IL VOLO

22 novembre 2018 ore 14:19 segnala
Le stelle da più ore erano alte nel cielo,ma Anselmo continuava a rimaner seduto a quel tavolo dell’osteria,sempre col bicchiere fra le sue mani che veniva in continuazione riempito.L’oste e amico paziente,sapeva che fra non molto se ne sarebbe andato,e anche se era rimasto l’ultimo avventore aspettava.Infatti dopo pochi minuti Anselmo lo salutò si mise il giaccone e il suo cappellaccio in testa e si avviò in quella stradina,illuminata solo dalla luna e dalle stelle.Arrivò ben presto alla sua casetta dove una volta c’era gioia serenità amore e allegria,e dove invece ora si trovava solo desolazione e silenzio.Accese una candela,perché la corrente non se la poteva più permettere e,ancora mezzo vestito si lasciò cadere sul letto,ormai miseramente abbandonato a se stesso e iniziò a rivedere la sua vita passata,fino a quel triste momento,come faceva tutte le notti.
Il suo cuore riportò le immagini di un ragazzo pieno di vita e di amore per la vita stessa.Faceva il boscaiolo con gioia, la fatica gli era sconosciuta e un giorno di ritorno dal lavoro rivide Gloria,che era rimasta cara e dolce come quando lasciò il paese.Era tornata a casa dopo essere stata in una lontana città a studiare per poter diventar maestra.Rimasero immobili a fissarsi e in loro c’era una grande emozione,finchè Anselmo si tolse il cappello e facendole un grande inchino e un immenso sorriso, la salutò.
Lui si avviò verso la casa che stava costruendo nei momenti di libertà dal lavoro e,preparandosi la cena ripensò ai momenti trascorsi con lei quando erano ancora bimbi e poi ragazzi,fin quando lei parti’.
Fra loro c’era sempre stata una grande armonia e cosi’ lui iniziò a fantasticare sul loro futuro.Gloria ora era qui e lui era felice.Non passò molto tempo, Anselmo e Gloria si sposarono e quella casetta che lui con tanta fatica era riuscito a finire,divenne un piccolo splendido regno dove vivevano solo amore e felicità.Un giorno Gloria volle accompagnarlo nel bosco per seguire il suo lavoro e preparò un cesto con pane appena sfornato e un buon formaggio,li vicino c’era un fresco ruscello che permetteva loro di dissetarsi.
Lei era felice di sentire quanta forza riusciva produrre Anselmo con le sue braccia e corse da lui per abbracciarlo,proprio nel momento nel quale l’albero che stava tagliando cadde a terra e lei ne fu travolta.
Per lei non ci fu nulla da fare,e lui in quel momento cessò interiormente di vivere. Ogni giorno che passava pregava perché la morte rapisse anche lui.Anche quella notte come tutte le altre stava per finire e in lontananza si vedeva già il primo chiarore dell’alba,e come ogni notte lui si addormentò con la speranza di non svegliarsi più.Il vento turbinava fuori dai vetri e sembrava portare con se più e più voci,voci che si insinuarono nel suo pensiero,nel suo sogno e come d’incanto presero forma.Il sole alto nel cielo,il tepore primaverile il profumo di fiori che mai mancava nella casetta e una dolce melodia che li accompagnava sempre nei momenti felici.Nel sonno ritrovò il sorriso e si lascio trasportare da tutto questo,era felice e dalla sua bocca usci un dolcissimo richiamo…Gloriaaaaaaaaa…e lei le rispose,si anche lei con la sua voce dolcissima sussurrò…Anselmo…!Lui era estasiato da tutto questo,ma si rese conto anche nel sonno di non poterla sfiorare,ma solo immaginarla.Improvvisamente quel forte vento spalancò la finestra della camera e lui si svegliò disperato,allora era solo un sogno.Dalla finestra entrarono molte foglie portate dal vento e invece di sparpargliarsi nella stanza,formarono una figura,una magica figura, che parlava con la voce del vento stesso e che gli diceva”Vuoi proseguire il tuo sogno e ritornare a vivere con la tua amata Gloria?”
Lui rispose urlando disperato di si!Allora quella magica figura continuò’”Tu non sarai più Anselmo e sarai trasformato in una rondine,viaggerai sempre verso i cieli limpidi e caldi e le tue ali saranno formate dalla tua amata Gloria,cosi’ sarete una cosa sola e per sempre inseparabili…
Ecco perché il canto delle rondini,è sempre espressione di allegria e il loro volo è un rivivere la felicità.
gandalf-pino
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Le stelle da più ore erano alte nel cielo,ma Anselmo continuava a rimaner seduto a quel tavolo dell’osteria,sempre col bicchiere fra le sue mani che veniva in continuazione riempito.L’oste e amico paziente,sapeva che fra non molto se ne sarebbe andato,e anche se era rimasto l’ultimo avventore...
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22/11/2018 14:19:21
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Commenti

  1. dolcecarrie 22 novembre 2018 ore 14:24
    @gandalf3 scrive:
    Ecco perché il canto delle rondini,è sempre espressione di allegria e il loro volo è un rivivere la felicità.
    gandalf-pino



    Bella questa storia grazie gandalf-pino
  2. gandalf3 22 novembre 2018 ore 14:29
    @ dolcecarrie ... grazie a te amica carissima...
  3. s.hela 26 novembre 2018 ore 15:10


    Bellissima la tua storia , un saluto al "volo"

    Giulia :-) :bye
  4. gandalf3 26 novembre 2018 ore 16:25
    @s.hela... voliamo si sulle ali del mondo per raggiungere la gioia del vita...
    ciao Pino :rosa :bacio :rosa

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