la solitudine dopo aver dimenticato

19 settembre 2019 ore 10:05 segnala
Quando si esce da una storia importante non basta aver cancellato quella persona , i ricordi belli,la malinconia.

certo,e' il primo,importantissimo,passo,ma e' un'illusione che tutto torni alla relativa normalita' .anzi,per gli strascichi indiretti che rimangono,le ferite,ci vuole tanto piu' tempo talvolta.un tempo piu' sorprendentemente lungo,che snerva.Ti eri detto: "l'ho dimenticata,bene! ricominciamo" e invece ti rendi conto che non e' cosi'.
Te ne rendi conto col rapporto col sesso opposto.anche qui: non basta non essere incazzati col sesso opposto,non basta la positivita' che metti con chi ti stimola,non basta guardare una ragazza e non rivedere lei.
durante la conoscenza i fantasmi escono.e hai voglia di spiegare,condividere,affrontare con fiducia costruttivamente.
sai che ti basterebbe una piccola spinta senza nemmeno tanto sacrificio e poi sai che te ne vai d'inerzia.no,zero.non c'e' nessuna disposto a dartela,e tu non la chiedi piu' .se uno te la vuole dare,te la da' e basta,senza bisogno di chiedere.dartela:la spinta! evitiamo fraintesi.
quando ti e' stato levato tutto,pensi: "che mi sta dando?"
quando hai urlato nel deserto,pensi: "mi sta ascoltando?"
quando in certi momenti vuoi un'attenzione e non la trovi :"ecco,dinuovo"
ripetevi una cosa 10 volte per farti capire e ora cominci a ripetere le cose;ti dici "oh,no,ancora!" .la parolina magica,quella che ammazza tutto: "ancora!"
e sfasci.o scappi.o fai scappare.
In fondo e' positivo.non si vogliono rifare gli stessi errori e ricascare nelle stesse cose.ma e' anche negativo.hai nelle corde qualcosa di bello e sai che ti basta solo rompere il ghiaccio,ma arriva l'esercito di fantasmi a rovinare tutto.e si crea un circolo vizioso.e cominciano le paure,le insicurezze,il senso di fallimento.
Il peggio e' che non puoi nemmeno dare la colpa a una persona che hai dimenticato,non puoi darti come alibi il "sono ancora innamorato,e' per questo" . il pensiero va solo a te,sei solo,nessuno ti crede,nessuno ti da' fiducia a superare un piccolo scoglio iniziale.E piu' ti danno poco prezzo,piu' alzi il tuo.
Il difficile non e' dimenticare una persona.e' ricordare chi e' se stesso.

E io non lo so piu'.

Uscita da una canzone di Ligabue

11 settembre 2019 ore 10:51 segnala
Parto per il meeting del mare.3 giorni in tenda.Scooter,carico all'inverosimile.come sempre.
Gran parte era occupato da bottiglini di grappa da vendere per le tende,in giro,ai concerti.
80 km di curve a strapiombo sul mare del cilento.Belle curve,mi diverto anche,e spesso ho il tempo di affacciarmi mentre guido per godermi quella fortuna. Facile non e',bisogna sempre stare concentrati,pensare alla meccanica del mezzo ,sentire i segnali in curva per la distribuzione dei pesi e tu prendi la posizione di conseguenza per bilanciare,schiena e braccia soffrono.
e' un po' la fotografia di me.Un difficile equilibrio faticosamente costruito .il 99% delle persone "tu sei pazzo".A cio' sorrido sempre con l'indifferenza dovuta all'abitudine.E con un pizzico di beffadaggine,per come alimentano un personaggio che non esiste,ma che mi piace.sarebbero usciti pazzi loro ,nel dover costruire,costretti dall'istinto di sopravvivenza,quell'equilibrio.

Quell'anno dovevo fare con gli amici l'europeo di fantacalcio.eravamo in pieno lavoro.avendo un po' piu' di esperienza nei giochi nazionali tutti contro tutti,con decine di migliaia di iscritti,il grosso del lavoro spettava a me.Porto anche fogli bristol e qualche penna.

Rita e 3 ragazzi stavano vicino a me.aveva la testa altrove da loro.era sempre 2 passi slegata da loro,e sembrava volesse farne un altro mezzo per avvicinarsi a me.era incuriosita.Un ragazzo solitario ma socievole venuto in scooter,che si busca la pagnotta con l'inventiva di vendere la grappa nelle tende,e alle prese con quei fogli bristol sparsi sulla sabbia.Ma non mi vedeva pazzo,aveva finalmente trovato qualcuno normale,naturale.la lessi cosi',poi.

era incuriosita dal mio lavoro.Una delle poche persone a cui faccio assaggiare il vino:ne capiva. ogni tanto compra qualche bottiglino.Mi domanda mentre ero alle prese col fantacalcio : "Fai il sistema?"
a quelle parole il mio sguardo si illumina,stupito,verso di lei.in 2 giorni nessun maschio -sentendo pronunciare "ronaldo" "giraud" "iniesta" -mi domanda cosa stessi facendo.E quella biondina che parlava poco,aveva gia' capito tutto.di vino,di fantacalcio,e chissa' cosa poteva insegnare a tutti.come tutti quelli che parlano poco.Ma lei aveva solo 19 anni.seppur dallo sguardo aveva la dignita' di chi ne aveva passate tante.
E anche io ne ho viste tante.In campeggio socializzo con tutti e tutti lo fanno.si crea in poco tempo fratellanza in quel vagabondaggio prima di tutto con la propria anima;poi si parte.ci si aggiunge malinconicamente su fb per tenersi in contatto quasi a non voler accettare il distacco,ma si sa: tutte le anime vagabonde hanno la vita persa dentro i cazzi suoi e a un certo punto si e' solo un numero senza tanto da dirsi.
Quindi,non mi viene nemmeno nessun pensiero istintivo,quei classici pensiero di un attimo, su di lei.anche perche' era con 3 ragazzi,e non sapevo nemmeno se stesse con qualcuno.non ero nemmeno curioso.quando non si e' curiosi nemmeno per un attimo,si e' veramente liberi.Un non libero non parte da solo in scooter e in tenda 3 giorni dividendosi tra vendere grappa in formato crodino e fogli bristol per un giochino.

