IL TERZO UOMO

23 ottobre 2018 ore 10:20 segnala

Film noir di culto ambientato in una Vienna sconvolta dal conflitto mondiale, dove uno scrittore americano di romanzi d’avventura, Holly Martins, si reca per incontrare il misterioso amico d’infanzia, Harry Lime, magistralmente interpretato da Orson Welles.
"The Third Man è il film emblematico di un’Europa disorientata, sconvolta dalla Seconda guerra mondiale, che cerca i propri punti di riferimento lungo le strade della Guerra fredda. È la visione romanzesca di un mondo devastato di cui, nello stesso periodo, ma a Berlino invece che a Vienna, Billy Wilder offre la satira in Scandalo internazionale mentre Roberto Rossellini ne riflette la disperazione in Germania anno zero. Il film segna il trionfo dello scrittore Graham Greene che firma la storia originale per lo schermo prima di pubblicarne il romanzo, del direttore della fotografia Robert Krasker che adatta al cinema inglese l’estetica espressionistica del noir, e soprattutto di Carol Reed che passa senza sforzo apparente dal grottesco al malinconico. E poi c’è Orson Welles, che due anni prima aveva firmato con il produttore Alexander Korda un contratto per tre film da realizzare e/o interpretare. Seguono vari progetti, nessuno dei quali va in porto, finché Korda propone a Welles il ruolo di Harry Lime, il personaggio decisivo, colui di cui parlano tutti gli altri anche quando non è presente sullo schermo. La sua sarà in effetti una creazione memorabile, un angelo caduto cinico e miserabile. Un doppio ambiguo che gli resterà incollato per una decina d’anni, sia alla radio sia alla televisione". (Jean-Pierre Berthomé)

L'apprendista stregone(ballata)

19 ottobre 2018 ore 11:11 segnala

L'apprendista stregone (in tedesco Der Zauberlehrling) è una ballata composta nel 1797 da Wolfgang Goethe, ispirata a un episodio de"l'amante del falso") di Luciano di Samosata.
Dall'opera letteraria, il compositore francese Paul Dukas ricavò l'impianto del suo poema sinfonico L'apprendista stregone. Alla storia si sono ispirate diverse opere successive, la più famosa delle quali è un episodio del film d'animazione Disney Fantasia (1940) con protagonista Topolino.
La ballata di Goethe racconta di uno stregone che si assenta dal suo studio, raccomandando al giovane apprendista di fare le pulizie. Quest'ultimo si serve di un incantesimo del maestro per dare vita a una scopa affinché compia il lavoro al posto suo. La scopa continua a rovesciare acqua sul pavimento, come le è stato ordinato, fino ad allagare le stanze: quando si rende conto di non conoscere la parola magica per porre fine all'incantesimo, l'apprendista spezza la scopa in due con l'accetta, col solo risultato di raddoppiarla, perché entrambi i tronconi della scopa continuano il lavoro. Solo il ritorno del maestro stregone rimedierà al disastro.
La morale della ballata è chiara: meglio non cominciare qualcosa che non si sa come finire.
L'espressione è diventata proverbiale anche in italiano. Nel lessico letterario e giornalistico, l'apprendista stregone è una persona irresponsabile che applica metodi o tecniche che non è in grado di padroneggiare, col rischio di provocare danni irreversibili per tutta la collettività.
web

Quando ero l’apprendista dello stregone
mescolavo fiocchi d’aria nella tazza,
preparavo le mie schiere alla tempesta
aggiungendo sale e pepe quanto basta.
Quando ero l’apprendista apprendevo
ad annusare musica ed ascoltare fiori,
avevo nascondigli e pomeriggi,
troppe pergamene, vasi e canzoni.
Misurando il mio tempo nelle stelle,
vincevo il record mondiale d’apnea.
Poi finalmente cominciava il giorno
e potevo addormentarmi nella stoppa.
dal film
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« immagine » L'apprendista stregone (in tedesco Der Zauberlehrling) è una ballata composta nel 1797 da Wolfgang Goethe, ispirata a un episodio de"l'amante del falso") di Luciano di Samosata. Dall'opera letteraria, il compositore francese Paul Dukas ricavò l'impianto del suo poema sinfonico L'appre...
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Il Basso di Genova, inno nazionale d’altri tempi.

15 ottobre 2018 ore 14:39 segnala
...dal concerto per l'apertura straordinaria delle Ville del Ponente genovese in occasione delle Giornate FAI, 25 e 26 marzo 2017
Il Basso (o Aria) di Genova è un tipico basso ostinato del Rinascimento italiano: il suo ritrovamento si deve al musicista e musicologo Gian Enrico Cortese.
Contrappunti e dimunuzioni di Maurizio Less.

