
in questo sogno che vive
tra le stagioni della vita..
per rinascere ancora
tra la poesia dei tuoi occhi....




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Ho imparato ad amarti nell'umiltà di un abbraccio.. tra le luci di un sorriso posato su un cuscino di sera... Sono entrata nei tuoi silenzi.. come un lembo di nebbia per posare una lacrima di rugiada sui petali della tua dolcezza.... Sono qui a sfiorare le tue labbra.. in questo sogno che vive tra...
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Amore a prima vista (Wislawa Szymborska)

03 febbraio 2012 ore 13:17 segnala



Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi ?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano-
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole ?
uno “scusi” nella ressa ?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta ?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava e allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra ?
Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia ?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
Subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.


Il Guerriero della luce è !

01 febbraio 2012 ore 21:22 segnala
Il Guerriero non tenta di sembrare, egli è. Conosce il proprio valore e non lotta mai con chi non merita l'onore del combattimento.

Se mi chiedessero di scrivere una lettera a una bambina.....

27 gennaio 2012 ore 22:15 segnala
Se mi chiedessero di scrivere una lettera a una bambina che sta per nascere, lo farei così....





Se mi chiedessero di scrivere una lettera a una bambina che sta per nascere, lo farei così.Cosa hai sentito finora del mondo attraverso l'acqua e la pelle tesa della pancia di mamma? Cosa ti hanno detto le tue orecchie imperfette delle nostre paure? Riusciremo a volerti senza riempire il tuo spazio di parole, inviti, divieti? Riusciremo ad accorgerci di te anche dai tuoi silenzi, a rispettare la tua crescita senza gravarla di sensi di colpa e di affanni? Riusciremo a stringerti senza che il nostro contatto sia richiesta spasmodica o ricatto di affetto? Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni-segnali a volte sfacciati delle nostre assenze ma di attenzione. Vorrei che gli adulti che incontrerai fossero capaci di autorevolezza, fermi e coerenti: qualità dei più saggi. La coerenza, mi piacerebbe per te. E la consapevolezza che nel mondo in cui verrai esistono oltre alle regole le relazioni e che le une non sono meno necessarie delle altre, ma facce di una stessa luna presente. Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni come gli aquiloni fanno con le brezze più impreviste e spudorate; tutte, anche quelle che sanno di dolore. Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte. Perché il dolore non è solo vuota perdita ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione. La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare: così nasce il ricordo, la memoria più bella che è storia della nostra stessa identità. Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a stare da sola, ti salverebbe la vita. Non dovrai rincorrere la mediocrità per riempire i vuoti, né pietire uno sguardo o um'ora d'amore. Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia. Adora la tua inquietudine finché avrai forza e sorrisi, cerca di usarla per contaminare gli altri, sopratutto i più pavidi e vulnerabili. Dona loro il tuo vento intrepido, ascolta il loro silenzio per curiosità, rispetta anche la loro paura eccessiva. Mi piacerebbe che la persona che più ti amerà possa amare il tuo congedo come un marinaio che vede la sua vecchia barca allontanarsi e galleggiare sapiente lungo la linea dell'orizzonte. E tu allora porterai quell'amore sempre con te, nascosto nella tua tasca più intima.
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Se mi chiedessero di scrivere una lettera a una bambina che sta per nascere, lo farei così.... « immagine » Se mi chiedessero di scrivere una lettera a una bambina che sta per nascere, lo farei così.Cosa hai sentito finora del mondo attraverso...
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IL CORAGGIO .....

