I FURBETTI DEL CARTELLINO (?)

03 marzo 2017 ore 19:12 segnala

Carissimi amici che cosa non vi debbo raccontare!!! Cosi... cosi... cosi...! I lazzaroni del cartellino! Ogni tanto, nun sapennu chi fari, ci fanno una trasmissione e tra un presentatore che non rappresenta, politici finchè il vento soffia si cammina e abbocati delle cause perdute... il programma tira avanti con ascolti nel male più che bene. Ma vorrei dire... buttanazza della miseria, personalmente sono stato dipendente in una fabbrica petrolchimica e quando trasìu una delle regole era nessuno, sottolineo NESSUNO poteva timbrare il cartellino di un altro, chi lo avesse fatto ... ipso fatto si trovava a non dover più timbrare per licenziamento in tronco. Ricordo anche il decimatore, quello strumento (azionato dal servizio vigilanza) ca quannu videvano una situazione losca lo facevano suonare e il tizio veniva perquisito! (in seguito a lotte sindacali fu levato). E riguardo al caso di Roma dove la notte di capodanno i vigili urbani in 700 tra malati e in ferie.. ho da dire che sempre nella fabbrica dove ho lavorato in turno c'era una regola morale che valeva più di quelle scritte. Feste come il capodanno chi ci toccava... ci toccava ... Ricordo la notte del 31.12.1970 ero di turno e la squadra si componeva di quattro operai e un capoturno. Ebbene, malgrado due avessero le ferie firmate vennero lo stesso al lavoro e vi assicuro è stato uno dei più bei capodanno vissuti. Chi avesse infranto questa regola, quando rientrava non era completamente "cacato" poichè nessuno gli avrebbe rivolto la parola. Purtroppo a volte "Era megghiu quannu si stava peggiu!" Licenziarli in tronco senza per come e perchè! Buona serata .... Ah mi sfugai !

I CALAFATARI

03 marzo 2017 ore 18:43 segnala
I CALAFATARI

Sembra strano con la crisi di lavoro che c’è, che pochissimi giovani, stando a quel che si dice, abbraccino questa professione che dopotutto lo farebbe vivere dignitosamente dal momento che c’è ancora un bel po’ di persone disposte a farsi costruire una barca.
Al cantiere sono rimasti artigiani anziani che lamentano la non presenza giovanile al lavoro, i tempi cambiano e le aspirazioni della gioventù sono diverse, e quindi come si suole dire chianciri ‘u mortu ssu lacrimi persi.
Basta passare in macchina e buttare uno sguardo al cantiere, che per incanto lo vedi come ai bei tempi, pieno di pescherecci e barche e con i ragazzini a gironzolare di nascosto fra le imbarcazioni sognando ad occhi aperti le avventure dei pirati.
Il risveglio era rappresentato da un addetto ai lavori che era sempre pronto a menar le mani se quell’improvvisata ciurma non levava l’ancora alla svelta, ma questo non dissuadeva minimamente nessun giovanissimo dall’andare a giocare in quel posto.
A quell’epoca c’era una barchetta che probabilmente doveva servire ai calafatari per spostarsi via mare, da un’imbarcazione all’altra, e la sera era lì, priva di remi legata ad un anello di ferro del molo.
Prenderla non era un’impresa da poco considerato che il cantiere era custodito anche di notte; quindi i ragazzini prima si procuravano le tavolette – tolte a delle cassette per pesci – e che dovevano servire da remi, e dopo controllavano i movimenti del guardiano.
Quando lo ritenevano opportuno, cercando di fare meno rumore possibile, di corsa alla barchetta; il più esperto scioglieva il nodo che la teneva legata all’anello in ferro e dopo tante discussioni su chi doveva salirci sopra, a bordo e…avanti tutta!
Questo avveniva perché io ragazzini presenti a questa operazione erano molto di più rispetto alla capienza della barchetta.
Andava a finire che le lagnanze, non più a bassa voce, di chi era rimasto a guardare sul molo, facevano accorrere il custode con il risultato di procurare un fuggi..fuggi generale di chi era ancora in cantiere e un attracco della barchetta al molo di fronte, per evitare il rimprovero manesco del guardiano a quella ciurma improvvisata.
Quel cantiere per i ragazzini degli anni ’50 ha costituito un simpatico parco giochi; su quella barchetta tanti giovanissimi, di contrabbando, hanno imparato a remare, speriamo che anche questi nostri simpaticissimi calafatari remino ancora per tanti e tanti anni.

