Lo sceriffo del web: Colonnello Umberto Rapetto

02 giugno 2012 ore 15:30 segnala
E’ difficile poter parlare di sistemi antifrodi informatiche e non ricordare il suo nome: Umberto Rapetto, colonnello del Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza.
Il colonnello e la sua squadra hanno il merito di aver concluso con ottimi risultati le operazioni Macchianera, per le frodi all’Inps, Stamina Rx che ha fermato un’organizzazione criminale che vendeva farmaci pericolosi, Carta da pacchi, sgominando una banda che consentiva il pagamento di bollette e cartelle esattoriali con sconti significativi e attraverso l’utilizzo di carte di credito false o clonate. Senza contare le indagini che hanno portato alla condanna definitiva di cybercriminali che attentavano i sistemi del Pentagono, della Nasa, di governi stranieri, del Senato e di ministeri ed altri enti italiani. In ultimo, e non di certo per importanza, il successo ottenuto nell’indagine sulle slot machines del “gioco legale” installate negli esercizi pubblici, che ha portato al recupero di 2 miliardi e mezzo per il bilancio dello Stato.

Eppure a quanto pare il nostro Governo ha deciso di fare a meno della sua esperienza. La causa? Quella ufficiale è che sono stati seguiti i criteri ordinari di rotazione del personale, ma temiamo tutti si tratti di una scusa bella e buona.

Il colonnello Rapetto è stato infatti trasferito in tutt’altro settore: al Centro alti studi della Difesa (Casd) e come logica conseguenza vuole, si è dimesso. Sono già in atto nove interrogazioni parlamentari da parte di alcuni partiti, sconvolti dalla decisione dei vertici.

Inoltre le richieste di incontro da parte di Rapetto con il Comandante Generale delle Fiamme Gialle sono state fermamente rigettate e in sua vece sono stati nominati ben sei ufficiali, completamente impreparati sui compiti da svolgere.

Di certo, il colonnello Rapetto con la sua esperienza avrebbe portato solo benefici al nostro Paese, non a tutti probabilmente, visto che è stato declassato perchè considerato “scomodo”.
(preso dal web).
E se non è mafia questa? .....
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E’ difficile poter parlare di sistemi antifrodi informatiche e non ricordare il suo nome: Umberto Rapetto, colonnello del Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza. Il colonnello e la sua squadra hanno il merito di aver concluso con ottimi risultati le operazioni Macchianera, per...
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02/06/2012 15:30:46
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Commenti

  1. Pittore.diAquiloni 02 giugno 2012 ore 15:37
    Gli elementi "scomodi" prima o poi vengono eliminati. Io credo poco a queste "dimissioni spontanee": sono convinto che dietro al "palcoscenico" ci stanno oscure macchinazioni di convenienza.
    Signori Politici, ne sapete qualcosa? :many
  2. ilBambinoDelMale 02 giugno 2012 ore 15:57
    Purtroppo non sarà nemmeno l'ultimo a dover subire un simile trattamento!
  3. Evelin64 02 giugno 2012 ore 19:33
    Si puo' chiamarla mafia, mobbing o altro....cio' che resta è un'amarezza per la dignità della persona :-(
    Buona serata cara...Evelin :bye
  4. parnassius2 03 giugno 2012 ore 23:44
    Serena notte Silvia.... :rosa :rosa :rosa
  5. Pittore.diAquiloni 05 giugno 2012 ore 14:55
    Mi lascia amaramente sconcertato l’episodio accaduto al Colonnello della Guardia di Finanza Umberto Rapetto.
    (da “Wikipedia”): “Umberto Rapetto (Acqui Terme, 19 agosto 1959) è un giornalista e scrittore italiano, ex-allievo della Scuola militare "Nunziatella", colonnello della Guardia di Finanza già comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche”.
    (da "Il Fatto Quotidiano" - 30 maggio 2012): “Si dimette Rapetto. Multò i re dei videopoker per 98 miliardi
    Era un punto di riferimento, in Italia e non solo, per tutto ciò che riguarda le cyber-truffe e le inchieste telematiche. Ed è stato l’uomo che, con le sue indagini, ha fatto infliggere una mega multa da 98 miliardi a dieci società concessionarie del gioco d’azzardo di Stato, poi ridotta dalla Corte dei conti alla cifra comunque consistente di 2,5 miliardi.
    Altro che soldi per i terremotati!! Questi sono 4 finanziarie e il governo non solo non li recupera, ma licenzia anche le persone efficienti
    !
    Gli imputati che sono stati tutti condannati penalmente hanno patteggiato, anche se Rapetto era contrario: il colonnello sosteneva che dovevano restituire fino all'ultimo centesimo di euro.
    Umberto Rapetto, ha annunciato le sue dimissioni su Twitter: "Chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno dato fiducia, ma qualche minuto fa sono stato costretto a dare le dimissioni dalla GdF” “Qualche modulo e una dozzina di firme sono bastati per cancellare 37 anni di sacrifici e di soddisfazioni e i tanti sogni al Gat GdF”.
    Rapetto era stato il fondatore del Gat (Gruppo anti-crimine telematico), poi diventato Nucleo speciale frodi telematiche. È il reparto che si occupa di contrastare le truffe via Internet, i criminali e gli attacchi informatici.
    Il colonnello è noto per numerose inchieste condotte con successo: dall’operazione “Macchianera” che portò alla luce centinaia di frodi nei confronti dell’Inps, alle indagini che avevano portato all’arresto di criminali informatici in grado di penetrare nel sistema di sicurezza del Pentagono.
    A costargli il posto, però, potrebbe essere stata proprio l’inchiesta sulle slot machine non collegate alla rete telematica dello Stato. E’ di ieri la notizia degli arresti domiciliari di Massimo Ponzellini: l’ex presidente di Bpm ha ricevuto la misura cautelare per un finanziamento sospetto proprio alla società di slot machine, Atlantis.
    Le dimissioni arrivano dopo che, bocciata la sua promozione a generale, Rapetto viene rimosso dal Gat – dal prossimo luglio – e spedito a frequentare – da studente – un corso al Centro Studi della Difesa, struttura presso la quale insegnava da 15 anni. Un’assurdità!
    E' ritenuto interlocutore ideale di moltissime Procure della Repubblica, che riconoscono in lui la persona cui affidare gli incarichi più delicati o con cui confrontarsi per le più difficili questioni metodologiche di investigazione (come recentemente dimostrato dalla assegnazione delle operazioni tecniche per l'esame della scatola nera e dei computer di bordo della nave Costa Concordia).
    Figura invidiata negli Stati Uniti d’America, invece è stato costretto alle dimissioni, per aver dato ai "poteri forti", alla politica e alla criminalità organizzata. Per questo è stato "gentilmente invitato" a farsi da parte.
    Qualcuno ne ha parlato in tv? Ovvio che no, la farfallina di Belen, i dettagli delle cenette simpatiche di Arcore o il sole in Primavera sono argomenti ben più importanti. Non è così?

    Questa è mafia allo stato puro!
  6. robertsmith1 26 giugno 2012 ore 14:38
    "promosso e rimosso"...pensa che è un detto latino,già nell'antica Roma...si,è mafia
  7. demonio 29 gennaio 2015 ore 00:13
    Da noi ormai da anni vige questa sorta di meritocrazia al contrario...

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