l'amore, e'.

23 aprile 2017 ore 10:59 segnala



sui social, le persone hanno una verita' per tutto.
una specie di elenco...
un manuale.

l' amore e'.....

l'amore e', quando....

l'amore, e' se...

io , che l'unica lista sensata in grado di metter giu', credo sia quella
della spesa, mi chiedo come amino gli altri.
se si potesse dare una risposta alla domanda "cos'e' l'amore" , la faccenda sarebbe semplicissima...
se bastasse mettere insieme una lista di requisiti , si potrebbe persino comprarlo su ebay..o pubblicare un annuncio tipo:
cercasi Uomo
con la U maiuscola (???????)
serio
deciso
solare
alto
snello
lavoratore
affettuoso
fedele
benestante
colto
passionale
amante degli animali...
ecc ecc

invece no.

la persona che poi amerai, potrebbe non averne alcuna, di queste caratteristiche, ma ne possiede una che non e' descrivibile.
e non ci sono spiegazioni.

io credo che l'amore sia tutto quello che accade tra due persone che si amano.
tutto.

i sorrisi e gli insulti,
un abbraccio e una porta sbattuta,
il senso appagante di felicita'..quello che ti porta a pensare che non esiste altro posto in cui vorresti essere, se non con lui/lei,
le notti insonni,
e anche la solitudine...
perdersi.
ritrovarsi.

e quando finisce, non e' piu' niente.

dove va a finire il dolore?

06 aprile 2017 ore 13:09 segnala
a volte, mi chiedo dove vada a finire il dolore.
ti passa dentro e se ne va,
scorre via,
come acqua che scende in un secchio bucato?
o si annida da qualche parte?
io non lo sento
certo, c'e' stato, come per tutti e anche di piu',
ma non lo ricordo, tanto meno rivivo.
dimenticato.
come i dolori del parto
o come cose di cui ci si libera, come fossero inutile zavorra.
forse, e' finito nel mio sguardo,
che , dicono, sia triste.
forse l'ho trasformato nell'allegra malinconia , che mi accompagna da sempre.
come una delle canzoni che amo..
o forse, come una subdola, asintomatica malattia,
con tempi di incubazione lunghissimi,
si rivelera' all'improvviso e presentera' il conto...


"Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola."
(Il mestiere di vivere)
c.pavese
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a volte, mi chiedo dove vada a finire il dolore. ti passa dentro e se ne va, scorre via, come acqua che scende in un secchio bucato? o si annida da qualche parte? io non lo sento certo, c'e' stato, come per tutti e anche di piu', ma non lo ricordo, tanto meno rivivo. dimenticato. come i dolori...
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il radical chic , e' un infelice

30 marzo 2017 ore 09:50 segnala

il radical chic, e' un infelice perche' non ha un attimo di pace.
cammina , in equilibrio, sul bordo sottilissimo di un marciapiede, un piede messo in modo sbagliato...e non e' piu' radical, un altro...e non e' piu' chic.
genitori, presumibilmente radical chic, prima ancora che il termine venisse coniato, han reso la vita difficile al poverino, gia' dall'infanzia.
i bambini comprendono i fatti, piu' che le parole ed e' difficile comprendere ,quando i fatti non coincidono con gli insegnamenti.
una cosa tipo...che ne so...che i bambini son tutti uguali, , ma poi, a merenda in casa tua, i bambini diversi non vengono mai invitati....com'e'?
i bambini, futuri radical chic, sono solitamente intelligenti e istruiti, perche' appartengono ad una classe sociale che li favorisce, ed ,entrando nel periodo dell'adolescenza e della naturale trasgressione, non e' che sognino il motorino truccato ...