La Repubblica di Genova aveva un inno ufficiale? Ovviamente no, perché l’uso risale a fine Ottocento e la Liguria perse la propria indipendenza nel 1815. Eppure c’era un brano che rappresentava la Superba nelle varie corti d’Europa: si tratta del “Basso di Genova”. E oggi potrebbe tornare a prendere vita.
Certo, non era quello che oggi chiameremmo inno nazionale. Il “Basso di Genova” era più che altro un modello fisso su cui i musici potevano improvvisare. Una base in loop, si direbbe oggi.
«Nel Medioevo la musica si suonava per le strade – spiega Luca Franco Ferrari, esperto di musica antica – e si sono così formati degli stilemi tipici per ogni città. Anche Genova aveva al suo». Dalle melodie dei menestrelli che un tempo echeggiavano nei carroggi nasce allora una linea di basso caratteristica, che in gergo tecnico si chiama “ostinato” perché veniva suonata sempre uguale per tutta l’esecuzione. Nel Rinascimento la musica si sposta nelle corti. Il “Basso” genovese ispira un ricco repertorio musicale che in breve tempo viaggia oltre i confini liguri.
Sia chiaro, Genova non ha inventato nulla. Ben più famosa era, per esempio, la “Bergamasca”, che funzionava allo stesso modo. In generale, il patriziato genovese era piuttosto austero e affascinato dalle mode dei foresti (spagnoli, francesi, toscani) e questo ha impedito che nascesse in Liguria una vera scuola musicale, come invece è successo a Napoli. Fatto sta che al “Basso di Genova” era affidato il compito di rappresentare all’esterno la più ricca repubblica del Mediterraneo. E forse ci riusciva anche bene, perché suona maestoso e superbo al punto giusto.
da IL SECOLO XIX
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...dal concerto per l'apertura straordinaria delle Ville del Ponente genovese in occasione delle Giornate FAI, 25 e 26 marzo 2017 Il Basso (o Aria) di Genova è un tipico basso ostinato del Rinascimento italiano: il suo ritrovamento si deve al musicista e musicologo Gian Enrico Cortese. Contrappunti...
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L'IMPORTANZA DI UNA FRASE

11 ottobre 2018 ore 13:50 segnala
Riordino degli armadi...la taglia muta con il passar del tempo(non parliamo di anni che è meglio),indumenti ancora praticamente nuovi che non si possono più indossare...pazienza...li preparo per portarli nella parrocchia cosi' potranno essere utili per chi ha qualche chilo meno di me e magari qualche necessità in più ,pur essendo io un pensionato che deve lottare col costo della vita.Sono con Rita sul poggiolo,è quasi sera e vediamo due persone con la pelle scura(esseri umani che da molte persone vengono definiti negri) che cercano nei cassonetti della spazzatura.Ci siamo guardati e la decisione è scattata subito,li abbiamo chiamati dicendo loro di venirci incontro nel portone e abbiamo dato a uno di loro gli indumenti già preparati.Abbiamo ricevuto in cambio un profondo sguardo e poche parole,pronunciate con grande dignità:
"GRAZIE...GRAZIE...GRAZIE...CHE IL SIGNORE VI BENEDICA...GRAZIE..."
Ma noi siamo diversi vero?Noi abbiamo la pelle bianca...
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Riordino degli armadi...la taglia muta con il passar del tempo(non parliamo di anni che è meglio),indumenti ancora praticamente nuovi che non si possono più indossare...pazienza...li preparo per portarli nella parrocchia cosi' potranno essere utili per chi ha qualche chilo meno di me e magari...
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GEORGES SEURAT

10 ottobre 2018 ore 11:42 segnala
Georges Seurat (1859-1891), è il pittore che porta alle estreme conseguenze la tecnica pittorica degli impressionisti. Il problema di dar maggior luce e brillantezza ai colori posti sulla tela era già stato impostato da Manet e dagli impressionisti. La loro risposta a questo problema era stato il ricorso a colori puri, non mescolati, così da evitare al massimo le sintesi sottrattive che smorzavano i colori rendendoli privi di luminosità. Georges Seurat intese dare una nuova risposta a questo problema. Egli voleva giungere ai risultati di massima brillantezza utilizzando il «melange optique», ossia la mescolanza ottica.
La grande novità tecnica della pittura di Seurat furono i puntini. Egli realizzava i suoi quadri accostando piccoli puntini di colori primari. Ne derivava una specie di mosaico che trasmetteva un’indubbia suggestione. Dalla sua tecnica derivò il nome dato a questo stile, definito «puntinismo» o «pontillisme», alla francese. Altro nome che ebbe questo stile fu di neo-impressionismo, a sottolinearne la sua ideale continuazione con l’impressionismo.
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Georges Seurat (1859-1891), è il pittore che porta alle estreme conseguenze la tecnica pittorica degli impressionisti. Il problema di dar maggior luce e brillantezza ai colori posti sulla tela era già stato impostato da Manet e dagli impressionisti. La loro risposta a questo problema era stato il...
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C'E' ANCHE IL CANTO DI UN'ALLODOLA

