Il dolore dell'anima

05 maggio 2014 ore 20:46 segnala




"Incredibile come il dolore dell'anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell'anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare."

Queste splendide parole di Oriana Fallaci,credo incarnino perfettamente
quanto si prova quando in certi periodi della vita siamo colpiti dalla
depressione,quel male oscuro ed invisibile,ma che chi ha provato sa bene
quanto possa essere deleterio!
Chi mai ha avuto la fortuna di provare questa sofferenza,non può comprendere
quanto sia letale...chi non ha mai provato quel senso di vuoto che
all'improvviso ti colma e ti sommerge, sarà sempre scettico e poco incline alla comprensione verso chi purtroppo con questo tipo di sofferenza ci convive
e ci lotta...
E' triste accorgersi di quanto la sofferenza dell'anima passi inosservata ed
a volte quasi derisa...le ferite del corpo con il tempo guariscono e scompaiono,
ma quelle dell'anima accompagneranno tutta la vita chi le ha subite.
Il dolore va rispettato e confortato,anche quando non si è in grado di
comprenderlo...
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« immagine » "Incredibile come il dolore dell'anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore a pezzi e sei così d...
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05/05/2014 20:46:20
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Commenti

  1. 69leone69 05 maggio 2014 ore 20:50
    Concordo in pieno col tuo pensiero :clap dolce serata :rosa
  2. gattamannara 05 maggio 2014 ore 20:53
    Ciao caro leone..splendido brano questo dei REM...davvero indicato per
    l'argomento trattato nel blog :-)
    Un abbraccio :rosa
  3. 69leone69 05 maggio 2014 ore 21:01
    Grazie :shy :rosa
  4. gattamannara 05 maggio 2014 ore 21:06
    Grazie a te :rosa :bacio
  5. VirPaucisVerbo 05 maggio 2014 ore 21:26
    Come capisco e conosco bene quel tipo di dolore. Ed ogni volta mi chiedo: "ma è possibile che NESSesUNO si accorga di quel che provo? E' proprio così invisibile questo male infido e sottile?".

