CAVALLERIA RUSTICANA

25 marzo 2017 ore 14:44 segnala

L’Intermezzo sinfonico della ‘Cavalleria Rusticana’,
una delle melodie più celebri e più belle di tutta l’Opera.
Quasi tutte le opere di Pietro Mascagni hanno pagine sinfoniche di bella fattura, ma nessuna può eguagliare l’Intermezzo sinfonico della Cavalleria rusticana, così intenso e struggente; ciò che colpisce di questa dolcissima melodia è la potenza evocativa e il grande afflato lirico. Si può suddividere in due sezioni:
· Prima sezione: ricrea l’assolato paesaggio siciliano; si fonda sul quartetto d’archi, con un piccolo ‘lamento’ dell’oboe;
· Seconda sezione: gli archi eseguono una grande, passionale melodia all’unisono, rinforzata dall’organo e punteggiata dall’arpa.
L’intermezzo che Mascagni compose per Cavalleria rusticana, con la sua melodia così bella, è entrato anche nel cinema; alcuni famosi lo hanno infatti utilizzato per alcune scene dei loro film: fu ripreso nel finale del film Il padrino – parte III, e fu usato anche per i titoli di testa del film di Scorsese Toro scatenato. Ciò ha contribuito a rendere questa musica ancora più celebre
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25/03/2017 14:44:05
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TORNA

24 marzo 2017 ore 15:14 segnala

Io amo tutta la musica,leggera classica jazz.L'unico suono che mi infastidisce è quell'accozzaglia di rumori che vengo sparati da impianti a stecca e davanti ai quali purtroppo vediamo la nostra gioventù ripetere incessantemente movimenti scimmieschi fino a stramazzare a terra per stanchezza...o per altre cause che non voglio nemmeno sfiorare col pensiero.La musica con la M maiuscola ci segue sempre nei momenti della nostra vita,sa darci la malinconia per ricordare un'amore lontano,la gioia per averlo ancora vicino...la passione per condividere attimi che solo l'amore e la musica sanno coniugare in maniera perfetta.Mi piace moltissimo la vecchia musica Napoletana,anche se spesso non ne capisco tutte le parole ma è musica che dona emozioni immense.Di una cosa però mi stupisco,in questo ultimo periodo han fatto trasmissioni in tv sulla canzone Napoletana,ma mai è stata cantata quella che per me è la più gradita"TORNA"...
Chissà perchè,forse ci vuole una voce particolare che i nostri artisti oggi non sono in grado di esprimere?O forse sono io,come spesso amo definirmi un antico vecchio romantico che voglio attaccarmi a certi attimi per riviverli nel mio cuore???
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« video » Io amo tutta la musica,leggera classica jazz.L'unico suono che mi infastidisce è quell'accozzaglia di rumori che vengo sparati da impianti a stecca e davanti ai quali purtroppo vediamo la nostra gioventù ripetere incessantemente movimenti scimmieschi fino a stramazzare a terra per stanch...
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L'AMORE

23 marzo 2017 ore 14:34 segnala


Se anche parlassi le lingue
degli uomini e degli angeli,
ma non avessi Amore,
sarei come il bronzo che risuona
o il cimbalo che tintinna.
E se anche avessi il dono
della profezia e conoscessi
tutti i misteri e tutta la scienza;
se anche possedessi
una fede cosi' grande
da trasportare le montagne,
ma non avessi Amore,
io non sarei nulla.
E se anche distribuissi
tutti i miei averi ai poveri
e offrissi il mio corpo
perchè fosse bruciato,
ma non avessi Amore,
niente di tutto ciò mi gioverebbe.
L'Amore è paziente e benigno;
l'Amore non arde di gelosia,
non si vanagloria,
non s'insuperbisce,
non si comporta
in maniera sconveniente,
non persegue il proprio interesse,
non si indigna,
non nutre alcun risentimento
per il male ricevuto,
non si rallegra dell'ingiustizia,
ma gioisce della verità.
Tutto ammette,tutto crede,
tutto spera,tutto sopporta.
L'Amore non avrà mai fine.
Invece le profezie scompariranno,
il dono delle lingue cesserà,
la scienza svanirà.
Perchè la nostra conoscenza
è imperfetta,
e imperfetto è anche quello
che profetizziamo.
Ma quando verrà
ciò che è perfetto,
tutto quello che è imperfetto
sarà annullato.
Quando ero bambino,
parlavo da bambino,
sentivo da bambino.
Diventando uomo,
ho abbandonato tutto ciò
che era da bambino.
Ora vediamo come in uno specchio,
in maniera oscura,
ma allora vedremo in modo chiaro,
faccia a faccia;
adesso conosco
soltanto in modo imperfetto,
allora invece conoscerò
come sono conosciuto.
Ora,dunque,rimangono
la Fede,la Speranza,e l'Amore.
Questi tre.
Ma quello più importante di tutti
è l'Amore...
Prima lettera di S.Paolo ai Corinzi
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« immagine » Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi Amore, sarei come il bronzo che risuona o il cimbalo che tintinna. E se anche avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza; se anche possedessi una fede cosi' grande da trasportare...
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Quella luminosa oscurità