LU PILLIRINU E LU PLATANU di Venerando Gangi

01 marzo 2017 ore 11:32 segnala
LU PILLIRINU, E LU PLATANU

'N tempu d'està, d'un Platanu
all'umbra un pillirinu
sidia ppri ripusarisi,
stancu di lu caminu.
Guarda la pianta sterili,
la gran fugghami, e autizza,
tistija, e stu rimproviru
all'urtimu cci 'ndrizza:
O sbriugnatu arburu,
ca pampini sì tuttu,
ca 'mpanni tanta aria,
e mancu viju un fruttu!
Lu platanu a lu sentiri
stu zoticu parrari,
risposta giusta subitu
all'omu sappi dari:
E' veru ca infruttiferu
ju sugnu; mi sia chista
ti vogghiu ju cuncediri,
curpa di pianta trista;
frattantu 'ntra stu caudu
tu all'umbra mia sì misu
frattantu ti beneficu,
rinfriscu, e 'mparadisu.
Difetti rinfacciaricci
fauri a cui nni fa,
è granni 'ngratitudini
è mostruosità

Venerando Gangi

IL PELLEGRINO ED IL PLATANO
D'estate sotto un platano, all'ombra, un pellegrino sedeva a riposare stanco del suo cammino. Guarda la pianta sterile, di gran fogliame e altezza, scuote la testa e dice con la maggiore asprezza: "Oh svergognato albero, che fronda sei per tutto, che copri tanto cielo e non produci frutto!" Il platano all'udire quel rustico parlare, risposta giusta subito all'uomo seppe dare: "E' vero che di frutti la fronda mia è sprovvista, ammetto la mia colpa di essere pianta trista. Ma tu all'ombra mia ti stai con lieto viso, pertanto refrigerio ti dò il paradiso!" Difatti rilevare a chi favor cifa è grande ingratitudine ed è mostruosità.

RICETTA SICILIANA

28 febbraio 2017 ore 16:57 segnala
SPAGHETTI AI RICCI DI MARE

Ingredienti per 4 persone:
* 400 gr di spaghetti
* 80 ricci (equivalenti a 2 bicchieri di plastica che vendono generalmente al mercato al prezzo di euro 10 circa a bicchiere)
* 1/2 bicchiere d'olio extravergine d'oliva
* 2 spicchi d'aglio
* 1 mazzetto di prezzemolo
* sale e pepe

Aprite i ricci con apposito utensile o con un paio di forbici e recuperare le uova, trasferendole in una terrina.
Pestate l'aglio nel mortaio con ua presa di sale; versate il composto in una ciotola e incorporate il prezzemolo tritato, l'olio (leggermente scaldato a bagnomaria) e una spolverata di pepe.
Mescolate, quindi, la salsina alle uova dei ricci e lasciate riposare.
Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata; sgocciolateli al dente e conditeli con il sugo preparato

SITI D'AMURI Armando Carruba

22 febbraio 2017 ore 11:23 segnala
SITI D'AMURI

Lassai i me' sonni 'i carusu
unni 'u mari canta
canzuni d'amuri
a casi
ca ciaurunu 'i basilicu,
unnu vecchi 'o suli
asciucunu pinzeri
e picciriddi scausi
assicutunu 'a vita
vaneddi vaneddi.
Lassai i me' sonni 'i carusu
a 'na picciotta
ca ccu l'occhi a la via
'rrireva 'o ventu.

Armando Carruba

Ho lasciato i miei sogni di ragazzo/ dove il mare canta/ canzoni d'amore/ a case/ che odorono di basilico/ dove vecchi al sole/ asciugono pensieri/ e bambini scalzi/ rincorrono la vita/ vicoli vicoli/ Ho lasciato i miei sogni di ragazzo/ ad una fanciulla/ che guardando la strada/ rideva al vento.

SITI D'AMURI di Armando Carruba

20 febbraio 2017 ore 17:10 segnala
SITI D'AMURI

'U tempu
è comu 'u ciumi,
curri...
curri...
curri...
nun torna cchiù.
Pirchissu
ti vogghiu amari
sempri
pp'arrubbari
tempu 'o tempu

Armando Carruba

SETE D'AMORE - Il tempo è come il fiume, corre... corre... corre... non torna più. Per questo ti voglio amare sempre per rubare tempo al tempo.
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SITI D'AMURI « immagine » 'U tempu è comu 'u ciumi, curri... curri... curri... nun torna cchiù. Pirchissu ti vogghiu amari sempri pp'arrubbari tempu 'o tempu Armando Carruba SETE D'AMORE - Il tempo è come il fiume, corre... corre... corre... non torna più. Per questo ti voglio amare sempre per...
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I MIEI SILENZI di Armando Carruba

20 febbraio 2017 ore 16:37 segnala
I MIEI SILENZI

I miei silenzi
parlano di giorni lontani
quando gaie risate
rincorrevano sogni
negli occhi di mamma.
I miei silenzi
giocano a rimpiattino
con l'accozzaglia di parole vuote
vestite a festa.
I miei silenzi
danzano rumorosi
in un vortice di ricordi
che non si zittiscono mai.