    Ma è così. Si ride in compagnia, si soffre in solitudine.
    Un bacio e buona serata. :rosa :-*
  6. IlTo.scano 05 maggio 2014 ore 22:56
  7. f.riarielle 05 maggio 2014 ore 23:30
    Il dolore dell'anima è quanto di più personale possa esistere, lo sente solo il legittimo proprietario ed è asociale, non si confonde con nessuno, né puoi condividerlo se non con te stesso/a
  8. gattamannara 06 maggio 2014 ore 07:09
    Virpaucis ciao, è purtroppo dannatamente e desolatamente vero...
    ed aggiungo che molto spesso oltre alla sofferenza, devi sopportare
    anche il fatto che alcuni ti scherniscano e non prendano sul serio
    le tue pene interiori dichiarandole soltanto "sciocchezze"
    Eppure a me basta guardare gli occhi di una persona, per accorgermi
    se dietro il suo sguardo non esista un mare di tristezza e di disperazione...
    Un caro saluto :rosa
  9. gattamannara 06 maggio 2014 ore 07:18
    Il.toscano grazie per il tuo gradito intervento...
    splendido brano:)
    Un saluto!
  10. gattamannara 06 maggio 2014 ore 07:33
    Ciao f.riarielle,grande verità, il dolore che ciascuno di noi prova
    dentro di sè è unico,intimo e non condivisibile...ma non per questo
    non deve essere preso in considerazione e rispettato se non confortato.
    Per esempio, io ho avuto la fortuna di non provare mai il mal di denti,
    chi l'ha provato sostiene che sia una sofferenza terribile,
    io rispetto chi lo prova e non ritengo che siano persone
    deboli e senza spina dorsale soltanto perchè io non ho idea di cosa
    significhi provare quel tipo di sofferenza...
    Un abbraccio :rosa
  11. Baldomail 06 maggio 2014 ore 11:45
    In una società che guarda l'aspetto esteriore... l'essere... l'apparire, come ci si può accorgere del male del dolore che internamente ci distrugge....e come dici tu solo chi è passato x questa via... chi è sensibile e chi veramente sa guardare oltre...e scrutarti in profondità... può accorgersi di ciò...
  12. Cicala.SRsiciliana 06 maggio 2014 ore 11:53
    Scusa Barbara se stavolta non
    mi trovi d'accordo con quanto hai scritto.
    Se ben ricordi quasi un anno e mezzo fa
    ti comunicai che non avevo più voglia di vivere
    e volevo farla finita.
    A te dispiacque molto questa mia confessione
    e facesti di tutto per dissuadermi.
    Ma e le tue stupende parole non servirono a lenire
    il mio dolore. Poi quel momento di immane dolore si
    attenuò ma ci vollero mesi e mesi.
    Oggi che ti sento parlare di dolore dell'animo e
    dell'incapacità degli altri di capire fino in fondo,
    non mi trovi d'accordo. Io so che vuol dire desiderare
    di non vivere più, perdere ogni forma di interesse per la vita
    ma viviamo lontane e l'unico mezzo per parlare di noi è il blog
    per cui non posso aiutarti come vorrei. Quando mi dici che stai male
    io torno indietro nel tempo e mi rivedo com'ero e sto male, male per te.
    Ecco perchè ti dico:Barbara so come ti senti....
    Mi auguro solo, che questo dolore dell'anima che provi, pian piano
    ceda ii posto alla serenità.
    Ti voglio bene Barbara, Rita :rosa :bacio
  13. Anassagora.70 06 maggio 2014 ore 12:28
    Partendo dal presupposto che il pensiero e la personalità della Fallaci non sono mai state di mio gradimento, vuoi per l'esagerazione espositiva dei concetti che la contraddistingue, anch'essi assai integralisti ed un modo di pensare " imperialistico " quando scrive di politica, una sorta di " americanismo " nel senso più brutto del termine ... Di “dolori“ dell’anima, come quelli corporali, ve ne sono una vasta gamma, dai più lievi ai più pesanti, e quelli più probanti, lasciano cicatrici visibili o no, che ad intervalli di tempo si fanno sentire, in vari modi e ( vedendo la cosa a mio modo ) ci rammentano d’aver sorpassato positivamente delle prove assegnateci .
    Ma di incurabilità, andrei piano a parlare, almeno dal piano di vista dell’anima (o mente, che si riflette nello Spirito): il tempo spesso guarisce anche ciò che sembrava incurabile o distruttivo, a differenza del corpo ( che è transitorio e delimitato da nascita e morte ), dove certe malattie portano effettivamente, più o meno dolorosamente, alla sua estinzione . Tutto dipende dalla volontà, dalle motivazioni, dalla forza interiore dell’individuo, ed anche dalla mancata coscienza o consapevolezza che abbiamo in noi i mezzi per rinascere, più forti di prima, perché non vi è nulla al mondo, che possa resistere, alle reali capacità che un essere umano ha in sé, quando realmente ha voglia di vivere .
    La psichiatria, e la medicina in generale, si è dimostrata non solo incapace a curarla, ma tramite la somministrazione dei cosiddetti “antidepressivi”, non solo peggiora la situazione dei suoi pazienti, ma li rende dipendenti da farmaci che ne distruggono volontà e possibilità di guarigione, come è dimostrato tra l’altro, dall’incremento di suicidi ed atti violenti nei confronti propri e del prossimo.
    Sarò crudo, ma quando ti trovi in acqua, che ti ci abbiano buttato o che tu abbia scelto d’entrarci, e se non hai imparato a nuotare in precedenza, sei costretto a farlo velocemente, sempre ricordando che i bambini lo fanno istintivamente, prima di camminare o parlare, dando il meglio di noi stessi. Oppure …
    Ciao, e buona giornata .
  14. crenabog 06 maggio 2014 ore 12:40
    sono pienamente d'accordo specialmente sul fatto che chi non le ha provate non riesce a capirle. io mi faccio le notti da solo in cantieri desolati, palazzi in macerie, stazioni piene di tossici e pazzi, mi son beccato una coltellata, mi son morto di freddo e sì, anche di paura, in certi momenti, mi son trovato in mezzo a risse con venti tunisini strafatti... poi torno a casa a pezzi, e trovo mia moglie, che ha una casa, un impiego, un figlio, un marito, la salute, il pane nel frigorifero, otto ore di sonno sulle spalle nel letto di casa, che si fa prendere dagli attacchi di panico. hai ragione. io non riesco a capire. e certamente nessuno ha mai provato a capire quel che sento io, che reggo tutto su queste spalle. mah. auguri di guarigione, comunque, a chiunque ci sia capitato dentro, detto sinceramente. abbracci.
