LA PASSEGGIATA E LA PREGHIERA

21 giugno 2018 ore 14:39 segnala
Ieri Genova era avvolta in una sfera di calore e umidità insopportabili.Per non rinuciare alla passeggiata quotidiana ho pensato di andare nel centro stolrico,camminare nei caruggi(vicoli),dove difficilmente si vede il sole,speravo di trovare se non fresco almeno un riparo al calore opprimente.Niente da fare anche li non si respirava.La stanchezza cominciava a farsi sentire quando come un'ancora di salvezza ecco di fronte a me la chiesa della Maddalena,stupendo gioiello incastonato fra le case strette dei vicoli.Sono sincero,non è stata la fede a farmi entrare in chiesa ma solo la ricerca di un po di refrigerio.Una volta sedutomi e rinfrancato dalla gradevole temperatura mi sono reso conto dello splendore che mi circondava.
La luce irradiata dai grandi finestroni che dava splendore agli affreschi alle immagini a tutta la meravigliosa struttura che mi circondava.







Dopo aver fatto questo bagno rinfrescante in questi doni dell'arte,mi sono avvicinato all'uscita e ho visto il messale sul cavalletto aperto sul vangelo di Matteo 6, 1-6. 16-18
che fra l'altro dice:
"E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà."
Ero solo e con gioia mi sono sentito rapire dalla preghiera.

ABBASSA LA TUA RADIO...

19 giugno 2018 ore 12:04 segnala


Abbassa la tua radio, per favor,
Se vuoi sentire I battiti del mio cuore.
Le cose belle che ti voglio dir,
Tu sola amore mio, dovrai sentir.
Le mie parole tanto appassionate
Son timide carezze profumate...
Abbassa la tua radio per favor,
Perch io son geloso del mio amor.

Abbassa la tua radio per favor
Perchè io son geloso del mio amor...

E lo bene amiche mie carissime che son vecchio ma,considerando che la musica non ha età
posso sempre pensare di essere un giovincello che un sacco di anni fa intonava queste parole al suo amore chiedendo solo che lei lo volesse ascoltare.
Ma più che la radio,allora il rumore era prodotto da ben altri fattori,sirene d'allarme e bombardamenti.Ma che meraviglia l'amore,nulla lo può fermare e anche nei momenti dove l'odio è più profondo,lui l'amore,trova sempre il modo di esprimersi e di vivere.
P.S.Son vecchietto si ma quando Norma Bruni cantava questa canzone non ero ancora nato.
:ok
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TROVARE PIUME:OGNI COLORE UN MESSAGGIO

18 giugno 2018 ore 14:31 segnala
Vi capita mai di trovare piume lungo il vostro cammino?A me di continuo:in montagna,davanti alla porta,fra i fiori per la strada...
Questo mi ha sempre incuriosita,sia perchè i Nativi Americani le consideravano oggetti sacri,Connessi al"Grande Spirito",sia per la loro simbologia,cosi' legata al mondo degli spiriti e degli Angeli.
Le ho sempre trovate in momenti particolari,magari quando mi sentivo un po abbattuta o dovevo prestare attenzione ad alcuni eventi.
A seconda del loro colore e fattezza,di ciò che stiamo provando in quel momento,posiamo cercare di interpretare il loro significato.
Ecco una breve guida!

Piume bianche:ci ricordano che dobbiamo continuare ad avere fede,che siamo protetti e andrà tutto bene.A volte,indicano che lo Spirito delle persone che amiamo,specie se scomparse di recente è passato felicemente nell'Aldilà.

Piume nere:sono quelle che assicurano la protezione più forte durante le difficoltà.Indicano che siete persone speciali,in grado di cogliere i messaggi dei mondi sottili,spiritualmente sagge e col dono della visione.

Piume marroni:indicano che riusciamo a bilanciare correttamente le energie fisiche e spirituali,che la nostra casa e la nostra vita sono circondate da una forte positività e siamo protetti dalle negatività esterne.Sono un segnale che le preoccupazioni economiche sono destinate a finire.

Piume nere e grige:è un richiamo a ristabilire la pace interiore attraverso la meditazione e sgombrando la mente da ogni pensiero,indicano che dovremo aspettare pazientemente che la situazione che ci sta a cuore si stabilizzi,
con fiducia e serenità.

web

dal romanzo" ALMOST BLUE"

