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        <title>videoimpressioni</title>
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        <description>videoimpressioni | Blog di gianlu64</description>
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        <copyright>Copyright &#169; 2001-2010, Chatta.it</copyright>
        <pubDate>Fri, 26 Feb 2010 20:35:00</pubDate>
        <lastBuildDate>Thu, 18 Mar 2010 23:13:21</lastBuildDate>
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            <title>IL MIO NUOVO VIDEO</title>
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            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 26/02/2010&nbsp;20.35</h4>
			<div>Mie sono le riprese e il montaggio. Grande esperienza.<br><br><br><br />Allegato video: <a href="http://www.youtube.com/v/MJ6rOmRJj-w">http://www.youtube.com/v/MJ6rOmRJj-w</a><br /></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Fri, 26 Feb 2010 20:35:00</pubDate>
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        <item>
            <title>MASKI</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/11365252/MASKI.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 14/01/2010&nbsp;18.19</h4>
			<div>Maski. Sì lo scrivo così, con la kappa. Non è un vezzo adolescenziale né un modo per risparmiare spazio o di assecondare la mia pigrizia.<br>Voglio proprio parlare dei "maski" anzi del loro ruolo nell'immaginario e nei desideri femminili.<br>I maski sono egoisti e bastardi e piacciono per questo. I maski sono infantili e spesso ignoranti e stupidi e questo li rende adatti per un sano divertimento.<br>I maski sono volgari, corteggiano parlando sporco e nel farlo commettono errori di grammatica oltre i limiti della bestialità.<br>Poi ci sono gli uomini. Ma di loro parliamo dopo.<br><br>Mi rendo ben conto che, come recita la legge fondamentale dell'attrazione femminile, le sue ragioni sono impossibili da conoscere o da capire. Quindi sottolineo fin da subito (tanto è inutile ma lo faccio lo stesso) che il ritratto che voglio qui fornire non è l'ennesimo panegirico contro una presunta superficialità femminile che le porta a trascurare i veri valori bla bla bla.<br>E' la natura umana e in particolare quella femminile che è fatta così, e non ci si può far niente. <br>O così o l' eremo di Camaldoli. A voi scegliere.<br><br>Stabilito questo, quello che possiamo dire con sufficiente certezza è che le donne sono attratte dai maski. <br>Ci si mettono insieme. Ci si fidanzano. Magari ci si sposano e ci si riproducono. <br>Un giorno poi si rendono conto di quanto manchi loro un uomo. E finalmente è agli uomini che si rivolgono e si mettono a cercare proprio quegli uomini che hanno lasciato in un angolo e&nbsp; che nel frattempo in quell'angolo sono rimasti a osservare, con le mani in mano, ma più spesso con in mano tutt'altro.<br>Ma quando questo succede, parafrasando il mio amato Bukowski, "&nbsp; la gioventù è finita, la tempesta è passata e le ragazze sono andate tutte a casa".<br>A quel punto tocca o la parte tristissima dell'amante o quella comunque dello stronzo.<br>E chi sono questi Uomini?<br>Già chi sono? <br>Sono infallibili gli uomini? Sono belli? Sono maturi? Sono forti? Sono intelligenti? colti? Originali? Divertenti? stabili? Affidabili?<br>No, non necessariamente.<br>E allora che differenza c'è tra loro e i Maski?<br>La differenza sostanziale è che loro, almeno, ci provano. Sì. E come minimo hanno una coscienza a cui appellarsi. E quando li si riprende, rimprovera, fa presente un problema hanno questo di particolare che se ne fanno una questione, quel problema di fatto se lo pongono, ascoltano, quantomeno. <br>E' importante questo? Spesso no. L'ormone è praticamente sordo a questa prerogativa ma arriva un giorno in cui questo diventa importante e quando questo giorno arriva i telefoni squillano, le caselle email si riempiono, i social network lampeggiano di mille avvisi che qualcuna ti cerca, ti deve parlare, ti deve chiedere, vuole sapere "tu che sei un uomo dammi un consiglio...".<br><br>Tutto inutile. <br><br>Le risposte che hai da dare non sono quelle che servono, perché tu parli da uomo e non da Maskio. Le tue ragioni sono plausibili. Le tue valutazioni sono razionali. In due parole: sei pesante". <br>E poi non è per questo che rispondi e ti applichi e ti rendi disponibile, dai dilla tutta. <br>Non sei quella "Bella Persona" che lei credeva che tu fossi. Perché tu in realtà speravi che quel che le interessava fosse altro, non una semplice consulenza. Eh? <br>E magari un giorno dici "cazzo mi sono stufato" e cominci anche tu a fare il Maskio ma ti manca l'esercizio, ti manca quella sottile demenza che ti porta a mentire spudoratamente anche a te stesso, che ti impedisce di sentire come un insulto alla tua stessa intelligenza le mosse che si rendono necessarie alla bisogna, ti manca insomma quel certo non-so-che che fa la differenza tra il "bastardo che piace" e lo "stronzo vulgaris".<br>Così nel buio prima di addormentarti guardi un soffitto che non vedi e ti chiedi se hai fatto bene e per quanto tempo resisterai a fare così e come fare per tornare indietro e fare ammenda, nel caso.<br>Perché un uomo, fra le altre cose che ha imparato, sa tornare sui suoi passi e chiedere scusa. <br>E questo sì che è davvero, davvero imperdonabile!</div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Thu, 14 Jan 2010 18:19:00</pubDate>
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        <item>
            <title>RICAPITOLANDO</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/10963115/RICAPITOLANDO.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 06/07/2009&nbsp;16.55</h4>
			<div>Metto su casa... <br>gli AMICI non fanno che chiedermi quando mi ci trasferisco stabile. Pressano. Stressano. Insistono. Poi quando li invito a vedere come sta venendo han tutti da fare.<br>Una si fa viva solo nel momento in cui ho un frigo funzionante con bibite annesse.<br><br>Due mie amiche compiono gli anni. Faccio gli auguri a entrambe. Nessuna risponde.<br>A una avevo comprato un regalo. Una scematina, giusto un pensiero.<br>Le chiedo "quando posso portartelo?"<br>Lei "stasera no che son stanca, ti faccio sapere in settimana".<br><br>Sempre più indizi del fatto che sto chiamando "AMICI" le persone sbagliate.<br>Errore di identità insomma.</div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Mon, 6 Jul 2009 16:55:00</pubDate>
