Lampo e Pappi, una storia ancora da scrivere

06 maggio 2017 ore 15:17 segnala
Genova - Un’amicizia può nascere ovunque e non conta da dove vieni e nemmeno dove stai andando. Quando poi “si va” insieme, tutto il resto è relativo. Anche se sei nato (forse) in una discarica e lei, la tua compagna di viaggio, è stata abbandonata da piccola. E non conta, soprattutto, di che specie sei.Perchè questa è la storia di due cani, è bene scriverlo subito, che cercano un’adozione. Come tanti in tutta Italia e nella nostra regione. Si racconta di loro perché rappresentano un racconto di tanti racconti. E per ora quella di Bello Lampo (lui) e Pappilon (lei) è una storia quasi felice, perché c’è qualcuno che si sta occupando di loro in quella che sembra una “costante attesa di”, e nonostante abbia origine nella miseria della nostra umanità e in tutta la bellezza della loro “persona”.
Bello Lampo non è il nome di una discarica. Ma di un piccolo, grande cane

Lui prende il nome dalla discarica del capoluogo siciliano dove è stato trovato. E’ molto mite, impaurito dagli umani ai quali poi, però, cede con fiducia. E’ un amico speciale per gli altri suoi simili: convince tutti al gioco, fa tornare cuccioli anche cani “attempati” che vengono conquistati dalla sua fantasia. Perché quando gioca, quel “canetto” che sembra uscire da un cartone animato con i suoi occhi grandi, la testa tonda e le zampe paffute, è come se volasse su tutti i problemi del mondo.E non solo i suoi: fatti di brutti ricordi che non possono essere condivisi con gli umani ma che possono essere “capiti” ascoltandolo quando abbaia con una voce che fa tenerezza, cercando di darsi un tono del quale, probabilmente, vorrebbe pure farne a meno. Di lui ne sa molto più di chiunque altro la sua migliore amica...


Pappilon, un’amica speciale

Pappilon era minuscola quando è stata abbandonata in un canile di Palermo. E’ finita da subito nello stesso box di Lampo e con lui, anche qui a Genova, condivide una “stanza” al Buoncanile. E’ una meticcia dallo sguardo fiero e sembra sempre sorridente. E’ sveglia e lo sa e fa di tutto per far sapere a chi le è vicino quanto è “cool”. Bacia molto lei e lo fa con una certa” professionalità”: si avvicina scodinzolando, convince a darle retta ed eccola che subito è tra le braccia di chi le è accanto, di fronte... insomma, “vicino vicino”. Questa “cana” non ha dubbi: gli umani sono proprio i suoi compagni ideali. E se hanno un po’ di cibo da condividere ancora meglio. Altrimenti, pare dire con quegli occhi scuri, va bene lo stesso.Questa, brevemente, è la loro storia. In cui, però, mancano ancora altri protagonisti e che ancora non può essere scritta del tutto. E’ un racconto che non ha una fine e non l’avrà fin quando arriverà una controparte umana che entri in questo scrivere di anime e (altre) anime che si possono incontrare. Mai scontrare.
da IL SECOLOXIX
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Genova - Un’amicizia può nascere ovunque e non conta da dove vieni e nemmeno dove stai andando. Quando poi “si va” insieme, tutto il resto è relativo. Anche se sei nato (forse) in una discarica e lei, la tua compagna di viaggio, è stata abbandonata da piccola. E non conta, soprattutto, di che...
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