Kafka e la bambola viaggiatrice

24 aprile 2020 ore 19:34 segnala
A 40 anni Franz Kafka, mai sposato e senza figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita.

Lei e Kafka cercarono la bambola senza successo.

Kafka le disse di incontrarlo lì il giorno dopo e loro sarebbero tornati a cercarla.

Il giorno dopo, quando non avevano ancora trovato la bambola, Kafka diede alla bambina una lettera "scritta" dalla bambola che diceva: "Per favore non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure".

Così iniziò una storia che proseguì fino alla fine della vita di Kafka.

Durante i loro incontri Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la bambina trovava adorabili.
Infine, Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.
"Non assomiglia affatto alla mia bambola", disse la bambina.

Kafka le consegnò un'altra lettera in cui la bambola scriveva: "I miei viaggi mi hanno cambiata."

La bambina abbracciò la nuova bambola e la portò tutta felice a casa.
Un anno dopo Kafka morì.

Molti anni dopo, la bambina oramai adulta trovò una letterina dentro la bambola. Nella minuscola lettera firmata da Kafka c‘era scritto: "Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo".


- Jordi Sierra i Fabra


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A 40 anni Franz Kafka, mai sposato e senza figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. Lei e Kafka cercarono la bambola senza successo. Kafka le disse di incontrarlo lì il giorno dopo e loro sarebbero tornati a...
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IN THE TIME OF PANDEMIC

20 marzo 2020 ore 20:47 segnala
And the people stayed home. And read books, and listened, and rested, and exercised, and made art, and played games, and learned new ways of being, and were still.
And listened more deeply.
Some meditated, some prayed, some danced.
Some met their shadows.
And the people began to think differently.

And the people healed.
And, in the absence of people living in ignorant, dangerous, mindless, and heartless ways, the earth began to heal.

And when the danger passed, and the people joined together again, they grieved their losses, and made new choices, and dreamed new images, and created new ways to live and heal the earth fully, as they had been healed.


- Kitty O’Meara

per sfatare il mito della stesura nel periodo della peste dell'800 https://the-daily-round.com/about-kitty-omeara/


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And the people stayed home. And read books, and listened, and rested, and exercised, and made art, and played games, and learned new ways of being, and were still. And listened more deeply. Some meditated, some prayed, some danced. Some met their shadows. And the people began to think...
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L'amore ai tempi dei social

14 marzo 2020 ore 21:50 segnala
Cerchi…tocchi…cancelli…scatti…cancelli…

Swipe left…

A sinistra, resta sospesa quella sorpresa di nuova voglia incagliata in maglie di “cotte”.

TU, sotto tutto quel trucco sei in trappola per troppi.

Swpe right…

A destra, TU – WOW- a sinistra

Sembra sempre ombra quella bella pelle sulle spalle.

A destra, con tutto il vuoto che il tuo volto vuol rivolto verso il fuoco e riverso dentro il poco che ora vedo.

TU e il tuo ego modellato da modella mozzafiato che ha scambiato l’esser bella per lavoro e soluzione “non sarà solo illusione” dice quella tua espressione.

TU e tutto quell’inferno dentro agli occhi.

Quel che ti manca è quello che non hai, che avevi, hai perso, preso e presto avrai, che speri un giorno arrivi e che ti tocchi.

TU che giochi in questo tempo senza tempo a dare tutto ora e che sia eterno.

Adesso fermati, con me, e pensa a quanto sia migliore l’impararsi rispetto al bello che non resta più di un soffio, capirsi e accettarsi son case che non crollano ai crudi colpi di darsi colpe, ma restano e resistono nel rispetto.

Per questo resto fermo e non ti metto né a destra né a sinistra di un giudizio, ma esercito il diritto di esser me con tutti i mali che m’han reso più o meno il pieno e vuoto suono che ora senti.


- Simone Savogin



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Cerchi…tocchi…cancelli…scatti…cancelli… Swipe left… A sinistra, resta sospesa quella sorpresa di nuova voglia incagliata in maglie di “cotte”. TU, sotto tutto quel trucco sei in trappola per troppi. Swpe right… A destra, TU – WOW- a sinistra Sembra sempre ombra quella bella pelle sulle...
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Perché non fai un figlio?