Rita era libera dentro,ma schiava fuori.Vado in paese in scooter e uno che stava con lei mi cheide un passaggio.Chiacchieriamo."che palle,me ne voglio andare...al bar tengo tante uagliuncelle,vorrei stare la',ma mi dispiace che tengo la ragazza qua..." dentro di me capisco era uno stronzo.anche un po' cafone,superficiale.faccio buon viso a cattivo gioco.faccio il "maschio" anche io ma con molta molta misura.assecondandolo ma non troppo,non volevo dargli soddisfazioni.in cuor mio mi dicevo "chist e' nu pover scemo e rita ne sta passando di tutti i colori".
La sera prima di partire ero in tenda.avevo venduto quasi tutto ma ero stanco per andare all'ultimo concerto.era gia' andata bene,mi accontentavo.Viene rita con 2 nuovi amici.era allegra,quell'allegria della liberta'.fanno una bella spesa.ha fatto tutto rita,mi ha anche trovato i clienti.Che brava ragazza,penso.E mi addomento stanco,ma soddisfatto.
Alle prime ore dell'alba mi sveglio per un attimo e mi stiracchio.allungando il piede sento qualcosa fuori dalla tenda.La apro.rita dormiva buttata la',rannicchiata a ripararsi dall'umidita' notturna.Rimango sorpreso.mi dice che l'hanno rimasta a piedi dopo aver litigato.che stronzo,che uomo di merda.
"ma me lo potevi dire ,che scema! riposavi bene in tenda!dai ,entra...fatti qualche ora per bene."non volevo disturbarti..."

non sentivo il senso di pena nei suoi confronti.ma la rabbia per l'ingiustizia.Era come se volessi resistuirle qualcosa.era cosi' delicata.Voglio darle un po' d'affetto,un affetto che in fondo veramente nutrivo per lei.anche il riguardo di "non disturbarmi".la coccolo.ci coccoliamo.e finiamo a fare l'amore.Rimaniamo un po' l'uno sull'altro,guardandoci negli occhi.e' lei a dire "si vedeva che c'era un'empatia particolare".sorrido.non sapevamo niente di noi,ma gia' ci eravamo scambiati la parte piu' intima di noi con fiducia,e come se gia' ci conoscessimo.Cosi',dopo la fine,partiamo come tutti gli altri essere sociali: "quanti anni hai?" "19" ."io 39".i suoi occhi si sgranano."veramente??? io te ne davo 23!" risorrido.anche orgoglioso di me.mi compiaccio della reazione stupita delle persone stupite quando dico la mia eta' (anagrafica) .ho sempre giocato nel non apparire un "vecchio". Questa abitudine del solito sorriso prende il sopravvento su un pensiero che ho in contemporanea:"se l'avesse saputo,avrebbe fatto l'amore con me?" ma passa subito.
Quella ragazza che sembrava uscita da una canzone di Ligabue primi tempi,s'indurisce,assonnata."ora voglio dormire".e crolla in 2 minuti.Mi sveglio molto prima di lei ed esco dalla tenda.lei aveva sicuramente passato una notte di merda,io ero abbastanza riposato.dovevo continuare a darle affetto anche se lei non lo sapeva.Era mio compito restituirle almeno qualcosina dei suoi 3 giorni di merda schiattando dentro ma sorridendo dolcemente fuori.che dignita' .e soprattutto lo volevo con tutto il cuore.si meritava la parte migliore di me,l'aveva conquistata.per 2 ore sto la' solo a dire "shhhhh" a chiunque passi dalla tenda.quando il sole batte sulla tenda,apro delicatamente per far passare aria e non farla soffocare.e gli "shhhhhhhh" diventano sempre piu' insistenti.

si sveglia.il caffe' l'avevo gia' preparato,ci prepariamo con calma,molta calma.3 giorni di casino son pesanti per il fisico e la mente,eh.La coccolo.prendo un bastoncino e gioco a levarle la sabbia dai piedi.Non aveva nemmeno lo smalto,cosa non trascurabile per farmi arrivare a queste piccole dolcezze.volevo darle in quei piccoli gesti infantili anche il senso dell'innocenza che ha perduto troppo in fretta: chi fa silenzio e sorride amaramente a cose del genere ,con lo sguardo duro ma malinconico di chi ne ha viste tante,ha numerose ferite dentro.
Non aveva nemmeno soldi.Le dico di non preoccuparsi .non le faro' mancare niente e tornera' a casa:il tintinnio dei bottiglini di grappa era stato sostituito da quello delle tante monete ricavate;e il loro volume dell'andata non c'era piu' e si era liberato lo spazio sullo scooter per fare salire quello scricciolo biondo e longilineo.

durante il viaggio lei aveva una mano sulla mia pancia.non cercava amore ne' tantomeno affetto.cercava solo un appiglio,a chi poggiarsi,una mano amica,chi stava dalla sua parte.una speranza.Io guido con una mano mentre accarezzo la sua.durante il viaggio,cambio di programma.questo se n'e' andato a praia,e tiene le sue chiavi di casa appresso.
assurdo.lei talmente sfinita da questo,e piu' in generale dalle cose della sua vita,che ormai non 's'incazzava manco piu'.Mi incazzo io al posto suo."rita ,scappa da questo! scappa da tutto! questo non e' un posto per te,sei superiore,vai a farti la tua vita dove ti apprezzano.scappa!"

Le faccio il biglietto.qualcosa da mangiare,vuole una birra,varie ed eventuali,qualche cosa di scorta."non ho sempre il telefono.Ho fb ma mi collego raramente".

Rita scappa veramente.non c'era bisogno che glielo dicessi.l'aveva gia' deciso in cuor suo,al massimo le sono servito come una conferma nemmeno richiesta.
son passati 3 anni e ancor oggi periodicamente le scrivo qualcosa,anche solo per un saluto .visualizza dopo mesi .non risponde quasi mai.quelle poche volte che lo fa,mi dice sempre belle parole che mi gratificano.a modo suo,e' stata partecipe del mio dramma.non e' tipa da fb.fa silenzio come sempre.basta un cenno,da parte sua,ma io capisco.
Un cuore,un cuore che non mette mai.non legge i messaggi,figuriamoci le bacheche.Un cuore che non da' piu' a nessuno,e fa bene.A me l'ha dato.
Sono rimasto sorpreso e son rimasto contento veramente.le ho mandato un messaggio.

