Quei dementi che leggono e scrivono blog

11 marzo 2014 ore 18:53 segnala

Scrive Aldo Busi nel suo E baci, di recente pubblicazione (un libro piacevole quando lui si distrae e si dimentica di recitare Aldo Busi).

Morale a uso dell’uomo comune e no: tutto ciò che appare sui siti, e specialmente sui blog individuali, è non luogo a procedere per eccellenza e deve essere considerato non essenza giuridica, visto che è attivato ben oltre il 99% da non essere tali o da essere tal altri indefiniti ai quali, seppure venissero mai individuati, si potrebbe al massimo applicare la legge Basaglia che, come si sa, è una delle innumerevoli non leggi della Repubblica italiana che mai si applica tanto alla lettera come quando non la si applica per niente; le offese via sito non esistono che per l’offensore, mai per il destinatario; salvo rarissime eccezioni (siti di comprovata e perdurevole identificazione con un responsabile commerciale ben preciso che risponda del piombo propalato), l’unica reazione di un gentiluomo ( un gentiluomo o legge libri, possibilmente altrui, o scrive libri, possibilmente di proprio pugno, mica blog) è fare spallucce davanti a qualsivoglia esternazione diffusa su sito che lo tiri in ballo.
Fare spallucce anche delle lodi, spesso non meno strampalate e ombelicali delle critiche o delle infamie.




Dello spirito di patata (ah che nostalgia il vocabolario di una volta!) che viene usato per dare sapore a un argomento o a una frase sappiamo abbastanza per non riderci sopra, allorché comprendiamo che si tratta di un dispetto fatto non al nostro ma al comune palato, e l’indifferenza è già una reazione, non ha bisogno di parole che ne spieghino il contenuto; né può interessarci capire se “il più grande scrittore italiano vivente” la pensi ancora così su un genere di pubblicazione ormai più diffusa di quella libraria (il brano porta la data del 27. 4. 2007, un tempo remoto anni luce nell’universo telematico).Tuttavia il suo retrogusto mi ha fatto intravedere una pietanza troppo ghiotta per non renderne partecipe la tavolata della quale, bene o male, ho scelto di far parte, e sia pure per rompere occasionalmente il lungo silenzio, qualcosa lo voglio dire.
Una domanda, prima di tutto, da rivolgere ai miei commensali: “Vi ha mai sfiorato il sospetto, a quelli di voi che scrivono in questo sito e credono di essere persone normali che, una volta qui, per il semplice fatto di rendervi anonimi proprio normali non siete e che anche nel caso veniste riconosciuti sareste guardati come pazzi? Sto parlando ovviamente dell’aspetto giuridico. Per il resto ho già lasciato come commento la mia risata, uso come sono a "fare spallucce" non solo del contenuto di un blog, se è il caso, ma anche di tutte le cazzate che si trovano nei libri regolarmente pubblicati.
Un gentiluomo non si limita a leggere libri o magari a scriverli per farli pubblicare; se ne ha voglia, scrive cosa vuole e dove vuole. Scrive sui muri di un cesso pubblico,se ne avverte l'urgenza e, se lo trova espressivo, usa pure le pernacchie.
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« immagine » Scrive Aldo Busi nel suo E baci, di recente pubblicazione (un libro piacevole quando lui si distrae e si dimentica di recitare Aldo Busi). Morale a uso dell’uomo comune e no: tutto ciò che appare sui siti, e specialmente sui blog individuali, è non luogo a procedere per eccellenza e...
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11/03/2014 18:53:39
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Commenti