23 gennaio 2020 ore 11:13 segnala
Non sono madre e non è insita in me l’indole materna. Non è per mancanza di emotività, cattiveria o giovinezza ma perché è qualcosa che, semplicemente, non sento.

Tuttavia sebbene non abbia figli ho una visione piuttosto chiara in merito alla genitorialità.

So che nel ventunesimo secolo, nel 98% dei casi, di fronte ad un figlio in arrivo la diceria “è capitato” non è altro che un alibi zoppo per non ammettere la propria superficialità e respingere un bel bagaglio di responsabilità.
So che un figlio non si fa nella vile e vana speranza di salvare un rapporto di coppia liso, ormai agli sgoccioli.
So che un figlio non si fa con l’intento di imporgli un determinato orientamento sessuale, religioso o politico e so che laddove fossero proprio queste le intenzioni forse più che un figlio dovreste valutare l’idea di un automa.
So che un figlio ha bisogno di vedere i propri genitori sereni, che siano insieme oppure no.
So che non si fa “perché tanto poi ci sono i miei che lo tengono”. Non si fa per poi usarlo come ripicca nei confronti di un/una ex compagno/a. Non si fa per poi accusarlo della propria infelicità e insoddisfazione e per sfogare la propria frustrazione.
So che quando si decide di avere un figlio quest'ultimo deve diventare LA priorità.
So che non è e mai sarà un oggetto di nostra proprietà.
So che per farlo bisogna essere capaci di incitarlo ad inseguire la sua felicità, sempre, anche se è diversa dal nostro concetto di felicità.

Bisogna insegnargli tanto e nel contempo essere disposti ad imparare anche di più.

So che un figlio è un impegno morale, fisico ed economico che finché non è autosufficiente ha il diritto di dipendere dai propri genitori senza sentirsi secondo a niente e nessuno, senza sentirsi un impedimento, senza farsi carico dei sensi di colpa che chi l’ha messo al mondo non è stato in grado di accollarsi.
So che tante volte, nel vedere certe dinamiche, l’unica cosa che mi verrebbe da chiedere è “ma perché hai fatto un figlio?” ma resto in silenzio.

E nel silenzio penso a quante di quelle volte invece di sentenziare su chi di figli non ne vuole e provare a convincerli del contrario sarebbe più onesto stringergli la mano e dire “fai bene, perché un figlio non è uno scherzo”.


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Non sono madre e non è insita in me l’indole materna. Non è per mancanza di emotività, cattiveria o giovinezza ma perché è qualcosa che, semplicemente, non sento. Tuttavia sebbene non abbia figli ho una visione piuttosto chiara in merito alla genitorialità. So che nel ventunesimo secolo, nel 98%...
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Vorrei sapere quando ti ho perso

21 gennaio 2020 ore 10:10 segnala
Vorrei sapere quando ti ho perso
in quale data in che momento
forse quel martedì ch’ero triste
o un mese prima d’averti visto
forse quella domenica pomeriggio
ch’ero allegra e parlavo troppo di me
forse in una data remota
inesplicabile e ignota
come il tre marzo del millenovecentotré.

Vorrei sapere dove ti ho perso
in che punto preciso della città
forse davanti ad un semaforo
forse in un bar o in una stanza
forse dentro ad un sorriso
forse lungo una lacrima
che colava giù per una guancia
forse tra le aureole gialle dei lampadari
sospese nella nebbia dei viali.

Vorrei sapere perché ti ho perso
il motivo la necessità dell’errore
forse perché non c’è tempo
o perché c’è stato l’inverno
e adesso viene la primavera
ma con tanto poco sole
tra i muri d’acciaio e cemento
che tremano per il rumore
delle macchine, delle fabbriche, degli ascensori.

Ma non voglio sapere che ti ho perso
che ti ho perso e dove e quando e perché.

- Joyce Salvadori Lussu


L’assenza è presenza.

