Prima dell'alba

16 aprile 2018 ore 16:57 segnala


“Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso.
Per evitarlo cambi l'andatura.
E il vento cambia andatura, per seguirti meglio.
Tu allora cambi di nuovo,
e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo.
Questo si ripete infine volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te; è qualcosa che hai dentro: quel vento sei tu.
Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro.
Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo.. soltanto una sabbia bianca, finissima, come fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia.
E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. È una tempesta metafisica e simbolica.
Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. È il tuo sangue, e anche sangue di altri.
Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero.. ma su un punto non c'è dubbio: ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato"

(Haruki Murakami - Kafka Sulla Spiaggia)



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16/04/2018 16:57:53
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Delle volte

04 dicembre 2017 ore 00:01 segnala


Delle volte per non perderla corri di fretta: sai che non ti aspetta e non rallenta.. e quando ti avvicini accelera.

Delle volte ti va stretta e ti spaventa, e quindi corri il doppio per riuscire a prenderla:

La vita è come una clessidra; ma non si gira se è finita. Guarda sfilare il tempo fra le dita, e non chiude il palmo per bloccargli la via d'uscita:
Fino allo spasmo soffia forte e ti aggiungi una nemica..

Senza pensare che ci è stato assegnato un cammino, con la certezza di esser NOI a costruirci il destino, per non sfogare l'impotenza in un pianto: perché la vita te la fai, non te la sceglie qualcun altro.

Delle volte ti rifugi in un abbraccio, delle volte gli errori sono maggiori delle cose giuste che hai fatto.. pensi al passato (dove il meglio è qualche sbaglio), rimpiangendo il poco tempo per recuperarlo.

Delle volte ti chiudi nei tuoi pensieri senza pensare al domani, riflettendo sui tuoi ieri..
Vedi? Non dài molta importanza a questo gioco: delle volte è troppo e delle volte è troppo poco!
Quando vorresti uscirne fuori ma non trovi il modo: non puoi spegnere emozioni che bruciano come il fuoco

Delle volte hai bisogno di qualcuno e altre volte sarai il solo che conforta il tuo nessuno

Delle volte la vita ti imbocca merda, ma siccome è sempre quella ti costringerà al digiuno

Delle volte la vita sferra i suoi colpi e resto muto.. e altre volte me lo scrollo dopo che le piscio in c**o

Delle volte per una donna piangi: c'hai creduto veramente e c'è un bicchiere a consolarti. Dicevi "era quella giusta!" continuando a disperarti, annebbiandoti la testa col Bacardi.. ma ne vale veramente la pena commiserarti? Come il Cicatrene c'è il tempo a rimarginarti

Come saprai se è giusta quella che hai davanti? Dirtelo è impossibile, però dovrai provarci.. beh, dovrai fidarti; ma terrai una mano dietro se lei proverà a inc**arti.
In ogni caso combatti, perché la vita è una sola e devi portarla avanti

Capita che tutto il mondo ti crolli addosso, schiacci ogni tuo sogno e renda vano ogni tuo sforzo, che tutti quanti gli eventi seguano un corso, ma l'alba dei più belli veda presto il suo tramonto.
E delle volte ti capita che.. che non trovi risposte ai tuoi mille perché
E delle volte ti capita che.. che più che credere in te, beh credi in quello che c'è




Ci sono volte che la mia vita è un rebus al quale non ho risposte. Sono forte delle sicurezze che ho che poggiano su un "forse"..
Capita di accorgersene che sono smosse, che per la soluzione te ne manca sempre un pezzo come il topless.

- Intanto il tempo corre, forte e corre, corre e corre -
Delle volte esci con donne che ti fanno delle corna che non passi per le porte, altre volte c'è alta fedeltà più delle Bose, ma tu le lasci perché per te non sono abbastanza stronze.

E mi innamoro.. ma se sono solo la verità è che lo sono per scelta - sì, loro!
Ho un mare di progetti in un cantiere niente male, con un fare maniacale e la voglia di migliorare nelle rime, che sono tempestose come le cime di Bronte
- L'hai visto che possiedo il coraggio del Conte di Montecristo? -

Al pari dei miei cari - questa è per Alex e Yari - capita che quelli che ti circondano sono più bravi. Tocca mettersi in gioco per la posta, e dare fondo ad ogni forza nella corsa

Chi per una donna dona una costola, chi si mette in mostra, chi viene scalzato da questa giostra, chi ti dimostra che vale, chi per errore ti fa del male e chi invece te lo fa apposta.

Ci sono volte in cui ti salvi in corner e mille volte in cui la palla va a finire in rete perché la tua forza è enorme
Altre fai il gallo più della Cornflakes, e vivi di alti e bassi peggio delle borse
A relazionarti con gli altri delle volte è tardi per armarsi di ago e cucire strappi, mancano punti per i rimpianti e troppi rattoppi sui tuoi rapporti li rendono instabili

Stabilire chi è nel giusto dimmi a chi spetta? Se molte volte gli eventi degenerano così in fretta
Io vivo di poco e ve lo scrivo, che spesso tocco l'apice delle mie giornate per un sorriso

Capita che tutto il mondo ti crolli addosso, schiacci ogni tuo sogno e renda vano ogni tuo sforzo, che tutti quanti gli eventi seguano un corso, ma l'alba dei più belli veda presto il suo tramonto.
E delle volte ti capita che.. che non trovi risposte ai tuoi mille perché
E delle volte ti capita che.. che più che credere in te, beh credi in quello che c'è



Capita che non trovi più le tue risposte, che la tua stanza è Panic Room come per Jodie Foster, che i tempi sono cupi e i luoghi sono solo fronde: il mondo è fatto dai lupi e tu ci danzi insieme come Kevin Costner.