"Rimani sempre la mia bionda preferita".

ma questo Rita gia' lo sa.anche se lo visualizzera' fra qualche mese.


bc5e259d-e046-4ad3-83e1-0cbea5ae37e3
Parto per il meeting del mare.3 giorni in tenda.Scooter,carico all'inverosimile.come sempre. Gran parte era occupato da bottiglini di grappa da vendere per le tende,in giro,ai concerti. 80 km di curve a strapiombo sul mare del cilento.Belle curve,mi diverto anche,e spesso ho il tempo di affacciarmi...
Post
11/09/2019 10:51:13
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

Standing ovation per lo sconfitto

09 settembre 2019 ore 09:29 segnala
Ero cresciuto con un pallone.le ginocchia sbucciate sull'asfalto,la trafila delle giovanili.con anno di anticipo,vengo chiamato nell'under 18 nell'agropoli.preparazione.uno piu' grande: "tu non duri 2 settimane"."seeee".aveva ragione.ero troppo distratto da altro.dopo una settimana come se niente fosse lascio,non era piu' mio interesse.
Dopo 3 anni di strada, tra canne, brutte compagnie e guai portati a casa,mi richiamano:serviva un portiere di riserva in seconda categoria.ero dubbioso ma il fatto che mi corteggio' uno che da piccolo ci andavo a vedere le partite,e che io ovviamente con quegli occhi vedevo come chissa' chi,e il fatto che avrei ritrovato tanti amici ,mi fece accettare.
gia' dal primo allenamento ero abbastanza integrato e mi mettevo in mostra.mi impegnavo.
Davanti a me c'era un portiere piu' esperto.le gerarchie iniziali erano chiare.io ero venuto la' per fare la riserva.ma ben presto si accorsero che ero bravo,in piu' ero diventato un esempio negli allenamenti e un leader carismatico,seppur un po' cavallo pazzo.mettevo a disposizione del gruppo anche la mia vena artistica,con le pagelle e le rubriche comiche ,esempio:il campionato mondiale di formula 1 tra i dirigenti.chi arrivava primo ai campi delle trasferte prendeva pari punteggio del primo classificato,il secondo idem,ecc. . Quando squalificai Dante Hakkinen riuscii a far litigare i dirigenti.
Mi facevano giocare parecchio,appena si poteva.erano un po' imbarazzati.i compagni dicevano che ero piu' forte.Ma io non creavo casini nello spogliatoio,pensando era solo una scelta tecnica e soprattutto mettendo il gruppo prima di me.non ero d'accordo,ma rispettavo.e poi ero ragazzo,sarebbe arrivato il mio momento,dovevo solo acquisire credibilita' e maturita' in un ruolo delicato.questa e' la risposta che davo a me stesso,e mi allenavo con impegno.

Una partita,solita panchina.incoraggio i compagni come sempre.vincevamo 1-0 ma eravamo in 10 e questi attaccavano.rimaniamo in 9: espulso il nostro portiere.dirigenti e giocatori,allo stremo delle forze,si davano per spacciati delusi.Il cartellino non era ancora stato sventolato che io gia' mi stavo spogliando velocemente.ero gia' dentro la partita.Entro in campo e carico i miei."uagliuuuuuuuuuu' daiiiiii questa partita a' vincimmmmmm!"
Fu un assedio clamoroso in 9 contro 11. praticamente parai tutto.facevo anche il difensore per colmare dei buchi,per anticipare un avversario a un certo punto mi trovai 15 metri fuori l'area.nei minuti finali un tiro da fuori .mentre ero in volo e la palla si avviava in porta, sento che questo che gia' dice "gol!" e ,io,sempre in volo,mentre mi avvicino al pallone ,gia' gli rispondo ."no!" feci un miracolo.mi alzai velocemente e corsi urlando verso di lui. "nooooo! non e' gol,non e' goooool!"
In quella situazione di trance agonistica ,carico alle stelle,se lo raggiungevo son sicuro lo avrei spinto e cercato la rissa.per me una partita di calcio era una guerra per sfogare la mia carica.i miei compagni mi abbracciavano e senza saperlo mi tenevano bloccato per evitare il contatto ,mentre ancora lo guardavo minaccioso e gli urlavo contro che non era gol.
La partita fini', io fui l'eroe,ma io dentro ancora avevo carica da sfogare.in cuor mio avremmo potuto ricominciare i 90 minuti,ma non avrebbero segnato. i compagni mi abbracciavano,sento il pubblico che era coinvolto ,cosi' scavalco la recinzione e urlo esultante tra loro.ero assatanato.

La partita successiva ovviamente rigioco,per la squalifica del portiere titolare.Giocavamo dinuovo in casa.per la prima volta papa' viene a vedermi.Fu una partita-fotocopia.vinciamo 4-2. risultato bugiardo: dovevamo perdere .sono dinuovo l'eroe della situazione.Dopo la partita mi riferiscono che dopo i primi minuti,dopo un intervento prodigioso,mio padre stupito domando' ai vicini : "ma quello e' mio figlio? mamma mia".

Nella successiva trasferta,torna il portiere titolare.io ero tranquillo.parto come sempre scherzando in macchina sul campionato mondiale di F1 tra i dirigenti.qualsiasi decisione l'avrei accettata,non ci pensavo proprio.il mio approccio era sempre lo stesso:mi alleno bene,do' il meglio di me,poi decidono altri,se gioco sono pronto,ma sono pronto alla panchina senza delusioni.fu una settimana di polemiche in squadra.Io ne ero fuori.era una polemica tra un paio di "senatori",capitano compreso ,e il capo dirigente,che sapevano faceva lui la formazione.tutti,tranne io forse.

Viene comunicata la formazione.Il mister mi mette titolare.gli avevo fregato il posto.c'e' un conciliabolo.a pochi minuti dall'inizio,viene cambiata. Io e il capitano ,in panchina.
Accetto la decisione e non dico una parola,cosi' come il capitano,per non innervosire i compagni.sorrido .stiamo vicini in panchina ad incoraggiare i compagni.eravamo i leader,i positivi,quelli che per il gruppo davano tutto.e siamo i piu' felici ad esultare quando andiamo in vantaggio.
quel mister dopo poco tempo fu fatto fuori.si scoprirono gli altarini.anche su di me: che ci fu una promessa tra il portiere titolare e il dirigente che imponeva la formazione al mister.quel portiere sarebbe venuto solo se era il titolare indiscusso,non avrebbe accettato la panchina.

Crollai.avevo dato tutto per quella squadra,con generosita'.mi allenavo anche sotto la pioggia,accettando tutte le decisioni,ero uno a disposizione del gruppo,senza far pesare cio' che davo.Pensavo di essere rispettato.che se non giocavo era solo per una idea tecnica.
Non ho mai fatto il "politico".nemmeno in politica quando militavo.Avrei ottenuto di piu'.Ma io voglio essere,non avere.
Come tutti i perdenti di successo.