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        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>SCELTA E LIBERTA'</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/10657425/SCELTA-E-LIBERTA-.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 17/03/2009&nbsp;10.38</h4>
			<div><font size="3">C'è una mentalità che si è ormai fondata definitivamente nel mondo occidentale, che mi lascia abbastanza perplesso.<br>Voglio
anticipare che in quello che dirò qui di seguito la mia convinzione
religiosa ha a che vedere solo marginalmente. Personalmente di quel che
dice il Papa, Berlusconi, Casini, Buddha o Allah mi interessa solo ia
titolo di inventario; sono giusto voci rispetto alle quali posso dire
"sono d'accordo" oppure no. Spesso no.<br>Ho detto altrove di quanto io
sia prevenuto nei confronti di quella che chiamo l' "industria
dell'informazione". Vale a dire quel concerto di media di vario genere
che guida il consenso e l'interesse delle masse e decide che cosa dover
trovare interessante e cosa no. Il seguito che hanno vicende come
quella di Garlasco, di Cogne, di Perugia e chi più ne ha più ne metta,
ne è il segnale più evidente. Il modo di porre le notizie trasforma lo
spettatore ora nel tenente colombo, ora nell'avvocato perry mason, e
ognuno è convintissimo di cose di cui ragionevolmente può dire di
essere informato solo di seconda o terza mano. O anche più. <br>Allo
stesso modo resto allibito di fronte al fervore e alla fermezza con cui
vengono asseriti principi come libertà, diritto alla vita, diritto alla
morte.<br>Per fornire una chiave di lettura corretta di quanto sto per
dire posso fare un'affermazione: sono dell'opinione che Eluana non
doveva essere privata del cibo e dell'acqua. Sono dell'opinione che se
proprio ci si teneva a porre fine alle sue sofferenze occorreva farle
una iniezione letale e andare incontro alle conseguenze, ma ecco questa
ipocrisia con la quale si asseriscono principi in offerta speciale, mi
fa abbastanza ribrezzo.<br>Dico questo perché non voglio rientrare nei
canoni né dell'una parte, quella del diritto alla morte a comando, né
dell'altra, quella cioè del cattolico versione TG che va in giro con la
candelina a dare a Beppino Englaro del boia. <br>Beppino englaro, come
mia opinione personale, non è un assassino. E' un uomo che ha sofferto,
che soffre, e che ha commesso l'errore di voler finire sotto i
riflettori, forse per rivalsa nei confronti dei vari gradi di giudizio
che gli hanno impedito di fare quello che riteneva fosse giusto. Non
voglio arrivare a dire che gli sia mancato il coraggio di un gesto
doloroso (ma a mio parere più giusto) voglio però dire che non sono
mancate nelle cronache, figure di padri che hanno posto fine alle
sofferenze dei figli, costasse quel che costasse. In questo modo ha
sacrificato diciassette anni di sofferenze (erano poi tali? chi può
dirlo con certezza?) della figlia, e proprie, in nome di un principio.<br>Ma
è proprio su questo principio che vorrei discutere. O meglio non
discutere (perché proprio non mi interessa discuterne, dico sul serio)
ma parlare per conto mio, in coscienza mia. Così fate conto che io sia
uno di quelli che vaneggiano per la strada e che parlano così per dare
aria.<br>Spesso discutendo di vicende umane si finisce con il tranciare
la questione con un bel "è una scelta" e qui si deve desistere. Pena
l'accusa di illiberalità, di dispotismo, o peggio ancora di bigottismo,
la colpa più grande del secolo.<br>E' una scelta e occorre accettarla. Giusto?<br>Secondo me no. Non sempre almeno.<br>Questa
idea della libertà come trionfo della volontà individuale proprio mi
sta stretta. Anzi al contrario mi sta larga come un paio di scarpe del
47 (io ho il 43). E come un paio di scarpe troppo larghe mi fa
inciampare qualsiasi direzione io prenda.<br>Se ognuno di noi fosse un
fine pensatore, se fosse in possesso di ogni informazione possibile che
lo guidasse nel giudizio, se avesse sempre la lucidità e l'obiettività
necessarie, se fosse un essere senziente e dotato di una mente pensante
in maniera perfetta insomma, allora potrei essere QUASI d'accordo. Come
minimo ne potrei discutere. Anche se, se per assurdo lo fosse, secondo
me non si sognerebbe lontanamente di asserire qualcosa come il diritto
alla morte, nel senso che saprebbe che quella di morire è una
eventualità di fronte alla quale rapportarsi in un modo o in un altro
ma non certo un diritto.<br>Ecco questo travestire i cazzi propri da
diritti mi fa proprio uscire dai gangheri. Perché il diritto è
moralmente intoccabile. Una scelta, anche la peggiore, viene posta come
indiscutibile perché nel momento in cui la compi viene travestita da
diritto e nessuno può dire niente, nemmeno chiederti di andare incontro
alle sue conseguenze senza fiatare.<br>Non vorrei entrare in questioni
etiche, per le quali non esiste una morte di un individuo che non abbia
effetto sulle vite degli altri. Ma già che ci sono vorrei dire che se
esistesse una morte così fatta la cosa sarebbe triste in sé. E' triste
e deprimente un mondo in cui una persona può morire o vivere nella
generale indifferenza. Ve lo potete immaginare? Io penso che purtroppo
sia sempre più facile immaginarlo perché la nostra società si sta
orientando sempre più in questa direzione ed è ciò che finirà per farla
estinguere. La nostra società si sta suicidando insomma.<br>Si parla di
vita che sia degna o meno di essere vissuta. Io trovo allucinante che
la stessa frase sia anche solo formulata. Fu una pensata letteraria che
voleva dire tutt'altro e come accade spesso si è rivoltata nelle mani
di chi la pensò.<br>Credo davvero che questa idea sia un lusso del
benessere occidentale. Penso che chi sia costretto a combattere ogni
giorno per la propria sopravvivenza non si ponga proprio il problema se
la propria vita sia degna o meno di essere vissuta. Non penso che se lo
chiedessero i prigionieri dei lager o dei gulag, non penso se lo
chiedano dei naufraghi costretti al cannibalismo, non penso che se lo
chiedano tutti quelli che combattono per sopravvivere, gente che resta
intrappolata nelle macerie di un terremoto e resiste per giorni e
giorni, magari bevendo le proprie urine. Gente che sopravvive contro
ogni logica, contro ogni speranza.<br>Parlavo di questo con un tizio
che mi ha detto una cosa che francamente mi ha steso e che era il
tassello mancante del mio ragionamento: secondo lui non dovevamo
sbatterci perché Eluana morisse, ma perché Beppino non soffrisse.