Armando Carruba
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I MIEI SILENZI « immagine » I miei silenzi parlano di giorni lontani quando gaie risate rincorrevano sogni negli occhi di mamma. I miei silenzi giocano a rimpiattino con l'accozzaglia di parole vuote vestite a festa. I miei silenzi danzano rumorosi in un vortice di ricordi che non si zittiscono...
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SITI D'AMURI di Armando Carruba

10 febbraio 2017 ore 17:26 segnala


Scinni `na lacrima
muta
ppe` murticeddi

`N ciuri
`ntà `na tomba
mori

`Na prjiera
ppi l`armuzza
l`abbrazza Diu

E ju...
vivu `ntò tò cori
e nun moru mai!

Armando Carruba

Scende una lacrima/ silenziosa/ per i morti/ Un fiore/ sulla tomba/ muore/ Una prieghiera/ per quell'anima/ l'abbraccia Dio/ E io.../vivo nel tuo cuore/e non morirò mai!
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« immagine » Scinni `na lacrima muta ppe` murticeddi `N ciuri `ntà `na tomba mori `Na prjiera ppi l`armuzza l`abbrazza Diu E ju... vivu `ntò tò cori e nun moru mai! Armando Carruba Scende una lacrima/ silenziosa/ per i morti/ Un fiore/ sulla tomba/ muore/ Una prieghiera/ per quell'anima/ l'...
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CUCINA SICILIANA

09 febbraio 2017 ore 18:21 segnala
SPAGHETTI CON I GAMBERI

Ingredienti per 4 persone:
* 400 gr di spaghetti
* 300 gr di code di gamberi già sgusciate
* 1 spigghio d'aglio
* 1 pezzetto di cipolla
* vino bianco secco
* 5 cucchiai di olio extravergine d'oliva
* 500 gr di pomodori maturi
* 1 mazzetto di prezzemolo
* 1 ciuffo di basilico
* sale e peperoncino

Lavate i pomodori, pelateli e privateli dei semi; poi, tagliate la polpa a pezzetti.
Fate appassire un trito di aglio e cipolla in un tegame con l'olio (se non gradite l'aglio, usatelo intero schiacciato ed eliminatelo quando imbiondisce); unite i pomodori, una presa di sale, un pizzico di peperoncino e le foglie di basilico e lasciate cuocere per 10 minuti.
A questo punto, aggiungete i gamberi, lavati e asciugati e, dopo un paio di minuti, bagnate tutto con una spruzzata di vino.
Cospargete con un ciuffo di prezzemolo tritato e cuocete per 5 minuti.
Lessate gli spaghetti in acqua bollente salata; sgocciolateli al dente e trasferiteli in padella con il sugo.
Rigirate velocemente tutto, affinché il condimento si distribuisca in modo uniforme; quindi, cospargete di prezzemolo tritato e servite.
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SPAGHETTI CON I GAMBERI « immagine » Ingredienti per 4 persone: * 400 gr di spaghetti * 300 gr di code di gamberi già sgusciate * 1 spigghio d'aglio * 1 pezzetto di cipolla * vino bianco secco * 5 cucchiai di olio extravergine d'oliva * 500 gr di pomodori maturi * 1 mazzetto di prezzemolo * 1...
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SICILIANANDO

09 febbraio 2017 ore 10:02 segnala


L'arma di la fimmina è 'a lingua
L'arma della donna è la lingua

Abbunnanza genera fastidiu
Abbondanza genera fastidio

Omu assaltatu è menzu pigghiatu
L'uomo assalito è mezzo preso

Amuri e signuria nun stannu 'n cumpagnia
Amore e signoria non stanno in compagnia

Ognunu adura 'u suli chi nasci
Ognuno adora il sole che nasce
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« immagine » L'arma di la fimmina è 'a lingua L'arma della donna è la lingua Abbunnanza genera fastidiu Abbondanza genera fastidio Omu assaltatu è menzu pigghiatu L'uomo assalito è mezzo preso Amuri e signuria nun stannu 'n cumpagnia Amore e signoria non stanno in compagnia Ognunu adura 'u su...
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09/02/2017 10:02:06
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