  15. NellAnimaMia 06 maggio 2014 ore 12:47
    Il dolore va rispettato e confortato,anche quando non si è in grado di
    comprenderlo. Condivido. :rosa
  16. gattamannara 06 maggio 2014 ore 15:52
    Mia carissima e dolce Rita, ma ci mancherebbe!
    Io ho piacere quando le persone scrivono le loro
    opinioni, anche se contrarie al mio pensiero:)
    Devo dire però che forse hai frainteso,io volevo esternare
    il fatto che chi non ha mai provato questo tipo di sofferenza, non dà
    importanza e rilievo a chi sta soffrendo interiormente.
    Le parole degli amici in quei momenti non leniscono il dolore, è vero,
    e tu ed io ne sappiamo qualcosa, ma quel che io ci tenevo a sottolineare
    è il fatto che quando non si comprende la motivazione del dolore di
    qualcun altro, non bisogna sottovalutarla e schernirla...tutto qui!
    Ti voglio bene anch'io, e non dimentico quanto mi sei stata vicina
    negli ultimi tempi, le tue parole erano sagge e giuste, ma io come te
    avevo bisogno dei miei tempi per metabolizzare e sperare il tutto...
    Un bacione :bacio
    :rosa :rosa
  17. gattamannara 06 maggio 2014 ore 16:05
    Anassagora, splendido ed erudito commento, come sempre...ma se per
    l'appunto non hai provato certe sofferenze, ed a un certo livello,
    tutti gli esempi che hai citato nel tuo commento, lasciano il tempo
    che trovano...molto spesso c'è chi in acqua quando viene buttato o ci cade,
    annega miseramente, e non si può certamente fargliene una colpa se non
    ha avuto il tempo di imparare a nuotare.. :-)
    Concordo sul fatto che psicofarmaci ed antidepressivi non servano
    in alcun modo a risolvere il problema,anzi molto spesso lo amplificano!
    Un caro saluto :bacio
  18. gattamannara 06 maggio 2014 ore 16:07
    Baldomail, giusta osservazione...in un mondo superficiale e che bada solo
    all'apparenza, chi si accorge della sofferenza altrui? Anzi, chi vuole accorgersene? Le persone tristi sono deprimenti, e vengono allontanate
    ed emarginate prima o poi... :-(
  19. gattamannara 06 maggio 2014 ore 16:13
    :-) Crenabog,sono sicuramente situazioni diverse,vissute da persone diverse.
    non conosco tua moglie e non voglio certo mettermi in competizione.. :-)))
    Io non ho un marito, un figlio, un impiego e tra poco nemmeno più la casa,
    di sicuro non vado in depressione perchè non posso andare dal parrucchiere, mettermi le ciglia finte, passare le prossime vacanze alla Maldive...
    Ho problemi alquanto più seri... :-)
    Ci sono persone che nascono con problemi fisici e quindi più vulnerabili
    nel corpo, e persone che nascono più vulnerabili nell'anima...
    Grazie per l'augurio, un saluto!
  20. Anassagora.70 06 maggio 2014 ore 16:17
    Beh, chi non sa nuotare e non intende apprendere quest'attività è bene che si tenga lontano da fonti d'acqua e conoscenze pericolose ... Riguardo la depressione, sai come la penso, la si può chiamare in mille modi, ma in sè stessa, esiste solo perchè la creiamo noi, non viene a cercarci con la lanterna e non è una malattia infettiva, che si trasmette una persona con l'altra . Quindi ... Ciao .
  21. gattamannara 06 maggio 2014 ore 16:19
    NellAnimaMia grazie per il tempo che mi hai dedicato :rosa
  22. gattamannara 06 maggio 2014 ore 16:21
    Anassagora, io non ho scelto di nascere in una certa famiglia, di avere
    certi genitori ecc...ecc... e qui mi fermo, è bene che ciascuno conservi
    le proprie opinioni :-)
  23. Anassagora.70 06 maggio 2014 ore 16:29
    E' un lungo discorso, e non certo d'ampliare qui dentro . Ok, buona serata, ciao ! :-))
  24. gattamannara 06 maggio 2014 ore 16:31
    Per l'appunto... :-) un abbraccio!
  25. topo.mannaro 06 maggio 2014 ore 17:40
    :rosa :rosa :rosa ti voglio bene
    Max
  26. gattamannara 06 maggio 2014 ore 17:45
    Lo so...anch'io te ne voglio :-)
  27. gattamannara 06 maggio 2014 ore 17:45
    Lo so...anch'io te ne voglio :-)
  28. Cicala.SRsiciliana 06 maggio 2014 ore 18:19
    Barbara sono felice che tu
    non te la sia presa a male
    leggendo il mio dissenso.
    Per me l'amico vero ha due ruoli
    determinanti nella vita della
    persona a cui è molto legata: Il primo
    è il silenzio totale che non è abbandono
    o menefreghismo bensì rispetto del dolore
    altrui, dolore che deve essere elaborato
    da solo senza paternali o troppe parole,
    perchè non vengono neanche ascoltate, per cui
    bisogna avere il buon gusto di tacere e condividere
    il dolore dell'altro nel massimo silenzio; il secondo
    ruolo è quello di scuoterlo quando vede che sta affondando.
    Il vero amico come la Madre, da una parte soffre in silenzio
    e lascia che il figlio viva quel momento dolorosissimo, senza
    proferir parola ma al tempo stesso, attenta e vigile non permette
    che il figlio muoia di dolore e se è necessario, ben venga il
    pugno forte per svegliarlo dal quel mondo tutto suo, dove è caduto
    in letargo. Se è necessario rischio con tutto il dolore che ne
    consegue, di perdere il mio migliore amico, ma non accetto di
    vedere con i miei occhi che precipiti in un burrone.
    Barbara, credimi, ti sto parlando a cuore aperto, l'amore per
    un uomo o per una donna, col tempo passa, ma il vero amico non smetti
    mai di amarlo.Scusa la filippica che ho fatto ma sentivo il bisogno
    di parlarti, di scriverti, di esprimermi. Ti voglio un bene puro e
    sincero e non so cosa non darei per regalarti un periodo di serenità.
    Rita :bacio