27 gennaio 2012 ore 22:07 segnala

Il coraggio di vivere passa sempre dai sentimenti.Sentimenti che racchiudono tutti gli aspetti della nostra vita; famiglia, lavoro, amici, hobby ma soprattutto il cuore e le sue emozioni.Da bambini ci sentivamo abbandonati se i nostri genitori uscivano una sera con gli amici lasciandoci con i nonni o con qualche zia disponibile; non capivamo perchè se ne fossero andati "tutti e due", uno poteva restare con noi!Quel piccolo abbandono ci metteva di fronte per la prima volta a una realtà di sofferenza che durante la vita ci avrebbe dato parecchi esempi. Ma quel piccolo dolore incominciava a formarci. Incominciava a farci capire che le situazioni hanno sempre una evoluzione e di solito passano lasciandoci più esperti. Ci preparavano ai grandi e definitivi abbandoni. I genitori invecchiano e muoiono. Gli amori possono finire.L'uomo - inteso come "persona"- è l'unico animale sulla Terra con capacità di introspezione, di analisi delle proprie emozioni; ha la facoltà di calarsi dentro se stesso e andare a cercare l'origine della sua infelicità (chissà perchè questo non succede mai con la gioia; a questa ci si abbandona e basta) e di solito si perdona sempre, a scapito della verità, perchè se fosse sincero fino in fondo molte volte dovrebbe recitare il "mea culpa". Ma difficilmente l'uomo accetta il lato "dolore" dei sentimenti; in un certo senso continua a non capire che i genitori non l'abbandonavano, ma semplicemente si prendevano una serata libera e dopo qualche ora sarebbero tornati. Anche da adulti stratifichiamo di paura il pavimento del nostro cuore. Paura di essere abbandonati, di non essere capiti, di non essere ascoltati, di non essere considerati abbastanza. Vogliamo essere sempre al centro dell'attenzione della persona che amiamo, ci aspettiamo che traduca in realtà le proiezioni fantastiche della nostra mente e quando queste non arrivano ci sentiamo "abbandonati".Diciamo "ti amo", ma a chi? A quella persona che ci sta davanti e che è anche lei un impasto di contraddizioni, paure, e mistero infinito di sentimenti, oppure lo diciamo alla costruzione ideale di un essere che vorremmo a immagine e somiglianza delle nostre proiezioni mentali e dal quale ci aspettiamo che riempi della sua presenza gli anfratti più nascosti della nostra anima, sconosciuti anche a noi stessi?Io credo che l'amore non sia questo.Se l'amore è vita, allora deve per forza assomigliarle.Vita che spesso è caos, vita che è fatta di alti e bassi, di fatica, di conquiste lente e pesanti; vita che, in buona parte, l'uomo si costruisce con impegno e costanza.Un giardino rigoglioso smagliante di colori pretende molta cura e dedizione: l'amore non fa eccezione, anche se, come il giardino, un grosso temporale lo può distruggere e allora la perdita ci farà molto soffrire perchè sapremo che quei meravigliosi fiori che ci erano costati così tanto impegno e fatica sarà impossibile recuperarli completamente.Qualche corolla, però, si è salvata e noi pazientemente le raccogliamo attenti a non rovinarle di più e le mettiamo nel vaso per poter godere ancora della loro bellezza o di quello che rimane di essa.L'amore, il fiore più bello del giardino della nostra esistenza, può essere spazzato via da un improvviso temporale e noi con la disperazione nel cuore non possiamo far altro che guardare dalla finestra tutto quello scempio.I temporali, però, passano. Allora apriamo la porta e usciamo nel nostro giardino devastato a raccogliere le corolle che si sono salvate e portiamole in casa; se sapremo custodirle dureranno ancora per molto!

18 Principi di vita.. Dalai Lama

27 gennaio 2012 ore 22:05 segnala
1) Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.

2) Quando perdi, non perdere la lezione.

3) Segui sempre le 3“R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

4) Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5) Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6) Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7) Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.

8) Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.

9) Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10) Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11) Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12) Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.

13) Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14) Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità.

15) Sii gentile con la Terra.

16) Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.

17) Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.

18) Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

Che cos'è il SOGNO ?

27 gennaio 2012 ore 22:00 segnala
Il sogno si realizza dirottando la realtà
la realtà muta quando si sogna.

Il Sogno è la trappola dei forti o la scappatoia dei deboli.

Chi sogna vive più vite.