01 ottobre 2018 ore 14:45 segnala
(...)"C'è un tale silenzio a quest'ora,eh?"
"Aspetti che sia primavera,e ci sarà un gran fracasso".
Devo averlo guardato con aria confusa,perchè subito ha spegato:
"Il coro dell'alba.Non so bene perchè,ma questa strada deve piacere particolarmente agli uccelli".
"Ah,Si?"ho risposto,continuando a non capire del tutto e cercando di tenere viva la conversazione per educazione,o forse per tenere lontani i miei pensieri.
"Cantano soprattutto all'alba per attirare un compagno con cui accoppiarsi e per
marcare il territorio" ha detto Amias."Peccato che gli esseri umani non abbiano
anche loro un approccio musicale alla faccenda;eh?"
"Già""Lo sa che cantano in un ordine preciso?",mi ha chiesto poi."Prima i merli,poi pettirossi,scriccioli,fringuelli,capinere,tordi.Un tempo c'era anche un usignolo.Sa che un usignolo può avere fino a trecento canti d'amore diversi?Un musicista ha rallentato il canto dell'allodola e ha scoperto che è molto simile alla Quinta sinfonia di Beethoven".
Mentre Amias continuava a parlarmi dei miracoli musicali del canto mattutino
degli uccelli,mi sono chiesta se si rendeva conto di quanto lo trovavo confortante e subito mi sono risposta che probabilmente lo sapeva benissimo e me ne parlava proprio per lasciarmi libera di pensare e nello stesso tempo tenermi
compagnia,fornendo una sorta di accompagnamento musicale alla mia tristezza.
Mi sono sforzata di sentir cantare un uccellino nel buio,ma c'era silenzio.
E nel silenzio e nel buio era difficile immaginarsi una luminosa mattina di
primavera riecheggiante di cinguettii.(...)
da SORELLA di ROSAMUND LUPTON

Charles Marion Russell

27 settembre 2018 ore 11:22 segnala


Charles Marion Russell, noto anche come C. M. Russell, Charlie Russell o "Kid" Russell (Saint Louis, 19 marzo 1864 – Great Falls, 24 ottobre 1926), è stato un artista del vecchio West.

Russell creò oltre 2000 dipinti di cowboy, indiani e paesaggi degli Stati Uniti d'America occidentali e dell'Alberta (Canada) oltre a sculture in bronzo. Noto come 'l'artista cowboy', Russell fu anche uno scrittore. Il C. M. Russell Museum Complex situato a Great Falls (Montana) ospita oltre 2000 opere, oggetti personali e manufatti di Russell.



murale di Russell intitolato Lewis and Clark Meeting the Flathead Indians è esposto nel campidoglio di Helena (Montana


Il dipinto del 1918 intitolato Piegans fu venduto per 5,6 milioni di dollari ad un'asta nel 2005.





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« immagine » Charles Marion Russell, noto anche come C. M. Russell, Charlie Russell o "Kid" Russell (Saint Louis, 19 marzo 1864 – Great Falls, 24 ottobre 1926), è stato un artista del vecchio West. Russell creò oltre 2000 dipinti di cowboy, indiani e paesaggi degli Stati Uniti d'America occident...
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Blues in Memoria

24 settembre 2018 ore 10:20 segnala


Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino gli aereoplani lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano i guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed il mio Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: avevo torto.

Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai nulla può giovare.
Wystan Hugh Auden

L’amore è la passione primitiva e positiva più forte. Così la perdita dell’oggetto amato è la perdita più grave. Se la poesia è un’elaborazione del lutto, dal lutto più grande deriva la poesia più grande. Si potrebbe addirittura dire: maggiore la caduta maggiore la poesia.
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« immagine » Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono, fate tacere il cane con un osso succulento, chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato portate fuori il feretro, si accostino i dolenti. Incrocino gli aereoplani lassù e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto, allacciate nastr...
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DAVID HOCKNEY

19 settembre 2018 ore 14:18 segnala
David Hockney (nato a a Bradford il 9 luglio 1937) è un pittore, disegnatore, stampatore, scenografo e fotografo inglese. Contributo importante al movimento pop art degli anni '60, è considerato uno dei più influenti artisti britannici del XX secolo.
L'artista si è trasferito a Los Angeles nel 1964, dove è stato ispirato a realizzare una serie di dipinti di piscine nel relativamente nuovo materiale acrilico utilizzando colori vibranti. L'artista ha vissuto avanti e indietro tra Los Angeles, Londra e Parigi tra la fine degli anni '60 e gli anni '70. Nel 1974 iniziò un rapporto personale decennale con Gregory Evans che si trasferì con lui negli Stati Uniti nel 1976 e dal 2018 rimane un socio in affari.
Hockney è apertamente gay, e ha apertamente esplorato la natura dell'amore gay nella sua ritrattistica. A volte, come in We Two Boys Together Clinging (1961), dal nome di una poesia di Walt Whitman , i lavori si riferiscono al suo amore per gli uomini. Nel 1963, dipinse due uomini insieme nel dipinto Scena domestica, Los Angeles , uno inondando mentre l'altro gli lava le spalle. Nell'estate del 1966, mentre insegnava alla UCLA , incontrò Peter Schlesinger , uno studente d'arte che posò per dipinti e disegni e con il quale si sentì coinvolto in modo romantico.
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David Hockney (nato a a Bradford il 9 luglio 1937) è un pittore, disegnatore, stampatore, scenografo e fotografo inglese. Contributo importante al movimento pop art degli anni '60, è considerato uno dei più influenti artisti britannici del XX secolo. L'artista si è trasferito a Los Angeles nel...
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