Tocca incasinarsi per risolvere, ammazzarsi per risorgere, amarsi per accorgersene
Incatenarsi per insorgere, inventarsi per evolvere, guardarsi per distogliere
Mangiarsi la polvere per poi mordere qualcosa di più dolce, e rubare gli Occhi della Tigre alle Tigri di Mompracem.

Delle volte mancano le forze e nulla ha un senso.. se pago colpe d'altri prendo più calci di Janet Jackson
Quello che penso non è quello che vedo, ma non impreco sul cielo se non finisco a trent'anni a dare fuoco al Vangelo:

Quel che ottengo è dato solo dall'ego, quindi strofino la testa e mi aspetto un lampo di genio.. ma quale premio? è meglio un po' di vero, tanto il peso delle azioni non si sente che a gravità zero

Solo il dinero camuffa le prove, e il reato più nero prende il colore delle scogliere di Dover
Dimmi dove siamo messi e perché, se delle volte scendo a compromessi e perdo una parte di me. Se i miei interessi e i miei bisogni sono il giorno e la notte.. ma senza gli uni non si vive e senza gli altri non si dorme

Come posso cercare conferma, se per farlo ho poche mosse e spese quelle sto in riserva come i pellirosse?

Delle volte le paure sono ombre, ma è la luce della mia coscienza a dargli delle forme: loro sono profonde e io non prendo le distanze. Ma come combatto un nemico che non ha sembianze?

Mille alleanze, un solo gladio, e cento passi da qui.. fino agli scheletri dentro l'armadio

Delle volte gira tutto al contrario, e non faccio quello che voglio ma quello che è necessario: conosco il mio onorario e lo pago; ma l'altro lato di me stesso è un mercenario a un prezzo molto più elevato.

Nulla poi è scontato e io porto quello che sono: delle volte marcio, ma delle volte buono



(Delle volte basta il testo di una canzone a farti riappacificare con il resto delle persone, o quanto meno alla concezione che hai di te stesso e della loro opinione)
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« immagine » Delle volte per non perderla corri di fretta: sai che non ti aspetta e non rallenta, e quando ti avvicini accelera. Delle volte ti va stretta e ti spaventa, e quindi corri il doppio per riuscire a prenderla: La vita è come una clessidra, ma non si gira se è finita. Guarda sfilare i...
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L'imperatore scrive

10 luglio 2017 ore 00:37 segnala


"Come dovrei essere ?

Dovrai essere come un promontorio roccioso contro cui gli incessabili flutti si infrangono con perseveranza. Ti ergerai incrollabile mentre le vorticose acque, cullandosi, si andranno placandosi ai tuoi piedi.
Ti sento dire: 'me sventurato… proprio a me doveva capitare?'. Ma non è corretto.. sarebbe meglio dire:

'Sono davvero fortunato, poiché le avversità non riescono ad abbattermi e non ho paura di ciò che ha in serbo il futuro per me. Ciò che mi è successo poteva capitare a chiunque ma non tutti avrebbero saputo assorbirne il colpo, senza darsi per vinti e senza recriminare'".

(Marco Aurelio, Colloqui con se stesso
almeno secondo la descrizione che ne fa Black Sails)



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Questa va per te

03 giugno 2017 ore 02:40 segnala
Questa va per te,
(metrica a sé)





Vorrei essere sincero senza essere banale, e per essere sinceri tocca avere il cuore in mano, è un po' confidenziale.. ma mano a mano che si va avanti, senza fretta, o rimpianto;
e per non essere banali occorre misurare i termini, senza che termini la pazienza o che la follia germini. Pazienza se ci spenderò del tempo.. cuore e fegato son fuori, nottetempo, intanto.

Questa va per te, che hai lottato per me.. per tutte le volte che ho perso la calma, tu mi hai dato un'arma


Sono uscito fuori diverso da quello che ti aspettavi, lo so, lo sai. Non me lo dirai mai, come potresti? Ma ormai..
direi che questo intacca la mia serenità, di certo mi concerto che non vada a detrimento della tua onestà, sia che vada o che resti, anche senza essere onesti, giammai. Sono uscito fuori dagli schemi, fuori dal contesto, ed è il destino che contesto, mica te, del resto.

Avrei voluto coprirti di tranquillità: tutti quei momenti tristi, dimmi chi te li ridà?