Il sogno si presenta improvviso come una visione, brama la nostra volontà, ci muove in direzioni quasi casuali, ci fa sbattere e fa male. Nel sogno la fantasia è libera di muoversi in ogni recesso della mente. Il sogno muta e resta fisso nei suoi principi. Chi sogna si nutre della sua propria fantasia e nel contempo l'alimenta, pietra dopo pietra costruisce il castello, pietra è la fantasia, rocca è il sogno. Chi non ha sogni da realizzare è vuoto, chi ha sogni e non li realizza, è soggiocato alla condizione umana. Essa non vuole il sogno, ma l'aumatismo; chi sogna si eleva oltre ciò e lì costruisce la sua dimora. E poi da li ne ha il paradiso e la prigione. L'arte è espressione del sogno. Esso diviene flusso. Invade. dirompe, muove; brama la nostra volontà. Come poter negare il sogno? Scorre, nel sangue, nei nervi nei luoghi della testa, in coloro che solo lì vivono...E viene posta la scelta.È condizione umana scegliere, errare è semplice, basta muoversi... e sarà sempre più semplice muoversi nella direzione opposta a quella del sogno, stuprandolo, essicando la fantasia; senza accorgersene s'è diventati vuoti. Spera allora di non accorgertene.È condizione umana scegliere, come tale partecipo alla scelta valuto le distanze e salto, nel tentativo di librarmi...ognuno che si libra è un'a nima eletta una chiave all'enigma del mondo. Ma per volare, devi volerlo e devi essere te.E te sei solo sogno.

Lettera di Oscar Wilde

27 gennaio 2012 ore 21:56 segnala
Mio carissimo ragazzo, questo e' per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sara' tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora piu' divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelici- ta' e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiche' la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo e' la meta e l' incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo con- tinuare a vivere in questo mondo, per questa ragione. Il nostro caro amico mi e' venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi rassicurato: che a mia madre non manchera' mia niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice. Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l' Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia cosi' strana. Non esporti all' Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfu' o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessi- mo vivere insieme, oh! la vita sarebbe piu' dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed e' forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore e' la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sara' avverso, coloro che non sanno cos'e' l'amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se cio' avverra', tu scriverai, tu dirai a tua volta che non e' vero. Il nostro amore e' sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, e' perche' la natura di quell' amore non e' stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi da' coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che e' mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Cre- do sia vero. Ci provero' e lo faro'. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti cosi' che quando viene mi possa dire cosa fai. Credo che gli avvoca- ti possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Cosi' potro' comunicare con te. Sono cosi' felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in In- ghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale. Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore vegliera' sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e piu' amabile. Oh! aspettami! aspetta- mi! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale Oscar (dal "De Profundis" 29 aprile 1895)



Lettera a G.Siani: Per Fortapasc, che non è mai finita

27 gennaio 2012 ore 16:21 segnala
, ti scrivo dall'alto dei 27 anni che sono appena passati.
Prima di tutto voglio darti una buona notizia, come si fa per convenzione in queste occasioni: il quotidiano leghista "La Padania" in questi giorni ha elogiato il tuo grande coraggio.Se invece penso ad una cattiva notizia, non saprei da dove iniziare.
Caro Giancarlo quel limite che separava i Siani dai Gionta, lo Stato dall'Antistato, l'onestà dall'illegalità, il coraggio dall'omertà, l'etica ed i buoni principi dalla violenza ed il malaffare... oggi non esiste più.

Non esiste più un boss senza un politico di riferimento, o viceversa.

La collusione, la corruzione ed il malcostume generale non sono più eccezioni, peccati originali o mali estremi, sono il pane quotidiano di cui si ciba questa nostra terra perversa ed inquinata.

Non esiste più un giorno senza monnezza, accatastata in pendant col Vesuvio, al posto del mare oggi ci sono le fogne.
Il nostro ossigeno si chiama diossina, la nostra luce si chiama termovalorizzatore, la nostra etichetta si chiama indifferenza, la nostra speranza si chiama Inferno.
Caro Giancarlo sei diventato una scuola, un film, una strada, un premio, il simbolo dei giornalisti precari... ma la tua Fortapasc ancora non è diventata la polvere che accarezza la tua salma.

La tua Fortapasc riposa e riposa ancora: non ha più né occhi per piangere, né sogni per dormire. Non ha più giorni per vivere, né motivi per sopravvivere. Come un mare senza onde e senza pesci: è una perenne calma apparente.

Caro Giancarlo a te che sei morto per scrivere, ma forse anche per vivere.

Oggi dopo 27 anni dalla tua morte mi chiedo: a cosa è servito morire se la verità, in fondo, si è dimostrata solo una fottuta ed invincibile brutta bestia.
Caro Giancarlo riposa in pace.
Mi dispiace, ma per Fortapasc non è mai finita.

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