La città che vieta le minigonne.

08 novembre 2016 ore 18:53 segnala

VIETATO INDOSSARE GONNE ECCESSIVAMENTE CORTE IN PUBBLICO.

E’ l’ennesimo curioso e discutibile divieto che non ha nulla da invidiare agli altri Paesi del mondo.
Vi ricordate il famoso “Pacchetto Maroni” approvato nella lontana estate del 2009?
Se in Giappone è vietato essere cicciottelli, a Dubai è vietato baciarsi in pubblico, a Capri non si può passeggiare in centro con gli zoccoli, a Eraclea (VE) i bambini non possono utilizzare paletta e secchiello in spiaggia.
L’ultima singolare interdizione in ordine di tempo è quella di Castellammare di Stabia: vietato portare le minigonne.
Dato che la città versava nel disordine e nel degrado secondo il sindaco attuale, era necessario un regolamento urbano ad hoc.
Questa serie di regole dovrebbe trasformare Castellammare nella patria dell’ordine e della disciplina.
Stop alla troppa carne in vista, di conseguenza agli abiti succinti “che lasciano vedere gli indumenti intimi anche quando si sta a piedi“.
Le boutique avevano già cominciato a preoccuparsi per cambiare l’inventario, ma il Sindaco a Sky.it ha precisato che non tutte le minigonne sono proibite, solo quelle esageratamente corte che sfociano sempre nella volgarità.
E’ vietato anche prendere il sole in costume da bagno nei parchi e sul lungomare cittadino.
Infine, sull’esempio di Sanremo, dite addio alle partitelle in piazza in calzoncini o costume per grandi e piccini, basta girare a torso nudo per tutta l’estate, in città ci si deve coprire e basta giocare a pallone negli spazi esterni.
Ma i divieti non sono finiti qui, riguardano anche l’alcol, il turpiloquio e le scritte sui muri.
Per chi infrange questi divieti le multe possono andare dai 25 ai 500 euro.
Infine il Sindaco ha voluto precisare che le sue scelte non sono partitiche, ma sono state dettate solo dal decoro e dal buon senso.
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08/11/2016 18:53:18
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Commenti

  1. leggendolamano 08 novembre 2016 ore 21:59
    un uso spudorato del comune senso del pudore che non ha pudore di dimostrare spudoratamente la propria grettitudine
  2. nickspider 09 novembre 2016 ore 01:53
    Quale linea della metropolitana è? Da domani mi faccio l' abbonamento se me lo dici! nickspider
  3. FragolaVeloce 09 novembre 2016 ore 09:27
    @leggendolamano: condivido in toto. :clap
  4. FragolaVeloce 09 novembre 2016 ore 09:39
    @nickspider: Un patito delle escursioni metropolitane o un patito della patata? :hoho
  5. nickspider 09 novembre 2016 ore 12:22
    anche un patito della patata, soprattutto se ha un gran bel lato B. nickspider
  6. nickspider 09 novembre 2016 ore 12:26
    Comunque mi hai dato un buon indizio con il filmato del metrò, ritengo di dover andare a Parigi fermata Place de la Bastiglia. nickspider
  7. nickspider 09 novembre 2016 ore 18:42
    Ciao fragola, è l' unico modo per contattarti, purtroppo ho letto che accetti messaggi solo dai preferiti, mi sei subito piaciuta per il tuo spirito e dopo aver approfondito anche pe i tuoi gusti, sono solidale con te e apprezzo la tua onestà mentale, poi condividiamo gli stessi gusti, mi sono piaciute tanto le due ragazze che si baciano, tenerissime, ma quella mini in metro mi ha fatto andare in tilt; hai fatto una bellissima ed elegantissima scelta! Brava. Se vorrai mi farebbe piacere poter rientrare fra i tuoi preferiti, se non ti è possibile ti ringrazzio ugualmente. un bacio da nickspider
  8. nickspider 09 novembre 2016 ore 19:50
    Vorrei regalarti questo racconto, non è finito, se ti va leggilo, vorrei un tuo parere ed un consiglio ossia se proseguire nella narrazione. Grazie FV!