Surrender

08 settembre 2019 ore 14:30 segnala
a 10 anni gia' non mi perdevo una gara di formula 1. delusioni su delusioni,per la ferrari.c'era Senna. ovviamente quello che vince contro i tuoi beniamini ,diventa antipatico a priori.il Nemico.ma dietro quell'antipatia frutto dell' "odio" sportivo, c'era soprattutto ammirazione.Il senso di potenza,di forza,che mi trasferiva guardandolo in tv mentre guidava in curva,era inaudito.

"uff,che palle.Sempre sto' stronzo di Senna." e stronzo lo era sul serio.con lui,sempre polemiche accesissime,tensione alle stelle.La creava lui. chi osava mettersi contro di lui in pista,lui andava oltre.in quei momenti di trance agonistica ,di durezza umana, ho pensato,e penso tuttora,che li avrebbe anche uccisi.
era non solo il piu' forte,ma anche il piu' duro,il piu' poco umano .la sua voce mi incuteva fascino,per quella cadenza poetica.ma terrore,per come sembrasse un automa.Senna era l' Invincibile.
Non avevo nemmeno 17 anni,ed incollato alla tv come sempre.lo inquadrano prima di partire.Non era lui.era diverso.non era piu' quel farabutto coglione.era terribilmente umano,indifeso.quell'odio verso di lui in quella occasione non c'era.deposi le armi.Poco dopo esce di pista.L'istinto in altre occasioni mi avrebbe fatto urlare di gioia col dito medio puntato verso la tv .Quella volta non lo feci.lo choc in me che il giorno prima era morto ratzenberger era ancora vivo.era la prima volta che il mio amore per la F1 fu offeso,messo in discussione,dalla morte in pista. rimasi passivo,impietrito,fermo.le cose non stavano bene.Io rimasi ore alla tv senza emozioni.un manichino.non mi rendevo conto,o meglio non realizzavo.

Con senna se ne ando' la mia adolescenza.crollarono tutte le certezze sull'invincibilita'.ma non avevo realizzato nemmeno questo.
infatti periodicamente ho fatto lo stesso sogno su senna ancora dopo anni.dopo che era morto,torna in pista 1 anno dopo come se niente fosse.scontri in pista,polemiche,interviste al vetriolo nel dopo-gara.e non faceva niente che era morto.non era successo niente,non era cambiato niente.Quando smisi di fare questo sogno,e passarono veramente anni. si,era morto.che riposi in pace.c'erano voluti anni per accettarlo.l'inconscio mio non voleva accettare che il pilastro sul quale costruivo le mie certezze costruite da quando avevo 10 anni , "il piu' forte e stronzo " ,potesse avere quel destino terribilmente umano.cosi' fragile,e' l'uomo.disarmato,la resa.
che mazzata dirselo a 17 anni,quell'eta' complessa in cui pensi a tutt'altre cose,tutte futili ovviamente, che a quell'eta' pero' sono tutto.Con quelle stupide certezze.

Ho accelerato il mio ritorno alla vita sociale.non volevo appassirmi.il fisico non rispondeva ancora.il primo giorno che l'anemia mi aveva dato tregua,decido:vado a mare.avevo problemi motori.soprattutto alle gambe.quando dico che quella mi ha fatto ammalare,non scherzo.Era un po' tardino come orario.e io non volevo perdere un minuto di piu' della mia vita.ma non potevo correre:non avevo ne' riflessi ne' il fisico.scelgo una via di mezzo nell'andatura,ma mi sopravvaluto per la mia smania di far finta di stare bene :sbaglio una curva,una di quelle curve che non bisogna sbagliare. me ne stavo andando verso l'esterno.mi prende la paura mettendo il piede per terra.se fosse passata una macchina,mi facevo veramente male.ho ripensato a senna e non so perche'.e alle sue fragilita' ,quell'ultimo suo sguardo inquadrato che mi fece abbassare le armi contro di lui.
"dino,vai a mare.devi ricominciare.non farti prendere da brutti pensieri." Eh,si,ne ho avuti.ma la severita' verso me stesso li ha presi immediatamente a calci nel culo.
Stanotte ho risognato Senna dopo forse 15 anni.e non so piu' che scrivere,al solo pensiero.Tutte le mie notti sono uguali e brutte per i sogni che faccio ,e i risvegli.oggi rimango fermo nell'abitacolo.dopo c'e' monza e mi distraggo.
Diario quotidiano di uno stronzo invincibile. fragile.


Tic...tic...tic...driiiiiiiiiiiiiiiiiin

07 settembre 2019 ore 11:31 segnala
"Non ti perdonero' mai che mi hai fatto innamorare di tua figlia."

Pero' la ringrazio che mi aveva fatto innamorare di me.anche se non gliel'ho detto,non potevo dirle grazie,non potro' mio malgrado mai dirglierlo.
Andavo a mare e l'istinto non andava sulle ragazze.ma sui genitori ,spesso giovani,alle prese con i loro piccoli.osservavo tutto di loro. la padronanza,la sicurezza,i movimenti sicuri, le finezze,l'attenzione senza apprensione per non trasferire le loro naturali paure ai piccoli. Ero a scuola,mentre lei contemporaneamente mi faceva gia' lavorare.dovevo imparare in fretta. Con qualcuno ci parlavo,ero curioso.volevo sapere tutto.le fasi della crescita,le problematiche,anche delle ore levate al sonno per loro.Tutto,anche dell'eta' inferiore ai 5 anni,l'eta della figlia:mi diceva che desiderava darmi un figlio tutto mio.
Piazziamo la tenda.Ci ritroviamo in una spiaggia piena di bambini.Molti son incuriositi di quella scena,e dei nostri sguardi da bambini grandi mentre ci davamo i bacetti.si,eravamo bambini:le promisi che le ridavo il tempo perduto,ero ancora inconsapevole che invece era lei che mi stava rubando il mio. un sorriso complicissimo si illumina tra noi ci viene spontaneo :ci sentivamo a nostro agio in mezzo quel chiasso innocente.
di fronte a noi viene una bambina.in piedi,senza malizia,ci guarda a bocca a perta,curiosissima,con lo sguardo pienissimo e sognante.assomigliava a sua figlia. ci guardiamo e le dico "guarda come gli assomiglia,rivedo lei" ."eh,anch' io ho pensato la stessa cosa". era curiosissima della tenda.la invitiamo.gli metto l'asciugamano e le spiego cosa c'era nella tenda,e a che serviva.Lei sognava.aveva preso confidenza anche con i nostri bacetti,nonostante era ovvio il ridolino.i bambini sono innamorati dell'amore.I genitori poco vicini sorridevano.ed erano contenti che aveva trovato dei compagni.anche egoisticamente,forse. ho imparato anche che i genitori hanno bisogno di tutti i momenti di riposo possibile di fronte quell'angoscia,paura,che succeda sempre qualcosa ai figli piccoli,anche una banale caduta. parliamo della loro figlia.Ci diamo l'appuntamento il giorno dopo.
Tornato a mare mi sono reso conto di una cosa.ma gia' la sapevo a suo tempo,questa:conosco la mia mente.Le ragazze le guardo.ma non rivedo lei,da tempo. I bambini,e i loro genitori,li guardo.e questo invece mi lascia un attimo una ferita.tolgo lo sguardo.mi indurisco. Lo sapevo.ecco perche' le dissi "non ti perdonero' mai che mi hai fatto innamorare di tua figlia".gia' sapevo che lei l'avrei scartata dalla mia testa;ma quello che mi ha lasciato ,sarebbe stato piu' difficile.