20 marzo 2017 ore 14:31 segnala
Il libro gli pesava fra le mani.
Forse gli occhi si erano già chiusi rapiti da quello che la notte ogni sera si ripromette di donargli,ma il movimento scomposto del librò l'ha riportato alla realtà del momento, alla trama che stava seguendo.Però aspetta si diceva,ero rimasto all 'indagine da parte dell'investigatore oppure era già entrato in scena l'anatomopatologo?
Eccolo tornare indietro di qualche pagina per riprendere la logica del giallo che tanto lo appassiona.Questo avviene tutte le sere dopo un po di tv,un po di dialogo con lei e poi il richiamo del libro.Ma cosa gli riservava la notte di cosi' coinvolgente da farlo distrarre dalla lettura,cosa o chi pensava di incontrare nella luminosa oscurità delle sue notti...
Si toglie gli occhiali,depone il libro spegne la luce,chissà dove vaga ora il suo pensiero per andare incontro all'amico sonno.Un pensiero al Signore e uno agli amici perchè anche loro possano avere un buon riposo,ma il sonno ha preso un'altra strada,o forse è lui che non l'ha voluto incontrare perchè è in attesa,di cosa?Lo si sente sussurrare nel suo stato di veglia,e sta raccontando quello che in quei momenti vive-
"Ma perchè fai questo,e chi sei?Perchè mi rincalzi le coperte e mi fai sentire quel calore piacevolmente rilassante in tutto il mio corpo.Ecco ora quel calore più intenso si concentra sul mio capo,proprio li dove ho un dolore non forte ma costante e fastidioso...ma è la mia mente oppure,cosa?Padre Nostr...."

PAPA'

19 marzo 2017 ore 11:00 segnala
Un ragazzo di 17 anni chiede a suo padre:
-Papà cosa mi regali per il mio 18esimo compleanno?
Figlio mio,ancora c'è tempo.
Un giorno il ragazzo sviene e suo padre lo porta all'ospedale.
I dottori dicono:
-Signore.suo figlio ha un grave problema al cuore.
Il ragazzo sulla barella chiede a suo padre:
-Ti hanno detto che sto per morire?
Il padre cominciò a piangere.
Finalmente il ragazzo viene dimesso il giorno del suo compleanno.
Torna a casa e trova una lettera,che gli ha lasciato suo padre:
-Se stai leggendo questo è perchè è andato tutto bene.
Ricordi quel giorno in cui mi hai detto cosa ti avrei regalato
per il tuo compleanno?Ti ho donato il mio
"CUORE".
Buon compleanno figlio mio :cuore
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Un ragazzo di 17 anni chiede a suo padre: -Papà cosa mi regali per il mio 18esimo compleanno? Figlio mio,ancora c'è tempo. Un giorno il ragazzo sviene e suo padre lo porta all'ospedale. I dottori dicono: -Signore.suo figlio ha un grave problema al cuore. Il ragazzo sulla barella chiede a suo...
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1948-PRIMA ELEMENTARE

18 marzo 2017 ore 11:44 segnala



...prima riga in basso quale sono...?
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« immagine » « immagine » ...prima riga in basso quale sono...?
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FILOBUS