09 gennaio 2020 ore 12:42 segnala
Pio XIII: "Chi è lo scrittore più importante degli ultimi 20 anni?... Attenta però, non il più bravo. La bravura è degli arroganti... L'autore che ha destato una curiosità così morbosa da diventare il più importante...?".

Sofia Dubois: "Non saprei. Philip Roth?".

Pio XIII: "No. Salinger. Il più importante regista cinematografico?".

Sofia Dubois: "Spielberg?".

Pio XIII: "No. Kubrick. L'artista contemporaneo?".

Sofia Dubois: "Jeff Koons... Marina Abramovich?".

Pio XIII: "Banksy. Il gruppo di musica elettronica?".

Sofia Dubois: "Ohh, non so assolutamente niente di musica elettronica...".

Pio XIII: "E poi c'è chi dice che Harvard è una buona università... Comunque, i Daft Punk. E invece la più grande cantante italiana?".

Sofia Dubois: "Mina".

Pio XII: "Brava. Adesso lei sa quale è l'invisibile filo rosso che unisce tutte queste figure che sono le più importanti nei loro rispettivi campi? Nessuno di loro si fa vedere. Nessuno di loro si lascia fotografare".


- Paolo Sorrentino, da "The Young Pope"


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Pio XIII: "Chi è lo scrittore più importante degli ultimi 20 anni?... Attenta però, non il più bravo. La bravura è degli arroganti... L'autore che ha destato una curiosità così morbosa da diventare il più importante...?". Sofia Dubois: "Non saprei. Philip Roth?". Pio XIII: "No. Salinger. Il più...
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Misantropia

29 ottobre 2019 ore 18:22 segnala
XXXIX

«Prima di tutto bisogna stare attenti che non ci succeda qualche guaio.»

«E quale?» domandai.

«Che non diventiamo dei misologi, come certi che diventano misantropi. Non c'è male peggiore che questo di odiare ogni discussione. Misologia e misantropia nascono nello stesso modo. La misantropia nasce quando si è riposta eccessiva fiducia in qualcuno, senza conoscerlo bene, ritenendolo amico leale, sincero, fedele mentre poi, a poco a poco, si scopre che è malvagio e infido, un essere del tutto diverso. Quando questa esperienza si ripete più volte, specie con quelli che stimavamo più fidati e più amici, si finisce, dopo tante delusioni, con l'odiare tutti e col credere che in nessun uomo vi sia qualcosa di buono. Non succede così?»

«Proprio così,» risposi.

«E non è ingiusto, questo? Non è forse vero che chi si comporta così, evidentemente vive tra gli uomini senza averne nessuna esperienza? Se, infatti, li conoscesse appena, saprebbe che son pochi quelli veramente buoni o completamente malvagi e che per la maggior parte, invece, sono dei mediocri

«In che senso?» feci.

«È lo stesso delle cose molto piccole e molto grandi. Credi forse che sia tanto facile trovare un uomo o un cane o un altro essere qualunque molto grande o molto piccolo o, che so io, uno molto veloce o molto lento o molto brutto o molto bello o tutto bianco o tutto nero? Non ti sei mai accorto che in tutte le cose gli estremi sono rari mentre gli aspetti intermedi sono frequenti, anzi numerosi

«Ma certo,» riconobbi io.

«E non credi che se si facesse una gara di malvagità, pochissimi arriverebbero tra i primi

«È probabile,» ammisi.

«Altro che,» disse. «Ma su questo punto, non si può fare un parallelo tra le discussioni e gli uomini. Il fatto è che tu hai continuato a discutere ed io ti son venuto dietro. Si può vedervi una relazione, invece, in questo senso, quando uno presta, cioè, troppa fede a una tesi e la ritiene buona senza conoscerla a fondo e poi in un secondo momento, gli sembra falsa, a volte anche a ragione, ma a volte a torto, e quando questo gli capita spesso... Tu sai bene che quelli che si perdono in discussioni sul pro e sul contro, finiscono col credersi dei sapientoni e di essere i soli ad avere intuito che niente a questo mondo, e tanto meno le discussioni, è stabile e sicuro e credono che tutto, come nell'Euripo, vada su e giù, senza sosta, senza un momento di tregua.»

