IL POETA E IL CONTADINO

27 maggio 2017 ore 11:07 segnala
Un contadino stanco della routine del campo e di tanto duro lavoro,
decise di vendere la sua tenuta.
Siccome sapeva che il suo vicino era un eccellente poeta,decise di
chiedere a lui il favore di fargli il cartello di vendita.
Il poeta accettò di buon grado e gli fece un cartello che diceva
"Vendo un pezzettino di cielo adornato da bei fiori e verdi alberi,
bei prati e un fiume cristallino con l'acqua più puira che abbiate
mai vista".
Il poeta dovette andar via per un pò di tempo ma al suo ritorno
decise di andare a trovare il suo nuovo vicino.
La sua sorpresa fu immensa al vedere il contadino che conosceva,
impegnato nei suoi lavori agricoli.
Il poeta domandò "Amico non sei andato via dalla tenuta?"
Il contadino gli rispose con un sorriso"No,mio caro vicino,dopo
che ho letto il cartello che mi avete fatto ho capito che possedevo
il pezzo più bello della terra e che non ne avrei trovato un altro
migliore."

MORALE:Non aspettare che arrivi un poeta per farti un cartello
che ti dica quanto è meravigliosa la tua vita,la tua casa,la tua
famiglia e tutto il lavoro che oggi devi fare.

Dai grazie a Dio per la vita,per la salute,la speranza di andare avanti
lottando per arrivare alla tua meta.

Che il Signore benedica questo pezzettino di cielo che è la tua vita.

Nasciamo per essere felici,NON PERFETTI.

Il cominciare del giorno è la parte migliore perchè è quando Dio ti dice
"ALZATI!!!TI REGALO UN'ALTRA OPPORTUNITA'!"

I giorni buoni ti danno FELICITA'

I giorni cattivi ti danno ESPERIENZA

I tentativi ti mantengono FORTE

Le prove ti mantengono UMANO

Le cadute ti mantengono UMILE

MA SOLO DIO TI MANTIENE IN PIEDI

LEGGENDA CHEROKEE

26 maggio 2017 ore 10:20 segnala

Una vecchia leggenda cherokee racconta che un giorno il capo di un grande villaggio decise che era arrivato il momento di insegnare al nipote preferito cosa fosse la vita. Lo porta nella foresta, lo fa sedere ai piedi di un grande albero e gli spiega:

“Figlio mio, si combatte una lotta incensante nella mente e nel cuore di ogni essere umano. Anche se io sono un saggio e vecchio capo, guida della nostra gente, quella stessa lotta avviene dentro di me. Se non ne conosci l’esistenza, ti spaventerai e non saprai mai quale direzione prendere; magari, qualche volta nella vita vincerai, ma poi, senza capire perché, all’improvviso ti ritroverai perso, confuso e in preda alla paura, e rischierai di perdere tutto quello che hai faticato tanto a conquistare.

Crederai di fare le scelte giuste per poi scoprire che erano sbagliate. Se non capisci le forze del bene e del male, la vita individuale e quella collettiva, il vero sé e il falso sé, vivrai sempre in grande tumulto.

È come se ci fossero due grandi lupi che vivono dentro di me: uno bianco, l’altro nero. Il lupo bianco è buono, gentile e innocuo; vive in armonia con tutto ciò che lo circonda e non arreca offesa quando non lo si offende. Il lupo buono, ben ancorato e forte nella comprensione di chi è e di cosa è capace, combatte solo quando è necessario e quando deve proteggere se stesso e la sua famiglia, e anche in questo caso lo fa nel modo giusto; sta molto attento a tutti gli altri lupi del suo branco e non devia mai dalla propria natura.

Ma c’è anche un lupo nero che vive in me, ed è molto diverso: è rumoroso, arrabbiato, scontento, geloso e pauroso. Le più piccole cose gli provocano accessi di rabbia; litiga con chiunque, continuamente, senza ragione. Non riesce a pensare con chiarezza poiché avidità, rabbia e odio in lui sono troppo grandi. Ma è rabbia impotente, figlio mio, poiché non riesce a cambiare niente. Quel lupo cerca guai ovunque vada, perciò li trova facilmente; non si fida di nessuno quindi non ha veri amici.

A volte è difficile vivere con questi due dentro di me, perché entrambi lottano strenuamente per dominare la mia anima.”

Al che, il ragazzo chiede ansiosamente: “Quale dei due lupi vince, nonno?”

