Descriviti elencando pregi e difetti (se ritieni di averne).

24 gennaio 2017 ore 19:36 segnala

Descrivi te stesso! Questa è la domanda di solito posta nella maggior parte dei colloqui di lavoro, e altrettanto spesso si risponde miseramente! Cosa si dice di così sbagliato nella risposta e perché ci fa sempre agitare questa domanda? Perché ci hanno sempre insegnato, i nostri genitori e gli anziani della famiglia, a non vantarsi parlando di noi stessi.
In poche parole ci hanno inculcato una falsa modestia che alla fine penalizza una descrizione obiettiva e sincera del nostro ego.
Con un’infanzia piena di tale consulenza repressiva, non è sorprendente che la maggior parte di noi inizi la risposta con balbuzie e con un puritano rossore, cambiando istantaneamente, in un lampo, le nostre possibilità di occupazione.
Quindi, cosa diciamo? Francamente, basta rispondere alla domanda come viene. La maggior parte dei candidati sconcertati temono questa domanda e iniziano con uno stupido "Fondamentalmente, il mio nome è ...". Perché non ci rendiamo conto che il nostro CV è lì proprio di fronte l'intervistatore, e lui lo sa già.
Ripetendo le cose che sono riportate nel nostro curriculum, abbiamo dimostrato che siamo un tipo di persona con poca fantasia e nessuna capacità d’innovazione e di presentazione.
In realtà, una domanda di questo tipo è un modo ideale per collegare tutto ciò che vogliamo dire di noi stessi e che, per forza di cose, abbiamo dovuto lasciare fuori del CV. Se hai frequentato un istituto superiore, si dovrebbe dire che l'istituzione scolastica ti ha insegnato molto di più di quello che dimostra il diploma che hai conseguito, si può parlare di persone che ti hanno influenzato, di libri letti, dei tuoi hobby e di altri interessi che ti riguardano.
Puoi parlare dei tuoi punti di forza; forse anche citare un esempio, quando avete utilizzato le vostre abilità di risoluzione dei conflitti o di capacità di vendita o qualsiasi altra cosa.
Citare, ma senza approfondire troppo, le proprie debolezze. Fare in modo che diventino punti deboli "positivi". Per esempio si potrebbe dire che a volte si paga per la troppa attenzione ai dettagli rispetto a quanto garantito. Si può confessare apertamente la tendenza ad essere impaziente con i membri del team che non riescono a portare il loro compito o che non possono contribuire a sufficienza.
Ma in primo luogo, pensare prima quello che si vuole dire di se facendo un po' di pratica con se stessi. Ricordate, se si esita a descriversi, i tuoi intervistatori se ne accorgeranno e dubiteranno che tu sia adatta ai requisiti che richiedono. Dopo tutto, se non sai parlare di te, sarà ben difficile che tu sappia comunicare con gli altri come si dovrebbe.
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24/01/2017 19:36:37
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Commenti

  1. leggendolamano 24 gennaio 2017 ore 21:19
    Detto così sembra un esercizio per affrontare una selezione del personale che, per essere "personale" rischia di diventare "impersonale".
  2. tellus27 26 gennaio 2017 ore 15:04
    Difficile parlare di pregi e difetti in assoluto,dal momento che è possibile vedere la stessa cosa da tanti punti di vista,in nome del relativismo,appunto.La cosa può aver senso se si parte da una premessa(come c'insegna il buon Aristotele col suo sempre valido sillogismo.

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