16 marzo 2017 ore 14:39 segnala

Una mattina, il filobus numero 75, in partenza da Monteverde Vecchio per Piazza Fiume, invece di scendere verso Trastevere, prese per il Gianicolo, svoltò giù per l'Aurelia Antica e dopo pochi minuti correva tra i prati fuori Roma come una lepre in vacanza.
I viaggiatori, a quell'ora, erano quasi tutti impiegati, e leggevano il giornale, anche quelli che non lo avevano comperato, perché lo leggevano sulla spalla del vicino.
Un signore, nel voltar pagina, alzò gli occhi un momento, guardò fuori e si mise a gridare: "Fattorino, che succede? Tradimento, tradimento!".
Anche gli altri viaggiatori alzarono gli occhi dal giornale, e le proteste diventarono un coro tempestoso: "Ma di qui si va a Civitavecchia!"
"Che fa il conducente?"
"E' impazzito, legatelo!"
"Che razza di servizio!"
"Sono le nove meno dieci e alle nove in punto debbo essere in Tribunale" - gridò un avvocato - "se perdo il processo faccio causa all'azienda."
Il fattorino e il conducente tentavano di respingere l'assalto, dichiarando che non ne sapevano nulla, che il filobus non ubbidiva più ai comandi e faceva di testa sua. Difatti in quel momento il filobus uscì addirittura di strada e andò a fermarsi sulle soglie di un boschetto fresco e profumato.
"Uh, i ciclamini," esclamò una signora, tutta giuliva -.
"E' proprio il momento di pensare ai ciclamini," - ribatté l'avvocato -.
"Non importa," dichiarò la signora, "arriverò tardi al ministero, avrò una lavata di capo, ma tanto è lo stesso, e giacché ci sono mi voglio cavare la voglia dei ciclamini. Saranno dieci anni che non ne colgo."
Scese dal filobus, respirando a bocca spalancata l'aria di quello strano mattino, e si mise a fare un mazzetto di ciclamini.
Visto che il filobus non voleva saperne di ripartire, uno dopo l'altro i viaggiatori scesero a sgranchirsi le gambe o a fumare una sigaretta e intanto il loro malumore scompariva come la nebbia al sole.
Uno coglieva una margherita e se la infilava all'occhiello, l'altro scopriva una fragola acerba e gridava: "L'ho trovata io. Ora ci metto il mio biglietto, e quando è matura la vengo a cogliere, e guai se non la trovo".
Difatti levò dal portafogli un biglietto da visita, lo infilò in uno stecchino e piantò lo stecchino accanto alla fragola. Sul biglietto c'era scritto: Dottor Giulio Bollati.
Due impiegati del ministero dell'Istruzione appallottolarono i loro giornali e cominciarono una partita di calcio. E ogni volta che davano un calcio alla palla gridavano: "Al diavolo!"
Insomma, non parevano più gli stessi impiegati che un momento prima volevano linciare i tranvieri. Questi, poi, si erano divisi una pagnottella col ripieno di frittata e facevano un picnic sull'erba.
"Attenzione!" - gridò ad un tratto l'avvocato -.
Il filobus, con uno scossone, stava ripartendo tutto solo, al piccolo trotto. Fecero appena in tempo a saltar su, e l'ultima fu la signora dei ciclamini che protestava: "Eh, ma allora non vale. Avevo appena cominciato a divertirmi."
"Che ora abbiamo fatto?" - domandò qualcuno -.
"Uh, chissà che tardi" e tutti si guardarono il polso. Sorpresa: gli orologi segnavano ancora le nove meno dieci. Si vede che per tutto il tempo della piccola scampagnata le lancette non avevano camminato. Era stato tempo regalato, un piccolo extra, come quando si compra una scatola di sapone in polvere e dentro c'è un giocattolo.
"Ma non può essere!" Si meravigliava la signora dei ciclamini, mentre il filobus rientrava nel suo percorso e si gettava giù per via Dandolo.
Si meravigliavano tutti. E si che avevano il giornale sotto gli occhi, e in cima al giornale la data era scritta ben chiara: 21 marzo.
Il primo giorno di primavera tutto è possibile!