Con voce ferma, il capo risponde:

“Tutti e due, figlio mio. Vedi, se scelgo di nutrire solo il lupo bianco quello nero mi aspetta al varco per approfittare di qualche momento di squilibrio, o in cui sono troppo impegnato e non riesco ad avere il controllo di tutte le mie responsabilità, e attaccherà il lupo bianco, provocando così molti problemi a me e alla nostra tribù; sarà sempre arrabbiato e in lotta per ottenere l’attenzione che pretende. Ma se gli presto un po’ di attenzione perché capisco la sua natura, se ne riconosco la potente forza e gli faccio sapere che lo rispetto per il suo carattere e gli chiederò aiuto se la nostra tribù si trovasse mai in gravi problemi, lui sarà felice e anche il lupo bianco sarà felice ed entrambi vincono. E tutti noi vinciamo.”

Confuso, il ragazzo chiede:

“Non capisco, nonno, come possono vincere entrambi?”

Il capo continua:

“Vedi, figlio mio, il lupo nero ha molte importanti qualità di cui posso aver bisogno in certe circostanze: è temerario, determinato e non cede mai; è intelligente, astuto e capace dei pensieri e delle strategie più tortuose, caratteristiche importanti in tempo di guerra. Ha sensi molto acuti e affinati che soltanto chi guarda con gli occhi delle tenebre può valorizzare. Nel caso di un attacco, può essere il nostro miglior alleato.”

Poi il capo tira fuori due pezzi di carne dalla sacca e li getta a terra, uno a sinistra e uno a destra. Li indica e dice:

“Qui alla mia sinistra c’è il cibo per il lupo bianco, e alla mia destra il cibo per il lupo nero. Se scelgo di nutrirli entrambi, non lotteranno mai per attirare la mia attenzione e potrò usare ognuno nel modo che mi è necessario. E, dal momento che non ci sarà guerra tra i due, potrò ascoltare la voce della mia coscienza più profonda e scegliere quale dei due potrà aiutarmi meglio in ogni circostanza.

Vedi, figlio mio, se capisci che ci sono due grandi forze dentro di te e le consideri con uguale rispetto, saranno entrambi vincenti e convivranno in pace; e la pace, figlio mio, è la missione dei cherokee, il fine ultimo della vita. Un uomo che ottiene la pace interiore ha tutto; un uomo che è lacerato dalla guerra che si combatte dentro di lui, è niente.”

E' ARRIVATO UN NUOVO CUCCIOLO

24 maggio 2017 ore 15:33 segnala
Pochi minuti fa è nato ALESSANDRO e io sono diventato BISNONNOOOOO...
Sono felice anzi...essendo bisnonno sono bisfelice.

:shy :shy :shy 0:-) 0:-) 0:-)

ELOGIO DELL'INFANZIA

19 maggio 2017 ore 11:06 segnala

Quando il bambino era bambino,
camminava con le braccia ciondoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente
e questa pozzanghera il mare.
Quando il bambino era bambino,
non sapeva di essere un bambino,
per lui tutto aveva un’anima
e tutte le anime erano un tutt’uno.
Quando il bambino era bambino
non aveva opinioni su nulla,
non aveva abitudini,
sedeva spesso con le gambe incrociate,
e di colpo si metteva a correre,
aveva un vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.
Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande:
perché io sono io, e perché non sei tu?
perché sono qui, e perché non sono lì?
quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?
la vita sotto il sole è forse solo un sogno?
non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo
quello che vedo, sento e odoro?
c’è veramente il male e gente veramente cattiva?
come può essere che io, che sono io,
non c’ero prima di diventare,
e che, una volta, io, che sono io,
non sarò più quello che sono?
Quando il bambino era bambino,
si strozzava con gli spinaci, i piselli, il riso al latte,
e con il cavolfiore bollito,
e adesso mangia tutto questo, e non solo per necessità.
Quando il bambino era bambino,
una volta si svegliò in un letto sconosciuto,
e adesso questo gli succede sempre.
Molte persone gli sembravano belle,
e adesso questo gli succede solo in qualche raro caso di fortuna.
Si immaginava chiaramente il Paradiso,
e adesso riesce appena a sospettarlo,
non riusciva a immaginarsi il nulla,
e oggi trema alla sua idea.
Quando il bambino era bambino,
giocava con entusiasmo,
e, adesso, è tutto immerso nella cosa come allora,
soltanto quando questa cosa è il suo lavoro.
Quando il bambino era bambino,
per nutrirsi gli bastavano pane e mela,
ed è ancora così.
Quando il bambino era bambino,
le bacche gli cadevano in mano come solo le bacche sanno cadere,
ed è ancora così,
le noci fresche gli raspavano la lingua,
ed è ancora così,
a ogni monte,
sentiva nostalgia per una montagna ancora più alta,
e in ogni città,
sentiva nostalgia per una città ancora più grande,
ed è ancora così,
sulla cima di un albero prendeva le ciliegie tutto euforico,
com’è ancora oggi,
aveva timore davanti a ogni estraneo,
e continua ad averlo,
aspettava la prima neve,
e continua ad aspettarla.
Quando il bambino era bambino,
lanciava contro l’albero un bastone come fosse una lancia,
che ancora continua a vibrare.

