IL QUARTO STATO

08 novembre 2018 ore 14:11 segnala

Il Quarto Stato è il simbolo di un’epoca e di un’intera classe sociale
Il soggetto è uno sciopero, ma anziché descrivere una scena di scontri violenti, cosa che già altri artisti avevano rappresentato, Giuseppe Pellizza da Volpedo decide di mostrare la lenta sfilata dei lavoratori, che avanzano verso lo spettatore.

Per la prima volta nella storia dell’arte italiana, un artista sceglie di rappresentare l’ascesa del movimento operaio nella vita sociale del Paese e lo fa come se fosse inevitabile.
Per molti oggi può sembrare che questo dipinto sia retorico, in realtà non dobbiamo dimenticare che tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento la questione sociale era un tema con cui un artista si doveva (e voleva) misurare.
Erano anni di grandi cambiamenti e si stava affermando il principio di emancipazione del popolo, vista come la necessaria premessa per un futuro migliore.

Il Quarto Stato rappresenta un gruppo che avanza frontalmente, guidato da tre figure in primo piano: due uomini e una donna che tiene in braccio un bambino.
Giuseppe Pellizza da Volpedo studiò a lungo il posizionamento delle mani, dei piedi, la struttura delle ombre e l’orientamento delle teste fino a dare all’intera composizione la sensazione di un gruppo compatto e che procede verso chi guarda, che si sente parte attiva della scena.
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L’dea per quest’opera nacque nella mente di Giuseppe Pellizza da Volpedo diversi anni prima.
Inizia a lavorare al soggetto nel 1895, ma ci vorranno sei anni per concludere il lavoro e nel frattempo ci saranno altri due piccoli dipinti, molto simili a Il Quarto Stato e che possono essere considerati parte del lavoro di elaborazione dell’opera finale.
Si tratta di Ambasciatori della fame (1891-1892) e Fiumana (1895 -1896).

Nessun edificio è rappresentato sullo sfondo e questo isola in un momento ideale l’avvenimento, che diventa il simbolo del cammino dei lavoratori verso il futuro.
In realtà Giuseppe Pellizza da Volpedo annota nei suoi documenti un luogo preciso in cui collocare la scena, Piazza Castello a Volpedo (il paese in provincia di Alessandria in cui l’artista è nato).
Il punto di vista scelto da pittore è annotato minuziosamente e non cambia nel corso delle varie rielaborazioni del dipinto, nonostante non inserisca alcun elemento che permetta di identificare il luogo esatto solo osservando il dipinto.

A distanza di più di un secolo, ammirare Il Quarto Stato è sempre necessario, per non dimenticare che il diritto al lavoro è stata una conquista faticosa e non scontata, che ci fu un tempo in cui la società era divisa in classi sociali e non tutti avevano le stesse opportunità.
Quest’opera mi ricorda che c’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui gli artisti descrivevano la vita degli uomini e delle donne perchè non si cancellasse la memoria delle loro idee e dei loro ideali.

“Il Quarto Stato è un quadro sociale rappresentante il fatto più saliente dell’epoca nostra, l’avanzarsi fatale dei lavoratori” – Giuseppe Pellizza da Volpedo
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« immagine » Il Quarto Stato è il simbolo di un’epoca e di un’intera classe sociale Il soggetto è uno sciopero, ma anziché descrivere una scena di scontri violenti, cosa che già altri artisti avevano rappresentato, Giuseppe Pellizza da Volpedo decide di mostrare la lenta sfilata dei lavoratori, ch...
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08/11/2018 14:11:36
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Commenti

  1. elgomboshthereturn 08 novembre 2018 ore 16:04
    Molto interessante.
  2. leggendolamano 08 novembre 2018 ore 17:54
    E' un capolavoro nel quale ogni singolo personaggio va visto come "quadro" a se stante il popolo non è popolo ma ogni singolo manifestante ha la sua caratteristica e peculiarità che non lo fanno confondere nella massa informe del popolo, perchè il popolo è costituito da persone.
    grazie per il bel post.
  3. gandalf3 08 novembre 2018 ore 18:33
    @ elgomboshthereturn leggendolamano... mi fa tornare alla mente la mia gioventù quando avevsmo l'orgoglio di scendere in piazza per difendere la nostra dignità...

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