    MONA LISA
    05 ottobre 2016 ore 13:09 segnala elimina post modifica post
    E' seduta innanzi allo specchio della sua toletta,la sua bella mano passa lieve ad accarezzare le bocce con i profumi,le sue dita si soffermano sulla cornice in radica e argento in cui una foto in bianconero raffigura una bellissima ragazza in abito da sera, con un sorriso perfetto ed una rosa stretta sul petto, Monalisa porta a se quella cornice rimira la foto per alcuni istanti e poi la stringe sul cuore e la porta alle sue labbra donandole un caldo bacio, poi sussurra un lieve: "buona notte Monalisa" ma infondo lo sossurra a se stessa, infatti in quella foto è lei trent'anni prima.
    Una lacrima le solca la guancia che mostra un incarnato ancora perfetto in un bel viso che ricorda le sembianze della Gioconda del grande Da Vinci.
    Lascia la camera da letto e live l' attraversa, percorre il corridoio gremito di antiche tele ritraenti i suoi antenati ed accede nel salotto ove l'attende un bellissimo pianoforte Erarld di mogano nero, si siede, impugna il telecomando e fa partire in stereo il suo unico CD, contiene un unico brano replicato innumerevoli volte, il brano é poco noto, si chiama Fotografia ed é un inedito del grande Biagio Antonacci, appunto quello che è colonna sonora di questo blog, la musica incomincia a fluire dalle casse e lei, Monalisa con grande maestria l' accompagna col pianoforte sovrapponendosi con estrema sincronia alle note riprodotte dal CD.
    Le sue dita affusolate scorrono lievi sui tasti mentre lei è quasi in trance, il suo sguardo corre lontano oltre le mura di quel palazzo, oltre il tempo stesso, il suo viso comincia a segnarsi di lacrime, la sua mente rivede il tempo passato, le prime immagini che si ripropongono ai suoi occhi spirituali sono....lacrime di pioggia che solcano il vetro di una finestra attraverso la quale vede un mare invernale e se stessa, giovanissima e bianco vestita che corre e fa le giravolte sulla sabbia, felice e sorridente per nulla di particolare o forse solo per la vita ancora tutta da vivere.
    Corre e volteggia quando nota un giovane uomo con un grande cappello bianco a falde larghe, camicia bianca e panciotto che guarda il mare, poi si volta verso di lei andandole incontro, lei no sa chi sia, si blocca lo fissa ed è colpo di fulmine,lui la stringe a se, l' adagia sulla sabbia bagnata e la bacia con passione mentre lei resta sconvolta e stupita e immensamente felice, l' uomo si rialza in piedi e volge lo sguardo verso il mare e vestito come è si incammina verso le onde e poi si allontana ove l'acqua è più profonda ed ad un certo punto si inabissa per sempre lasciando di se soltanto quel cappello bianco che fluttua sulle onde.
    Continua con le note del suo pianoforte ad accompagnare quel fantastico brano che continua al infinito e al infinito rivive quegli struggei e drammatici di un passato fin troppo presente nella sua vita di donna attempata, una donna che da quel lontano giorno al mare e da quel bacio fece il voto di solitudine come una monaca lo può fare di clausura: Monalisa d' allora vive un amore virtuale con quel uomo che non c'è più e il cui ultimo atto di vita fu quello di stringerla a se e baciarla appassionatamente donandole la propria anima prima di chiudere con la vita.
    Ormai è buio e lei si addormenta china sulla tastiera del piano e sogna abissi e fondali marini, lei vestita che compie tentativi disperati di trovare quel suo unico e possibile antico amore.
    Un tuono la sveglia è ormai sera,si alza e percorre il salone e d esce in terrazza, l' aria è pungente ed una lieve brezza soffia dal mare, i gabbiani volano bassi ed ogni tanto si tuffano in mare per predare il loro solito pasto, Monalisia si appoggia alla ringhiera infila la mano nella tasca della sua vestaglia e prende il porta sigarette d' oro massiccio e l'accendino anche esso d' oro, porta una sigaretta alle labbra e l' accende con una interminabile boccata, trattiene il fumo per un tempo infinito e poi lo espelle alzando il capo verso il cielo, poche boccate e poi la spegne nel posacenere 'posto su una colonna della ringhiera, guarda l' orizzonte, ha un lungo brivido decide di rientrare in casa con l' intenzione di farsi un bel bagno rilassante e poi andare al letto.
    Entra in bagno riempie la vasca e vi versa i sali da bagno, si sfila la vestaglia e lesta si libera degli indumenti intimi e si avvicina alla vasca ove è collocato uno specchio che le restituisce le belle fattezze di una donna alta circa un metro e ottanta, ben fatta, un corpo ancora giovanile, un fondo schiena sodo e ben modellato con una quarta di seno ed un folto cespuglio nero che completa il quadro di una donna nel pieno della propria sensuale bellezza, una donna che non avrebbe alcuna difficoltà ad avere mille spasimanti ed invece ha scelto la solitudine più assoluta quale proprio stile di vita...segue
  9. JealousGuy 20 novembre 2016 ore 13:11
    Io son sempre dell'Idea che i primi responsabili della condizione dei luoghi in cui viviamo siamo noi stessi, nel bene e nel male.
    Qualsiasi sindaco o Amministrazione comunale può varare le norme che ritiene più opportune in nome di una morale e di un buon costume che ritiene perduti (Occhio a non fare abuso però di questi termini miei cari sindaci... :-) ).
    Ma se chi vive in quei posti non intende rispettare alcuna norma e continua imperterrito nei suoi comportamenti, poco i comuni potran farci.
    Nel senso.
    Sta tutto, sempre e comunque, nelle nostre mani.
    Come ad esempio ristrutturare un muro e il giorno dopo trovarlo imbrattato da scritte di ogni tipo.
    O bonicare un'area abbandonata per farne un parco o un luogo di svago, e trovarlo in poco tempo in preda ai rifiuti all'abbandono.

    Sta a noi per primi essere portatori di civiltà.

    Detto ciò, e concludo, mi chiedo.
    Come mai l'ex sindaco di Roma Marino, che si è immolato sull'altare del rigore morale e della lotta alle zone d'ombra della sua città, ogni qualvolta faceva capolino a Piazza di Spagna o Fontana di Trevi, faceva finta di non vedere ogni tipo di oscenità, nudità, rifiuti, lattine carte galleggianti e quant'altro?
    A Roma il buoncostume non vale?
    O forse è il buon Marino che ha una concezione di questo termine tutta da definire?

    A voi la risposta... :-)

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