PENSIERO DI UN CARO AMICO

14 gennaio 2017 ore 15:31 segnala
LETTERA DI UN FIGLIO

A mia madre
I ricordi sono come assassini in libertà,
ti braccano,ti inseguono, non hanno pietà,
Eri senza forze in quel letto d’ospedale,
sfinita,senza voce e stavi male,

Stavi morendo e lo sapevi, ma ero io nel tuo pensiero,
il tuo bacio il tuo abbraccio lo ricordo per intero,
avevo appena preso la patente e te lo volevo dire,
non ci riuscii,lacrime di sangue presero a fluire,

Mi affacciavo ai diciotto anni senza un futuro,
la mia terra … bruciata, il colpo era troppo duro,
Una favola amara andava a incominciare,
il preambolo era già scritto mi dovevo sbrigare,

Il primo atto fu come a teatro la prima,
però Fata e Principe non fecero rima,
si separarono infatti dopo breve tempo,
morte ovunque andavo, non avevo scampo,

La mia mente cavalcava verso terre impure,
il mio cuore provato da guerre troppo dure,
il mio spirito morto e sepolto,
in breve tutto mi era stato tolto,


Ero solo e la paura guidava la mia vita,
non sapevo proprio come sarebbe finita,
forse avrei posto fine a tutto,
avrei costretto amici e parenti al lutto.


Cercavo Dio e con un frate parlai per ore,
convinto che quella religione curasse il mio cuore,
diede diserbante invece alla mia terra
forse nemmeno lui immaginava là la guerra.

Come nei migliori film del terrore,
i sogni aumentavano il mio dolore,
paura,follia, costruivano intarsi,
scheletri di desideri spezzati ovunque sparsi.

Come uno zombie vagavo su una terra senza stelle,
ad ogni passo perdevo le cose più belle,
per fermare la mente dovevo darmi da fare,
tre lavori in un giorno arrivai a contare.

Il cammino verso il Golgota era iniziato,
da tutto ormai ero guidato,
come il pioppo pone le sue foglie al vento,
ero sfinito, senza forze e ormai c’ero dentro,

dice Tagore in una sua poesia d’amore
le vie più remote portano al Sacrario del proprio cuore,
il Buddismo alla mia vita si presenta e fa miracoli,
è buona cosa e alla paura taglia i tentacoli,

così inizia una nuova era,
basta un raggio di sole e nasce una nuova primavera,
il mio cuore impara ad andare avanti insieme alla mente,
ormai sono grande e non mi spaventa più niente,

Inizio ad arare il mio campo e a seminare,
nuovi valori vado ad accarezzare,
Alberi preziosi sono carichi di fiori e frutti,
là gli esseri viventi sono felici e ci sono proprio tutti.

La prima cosa da fare è tornare padrone del mio tempo,
grazie all’amore di una donna rientro in campo,
sono pronto a giocare una nuova partita,
lo grido forte GIOCO per la mia vita.

Capisco finalmente il valore dell’accaduto,
senza la morte di mia madre non sarei cresciuto,
in sogno l’ho’ vista mentre continua il suo cammino,
mi ha salutato e comunque la sento vicino,

Guardo una foto lei e mio padre sono innamorati,
li vedo mentre si baciano come due fidanzati,
come le note formano una musica che si spande nell’Universo,
ora camminano insieme abbracciati sotto il cielo terso.


Malachina Mauro
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14/01/2017 15:31:24
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Commenti

  1. Njlo 15 gennaio 2017 ore 16:00
    Bellissima, emozionante, commovente. Come commentarla se non banalizzandola? Ecco, la strada maestra è lì davanti a noi, ci vogliono occhi aperti seppur pieni di lacrime per imboccarla e dare un senso alla nostra vita. :rosa
  2. gandalf3 15 gennaio 2017 ore 18:25
    @Njlo... :rosa :rosa :rosa :rosa :rosa

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