I giorni dopo lo choc mi sono ritrovato nudo.spalle al muro con me stesso,solo.niente intorno.non mi era rimasto niente.io ho perso tutto.per la prima volta ho avuto paura del tempo. io ho 42 anni. un'eta' che non sento mia.puoi vivere come un ragazzino,puoi guardarti allo specchio e vedere un 25enne. ma quando arrivi a 90 anni,puoi essere giovane quando vuoi dentro,ma morirai esattamente come muore il tuo coetaneo che oggi dimostra 50 anni e non 25.
"e ora? avro' il tempo di un figlio?" la prima volta che mi son sentito vecchio in vita mia.che la vita si stava accorciando.che ero passato nella fase discendente.
Ho passato in silenzio dei momenti assurdamente intensi,in un baratro.spalle al muro con me stesso.ero l'imputato.e senza avvocati a difendermi.Lo sguardo giudice della cruda Verita' era severo,ipnotizzante, lasciava presagire la cattiva sentenza contro di me.Non ero cresciuto,ero invecchiato.Quel giudice ero io,e mi spaventava.

Nelle mie fasi di ricostruzione,ho recuperato delle cose.ora sto tentando di ricostruire la mia "giovinezza" rubata.L'estate prossima saro' in forma.lo so.non ho ancora i capelli bianchi.corro veloce con le gambe.so ballare ancora sulle transenne ai concerti. i capelli biondi ricresceranno e saranno nelle mani di un'altra.Me lo posso ancora permettere di essere giovane.Ci sara' qualche capello o pelo bianco in piu',nascosto qua e la',che io affannosamente mi tiro via.Il segno che il tempo passa. La voglio chiamare esperienza aggiunta alla mia gioventu' .l'esperienza e': il tempo passa. Balla ora sulle transenne, metti ora i tuoi capelli biondi nelle mani di una ragazza prima che diventino bianchi.Hai ancora tanto da fare,da dare.e da prendere,dino: sei forte come balli sulle transenne.



Quando il tempo diventa tuo nemico, ricorda sempre che hai un grande alleato: il tempo.

ad441cb6-1b1f-4e68-ba26-164498db4224
"Non ti perdonero' mai che mi hai fatto innamorare di tua figlia." Pero' la ringrazio che mi aveva fatto innamorare di me.anche se non gliel'ho detto,non potevo dirle grazie,non potro' mio malgrado mai dirglierlo. Andavo a mare e l'istinto non andava sulle ragazze.ma sui genitori ,spesso...
Post
07/09/2019 11:31:39
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

scene di vita quotidiana

03 settembre 2019 ore 21:41 segnala
Frequentavo una ragazza.E vabbe',sai la novita'.era un pomeriggio di meta' luglio.mi vuole vedere di sera e ci diamo l'appuntamento.dopo un po',ho saputo che l'incendio che ha devastato la mia zona aveva distrutto tutto dei miei amici fraterni,nonche' produttori del mio olio preferito.michele,andrea,rachele.A parte il legame con loro,la ferita era grandissima.solo un agricoltore puo' capire certe cose,non le spiego.Piansi.La chiamo,dico che non ce la facevo di sera.Le spiego che ero devastato per i miei amici,che era un lutto,e volevo stargli vicino.non mi crede.pensa e' una scusa.
era tutto cosi' ridicolo,e la sfanculai incazzatissimo.

dopo un paio di settimane mi preparo per una 3 giorni di campeggio.Il mio posto preferito.lo scooter era carico all'inverosimile -come sempre- per i miei viaggi sognanti.ero in anticipo di un'ora e perdevo tempo al pc .Di norma ,se non sono in compagnia femminile, parto da solo:perche' cosi' mi sento libero di stare con tutti,non ingabbiato.Andrea e' uno dei pochissimi non vaginadotati che la mia mente accetta in tenda.Proprio per la sua mente.

Non so per quale strano motivo,forse lo desideravo.contattati Andrea.gli dissi sovrappensiero : "vuoi venire con me a moio della civitella 3 giorni in tenda? parto tra un'ora in scooter" "ok".
non dice null'altro ."ok" O-C-C-H-E-I. senza fare domande, senza porre alcuna obiezione.Non me l'aspettavo,ma ero felicissimo.finalmente uno come me. il mio istinto ancora una volta mi guida sempre verso il meglio . "bene.fatti trovare pronto tra un'ora,vengo a prenderti a casa". fu puntualissimo.e partiamo.
Andrea si era anche appena lasciato con la sua fidanzata,dopo anni.infatti gli notavo un po' di apatia.era un momento tristissimo per lui,dopo l'incendio,anche questa.ma gia' il fatto che,senza domande, mi ha risposto "ok",sottovaluto la cosa.per me era un segno di forza,di dominio delle cose. lo conforto,quelle solite parole banali,a miniminizzare,fidandomi di lui solo per quell' "ok". in realta' dietro lo scooter avevo un manichino e me ne sono reso conto completamente forse solo dopo 2 anni,quest'estate.