Vorrei non essere così umorale e facile alla rassegnazione quando tutto mi rema contro, un innato istinto di protezione. Essere più bravo, più forte, sapere di cosa parlare. Giocare un po' più con la vita e meno con la morte.
Ma ogni tanto mi sembra che mi manchino i mezzi della gente comune, anche se a differenza loro non mi è mai mancato niente, ne sono uscito immune.
Ed è solo merito di una famiglia straordinaria che mi è toccata in sorte. Sai quante altre problematiche sarebbero sorte.. altre rivalse insorte..

Prima che faccia che luce noi dove andremo? Come si muove a scatti questa città..


Ma se l'intestino è il primo che ti colpisce quando sei sotto pressione, la depressione è più forte alle prime luci del mattino, e non bastano due pillole per mandarla via definitivamente o per ritornare ad essere xanax di mente.
E noi della mia generazione siamo schiavi delle sensazioni, delle prime impressioni, delle apparenze, delle rimostranze,
nessuno vuol conoscere davvero nessuno, realmente.

Ma se tu mi vedessi il cuore! Quell'assurdo palpitare. Se solo vedessi cosa c'è dentro probabile che ammattiresti, ti lasceresti andare.. figurati che talvolta nemmeno il mio cervello riesce a sopportare di esserci collegato, a pelo di arterie, inerme, sfranto, senza vaneggiare.
E' più scuro dei polmoni che mi avevi dato nuovi di pacca, e che non avrei mai dovuto rendere così cinerei, densi come ceralacca. Lo so, me l'hai detto, me l'hanno detto, abbastanza chiaro aggiungo. Ma io proprio non riesco a darmi un rigore da rispettare a lungo.. al massimo, se ottengo un rigore, mi faccio espellere per simulazione. Vado in area e pungo. Perché questo so fare.



E la verità l'abbiamo imparata tutti da quasi due decenni di blockbuster sui supereroi (l'attesa ha dato i suoi frutti) ora assurti al ruolo di distributori automatici di massime di vita, e sublimati dai maxischermi e piani - una sequenza ben riuscita, e che prima erano prerogativa esclusiva di film d'autore in uscita:

la verità è che troppa sanità mentale potrebbe essere pazzia.

E la pazzia più grande di tutte è vedere la vita per come è, e non per come vuoi che sia.
Ma come si fa ad essere sani di mente e non essere angosciati da come gira questo mondo, dal suo malessere, dall'umanità, che ne è quasi il parassita..

Ma dimmi, cosa si prova ad avere un figlio pazzo?


Io invece sono pieno di angoscia. E ci morirò con 'sta dannata angoscia, ci morirò, cazzo. Forse morirò prima di cirrosi.. morirò di incuria. O probabilmente morirò per tutta la rabbia che mi sale quando mi scontro col mondo, "morirò perché ho furia, maledetta la furia!!"

E non so che cosa mi ha preso da quand'ero bambino, so solo che mai avrei immortalato il fotogramma di questi attimi in cui il calvario perdura.
Insomma siamo la somma delle esperienze accumulate, delle vittorie, delle delusioni affastellate, delle storie ricamate. E alla fine tutti qualche soddisfazione ce la siamo tolta, ma messo all'angolo dalle delusioni speri solo che la tua speranza non sia morta. Io nonostante tutto forse ci spero ancora, ma seduto su questo ciglio un pensiero mi sfiora: in fondo che vuoi che sia un po' di atarassia.. e cinestesia su cinestesia è proprio là che la propriocezione va via.

E quel bambino che ricordi a fare castelli in aria, mentre tu leggevi assorta già ti ammirava per la tua passione originaria per la lettura, per il testo. Io adesso a malapena riesco a portare a termine un libro, figuriamoci il resto. E da quel bambino che ricordi vorrei fosse uscito un adulto che non ti dia solo preoccupazioni, vorrei essere forte la metà di te e non apprendere ancora lezioni. Di vita, di sorta, in fondo cosa importa: ogni volta che prendo una storta c'è la tua voce chiara che poi mi conforta.

Che tutti quanti abbiamo un po' di marcio dentro, e prima o poi dobbiamo un po' guardarci dentro.


Perdonami se sono stato così asciutto, e sono così stupido da non aver accentato nessun "ma" che ho scritto. Lo faccio ora. Grazie, mà, per tutta la sopportazione che ti porti appresso, per i pugni nello stomaco, l'immagine che dai e gli sforzi che fai, anche se col coraggio che ho impresso forse non te lo dirò mai.
E spero sempre nel giorno in cui non avrò più bisogno di sentirmi così a fondo, o di dare fondo ai risparmi, perché non sono certo lì a vantarmi: non sono queste le armi che necessito per un affondo o per ritrarmi o per schermarmi dalla follia del mondo.


Il mondo pesa più quando sono lontano. Dirtelo è strano, ma vorrei renderti fiera di me..


Magari fossero queste, sarebbe tutto più facile, ma a quel punto per citare Hulk sarei solo un dio gracile. E gioco coi punti, gioco con le parole, spero solo di non farti vergognare troppo della tua prole.. perché forse la scrittura è l'unica via pura che ho per mettere tutto più a fuoco, o per ritrovare la semplice ed immacolata dimensione del gioco.
Una dimensione in cui tu sei madre e io sono il bambino, il figlio, l'esempio da seguire, la storia, il futuro su cui investire. E se solo potessimo invertire le lancette ci proverei davvero a non deludervi più, ma col tempo che va in una sola direzione ci proverò lo stesso, anche da quaggiù..