Abbiamo lasciato che il suo dolore lo spingesse sul piedistallo dove
gli abbiamo buttato fango o fiori, nessuno ha pensato a tirarlo giù e
accompagnarlo nella sua sofferenza. <br>Perché chi soffre disturba il
nostro mondo scintillante fatto di tronisti, veline, bandiere col che,
svastiche, centrisociali e neofascismo, rumeni e leghisti, telegiornali
delle otto, omicidi insoluti, queste vicende ci ricordano che basta uno
zig invece di uno zag e andiamo a veder crescere l'erba dalla parte
delle radici, ed ecco che attuiamo questo esorcismo collettivo: non
occupiamoci del malato e di chi soffre. Lasciamolo morire e chiamiamo
questo "libertà". Quanto è tutto più facile così. E quanto è più bello
chiamare l'indifferenza "libertà". <br>In realtà mi sembra che ci
stiamo tutti quanti arrendendo ogni giorno di più. Ogni giorno siamo
disposti a rinunciare a principi, valori, e chiamiamo questa rinuncia
libertà. Libertà di scelte sbagliate, imponendo ad alcuni di patirne le
conseguenze, che devono sopportare in nome della libertà di scelta. Ma
guai chiedere di affrontare le conseguenze delle scelte. <br>Scelta di
drogarsi, di guidare senza casco, di vendere il proprio corpo per le
strade, in appartamenti (magari nelle case chiuse così non vediamo le
prostitute per le strade e i bambini non si impressionano) o su
internet, di degradare se stessi in ogni modo, scelte, scelte, scelte.<br>Scelte
con tutti i pro possibili, i cui contro però devono essere a carico
degli altri, perché occorre sì rispettare le scelte ma anche il diritto
alla vita, alla salute e alla dignità&nbsp; di chi ha scelto di fottersene
altamente, ed ecco che chi poi finisce per farsi carico del problema,
viene tacciato di illiberalità e di bigottismo, perché questa loro
scelta di prendersi cura della pochezza altrui è impopolare, mantiene
in vita una contraddizione che turba i sonni tranquilli delle coscienze
troppo impegnate a sognare le loro illusioni di libertà.<br>Questo modo
di risolvere i problemi scegliendo la soluzione banale di non porseli
mi spaventa abbastanza. Su un piano egoistico mi chiedo quale sarà la
mia qualità di vita in un mondo che sempre più premia l'efficienza,
dichiarando "non degna di essere vissuta" una vita in cui non sia
possibile scrivere un sonetto o battere un record olimpico (come se
fossimo tutti atleti, scienziati o intellettuali) o gustare un cibo
(sì, c'è anche chi ha detto che Eluana poteva benissimo morire dal
momento che per lei cibarsi era disgiunto dal piacere del palato). Mi
chiedo come tratteranno i loro anziani gli individui che ora da
adolescenti ne massacrano o stuprano altri per passare il tempo, che
crescono col mito di autentiche troie come Paris Hilton e... non so
quale possa essere il corrispettivo maschile. Forse un tronista.<br>Su
un piano più, diciamo così, filosofico, mi viene in mente che la cara
vecchia Entropia è un principio sempre valido. Detta in soldoni: le
cose lasciate a loro stesse vanno tutte in merda. Occorre energia per
tenerle in piedi. Occorre energia per vivere, per combattere, anche
solo per mangiare. La vita materiale è costantemente in salita. Per
questo si dice "cadere in basso" quando la qualità di vita si sminuisce
(le parole spesso nascondono delle verità, lo sapeva bene Heidegger).<br>Questo
implica che possiamo benissimo imprimere movimento alle cose
lasciandole cadere. Le cose si muovono sì, ma nella direzione della
loro distruzione. Vediamo tutto questo gran bel movimento e ci sembra
che l'effetto dinamico sia soddisfacente e il fatto di lasciarsi cadere
lo chiamiamo "scelta". <br>E la volontà di lasciarsi cadere "libertà".
E quando si è stufi di cadere, come parassiti si pretende che altri ci
sorreggano, e chiamino questo "solidarietà".<br>Lasciare andare,
lasciar correre, lasciare che sia, lasciare... lasciare... lasciare...
