da RIGOLETTO di G. Verdi

16 luglio 2008 ore 13:59 segnala

Ogni uomo vede la donna come meglio crede e il Duca di Mantova le vede così....

 

LA DONNA è MOBILE:

 

 

La donna è mobile qual piuma al vento, muta d'accento e di pensiero. Sempre un amabile leggiadro viso, in pianto e in riso e menzoniero. La donna è mobil qual piuma al vento, muta d'accento e di pensier. E' sempre misero chi a lei s'affida, chi le confida malcauto il core, pur mai non sentesi felice appieno chi sul quel seno non liba amore. La donna è mobil qual piuma al vento, muta d'accento e di pensier.

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Ogni uomo vede la donna come meglio crede e il Duca di Mantova le vede così....   LA DONNA è MOBILE:     La donna è mobile qual piuma al vento, muta d'accento e di pensiero. Sempre un amabile leggiadro viso, in pianto e in riso e menzoniero. La donna è mobil qual piuma al vento, muta...
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da L'ELISIR D'AMORE di G. Donizetti

06 luglio 2008 ore 17:33 segnala

il contadino Nemorino, povero, impacciato e timido, vedendo l'unica donna del paese che gli fa suscitare istinti d'amore parla di lei, Adina, così:

QUANTO è BELLA, QUANTO è CARA:

Quanto è bella, quanto è cara! Più la vedo, e più mi piace...ma in quel cor non son capace  lieve affetto ad inspirar. Essa legge, studia, impara...non vi ha cosa ad essa ignota...Io son sempre un idiota, io non so che sospirar. Quanto è cara. Quanto è bella. Ah! Quanto è bella, quanto è cara! Più la vedo, e più mi piace...ma in quel cor non son capace  lieve affetto ad inspirar....ad inspirar amor!

da AIDA di G. Verdi

06 luglio 2008 ore 11:03 segnala

Il giovane guerriero Radames spera di essere lui il prescelto dal Re per condurre l'esercito della sua patria contro quello nemico e fantasticando dedica la sua ipotetica vittoria alla bella Aida.

CELESTE AIDA:

Se quel guerrier io fossi, se il mi sogno si avverasse. Un esercito di prodi da me guidato e la vittoria e il plauso di Menfi tutta. E a te mia dolce Aida tornar di lauri cinto, dirti per te ho pugnato, per te ho vinto! Celeste Aida, forma divina,mistico serto di luce e fior. Del mio pensiero tu sei regina, tu di mia vita sei lo splendor! Il tuo bel cielo vorrei ridarti, le dolci brezze del patrio suol, un regal serto sul crin posarti, ergerti un trono vicino al sol.

da IL BARBIERE DI SIVIGLIA di G. Rossini

06 luglio 2008 ore 10:47 segnala

Il giovane Conte D'Almaviva è innamorato di una meravigliosa ragazza, di nome Rosina, che vide una volta sola e da lì se ne invaghì a tal punto che giorno e notte passa sotto al suo balcone per poterla vedere e avere un segno da lei.

ECCO RIDENTE IN CIELO:

Ecco ridente in cielo, spunta l’aurora, e tu non sorgi ancora e puoi dormir così? sorgi mia dolce speme. vieni, bell’idol mio, rendi men crudo, oh Dio, lo stral che mi ferì! Tacete! già veggo quel caro sembiante. quest’anima d’amante ottenne pietà. Oh istante d’amore! Felice momento! Oh dolce contento che egual non ha!