  1. malenaRM 11 marzo 2014 ore 20:09
    Una gentildonna, anche.
    L'anonimato è una questione di prudenza: nel reale possiamo scegliere a chi rivelarci, qui tutto è visibile a tutti.
    Benriletto, forte.
  2. forteapache 12 marzo 2014 ore 08:28
    Ti ringrazio, Malena. Adesso vedremo se il mio non sarà il solito mordi e fuggi (pur con i limiti dei denti e delle gambe).
  3. dealma 12 marzo 2014 ore 12:40
    Faccio mie le parole di Malena. Qui l'anonimato è questione di cautela, ma nulla ci vieta di trovare più spazi di espressione, nella vita. Questo è uno, con le sue regole, con le sue "leggi". Altrove altre son le regole.
    Bentornato anche da me!
  4. forteapache 12 marzo 2014 ore 12:47
    "Bentrovata" anche a te.
  5. 73.Mia 20 marzo 2014 ore 21:40
    L'anonimato in un blog di chat è più che altro una difesa. Almeno per me.
    Riguardo a Busi hai detto bene: il brano è vecchio e lui sa pure scrivere se si dimentica il suo personaggio. Comunque la mia specifica essenza di gentildonna (una specie di "io singolare proprio mio" per dirla alla Patrizia Cavalli) non mi vieta di spernacchiare in pubblico. Come vedi, ci piace leggerti.
  6. patty1953 22 marzo 2014 ore 12:39
    Anonimato o no cmq a chi piace scrivere e leggere quello che gli altri scrivono trovo che i blog a volte sono meglio di un libro...certo pensieri scollegati apparentemente fra loro, stili differenti, gusti diversi, ma forse a volte più interessanti di qualunque libro perchè spaccati di un mondo nascosto che altrimenti non verrebbe mai alla luce. Buon fine settimana
  7. crenabog 28 marzo 2014 ore 10:19
    Salve fortino, mi scuso per il ritardo nel leggerti, mi era sfuggito. il post in sè è abbastanza generale, quindi sono accettabili commenti di qualsiasi tipo su svariate parti di esso, direi. ci metto quindi anche qualche mio pensiero, partendo dall'ovvio presupposto - ovvio ma che non fa male a ricordarsi - che io sono solo uno dei tanti, uno qualunque e non certo uno scrittore di vaglia. se comunque il più grande scrittore è Busi allora farò una cartata di Guareschi, Celine, Tolkien, D'Annunzio, Mishima, Balzac, Hugo, Gozzano e magari pure S.King e mi ritirerò a Santo Domingo a leggere e mangiare banane in attesa di una dolce ed abbronzata dipartita. sul fatto dell'anonimato, a parte ricordare quanti grandi scrittori usarono nom de plume, son sempre dell'idea che mettere la faccia non sia un peccato se ci si attiene ad alcune piccole regole tra le quali, direi, "male non fare e paura non avere" e soprattutto, come disse Eishenower, "parla schietto e portati un grosso bastone". ma ognuno la vede come vuole. inoltre, se guardiamo alle folle oceaniche di fans che seguono Zerocalcare dopo aver letto il suo blog e comprato i libri fatti con le tavole apparse nel blog, penso che ad essere riconosciuti- come autori di un blog di spessore, valido letterariamente e variegato in modo da piacere al più ampio pubblico - non ci sia da temere d'esser presi per matti. certo, su mille blog, forse venti possono essere valutati così, gli altri si disperdono in citazioni, immagini, pensierini, che anche se piacevoli a leggersi non lasciano una traccia profonda nel ricordo dei lettori. ci sono anche blog, su altre piattaforme, mondiali per lo più, che hanno raggiunto milioni di visitatori e vivono con gli introiti degli adsense che google gli mette su loro richiesta. come fa chatta guadagnandoci, e mi pare giusto. ma dimostra che se si è bravi e seri opinionisti ci si riesce pure a campare. e bene, a volte. inoltre scrivere su un blog può essere anche il prologo alla stampa di un libro (ultimamente molti scrittori guadagnano vendendo on line i loro scritti digitali) così come è successo a me, quindi direi che un gentiluomo può leggere - e con sommo gusto - libri altrui, può provare un sommo piacere nello scrivere libri suoi ed essere soddisfatto o stampandoli e tirandoci su i soldi come fa il Busi o donandoli alla gratuita lettura degli amici, come fanno tanti bloggers. cosa che credo li renda ancor più gentiluomini di un soggetto come quello in foto, personalmente mai molto apprezzato per mille motivi. e non è che non l'ho letto... si potrebbe anche tirare in ballo tutto un altro discorso: il blog come surrogato del vecchio "caro diario" rilegato in marocchino e con le violette a seccarsi dentro, dove si depositano ricordi sofferenze rimpianti speranze insomma la vita di una persona. nulla di male tranne forse che va a scivolare, confondendosi, nella palude dell'esibizionismo - mania moderna - che obbliga i più a sputtanarsi in televisione in bieche sceneggiate pur di ottenere il quarto d'ora di celebrità dettato da Andy Warhol. se un blog prende i connotati di prodotto di valore, scritto con dovizia e capacità, ottiene il rispetto ed il seguito che merita, ed è un rispetto molto diverso da quello guadagnato con intimidazioni, ruffianate, opere di lecchinaggio e interscambio di voti da far rabbrividire la bouvette del parlamento. anche quelli alla fine mostrano di avere un pubblico, certo. ma anche i medium hanno un seguito di milioni di fantasmi. sempre fantasmi restano, anche se ci si crede il mago Otelma. Be', come al solito ho sproloquiato senza freni, chiedo venia per l'eccessivo spazio che ti ho rubato. un abbraccio e felice di averti di nuovo qui.
  8. forteapache 28 marzo 2014 ore 14:39
    “Oggi il vero luogo del dissenso politico è la rete con i suoi blog, molto più importanti e incisivi di ogni qualsivoglia forma d'arte». Manco a farlo apposta, proprio ieri leggevo in rete questa dichiarazione di Camille Paglia, la famosa femminista e scrittrice americana, resa a seguito di un’ intervista data non ho capito bene a chi e apparsa sul SOLE 24 ore, ma non avevo certo bisogno delle sue parole per saperlo. Forse non ne ha bisogno neanche Busi, ma lui ha bisogno di queste esagerazioni ( e provocazioni) per sentirsi vivo, che poi è il motivo dello scarso seguito che la sua opera ha presso il pubblico italiano ( a parte le eccezioni, fra le quali io mi iscrivo, sia pure con queste riserve ). Figurati, quindi se devi giustificarti per quello di cui mi sento anzi onorato. Semmai sono io, caro Crena, a dovermi scusare del mio mancato passaggio sul tuo come sugli altri blog, per quanto l'assenza sia solo apparente: continuo a leggervi tutti, sicuramente più di quanto gli altri una volta ( quando cioè ero più presente) leggevano me. Un caro saluto
  9. crenabog 28 marzo 2014 ore 18:20
    oh, ma lo so che passi quando puoi, ed è sempre un piacere. sentiti sempre libero di entrare, uscire, far quel che vuoi. forse questa è la sola libertà che ci comincia a restare. un caro saluto.
  10. c.ioccolatino111 17 aprile 2014 ore 17:05
    Ah, il mio caro Busi...stavolta è scivolato - non proprio come lo fa un gentiluomo - sulla buccia di banana che soltanto Lui ha buttato via.
    A ogni modo, checché se ne dica, rimane sempre un grande Scrittore.

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