Emma & Thomas - 1^ parte

12 agosto 2017 ore 08:48 segnala


Emma e Thomas si erano conosciuti alla convention democratica che il 13 luglio 1960 avrebbe nominato John Fitzgerald Kennedy candidato alla Presidenza degli Stati Uniti d’America.
Emma, che proveniva dalla capitale del Montana, Helena, era serenamente sposata e con tre figli ancora da crescere.
Thomas proveniva invece da Charleston, la capitale del West Virginia, aveva un matrimonio fallito alle spalle e due figli grandicelli da guidare.
Entrambi non erano avvezzi a scappatelle o facili innamoramenti, eppure si erano piaciuti subito, appena i loro sguardi si erano incrociati.
Quel loro stare fianco a fianco aveva prodotto una crescente voglia di continuare a starci: si sfioravano, ogni occasione era buona per toccarsi, perché attraverso quel contatto sentivano da una parte l’appagarsi del desiderio, dall’altro facevano crescere la voglia di andare oltre.
Si erano lasciati con baci appena sussurrati e promesse che ci sarebbe stata una volta successiva.
E la volta successiva ci fu, il 10 agosto Thomas andò a Helena. All'aeroporto c’era Emma e mille aspettative d’amore ad attenderlo. Andarono insieme in albergo dove lui posò la valigia, si diede una rinfrescata, si cambiò la camicia e poi in giro per la città.
Sì non avevano fretta, sapevano che c’era la necessità di continuare a conoscersi e a fare in modo che quella “cosa “ crescesse.
Emma voleva proprio farla venir fuori questa cosa, in un modo o nell’altro, ma forse non si aspettava che sarebbe andata cosi.
Aveva notato l’imbarazzo di Thomas quando erano saliti in camera, dopo quel bel girovagare per la città per far vedere i luoghi dove ogni giorno lei viveva.
Invece lei non era nervosa affatto, come per incanto i dubbi e le incertezze dei giorni precedenti si erano dileguati quando lo aveva visto cosi disarmante.
Sì Thomas era proprio disarmante, con una tenerezza tutta sua, con il suo modo di sfiorarla appena mentre lei cercava il contatto più diretto. Ed era stato imbarazzato e nervoso quando gli si era avvicinata per baciarlo e per stringerlo in un abbraccio appena lo aveva visto. No, non era nervosa, ma aveva una gran voglia dei suoi baci, niente altro che lasciarsi prendere da quella dolce tenerezza che sapeva darle.
Thomas la prese per la mano, notò in lei una espressione di meraviglia per questa sua iniziativa alquanto decisa, a dire il vero anche lui restò piacevolmente stupito di questo suo repentino cambiamento, ma aveva una grande voglia di stringerla a se, di inondarla di quel fragoroso sentimento, misto a tenerezza, che stava esplodendo dentro di se, l’attirò contro il suo corpo, ma con delicatezza, le sfiorò il viso con le labbra, ora la fronte, ancora il viso, dolcemente le labbra. Respirando appena, con le sue labbra dischiuse sfiorò ripetutamente e con delicatezze quelle di Emma che tentò di dare passione e desiderio al bacio, ma Thomas sapeva ciò che voleva trasmettere e sapeva cosa cercava: capire ciò che c’era oltre la passione, oltre il desiderio, ma soprattutto se c’era altro.
Le sue mani accompagnavano con naturalezza quel dolce procedere delle labbra, sfiorando appena ciò che esse avevano appena toccato, su un tenero percorso che voleva arrivare sino al cuore di quella donna.
Sfiorò il collo con le labbra quando lei aveva alzato la testa con un piccolo movimento fatto quasi per offrirglielo. Thomas lentamente, con brevi e leggeri tocchi delle labbra, percorse quel meraviglioso breve tratto del corpo estasiato per ciò che quel procedere gli procurava dentro.
Alzò la testa, scostò Emma quel tanto per poterla guardare negli occhi, una meravigliosa terrazza sulla sua anima, poi le sbottonò la camicetta, mentre lei con delicatezza faceva la stessa cosa con la sua camicia, lasciandole cadere per terra, quindi fu la volta del reggiseno e quando sentì i seni su sul petto, si sedette sul letto e incominciò a baciarle con dolcezza ora l’uno, ora l’altro, e poi ancora il primo e ancora, ancora, ancora.
Emma lo lasciò fare, gli lasciò prendere in mano i seni, lasciò che li baciasse e li conoscesse, uno alla volta, con delicatezza e dolcezza, pazienza se non erano i seni che aveva sognato, adesso sapeva che non sarebbe importato proprio nulla.
Era bello lasciarsi scoprire, toccare, baciare un po’ dappertutto sapendo di essere accettata per com'era, in una dimensione dove importavano soltanto loro due.
Thomas si alzò, era di fronte a lei ora, con mani tremanti dall’emozione tentò di slacciare ciò che teneva legata la gonna intorno alla vita, ma Emma lo tolse dall’impaccio e in un attimo si ritrovò nuda, mentre lui con impaccio e goffaggine si liberò di tutto.
Su quel letto Thomas ha amato Emma senza soluzione di continuità per 8 ore, nessun altro pensiero se non amare quella donna, coglierne l’essenza, riempirsi di tutto ciò che riusciva a darle. Mai aveva amato così, mai la parola amore aveva avuto quel significato pieno, pianto e riso mescolati in un groviglio di sentimenti di amore, passione, emozioni, felicità.
E le ore che stillavano lente, fino a lasciare il passo al crepuscolo fuori e alla loro complicità nel letto. Nessun imbarazzo, solo i loro sguardi a cercarsi costantemente fra un bacio e l’altro, una carezza e l’altra, un prendersi con la gioia e la semplicità di chi vuole solo dare piacere all’altro.
Non ci sarebbe stato sesso sfrenato e frettoloso fra loro, solo un tempo infinito di sentirsi un sol corpo e una sola anima: la magia si stava compiendo, la magia s’era compiuta.
Emma a sera tornò a casa, lo fece con una stretta al cuore, con grande sofferenza interiore, ma sapeva che a casa c’erano i suoi ragazzi ad attenderla, la famiglia da portare avanti.
Il giorno successivo fu ancora più magico, la loro conoscenza ora sembrava di anni, come se fossero stati insieme sin dal college, invece in pochi rapidissimi giorni c’era stato il recupero di una vita.
Quando a sera Thomas riprese l'aereo per tornare a casa si ripromisero di rivedersi presto, ma non pensavano che il presto sarebbe diventato prestissimo perché il dividersi fu una cosa angosciante, un tormento interiore che quasi copriva l’amore che era in loro.