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Questa va per te, (metrica a sé) « immagine » Vorrei essere sincero senza essere banale, e per essere sinceri tocca avere il cuore in mano, è un po' confidenziale.. ma mano a mano che si va avanti, senza fretta, o rimpianto; e per non essere banali occorre misurare i termini, senza che...
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Poesia primavirile (ora non più)

01 aprile 2017 ore 16:04 segnala


Son nato perché qualche d'un
Un dì mi scagliò
Sul terriccio bagnato dell'orto.
E subii soprusi
Per l'intera vita, però
Tutto sommato mi divertii
Prima d'essere morto

Crebbi prestante, e resistente
Della mia condizione no, non mi lamentai:
In primavera donavo
Le mie mele alla gente
Senza chieder un compenso, giammai.

Ancorato al terreno
Son qui soltanto per dare
Beni primari e di necessità
E intanto mangiano i miei figli ed innaffiano le mie catene,
.. ma io conoscerò mai la felicità?

L'unica compagnia sono i cani che pisciano
Sopra il mio tronco gonfio d'ardor
Uomini per l'uscita dal giardino dell'Eden
Non incolpate il melo, no.
Incolpate il Creator.


E spesso pensai, di fronte al torto
Di lasciarmi marcire,
Di farla finita


Ma, sapete, un giorno si erse
Dall'altro lato dell'orto
La mia unica ragione di vita:





Lei era una pianticella bella e suadente
Così dolce e scostumata
Proprio come una bugia
E anche se stava immobile,
Ferma, senza far niente
Io l'amavo, di lei oramai ero in balia..

Ancorato al terreno
Son qui soltanto per dare
Beni primari e di necessità
E intanto mangiano i miei figli ed innaffiano le mie catene,
.. ma io conoscerò mai la felicità?

Sai forse l'ho conosciuta, forse l'ho intravista
Sai forse mi è passata vicino.
Sarà la fortuna che mi ha baciato, oppure una svista
L'immaginazione,
Forse son solo un cretino..

.. profumava di vino...


Sarebbe poetico poter dire che sei morta d'inverno,
Che il gelo ti ha sopraffatta, che 'sta poesia sia un'elegia
Che nonostante tutto, io comunque
Ti ami in eterno.
Ma non credi sarebbe solo
Un'enorme bugia?

Tutto è normale, voglio dire: è primavera
E io rimpiango un amore che non ho neanche mai avuto,
Il problema è che pensavo mi amassi
Anche se in effetti dato che siamo alberi non ci siamo mai toccati, abbracciati, coccolati, baciati, avvinghiati..

Ma poi ho scoperto che tu


Non esisti


Tu sei fatta di plastica,
Sei una pianta ornamentale
Senza vita e sentimenti, sei di bella presenza
E stupido io! che a te, che sei un pezzo di plastica
Ho dedicato
La mia intera esistenza.

C'è sempre il sole e mai la pioggia: è un vero peccato
In questa primavera per me così piena di sgomento
Ma forse è meglio così, d'altronde la scena
Non è sempre drammatica
A piacimento

Ho cercato di incidere i nostri nomi
Racchiusi da un cuore, sopra il mio tronco..

Ma che fregatura, amore:
I rami son mossi solo dal vento
E non dalla mia volontà!

E se non c'è scritto da nessuna parte
Che due alberi si sono amati
Chi può dir che è successo davvero?
Nessuno,
Nessuno lo sa.


E se la trama finisce, la storia rimane
E se la storia scompare, resta la
Melodia
E se anche la melodia termina,
Beh rimane,
Rimane solo
Una dolce
E scostumata
Bugia.


(Jack Il Melo-drammatico - Pinguini Tattici Nucleari.

È il primo d'aprile e questa non è una poesia,
ma solo una tenera canzone non mia)

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« immagine » Son nato perché qualche d'un Un dì mi scagliò Sul terriccio bagnato dell'orto. E subii soprusi Per l'intera vita, però Tutto sommato mi divertii Prima d'essere morto Crebbi prestante, e resistente Della mia condizione no, non mi lamentai: In primavera donavo Le mie mele alla gente S...
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Trouble - Let it be me

18 febbraio 2017 ore 04:17 segnala



Cosa fa una persona quando è sfiduciata dal mondo che le si pone davanti? Quando le si inculca la malsana e speciosa percezione di essere inadatta ai suoi aspetti, alle sue articolazioni ed alle sue infinite complicazioni? Cosa fa un essere umano che si sente sopraffatto da un'immensità di snodi della vita di cui non gli sembra di esserne mai arrivato a capo, raschiando solo la superficie di un'esistenza di cui non si sente per niente padrone?



