A New York con Natale!

05 dicembre 2016 ore 20:44 segnala
Come dice una mia cara amica: “Natale a New York è sempre una buona idea”. Soprattutto dopo la seconda volta che ci vai. Perché, esaurite le ansie da turista faidate, ti puoi permettere di fare tutte quelle cose che fanno gli abitanti del posto.

Scegliere il proprio bar preferito, entrare nei musei per rivedere una parte della collezione o solo per andare ad una mostra.
Perderti per le strade senza una meta, ma solo per scoprirne scorci e avere sempre la sensazione di essere in un film.
Se vi capita di andare a New York nel periodo natalizio, ecco qualche consiglio:
gli alberi e la maggior parte delle decorazioni vengono smontate il 2 gennaio, quindi se vi piacciono le luminarie regolatevi.



- Subito dopo Natale (ma per subito dopo intendo il 26 dicembre) iniziano i saldi sugli articoli natalizi e sono super scontati (vi segnalo che all’ultimo piano di Macy’s c’è un vero assalto alla diligenza: un'autentica esperienza folkloristica).


- Andate appena dopo l’imbrunire sulla Fifth ave. Per farvi abbagliare dalle vetrine. Per farvi emozionare. Per riuscire a ritrovare quello stupore della mattina del 25 dicembre come qualche anno fa.


- Prenotate un tavolo da Rolph’s (famoso ristorante di madrelingua tedesca). Non tanto per la sua cucina tedesca quanto per l’atmosfera: il ristorante fino ad Aprile è sommerso di decorazioni natalizie. Letteralmente!


- Non dimenticate di andare da Saks per vedere le vetrine e le decorazioni all’interno.
Vale la pena essere inondati da persone. Lo spettacolo vi distrarrà dall’effetto claustrofobico.
- Andante a Bryant Park per il mercatino e lo street food natalizio o anche solo per dire “certo che i nostri hanno molto da imparare”.


- Perdetevi per le vie dell’Upper East and West Side ma anche per quelle del Village: sarete stupiti dalla creatività e mania del decoro dei newyorkesi ... vi è piaciuta questa breve guida? Se si, sono felice di avervi dato qualche piccolo suggerimento per vivere alla meglio il Natale in quella splendida città che è New York.
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Come dice una mia cara amica: “Natale a New York è sempre una buona idea”. Soprattutto dopo la seconda volta che ci vai. Perché, esaurite le ansie da turista faidate, ti puoi permettere di fare tutte quelle cose che fanno gli abitanti del posto. « immagine » Scegliere il proprio bar preferito,...
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05/12/2016 20:44:32
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Mamma per sempre!