Arriviamo al campeggio delle tende .la' son di casa.andrea la prima volta.quella strana e allegras visione,uno scooter carico all'inverosimile,con un genio alla guida ,e un manichino dietro.un manichino che non me ne accorgo io di averlo,figuriamoci la gente.chissa' che poteva avere dentro andrea quando non avevo manco parcheggiato e gia' mi faccio conoscere da tutti con la mia esuberanza facendo urlare e applaudire i gia' piazzati con la tenda.Io ero il solito Dino ed avevo la presunzione ,per quell' "ok", che ad andrea bastasse solo essere coinvolto per alleviare le sue lacerazioni interiori.

Passiamo una bella sera,gia' ospiti di una grande tavolata vicini di tenda, dove,io ovviamente il protagonista che mette a tavola il suo grande vino che stupisce tutti ,parlo e decanto l'olio che aveva portato andrea,e ovviamente parlo di lui. Lui non sorride.aveva lo sguardo assente.Ma tiene botta.era un grande.lo e' sempre stato,lo e' ancora di piu' oggi.

il giorno dopo ,mi e' rito, di pomeriggio,andare a mare alla scogliera di ascea marina.E' inutile spiegare a chi mi conosce,e in quelle situazioni: e' ovvio,coinvolgo 3 ragazze per andare a mare.faccio tutto io, spingendo,coinvolgendo,trascinando, quel manichino terribilmente umano che era con me. Io e queste ragazze ci avviamo verso le calette a nuoto,punti piu' "nascosti",dove poteva succedere di tutto.andrea era ancora sull'asciugamano.torno dietro."andreaaaa...eddai,vieni!" niente.pazzescamente passivo.io pensavo:ora andrea lo faccio pure scopare.non puo' resistere,e poi io sono uno dei suoi migliori amici,nonche' uno dei piu' positivi .cosa avra' per stare la'? ci sono 3 femmine,cazzo,in acqua,che aspettano noi.
niente.faccio un bagno perche' una volta andato a mare,non posso non buttarmi in quel paradiso.le femmine vanno avanti.non aspettano.le femmine non aspettano mai.Io rimango mezzo e mezzo: un po' la speranza che queste ci "trascinano" facendo un passo indietro, un po' tenendo d'occhio andrea perche' non volevo abbandonarlo.Ma soprattutto la speranza che andrea alzasse il culo da quella asciugamano ,e non lo perdevo d'occhio,volevo stimolarlo con la mia presenza."dai andre',vieniiiii cazzooooo" gli facevo segno.Niente.
Ero in formissima.ero in "vacanza".scelgo l'amico in ogni caso.le femmine passano e ce ne stanno tante ,gli amici non passano mai e sono pochi -nel mio caso tanti,lo dico orgogliosamente- .Forse proprio per questo,ne ho tanti.va bene cosi'.e in piu',una femmina che non aspetta,non merita di essere rincorsa.esco dall'acqua.

Passano 2 anni.Giuliana mi diceva che voleva trasferirsi da me.Avrebbe acquistato casa vendendo la sua casa in calabria. Voleva conoscere il mio mondo,che,almeno a parole,sarebbe stato anche il suo.Ovviamente qualcuno del mio mondo per telefono l'ha sentito.Andrea e' uno di questi. Mi dice lei,nemmeno io,che lo vorra' come testimone al nostro matrimonio.Andrea e' stato veramente il mio testimone:sapeva piu' di tutti,del mio rapporto con lei.

Poi il patatrac.andrea era assente,si godeva la sua estate.ogni tanto lo contatto,avevo bisogno di lui.non aveva mai il tempo per me.non dico perche' volevo vederlo.Io su internet,in pubblico,non dicevo neinte di cosa succedesse.esattamente come lui 2 anni prima.non immaginava. 20 giorni fa sono stato malissimo.Non con la testa,che ho gestito da alieno (parole di andrea,uno che certe cose le ha vissute).ma col corpo.il male che ho subito si era somatizzato.da 2 giorni vomitavo anche l'acqua che bevevo.ero allo stremo delle forze.non riuscivo manco a guidare, ero solo a casa.metto un annuncvio su internet che devo andare dal medico ma mi serve un passaggio.come sempre l'ottimo pasquale ,sempre silenzioso ma sempre pronto per gli amici,viene al volo.pero' non poteva accompagnarmi al ritorno.esco dal medico.li' vicino e' casa di andrea.camminavo a fatica.avevo paura che la gente mi guardava cosi',sembravo un drogato ed avevo evidenti problemi.dovevo resistere 100 metri,mi sembravano chilometri per la fatica.chiamo,mi doveva accompagnare a casa.era in basilicata.rimane stupito da cio' che gli dico,che stavo male.chiamo il fratello,michele,che si mette subito a disposizione e mi porta a casa.Mi e' dispiaciuto farli preoccupare.da me non se lo sarebbero mai aspettati.li ho rassicurati,staro' bene.l'ho sempre saputo,era vero,non erano frasi di corcostanza.

con andrea mi vedo pochi giorni fa.mare,banchetto al bar.dopo tanto tempo.mi chiede scusa che non aveva capito la situazione.in realta',si erano solo capovolte le situazioni rispetto 2 anni fa.e io ho reagito piu' o meno come lui: vedendomela da solo.Ecco,perche',ho detto,forse solo ora ho capito cosa poteva provare andrea 2 anni fa, quando c'erano 3 femmine che c'aspettavano e io lo avrei mangiato che non veniva.e poi volevo che si faceva la sua vita:si merita di vivere,e' uno dei pochi vivi che vedo in un mondo di manichini,quelli veri.
ho preferito vederlo cosi',in 2 belle giornate a mare,e al bar,circondati di nuovi ,stimolanti,amici.

A dicembre ho fatto parte del clan viandante di andrea per la presentazione del suo primo libro.
le sue presentazioni sono informali:andrea e' un anticonformista,di quelli veri.c'e' interattivita' col pubblico,sono chiacchierate.In una di queste,alzo la mano:"voglio dire una cosa che penso di te andre',dicendola a tutti: io nel tuo scrivere,nel tuo voler pubblicare ,nel tuo stare qua ora,ci ho visto come una reazione fortissima al momento che hai vissuto 2 anni fa.come un tagliare la testa al toro,come un dire ORA BASTA!facciamo succedere qualcosa."
Io son troppo pigro per fare una cosa del genere.Non l'ho fatta quando avevo le porte aperte con mondadori,figuriamoci ora.
so solo che Andrea e' nato il 4 maggio,come me.Le menzogne che ho subito ho cominciato a scoprirle in prossimita' dei giorni della sua devastazione.forse gli stessi.il mio primo campeggio-reazione e' avvenuto negli stessi giorni del campeggio 2 anni prima.Chissa'.Viviamoci la vita.e facciamo succedere qualcosa.capito, Andre'?


b25e9fee-f039-4bf7-85ef-46a561e3dc35
Frequentavo una ragazza.E vabbe',sai la novita'.era un pomeriggio di meta' luglio.mi vuole vedere di sera e ci diamo l'appuntamento.dopo un po',ho saputo che l'incendio che ha devastato la mia zona aveva distrutto tutto dei miei amici fraterni,nonche' produttori del mio olio...
Post
03/09/2019 21:41:30
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
  • commenti
    comment
    Comment

"sei una bestia" (cit.)

