Cielo

19 ottobre 2010 ore 22:32 segnala
Il cielo non è l'alternativa alla terra, il cielo non è l'altro dalla terra, bensì il cielo è la profondità totale della terra.La totalità non è l'altro dalla particolarità, dall'individualità, bensì è la profondità dell'individualità, ciò che ne stabilisce il senso e la profondità ultima.


Questo è ciò che dovrebbe essere e invece...superficialità, cinismo, preconcetto. Stringi la mano a qualcuno e ti sembra di stringere la mano di un cadavere...quella mano diventa morta quando non trasmette un senso per cui la vita può vibrare, muoversi, alzarsi al mattino; lo capite questo? La morte di Dio non avrebbe provocato molti danni se non fosse morto,invece..l'uomo!

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Il cielo non è l'alternativa alla terra, il cielo non è l'altro dalla terra, bensì il cielo è la profondità totale della terra.La totalità non è l'altro dalla particolarità, dall'individualità, bensì...
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RICORDA

20 settembre 2010 ore 20:17 segnala
Ricordati di me
quando i tuoi pensieri ti avranno abbandonato
e tutto quello che ti circonda
non avrà più nessun significato.

Spogliami del mio corpo 
e stringimi nella morsa delle tue paure
Guardami, non hai nulla da temere
perchè io sono l'amore.

Ti guardo perderti
e rotolare rotolare rotolare
scomparire nel fango 
per poi riapparire come un diamante.

All'alba le strade bruciano
dei resti della gente di ieri
e io cammino sulle ceneri del loro destino
chiedendomi se calpesterò anche te un giorno
quando scoprirò che tutto è stato vano.

Adesso spogliati del corpo tuo 
e fammi vedere che sei bello come un dio
soffiami più in alto e
fammi ricadere sul tuo fuoco
voglio essere l'aria che l'alimenta
bruciami fino all'ultimo respiro.
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Ricordati di me quando i tuoi pensieri ti avranno abbandonato e tutto quello che ti circonda non avrà più nessun significato. Spogliami del mio corpo e stringimi nella morsa delle tue paure Guardami, non hai nulla da temere perchè io sono l'amore. Ti guardo perderti e rotolare rotolare rotolare... (continua)
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Ascolta il vento.

06 settembre 2010 ore 10:40 segnala
Ssssssssst,
restiamo immobili e ascoltiamo il vento,
porta il destino che abbiamo creato senza saperlo.
Restiamo così, 
perchè ci trovi cozzando sotto il peso di cose senza nome
rivelando tutto l'incanto di un gioco sublime e bello.
Fossimo a casa, 
vedremmo salire e scendere i cieli e
oltre noi l'immenso...
Ma casa dov'è?
E' dove possiamo perderci senza fine, 
ricamando intorno al più insignificante evento
il più prezioso ornamento.
Ogni significato con noi passa veloce e si perde
e allora sii tu che di noi dici l'essenza che
si nasconde dietro uno sguardo che ci ha sfiorato,
un lampo che ci ha illuminato.
Ora tutto l'universo sorride, intenerito, 
difronte ad un tentato addio..
come ho potuto immaginare di cancellare 
il mondo che ho creato io?
E con passo leggero il tempo passa 
scivolando accanto al nostro giorno originale,
e s'illude chi crede di misurarlo 
sul passo minimo delle lancette che 
scandiscono inesistenti ore-crisantemi.
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Ssssssssst,restiamo immobili e ascoltiamo il vento,porta il destino che abbiamo creato senza saperlo.Restiamo così, perchè ci trovi cozzando sotto il peso di cose senza nomerivelando tutto...
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Dove sei

22 agosto 2010 ore 12:46 segnala
Possedessi l'innocenza di un animale, 
non starei qui, ora ad elemosinare gocce di eterno
e come una belva affamata dei tuoi baci
con un solo balzo mi troverei davanti a te
e dolcemente ti morderei.
Ma gli animali corrono nudi,
non han bisogno di esser dei.
Io che di te respiro solo aria pura,
cercandoti per questi sentieri oscuri non ti troverei
ed urlo forte "dove sei?"
Dove sei.
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Possedessi l'innocenza di un animale, non starei qui, ora ad elemosinare gocce di eternoe come una belva affamata dei tuoi bacicon un solo balzo mi troverei davanti a tee dolcemente ti...
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Sensi di colpa

22 agosto 2010 ore 12:43 segnala
Mi sentirei in colpa se le persone a cui tengo si sentissero troppo osservate da me, mi piace sfiorarle, ho necessità di sfiorarle, per confermare la mia presenza, per sentire la loro essenza, ma mi accorgo che il mio sguardo pesante per qualche istante le isola nel mio deserto e allora preferisco liberarle da me. Non si può vivere in un deserto, solo i demoni possono farlo.
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Mi sentirei in colpa se le persone a cui tengo si sentissero troppo osservate da me, mi piace sfiorarle, ho necessità di sfiorarle, per confermare la mia presenza, per sentire la loro essenza, ma mi...
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Un demone in mutande con un "ti amo" in mano

22 agosto 2010 ore 12:35 segnala
"Ti amo" si può scrivere solo in una poesia, una canzone, dove chi scrive si arroga il diritto di esser puro, in quanto impersona l'ideale e lo fa parlare...e se "ti amo" fuori da questi contesti si rivela una bugia, l'uomo che canta e recita dice solo una mezza bugia, perchè si trova a metà fra il mondo "reale" e il sublime dell'ideale che contempla e che vorrebbe incarnare...