15 giugno 2018 ore 15:11 segnala
(...) Il suono del disco che cade sul piatto è un sopsiro veloce,che sa appena un po di polvere.Quello del braccio che si stacca dalla forcella è un singhiozzo trattenuto,come uno schioccare di lingua ma non umido,secco.Una lingua di plastica.La puntina,strisciando nel solco,sibila pianissimo e scricchiola,una o due volte.poi arriva il piano e sembrano le gocce di un rubinetto chiuso male e il contrabbasso,come il ronzio di un moscone contro il vetro chiuso di una finestra,e dopo la voce velata di Chet Baker,che inizia a cantare Almost Blue.A starci attenti,molto attenti,si può sentire anche quando prende fiato e stacca le labbra sulla prima di almost,cosi' chiusa e modulata da sembrare una lunga o.Al-most-blue...con due pause in mezzo,due resiri sospesi da cui si capisce,si sente che sta tenendo gli occhi chiusi.Per questo mi piace Almost Blue.Perchè è una canzone che si canta a occhi chiusi.
Io,con gli occhi chiusi,ci sto sempre,anche se non canto.Sono cieco,dalla nascita.Non ho mai visto una luce,un colore o un movimento.
Ascolto...
Tutte le sere,salgo in camera mia e metto sul piatto un disco di Chet Baker.Sempre lo stesso,perchè mi piace il suono della sua tromba,tutte quelle p,piccole e profonde,che mi girano attorno e mi piace la sua voce che canta piano,come se venisse da dietro la gola e facesse fatica a uscire e per farlo si dovesse soffiare con tanto impegno da dover chiudere gli occhi.
Soprattutto quel pezzo,Almost Blue,che io punto per primo,anche se è l'ultimo.
Cosi' tutte le sere e tutte le notti aspetto che Almost Bluemi scivoli lentamente in fondo alle orecchie,che la tromba,il contrabbasso,il pianoforte e la voce diventino la stessa cosa e riempiano il vuoto che ho dentro la testa.
Allora accendo lo scanner e ascolto le voci della città.(...)

INTRODUZIONE ALLE POESIE GIAPPONESI

14 giugno 2018 ore 13:58 segnala

Il Giappone che ancora non ha preso contatto con la cultura occidentale.il Giappone della tradizione,è tutt'ora panteista:crede cioè in una divinitàimmanente e come diffusa nel cosmo,alla quale egli appartiene.Si tratta dell'animismo Shinto.Si crede che il mondo sia stato creato per generazione:i monti,le isole,le piante,le acque e gli stessi Giapponesi sono figli degli dèi e quindi partecipano della divinità.L'uomo è una piccola parte dell'infinita natura deificata dove ogni manifestazione è sacra;e avverte tali manifestazioni quando,ad esempio,sfiora con le dita i petali di un fiore,quando contempla un'acqua chiara,quando ascolta il frusciare leggero che fa il vento fra gli aghi dei pini.Il vento,le piante,le rocce,
l'acqua hanno un'anima e una voce.
Da questa premessa è facile arguire come il Giappone sia soprattutto natura e a questa aderisca con una passiva appartenenza:la natura egli se la porta tutta in giardino(sabbia,rocce,acqua);se la porta in casa(alberi nani,fiori).
Nella casa giapponese giunge l'eco dell'anima dlle cose nel travaglio della vita cosmica che si esprime nell'avvicendarsi di luci e colori e languori e fremiti che noi chiamiamo ritmo delle stagioni e che i Giapponesi,per un'educazione atavica,avvertono come nel sangue.
Nelle case giapponesi,al posto d'onore(tokoma),invece di una pittura potete contemplare spesso una tanka(poesia di trentun sillabe)o una haiku,dove la scrittura ideogrammatica,che è arte di per se e tanbto vicina alla pittura,è piegata coi tratti del pennello,come per una sorta di magia,a farvi vedere e sentire il significato della parola:di modo che,se contemplate ad esempio l'ideogramma di piuma,scritto da un artista,voi lo vedete morbido e leggero come se galleggiasse nell'aria.
Mario Riccò
SI NASCONDE IL RUSCELLO
Sovrapposizione di immagini in movimento.

Si nasconde il ruscello
Fra l'erbe d'un autunno che muore.
Foglie cadenti l'una sull'altra
E pioggia che sferza la pioggia.
Bashò

SOTTO LA PIOGGIA PRIMAVERILE
Tema:"Oishida sotto la pioggia primaverile".Renga composta da quattro poeti.
In ordine:Bashò,Ichiei,Sora,Sensui.

Adunando verso il mare
La pioggerella di maggio,corre fresco
Il fiume Mogami.
Le minuscole barche da pesca legano
Lanterne di lucciole alla riva.
I campi di cocomeri
Aspettano la luna
Dal cielo timido.
Incontro al mio paese
Un sentiero fra i gelsi.
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« immagine » Il Giappone che ancora non ha preso contatto con la cultura occidentale.il Giappone della tradizione,è tutt'ora panteista:crede cioè in una divinitàimmanente e come diffusa nel cosmo,alla quale egli appartiene.Si tratta dell'animismo Shinto.Si crede che il mondo sia stato creato per g...
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IL SILENZIO DELL'ONDA