Gianni Rodari
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« immagine » Una mattina, il filobus numero 75, in partenza da Monteverde Vecchio per Piazza Fiume, invece di scendere verso Trastevere, prese per il Gianicolo, svoltò giù per l'Aurelia Antica e dopo pochi minuti correva tra i prati fuori Roma come una lepre in vacanza. I viaggiatori, a quell'ora,...
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BALLO GRANDE EXCELSIOR

15 marzo 2017 ore 13:59 segnala

Il “ballo grande” Excelsior, balletto all’italiana che celebra con ottimismo il passaggio dall’Ottocento al Novecento mediante le conquiste della tecnica e del progresso sociale, debuttò nel 1881 in occasione dell’Esposizione Nazionale di Milano. Protagonisti sono Luce, Oscurantismo, Civiltà, Fama, Valore, Invenzione, Concordia, Costanza, evocati dagli eroi del progresso scientifico e tecnologico del tempo, come l’italiano Alessandro Volta (quello della “pila”) o il francese Papin, accreditato come “inventore della prima macchina a vapore”. In effetti, gli ultimi tre decenni dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento furono caratterizzati da un grande sviluppo tecnologico accompagnato da radicali trasformazioni sociali: molte delle invenzioni che ancora oggi ci supportano nella vita di ogni giorno videro la luce (elettrica!) in quel periodo. È dunque perfettamente comprensibile l’entusiasmo, forse un po’ ingenuo e “all’ingrosso” che riempiva i cuori di Manzotti, Marenco ed Edel, in sintonia con il clima da “Belle Époque” incipiente. Giusto quindi, ancora oggi, lasciarsi ammaliare dai 32 fondali che accompagnano gli undici quadri in cui si articola il “ballo grande”, che ci trasportano dalla Spagna del “siglo de oro” (e della Santa Inquisizione) al villaggio ove Denis Papin sperimenta la prima macchina a vapore; fino a New York col ponte di Brooklyn, a Suez per l’inaugurazione del canale eponimo e naturalmente sul Moncenisio, dove il crollo dell’ultimo diaframma di roccia suggella l’amicizia tra Francia e Italia. E via con travolgenti galop e danze di gruppo, fra lo sventolio di bandiere di tutto il mondo, datesi convegno per celebrare Progresso, Fraternità e Amore universale, alla luce di un radioso Avvenire.

IL PERCORSO ARABO-NORMANNO

13 marzo 2017 ore 14:50 segnala
Lo stile Arabo-Normanno è unico nel suo genere ed esclusivo di Palermo, Cefalù e Monreale e si caratterizza per l'unione di due mondi opposti: quello arabo - musulmano e quello normanno - cattolico.
I due secoli e mezzo di dominazione araba (dall'827 alla fine del XI secolo) resero la città una tra le più ricche ed importanti dell'epoca: splendidi palazzi, moschee, minareti, giardini e fontane vengono eretti.
Ai giorni nostri non sussiste purtroppo alcun monumento di rilievo appartenente all'epoca musulmana. Questi splendidi palazzi arabi spariscono, infatti, con l'arrivo dei Normanni, che se ne appropriano per riallestirli e modificarli, rendendo impossibile distinguerne l'antica funzione.
I Normanni decidono di emulare il grande sfarzo degli arabi e riconoscono alle maestranze musulmane una notevole bravura: da questo connubio nasce, appunto, lo stile arabo-normanno.
Gli elementi tipici di questo stile per le chiese e le costruzioni civili sono: pianta basilicale a croce latina o greca, torri e portale sulla facciata, coro spesso sormontato da cupole, abbelliti da mosaici bizantini realizzati da artisti greci e da ornamenti arabi (archi a ferro di cavallo, decorazione fatta di arabeschi etc.); i palazzi sono immersi in grandi parchi con distese d'acqua e provviste, nel loro interno, di due caratteristiche aree: l'iwan (sala a tre esedre) e il cortile all'aperto, circondato da portici e abbellito da una o più fontane, decorati da pavimenti marmorei o costituiti da mattoni disposti a spina di pesce, pareti ricoperte da mosaici con motivi arabizzanti e infine soffitti ed archi adorni di muqarnas (decorazione ad alveoli o a stalattiti) scolpiti e dipinti.
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Lo stile Arabo-Normanno è unico nel suo genere ed esclusivo di Palermo, Cefalù e Monreale e si caratterizza per l'unione di due mondi opposti: quello arabo - musulmano e quello normanno - cattolico. I due secoli e mezzo di dominazione araba (dall'827 alla fine del XI secolo) resero la città una tra...
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MEDJUGORJE