Peter Handke



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« immagine » Quando il bambino era bambino, camminava con le braccia ciondoloni, voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente e questa pozzanghera il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva di essere un bambino, per lui tutto aveva un’anima e tutte le anime erano un tutt’uno...
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LA COSTRUZIONE DI UN AMORE

18 maggio 2017 ore 12:01 segnala

La costruzione di un amore" è uno dei grandi brani della musica d'autore italiana ed è stata composta da Ivano Fossati nel 1978 per la voce della compianta Mia Martini che la inciderà nell'album "Danza". La canzone venne scritta sulla base della tormentata storia d'amore che vivevano, all'epoca, Fossati e Mimì e che durò fino al 1984 tra la folle gelosia di lui, per la quale Mimì fu costretta ad annullare i propri contratti discografici ed a rinunciare ad un progetto con Pino Daniele a cui teneva tantissimo al punto di perdere la voce, riottenuta poi grazie a ben due interventi chirurgici alle corde vocali, per il grande dispiacere, e la passione di lei che, nonostante tutto, provava un sincero affetto verso quella figura forte che, probabilmente, compensava le sue debolezze. L'amore era forte ma Mimì, talvolta, sospettava che Ivano l'amasse solo per il suo talento e fosse geloso solo del suo aspetto artistico tanto da non voler mai accettare l'ipotesi di aver un figlio di lei e perchè la obbligava a tagliare ogni legame con colleghi, musicisti e addetti ai lavori. Questa tesi era ispirata alla smisurata gelosia che Ivano mostrava in quel rapporto ed era supportata anche dalle dichiarazioni pubbliche del cantautore ligure in cui venivano elogiate sempre e solo le abilità artistiche di Mimì senza mai soffermarsi, per pudore o per volontà, sulle doti umane o sul loro legame personale. Anche negli successivi la loro storia, infatti, la Martini continuerà a parlare di quella storia candidamente, senza problemi ne omissioni, mentre Fossati, tutt'ora, preferisce minimizzare quel periodo e tener per se, o forse tentar di cancellare, quei ricordi, belli e brutti, di una comunque lunga e passionale storia d'amore. Anche per questa canzone, che rappresenta in chiave poetica, le sensazioni, le difficolità, le ansie e le emozioni che si possono provare in un rapporto d'amore e nella sua edificazione, i due dichiaravano una diversa visione sulla sua nascita e la sua finalità: Fossati dichiarava il brano come universale e, quindi, non personale mentre Mimì asseriva che Ivano aveva dedicato a lei quel testo. Il brano, proposto anche dello stesso Fossati nel 1981 per l'album "Panama e dintorni", esprimeva in entrambe le versioni grande passione e trasporto. Il legame che c'era tra i due artisti rese questo brano ancor più profondo e diede alle loro interpretazioni una ulteriore chiave di lettura. Visto il rapporto non facile, ma di grande passione e complicità, che vivevano aldilà della collaborazione artistica Mia Martini raccontò in una intervista una curiosità legata alla canzone, ovvero che Fossati scrisse sotto il titolo del testo originale la frase: "Per il condono edilizio presentare domanda" alludendo alle difficoltà che la costruzione di un amore, riferendosi probabilmente al loro stesso rapporto, comporta. Mimì, dal canto suo, con eleganza ed ironia, commentò così: "Io non penso sia così complicato: basterebbe eliminare la tangente, voglio un amore senza pizzo ma con tanti merletti...". In ogni modo, a parte il rapporto personale, questa unione ha prodotto un capolavoro assoluto grazie alla vena autoriale di un Fossati in grande forma e della solita immensa capacità interpretativa ed emozionale di Mimì. La grandezza di questo brano, però, non perde la sua forza nemmeno nella versione dello stesso Fossati che con il suo affascinante ed unico timbro vocale dà al brano una nuova luce.
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MURALES DI VERNANTE

