I manichini viventi

12 febbraio 2012 ore 12:03 segnala


Faccio il manichino vivente in via Brera, a Milano, in un negozio di biancheria intima uomo e donna. Guadagno 15 euro lordi l’ora, che non sono pochi. Senza contare gli straordinari che mi vengono pagati in nero. A scegliermi è stata la signora Matilde, la titolare del negozio: a differenza della figlia Cristina, non ha voluto saperne di penalizzare l’intimo uomo per le trascurabili vendite del reparto maschile e ha preteso che alla collega Veronica, il manichino vivente donna, mi affiancassi io.
Diversamente da quello che tutti pensano, non è un lavoro semplice, stare immobili e farsi guardare è una sofferenza da cani. Spesso mi vengono dei crampi e il prurito è sempre in agguato. La signora Matilde però è abbastanza comprensiva: se si eccettuano i momenti topici del pomeriggio inoltrato, che coincidono con l’orario di uscita degli uffici e con quello dello shopping compulsivo delle donne che rimediano ai loro vuoti esistenziali riempiendo gli armadi, ho libertà di movimento, non solo ho licenza di grattarmi a mio piacimento, ma è lei stessa che mi porta il tè caldo e ho anche il permesso di fumare. Del resto la signora è una che resiste ai condizionamenti dell’età: con quella sicurezza che contraddistingue le donne meneghine, ha avuto la bontà di approntarmi una stanzetta in quello che prima era uno sgabuzzino. La notte e tutte le volte che l’orario lo consente, è lì che lei mi raggiunge e provvede, dopo un ultimissimo strappo fuori programma, a favorire il mio rilassamento muscolare.
Mostrare la biancheria è solo un pretesto, quello che conta è bloccare la gente davanti alla vetrina per poi attirarla dentro. Per questo c’è un sistema preciso: sotto un mantello trasparente, io e Veronica ci mostriamo di spalle si passanti, facendo in modo che la curiosità risvegli quell’istinto da voyeur che c'è in ognuno di loro. Una volta buttata l'esca, il gioco è fatto, bisogna solo aspettare che si decidano a entrare. L'idea iniziale è stata quella di far felici i guardoni restando completamente nudi, ma poi abbiamo dovuto rimediare alle visite della buoncostume indossando la biancheria, non senza essere costretto, per quanto mi riguarda, a dotare le parti intime di una salsiccia per nascondere una fisiologica quanto mortificante defaillance.
I set completi dell'intimo, creati dal nostro stilista ed etichettati "Adamo” ed “Eva”, hanno avuto un ottimo e immediato riscontro nelle vendite, ma il boom è scoppiato dal momento in cui fermarsi davanti alla vetrina è diventato un rito, un po’ come succede a Londra con il cambio della guardia a Buckingham Palace.
E’ cominciato una mattina, quando io e Veronica ci preparavamo a posare e ci controllavamo a vicenda per far sì che la posa avesse una certa eleganza. Non facevamo nulla di particolare, a parte quel toccarsi a vicenda al quale ci sottoponevamo per dare l'uno all'altra la posizione desiderata. Ma una volta che alla signora Matilde e a sua figlia era capitato di andare fuori a controllare e di mettersi nei panni dei passanti per capire i due manichini funzionavano, dovettero guardarsi negli occhi dopo aver pensato la stessa cosa: entrambe avevano avuto la sensazione che i nostri corpi, dietro la spessa tenda che ci copriva come un sipario trasparente, un po’ come succede con le ombre cinesi, avessero mostrato dei movimenti la cui forza erotica, potente e misteriosa, non aveva smesso di turbarle.
Analizzammo il fenomeno tutti e quattro insieme senza arrivare a una spiegazione. Ma poi, dopo avere interrogato alcuni di quei curiosi, emerse una verità per certi versi imbarazzante: era l’assoluta immobilità dell’uomo o della donna a risultare eccitante. Si capì, insomma, che essere un manichino nelle mani del partner, di qualcuno cioè che ti governa a suo piacimento, è l'inconfessabile desiderio di tanta gente.

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12/02/2012 12:03:49
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Commenti

  1. Alisia4ever 12 febbraio 2012 ore 16:09
    da non confondere con il possesso, il desiderio è la forma più comune del piacere.
    ci sono vari percorsi che conducono alla sua soddisfazione,ma bisogna trovare quello che più si avvicina all'idea che ognuno s'è fatto di questo forte impulso.
    aly :rosa
  2. cioccolatino111 12 febbraio 2012 ore 17:19
    Alla fine, i (finti) manichini si sono girati oppure no??
    Difficilissimo rimanere immobili nelle mani del partner...
  3. il.soleamezzanotte 12 febbraio 2012 ore 20:22
    non capisco se è un messaggio subliminale o ci dici per davvero...
  4. forteapache 13 febbraio 2012 ore 09:49
    X soleamezzanotte. Ma certo che dico davvero, è successo l'altro ieri; poi ho fatto il bagnino al posto del manichino. Adesso reclamizzo i bastoni da passeggio... sì proprio quelli dei vecchi... Ma che mi fai dire?! Un racconto è solo un racconto, se c'è verità lo deve decidere il lettore, non chi lo scrive.
  5. crenabog 13 febbraio 2012 ore 10:42
    ohohoh e quando ti arriva voce di ricerca di personale per assaggiatore di prodotti di pasticceria chiamami che mi fiondo...
  6. il.soleamezzanotte 13 febbraio 2012 ore 11:35
    ognuno da il suo stile..a me piace la verità...però forse hai ragione...ci vuole così più fantasia...di ogni blog cerco di capire che taglio e impostazione gli da la persona...adesso ho capito il tuo...ti seguo volentieri...anche se mi cazzii sempre...
  7. cioccolatino111 13 febbraio 2012 ore 19:02
    Mesciare verità&fantasia...ecco il talento e l'abilità dello scrittore.
    Il lettore invece, vuole credere o crede quasi sempre a ciò che legge.
    Si immedesima con il personaggio che più gli piace...anzi, a volte prende il posto del personaggio preferito, oppure, come un vero fan, parteggia, inneggia, prende le difese del protagonista del racconto o del romanzo.
    Poco importa se esistente o meno...il personaggio o i personaggi che lo scrittore inventa, vivono più che mai attraverso le emozioni che il lettore prova ogni volta.
    Ok...per seconda volta, ciò che ho scritto non c'entra na pera con il post...
    ciao
  8. goccesulmare 18 febbraio 2012 ore 22:07
    Bellissimo....
    curioso o forse non tanto, se pensiamo che ognuno prova desiderio e rimane attratto da qualcosa che per altri invece potrebbe non suscita nessun interesse.
    Così capita che la signora Matilde prova turbamento nell'immaginare qualcosa di intimo e provocante oltre la tenda, invece altri passanti nell'immaginare una intimità tra manichino e umano....
    Gocce
  9. illaka 19 febbraio 2012 ore 18:31
    magnifico post fort... proprio della serie il confine fra realtá e fantasia é data dall abilitá di chi scrive e dal saper superare i vincoli di sé stesso di chi legge... magnifico post davvero!!
    Illa
  10. malenaRM 27 marzo 2012 ore 22:30
    Ah quanto mi piace quello che scrivi (e come lo scrivi), forte.
  11. forteapache 27 marzo 2012 ore 23:30
    Volevo nascondere il rossore, ma dopo l'ultimo complimento, sia pure in ritardo, mi sento in dovere di ringraziarvi tutti per i commenti.
  12. cioccolatino111 28 marzo 2012 ore 16:15
    Prego!

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