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« immagine » Emma e Thomas si erano conosciuti alla convention democratica che il 13 luglio 1960 avrebbe nominato John Fitzgerald Kennedy candidato alla Presidenza degli Stati Uniti d’America. Emma, che proveniva dalla capitale del Montana, Helena, era serenamente sposata e con tre figli ancora ...
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12/08/2017 08:48:20
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Commenti

  1. xspirito.liberox 12 agosto 2017 ore 11:20
    nessun altro pensiero se non amare quella donna, coglierne l’essenza, riempirsi di tutto ciò che riusciva a darle. Mai aveva amato così, mai la parola amore aveva avuto quel significato pieno, pianto e riso mescolati in un groviglio di sentimenti di amore, passione, emozioni, felicità.
  2. sonia.bisex 14 agosto 2017 ore 07:12
    Bel modo di raccontare quella prima volta, mi è sembrato di essere lì ad assistere ad una esplosione di passione e di sentirmi una intrusa. Grazie per questa passione che trasmetti anche attraverso ciò che scrivi e che condividi con noi. :rosa :bacio
  3. s.hela 15 agosto 2017 ore 10:32
    Una bellissima storia d'Amore che qualunque ne sia il suo seguito , riesce a catturare il lettore per non perderne nemmeno un rigo...

    Complimenti Friar , ne ho letto anche la seconda parte ...

    Buon Ferragosto !

    :rosa Giulia
  4. friar 16 agosto 2017 ore 10:04
    @xspirito.liberox Chi di noi non ha vissuto così intensamente il primo incontro. L'imbarazzo, il desiderio, il piacere di far crescere ciò che si prova fino a trasformarlo in passione. Cogli sempre l'essenza :rosa
  5. friar 16 agosto 2017 ore 10:06
    @sonia.bisex Credo che chi scrive qualcosa di pubblico, lo faccia sì per se stesso, ma anche per gli altri, e se riesce a coinvolgere il lettore, allora ha raggiunto il suo obiettivo: comunicare le proprie emozioni. :rosa
  6. friar 16 agosto 2017 ore 10:07
    @s.hela Grazie Giulia, anche per la pazienza che hai avuto nel leggere tutto. Il tuo pensiero è sempre gradito :rosa

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