"Problemi..
problemi problemi problemi problemi
I problemi han portato a spasso la mia anima sin dal giorno della mia nascita

Preoccupazioni
preoccupazioni preoccupazioni preoccupazioni preoccupazioni
Le preoccupazioni sembrano proprio non voler lasciare in pace la mia mente"

Io ad esempio mi fermo e rifletto su quelle poche cose che riesco ancora a governare. "Non perdere il timone, cazzo!" mi ripeto. Già.. ma per farlo ci vuole la capacità di ritrovare la rotta ammettendo i propri limiti, prima ancora di scovare i punti di forza. E in che cosa sono e so che sarò sempre bravo, per cui cascasse il mondo resterò sempre portato?

Ad esempio sono bravo a riportare nero su bianco quello che a parole non mi esce con la stessa puntuale precisione. La scrittura è il tramite di cui mi vesto per superare quelle paure insormontabili che porca puttana si ostinano a remarmi contro quando so che dovrei farmi coraggio e buttare il cuore 10 metri oltre l'ostacolo..
persino nelle situazioni in cui sono consapevole di non essere in torto, ma per qualche esecrabile tiro della sorte la mia mente smette di analizzare le circostanze e si butta su un più comodo cortocircuito, buono solo a far viaggiare i sensi di colpa nell'iperuranio del mio scoglionamento.

Ad esempio ho una profonda e innata memoria acustica, al punto da riconoscere ogni persona con cui ho interagito nell'arco della vita dal suono della sua voce, e che mi ha permesso nel tempo di suonare strumenti musicali in maniera superficiale senza capirci quasi un cazzo di teoria ed improvvisazione, ma che se mai un giorno decidessi di allenare seriamente potrebbe portarmi molto più in là di una stupida amatorialità da concertino. Chissà se lo farò mai.

Ad esempio so far ridere le persone, e meno mi ci sforzo e più ci riesco, ma più mi ci concentro e più non trovo le parole. Discorso solo apparentemente idiota lo so, ma questo mi fa capire che la naturalezza è la chiave per combattere le ansie, e quando non ci si lascia scoraggiare dalle contingenze di una quotidianità che sembra metterci il massimo per farti saltare i nervi e farti sentire un incapace, l'energia positiva è in grado non solo di rimarginare ma anche di irradiare e riscaldare.. basta solo focalizzarsi sulle capacità che ti competono, non su ciò che non potrà mai essere parte di te.

Ad esempio sono un giustizialista nato, ed odio profondamente le iniquità e la sofferenza altrui.. anche se nell'intento di difendere le parti molto spesso mi capita di trascinarmi con troppo ardore nella contesa, e magari peggiorare la situazione. Ma sfido chiunque a trovare la giusta via di mezzo fra umanità ed imparzialità: le persone più analitiche e rigorose che conosco peccano di freddezza, e anche se riescono a tenere miracolosamente in piedi una straordinaria rete di contatti umani e successo sociale, non sanno realmente venire incontro a tutti, soprattutto a chi proprio non ce la fa.

Ad esempio sono bravo ad arrivare al cuore delle cose, ma poi può succedere che sbagli arteria e da lì causare un'emorragia è un attimo. Le cose dovrebbero smettere di apparire così pericolosamente irraggiungibili, e forse le persone potrebbero risultare meno timorosamente distanti.

Ad esempio non riesco a scrivere tutte queste parole senza pensare un po' a Rino Gaetano, e la cosa già mi fa sorridere, perché sono una persona che se allenasse sistematicamente la memoria non vivrebbe solo di suggestioni, ma se non vivesse di suggestioni si annoierebbe a morte per i limiti del proprio processo creativo. E questo solo una persona che vive per la musica (ed ha pessima memoria fotografica) può profondamente capire.

Ad esempio nessuno di questi aspetti corrisponde a ciò che mi serve per vivere.. eppure sono ciò che mantiene saldo il mio senso di interezza. Sono le piccole cose a ricordarmi che razza di persona sono, nel bene e nel suo contraltare, a dispetto di tutti quei problemi e dei dubbi che mi vorrebbero altro, diverso, diretto verso un senso di mancata appartenenza.

E penso che in fondo questo basti, no? Per lo meno, basta a me.. ed è tutto ciò che conta.

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« immagine » Cosa fa una persona quando è sfiduciata dal mondo che gli si pone davanti? Quando gli inculcano la malsana e speciosa percezione di essere inadatta ai suoi aspetti, alle sue articolazioni ed alle sue infinite complicazioni? Cosa fa un essere umano che si sente sopraffatto da un'imme...
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18/02/2017 04:17:45
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In loving memory

02 novembre 2016 ore 22:07 segnala



So che questo post non riceverà alcun tipo di consenso, so che è forte, so che esistono modi migliori di impiegare il tempo - ma io ritenevo estremamente importante riportare questo passaggio.