20 novembre 2016 ore 11:33 segnala

Non sempre nella vita tutto sembra così scontato. Si passano anni impegnate in mille attività, studio, lavoro, sport, amici, viaggi … l’esistenza sembra perfetta così come la stiamo vivendo. Abbiamo un compagno che ci ama e tantissime cose che ci impegnano quotidianamente. Poi improvvisamente tutto cambia.
Andiamo a far la spesa e ci soffermiamo ad osservare i vestitini per bambini piccoli; da qualsiasi parte voltiamo lo sguardo riusciamo sempre a scovare una carrozzina, un passeggino o un pancione. Tutte le donne che incontriamo in età fertile sembrano in stato interessante. Che sta succedendo?
Poi torniamo a casa e quasi per una sorta di strana combinazione magica l’amica del cuore ci telefona per gridare eccitatissima ” Sono incinta!”.
E il nostro mondo inizia a vacillare!
Tutto ad un tratto quel dirompente desiderio naturale, istintivo, fisiologico, biologico, chiamatelo come volete, insomma il desiderio di maternità si affaccia in tutta la sua grandezza e bellezza. Ora è tutto chiaro, quel figlio lo vogliamo anche noi!
E il tuo lui? Che cosa pensa a riguardo? Magari te lo aveva già chiesto e tu avevi detto di aspettare oppure lui sembra lontano anni luce da questa nuova situazione appena scoperta!
Non possiamo attendere e vorremmo chiamarlo subito, oppure aspettiamo la sera e prepariamo una cenetta speciale. Oppure ancora speriamo che sia lui a fare il primo passo.
In ogni caso la speranza è quella che anche il candidato papà la pensi come te. E se e così noi donne ci buttiamo a capofitto in questa caccia alla cicogna. Compriamo libri, navighiamo su internet in cerca di tutte le informazioni necessarie: via su google con ovulazione, fertilità, concepimento, posizioni per aumentare la fertilità. Insomma in poche ore ci facciamo una cultura approfondita in materia e poi via con le danze.
Poco dopo i giorni fertili e i vostri compitini ben fatti ecco arrivare i primi sintomi o “fantasintomi“. Ci sentiamo già completamente incinte, con malesseri diffusi, nausee, stanchezze varie ed estremamente irritabili.
Abbiamo letto in rete o su un giornale che il seno ingrossato e dolente potrebbe essere uno dei primi sintomi. E ci ritroviamo ogni tanto a toccarci il seno per capire se fa male o no magari mentre stiamo facendola fila al supermercato . Un giorno fa male e il giorno dopo non sentiamo nulla e allora via ancora una volta a confrontarci per cercare di capire se va bene anche così. Il giorno del ciclo si avvicina sempre più, facciamo mille corse in bagno nel timore che stia per arrivare il ciclo o solamente per controllare che sia ancora tutto silente … e poi invece le maledette rosse arrivano, anche più puntuali del solito. Eppure sembrava proprio di esserci riusciti, la tristezza è tanta ma è anche il primo tentativo quindi via con il secondo turno. Non abbiamo tanta pazienza, anzi ne abbiamo ben poca, quel bambino lo vogliamo subito. E allora adottiamo la tecnica intensiva con temperatura basale, calcolatori, stick, i giorni fertili diventano un campo di battaglia strategico. Il nostro lui potrebbe risentirne, oppure è divertito da tanto interesse?
Chissà, in ogni caso la ricerca della cicogna, quando non arriva nei primi mesi, per noi diventa un problema, un grosso problema. Ed è normalissimo farsi un sacco di paranoie. E’ tipico di noi donne ma mi raccomando mai farsene una colpa!
Tutti ci dicono di stare tranquille, che l’ansia fa peggio, che loro sono rimaste incinte quando non ci pensavano più. Tutte parole sensate ma impossibili da mettere in pratica. Ci sentiamo ingabbiate in un vortice da cui vorremmo uscire con un bel positivo sul test di gravidanza.
Poi quella piccola linea rossa arriva carica di emozioni, gioia e lacrime. Una gioia indescrivibile che ci mette tutto ad un tratto una paura enorme. E adesso? Tempo di stare tranquille e goderci il momento proprio no eh??!
Ci rituffiamo in rete per capire cosa accadrà adesso, come ci dovremo comportare, quanto crescerò, quanto crescerà il bambino. Siamo assalite da mille domande che necessitano di una risposta urgente, immediata e comprensiva perché adesso … dentro di noi sta crescendo una nuova vita, aspettiamo un bambino!
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La città che vieta le minigonne.

08 novembre 2016 ore 18:53 segnala

VIETATO INDOSSARE GONNE ECCESSIVAMENTE CORTE IN PUBBLICO.

E’ l’ennesimo curioso e discutibile divieto che non ha nulla da invidiare agli altri Paesi del mondo.
Vi ricordate il famoso “Pacchetto Maroni” approvato nella lontana estate del 2009?
Se in Giappone è vietato essere cicciottelli, a Dubai è vietato baciarsi in pubblico, a Capri non si può passeggiare in centro con gli zoccoli, a Eraclea (VE) i bambini non possono utilizzare paletta e secchiello in spiaggia.
L’ultima singolare interdizione in ordine di tempo è quella di Castellammare di Stabia: vietato portare le minigonne.
Dato che la città versava nel disordine e nel degrado secondo il sindaco attuale, era necessario un regolamento urbano ad hoc.
Questa serie di regole dovrebbe trasformare Castellammare nella patria dell’ordine e della disciplina.
Stop alla troppa carne in vista, di conseguenza agli abiti succinti “che lasciano vedere gli indumenti intimi anche quando si sta a piedi“.
Le boutique avevano già cominciato a preoccuparsi per cambiare l’inventario, ma il Sindaco a Sky.it ha precisato che non tutte le minigonne sono proibite, solo quelle esageratamente corte che sfociano sempre nella volgarità.
E’ vietato anche prendere il sole in costume da bagno nei parchi e sul lungomare cittadino.
Infine, sull’esempio di Sanremo, dite addio alle partitelle in piazza in calzoncini o costume per grandi e piccini, basta girare a torso nudo per tutta l’estate, in città ci si deve coprire e basta giocare a pallone negli spazi esterni.
Ma i divieti non sono finiti qui, riguardano anche l’alcol, il turpiloquio e le scritte sui muri.
Per chi infrange questi divieti le multe possono andare dai 25 ai 500 euro.
Infine il Sindaco ha voluto precisare che le sue scelte non sono partitiche, ma sono state dettate solo dal decoro e dal buon senso.
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NONSOLOBACI.