ma in tutto questo lasciare non vi sentite un po' abbandonati non a voi
stessi, ma DA voi stessi?<br>Ogni tanto, lo confesso, io sì.</font><br><br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Tue, 17 Mar 2009 10:38:00</pubDate>
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        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>pOrcentuali</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/10502641/pOrcentuali.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 27/01/2009&nbsp;15.37</h4>
			<div>Dalle stime del ministero degli interni:<br><br>"il 58% degli stupri in italia è commesso da Italiani, il 9% da Romeni"<br><br>Questa differenza è spesso sbandierata dai difensori dei poveri "migranti" (una volta si chiamavano immigrati... boh... misteri della dialettica di sinistra) discriminati e bla bla bla.<br><br>Mi viene però un dubbio.<br><br>Dal momento che, a voler stare belli larghi, i romeni in italia sono solo il 2% della popolazione italiana, di questo due per cento QUANTi sono violentatori?<br>Cioè: quel 9% di violentatori romeni, che percentuale rappresentano dei romeni presenti in italia?<br>Non ho tempo di fare il calcolo ma è sicuramente una percentuale piuttosto altina, no?</div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Tue, 27 Jan 2009 15:37:00</pubDate>
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        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>A POCO A POCO....</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/10263969/A-POCO-A-POCO-.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 27/11/2008&nbsp;10.33</h4>
			<div><font size="4"><span style="font-family: Verdana;">I tentacoli di facebook mi lusingano e titillano...  e la mia
resistenza a questo "fenomeno" mi fa capire quali sono le sue armi.</span><span style="font-family: Verdana;">
Quasi sempre sento come argomento per avvicinarcisi "ho trovato tutti i miei compagni di scuola".</span><span style="font-family: Verdana;">
Già... il passato. Gran rifugio il passato in tempi di difficoltà. Non
il passato universitario, ma quello del liceo. Quello prima di essere
maggiorenni. Quello di quando non si aveva nessun dovere e tutti i
diritti. Tutelati e coccolati (si fa per dire) dal mondo degli adulti.</span><span style="font-family: Verdana;">
Lo so molti diranno "per me non era così". Scusate se sto facendo un
ragionamento che coinvolge, pare, milioni di persone tra i quali voi
che vi chiamate fuori dal gregge potrete costituire una degnissima
eccezione, senza inficiare il dato statistico. Anche io non amo
ripensare al liceo: panico da interrogazioni, compagni di classe
odiosi, sudicio diffuso, sfiga pressoché totale in amore (quello è un
dato che non è cambiato moltissimo però). MA dico che per molti il
passato resta un punto debole. Per la massa che ragiona con la panza e
non col cervello. E se non è il passato è altro. La gnocca magari.
Ficcare il naso nella vita degli/delle ex. Punti deboli. Anche perché
diciamolo... myspace è molto utile ai gruppi musicali, agli
organizzatori di eventi, a chi cerca visibilità. Facebook a che serve?
A riprendere contatto con gente che presto ti fa capire come mai era
uscita dalla tua vita (e che non è stato affatto un caso)?</span><span style="font-family: Verdana;">
E allora mi chiedo, in tutta lucidità. Può essere così buono un
fenomeno che per mantenersi in vita si aggrappa alle tue debolezze? 
Che  lusinga le tue ferite aperte? </span><span style="font-family: Verdana;">
Che ti dà un'illusione di comunità dandoti l'impressione di condividere
la tua vita privata con tante persone che di importante per te hanno
dopotutto solo il fatto di averne fatto parte in un passato remoto?</span><span style="font-family: Verdana;">
A voi la risposta. O anche no.</span></font><br />Allegato video: <a href="http://www.youtube.com/v/UaAy-HOyRFs">http://www.youtube.com/v/UaAy-HOyRFs</a><br /></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Thu, 27 Nov 2008 10:33:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/10263969/A-POCO-A-POCO-.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>La libbra di carne</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/10224531/La-libbra-di-carne.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 18/11/2008&nbsp;01.04</h4>
			<div>Odio i blog.<br>Mi correggo.<br>Odio i blog delle donne. Specialmente quelle belle.<br>Non tanto per quello che scrivono. Tendenzialmente qualsiasi blog mi uccide di noia e lo stesso mio non è fra le mie letture preferite. Quello che mi toglie davvero l'aria sono i commenti maschili.<br>Ci sono quelli che lasciano interminabili poesie, melense e incomprensibili, che già al semplice guardarne la consistenza ti fa venire subito in mente che non  puoi perderti il documentario sulla coltivazione di caucciù nel guatemala meridionale. Figuriamoci a leggerle.<br>Lo zerbinismo imperante poi è da primato. Ora... se una donna alta un metro e venti e della stazza della tua panda (parlo della macchina), e che non sarebbe neanche male se l'escrescenza sul naso non le avesse provocato quel certo strabismo, se una donna così ti chiede se la trovi bella... beh insomma una piccola bugia bianca non guasta dai. Non è necessario essere sinceri in questi casi, purché la cosa finisca lì. Ma se benedettiddio nessuno te l'ha chiesto, per quale motivo devi lasciare un commento alle sue foto del tipo "stupenda" o "bellissima"???<br>Questo quando la donna è, diciamo così, simpatica e intelligente. <br>Ma quando è decisamente bona, apriti cielo. E' tutto un fioccare di partigianerie in favore di autentiche cagate presentate come questioni vitali e irrinunciabili. E se poi qualcuno (di solito questa parte tocca a me) viene colto da un raptus (eh qui ci vuole però) di franchezza... apriti cielo! Bombardamenti a martello di manifestazioni palesi di ostilità qualunque cosa tu dica. E non perché questi puledri telematici ce l'abbiano con te, no, in linea di massima non hanno idea di cosa cazzo tu stia dicendo. Stanno solo facendo a gara per vedere chi è più dalla parte di lei. Per far vedere ognuno a suo modo che lui sì che se la intende con lei, mica come voialtri. Ovviamente in questi contesti l'oggetto della disputa passa in secondo, terzo e anche quarto piano. Magari con attico annesso. La cosa fondamentale è saper formulare l'insulto più colorito e fantasioso, possibilmente esteso ai tuoi familiari più prossimi.