L'esistenza a volte è qualcosa di sottile: "non è proprio una malattia, potrebbe esserlo, ma è qualcosa di meno.. se ha un nome dev'essere leggerissimo: lo dici ed è già sparita". Lo stesso vale per certi esseri viventi: alcuni son più leggeri di altri, più fragili di altri. È una mera questione di percezione; ma ciò non significa che non manifesteranno in vita un'energia superiore, per tutto ciò che hanno passato e per il modo in cui lo affrontano: solo, bruceranno col doppio della rapidità rispetto alle normali candele. È una questione di fiamma. Io, che non sono e non sarò mai Foster Wallace, cionondimeno conosco la Cosa Brutta giacché nella mia vita la normalità non è mai stata di casa, mi sento in diritto e in dovere di riferire le sue parole come in un'esegesi senza note a margine. È una questione di legge. Perché fino all'ultimo, fino all'ultimo tocco di inchiostro, quest'uomo è riuscito nell'intento di spiegare l'indefinibile, anche quando quell'indefinibile non aveva alcun tipo di misura o salvezza. Una ridda di immagini che bruciano là dove la pancia incontra i battiti cardiaci. E io lo ringrazierò comunque e sempre per questo, anche se si è fatto travolgere dall'onda. Anche se le sue parole fanno fottutamente male, e non lasciano scampo, e lasciano cicatrici; ma mi aiutano a contrastare e a tenermi a una certa distanza dalla Cosa Brutta. E magari potrebbe aiutare anche te: a volte si tratta proprio di una distanza minima. È una questione di viscere.

"Io non ho uno scilinguagnolo incredibile, ma voglio raccontarvi com'è secondo me la Cosa Brutta. Per me è come una nausea completa, totale, assoluta. Cercherò di spiegarmi meglio. Immaginate di avere una nausea davvero tremenda che parte dallo stomaco. Quasi tutti hanno avuto una nausea davvero tremenda, perciò tutti sanno come ci si sente: è tutt'altro che divertente. OK. OK. Ma quella è una sensazione circoscritta: si accentra grossomodo intorno allo stomaco. Immaginate che tutto il corpo abbia la nausea.. ogni cellula del vostro corpo.. Quark e neutrini fuori di testa che schizzano nauseati dappertutto, impazziti. Immaginate questo, immaginate una nausea diffusa capillarmente in ogni vostro minimo frammento, perfino nei frammenti dei frammenti. Di modo che la vostra esistenza, la vostra... quintessenza è caratterizzata unicamente dalla nausea; voi e la nausea siete, come si dice, "una cosa sola".

Ecco pressappoco cos'è in sostanza la Cosa Brutta. Tutto in voi è nauseato e paradossale. E siccome l'unica conoscenza che si ha del mondo intero passa attraverso le varie parti del corpo - tipo gli organi sensoriali, la mente, ecc. - e siccome queste parti hanno una nausea da morire, il mondo intero che voi percepite, conoscete e abitate vi arriva filtrato da questa brutta nausea e diventa brutto..

È così che funziona la Cosa Brutta: è particolarmente brava ad aggredire i vostri meccanismi difensivi. Il modo per combattere o sfuggire alla Cosa Brutta sta chiaramente nel pensare in modo diverso, nel ragionare e discutere con voi stessi, giusto per cambiare il vostro modo di percepire, sentire ed elaborare le cose. Ma vi serve la mente per farlo, vi servono le cellule cerebrali e i loro bravi atomi, le facoltà mentali e compagnia bella, vi serve il vostro io, ed è proprio quello che la Cosa Brutta ha fatto ammalare troppo perché funzioni a dovere. Ha fatto ammalare proprio quello. Vi ha fatto ammalare in modo da non permettervi di guarire. E voi cominciate a pensare a questa situazione veramente atroce e vi dite: - Mannaggia, come cavolo è riuscita la Cosa Brutta a fare questo? - Ci pensate su, ci pensate davvero bene perché è nel vostro interesse, e poi tutt'a un tratto avete come un'intuizione...

la Cosa Brutta riesce a farvi questo perché voi siete la Cosa Brutta! La Cosa Brutta siete voi. Nient'altro: nessuna infezione batteriologica né colpi di spranga o di martello in testa quando eravate piccoli, né scuse d'altro genere; voi siete la malattia. La malattia vi "definisce", specie dopo che è passato qualche tempo. Vi rendete conto di questo. Ed è allora, mi sa, che se avete lo scilinguagnolo vi rendete conto che l'acqua non ha superficie oppure sbattete il muso contro il vetro della campana rendendovi conto di essere in trappola, oppure guardate il buco nero e vedete che ha la vostra faccia. È in quel preciso istante che la Cosa Brutta vi divora, o meglio, che voi divorate voi stessi. Che vi uccidete.

Facciamo tante storie quando chi ha una "grave depressione" si suicida; diciamo: - Per la miseria, dobbiamo fare qualcosa per impedire che si suicidino! - Errore. Perché, vedete, tutte quelle persone a quel punto si sono già uccise, nel senso che conta per davvero. Quando scolano interi armadietti di medicine, schiacciano un pisolino in garage o che so io, si sono già uccisi da un pezzo. Quando "si suicidano" si dimostrano semplicemente coerenti. Danno semplicemente forma esteriore a un fatto la cui sostanza in loro esiste già da molto tempo. Una volta che ti rendi conto di quello che sta succedendo, il fatto dell'autodistruzione esiste sotto tutti gli aspetti pratici. Rimane ben poco da fare in una situazione simile, a parte "formalizzarla"..

altrimenti, se non è quello che volete, c'è sempre la TEC o un viaggio che dalla Terra vi porta su un altro pianeta.