06 novembre 2016 ore 13:50 segnala

QUELLO CHE NON SAI SUI BACI PERUGINA.
Impossibile non conoscere i Baci Perugina. Probabile, invece, non sapere alcune curiosità che ruotano attorno alla loro storia così come alla loro produzione attuale. Ce ne siamo resi conto andando in Umbria a visitare laFabbrica del Cioccolato Perugina a San Sisto. Ecco, allora, un bel pout-pourri di aneddoti e dati che ogni amante di questi cioccolatini non può non sapere.


DIETRO I BACI PERUGINA, LUISA SPAGNOLI.
I Baci Perugina sono stati inventati nel 1922 da Luisa Spagnoli: sì, proprio la fondatrice dell’omonima casa d’abbigliamento. Cosa c’entrava questa donna con l’universo del cioccolato? Semplice: era l’intraprendente moglie di Annibale Spagnoli, uno dei quattro fondatori dell’azienda Perugina (nata nel 1907). Chi erano gli altri tre fondatori? Francesco Buitoni, già titolare dell’omonimo pastificio e ben presto sostituito dal figlio Giovanni; Leone Ascoli e Francesco Andreani.


UN CIOCCOLATINO DI “RICICLO”.
Cosa ha spinto Luisa Spagnoli a inventare i Baci Perugina? Non certo l’idea di realizzare cioccolatini di successo, bensì l’intenzione, molto più pragmatica e conveniente, di riciclare la granella di nocciola avanzata da altre produzioni dell’azienda Perugina. L’idea successiva? Guarnire il tutto con una nocciola intera e una glassa di cioccolato fondente Luisa. Perciò, all’origine del cioccolatino oggi tanto famoso e apprezzato, c’è stata una vera e propria idea anti-spreco. Frutto della fantasia di una donna.


PRIMA “CAZZOTTI”, POI “BACI”
Come chiamare la nuova delizia nata per riciclare la granella di nocciole? A Luisa Spagnoli venne in mente il nome “cazzotti”, perché la forma di questi cioccolatini, tozza a irregolare, ricordava la nocca di una mano. Ma come si poteva entrare in un negozio e chiedere a una commessa: “Scusi, signorina, potrebbe darmi un cazzotto?”. Fu questa l’obiezione di Giovanni Buitoni ed è proprio a costui che si deve il più malizioso e ormai famoso nome “Bacio”.


DAL DIPINTO DI HAYEZ.
Pensate a una scatola di Baci Perugina. Avete presente il disegno della coppia che si bacia sotto una pioggia di stelle? Ebbene, a ispirare questa immagine a Federico Seneca, direttore artistico di Perugina negli anni ’30, è stato un dipinto famoso: “Il Bacio” di Francesco Hayez. E adesso alzi la mano chi, nell'aprire e gustare questi cioccolatini, si era già fermato a notare questa impronta d'autore....

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« immagine » QUELLO CHE NON SAI SUI BACI PERUGINA. Impossibile non conoscere i Baci Perugina. Probabile, invece, non sapere alcune curiosità che ruotano attorno alla loro storia così come alla loro produzione attuale. Ce ne siamo resi conto andando in Umbria a visitare laFabbrica del Cioccolato Pe...
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Dildo Selfie Stick.

06 novembre 2016 ore 11:23 segnala

Chi di voi non vorrebbe un vibratore che fa anche i selfie?

Il video di presentazione che sta girando sul Tubo è chiaramente fasullo, ma il prodotto sarebbe geniale se non altro per la sua originalità. Diciamolo subito: è tutto finto. Il sito di riferimento è vuoto, non compaiono i nomi dei creatori e non c'è neppure la possibilità di un contatto per un eventuale acquisto, il canale di YouTube è stato creato apposta.
Però un plauso a chi ha avuto l’idea di girare questo video e pensare a questo prodotto: il dildo selfie stick. Ossia un bastone per selfie applicato a un vibratore.
Il prodotto sarebbe perfetto, perché unisce due attività di cui a quanto pare non possiamo fare a meno: la masturbazione e i selfie. Peccato che le foto, per via della vibrazione, verrebbero tutte mosse.:hoho:hoho:hoho
Bisognerebbe usare con la fotocamera uno stabilizzatore d'immagine, sempre che il cell. ne sia provvisto.