<br>E che dire poi dei profeti delle massime? Ci sono dei siti apposta. Ne apri uno, copi quello che non ricordi di avere letto altrove negli ultimi due o tre giorni e poi lo incolli auspicando che nel contempo l'oscuro oggetto dei tuoi desideri sia al massimo una accanita lettrice del retro del biglietto del tram. E molto spesso è proprio così. Il risultato è un sicuro successo. Un figurone anzi. Se poi lo condisci con foto in cui hai un'aria assorta e pensosa e con quel certo luccichio negli occhi, chi ti ferma più?<br><br>Ora intendiamoci. Non prima di tre o quattro giorni fa condannavo d'altro canto lo snobismo fariseo di chi pensa che i blog siano il futuro della diffusione della cultura indipendente e che chiunque ne curi uno senza partorire puro genio ogni giorno (come Grillo è convinto di fare) sia assolutamente da condannare e lapidare sulla pubblica piazza telematica.<br>Non ho niente in contrario nei confronti dei copia e incolla e via discorrendo.<br>Quello che mi trasmette il vero e proprio umor nero è quando ti rivolgi a qualche frequentatrice dei vari "social network" con una frase normalissima, come faresti nella realtà di tutti i giorni incontrando qualcuna che non conosci ancora, e ti senti mettere in croce perchè hai commesso l'imperdonabile errore di essere banale.<br>Molto spesso questa banalità (anzi quasi sempre) è costituita da un semplice complimento sull'aspetto della fine letterata. Senza nemmeno troppi fronzoli. Verbo e aggettivo. Punto.<br>No<br>"quanto sei banale"<br>"ah che delusione, anche tu come tutti"<br>"non potresti essere meno scontato"?<br>Ecco io questo davvero non lo sopporto.<br>Anzitutto non è che se scrivi un cazzo di "grazie" ti cascano le dita.<br>E nemmeno semplicemente evitare di rispondere provoca dei guai all'ipotalamo<br>E poi diciamolo... vogliamo per favore far cadere questa ipocrisia che vuole nascondere che al 90 per cento queste signore sono su questi siti per rimediare quella libbra di carne, reale o virtuale, che magari qualche marito o fidanzato distratto ha fatto mancare loro?<br>"ma io sono qui per fare amicizie". Sì ok ma poi? <br>Guarda caso quando entri in confidenza, chiacchiera di qua, chiacchiera di là, salta fuori sempre la papocchia, quella storiella di chat finita male, quell'amico che si era fatto delle illusioni magari in seguito a una videochattata un po' piccante ("ma lo avevo fatto per provare e poi mi son lasciata convincere. non mi è nemmeno piaciuto. anzi mi son messa a ridere" non senza rimirare quella spanna d'amore che ti veniva ostentata), quell'altro che chissà cosa si era messo in testa solo perché ci era finita una volta a letto... ma prima di allora occorre ostentare spessore. Spessore mentale e culturale. Spessore umano.<br>Lo spessore mentale non è un problema. Purché l'aspetto e quel certo nonsoché facciano sognare, il cervello del maschio può tranquillamente avere le dimensioni di una nocciola di chivasso, lei lo troverà comunque arguto sensibile e misterioso. Lo spessore culturale viene tranquillamente sopperito dai siti di cui parlavo prima, e il copia e incolla mette al riparo dagli orrori grammaticali di cui parlerò prossimamente in un altro blog. Sempre che in ogni caso la intellettuale sappia coglierli<br>Lo spessore umano non deve preoccupare. Qualunque cosa tu dica o faccia, fino al momento in cui i varii mariti e fidanzati non torneranno a occuparsi delle corrispettive, queste signore/ine saranno sempre pronte a dirti "che bella persona sei".<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Tue, 18 Nov 2008 01:04:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/10224531/La-libbra-di-carne.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>LAMENTO DI MEZZA ESTATE</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/9749289/LAMENTO-DI-MEZZA-ESTATE.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 07/08/2008&nbsp;17.46</h4>
			<div>E' estenuante come alla mia età sembra non si possa più godere di un
momento di dolcezza senza doverlo rubare a qualcuno, senza dover poi
affrontare i sensi di colpa della persona che te l'ha donato
sottraendolo a... marito, fidanzato, amante, amico...figli... sempre di
nascosto, sempre... sempre sbagliato. E sono sempre io che devo capire, sempre io che devo accettare. E non parlo solo di relazioni, parlo del semplice uscire a bere qualcosa, del semplice scambiare due chiacchiere o nessuna ma ascoltando lo stesso silenzio tra due chiacchiere e altre due.<br>E poi arriva il momento in cui
questo non può più continuare, il momento in cui un passo in più
significa qualcosa di troppo da affrontare e allora ecco che c'è come
un risveglio di memoria.<br><br>"gianlu ti ricordo che io sono fidanzata"<br><br>"gianlu ti ricordo che io sono sposata"<br><br>"gianlu ti ricordo che sono una madre"<br><br>Ah
me lo ricordi, dico io? Come se me lo fossi mai dimenticato. Come se
non avessi sempre dovuto posporre il mio bisogno di affetto anzi di
affettuosità alle giuste esigenze di qualcun altro.<br>Ma dico io... perchè me lo sottolinei adesso? Cos'è stato fin'ora un vuoto di memoria?<br>Perché fino ad ora andava tutto bene?<br><br>"mi spiace che tu abbia capito male, io non ti ho promesso niente, sapevi come stavano le cose bla bla bla"<br><br>Sì, IO lo sapevo. Ma tu? Perchè te ne ricordi solo ora?<br><br>Non
fraintendetemi io so benissimo qual è il mio posto e so che nessuna
storia è eterna e se non finisce per motivi esterni finisce
semplicemente perché non c'è più la voglia di prima. E forse anzi
questi ritorni di memoria non sono altro che pretesti per non dire
semplicemente: "non ti voglio più".<br>Certo saperlo non è che mi
faccia fare un salto mortale all'indietro stappando una bottiglia di
sciampagn (sic) però almeno mi viene risparmiato di sentirmi accusare
di insensibilità, di egoismo, di incoscienza, di immaturità...<br>Ma poi c'è la parte seconda che è tutta una goduria.<br>Gli amici.<br>Sì<br>Quelle persone adorabili che in certi casi si trasformano in un incrocio tra il dottor Freud e il dottor Mengele.<br>Quegli psicologi del venerdì sera che cominciano<br>"che ti aspettavi?"<br>"va be ma tu lo sapevi e allora adesso che vuoi?"<br>"eh caro... hai voluto la bicicletta..."<br>Ma
dico io... vi faceva così schifo che io sorridessi un po', tanto da
farvi, adesso, camminare sulle mie povere ossa doloranti già che sono a terra?