12 giugno 2018 ore 11:04 segnala
E' il titolo di un romanzo che una cara amica mi ha consigliato di leggere e per questo la ringrazio.Durante la lettura mi sono ritrovato a leggere questo passaggio"(...)Ci facevamo aiutare dalla SIP - allora si chiamava cosi'.Gli chiedevamo di bloccare la linea,il soggetto chiamava l'assistenza,ci presentavamo noi,travestiti da operai della SIP e con la scusa dei controlli per verificare la causa del guasto gli piazzavamo la microspia.La installavamo nel telefono perchè era più facile nasconderla e alimentarla,ma la captazione era ambientale.(...)"
Molti anni fa,io lavoravo all'allora SIP,prima TETI e poi TELECOM e di questi casi me ne sono capitati.Non che noi si mettessero,assolutamente, microspie ma durante l'intervento per riparare il guasto,ricordo di averne trovate due.Certo non dissi nulla all'utente(allora si chiamava cosi')ma con la scusa di controllare la linea esterna chiamai il mio Capo Tecnico per informarlo del fatto.Lui interveniva per avvisare l'utente del ritrovamento dell'ospite inatteso e sgradito.Nel romanzo chi fa queste affermazioni è un carabiniere ma,la microspia poteva benissimo essere installata anche da un familiare o frequentatore dell'abitazione che aveva interesse a controllare le conversazioni che avvenivano da quel telefono.
Ricordo il primo caso,una signora mi disse che il suo domestico la ricattava riferendole tutto quello che lei diceva durante le sue conversazioni,anche quando lui non era nell'abitazione.Facendo un'ispezione dell'impianto in effetti trovai un marchingenio che permetteva al domestico di registrare le sue conversazioni.Nel secondo caso invece intervenni nell'abitazione perchè la linea era rumorosa e di conseguenza si sentiva malissimo.Anche in quel caso all'interno del telefono era nascosto un piccolo aggeggio che permetteva di registrare e ascoltare il tutto.
Vecchi ricordi,vecchie tecniche che oggi fanno sorridere.
Grazie a questa bellissima lettura ho rivissuto un pezzetto del mio passato.

PREMIO ANDERSEN-SESTRI LEVANTE

11 giugno 2018 ore 12:05 segnala
Il  premio Andersen  è considerato il più importante riconoscimento italiano nel campo della  letteratura per l'infanzia

La fiorentina Carla Oretta Rampini ha vinto la 51esima edizione del Premio Andersen con la sua “Un amore infinito”, giudicata all’unanimità dalla giuria una fiaba che colpisce «per la indubbia qualità stilistica e il tema dell’ostinazione dell’amore che sfida addirittura le rigide regole matematiche. La fiaba dà vita, colore e personalità alle figure geometriche che diventano veri e propri personaggi aventi ognuno una propria specificità».
Fra gli altri riconoscimenti, nella sezione “Scuola materna” la fiaba vincitrice è stata “Il mistero della tigre scomparsa”, dei bambini della scuola d’Infanzia d di Barge, in provincia di Cuneo, per aver presentato «spunti di vivacità e freschezza in un testo che si distingue per la capacità di trasmettere un messaggio educativo attraverso una metafora nuova, suggestiva e coinvolgente».
Nella sezione “Bambini”, il premio è andato a “La valigia magica”, scritto dagli allievi della primaria dell’istituto Comprensivo di Calvisano (Brescia), una fiaba «toccante, che riesce a trattare con impegno il tema attualissimo e drammatico dell’immigrazione, ricca di spunti ed evocazioni bibliche».
da IL SECOLOXIX