03 settembre 2019 ore 12:35 segnala
prima di questa assurda tragicommedia,ho orgogliosamente frequentato Teresa.
una brava ragazza con gli stessi hobby,ma completamente diversi.io sempre pronto a sbilanciarmi,lei noiosamente abbottonata.io la vedevo bianco,lei nero.io "di destra",lei "di sinistra".caratterialmente non ci univa niente,non si poteva costruire niente,ma collimavamo su alcune cose e ce le vivevamo insieme.non abbiamo mai fatto un passo in piu',ci andava bene cosi'.Oggi mi ha ricordato di una 2 giorni in campeggio ,a mare,nei locali,bella vita ,vino, che era quello che ci univa.i 2 giorni nostri piu' belli in assoluto,forse.

e' durata un annetto,forse qualcosa in piu'.e' durata perche' ci vedevamo una volta ogni 2 settimane,senno' ci sfanculavamo dopo 3-4 giorni.
ridevamo sempre delle nostre differenze.lei aveva bisogno di una "pausa" da me dopo 2 giorni,perche' diventavo a lei insopportabile.lei dall'inizio mi diceva "ti lascero' " "ti lascio" e me lo ripeteva sempre.quasi come promemoria.io sorridevo,lo sapevo.quella sincerita',seppur camuffata da scherzo e dei nostro sfotto',era per me fondamentale.
Non mi ha mai detto una buona parola in piu' di un anno.nei locali mi cazziava sempre dei miei eccessi,lei compita,elegante.Vedevamo gente,dava sempre ragione agli altri ,mai a me.ma a me stava bene:le cose erano chiare,e vedevo in tutto cio',con fare da attore suo complice,un po' raimondo e sandra.Una volta mi lascio' veramente.non avevamo piu' niente da fare,da dirci,ci eravamo appiattiti.

un po' di amaro in bocca ci fu da parte mia,ma di fronte una cosi' razionale e disarmante sincerita' che non mi ha mai negato,nemmeno sulle cose piu' crude,non stetti male.ero preparato,mi aveva preparato,e' stata rispettosa.
non avevo rabbia.al punto che mi feci vivo solo perche' mi serviva il suo numero di targa,per andare al comando dei vigili ed evitare che ci fosse una multa ,risalente ai tempi di quando ancora eravamo complici.si e' saputa "lasciare",ed e' stato facile per me "essere lasciato",il rispetto non e' mai mancato.avrei potuto strafregarmene e dire "vaffanculo che me ne fotte,paga la multa". ma le persone di valore si vedono nel saper lasciarsi,nei momenti negativi,nelle distanze.e io gliene ho dato atto.c'era rimasta quella cosa da sistemare che abbiamo fatto insieme,e io grazie alla sua collaborazione mi e' stato facile farlo fino all'ultimo,seppur "fuori tempo".Sapersi lasciare e con dignita',roba da pochi.

mi son rifatto vivo con lei per chiederle scusa di qualcosa,tanto per fare pace completamente col passato ;e che avevo conosciuto una ragazza della quale mi ero innamorato.lei mi "riaccolse" e praticamente ci siamo rinnovati,ormai eravamo non "ex" ma amici nel vero senso della parola.L'ho coinvolta spesso nel mio periodo felice.poi,la magia capito' a lei e ora finalmente e' felice con un ragazzo.mi rivedo in loro.li proteggo.mi spaventa addirittura che si fanno male come mi sono fatto male io.
Mi piace "collaborare" con lei.e' come se qualcosa adansse avanti,ma non tra noi 2 : e' come se per me fossero una rivincita,l'amore non deve morire.
Teresa tra lavoro ,amicizie, cose sue,e soprattutto le energie affettive da dedicare al ragazzo della quale e' innamorata,trova anche il tempo di "negativizzarsi" con me standomi vicino,anche ore al giorno,da un mese e mezzo.

Lei per scherzo ma forse nemmeno tanto mi disse "se avessi saputo cosa ti sarebbe successo,ti lasciavo in primavera per evitartelo.ti voglio bene ". E' stata la prima buona parola che ha sprecato per me.ovviamente l'ho sfottuta di questo.
Le femmine come Teresa esistono.magari nessuna e' come Teresa,ma non posso odiare il sesso femminile solo perche' non mi sono innamorato di teresa ma del suo opposto.

E cmq,di teresa,si,sono innamorato.E' felina,ha un anno,assomiglia alla sua versione umana, l'ho trattata ed educata sin da piccola come se fosse la versione gatta di Teresa,ed e' uscita ,incredibilmente....caratterialmente simile a lei.
Grazie Tere'.Trattam bbuon a Dario...i maschi innamorati sono la gioia che e' il motore del mondo.

Come Lauda e Berger

02 settembre 2019 ore 09:52 segnala
Se si domanda a qualsiasi pilota di formula 1 cosa fa dopo un incidente grave,lui risponde sempre alla stessa maniera. "salgo subito in macchina per sconfiggere la paura.se aspetto,non ci salgo piu' ". Lauda e Berger su tutti.

Io guidavo un bolide a 300 all'ora,e sono rimasto senza freni in curva.Cosi' ,appena ho capito che la mente poteva affrontare la paura , appena il fisico si era ripreso per fare un viaggio in treno e dormire una notte in tenda, l'ho affrontata di petto. E via a sud,verso la mia amata Calabria. Praia,Scalea,Diamante,Belvedere......

Per uno scherzo del destino,avevo anche lo stimolo giusto per prendere il treno,che raccontero'.dovevo andare a Cetraro. Cetraro.proprio la',Cetraro.Dovevo tornare nel posto preciso,pestare i piedi su quei momenti del passato precisi, praticamente dovevo tornare sul mio luogo dello schianto.Come fecero Lauda e Berger.Loro sorrisero.