Ma ho detto più di quanto volevo sulla Cosa Brutta. Ancora adesso, se ci penso un pochino su, la sento tendere la mano verso di me, cercare di incasinarmi gli elettroni. Ma io non sono più sulla Terra.."

(David Foster Wallace, "Questa È L'acqua")

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« immagine » So che questo post non riceverà alcun tipo di consenso, so che è forte, so che esistono modi migliori di impiegare il tempo - ma io ritenevo estremamente importante riportare questo passaggio. L'esistenza a volte è qualcosa di sottile: "non è proprio una malattia, potrebbe esserlo,...
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02/11/2016 22:07:42
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Love yourself

21 ottobre 2016 ore 21:28 segnala


"Ma tu mi ami?" chiese Alice

"No, non ti amo" rispose il Bianconiglio.


Alice corrugò la fronte ed iniziò a sfregarsi nervosamente le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita.

"Ecco, vedi?" disse il Bianconiglio, "ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa, perché non riesca a volerti almeno un po' di bene, cosa ti renda così imperfetta, frammentata.
Proprio per questo non posso amarti: perché ci saranno giorni nei quali sarò stanco, adirato, con la testa tra le nuvole e ti ferirò.
Ogni giorno accade di calpestare i sentimenti per noia, sbadataggine, incomprensione.. ma se non ti ami almeno un po', se non crei una corazza di pura gioia intorno al tuo cuore, i miei deboli dardi si faranno letali e ti distruggeranno.
La prima volta che ti ho incontrata ho fatto un patto con me stesso: mi sarei impedito di amarti fino a che non avessi imparato tu per prima a sentirti preziosa per te stessa. Perciò Alice no, non ti amo. Non posso farlo adesso".

(Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie)




(Eh lo so.. ma pare che anche lui sappia fare canzoni decenti)
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« immagine » "Ma tu mi ami?" chiese Alice "No, non ti amo" rispose il Bianconiglio. Alice corrugò la fronte ed iniziò a sfregarsi nervosamente le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita. "Ecco, vedi?" disse il Bianconiglio, "ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa, perché non...
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Sai cos'è che ti salva? (parole e musica pt 2)

07 ottobre 2016 ore 14:03 segnala


Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti. Eppure si sentono non so quali sbarre.. quali muri.
Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo. E poi uno si chiede: "Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?".
Sai cos'è che fa sparire questa prigione?
È un affetto profondo, serio.
Essere amici, essere fratelli, amare.. spalanca la prigione per potere sovrano, per "grazia potente"

(Vincent Van Gogh)

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« immagine » Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti. Eppure si sentono non so quali sbarre.. quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo. E poi uno si chiede: "Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?"...
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Hallelujah

05 ottobre 2016 ore 01:04 segnala
(Suggestioni e impressioni messe per iscritto
liberamente tratte dai Panic! At the Disco)

HALLELUJAH

Dì le tue preghiere



(Metti play, poi leggi, magari da 0:18)


Questo è un gospel per tutti i caduti
Imprigionati nei loro sogni permanenti
Che assemblano le loro filosofie
Da frammenti di ricordi fatiscenti


Il ragazzo con la giacca nera si ostinava a inseguire la ragazza dal vestito di fuoco di porta in porta, con la caparbietà di chi non si rassegna, e la fierezza dignitosa ed altera di un caporione caduto in disgrazia - eppure cominciava a percepire sottopelle il distinto sentore di un fatalismo sardonico, per tutto questo ridicolo incaponirsi senza progressi..

Che diavolo gli era successo? Erano anni a guardar bene che arrivava a un palmo dal lembo sericeo del suo fiocco vermiglio.. ne assaporava gli effluvi mentre caracollava su piastrelle di granito, inebriandosi di quei morbidi umori che erano già paradiso fragrante di sensi e (buona) pace dei muscoli; ma poi, non appena i polpastrelli sfioravano l'idea di una dolce presa a cingerle la vita e porre fine a quell'estenuante andirivieni del cazzo,
la terra sotto di lui si liquefaceva, i battiti cardiaci acceleravano come il pattern di una Guernica musicata in un bolero serratissimo, ed ella si ritraeva guadagnando la distanza;
in tutto questo lo scenario era cambiato ancora, suo malgrado, di configurazione
e come un vorticoso carillon dove incocciare ad infliggersi la rovina con chirurgica ed abnegata dedizione, così il supplizio del ragazzo con la giacca nera seguitava a suonare.

Se davvero mi ami, per Dio, lasciami andare

Quali fossero le note della sua lenta coalescenza verso la disperazione, neppure la Signora delle Lunghe Attese poteva averne misura.. se non forse una fievole melodia dai ramati toni minori di una pentatonica frigia, un lamento cellulare taciuto sotto l'epidermide di una cicatrice sbiadita dal tempo tiranno;
così lui continuava a danzare, con le gambe e il cuore sfibrati, di stanza in stanza, sul suo futurale epilogo.

Come potevi pensare che ti avremmo abbattuto? Non lo sai che noi vorremmo fiaccarti mille volte, fino ai limiti dell'eternità, se l'eternità potesse avere dei limiti?