Cos'è, un tipo di massaggio per caso? Una nuova terapia d'urto per
spingermi a reagire?<br>E se reagissi con una pedata nel culo (vostro) tanto per cambiare, visto che me ne fate venire una gran voglia?<br>Ma
io non ce l'ho tanto con loro, semmai con me stesso che nel momento in cui
saranno loro a strisciare come vermi lasciandosi dietro il cuore a
pezzi come fa una lumaca con la sua bava, non li ripago di ugual moneta
o, se ci provo, mi rivelo fin troppo comprensivo con il loro "gianlu
dirmi così non mi aiuta anzi mi fa stare peggio".<br>Oh scusa<br>Oh povero/a<br><br>Oh vaffanculo!<br><br />Allegato video: <a href="http://www.youtube.com/v/FxrHOiBNEgA">http://www.youtube.com/v/FxrHOiBNEgA</a><br /></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Thu, 7 Aug 2008 17:46:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/9749289/LAMENTO-DI-MEZZA-ESTATE.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>DOMANDA OZIOSA</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/9664320/DOMANDA-OZIOSA.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 18/07/2008&nbsp;08.17</h4>
			<div>Perché (e già cominciamo male), perché ci sono persone che non sentono di esistere senza togliere la serenità agli altri e devono lasciare l'impronta della zampaccia bisunta del loro egoismo e della loro confusione mentale e emotiva nella vita altrui?<br><br>Domanda oziosa che ha in sé la risposta: basta togliere il "perché" in cima e il punto interrogativo in fondo e... voilà la risposta!<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Fri, 18 Jul 2008 08:17:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/9664320/DOMANDA-OZIOSA.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>PENSIERO POST-PRANZO</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/9603643/PENSIERO-POST-PRANZO.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 04/07/2008&nbsp;14.04</h4>
			<div>Ma certe persone<br>hanno davvero un'opinione così alta dell'umanità<br>da dare la colpa alla religione<br>o magari a Dio (se ci credono)<br>delle stronzate che loro stessi combinano???<br><br>Ma porco uomo e porca donna!</div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Fri, 4 Jul 2008 14:04:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/9603643/PENSIERO-POST-PRANZO.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>IT HAPPENS ALL THE TIME</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/9603281/IT-HAPPENS-ALL-THE-TIME.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 04/07/2008&nbsp;12.29</h4>
			<div>Si sa. Lo si sa. Se non lo si sa lo si scopre. Ma anche se lo si sa non finisce di sorprendere la regolarità con cui il fenomeno si verifica.<br>Il boy incontra la girl nella chat... sintonia. wow. doppio wow. "anche tu? anch'io!" ma allora siamo due simili che si sono incontrati.<br><br><br>No.<br><br><br><br>E' quanto di simile a me che ha incontrato di me quanto c'è di simile in chi mi incontra. Sono queste due parti che si parlano, NON i loro proprietari. <br>A questo punto quanto sarebbe meglio restare in superficie. No. Perché uno deve verificare, controllare, approfondire. Fino a scoprire quell'aspetto che era meglio fosse rimasto nascosto. Quella cosa particolare che spegne definitivamente il sorriso che già era divenuto incerto nello scorgere, da dietro tanta uguaglianza, profonda e autentica ("finalmente incontro una persona come te!"... "dove sei stata fin'ora?"... ), qualche cosa che già aveva cominciato a far capolino.<br><br>Cucù... il bell'incontro non c'è più.<br><br>Avanti si vada.<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Fri, 4 Jul 2008 12:29:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/9603281/IT-HAPPENS-ALL-THE-TIME.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>NON SI DOVREBBE...</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/9373559/NON-SI-DOVREBBE-.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 20/05/2008&nbsp;13.42</h4>
			<div>Non si dovrebbe sopravvivere a una storia finita... ah i bei tempi quando si moriva per amore....!<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Tue, 20 May 2008 13:42:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/9373559/NON-SI-DOVREBBE-.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>PICCOLI MOSTRI CRESCONO</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/9336471/PICCOLI-MOSTRI-CRESCONO.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 14/05/2008&nbsp;13.35</h4>
			<div>Uccisa, mezza bruciata, buttata in un pozzo "avevamo perso la testa"... 15, 16 e 17 anni hanno gli assassini.<br>Roba che se io ultraquarantenne, se li prendessi a calci in culo come minimo meriterebbero mi beccherei l'aggravante della violenza su minore.<br><br>Sono ragazzini di Niscemi,&nbsp; provincia di Caltanissetta. Mi viene la curiosità e vedo che su chatta ci sono 186 iscritti di Niscemi. Solo 21 sono ragazze. Chissà, forse qualcuno di quei tre è iscritto qui.<br><br>Mi vengono in mente certe scene che vedo nelle room di chatta. Sbarbini agghindati come modelli o popstar che perdono le staffe perché una non risponde ai loro pvt, perché li ignora, perché dice loro di no, perché si sentono inadeguati, perché non vuole mostrarsi nuda in webcam come le chiedono con una insistenza che va oltre i limiti della paranoia...<br>Non me ne frega niente di chi ha responsabilità di questo: una sana dose di calci nel culo e basta.<br>Non avrei mai pensato che un giorno sarei stato io a dirlo... ma quanto era meglio quando la leva era obbligatoria! Là dove si imparava a elaborare le proprie nevrosi nel mutismo e nella rassegnazione e ci veniva inculcato che, qualunque fosse il centro dell'universo, non era di certo il nostro culo!<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Wed, 14 May 2008 13:35:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/9336471/PICCOLI-MOSTRI-CRESCONO.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>LEGGO SOLO TOPOLINO</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/9199292/LEGGO-SOLO-TOPOLINO.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 21/04/2008&nbsp;21.29</h4>