 ‎..confondere queste due dimensioni diventa un dramma personale, anzi una mezza tragedia, dove le entità a cui si è dato vita attraverso la corrispondenza poetica, che a un certo punto, dovrebbero necessariamente morire, muoiono solo a metà..




‎..così, con questa consapevolezza, si procede, ma come dannati, angeli dalle ali incatenate, demoni oscurati dall'ombra dell'amore che scelgono di non sentire nulla, rimanendo sospesi tra due dimensioni.



..niente di più desiderabile di esser demone allora, ma se è vero che sospesi non si può stare per sempre, allora bisogna scegliere: inclinarci alla rassegnazione, trascinandoci dietro queste inutili zavorre, oppure tirare fuori ciò che di guerriero è nella nostra anima e come eroi esaltare la tragedia e la devastante coesistenza di umano e ideale e.. come poeti tragici, glorificarle al di là di ogni ragione.



 Viva la folliaaa, che toglie di mezzo ogni malattia..e soprattutto, una sana e consapevole follia è necessaria quale chiave d'accesso per altre "realtà".

SUBLIME

22 agosto 2010 ore 12:02 segnala
E' così alto, puro, divino
il mio amore per te
che ormai si alimenta di luce propria
dimenticandosi di me.

DESERTO

22 agosto 2010 ore 11:28 segnala
  • ..come un albero, più cerco di elevarmi verso la luce, più le mie radici sprofondano giù verso la terra putrida brulicante di vermi immondi, dai quali fuggo con orrore.
  • ...allora vengo inghiottita dal mio deserto, dove non esiste nè alto nè basso, nè bene nè male, nessuna illusione, solo io, signora del mio deserto...
  • ‎...prima di ogni grande cambiamento, sei posto dinanzi al tuo deserto, se non ne diventi il signore assoluto, non avverrà nessuna metamorfosi e continuerai a rimbalzare tra entità passate che non sono altro ormai che le scimmie dei tuoi ideali, ristagnanti di putrefazione, alle quali permetti ancora di parlare e camminare, diventa signore del tuo deserto, per tutto il tempo che occorre, finchè non varrà la pena uscirne..quello è il tuo regno, dove tu ti crei..









Lui

21 giugno 2010 ore 02:07 segnala

Non so se ha un nome,

ma è la prima divinità del mattino,

l'ultimo respiro della sera.

Un giorno lo guarderò negli occhi 
e mi sembrerà di vederlo,
ma non ci sarà ancora,
allora gli dirò: 
non ho mai sentito così a lungo niente di così intenso.
Mi farà sentire inadeguata, sciocca,
io farò finta di dargli ragione,
poi parlerò di altre persone...
Non ho mai fallito nel provare dolore
e lui sai di avere ragione...avere ragione...avere ragione...
Va bene lo stesso,
l'importante per me è sentire,
gioia, amore, dolore,
ma senza rancore.
Pensate, sarei così felice se nell'ultim'ora
mi scoppiasse il cuore
così da sentirlo tutto mentre scorre via la vita,
sarebbe un attimo di un'intensità infinita
e magari tornando ancora diverrei il cuore del mondo,
metallo fuso incandescente, pulsante,
chissà, potrei sciogliere le coltri di viltà
su in superficie,
irradiare nuove possibilità.
Ecco perchè non riesco a contenerlo, 
sta diventando troppo grande
per confrontarsi con questa strana, fredda umanità.

Sono?

23 maggio 2010 ore 15:04 segnala

Mi imprigiono in ogni istante di una vita che scivola via solo per nutrirmi di me. Sono l'amante e l'amata, l'aguzzina e la vittima, la malattia e la cura, direttrice d'orchestra suonata da note stonate, burattinaia delle mie stesse forme, meravigliosa opera vivente che nascendo muore, muorendo nasce. Sono il manicomio che mi contiene quando libero il caos, la coordinatrice universale quando rientro nell'armonia. Sono tutto nel niente , effetto di una causa che s'abbandona, sono l'eterno ritorno di un'anima che s'imprigiona. Se mi cerco non mi sento, se mi perdo mi riprendo. Sono un capolavoro che appare un falso autentico.E a pensarci bene........non cambierei niente.

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