Il ragazzo con la giacca nera era stato circuito. Giovane di belle speranze e brutte abitudini, gli era stato fatto credere che se avesse continuato a inseguire i suoi sogni con ardente pazienza, presto o tardi avrebbe raggiunto il culmine di una splendida felicità. Gli era stata confabulata la favola della speranza come un qualcosa di imperituro e catartico (o per lo meno come di una forza così pertinace da sfuggire ai lemmi stessi della morte), anziché abituale lenimento del senso di pericolo a cui affidarsi nelle asperità come a un di più..
sicché lui ignorava il fatto che, ad esempio, abbandonarsi completamente ad essa porta le persone alla rovina, e che gli uomini e le donne muoiono, e spesso, assieme con le loro speranze.

Ero ubriaco eppure non significava niente, era bastato solo a liberare tutte quelle pallottole dalla mia mente

Il ragazzo dalla giacca nera amava l'idea della ragazza dal vestito di fuoco più di quanto amasse l'idea di se stesso. Amava tutto della sua idealizzazione: amava il profumo ancora da scoprire della silhouette del suo collo, amava il significante delle parole espresse dalla quintessenza della sua voce, amava il pensiero di poterne fare una complice, la forza inavvallabile dell'immagine del suo sorriso, e soprattutto amava l'assenza di gravità che già ammanniva il suo cuore quando quel sorriso si manifestava dopo una sua pagliacciata.
L'amore per la fantasia e la gioia carnale di razionalizzare il suo desiderio istintuale erano ciò che facevano di lui un superbo autosabotatore, e la matrice del suo periplo infinito erano le sue balorde illazioni.
Altra porta, altro corridoio.. stesso divario tra lui e lei



(Arimetti play, poi hai il mio permesso di continuare a leggere :-)) )


Amo le cose che odi di te stessa

La Signora delle Lunghe Attese sorvegliava dall'alto il paradosso del ragazzo dalla giacca nera che già sfociava nel mito. Era stata lei a convincerlo ad imboccare il binario del coraggio e della resilienza, a promettergli con parole vacue quanto un'aporia che non sarebbe mai incappato in un ciclo senza fine, era lei che dal primo giorno di scuola di vita gli aveva concesso il privilegio di ammirarla e gli aveva fatto perdere la testa simulando qualcosa più di un vago e distaccato interesse nei suoi riguardi. Quelle parole agivano dentro di lui come venefico carburante per le sue velleità, e lui tirava dritto come un treno, cavaliere senza fatica e senza senno.
Ormai convinto che i traguardi non richiedessero poi troppo sacrificio, e sempre in cerca di una sfida all'altezza del suo potenziale, il ragazzo dalla giacca nera cominciava a sovrastimare le sue capacità, persuaso com'era che per avere di più, bastava solo investire più tempo. Così facendo la Signora dalle Lunghe attese aveva riposto negli occhi del ragazzo i germi di una chimera, e una volta fattolo avvicinare abbastanza alla sua dimora di pietra, bisbigliato al suo orecchio l'ultimo maleficio, il cerchio era stato suggellato, e il dedalo aveva preso ad emergere dalle sabbie, su misura per la grandezza dei torbidi sogni e delle timide ambizioni del ragazzo.
Le parole della Signora furono "se ci crederai fino in fondo, ogni cosa sarà alla tua portata".. così la giostra infernale aveva cominciato a girare.
E l'illusione che con l'impegno e la costanza fosse possibile conseguire qualsiasi risultato aveva preso vita.

Ma lontano da acque tranquille, bambino, potresti annegare

La realtà era che non era mai bastata la volontà, quando a mancare era principalmente la forza.. e lui, dentro quella fortezza di pietra, man mano più disilluso, era forzato a ricominciare, ogni volta, dall'inizio.
Il guaio era che quanto più lisciava l'estremità del nastro porpora della ragazza carminia, vezzeggiando il concetto di una dovuta chiusura di quei giochi esiziali che lo stavano portando all'esasperazione, tanto più la delusione si rivelava scottante, una volta afferrato che neanche quel tentativo, con le sue ormai sommesse e fiaccate forze di giovane, era andato a buon fine.
E il ragazzo dalla giacca nera cominciava inesorabilmente a perdere fiducia in se stesso.

Altro giro di giostra, altro cambio di scenario. Stavolta persino i suoi vestiti erano diventati più sbiaditi.
La stanza ora era un androne, la porta si era trasformata in un cancello di ottone ossidato di verde cinabro, e quello, con sua somma afflizione, era precisamente il punto da cui (a sua memoria) era partito alla ricerca della ragazza, fiducioso, 5 anni prima.

"Dio ti prego finiscimi.. o almeno spezza questo fottuto sortilegio. Altrimenti, per Dio... mi avrai sulla coscienza!"

(Potrebbe continuare..)
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(Suggestioni e impressioni messe per iscritto liberamente tratte dai Panic! At the Disco) HALLELUJAH Dì le tue preghiere « video » (Metti play, poi leggi, magari da 0:18) Questo è un gospel per tutti i caduti Imprigionati nei loro sogni permanenti Che assemblano le loro filosofie Da...
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