			<div>Mi sono un attimo stufato dell'elogio dell'ignoranza che vige un po' ovunque.<br>Nell'immaginario collettivo chi si è fatto un po' di mazzo (non dico tanto, giusto un poco) a sapere mettere in fila giusto quelle 5 o 6 parole di senso compiuto passa per un antipatico saccente. Laddove l'ignorante (nel senso che ignora) è celebrato come istintivamente simpatico e "alla mano". Magari infarcendo la cosa con qualche frase in qualche dialetto che fa tanto folclore. <br>Sapete... la famosa frase "io leggo a malapena topolino". Beh a me topolino sta sui coglioni. Mi è sempre stato sui coglioni.<br>E alla fine mi sta sui coglioni chi si adagia sul non sapere, sul non ricordare, sul non capire, per pura pigrizia mentale.<br>Ci ho provato, e mi piacerebbe, giuro, mi piacerebbe essere simpaticamente cretino, saper far finta di non sapere, di non capire... magari non sono molto svelto ma questo è tutto. Quanto al resto NON ci riesco.<br>Allora vado sul versante opposto e tanta gente mi troverà molto ma molto più antipatico.<br>E sapete una cosa?<br>Non me ne fotte una beata minchia!</div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Mon, 21 Apr 2008 21:29:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/9199292/LEGGO-SOLO-TOPOLINO.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>DIVERTENTE</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/9199215/DIVERTENTE.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 21/04/2008&nbsp;21.17</h4>
			<div>Tirando le somme dai discorsi fatti in chat dai pischelli sui 20-25 anni.... se una te la dà è matura, se no è vecchia.<br>La stessa cosa vale nel caso in cui uno come me va nelle chat e ha a che dire con uno di loro (che se non altro per mancanza di vocabolario, non può che avere la peggio), è un vecchio bavoso. Ma le 40enni che i 20enni insidiano nelle chat e nei messaggi privati, non sono bavose pure loro?<br><br>Per questo e per altri motivi, a tutta una generazione è mancata una sonora scarica di scapaccioni.<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Mon, 21 Apr 2008 21:17:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/9199215/DIVERTENTE.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>LO FAKE STRANO?</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/9170592/LO-FAKE-STRANO-.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 17/04/2008&nbsp;00.03</h4>
			<div>UN CONSIGLIO A TUTTI I FAKE.<br>E anche a ki si vuole divertire a sgamarli.<br>Ci sono delle norme molto precise in italia in fatto di apparecchi elettrici. Se in una foto compare una presa di corrente o un interruttore diversi da quelli che siete abituati a vedere, sono di sicuro foto fatte non in italia e al 99,9% si tratta di foto prese da internet.<br>Lo stesso si può dire se in una foto compaiono prodotti (cibi, cosmetici) di marca straniera o magari di marche che si vedono anche in italia ma con nome in inglese o tedesco o francese.<br>Anche le maniglie delle porte sono degli indizi rivelatori. In america ad esempio si usano maniglie di forma molto diversa da quelle europee. Questi sono dettagli che un fake si lascia facilmente sfuggire.<br><br>Un altro indizio per quello che riguarda le foto sono le luci.<br>E' molto difficile azzeccare le luci e il trucco giusti in una foto e in particolare il trucco richiede un lavoro di styling molto lungo (e costoso). E' molto poco probabile che una metta su chatta delle foto così costose. <br>Ma questo è anche banale. Quello che non è banale è quando una foto ha un effetto "finto flash".<br>Fate caso a una foto fatta con il flash. E' completamente priva di ombre perché la sorgente di luce è molto molto vicina all'obiettivo. Se una foto sembra fatta con il flash ma la ragazza nella foto ha un filo d'ombra troppo accentuato dietro di lei, di sicuro è stata fotografata con una luce molto vicina alla macchina fotografica ma non da un flash.<br><br>Non che mi stiano particolarmente sulle palle i fake. In genere sono le donne i loro bersagli. Ma mi irrita essere preso per il culo senza almeno un minimo di sforzo da parte di chi ci prova.<br>Un consiglio per tutti: non dite mai a un fake che lo sospettate. Lo aiuterete a perfezionare il suo mascheramento. Gli farete notare delle lacune nel suo personaggio che, dandogli modo di coprirle, lo aiuteranno a renderlo più credibile e inattaccabile.<br>A tutte gli indizi di cui vi ho parlato sopra, ad esempio, potrà rispondere che la foto è stata fatta durante un viaggio all'estero, o che le foto le ha fatte un amico fotografo dilettante, o chissà che cosa altro.<br>Non lo fermerete di certo e poi del resto finché non fa del male a qualcuno perché farlo?<br>Dipende tutto dalla vostra buona disposizione a farvi prendere per il culo. Fatta salva quella... che lo spettacolo continui.<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Thu, 17 Apr 2008 00:03:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/9170592/LO-FAKE-STRANO-.aspx</guid>
        </item>							
					        
							
        <item>
            <title>Giovani e non giovani</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/9105854/Giovani-e-non-giovani.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 05/04/2008&nbsp;12.42</h4>
			<div>Leggo un commento, in una BBS, di una tizia che si dice allarmata della spregiudicatezza delle 16enni che trova su myspace. Foto da pornostar, tatuaggi e piercing "estremi".... il panorama che dipinge è sconfortante, certo, ma la realtà è molto peggiore di così. Si è sconvolta a guardare gli spaces? Si faccia un giro su netlog. Faccia una ricerca di profili di ragazze, single, eterosessuali o bisex o omosessuali, che abbiano un'età tra i 12 e i 15 anni. Sì, proprio così, non ho sbagliato a scrivere (e se mi chiedete perché io l'abbia fatta, quella ricerca, ho solo seguito a mia volta le indicazioni di un'amica stupita quanto me).
Apri quei profili, guarda quelle foto, leggi quelle parole, quei
pensieri.