ai miei tempi,sognavano la rivoluzione, disprezzavano la borghesia, classe alla quale appartenevano, schifavano tutto cio' che in realta' essi stessi erano.
io li ho conosciuti quando facevano l'esproprio proletario.
spesso ne erano gli ideatori, la mente, e l'altro gruppetto di disperati, figli del proletariato, il braccio.
li ho visti mentre facevano collette per i compagni arrestati.
e gia', quegli altri , non avevano i soldi per famosi avvocati!
i ragazzetti radical chic, quando andavano agli espropri proletari, parcheggiavano il macchinone di papa', parecchio distante dal posto dove avrebbero fatto la spesa proletaria, poi, da grandi, avrebbero avuto una macchina di sinistra.
tipo una R4
i giovani radical chic, non avevano un soldo in tasca, della compagnia, erano quelli che scroccavano: passaggi a destra e manca, sigarette e quant'altro.
quando ,invece, la macchina ce l'avevano loro, dovevi fare la colletta per la benzina.
non ho mai capito perche' dover sembrare poveri, o addirittura esserlo ,a causa di una educazione eccentrica...quando si e' ricchi.
forse il denaro e' volgare...non e' chic, ecco.
il radical chic, crescendo, continua a fare una fatica boia...non sa bene da che parte stare...la destra NON SIA MAI, ma anche la sinistra non gli piace per un cazzo.
e poi quel libro che si deve sempre portare dietro, mentre prende l'aperitivo in un bar di brera, e'una fatica.
ah, poi non ha la televisione!
no...il radical chic, non puo' possederla...
e' contro la televisione di stato
e' contro le televisioni private, che chissa' di chi sono...
lui non sa cosa siano i talent.
se gli parli del fenomeno mediatico piu' idiota ,ma piu' famoso ,del momento...inarca le sopracciglia con aria stupita....deve far finta di esserne all'oscuro.
il radical chic, non puo' avere cedimenti...non puo' entrare in un mc donald...perche' e' una multinazionale americana, se ha fame, dice
" che fame! mi faccio un'insalatona e uno yogurt"
per quanto riguarda il vestito, i suoi disinvolti maglioncini di cashmere , non devono avere una marca
e non dimentichiamoci le giacche di velluto, con le toppe ai gomiti.
poi, il radical chic, in citta', va in bicicletta.
spesso, ne ha una in casa di bicicletta,
il radical chic, quando va in vacanza , in ridenti paesini marini, cammina in mezzo alla strada, il marciapiede non esiste!
e se quei coglioni di indigeni protestano, cazzi loro, in fondo lui e' venuto a civilizzare...lui porta i soldi.
il radical chic, in vacanza, cammina scalzo...anche i suoi figli devono camminare scalzi, anche se piove, anche di notte...
fa bene....soprattutto, fa chic.
insomma...ci sarebbe molto da dire...
la cosa che mi fa piu' schifo e' senz'altro la sua maniera di esprimersi quando si rivolge a chi non fa parte della sua classe sociale, che e' quello per cui dovrebbe tifare, ma che in realta' disprezza.
si, si rivolge a lui in modo che questo non possa mai, e poi mai, capire cosa voglia dire....
si fa' beffa dell'ignoranza di chi e' meno fortunato di lui e lo confonde con continue citazioni e sfoggio di cultura.
in un certo senso fa pena,
e' qualcosa che non vuole essere e vorrebbe essere qualcosa che a lui non piace.
chi cazzo e' il radical chic???
che dire...bisogna riconoscergli l'immensa fatica di indossare la stessa maschera da piu' di 40 anni
l'unica coerenza che ha.
comunque i radical chic, sposano sempre le radical chic come loro, fighe di legno, anche se hanno una vera ossessione per le donne diverse
...e le, seghe ,continuano a farsele sulla tettona che sta in cassa al supermercato.
per questo, il radical chic e' un infelice,
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immagine il radical chic, e' un infelice perche' non ha un attimo di pace. cammina , in equilibrio, sul bordo sottilissimo di un marciapiede, un piede messo in modo sbagliato...e non e' piu' radical, un altro...e non e' piu' chic. genitori presumibilmente radical chic, prima ancora che il term...
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mamma ....ho perso la macchina

24 marzo 2017 ore 11:39 segnala
esci, al mattino, e non trovi la macchina.
ci hai pensato e ripensato, mentre ti preparavi, ma , niente!
non hai la piu' pallida idea di dove tu l'abbia lasciata...
cammini disinvolta, con l'aria di chi fa due passi...e' un paesino, ti conoscono e sanno che sei scema.
vai a destra e poi a sinistra..torni indietro...ti dai una botta in fronte come a dire che sbadata....e poi, quando ormai sei in ritardo e disperata...la vedi!
ahhhhh
non si apre!
traffichi con la chiave , ma cazzo, non e' la tua!
questo e' il momento di abbandonare qualsiasi progetto elaborato, iscriversi come volontaria all'A.V.O. dell'ospedale piu' vicino.....e andarci in autobus :)
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esci, al mattino, e non trovi la maccchina. ci hai pensato e ripensato, mentre ti preparavi, ma , niente! non hai la piu' pallida idea di dove tu l'abbia lasciata... cammini disinvolta, con l'aria di chi fa due passi...e' un paesino, ti conoscono e sanno che sei scema. vai a destra e poi a...
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quando sono diventata comunista

