‘O Campusanto d’’e Funtanelle

10 maggio 2018 ore 14:59 segnala
L'ossario delle Fontanelle è molto più recente del cimitero greco-romano e paleocristiano, ma non meno affascinante.

Una breve passeggiata attraverso il Rione ci porta nell'ossario delle Fontanelle. Il sito era un'antica cava di tufo scavata nella collina di Materdei, chiamata Fontanelle per i rivoli d'acqua che sgorgavano dalle colline circostanti.
Il sito cimiteriale conserva da almeno quattro secoli i resti di chi non poteva permettersi una sepoltura e delle vittime delle epidemie che molto spesso hanno colpito Napoli.
Durante la Peste del 1656, secondo alcune fonti la cava accolse 250mila cadaveri su una popolazione di 400mila, mentre per alcuni le vittime furono addirittura 300mila. Per l'elevato numero di resti ormai presenti nell'ossario, già alla fine del Settecento ci fu una prima sistemazione delle ossa.

L'ORIGINE DELL'OSSARIO
La nascita del cimitero delle Fontanelle viene fatta risalire al XVII secolo, quando a Napoli si susseguirono:

3 rivolte popolari
3 carestie
5 eruzioni del Vesuvio
3 terremoti
3 epidemie
Nel 1837, in seguito a un'epidemia di colera, il consiglio sanitario impose lo spostamento delle salme precedentemente sepolte nelle chiese e nelle terre sante di confraternite nell'ossario delle Fontanelle.
Le Fontanelle in epoca moderna
Nel luglio del 1969 il cardinale Corrado Ursi fece chiudere l'ossario con un decreto del Tribunale Ecclesiastico: era preoccupato per i segnali di feticismo legati al culto delle anime pezzentelle, ritenuto una superstizione contraria alla dottrina cattolica del Concilio Vaticano II.

Resti conservati nell'ossario delle Fontanelle
40mila
sono i resti conservati nell'ossario
Ma si dice che sotto l'attuale piano di calpestio vi siano ancora sepolte ossa ordinatamente disposte, all'epoca, da becchini specializzati.


Il cimitero delle Fontanelle restò chiuso per molti anni, fu poi messo in sicurezza e riordinato dopo il 2002 e riaperto definitivamente nel 2010, in seguito ad un'occupazione pacifica degli abitanti del Rione.

Il culto delle anime pezzentelle
Secondo la tradizione, i fedeli napoletani adottavano uno dei teschi, che veniva accudito in cambio di grazie.

Il culto delle anime pezzentelle fu particolarmente vivo durante i due dopoguerra, e seguiva un rituale ben preciso: il cranio prescelto veniva pulito e lucidato, poggiato su fazzoletti ricamati e adornato con lumini e fiori, poi si metteva un rosario al collo del teschio.
Successivamente, il fazzoletto veniva sostituito da un cuscino ornato di ricami e merletti. A ciò seguiva l'apparizione in sogno dell'anima prescelta, la quale richiedeva preghiere e suffragi per alleviare le sue sofferenze in Purgatorio, mentre il fedele chiedeva in cambio una grazia o numeri da giocare al lotto.

Se la grazia non veniva accordata, o se il sabato non uscivano i numeri ricevuti in sogno, il fedele abbandonava il teschio e sceglieva un'altra capuzzella.

Se invece le grazie venivano concesse, il teschio veniva onorato con una sepoltura più degna: una scatola, una cassetta, una teca, a seconda delle possibilità dell'adottante.

I teschi non erano mai ricoperti con lapidi, perché dovevano essere lasciati liberi di comparire in sogno, l'unico mezzo di comunicazione tra i vivi e i morti.

I personaggi delle Fontanelle
Era nei sogni che nascevano le personificazioni delle anime pezzentelle, alcune delle quali fanno parte dell'immaginario di una città che non si è mai rassegnata alla condanna della morte.

Nelle preghiere alle anime si usava dire
«A refrische ‘e ll'anime d'o priatorio», per il riposo delle anime purganti.
Il Capitano
La capuzzella più famosa dell'ossario è il Capitano: sulla sua figura aleggiano varie leggende ed è venerato perché rappresenta quel Capo che il popolo napoletano non ha mai avuto.

Concetta
Un altro teschio famoso è quello di Concetta, la cui particolarità è la lucidità del teschio: mentre tutti gli altri crani sono ricoperti di polvere, il suo è sempre lucido, probabilmente perché raccoglie meglio l'umidità del luogo sotterraneo, interpretata come sudore delle anime del Purgatorio. Generalmente, Concetta era oggetto della devozione femminile per trovare marito.

Altre capuzzelle celebri
Tra i tanti teschi venerati, Fratello Pasquale era la capuzzella che dava in sogno i numeri al lotto, la Capa Rossa appariva in sogno come postino dai capelli rossi.

web
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L'ossario delle Fontanelle è molto più recente del cimitero greco-romano e paleocristiano, ma non meno affascinante. « immagine » Una breve passeggiata attraverso il Rione ci porta nell'ossario delle Fontanelle. Il sito era un'antica cava di tufo scavata nella collina di Materdei, chiamata...
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10/05/2018 14:59:45
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Commenti

  1. Alisia4ever 10 maggio 2018 ore 22:01
    sulla capuzzella più famosa (il capitano) c'è una leggenda che ti riporto riprendendola dal web:
    Della sua storia esistono diverse versioni, ma la più “sentita” è quella che riguarda i “due sposi”. Si narra di una giovane donna promessa sposa che nutriva un’autentica venerazione per il teschio del Capitano.Il suo futuro marito, invece, riteneva che tutte quelle attenzioni per delle vecchie ossa fossero tempo perso. Un giorno il giovane decise di accompagnare la futura consorte al Cimitero delle Fontanelle per vedere da vicino il vecchio teschio. Una volta nella cava, il giovane infilò un bastone nella cavità dell’occhio del teschio e con fare scherzoso, invitò il Capitano al suo matrimonio.Il giorno delle nozze, tra gli invitati festanti, apparve un uomo con la divisa dei carabinieri. Quando lo sposo chiese al carabiniere di qualificarsi, questo ripose che era stato proprio lui ad invitarlo, e che si era anche divertito ad accecargli un occhio in quell’occasione. Dopo la presentazione il Capitano aprì la sua divisa, e invece di un corpo d’uomo, apparvero solo le ossa dello scheletro.Alla vista di quella scena, i due novelli sposi morirono sul colpo, e la leggenda vuole che siano conservati ancora oggi nella prima stanza del Cimitero delle Fontanelle sotto la statua del presbitero Gaetano Barbati.
  2. gandalf3 10 maggio 2018 ore 22:10
    @Alisia... Carissima amica mia,leggerti è sempre più che un piacere una gioia.
    Sono felice della tua presenza che arricchisce il mio solitario blog che però a me e vedo anche a te piace condividere come cerco di fare anch'io con le tue sempre bellissime bacheche ricche di umanità e tenerezza.Grazie per questa
    bellissima storia del capitano,mai dire mai e l'ultimo chiuda la porta
    :-)))
    :rosa :bacio :rosa
  3. Alisia4ever 11 maggio 2018 ore 07:33
    :clap :alfuoco :flower
  4. gandalf3 11 maggio 2018 ore 09:05
    @Alisia... :lol :duello :clava :tvb :cracra :rosa :bacio :rosa

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