  29. gattamannara 06 maggio 2014 ore 19:53
    Rita grazie di cuore..non devi mai reprimere quello che pensi
    per timore che io possa offendermi,ma del resto credo che tu lo
    abbia capito ormai,vero? :-)
    Condivido quanto affermi sull'amore tra uomo e donna,prima o poi finisce,
    ed oramai io non ci credo più, ma sulla vera amicizia ho ancora
    tanta fiducia :-)
    Se è destino che io nella vita possa provare gioia e serenità,
    sicuramente questo si avvererà, ma non mi è dato saperlo per
    il momento...
    Un abbraccio fortissimo, ti vogli bene davvero tanto anch'io! :rosa
    fiducia!
  30. Cicala.SRsiciliana 23 maggio 2014 ore 11:37


    Ti penso sempre. Un bacio, Rita :bacio
  31. gattamannara 23 maggio 2014 ore 15:09
    RIta grazie, tu sei sempre stupenda :rosa
    Un week end altrettanto felice per te :bacio
  32. Cicala.SRsiciliana 23 maggio 2014 ore 18:53
    ricambio con affetto puro e sincero, Rita :rosa
  33. pi.n0 06 giugno 2014 ore 05:00
    ....un'anima non deve guarire, non servono bende e medicine...serve il tempo, un tempo da vivere illudendo l'anima !! ;-) :bacio
  34. gattamannara 06 giugno 2014 ore 07:41
    E' tutta la vita che mi illudo, o forse vengo illusa...
    Non credo ci sia rimedio :-( :bacio
  35. gabriel.61 22 novembre 2014 ore 18:12
    semplicemente perche noi siamo anima..il corpo ha una scadenza e lo abbandoneremo,l'anima no...la vera bellezza sta in lei,nell'amore che è in grado di dare..x questo la sua sofferenza non ha paragone con quella del corpo..piu un anima è bella e piu può soffrire
  36. Moro.gerato 29 novembre 2016 ore 20:46
    Posso consigliarti di vedere un film che, sulle prime, potrà sembrarti una cavolata, ma che se ci ragioni un pò su, è assai significativo ed interessante.
    "Ted" è il film, è la storia di un orsacchiotto vivente grazie al desiderio di un bambino, che cresce con Lui sino a diventare un uomo adulto.
    Guardalo tutto (hanno fatto anche il prosieguo, Ted 2), poi mi dirai cosa ne pensi e cosa ne hai tratto.

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