quando sono diventata comunista

22 marzo 2017 ore 23:59 segnala
un giorno mi svegliai, ed ero comunista!
avevo lasciato da poco l'oratorio e i preti, perche' erano porci , mettevano le mani addosso e parlavano di colpe che non conoscevo , colpe che erano le loro.
avevo conosciuto angela....
lei si che era figa....
capelli lunghi e arruffati, eskimo, sigaretta in bocca, sputava per terra e camminava fiera.
aveva 16 anni,come me, ma i suoi erano diversi.
era come se lei sapesse tutto e io , niente.
parlando guardava lontano, con un'espressione ...un po' da attrice, e mi raccontava di questo mondo sconosciuto, la statale, i compagni , la lotta di classe...
non ricordo di preciso come riusci' a farmi diventare comunista in un solo giorno, un giorno di vacanza, sul lago trasimeno.
certo ne avevo l'attitudine, diciamo che era genetico.
la mia famiglia era comunista.
tutta.
quel comunismo di una volta, un po' bigotto, la tessera del partito nel portafoglio, vicino a quella della madonna.
ricordo che mio nonno , per denigrare qualcuno, diceva:"e poi non ha nemmeno la tessera del partito.."
insomma, per quanto nessuno mi avesse mai parlato di politica, la parola comunismo, aveva un senso di ...buono.
milano ci rivide insieme, io ed angela, e io ormai ero innamorata , ero comunista.
ci si innamora con la testa o col cuore.
io ero innamorata col cuore, del comunismo.
mi sentivo speciale, predestinata, fortunata di appartenere a questa moltitudine di persone . segno di riconoscimento: gli stessi vestiti, lo stesso quotidiano sotto il braccio, persino lo stesso profumo, le stesse canzoni.
non la vivevo come omologazione, ma come condivisione, amore, amicizia .
noi avremmo cambiato il mondo, noi avevamo un potere incredibile, noi fermavamo le fabbriche , le scuole, e ci ritrovavamo per strada in 100.000
non e' che avessi ben chiaro il significato di certe parolone, poi ogni gruppo del movimento aveva lo stesso dio, ma tante religioni diverse.
non ho mai capito, cosa avesse fatto di male trotsky, e mi faceva un po' senso il fatto che il mio gruppo fosse stalinista, cosi' come non capivo perche' il nostro temibile servizio d'ordine, chiamato katanga, trovasse normale spaccare la testa a qualcuno.
per non parlare del mio ragazzo, il mio primo ragazzo, che veniva in pizzeria con una grossa chiave inglese sotto il giubbotto.
ma la fede e' la fede....
e la fede non le da' le risposte, non tutte. ci devi credere.
era importante che ogni giorno fosse un giorno di meno prima della rivoluzione, che un giorno non ci sarebbero stati ne' servi ne' padroni, ne' ricchi ne' poveri, e che ognuno avrebbe avuto secondo i suoi bisogni....
sul "come"...ognuno avrebbe scelto la propria strada...
credevamo di essere in guerra, e in effetti i morti li abbiamo lasciati sui marciapiedi, li abbiamo contati , cantati, ricordati...
abbiamo gridato "pagherete caro, pagherete tutto"
ma nessuno ha pagato e la guerra l'abbiamo persa.
angela , lavora in banca.
io sono ancora comunista...col cuore. solo col cuore.
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22/03/2017 23:59:23
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Commenti

  1. Henry.Cow 23 marzo 2017 ore 01:49
    Hai detto niente...
    "Solo col cuore".

    Segue commento sull'argomento e sullo :-) :-))
  2. Henry.Cow 23 marzo 2017 ore 01:49
    Sullo stile.
  3. Contemax66 30 marzo 2017 ore 23:21
    Siamo in tanti.. ma in realtà ci sentiamo come se fossimo l'ultimo comunista sulla terra .Forse è rimasto il cuore .. il sogno di un'utopia.. ma in realtà siamo perfettamente assorbiti e assimilati a questo sistema... ma.
  4. figuredicartone 31 marzo 2017 ore 00:59
    non mi sento assorbita e assimilata a questo sistema.
    mai!
    solo che non sono assimilata a nulla.
    non c'e' niente a cui possa sentire di appartenere....
    come avrai letto fra le righe , nemmeno a tutto cio' che ho descritto , sono davvero appartenuta...ho sempre avuto molte riserve e una visione mia personale.

    se fossi comunista adesso, sceglierei di esserlo con la dovuta consapevolezza di questo :


    "Certo bisogna farne di strada
    da una ginnastica d'obbedienza
    fino ad un gesto molto più umano
    che ti dia il senso della violenza
    però bisogna farne altrettanta
    per diventare così coglioni
    da non riuscire più a capire
    che non ci sono poteri buoni
    da non riuscire più a capire
    che non ci sono poteri buoni."
    f. de andre'.
  5. insensatamente63 31 marzo 2017 ore 01:55
    Io lo sono stata...nn so come lo sono diventata ...
  6. twin.soul 14 settembre 2018 ore 01:11
    Interessante per forma e contenuto.
    Perchè non scrivi più nel blog?

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