«È proprio vero, è così!» affermai.

«Ebbene, Fedone,» riprese, «sarebbe una cosa veramente deplorevole se, con tutte le tesi vere e sicure che vi sono e vengono riconosciute tali, soltanto per il fatto che ci si imbatte in altre che, pur essendo sempre le stesse, ora ci sembrano vere ora false, si finisse col dare la colpa non a se stessi e alla propria incapacità ma, per la stizza, agli argomenti e si passasse tutta la vita a odiare e maledire ogni discussione privandoci, così, della verità e della conoscenza della realtà

«Santo cielo,» esclamai, «sarebbe veramente una brutta cosa.»


- Platone, da "Il Fedone"


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XXXIX «Prima di tutto bisogna stare attenti che non ci succeda qualche guaio.» «E quale?» domandai. «Che non diventiamo dei misologi, come certi che diventano misantropi. Non c'è male peggiore che questo di odiare ogni discussione. Misologia e misantropia nascono nello stesso modo. La...
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La Grande Bellezza

22 ottobre 2019 ore 09:22 segnala
Jep: Ti prego, mi vanto di essere un gentiluomo… nun me fà crollà l'unica certezza che ho, eh?

Stefania: No, no, no adesso tu per favore mi dici quali sarebbero le mie menzogne e le mie fragilità, bello mio, eh ? Io sono una donna con le palle. Parla, su. Parla.

Jep: Su "donna con le palle" crollerebbe qualsiasi gentiluomo... Stefa' l'hai voluto tu, eh?
In ordine sparso: la tua vocazione civile ai tempi dell'università non se la ricorda nessuno; molti invece ricordano personalmente un'altra tua vocazione che si esprimeva a quei tempi, ma si consumava nei bagni dell'università...
La storia ufficiale del partito l'hai scritta perché per anni sei stata l'amante del capo del partito.
I tuoi undici romanzi pubblicati da una piccola casa editrice foraggiata dal partito, recensiti da piccoli giornali, vicini al partito, sono romanzi irrilevanti, lo dicono tutti, questo non toglie che anche il mio romanzetto giovanile fosse irrilevante, su questo ti do ragione.
La tua storia con Eusebio: ma quale? Eusebio è innamorato di Giordano, lo sanno tutti... da anni pranzano tutti i giorni da Armando, al Pantheon, sotto all'attaccapanni, come due innamoratini sotto alla quercia. Lo sanno tutti e fate finta di nulla.
L'educazione dei figli che tu condurresti con sacrificio minuto per minuto: lavori tutta la settimana in televisione, esci tutte le sere, pure il lunedì, quando non si manifestano neppure gli spacciatori di popper.
I tuoi figli stanno sempre senza di te: pure durante le vacanze, lunghe, che ti concedi, poi hai per la precisione un maggiordomo, un cameriere, un cuoco, un autista che accompagna i ragazzi a scuola, tre baby-sitter... Ma insomma… come e quando si manifesta il tuo sacrificio?! Queste sono le tue menzogne e le tue fragilità.

Stefà, madre e donna, hai cinquantatré anni e una vita devastata, come tutti noi…

Allora invece di farci la morale… di guardarci con antipatia... dovresti guardarci... con affetto…

Siamo tutti sull'orlo della disperazione, non abbiamo altro rimedio che guardarci in faccia, farci compagnia, pigliarci un poco in giro...

O no?


- Paolo Sorrentino


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Jep: Ti prego, mi vanto di essere un gentiluomo… nun me fà crollà l'unica certezza che ho, eh? Stefania: No, no, no adesso tu per favore mi dici quali sarebbero le mie menzogne e le mie fragilità, bello mio, eh ? Io sono una donna con le palle. Parla, su. Parla. Jep: Su "donna con le palle"...
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Everybody’s Free (To Wear Sunscreen)

07 agosto 2019 ore 10:49 segnala
Ladies and Gentlemen of the class of ’97:

Wear sunscreen.