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« immagine » Chi di voi non vorrebbe un vibratore che fa anche i selfie? Il video di presentazione che sta girando sul Tubo è chiaramente fasullo, ma il prodotto sarebbe geniale se non altro per la sua originalità. Diciamolo subito: è tutto finto. http://dildoselfiestick.com/dildoselfiestick/index...
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mmmm…. mousse alla vaniglia e fragole!

06 novembre 2016 ore 11:20 segnala

Difficoltà: media
Tempo: 1 ora + riposo

Ingredienti per la crema alla vaniglia (per 6 persone): 80 gr di latte fresco, 80 gr di panna fresca liquida, 2 tuorli, 50 gr di zucchero, 1/3 di bacello di vaniglia, 1 limone, 4 gr di gelatina in fogli, 150 gr di panna fresca semimontata zuccherata.
Ingredienti per la salsa di fragole: 300 gr di fragole, 80 gr di zucchero, 25 gr di succo di limone, 6 gr di gelatina in fogli.
Preparazione: Portare ad ebollizione per 30 secondi il latte con la bacca di vaniglia, la panna liquida e la scorza del limone. A parte, sbattere i tuorli con lo zucchero, fino a quando il composto si schiarisce. Quindi versare il composto di latte e panna sulle uova, mescolando energicamente. Rimettere tutto sul fuoco e mescolate per qualche minuto (fino a raggiungere la temperatura di 80° se usate il termometro). Unite la gelatina, precedentemente ammollata e strizzata e mescolate bene. Quindi lasciate intiepidire (fino a 28°) e unite delicatamente la panna semimontata zuccherata.
Frullate le fragole con lo zucchero e il succo di limone. In un pentolino, a fuoco basso, sciogliete con due cucchiai d'acqua la gelatina ammollata precedentemente e strizzata. Incorporate la gelatina al frullato di fragole.
Componete i bicchierini a piacere alternando la crema alla vaniglia e la salsa di fragole, avendo l'accortezza di lasciar addensare in frigo o in freezer ad ogni cambio di strato almeno 15 minuti, altrimenti si mescola tutto. Una volta composto i bicchierini lasciar riposare in frigo per 2-3 ore. prima di servire decorate a piacere con ciuffi di panna e fragole.
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« immagine » Difficoltà: media Tempo: 1 ora + riposo Ingredienti per la crema alla vaniglia (per 6 persone): 80 gr di latte fresco, 80 gr di panna fresca liquida, 2 tuorli, 50 gr di zucchero, 1/3 di bacello di vaniglia, 1 limone, 4 gr di gelatina in fogli, 150 gr di panna fresca semimontata zucche...
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La Fragola.

06 novembre 2016 ore 10:51 segnala

La fragola è un frutto solare, simbolo della primavera e della stagione della luce che ritorna dopo il buio invernale.
Secondo un canto popolare inglese, con le foglie della pianta della fragola i pettirossi coprono i figli morti nella foresta. Il mito ha un significato: la foresta rappresenta la notte e l’inverno, quando il sole scompare. Il pettirosso morto e sepolto sotto le foglie di fragola allude all’eroe solare perduto o morto nel bosco per il maleficio di una strega, ma in attesa di tornare alla luce, ossia alla salvezza, come i frutti rossi a primavera.
La fragola è anche una pianta medicinale capace di curare varie malattie.
Il frutto, saporito e profumato, è diuretico, astringente, tonico e depurativo.
Le foglie e la radice guariscono piaghe e ulcere e riducono le abrasioni: il loro infuso è anche un ottimo tè rinfrescante.
Il fiore di fragola simboleggia Stima e Amore, sentimenti ai quali alludono le fragole ricamate sul fazzoletto che Desdemona riceve in dono da Otello e la cui perdita le costa la vita.

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« immagine » La fragola è un frutto solare, simbolo della primavera e della stagione della luce che ritorna dopo il buio invernale. Secondo un canto popolare inglese, con le foglie della pianta della fragola i pettirossi coprono i figli morti nella foresta. Il mito ha un significato: la foresta r...
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