Ci fu un periodo che io e Giuliana non ci potemmo vedere.lei mi diceva era sotto attacco dal marito,e anche io le dicevo "stai attenta,ti controllera' con tutti i mezzi possibili.son solo tranelli.secondo me hai anche un investigatore.controlla se hai microspie".sofferenze,vicinanza,fedelta'.Finche' mi disse:"la causa di separazione e' depositata.possiamo tornare a vederci".Non era vero,ma io non lo sapevo.Per me fu un'altra prima volta con lei.comprai un Riva di Polito.la cosa sapeva di festeggiamento,di un passo avanti per noi.Le ultime volte ci vedevamo a Paola.Per me,squallida.le dissi:"mi spiace che allunghi.ma questa e' un'occasione che dev'essere tutto perfetto.Andiamo a Cetraro che e' stupenda".
Salii sul treno.erano lontani i tempi dei viaggi in calabria senza biglietto per protesta dell'andamento politico delle cose,erano lontane le mie macchiette da attore che mi facevano vendere il vino ai controllori e la grappa alla polfer dopo che mi beccavano.Io salivo sereno,con lo sguardo innamorato che veniva notato a apprezzato,posato,uomo.col biglietto.Il mio sguardo fuori dal finestrino era sognante,guardando i panorami,i km sempre in meno.Passo' il controllore,giovane.Gli sorrisi e gli porsi il biglietto richiesto,movimenti lenti e spalle dritte.Gli feci un cenno con la testa e gli augurai col sorriso buon lavoro guardandolo negli occhi profondamente per un attimo.dopo un'oretta ripasso'.Si era dimenticato di me .gli porsi il biglietto lo stesso,come se non fosse passato.si giustifico' sorpreso della mia "non reazione" . "Ah,ma l'avevo gia' visto,scusa" .Sorrisi ancora col tono di voce basso."non vi preoccupate,dovere"

Dovevo scendere.Al portellone trovai il controllore davanti a me.scambiammo qualche chiacchiera.Sono convinto aveva una buona impressione di me,e apprezzava la mia serenita',la mia educazione,la mia empatia,i miei modi di fare sorridenti verso il prossimo.Il treno stava rallentando.ormai era quasi fermo.io ero quasi inginocchiato,dietro di lui,per vedere dov'era lei in quel lembo di vetro che potevo.venne riempito da quei capelli biondi.anche lei mi vide.Il treno si ferma.distavamo pochi metri,massimo 7-8 .il controllore apri' la porta.scese.scesi io.non so cosa mi e' preso.buttai il borsone delle coperte e della tenda nell'aria.correvo nonostante i miei proverbiali zoccoli di legno. Volo' anche uno zaino.l'abbracciai.mi abbraccio'.cademmo per terra.ogni tanto volava qualcos'altro.occhiali da sole,borsa.rimanemmo la' per terra a guardarci negli occhi,abbracciati.il mondo si era fermato.ma girava tutto lo stesso,eravamo noi fermi.il mondo girava intorno a noi,a me.stemmo 2 minuti cosi',in uno stato incredibile.ci ricomponemmo.vedemmo il controllore stupito insieme ad altri spettatori nel frattempo sopraggiunti.tutti guardavano noi.quel controllore da me,non se lo sarebbe mai aspettato.Nemmeno io,a dir la verita'.successe tutto cosi',nemmeno il tempo di pensare.

La presi per mano.Forte.Era mia,la mostravo al mondo.Il mondo ci ammirava,stupiti.Ricordo perfettamente querl tragitto fino a mare per piazzare la tenda.Fu una giornata magnifica.rimanemmo abbracciati, sulla spiaggia.porto' le nostre canzoni.Piangemmo, stringendoci forte,abbracciati come alla stazione.Potevamo stare insieme.Almeno cosi' credevo.fingeva anche nelle lacrime.Non era niente vero ,che aveva legalmente agito.Pero',in maniera legale ha cominciato ad ammazzarmi,con quelle menzogne.

Dovevo tornare a cetraro.Proprio la'.Il viaggio e' stato crudo.non voglio dire devastante,ma le ferite le sentivo vive.Le stavo aprendo,ma per medicarle.Mi chiamano manco a farlo apposta 2 amici calabresi in viaggio per fatti loro verso nord.Mi scappa la lacrima "ho il magone.sto tornando la',ma devo rompere il ghiaccio." Dura poco:avevano cose piu' gravi da dirmi,e istantaneamente non penso piu' a me ma a Igor e cosa poteva tenere dentro,e con che dignita' e forza.La prima stazione calabrese e' Praia.Da sempre ,quando sento il nome Calabria,si accende qualcosa in me.Figuriamoci esservi fisicamente.E figuriamoci adesso.
vado al cesso a fumarmi una sigaretta per non vedere quel cartello blu.Un po' quasi ad ammorbidire l'impatto.Esco,il cartello e' dietro.Funziona.

Scendo dal treno.cetraro.Il treno si ferma molto piu' in la' del punto dove ho rimasto un pezzo di anima per terra.Dovevo camminare.Alzo la testa.sorrido,non so perche',mi veniva.Come Lauda e Berger.Alla stazione mi vedo con una ragazza.Evito accuratamente il passaggio,verso la spiaggia,che ci porto' in tenda.Non volevo pestare la',ricordavo anche i passi.Come se cercassi un'altra strada,un altro cammino,e non rincorrere i fantasmi.Positivo.

Questa ragazza e' un altro capitolo,ne voglio parlare e lo faro'.Vado direttamente alla fine.La tenda l'ho piazzata molto piu' in la' del posto dove c'era un altro mio grosso pezzo di anima sepolto.Mi sveglio da solo:Luisa doveva tornare a casa,se n'e' andata solo alle 2,30 ,quando ha capito che stavo crollando. Dovevo andare alla stazione a piedi.Voglio,di primo mattino,in una nuvolosa e silenziosa domenica primo settembre , fermarmi nel luogo dove io e giuliana ci promettemmo amore eterno,piangendo negli occhi l'un dell'altro.Camminavo troppo.Mi insospettisco.Domando ."scusate,la stazione?" "no,devi tornare indietro!".praticamente avevo sorpassato quel luogo,a me riconoscibilissimo tra l'altro, senza rendermene conto.E pensare che ricordavo anche i passi! .Avevo rimosso la scena dell'incidente.Come lauda e Berger.Sorrido ancora:"dino,e' il destino che ha deciso cosi'.ha voluto darti una mano a cancellarlo.Lasciati riposare in pace la'. Prosegui il tuo viaggio,la tua vita.E ora corri che perdi il treno" .A 300 all'ora.Come Lauda e Berger.