22 marzo 2017 ore 23:59 segnala
un giorno mi svegliai, ed ero comunista!
avevo lasciato da poco l'oratorio e i preti, perche' erano porci , mettevano le mani addosso e parlavano di colpe che non conoscevo , colpe che erano le loro.
avevo conosciuto angela....
lei si che era figa....
capelli lunghi e arruffati, eskimo, sigaretta in bocca, sputava per terra e camminava fiera.
aveva 16 anni,come me, ma i suoi erano diversi.
era come se lei sapesse tutto e io , niente.
parlando guardava lontano, con un'espressione ...un po' da attrice, e mi raccontava di questo mondo sconosciuto, la statale, i compagni , la lotta di classe...
non ricordo di preciso come riusci' a farmi diventare comunista in un solo giorno, un giorno di vacanza, sul lago trasimeno.
certo ne avevo l'attitudine, diciamo che era genetico.
la mia famiglia era comunista.
tutta.
quel comunismo di una volta, un po' bigotto, la tessera del partito nel portafoglio, vicino a quella della madonna.
ricordo che mio nonno , per denigrare qualcuno, diceva:"e poi non ha nemmeno la tessera del partito.."
insomma, per quanto nessuno mi avesse mai parlato di politica, la parola comunismo, aveva un senso di ...buono.
milano ci rivide insieme, io ed angela, e io ormai ero innamorata , ero comunista.
ci si innamora con la testa o col cuore.
io ero innamorata col cuore, del comunismo.
mi sentivo speciale, predestinata, fortunata di appartenere a questa moltitudine di persone . segno di riconoscimento: gli stessi vestiti, lo stesso quotidiano sotto il braccio, persino lo stesso profumo, le stesse canzoni.
non la vivevo come omologazione, ma come condivisione, amore, amicizia .
noi avremmo cambiato il mondo, noi avevamo un potere incredibile, noi fermavamo le fabbriche , le scuole, e ci ritrovavamo per strada in 100.000
non e' che avessi ben chiaro il significato di certe parolone, poi ogni gruppo del movimento aveva lo stesso dio, ma tante religioni diverse.
non ho mai capito, cosa avesse fatto di male trotsky, e mi faceva un po' senso il fatto che il mio gruppo fosse stalinista, cosi' come non capivo perche' il nostro temibile servizio d'ordine, chiamato katanga, trovasse normale spaccare la testa a qualcuno.
per non parlare del mio ragazzo, il mio primo ragazzo, che veniva in pizzeria con una grossa chiave inglese sotto il giubbotto.
ma la fede e' la fede....
e la fede non le da' le risposte, non tutte. ci devi credere.
era importante che ogni giorno fosse un giorno di meno prima della rivoluzione, che un giorno non ci sarebbero stati ne' servi ne' padroni, ne' ricchi ne' poveri, e che ognuno avrebbe avuto secondo i suoi bisogni....
sul "come"...ognuno avrebbe scelto la propria strada...
credevamo di essere in guerra, e in effetti i morti li abbiamo lasciati sui marciapiedi, li abbiamo contati , cantati, ricordati...
abbiamo gridato "pagherete caro, pagherete tutto"
ma nessuno ha pagato e la guerra l'abbiamo persa.
angela , lavora in banca.
io sono ancora comunista...col cuore. solo col cuore.
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un giorno mi svegliai, ed ero comunista! avevo lasciato da poco l'oratorio e i preti, perche' erano porci , mettevano le mani addosso e parlavano di colpe che non conoscevo , colpe che erano le loro. avevo conosciuto angela.... lei si che era figa.... capelli lunghi e arruffati, eskimo, sigaretta...
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tempo fermo

22 marzo 2017 ore 11:10 segnala
non mi fido del futuro, non ci conto, so che puo' portare grosse gioie, come tragedie inenarrabili.
come una telefonata che ti cambia la vita.
al passato , non tengo, non amo ricordare.
ho stabilito che non serve a nulla.
i ricordi brutti , diventano dolore
quelli belli, rimpianto.
rimane questo oggi,
sereno , immobile
e mortalmente noioso.
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non mi fido del futuro, non ci conto, so che puo' portare grosse gioie, come tragedie inenarrabili. come una telefonata che ti cambia la vita. al passato , non tengo, non amo ricordare. ho stabilito che non serve a nulla. i ricordi brutti , diventano dolore quelli belli, rimpianto. rimane questo...
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