16 maggio 2017 ore 11:34 segnala

Ospitale paese di media valle, Vernante è la porta dell'alta Val Vermenagna e della corta ma fascinosa Val Grande. Attilio Mussino, il più famoso illustratore del Pinocchio di Collodi, ha trascorso in questa piccola località gli ultimi anni della sua vita, dal 1944 al 1954 : oggi Vernante ricorda affettuosamente lo “zio di Pinocchio” con i murales che decorano le case e le vie del centro storico. Più di cento dipinti, firmati dai pittori locali Bartolomeo Cavallera e Bruno Carletto, decorano le case del paese ripercorrendo i principali avvenimenti della storia del celebre burattino bugiardo e regalano un aspetto fiabesco alle vie del paese.
Vernante ha dedicato a Mussino anche un Museo: della collezione del Museo fanno parte la prima edizione illustrata del Pinocchio del 1911, il libro con le pagine animate uscito nel 1942 e le 33 tavole illustrate dell'ultima edizione realizzata da Mussapi, apparsa su Il Giornalino del 1952.
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« immagine » Ospitale paese di media valle, Vernante è la porta dell'alta Val Vermenagna e della corta ma fascinosa Val Grande. Attilio Mussino, il più famoso illustratore del Pinocchio di Collodi, ha trascorso in questa piccola località gli ultimi anni della sua vita, dal 1944 al 1954 : oggi Vern...
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16/05/2017 11:34:17
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Genova e i cinghiali

13 maggio 2017 ore 14:19 segnala
Stavo facendo una passeggiata all'altezza dello stadio"Luigi Ferraris"(praticamente nel centro di Genova),di fianco al torrente Bisagno e nel suo greto ho visto questa ormai frequente situazione e cosi'ne ho fatto un video.
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Stavo facendo una passeggiata all'altezza dello stadio"Luigi Ferraris"(praticamente nel centro di Genova),di fianco al torrente Bisagno e nel suo greto ho visto questa ormai frequente situazione e cosi'ne ho fatto un video. « video »
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IL SOGNO

08 maggio 2017 ore 15:17 segnala

Io sono un sognatore,nella vita reale perché mi perdo a fantasticare in innumerevoli avventure e quando spengo la luce mi lascio rapire dalla fantasia del sogno.E appunto è il sogno che mi fa vivere bellissime emozioni,come quella di poche notti fa.Nel sogno,avevo fra le mani il mio immancabile libro ma mi si stavano chiudendo gli occhi e,allora mi son messo per chiudere il libro quando una vocina mi ha detto”Nooo non chiudere altrimenti mi schiacci”…
Ho guardato meglio e invece del numero della pagina,c’era una piccolissima immagine che mi è venuta vicina sulle nocche della mano e ha continuato a parlare dicendomi”Sai io sono la fatina dei libri,e sono sempre vicino a chi del libro ne fa nutrimento e se tu vuoi,posso accompagnarti in una libreria che esiste solo nella nostra fantasia”.Ancora incredulo,l’ho guardata meglio e ho visto allora piccolissime ali che la aiutavano a saltellarmi attorno e cosi’ ha ripetuto”Dai prendimi dolcemente fra le dita chiudi gli occhi e aprili solo quando te lo dirò”.Infatti è arrivato l’invito ad aprire gli occhi e con lei sempre sulla mano mi sono trovato di fronte ad un palazzone enorme e ad un portone imponente.Con un suo leggero soffio,il portone si è aperto e mi sono ritrovato in un mondo incredibile.Un numero inimmaginabile di fatine con ognuna un lampioncino in mano,lucciole,ninfe e altri piccoli esserini illuminavano un immenso salone con una luce mai vista,e da questo immenso salone partivano scale che salivano e scendevano verso altri saloni tutti altrettanto illuminati.Ma la cosa più straordinaria era che i muri non erano di mattoni e cemento ma,erano composti di libri,di tutte le dimensioni e di tutti i generi.Allora la fatina saltandomi su di un orecchio mi ha sussurrato“A te piace legger libri di fantasia e di fiabe vero?”…Al mio si lei ha aggiunto”Vedi tutta questa parete e altre e altre ancora sono piene di tutta la nostra essenza che,purtroppo nessuno vuol più condividere…ma tu sei nei nostri cuori come noi siamo nel tuo e allora ho voluto farti fare questo straordinario viaggio in un luogo nel quale nessun’altro avrebbe creduto di trovarsi realmente.Prima di riaccompagnarti ti voglio fare ancora un dono,sfiora con un dito uno di questi libri…”Ho alzato il dito e toccato un libro che raccontava di piccole fate e dinanzi ai miei occhi è apparsa una storia incredibilmente meravigliosaaaa.Mi pareva fossero passati secoli,secoli di gioia e felicità.Invece ho riaperto gli occhi e mi trovavo nel mio letto col mio immancabile libro fra le mani…