If I could offer you only one tip for the future, sunscreen would be it.
The long term benefits of sunscreen have been proved by scientists whereas the rest of my advice has no basis more reliable than my own meandering experience.
I will dispense this advice now!

Enjoy the power and beauty of your youth; or never mind. You will not understand the power and beauty of your youth until they have faded. But trust me, in 20 years you’ll look back at photos of yourself and recall in a way you can’t grasp now how much possibility lay before you and how fabulous you really looked.

You are not as fat as you imagine!

Don’t worry about the future; or worry, but know that worrying is as effective as trying to solve an algebra equation by chewing bubblegum. The real troubles in your life are apt to be things that never crossed your worried mind; the kind that blindside you at 4 PM on some idle Tuesday.

Do one thing every day that scares you!

Sing!

Don’t be reckless with other people’s hearts; don’t put up with people who are reckless with yours.

Floss!

Don’t waste your time on jealousy; sometimes you’re ahead, sometimes you’re behind. The race is long, and in the end, it’s only with yourself.

Remember the compliments you receive; forget the insults. If you succeed in doing this, tell me how.

Keep your old love letters. Throw away your old bank statements.

Stretch!

Don’t feel guilty if you don’t know what you want to do with your life. The most interesting people I know didn’t know at 22 what they wanted to do with their lives. Some of the most interesting 40-year-olds I know still don’t.

Get plenty of calcium.

Be kind to your knees, you’ll miss them when they’re gone.

Maybe you’ll marry, maybe you won’t.
Maybe you’ll have children, maybe you won’t.
Maybe you’ll divorce at 40.
Maybe you’ll dance the funky chicken on your 75th wedding anniversary.
Whatever you do, don’t congratulate yourself too much, or berate yourself either. Your choices are half chance; so are everybody else’s.

Enjoy your body. Use it every way you can. Don’t be afraid of it, or what other people think of it. It’s the greatest instrument you’ll ever own.

Dance, even if you have nowhere to do it but in your own living room.

Read the directions, even if you don’t follow them.

Do not read beauty magazines; they will only make you feel ugly.


Brother and sister
Together, we'll make it through
Someday our spirits
Will take you and guide you there
I know you've been hurting
But I've been waiting to be there for you
And I'll be there just helping you out
Whenever I can


Get to know your parents; you never know when they’ll be gone for good.

Be nice to your siblings; they are your best link to your past and the
People most likely to stick with you in the future.

Understand that friends come and go, but for the precious few you
Should hold on.

Work hard to bridge the gaps in geography and lifestyle, because the older you get, the more you need the people you knew when you were young.

Live in New York City once, but leave before it makes you hard.

Live in Northern California once, but leave before it makes you soft.

Travel!

Accept certain inalienable truths: prices will rise, politicians will philander, you too will get old-- and when you do, you’ll fantasize that when you were young prices were reasonable, politicians were noble and children respected their elders.

Respect your elders!

Don’t expect anyone else to support you.

Maybe you have a trust fund, maybe you have a wealthy spouse; but you never know when either one might run out.

Don’t mess too much with your hair, or by the time you're 40, it will look 85.

Be careful whose advice you buy, but be patient with those who supply it.
Advice is a form of nostalgia. Dispensing it is a way of fishing the past from the disposal, wiping it off, painting over the ugly parts and recycling it for more than it’s worth.

But trust me on the sunscreen!


Brother and sister
Together, we'll make it through
Someday our spirits
Will take you and guide you there
I know you've been hurting
But I've been waiting to be there for you
And I'll be there just helping you out
Whenever I can

Everybody's free
Everybody's free
Oh, yeah
Don't you fear


- Written by Mary Schmich, Spoken by Lee Perry




Chinese Shopping Center

11 luglio 2019 ore 10:39 segnala
Oggi parliamo del NEGOZIO DEI CINESI.

Al negozio dei cinesi ci siamo stati tutti, è quel posto dove all'entrata c’è la scritta: LASCIATE OGNI SPERANZA DE QUALITÀ O VOI CHE ENTRATE.