IL VIAGGIO

04 giugno 2018 ore 11:41 segnala
Il pensiero era vivo da tempo nella mente,da quando Gianni mi disse che quei tornanti avevano veramente qualcosa di magico.Solo il pensare a quella parola aveva acceso in me la voglia di vedere e vivere la"magia"di quel percorso curva dopo curva.La sveglia e via...La mia vecchia auto faticava arrancava e mordeva la salita tra rocce appese al cielo e strapiombi dall'altro lato.
Col pensiero avevo già vissuto questa salita espressione di sudore rischio e avventura.Ormai ero agli ultimi tornanti infatti la luce iniziava a dar vita a quell'alba che sembrava voler ancora dormire.La vetta,la delusione.Carcasse di vita dimenticata e abbandonata,sogni e realtà vissute e sepolte nel nulla,li davanti a me come un quadro indistinto di debolezza umana.Ma ormai il viaggio era iniziato e andava proseguito.Comunque e dovunque.
La nebbia si sta diradando,almeno quella dell'anima e laggiù nella valle come un miraggio ma viva c'è una realtà che desidero scoprire.Vengo accolto da suoni appena percettibili,come sospiri che vibrano come canti fatati e rimbalzano da palazzo a palazzo,perchè li vive una una dimensione a me sconosciuta,fatta di luce e armonia,viva ma al tempo stesso inanimata,tutto è vero ma inesistente come se il tutto fosse o forse è solo vibrazione.
Anche l'auto non emette nessun rumore pur essendo in marcia,sono solo nel centro del tutto.Proseguo per inerzia più che per volontà anche se la curiosità e l'interesse sono affascinati da questa meraviglia senza umani e nella sua meraviglia senza umanità.Balconi,facciate,portici,tutto avvolto in una luce irreale tanto intensa da essere fastidiosa.Non posso,anzi non devo fermarmi,sento questo in me.Tutto era iniziato per vivere i tornanti di quella salita e invece.Invece ecco la sorpresa inaspettata,dopo l'immensità della luce la tenebra dell'abbandono.Devo lasciare l'auto e proseguire a piedi fra cespugli spinosi alte siepi e un'umidità penetrante.Penetrante come il silenzio che mi accompagna in questo incubo che si realizza nel vedere oltre,oltre le siepi ,Pagode e Templi avvolti da erbacce e diroccati come se fossero anime in espiazione o in attesa di riprendere le loro identità ormai non solo dal tempo cancellate.
Ricerca...scoperta...luce...oscurità...vita!
VIAGGIO,SOGNO O REALTA'?
gandalf
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Il pensiero era vivo da tempo nella mente,da quando Gianni mi disse che quei tornanti avevano veramente qualcosa di magico.Solo il pensare a quella parola aveva acceso in me la voglia di vedere e vivere la"magia"di quel percorso curva dopo curva.La sveglia e via...La mia vecchia auto faticava...
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2 GIUGNO FESTA DELLA REPUBBLICA

02 giugno 2018 ore 09:35 segnala

GRAZIE PRESIDENTE MATTARELLA PER AVER RESPINTO CON FORZA L'ATTACCO ALLE PIU' SEMPLICI REGOLE DI CONVIVENZA CIVILE IN ITALIA E IN EUROPA.ATTACCO PORTATO DA UNA DESTRA STRISCIANTE E CONDIVISO DA DUE GIOVANI INCOSCIENTI O CONSENZIENTI.
VIVA LA NOSTRA REPUBBLICA DEMOCRATICA VIVA IL NOSTRO PRESIDENTE!

BELIN

01 giugno 2018 ore 11:24 segnala

la Francia al Mondiale con i biscotti che fanno sorridere i genovesi
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PREMESSA

Qual è il significato di “belìn” nel linguaggio genovese
A chi è capitato di visitare la stupenda  Genova, avrà sentito di sicuro in strada, in qualche bar o negozio, dalle persone del posto nominare la parola “belìn”.   In effetti è impossibile non averla sentita, per il largo uso di cui ne fanno i genovesi! Per chi non ne fosse a conoscenza, “belìn” è una parola molto usata e tipica del  linguaggiogenovese. È così utilizzata che la si può sentire anche due volte nella stessa frase e con significato totalmente diverso.
Cosa significa “belìn”
Letteralmente “belìn” sta a indicare i genitali maschili, ma l’uso che ne fanno i genovesi è tutt’altro che volgare. È prevalentemente utilizzata in modo  ironico  o per comunicare  sdegno,    ammirazione,  simpatia,  irritazione,  sorpresa  o stupore. Ha così tanti significati che se non si è del posto, risulta difficile comprendere sempre cosa la persona che sta parlando intende dire per davvero. Il segreto sta tutto nell’osservare attentamente i gesti e le espressioni che l’interlocutore adotta nel suo discorso, per comprenderne poi a pieno il suo significato.
Modi di dire
Per comprendere almeno qualcosa in più sui modi in cui viene utilizzato “belìn” nel linguaggio di tutti i giorni, di seguito c’è un elenco dei più comuni:
Portare via il belìn  = andarsene via, levarsi di torno;
Tirare il belìn  = prendere in giro;
“Pou belìn!”  = “accidenti!”;
“Du belìn”  = del cavolo;
“Ou belìn!”  = “insomma”!
web
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Per chi è ancora indeciso sulla squadra per cui tifare ai Mondiali 2018 in Russia in assenza dell’Italia (prima partita il 14 giugno), un “aiuto” potrebbe arrivare da un annuncio arrivato dalla Francia. Che è “importante” soprattutto per i genovesi.

È di ieri, infatti, la notizia che la Federcalcio francese ha confermato l’accordo di sponsorizzazione sia con la Coca Cola sia soprattutto con il marchio Belin, allungando quest’ultimo (come dice il comunicato ufficiale ) sino al 2021.

Al di là dell’ilarità che il suo nome può suscitare nei liguri e in chi ne conosce la parlata, l’azienda Belin è una sussidiaria del gruppo Danone che produce biscotti e cracker. E sarà il partner dei Galletti per i prossimi 3 anni.

da IL SECOLO XIX