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Il giovane Conte D'Almaviva è innamorato di una meravigliosa ragazza, di nome Rosina, che vide una volta sola e da lì se ne invaghì a tal punto che giorno e notte passa sotto al suo balcone per poterla vedere e avere un segno da lei. ECCO RIDENTE IN CIELO: Ecco ridente in cielo, spunta l’aurora, e...
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da MADAMA BUTTERFLY di Giacomo Puccini

06 luglio 2008 ore 10:34 segnala

Il Tenente della marina degli stati uniti d’america F.B.Pinkerton è in giappone per le nozze con la bellissima Ciò Ciò San (Madama Butterfly) e, anche se lui risulterà D’essere un grande stronzo, parla così alla sua piccola sposa.

da Madama Butterfly: BIMBA DAGLI OCCHI PIENI DI MALIA

PINKERTON: Bimba dagli occhi pieni di malìa, ora sei tutta mia. Sei tutta vestita di giglio mi piace la treccia tua bruna, fra candidi veli. BUTTERFLY: Somiglio la Dea della luna, la piccola Dea della luna che scende la notte dal ponte del ciel.  P: E affascina i cuori.  B: E li prende, e li avvolge in un bianco mantel. E via se li reca negli alti reami.  P: Ma intanto finor non mi hai detto, ancor non mi hai detto che m’ami. Le sa quella Dea le parole che appagan gli ardenti desir?  B: Le sa, forse dirle non vuole per teme d’averne a morir.  P: Stolta paura, l’amor non uccide ma dà vita, e sorride per gioie celestiali, come ora fa nei tuoi lunghi occhi ovali.

da La Traviata di Giuseppe Verdi

06 luglio 2008 ore 10:21 segnala

da LA TRAVIATA: DE’ MIEI BOLLENTI SPIRITI

Lunge da lei per me non va diletto! Volaron già tre lune dacchè la mia Violetta agi per me lasciò, dovizie, amori e le pompose feste, ov’agli omaggi avvezza, vedea schiavo ciascun di sua bellezza. Ed or contenta in questi ameni luoghi tutto scorda per me. Qui presso a lei io rinascer mi sento, e dal soffio d’amor rigenerato scordo ne’ gaudi suoi tutto il passato. De, miei bollenti spiriti, il giovanile ardore ella temprò col placido sorriso dell’amor, dell’amor! Dal dì che disse: vivere io voglio, io voglio a te fedel, dell’universo immemore io vivo, io vivo quasi in ciel.

Da TOSCA di Giacomo Puccini

06 luglio 2008 ore 10:13 segnala

Il poeta Mario Cavaradossi è intento a dipingere in una chiesa a roma l’effige di una Maddalena. Tutti i giorni, in quella chiesa, va a pregare una bellissima donna bionda. Il pittore senza farsi vedere ne ritrae il volto dando alla Maddalena il viso di lei ma contemplando il suo quadro non può fare a meno di pensare alla sua amata Tosca.


 

da TOSCA: RECONDITA ARMONIA


 

Recondita armonia di bellezze diverse! E’ bruna Floria, l’ardente amante mia, e te beltade ignota, cinta di chiome bionde! Tu azzurro hai l’occhio, Tosca ha l’occhio nero! L’arte nel suo mistero le diverse bellezze insiem confonde: ma nel rirtar costei il mio solo pensiero, ah! il mio sol pensier sei tu! Tosca sei tu!

da Falstaff di Giuseppe Verdi

06 luglio 2008 ore 10:05 segnala

L’unica parola che si può usare per questa aria è: meravigliosa!!! il giovane Fenton è in una foresta, di notte, ai piedi della quercia di Herne e pensa con dolcezza al bacio dato alla sua dolce Nannetta.

da FALSTAFF: DAL LABBRO IL CANTO...

Dal labbro il canto estasiato vola, pei silenzi notturni e va lontano, e alfin ritrova un altro labbro umano che gli risponde colla sua parola. Allor la nota che non è più sola vibra di gioia in un accordo arcano e innamorando l’aer antelucano con altra voce al suo fonte rivola. Qui vi ripiglia suon, ma la sua cura tende sempre ad unir chi lo disuna. Così baciai la disiata bocca! Bocca baciata non perde ventura...(da lontano si sente Nannetta che risponde: anzi rinnova come fa la luna) Ma il canto muor nel bacio che lo tocca.