Dice: “Ma che vende il negozio dei cinesi?” Tutto.
Vende tutto. Dal sapone pe’ i piatti al teletrasporto de Star Trek che cambia colore col sole. Tutto
Oggi se non c’hai un negozio de cinesi vicino casa sei rovinato, non poi fa più niente.
C’hanno fili e adattatori de cose che ancora devono inventà. Un caricatore costa tipo 1€ e dura 48 ore.
Se voi er telefono carico ne devi comprà uno al giorno. A te te sembra de risparmià, in realtà te ne stai a comprà uno normale a rate.
È come se vai da 'na Escort e invece de fatte 'na scopata da 50€ te fai fa 33 pippe da 1,50€. :mmm

Il concetto è quello.

Il negozio dei Cinesi è quel posto dove tutti i dipendenti stanno a tempo indeterminato, nel senso che una mattina attaccano al lavoro e poi non staccano mai più.
Per questo c’hanno gli occhi a mandorla, perché ogni tanto se poggiano de nascosto a ‘no scaffale co le mani alle tempie e sussurano: “Ehhh, vita di Melda”.
In confronto i dipendenti de Amazon lavorano a Disneyland. :incazzato
Se tu entri de corsa e urli: “CGIL !!!” je metti più paura de n’attentato dell’Isis.
È come sparà col fucile dentro a un pollaio, escono settanta persone da sotto gli scaffali e urlando: “Colli! Colli! Scappa!”, che pure gli scarafaggi corrono confusi: “Che cazzo è successo oh! Ma che è venuta l’Asl?”, e er cinese je risponde: “No peggio! Sindacato! Colli! Colli!”

Da fuori, la porta del negozio non se vede. Davanti ce stanno 'na serie de impedimenti.

Uno: la muraglia de tovaglie de plastica. Quelle a rotolo, che se comprano al metro.
Pe risparmià spazio mischiano le festività: io na volta n’ho comprata una co Babbo Natale che se magnava er cocomero.
So quelle che se ci appoggi un piatto caldo sopra, sulla tovaglia resta er buco, sul tavolo se tatua la fetta de cocomero e sotto al piatto c’è Babbo Natale che penzola. :babbo

Due: la siepe de fiori finti. A vedelli so tutti colorati, se provi a annusalli odorano de culo de panda.
Non se sa de che materiale so fatti, però na volta un’ape ce s’è posata sopra e è morta de tetano.
Mo je n’ho regalato un mazzo a mi socera, voglio vedè se funziona pure co lei. :flower

Tre: la cascata de zaini scrausi. So quegli zaini che se te li compri alle 10 de mattina, a mezzogiorno te s’è rotta la zip, alle due te se so staccati i manici e alle 5 te tocca portallo in braccio tipo neonato in guerra, pe’ non perdete quello che c’hai messo dentro.
Le cuciture non ce stanno, so solo appoggiate.
Se starnutisci mentre cammini cominci a cacà block notes. :prot

Superato tutto questo entri, e pure se è la prima volta, te sembra de essece già stato, perché i negozi dei cinesi, so come i cinesi, tutti uguali.
Appena entri senti subito quell’odorino de genocidio de massa misto a candeggina al limone.
Subito a destra ce stanno i vestiti. Lo stile va da “Cugini de Campagna 81/82” a “Orietta Berti mignotta”.
So comodi perché te li vendono che già puzzano.
Le taglie le scrivono a caso, così un po’ per gioco.
La cosa comoda è che quella che c’è scritta sopra, è sicuramente quella che non è.
Ce stanno pure i completini sexy da donna.
So talmente sintetici che se fai l’amore senza spogliatte dopo la prima strusciata prendi fuoco tipo diavolina: FFFFFFUM! :alfuoco
Finito.