11 marzo 2017 ore 15:09 segnala
Parlando con un 'amica di chatta,abbiamo toccato l'argomento Medjugorje.Le ho detto che è stata un'esperienza da me vissuta e mi ha chiesto se potevo raccontarla.L'ho già fatto tempo fa e spero che le amiche che già l'hanno condivisa la vogliano rileggerla con serenità.
E' una storia lunga di sofferenza e di gioia.
Siamo nel 1984 e inizio ad avere dolori al collo e al braccio sx.Antidolorifici,antinfiammatori ma nulla cambia.Allora il medico di famiglia mi manda dal neurologo che continua con quei farmaci senza nulla ottenere.A quel punto,anche perchè i dolori aumentano fino a farsi insopportabili,decidono di approfondire e con tac mielografie e altro, scoprono tre vertebre cervicali calcificate dalla C3 alla C7 che stanno sfaldando le radici nervose e il risultato potrebbe essere la paralisi.Ci vuole un'intervento ma a Genova non si vogliono assumere la responsabilità di eseguirlo.Nel frattempo sono ridotto a non dembulare più avendo praticamente perso l'uso delle gambe e del braccio sx,e a far uso della morfina per i dolori tremendi.
Ho iniziato a girare per maghi,guaritori,ma pur spendendo molto i risultati sono zero.Un giorno un amico viene a trovarmi e mi chiede se voglio andare con lui,gli rispondo...anche all'inferno...!Mi accompagna in un Santuario sperduto sulle alture di Genova dove vive un vecchio frate e una veggente sordomuta,e dicono che ricevono messaggi e hanno apparizioni della Madonna.Questo frate mi riceve,dolce figura con un cornice di capelli bianchi su di un viso da bimbo(aveva 80 anni),mi accarezza il braccio offeso dicendo...e mio caro so che soffri molto...(a quel punto me ne sarei già andato)in quel molmento,dal suo corpo si sprigiona un intenso profumo di rose,mi abbraccia e mi dice...la Madonnina mi dice che da domani non avrai più dolori e presto troverai chi ti opera e andrà tutto bene.Mi riaccompagnarono a casa e io ero sempre più scettico dolorante e insoddisfatto.Il mattino successivo mi sveglio e in verità i dolori lancinanti non ci sono più.

Ora parlerò di moglie e mi riferisco alla mia ex.

Mia moglie aveva una zia che era la custode di una villa di un ricercatore milanese a Camogli.
La zia parlò con questa persona del mio problema.Nel periodo pasquale dell'85 era li in vacanza e passeggiando sulla spiaggia incontrò un suo amico in vacanza come lui.Questo amico Prof.Merli neurochirurgo,venne a conoscenza del mio stato,volle vedermi e il venerdi 17 maggio mi operò al policlinico di Modena dove era primario,ridandomi la piena autonomia.
Volli andare a Medjugorie per ringraziare la Madonnina.Sono sempre stato poco praticante ma ho sempre avuto nel cuore il Signore.Quel viaggio fu allucinante fra rosari infiniti giorno e notte,persone che in ogni albero o pietra vedevano la Madonna e Gesù,io pensavo e penso che la FEDE fosse e sia un'altra cosa.Il secondo giorno a Medjugorje ci vollero portare a vedere il momento dell'apparizione.Scettici li seguimmo e ci dissero che il sole avrebbe mandato segnali stupendi.Tutti in silenzio e in attesa fino a che io vedo realmente il sole che inizia a ruotare su se stesso e a pulsare come un cuore,e fatto strano riesco a guardarlo senza nessun fastidio.Mia moglie mi dice...ma vedi qualcosa...?Io per verificare che la mia non fosse un'allucinazione rispndo...no perchè tu cosa vedi...?Mi raccontò tutto quello che stavo vedendo anch'io,questo sole vibrante che batteva come un cuore e si avvicinava e allontanava come in un paradisiaco balletto con intorno i colori dell'arcobaleno.Fini' e tutti furono delusi perchè non avevano visto nulla.Solo io e mia moglie potemmo godere di quell'incredibile visione.
Forse eravamo gli unici con una FEDE limitata che avevano il bisogno di esser coinvolti in quello straordinario momento.
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Parlando con un 'amica di chatta,abbiamo toccato l'argomento Medjugorje.Le ho detto che è stata un'esperienza da me vissuta e mi ha chiesto se potevo raccontarla.L'ho già fatto tempo fa e spero che le amiche che già l'hanno condivisa la vogliano rileggerla con serenità. E' una storia lunga di...
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