Ho conosciuto più di una 16enne su internet con cui mi è capitato di chiacchierare e la costante è la perdita della verginità a 13 anni. La loro vita sessuale ha la stessa assiduità del mio consumo di birra e da come ne parlano si capisce che non le stanno solo sparando grosse.
La conversazione via mms con foto di parti più o meno intime è un'altra costante e la cosa divertente è che nelle loro querelle non fanno che rinfacciarsi di avere una moralità molto bassa (quella troia... quel porco...).
Certo nessuno è ragionevolmente dalla parte dei pedofili, ma mi viene da sorridere al pensiero che un 30enne rischia il linciaggio se fa un apprezzamento magari un po' audace a una di 16 anni...
Mi viene in mente quel personaggio di "mai dire martedì"
che raccontava di essere andato da una tipa in discoteca e di averle chiesto "oh tipa, da te o da me?" e lei "figa ma sei venuto qui per chiacchierare o per fare?"
<br>Riguardo ai piercing e ai tatuaggi. Questi ragazzi vedono i 30 anni come un'età che non verrà mai. Esattamente come chi si stravolge di paste e di coca. Pensano che non arriverà mai il giorno in cui a 40 anni, col cervello bruciato, se ne andranno in giro col pannolone e invece quel giorno alla fine arriva. Arriva eccome. <br>Mi accade spesso in queste chatroom di lasciarmi andare a discussioni con gente che ha tipo 20 anni meno di me e immancabilmente, rimasti a corto di argomenti, mi attaccano perchè, 43enne, "vengo a molestare le ragazzine". I 40enni... per loro probabilmente un'ignominia, un atto contronatura, o forse lo spettro dei genitori contro cui scagliarsi, visto che molto probabilmente i genitori legittimi di loro o se ne strafottono o li trattano da "amici" come vuole il modello post-post-moderno di famiglia, stile Uomini e Donne di Maria de Filippi, per intenderci.<br>Si scagliano contro i 40enni come fossero una razza a parte, come fossero gente che loro non saranno mai, la cui vita non conosceranno mai a loro volta.<br>A me sembra che il genere umano come noi lo conosciamo si sia ormai estinto e che sia stato sostituito da questa
civiltà che non si capisce bene cosa sia.
Non so se sarò genitore e che genitore sarò. <br>L'amica di cui parlavo all'inizio di questo post si augurava che suo figlio fosse un "disadattato", nel senso che non si adatti a questa società di giovani inesistenti. <br>Mi piacerebbe che i miei figli fossero dei "disadattati" come li intende lei, ma temo che le forze che li omologheranno se li verranno a prendere da sole, avendo per allora imparato (e forse lo hanno già fatto) a sfruttare
canali che sfuggono al controllo e alla consapevolezza dei genitori che, dal canto loro, hanno la colpa irredimibile di ritenere di essere genitori di tante maria goretti e giovanni bosco.<br>E' triste solo vedere questi ragazzi convinti di fare una vita alternativa e di rottura, mentre non fanno che ricalcare modelli insinuati nel loro immaginario dall'industria del consumo di massa.<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Sat, 5 Apr 2008 12:42:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/9105854/Giovani-e-non-giovani.aspx</guid>
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            <title>VORREI</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/8891773/VORREI.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 26/02/2008&nbsp;19.08</h4>
			<div>Vorrei essere adatto alla vita produttiva così come sono. <br>TAC! Proprio così ecco.<br>Con la libertà di essere vulnerabile e incline alla nostalgia come sono spesso.<br>Vorrei non dover combattere ogni giorno... chissà forse quando sarò ricco...<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Tue, 26 Feb 2008 19:08:00</pubDate>
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            <title>AUTOMATISMI</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/8871327/AUTOMATISMI.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 22/02/2008&nbsp;20.58</h4>
			<div>Ma voi lo capite? Se lo capite me lo spiegate? Cos'è questa moda dei telegiornali di intervistare parenti e amici delle vittime di un incidente o di un omicidio e chiedere "se la sente di perdonare chi ha fatto questo?". Quale vorrebbero che fosse la risposta? "Sì e anzi se passa di qui gli farei volentieri un pompino!".<br>Ma che moda è questa dei servizi di informazione? Sempre più a caccia di una risposta emotiva del pubblico che unendosi al secco "no" di chi si sente fare una domanda così idiota, forse troppo disarmato per mandare l'intervistatore a cagare e pure di corsa, si sente partecipe di un dramma nel quale si riconosce giusto nell'intervallo fra la sigla di testa e quella di chiusura del telegiornale.<br>C'è una vecchia battuta di woody allen che commenta il fatto che secondo alcuni l'inferno è vuoto perché Dio alla fine perdona tutti. "c'è una sola persona" dice "ho chiesto chi fosse e quello mi ha risposto 'sono l'inventore dei serramenti in alluminio anodizzato' " e io aggiungerei che a un certo punto si vede fare capolino un tizio da dietro una roccia e se domandate chi è vi rispondono "è un giornalista della rai, si farebbe vedere anche ma si vergogna persino qui"<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Fri, 22 Feb 2008 20:58:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/8871327/AUTOMATISMI.aspx</guid>
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            <title>CONSIDERAZIONE POLITICA</title>
            <link>http://blog.chatta.it/gianlu64/8804909/CONSIDERAZIONE-POLITICA.aspx</link>
            <description><![CDATA[ 
			<div>
			<h4>Scritto da: <a href="http://www.chatta.it/community/gianlu64/default.aspx">gianlu64</a> il 10/02/2008&nbsp;19.02</h4>
			<div>Se c'è una cosa che mi sta sulle balle più di Berlusconi è l'ANTIBERLUSCONISMO<br><br>(Prodi a parte ovviamente, lui è fuori gara proprio)<br></div>
			</div>
			]]></description>
            <pubDate>Sun, 10 Feb 2008 19:02:00</pubDate>
            <guid isPermaLink="true">http://blog.chatta.it/gianlu64/8804909/CONSIDERAZIONE-POLITICA.aspx</guid>
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