Al muro in fondo ci sono sempre i giocattoli per bambini, ma anche quelli di dubbia provenienza.
Le Barbie finte, con gli occhi dipinti all’altezza del naso, la bocca su na zinna e i vestiti da porno bulgaro, che invece de Barbie se chiamano: Jessica, Osvalda e Filomena Maria.
Poi ce stanno gli altri giocattoli, ma pure quelli coi nomi tutti mischiati.
C’è Jurassik Dumbo, Il trono di Spiderman e Conan il barman.
Poi c’è Superman sul cavallo de Zorro co la faccia de Terminator che se chiama Super Zorrinetor.
E batman col vestito de Candy Candy che se chiama Candyman - L’uomo pipistrano.
Se ne compri uno a tu fijo, a scuola lo piano p’er culo fino al master de ingegneria. :bataboing
Non fatelo.
Veramente.


Vicino la cassa c’è sempre ‘na signora de n’età indefinita tra i 30 e i 60 anni, la proprietaria, che con te e gli altri clienti è gentilissima, ma se capisce lontano un miglio che è una grandissima stronza.
Quella è ‘na sorta de Adolf Hitler col Mein Kampf in vendita a 2,90€. Sicuro.
Se giri dietro al bancone invece, c’è sempre uno seduto su ‘na scatola che se sta magnà 15 ravioli e sei etti de riso alla cantonese. È sempre lo stesso, non lo finisce mai perché co le bacchette prende un chicco pe’ volta. Quel riso è scaduto nel 91, prima era in bianco, i piselli ce so cresciuti dopo.
Se lo becchi a magnà te guarda intimorito, co lo stesso sguardo del gatto quando lo sgami che se sta a lecca il culo.

Il negozio dei cinesi è il posto più democratico del mondo: qualsiasi lingua parli, loro non te capiscono, manco se parli cinese.
La lingua ufficiale è il linguaggio dei segni, e comunque ce vogliono tre ore:
- Buongiorno, vorrei dello scotch
- Ah tu vuole spillatlice!
- No, no spillatrice. Lo scotch!
- Ah vuole omblello!
- No, ombrello signora, scotch.
- Fello da stilo?
- No, lo scotch.
- Ah dici viblatole di massaggio?
- NO VOGLIO LO SCOTCH! Quello grande trasparente!
E nel frattempo gli fai il gesto con le mani.
Quella vede il gesto e ti fa: “Allola vedi che volevi viblatole!” Vabbè, vaffancina.
Comunque una volta che hanno capito quello che volevi, ridono e ti dicono che non ce l’hanno, ma poi se lo cerchi ce l’hanno e loro se rimettono a ride.
Nel negozio dei cinesi prendere qualcosa dagli scaffali è tipo gioco di abilità, puoi prendere quello che vuoi a patto che riesci a non fa cascà tutto quello che c’è sopra. Se sbagli scatola muori sepolto e finisci nei ravioli de quello dietro al bancone. :amen

Mentre cammini nel negozio però, c’hai come la sensazione de sentitte osservato.
Se sei abbastanza veloce a giratte noti che ce stanno 15 cugini cinesi clonati che fanno finta de sistemà scatole de legno a fiori pe controllatte a te.
So na sorta de ninja de vigilanza.
Appena te giri è tipo un due tre stella: uno se nasconde nei detersivi, uno fa na capriola sotto i cacciaviti e n’altro s’attacca sul soffitto alle borse false de Luis Vuitton.
Te seguono co talmente tanta insistenza che pure se non rubi niente te senti la coscienza sporca.
Sei entrato che eri un cittadino onesto esci che te senti Ciro de Gomorra. :gun

Tu vai via, ma già lo sai che il giorno dopo sarai costretto a tornarci, perché ti servirà un cd vergine, un rastrello da giardinaggio o una confezione di ministilo.
Ed è così che l’impero cinese conquisterà il mondo: novanta centesimi alla volta.:firulì


- Emiliano Luccisano


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Oggi parliamo del NEGOZIO DEI CINESI. Al negozio dei cinesi ci siamo stati tutti, è quel posto dove all'entrata c’è la scritta: LASCIATE OGNI SPERANZA DE QUALITÀ O VOI CHE ENTRATE. Dice: “Ma che vende il negozio dei cinesi?” Tutto. Vende tutto. Dal sapone pe’ i piatti al teletrasporto de Star...
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11/07/2019 10:39:58
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